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Transitori nelle reti

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Circuiti elettrici · 12 di 14

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Indice

Dopo una manovra

Una rete in regime stazionario resta ferma finché qualcuno non chiude o apre un interruttore. Dopo la manovra la rete ha una configurazione nuova e un nuovo regime da raggiungere, ma non ci arriva di colpo: condensatori e induttori contengono energia, e l’energia si ridistribuisce in un tempo finito. Il passaggio da un regime all’altro è il transitorio. L’articolo generalizza la carica del condensatore e la crescita della corrente nell’induttore trattate nei loro articoli.

Negli schemi un interruttore comandato in chiusura è un circuito aperto prima dell’istante t0t_0 e un cortocircuito dopo; uno comandato in apertura fa il contrario; un commutatore sposta un collegamento da un morsetto a un altro. Si scrive t0t_0^- per l’istante subito prima della manovra e t0+t_0^+ per quello subito dopo.

Variabili di stato e variabili di rete

La tensione di un condensatore e la corrente di un induttore sono le variabili di stato della rete. Da loro dipende l’energia accumulata, 12Cv2\tfrac12Cv^2 e 12Li2\tfrac12Li^2, e gli articoli sul condensatore e sull’induttore hanno dimostrato che, finché correnti e tensioni restano limitate, sono funzioni continue del tempo: in una manovra non saltano. Lo si può dire anche con l’energia: l’energia è una funzione di stato, e per farla cambiare di colpo servirebbe una potenza infinita. Tutte le altre tensioni e correnti sono variabili di rete, e possono saltare.

Proposizione (variabili di rete e variabili di stato)

In una rete lineare, in ogni istante ogni variabile di rete è una combinazione lineare delle variabili di stato e dei valori dei generatori indipendenti, con coefficienti che dipendono solo dalla configurazione della rete in quell’istante.

Dimostrazione.

In un istante fissato si sostituisce ogni condensatore con un generatore ideale di tensione uguale alla sua tensione e ogni induttore con un generatore ideale di corrente uguale alla sua corrente. Per il teorema di sostituzione le altre grandezze non cambiano, e la rete ottenuta contiene solo resistori e generatori. Per la sovrapposizione degli effetti ogni sua grandezza è una combinazione lineare dei valori di tutti i generatori, quelli veri e quelli che hanno preso il posto dei componenti con memoria.

Fine della dimostrazione.

Le variabili di stato sono quindi le sole informazioni che una rete porta con sé attraverso una manovra: tutto il resto si ricalcola da loro.

Le reti del primo ordine

Una rete del primo ordine contiene un solo componente con memoria, un condensatore o un induttore, o più componenti che si possono ridurre a uno.

Teorema (transitorio del primo ordine)

In una rete lineare con un solo condensatore CC, o un solo induttore LL, e generatori costanti dopo la manovra all’istante t0t_0, sia Req>0R_{eq} > 0 la resistenza di Thévenin vista dai morsetti del componente con i generatori spenti. Allora per t>t0t > t_0 ogni tensione e ogni corrente della rete vale

x(t)=x()+[x(t0+)x()]e(tt0)/τ,τ=ReqCoppureτ=LReq.x(t) = x(\infty) + \big[x(t_0^+) - x(\infty)\big]\,e^{-(t - t_0)/\tau}, \qquad \tau = R_{eq}\,C \quad\text{oppure}\quad \tau = \frac{L}{R_{eq}} .
Dimostrazione.

Si considera il condensatore. Dopo la manovra la rete vista dai suoi morsetti è lineare con generatori costanti, e per il teorema di Thévenin equivale a un generatore EthE_{th} in serie a ReqR_{eq}. Con la tensione vv del condensatore e la corrente i=Cdv/dti = C\,dv/dt, la legge delle tensioni dà ReqCdv/dt+v=EthR_{eq}C\,dv/dt + v = E_{th}. Come nella carica del condensatore, la funzione v(t)=Eth+[v(t0+)Eth]e(tt0)/τv(t) = E_{th} + [v(t_0^+) - E_{th}]\,e^{-(t - t_0)/\tau} soddisfa l’equazione e il valore iniziale, e per l’unicità della soluzione di un’equazione differenziale lineare del primo ordine è la soluzione; con Req>0R_{eq} > 0 l’esponenziale si annulla e v()=Ethv(\infty) = E_{th}.

Per la proposizione precedente, dopo la manovra ogni altra grandezza è x(t)=av(t)+bx(t) = a\,v(t) + b, con aa e bb costanti, perché la configurazione e i generatori non cambiano più. Allora x(t0+)=av(t0+)+bx(t_0^+) = a\,v(t_0^+) + b, x()=aEth+bx(\infty) = a\,E_{th} + b, e sostituendo v(t)v(t) si ottiene la formula dell’enunciato. Per l’induttore si ragiona allo stesso modo con l’equivalente di Norton, LGeqdi/dt+i=AccL\,G_{eq}\,di/dt + i = A_{cc}, e τ=LGeq=L/Req\tau = L\,G_{eq} = L/R_{eq}.

Fine della dimostrazione.

Ogni grandezza parte dal suo valore in t0+t_0^+ e tende al suo valore di regime con la stessa costante di tempo: nella rete c’è un solo esponenziale. La condizione Req>0R_{eq} > 0 è la stabilità: con soli resistori e generatori indipendenti è sempre soddisfatta, mentre con i generatori pilotati la resistenza equivalente può essere negativa, e l’esponenziale cresce invece di spegnersi. È quello che succede, per esempio, in un oscillatore che si avvia.

Proposizione (la tangente iniziale)

La retta tangente a x(t)x(t) nell’istante t0+t_0^+ raggiunge il valore di regime x()x(\infty) all’istante t0+τt_0 + \tau.

Dimostrazione.

La derivata in t0+t_0^+ vale [x()x(t0+)]/τ[x(\infty) - x(t_0^+)]/\tau, quindi la tangente è x(t0+)+[x()x(t0+)](tt0)/τx(t_0^+) + [x(\infty) - x(t_0^+)]\,(t - t_0)/\tau, che vale x()x(\infty) per tt0=τt - t_0 = \tau.

Fine della dimostrazione.

La costante di tempo Un grafico con il tempo in orizzontale, con tacche a una, due, tre, quattro e cinque costanti di tempo, e la grandezza x in verticale. La curva blu parte dal valore iniziale x di zero più e sale verso il valore di regime x di infinito, indicato da una linea tratteggiata orizzontale, avvicinandosi sempre più lentamente. Una retta tratteggiata tangente alla curva nell'istante iniziale incontra il valore di regime esattamente dopo una costante di tempo. Dei punti sulla curva segnano i multipli della costante di tempo. Nell'animazione un punto arancione percorre la curva. τ t x0 x tangente iniziale

L’andamento del primo ordine da x0=x(t0+)x_0 = x(t_0^+) a x=x()x_\infty = x(\infty). La tangente iniziale, tratteggiata, arriva al valore di regime dopo una costante di tempo. Dopo τ\tau la grandezza ha percorso il 63% della distanza, dopo 2τ2\tau l’86%, dopo 3τ3\tau il 95%, dopo 4τ4\tau il 98%, dopo 5τ5\tau il 99,3%: in pratica il transitorio è finito. Nell’animazione un punto percorre la curva.

Il metodo per ispezione

Il teorema riduce ogni transitorio del primo ordine a quattro numeri, che si leggono direttamente sulla rete, senza scrivere equazioni differenziali:

  1. La condizione prima della manovra, in t0t_0^-, è di regime stazionario: si risolve la rete di prima con l’induttore sostituito da un cortocircuito e il condensatore da un circuito aperto, e si trova il valore della variabile di stato.
  2. Il valore in t0+t_0^+ della variabile di stato è lo stesso, per continuità. Per una variabile di rete si risolve la rete di dopo la manovra con il condensatore sostituito da un generatore di tensione vC(t0)v_C(t_0^-), o l’induttore da un generatore di corrente iL(t0)i_L(t_0^-).
  3. Il valore di regime si trova risolvendo la rete di dopo la manovra con l’induttore in cortocircuito e il condensatore aperto.
  4. La costante di tempo viene dalla resistenza di Thévenin vista dai morsetti del componente con memoria, nella rete di dopo la manovra e con i generatori indipendenti spenti.
Il metodo per ispezione Quattro schemi della stessa rete. Nel primo, la rete: un generatore E a sinistra, un interruttore aperto, un resistore R₁, e poi in parallelo un condensatore C e un resistore R₂. Nel secondo, l'istante subito dopo la chiusura: l'interruttore è un conduttore e al posto del condensatore c'è un generatore di tensione uguale alla tensione che il condensatore aveva prima. Nel terzo, il regime: al posto del condensatore il ramo è aperto. Nel quarto, il calcolo della costante di tempo: il generatore E è sostituito da un cortocircuito e al posto del condensatore ci sono due morsetti da cui si guarda la resistenza equivalente. E R1 R2 C S la rete E R1 R2 all'istante 0⁺ E R1 R2 a regime R1 R2 Req per la costante di tempo

I quattro schemi del metodo per ispezione per una rete in cui l’interruttore SS collega il generatore EE, attraverso R1R_1, al parallelo di CC e R2R_2. Prima della manovra, con SS aperto e il condensatore scarico, vC(t0)=0v_C(t_0^-) = 0. All’istante 0+0^+ il condensatore è un generatore di tensione con il valore di prima; a regime è un ramo aperto; per la costante di tempo si guarda la resistenza ai suoi morsetti con EE spento, cioè il parallelo di R1R_1 ed R2R_2.

Reti di ordine superiore

Con più componenti con memoria le equazioni sono di ordine più alto. A volte la rete si separa: un condensatore in parallelo a un generatore ideale di tensione, o un induttore in serie a un generatore ideale di corrente, fanno parte di pezzi di rete che si risolvono separatamente, come nel disaccoppiamento dell’articolo sui metodi di analisi, e ciascun pezzo è del primo ordine. Quando la separazione non è possibile compare un comportamento nuovo, che il primo ordine non conosce: l’oscillazione.

Proposizione (evoluzione libera del circuito RLC serie)

In un circuito formato da un resistore RR, un induttore LL e un condensatore CC in serie, senza generatori, la tensione del condensatore soddisfa

LCd2vdt2+RCdvdt+v=0.LC\,\frac{d^2v}{dt^2} + RC\,\frac{dv}{dt} + v = 0 .

Posto α=R/(2L)\alpha = R/(2L) e ω0=1/LC\omega_0 = 1/\sqrt{LC}, se α<ω0\alpha < \omega_0 ogni soluzione è

v(t)=eαt(Acosωdt+Bsinωdt),ωd=ω02α2;v(t) = e^{-\alpha t}\,\big(A\cos\omega_d t + B\sin\omega_d t\big), \qquad \omega_d = \sqrt{\omega_0^2 - \alpha^2} ;

se α=ω0\alpha = \omega_0 è v(t)=(A+Bt)eαtv(t) = (A + Bt)\,e^{-\alpha t}; se α>ω0\alpha > \omega_0 è v(t)=Aes1t+Bes2tv(t) = A\,e^{s_1t} + B\,e^{s_2t} con s1,2=α±α2ω02s_{1,2} = -\alpha \pm \sqrt{\alpha^2 - \omega_0^2}. Le costanti AA e BB si determinano dalle variabili di stato iniziali.

Dimostrazione.

La corrente è la stessa nei tre componenti, i=Cdv/dti = C\,dv/dt, e la legge delle tensioni dà Ldi/dt+Ri+v=0L\,di/dt + Ri + v = 0, cioè l’equazione dell’enunciato. Una funzione este^{st} la soddisfa se LCs2+RCs+1=0LCs^2 + RCs + 1 = 0, cioè s2+2αs+ω02=0s^2 + 2\alpha s + \omega_0^2 = 0, con radici s=α±α2ω02s = -\alpha \pm \sqrt{\alpha^2 - \omega_0^2}. Con radici reali distinte, es1te^{s_1t} ed es2te^{s_2t} sono soluzioni e lo è ogni loro combinazione. Con radici complesse α±jωd-\alpha \pm j\omega_d, per la formula di Eulero parte reale e parte immaginaria di e(α+jωd)te^{(-\alpha + j\omega_d)t} sono le funzioni eαtcosωdte^{-\alpha t}\cos\omega_dt ed eαtsinωdte^{-\alpha t}\sin\omega_dt, soluzioni anch’esse perché l’equazione ha coefficienti reali. Con la radice doppia α-\alpha si verifica sostituendo che anche teαtt\,e^{-\alpha t} è soluzione. In ogni caso le due funzioni hanno in t=0t = 0 coppie di valore e derivata indipendenti, quindi una loro combinazione può assumere qualsiasi valore iniziale v(0)v(0) e qualsiasi derivata iniziale dv/dt(0)=i(0)/Cdv/dt(0) = i(0)/C. Per l’unicità della soluzione di un’equazione lineare del secondo ordine con valore e derivata iniziali assegnati, ogni soluzione è di quella forma.

Fine della dimostrazione.

Con poca resistenza l’energia passa avanti e indietro tra il campo elettrico del condensatore e il campo magnetico dell’induttore, e il resistore ne consuma un po’ a ogni passaggio: la tensione oscilla alla pulsazione ωd\omega_d, poco sotto ω0\omega_0, dentro un inviluppo che si spegne come eαte^{-\alpha t}. Con molta resistenza l’energia si dissipa prima di poter oscillare. Il caso intermedio, R=2L/CR = 2\sqrt{L/C}, è lo smorzamento critico, il ritorno a zero più rapido senza oscillazioni.

Le tre risposte di un circuito del secondo ordine Un grafico con il tempo in orizzontale e la tensione del condensatore in verticale, da meno uno a uno, con il condensatore inizialmente carico. La curva blu, sottosmorzata, oscilla attorno allo zero con ampiezza che si riduce lentamente. La curva arancione, con smorzamento critico, scende a zero nel modo più rapido senza oscillare. La curva grigia, sovrasmorzata, scende a zero lentamente, senza oscillare. Nell'animazione le tre curve si disegnano da sinistra a destra. 1 0 −1 t v sottosmorzato critico sovrasmorzato

L’evoluzione libera di un circuito RLC serie con il condensatore inizialmente carico e la corrente nulla, per tre valori della resistenza. Sottosmorzato, in blu, con α=0,15ω0\alpha = 0{,}15\,\omega_0: la tensione oscilla e si smorza lentamente. Critico, in arancione: torna a zero nel modo più rapido senza oscillare. Sovrasmorzato, in grigio, con α=3ω0\alpha = 3\,\omega_0: torna a zero lentamente, senza oscillare. Nell’animazione le curve si disegnano nel tempo.

Reti degeneri

In due casi il metodo non si applica. Un condensatore alimentato da un generatore ideale di corrente, senza resistori in parallelo, ha ReqR_{eq} infinita: la sua tensione non tende a un regime ma cresce a rampa, v(t)=v(t0)+(A/C)(tt0)v(t) = v(t_0) + (A/C)(t - t_0). Allo stesso modo un induttore collegato direttamente a un generatore ideale di tensione ha una corrente che cresce a rampa. Nel caso opposto, un condensatore collegato di colpo a un generatore ideale di tensione diversa dalla sua, la tensione dovrebbe saltare, e la legge delle tensioni imporrebbe una corrente infinita: il modello ideale non ha soluzione, come nel paradosso dei due condensatori, e per descrivere cosa succede servono la resistenza e l’induttanza dei collegamenti.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Nella rete della figura sul metodo per ispezione E=12E = 12 V, R1=4 ΩR_1 = 4\ \Omega, R2=12 ΩR_2 = 12\ \Omega e C=1C = 1 mF; il condensatore è scarico e l’interruttore si chiude a t=0t = 0. Calcola vC(t)v_C(t), la corrente del condensatore e quella di R1R_1.

Prima della manovra vC(0)=0v_C(0^-) = 0, e quindi vC(0+)=0v_C(0^+) = 0. All’istante 0+0^+ il condensatore è un cortocircuito: in R1R_1 passano 12/4=312/4 = 3 A, tutti nel condensatore, perché R2R_2 ha tensione nulla. A regime il condensatore è aperto e il partitore dà vC()=1212/16=9v_C(\infty) = 12\cdot12/16 = 9 V, con 0,750{,}75 A in R1R_1 ed R2R_2 e nessuna corrente nel condensatore. Con EE spento il condensatore vede R1R2=3 ΩR_1\|R_2 = 3\ \Omega, e τ=3\tau = 3 ms. Quindi

vC(t)=9(1et/3 ms) V,iC(t)=3et/3 ms A,iR1(t)=0,75+2,25et/3 ms A.v_C(t) = 9\,\big(1 - e^{-t/3\ \text{ms}}\big)\ \text V, \quad i_C(t) = 3\,e^{-t/3\ \text{ms}}\ \text A, \quad i_{R_1}(t) = 0{,}75 + 2{,}25\,e^{-t/3\ \text{ms}}\ \text A .

Commento: la corrente di R1R_1 salta da 00 a 33 A alla chiusura, perché è una variabile di rete; la tensione del condensatore no. Per controllo, iR1=(12vC)/4i_{R_1} = (12 - v_C)/4 dà la stessa espressione, e la legge delle correnti iR1=iC+vC/12i_{R_1} = i_C + v_C/12 è soddisfatta in ogni istante.

Esercizio 2. La bobina di un relè, 0,20{,}2 H con 240 Ω240\ \Omega di resistenza, porta 5050 mA; in parallelo alla bobina c’è un resistore da 11 kΩ. All’istante zero si apre il transistore che la alimenta. Quanto vale la tensione ai capi del resistore subito dopo? In quanto tempo la corrente si spegne?

La corrente dell’induttore è continua: in 0+0^+ i 5050 mA non possono più passare dal transistore e si chiudono nel resistore in parallelo, che ha ai capi 10000,05=501000\cdot0{,}05 = 50 V. A regime la corrente è nulla, e l’induttore vede la serie della sua resistenza e del resistore, 1240 Ω1240\ \Omega: τ=0,2/12400,16\tau = 0{,}2/1240 \approx 0{,}16 ms, e dopo circa 0,80{,}8 ms la corrente è spenta.

Commento: senza il resistore la corrente non avrebbe strada, e la tensione salirebbe fino a far scattare una scintilla o a rompere il transistore, come nell’articolo sull’induttore. Con il resistore la bobina resta a 5050 V, e il transistore aperto ne vede 12+50=6212 + 50 = 62: più piccolo il resistore, più bassa la tensione ma più lento lo spegnimento, e un relè che si spegne lentamente apre i contatti in ritardo.

Esercizio 3. All’oscilloscopio la tensione di un condensatore da 100100 nF, carico attraverso un resistore sconosciuto, sale da 00 a 55 V e raggiunge 3,163{,}16 V dopo 22 ms. Quanto vale il resistore?

3,16/5=0,632=1e13{,}16/5 = 0{,}632 = 1 - e^{-1}, quindi 22 ms è una costante di tempo, e R=τ/C=2×103/107=20R = \tau/C = 2\times10^{-3}/10^{-7} = 20 kΩ.

Commento: in laboratorio la costante di tempo si legge al 63% del salto, oppure tracciando la tangente iniziale. Il secondo metodo è meno preciso, perché la tangente si traccia a occhio proprio dove la curva cambia più in fretta.

Esercizio 4. Un condensatore da 1010 µF scarico viene caricato da un generatore ideale di corrente da 11 mA. Quanto tempo serve per arrivare a 55 V?

Senza resistori la tensione cresce a rampa, v=(I/C)t=100v = (I/C)\,t = 100 V/s t\cdot\,t, e raggiunge 55 V dopo 5050 ms.

Commento: è una rete degenere, e il condensatore non ha un valore di regime: continuerebbe a caricarsi finché il generatore reale non esaurisce la sua tensione disponibile. Una tensione che cresce proporzionalmente al tempo è la base dei generatori di rampa e degli integratori, che il percorso di elettronica costruisce con un amplificatore operazionale.

Esercizio 5. Un circuito RLC serie ha L=10L = 10 mH e C=1C = 1 µF. Con R=20 ΩR = 20\ \Omega, quanto valgono ω0\omega_0, α\alpha e la pulsazione dell’oscillazione? Per quale resistenza lo smorzamento è critico?

ω0=1/102106=104\omega_0 = 1/\sqrt{10^{-2}\cdot10^{-6}} = 10^4 rad/s, cioè circa 1,61{,}6 kHz. α=20/(2102)=1000 s1\alpha = 20/(2\cdot10^{-2}) = 1000\ \text s^{-1}, e ωd=1081069950\omega_d = \sqrt{10^8 - 10^6} \approx 9950 rad/s. Lo smorzamento è critico per R=2L/C=2104=200 ΩR = 2\sqrt{L/C} = 2\sqrt{10^4} = 200\ \Omega.

Commento: con α\alpha dieci volte più piccolo di ω0\omega_0 la pulsazione di oscillazione è quasi quella propria, e l’inviluppo si riduce di un fattore ee in 11 ms, cioè in circa un periodo e mezzo. Il rapporto ω0/(2α)\omega_0/(2\alpha) si chiama fattore di qualità: qui vale 55, e dice all’incirca quante oscillazioni si vedono prima che il circuito si fermi.

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