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Amplificatori per strumentazione

Elettronica · Strumentazione elettronica Articolo

Percorso: Strumentazione elettronica · 5 di 17

Prima di questo, potrebbe interessarti: L'amplificatore operazionale reale , Offset e correnti di polarizzazione

Indice

Riferiti a massa o differenziali

Una tensione è sempre una differenza tra due punti. Il modo più semplice di trasportare un segnale è riferirlo a massa: un filo porta il segnale, e il ritorno passa per la massa comune. Funziona finché sorgente e amplificatore stanno vicini. La massa, però, è un conduttore come gli altri: ha una resistenza e un’induttanza, e le correnti che ci scorrono creano differenze di potenziale tra un punto e l’altro. Tra la massa di un sensore in fondo a un impianto e quella dell’armadio che contiene l’elettronica ci possono essere decine di millivolt o qualche volt, e l’amplificatore li vede sommati al segnale. In più il filo del segnale e il ritorno seguono percorsi diversi, e i campi dei cavi vicini inducono su di essi disturbi diversi.

Un segnale differenziale viaggia su due fili vicini, e l’informazione è la differenza tra le loro tensioni. Le differenze di massa e i disturbi indotti si presentano quasi uguali sui due fili, e un amplificatore che legge solo la differenza li ignora. A patto che sappia davvero ignorarli.

Segnale riferito a massa e segnale differenziale A sinistra una sorgente V s, con un capo sulla propria massa, è collegata all'ingresso di un amplificatore con un solo ingresso; il ritorno passa da massa a massa attraverso un generatore V g, la differenza tra le due masse, che si somma al segnale. A destra la sorgente V s sta tra due fili che arrivano ai due ingressi di un amplificatore differenziale; sotto il punto centrale un generatore V c, la tensione di modo comune, porta entrambi i fili lontano da massa. Vs Vg Vu Vs Vc Vu +

A sinistra un segnale riferito a massa: la differenza VgV_g tra la massa della sorgente e quella dell’amplificatore si somma al segnale. A destra un segnale differenziale: VsV_s sta tra i due fili, VcV_c è comune a entrambi, e un amplificatore differenziale ideale amplifica solo VsV_s.

Definizione (modo comune, modo differenziale, CMRR)

Dati i due ingressi V+V_+ e VV_- di un amplificatore, la tensione di modo differenziale e la tensione di modo comune sono

Vd=V+V,Vc=V++V2,V_d = V_+ - V_- , \qquad V_c = \frac{V_+ + V_-}{2} ,

e quindi V±=Vc±Vd/2V_\pm = V_c \pm V_d/2. Un amplificatore lineare ha uscita Vu=AdVd+AcVcV_u = A_dV_d + A_cV_c, e il rapporto di reiezione del modo comune è CMRR=Ad/Ac\text{CMRR} = A_d/A_c:

Vu=Ad(Vd+VcCMRR).V_u = A_d\left(V_d + \frac{V_c}{\text{CMRR}}\right) .

La seconda forma dice come leggere il CMRR: il modo comune arriva all’uscita come se fosse un segnale differenziale CMRR\text{CMRR} volte più piccolo. Con un CMRR di 120120 dB, cioè 10610^6, un modo comune di 55 V equivale a 55 μV di segnale. Il CMRR di un operazionale sta di solito tra 7070 e 120120 dB in continua e cala con la frequenza, spesso di 2020 dB per decade sopra qualche centinaio di hertz: a 5050 Hz, la frequenza dei disturbi di rete, è ancora quasi quello in continua, a 1010 kHz molto meno. Il segno di AcA_c cambia da un esemplare all’altro, come quello dell’offset, e i datasheet danno il modulo.

Allo stesso modo si definisce il rapporto di reiezione dell’alimentazione, PSRR=Ad/Aps\text{PSRR} = A_d/A_{ps}, dove ApsA_{ps} è il guadagno con cui una variazione dell’alimentazione arriva all’uscita. Vale tipicamente da 8080 a 100100 dB, e anche lui cala in frequenza. È la ragione per cui l’ondulazione a 100100 Hz lasciata da un raddrizzatore a doppia semionda non sparisce del tutto: 100100 mV di ondulazione con 8080 dB di PSRR equivalgono a 1010 μV all’ingresso.

L’amplificatore delle differenze

Il circuito più semplice che legge una differenza è l’amplificatore delle differenze con un operazionale e quattro resistori: V1V_1 entra nell’invertente attraverso R1R_1, con R2R_2 in retroazione, e V2V_2 nel non invertente attraverso il partitore R3R_3, R4R_4. Con R4/R3=R2/R1=GR_4/R_3 = R_2/R_1 = G l’uscita è G(V2V1)G(V_2 - V_1), e con resistori di tolleranza tt il CMRR nel caso peggiore è (1+G)/4t(1 + G)/4t. Con resistori allo 0,1%0{,}1\% e guadagno 11 sono 5454 dB: pochi, per un segnale di millivolt su un modo comune di volt.

CMRR e tolleranza dei resistori Grafico del CMRR in decibel, da 0 a 120, di un amplificatore delle differenze nel caso peggiore, in funzione della tolleranza dei resistori in scala logaritmica da 0,01 a 5 per cento. Tre rette parallele che scendono di 20 decibel per decade: per guadagno 1 il CMRR vale 74 decibel con resistori allo 0,01 per cento, 54 allo 0,1 e 34 all'1 per cento; per guadagno 10 e 100 le rette stanno più in alto di 15 e di 34 decibel. 020406080100120 0,01%0,1%1%5% 54 dB G = 1 G = 10 G = 100 CMRR (dB) tolleranza

Il CMRR di un amplificatore delle differenze nel caso peggiore, (1+G)/4t(1 + G)/4t, in funzione della tolleranza tt dei resistori, per guadagni 11, 1010 e 100100. Ogni decade di tolleranza vale 2020 dB; il guadagno aiuta, ma resistori all’1% non danno più di 6868 dB nemmeno con G=100G = 100.

Il circuito ha un secondo difetto: le resistenze di ingresso sono basse e diverse.

Proposizione (resistenze di ingresso dell'amplificatore delle differenze)

Con R3=R1R_3 = R_1 e R4=R2R_4 = R_2 e un operazionale ideale, l’ingresso V2V_2 vede verso massa la resistenza R1+R2R_1 + R_2, mentre la corrente in V1V_1 dipende anche da V2V_2. Una sorgente differenziale flottante collegata tra i due ingressi vede la resistenza 2R12R_1.

Dimostrazione.

La corrente in V2V_2 attraversa R3R_3 e R4R_4 verso massa, perché il non invertente non ne assorbe: I2=V2/(R1+R2)I_2 = V_2/(R_1 + R_2). La corrente in V1V_1 è I1=(V1V)/R1I_1 = (V_1 - V_-)/R_1, con V=V+=V2R2/(R1+R2)V_- = V_+ = V_2R_2/(R_1 + R_2) per il cortocircuito virtuale: dipende da V2V_2. Una sorgente flottante non scambia corrente con la massa, quindi I1+I2=0I_1 + I_2 = 0. Con S=R1+R2S = R_1 + R_2 questo dà V2R1/S+V1V2R2/S=0V_2R_1/S + V_1 - V_2R_2/S = 0, cioè V1=V2(R2R1)/SV_1 = V_2(R_2 - R_1)/S, e la tensione della sorgente è V2V1=2R1V2/SV_2 - V_1 = 2R_1V_2/S. La corrente che la attraversa è I2=V2/SI_2 = V_2/S, e il rapporto è 2R12R_1.

Fine della dimostrazione.

Per non caricare la sorgente i resistori dovrebbero essere grandi, ma resistori grandi portano rumore ed errori dovuti alle correnti di polarizzazione. E c’è di peggio: la resistenza interna della sorgente si somma a R1R_1 o a R3R_3, e se i due fili hanno resistenze diverse sbilancia il partitore esattamente come una tolleranza. Con resistori da 100100 kΩ\Omega, 1010 kΩ\Omega di differenza tra le resistenze dei due rami della sorgente riducono il CMRR a 2626 dB.

L’amplificatore per strumentazione

La soluzione è separare i due compiti. Un primo stadio con due operazionali amplifica la differenza senza toccare il modo comune, e presenta alla sorgente due ingressi non invertenti, con impedenza altissima; un secondo stadio, un amplificatore delle differenze, toglie il modo comune. È l’amplificatore per strumentazione a tre operazionali, venduto come circuito integrato con tutti i resistori interni, tarati, tranne RGR_G, che fissa il guadagno.

L'amplificatore per strumentazione Tre operazionali. I primi due ricevono V 1 e V 2 sugli ingressi non invertenti. Tra le loro uscite c'è una catena di tre resistenze, R, R G e R; il nodo tra la prima R e R G va all'ingresso invertente del primo operazionale, quello tra R G e la seconda R all'ingresso invertente del secondo. Le due uscite del primo stadio entrano in un amplificatore delle differenze: quella in alto attraverso R 1 nell'ingresso invertente del terzo operazionale, con R 2 in retroazione; quella in basso attraverso R 3 nel non invertente, con R 4 verso il morsetto di riferimento REF. L'uscita del terzo operazionale è V u. V1 V2 R RG R R1 R2 R3 R4 Vu REF

L’amplificatore per strumentazione a tre operazionali. Il primo stadio ha i due ingressi sui non invertenti e la catena RR, RGR_G, RR tra le uscite; il secondo è un amplificatore delle differenze, con R4R_4 collegata al morsetto di riferimento REF.

Proposizione (primo stadio)

Con operazionali ideali, il primo stadio ha guadagno di modo comune 11, qualunque siano i valori delle due resistenze RaR_a e RbR_b che stanno ai lati di RGR_G, e guadagno differenziale

G1=Vu2Vu1V2V1=1+Ra+RbRG,G_1 = \frac{V_{u2} - V_{u1}}{V_2 - V_1} = 1 + \frac{R_a + R_b}{R_G} ,

e con Ra=Rb=RR_a = R_b = R vale 1+2R/RG1 + 2R/R_G.

Dimostrazione.

Per il cortocircuito virtuale i due capi di RGR_G stanno a V1V_1 e V2V_2, e in RGR_G scorre la corrente (V2V1)/RG(V_2 - V_1)/R_G. Gli ingressi invertenti non assorbono corrente, quindi la stessa corrente attraversa RaR_a e RbR_b, e le uscite sono Vu1=V1Ra(V2V1)/RGV_{u1} = V_1 - R_a(V_2 - V_1)/R_G e Vu2=V2+Rb(V2V1)/RGV_{u2} = V_2 + R_b(V_2 - V_1)/R_G. Con V1=V2=VcV_1 = V_2 = V_c la corrente è nulla e le due uscite valgono VcV_c: il guadagno di modo comune è 11 senza condizioni sui resistori. La differenza delle uscite è (V2V1)(1+(Ra+Rb)/RG)(V_2 - V_1)(1 + (R_a + R_b)/R_G).

Fine della dimostrazione.

Con Ra=RbR_a = R_b il circuito è simmetrico, e per un segnale puramente differenziale il punto medio di RGR_G sta a zero: ciascuna metà è un amplificatore non invertente con RR in retroazione e RG/2R_G/2 verso massa, di guadagno 1+2R/RG1 + 2R/R_G. Il primo stadio amplifica la differenza di G1G_1 volte e lascia il modo comune com’è; il secondo, che ha il suo CMRR, riceve una differenza già grande.

Proposizione (CMRR dell'amplificatore per strumentazione)

Siano G1G_1 il guadagno del primo stadio, CMRR2\text{CMRR}_2 quello dell’amplificatore delle differenze e CMRRa\text{CMRR}_a, CMRRb\text{CMRR}_b quelli dei due operazionali del primo stadio, presi con il loro segno. Riportato all’ingresso, il modo comune produce l’errore

Vc(1CMRRb1CMRRa+1G1CMRR2).V_c\left(\frac{1}{\text{CMRR}_b} - \frac{1}{\text{CMRR}_a} + \frac{1}{G_1\,\text{CMRR}_2}\right) .

Con operazionali ideali il CMRR complessivo è G1CMRR2G_1\,\text{CMRR}_2.

Dimostrazione.

Il modo comune su un operazionale equivale a un generatore Vc/CMRRV_c/\text{CMRR} in serie al suo ingresso non invertente. Nel primo stadio questi due generatori si sommano a V1V_1 e V2V_2, e per la proposizione precedente la differenza delle uscite è G1[V2V1+Vc(1/CMRRb1/CMRRa)]G_1[V_2 - V_1 + V_c(1/\text{CMRR}_b - 1/\text{CMRR}_a)], mentre il modo comune delle uscite resta VcV_c, a meno di termini trascurabili. Il secondo stadio, con guadagno differenziale G2G_2, dà Vu=G2G1[V2V1+Vc(1/CMRRb1/CMRRa)]+G2Vc/CMRR2V_u = G_2G_1[V_2 - V_1 + V_c(1/\text{CMRR}_b - 1/\text{CMRR}_a)] + G_2V_c/\text{CMRR}_2. Dividendo per G1G2G_1G_2 si ha l’errore riportato all’ingresso.

Fine della dimostrazione.

Il risultato spiega i numeri dei datasheet. Il primo stadio moltiplica per G1G_1 il CMRR del secondo, e per questo il CMRR di un amplificatore per strumentazione cresce con il guadagno: 9090 dB a guadagno 11 e 120120-140140 dB a guadagno 100100 o 10001000 sono valori comuni. I due operazionali del primo stadio contano solo per la differenza tra i loro CMRR, e stando sullo stesso chip si somigliano. Resta un limite che la proposizione non contiene: lo sbilanciamento delle impedenze delle sorgenti, che ora però va confrontato con impedenze di ingresso di gigaohm.

Per lo stesso motivo conviene mettere tutto il guadagno nel primo stadio, e infatti negli integrati il secondo ha di solito guadagno 11. Anche l’offset riportato all’ingresso ne beneficia: se il primo stadio ha offset VOS1V_{OS1} e il secondo VOS2V_{OS2}, l’uscita è G1G2VOS1+G2VOS2G_1G_2V_{OS1} + G_2V_{OS2}, e l’offset all’ingresso è VOS1+VOS2/G1V_{OS1} + V_{OS2}/G_1. Valori tipici per un integrato bipolare sono da qualche decina a qualche centinaio di microvolt di offset, meno di 0,50{,}5 μV/°C di deriva, correnti di polarizzazione di qualche nanoampere, e una banda che si restringe al crescere del guadagno. I datasheet danno anche l’errore di guadagno, lo scarto massimo dalla formula del guadagno, per esempio lo 0,5%0{,}5\%, e la non linearità, lo scarto massimo dalla retta che interpola la caratteristica, per esempio 100100 parti per milione.

Due avvertenze pratiche. Gli ingressi non invertenti assorbono le correnti di polarizzazione, che devono trovare una strada verso massa: una sorgente flottante, come una termocoppia isolata o un segnale accoppiato con condensatori, porta presto le uscite in saturazione, e va chiusa verso massa con una resistenza. E il morsetto REF è la massa del secondo stadio: va pilotato da un generatore a bassa impedenza, perché una resistenza in serie si somma a R4R_4 e sbilancia l’amplificatore delle differenze.

Quanto modo comune

Il primo stadio lascia passare il modo comune, e questo limita quanto modo comune l’amplificatore accetta. Le uscite del primo stadio valgono Vc±G1Vd/2V_c \pm G_1V_d/2, e devono restare dentro la dinamica degli operazionali. Con il secondo stadio a guadagno G2G_2 e REF a massa, Vu=G1G2VdV_u = G_1G_2V_d, e la condizione è

Vc+Vu2G2Vmax,|V_c| + \frac{|V_u|}{2G_2} \le V_{max} ,

oltre a VuVmax|V_u| \le V_{max}, dove VmaxV_{max} è la massima escursione delle uscite. Più grande è l’uscita, meno modo comune si può avere. I datasheet riportano questa zona in un grafico, che per la sua forma si chiama spesso diagramma a diamante.

Modo comune e uscita Piano con l'uscita in volt sulle ascisse e la tensione di modo comune sulle ordinate, da meno 15 a 15. Un esagono arancio racchiude le combinazioni ammesse con tutto il guadagno nel primo stadio: con uscita nulla il modo comune arriva a più e meno 13,5 volt, con uscita di 13,5 volt solo a 6,75 volt. Un esagono tratteggiato, quasi un rettangolo, mostra la zona ammessa quando il secondo stadio ha guadagno 10. −10−5510 −10−5510 6,75 13,5 Vu Vc G₂ = 1 G₂ = 10

Le combinazioni di tensione di modo comune e di uscita ammesse per un amplificatore per strumentazione con uscite degli operazionali entro ±13,5\pm13{,}5 V. Con tutto il guadagno nel primo stadio, arancio, a uscita massima il modo comune non può superare 6,756{,}75 V; con il secondo stadio a guadagno 1010, tratteggiato, la zona è quasi rettangolare, ma il CMRR è dieci volte più piccolo.

Alimentazione singola

Finora gli operazionali avevano due alimentazioni simmetriche. Molti circuiti hanno solo una batteria o la tensione di 3,33{,}3 o 55 V di un microcontrollore. Con una sola alimentazione l’uscita non può scendere sotto zero, e un amplificatore invertente che riceve un segnale positivo satura subito. La soluzione è spostare il punto di riposo: si sommano Vcc/2V_{cc}/2 a tutte le tensioni del circuito, così che il segnale nullo corrisponda a metà alimentazione e l’uscita possa muoversi nei due versi.

La tensione Vcc/2V_{cc}/2 si ottiene con un partitore, e il segnale si accoppia con condensatori perché la componente continua della sorgente non sposti il punto di riposo. Il partitore ha un difetto: porta al circuito metà di ogni variazione dell’alimentazione, e l’amplificatore la tratta come un segnale. Un condensatore in parallelo al resistore inferiore la filtra, e una resistenza RPR_P tra il partitore e l’ingresso impedisce che il condensatore cortocircuiti anche il segnale.

Alimentazione singola Un amplificatore non invertente alimentato tra V c c e massa. A sinistra un partitore di due resistenze R B tra V c c e massa, con un condensatore C B in parallelo a quella in basso; dal punto centrale una resistenza R P porta la tensione all'ingresso non invertente. Il segnale V in arriva allo stesso ingresso attraverso un condensatore C i. Dall'uscita una resistenza R 2 torna all'ingresso invertente, che va a massa attraverso R 1 in serie a C 1. L'uscita V u passa per un condensatore C u. Vcc RB RB CB RP Ci Vin R1 C1 R2 Cu Vu

Un amplificatore non invertente con alimentazione singola. Il partitore RBR_B, RBR_B con CBC_B fornisce Vcc/2V_{cc}/2 filtrata, che RPR_P porta al non invertente; il segnale entra attraverso CiC_i. C1C_1 in serie a R1R_1 fa sì che in continua il guadagno sia 11 e l’uscita resti a Vcc/2V_{cc}/2; CuC_u toglie la continua dall’uscita.

Proposizione (non invertente con alimentazione singola)

Nel circuito della figura, con operazionale ideale, il segnale arriva al non invertente con la funzione passa-alto sCiRP/(1+sCiRP)sC_iR_P/(1 + sC_iR_P), e da lì all’uscita con

G(s)=1+sC1R21+sC1R1,G(s) = 1 + \frac{sC_1R_2}{1 + sC_1R_1} ,

che vale 11 in continua e 1+R2/R11 + R_2/R_1 sopra 1/2πC1R11/2\pi C_1R_1. Una variazione vccv_{cc} dell’alimentazione arriva al centro del partitore attenuata a (vcc/2)/(1+sCBRB/2)(v_{cc}/2)/(1 + sC_BR_B/2).

Dimostrazione.

Per il segnale il centro del partitore è a massa attraverso CBC_B, se CBC_B ha impedenza trascurabile, e il non invertente, che non assorbe corrente, è il centro del partitore tra CiC_i e RPR_P. Per il guadagno del non invertente si sostituisce R1R_1 con l’impedenza Z1=R1+1/sC1Z_1 = R_1 + 1/sC_1: 1+R2/Z1=1+sC1R2/(1+sC1R1)1 + R_2/Z_1 = 1 + sC_1R_2/(1 + sC_1R_1). Per l’alimentazione, il centro del partitore vede il generatore di Thévenin vcc/2v_{cc}/2 con resistenza RB/2R_B/2, caricato da CBC_B.

Fine della dimostrazione.

Lo stesso spostamento si fa con l’amplificatore per strumentazione, collegando il morsetto REF a Vcc/2V_{cc}/2, fornita da un riferimento o da un operazionale in configurazione inseguitore. Con alimentazioni basse, poi, conta molto l’escursione: con 55 V un operazionale che resta a un volt e mezzo dalle alimentazioni lascia al segnale due volt da picco a picco, e per questo nei circuiti ad alimentazione singola si usano operazionali rail-to-rail.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un sensore dà un segnale differenziale di 11 mV su un modo comune a 5050 Hz di 11 V. Quale CMRR serve perché l’errore sia l’1% del segnale? Basta un amplificatore delle differenze con guadagno 1010 e resistori allo 0,1%0{,}1\%? E un amplificatore per strumentazione con G1=100G_1 = 100 e il secondo stadio a guadagno 11 con gli stessi resistori?

Soluzione. L’errore ammesso è 1010 μV, e 1 V/CMRR101\ \text{V}/\text{CMRR} \le 10 μV richiede CMRR105\text{CMRR} \ge 10^5, cioè 100100 dB. L’amplificatore delle differenze ha nel caso peggiore (1+10)/(40,001)=2750(1 + 10)/(4\cdot0{,}001) = 2750, 6969 dB: l’errore è 360360 μV, più di un terzo del segnale. L’amplificatore per strumentazione ha CMRR2=2/0,004=500\text{CMRR}_2 = 2/0{,}004 = 500 e G1CMRR2=5×104G_1\text{CMRR}_2 = 5\times10^4, 9494 dB: l’errore è 2020 μV, il 2%.

Commento. Per arrivare a 100100 dB servono resistori accoppiati meglio dello 0,1%0{,}1\%, come quelli tarati degli integrati, o un guadagno maggiore nel primo stadio. Con G1=1000G_1 = 1000 si passerebbe a 114114 dB, ma un segnale di 11 mV diventerebbe 11 V, e con le uscite del primo stadio a Vc±0,5V_c \pm 0{,}5 V resterebbe margine.

Esercizio 2. Il sensore dell’esercizio precedente ha resistenze di uscita diverse sui due fili, con 1010 kΩ\Omega di differenza. Quanto vale il CMRR di un amplificatore delle differenze con i quattro resistori da 100100 kΩ\Omega, perfetti? E quello di un amplificatore per strumentazione con resistenza di ingresso di modo comune di 11 GΩ\Omega e 1010 pF?

Soluzione. La differenza si somma a R1R_1, che diventa 110110 kΩ\Omega. Il guadagno di modo comune è (R1R4R2R3)/R1(R3+R4)=(110100)100/(110200)=0,045(R_1R_4 - R_2R_3)/R_1(R_3 + R_4) = (110 - 100)\cdot100/(110\cdot200) = 0{,}045, il guadagno differenziale circa 0,930{,}93, e il CMRR 2121, cioè 2626 dB. Nell’amplificatore per strumentazione il ramo con la resistenza in più forma un partitore con l’impedenza di ingresso: la tensione di modo comune arriva ridotta di Rs/ZinR_s/Z_{in}, e la differenza vale Vc104/109=105VcV_c\cdot10^4/10^9 = 10^{-5}V_c, cioè 100100 dB in continua. A 5050 Hz i 1010 pF valgono 318318 MΩ\Omega, e si scende a 9090 dB.

Commento. Lo sbilanciamento delle sorgenti è spesso il vero limite di una misura differenziale, più del CMRR dell’amplificatore. Per questo si usano cavi con i due conduttori uguali, e a volte si pilota la calza del cavo con la tensione di modo comune, così che la capacità del cavo non la veda.

Esercizio 3. Un amplificatore per strumentazione ha R=25R = 25 kΩ\Omega interne, offset di 5050 μV nel primo stadio e di 11 mV nel secondo, e uscite che arrivano a ±13,5\pm13{,}5 V. Quale RGR_G dà guadagno 100100? Quanto vale l’offset riportato all’ingresso? Con un segnale di 100100 mV, quanto modo comune si può avere?

Soluzione. 1+50 kΩ/RG=1001 + 50\ \text{k}\Omega/R_G = 100RG=505 ΩR_G = 505\ \Omega. L’offset all’ingresso è 50 μV+1 mV/100=6050\ \mu\text{V} + 1\ \text{mV}/100 = 60 μV. Con 100100 mV l’uscita è 1010 V, le uscite del primo stadio valgono Vc±5V_c \pm 5 V, e Vc|V_c| non può superare 8,58{,}5 V.

Commento. Senza offset del secondo stadio conterebbe solo il primo; a guadagno 11, invece, l’offset all’ingresso sarebbe 1,051{,}05 mV. Per questo i datasheet danno l’offset in due termini, uno di ingresso e uno di uscita diviso per il guadagno. RGR_G va scelta con un coefficiente di temperatura simile a quello dei resistori interni, altrimenti il guadagno deriva.

Esercizio 4. Nell’amplificatore dell’esercizio precedente si mette guadagno 1010 nel primo stadio e 1010 nel secondo. Come cambiano il modo comune ammesso con un segnale di 100100 mV e il CMRR, se il secondo stadio ha resistori allo 0,1%0{,}1\%?

Soluzione. Le uscite del primo stadio valgono Vc±0,5V_c \pm 0{,}5 V, e il modo comune può arrivare a 1313 V. Il CMRR del secondo stadio, con guadagno 1010, è 11/0,004=275011/0{,}004 = 2750, e quello complessivo 102750=2750010\cdot2750 = 27\,500, 8989 dB, contro 100500=5×104100\cdot500 = 5\times10^4, 9494 dB, con tutto il guadagno nel primo stadio.

Commento. Il compromesso è tra dinamica di modo comune e reiezione. Per modi comuni più grandi delle alimentazioni, come quando si misura la corrente in un resistore collegato a una linea a qualche centinaio di volt, si usano amplificatori delle differenze integrati con partitori di ingresso tarati, che riducono il modo comune prima dell’operazionale.

Esercizio 5. Il circuito con alimentazione singola a 55 V ha RB=100R_B = 100 kΩ\Omega, CB=10C_B = 10 μF, RP=100R_P = 100 kΩ\Omega, Ci=100C_i = 100 nF, R1=1R_1 = 1 kΩ\Omega, C1=10C_1 = 10 μF e R2=10R_2 = 10 kΩ\Omega. Da che frequenza amplifica di 1111? Quanto di un’ondulazione di 100100 mV a 100100 Hz sull’alimentazione arriva all’uscita, con e senza CBC_B?

Soluzione. L’ingresso taglia a 1/2πCiRP=161/2\pi C_iR_P = 16 Hz, e il guadagno sale da 11 a 1111 tra lo zero 1/2πC1(R1+R2)=1,41/2\pi C_1(R_1 + R_2) = 1{,}4 Hz e il polo 1/2πC1R1=161/2\pi C_1R_1 = 16 Hz: il circuito amplifica di 1111 da qualche decina di hertz. Senza CBC_B il centro del partitore riceve 5050 mV di ondulazione, che all’uscita diventano 550550 mV. Con CBC_B, a 100100 Hz, ωCBRB/2=314\omega C_BR_B/2 = 314, e all’uscita arrivano 1150 mV/314=1,811\cdot50\ \text{mV}/314 = 1{,}8 mV.

Commento. Il condensatore sul partitore non è un dettaglio: senza, l’amplificatore amplifica il disturbo dell’alimentazione più del segnale. Il PSRR dell’operazionale non aiuta, perché il disturbo entra dal non invertente come un segnale vero.

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