Amplificatori per strumentazione
Percorso: Strumentazione elettronica · 5 di 17
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Indice
Riferiti a massa o differenziali
Una tensione è sempre una differenza tra due punti. Il modo più semplice di trasportare un segnale è riferirlo a massa: un filo porta il segnale, e il ritorno passa per la massa comune. Funziona finché sorgente e amplificatore stanno vicini. La massa, però, è un conduttore come gli altri: ha una resistenza e un’induttanza, e le correnti che ci scorrono creano differenze di potenziale tra un punto e l’altro. Tra la massa di un sensore in fondo a un impianto e quella dell’armadio che contiene l’elettronica ci possono essere decine di millivolt o qualche volt, e l’amplificatore li vede sommati al segnale. In più il filo del segnale e il ritorno seguono percorsi diversi, e i campi dei cavi vicini inducono su di essi disturbi diversi.
Un segnale differenziale viaggia su due fili vicini, e l’informazione è la differenza tra le loro tensioni. Le differenze di massa e i disturbi indotti si presentano quasi uguali sui due fili, e un amplificatore che legge solo la differenza li ignora. A patto che sappia davvero ignorarli.
A sinistra un segnale riferito a massa: la differenza tra la massa della sorgente e quella dell’amplificatore si somma al segnale. A destra un segnale differenziale: sta tra i due fili, è comune a entrambi, e un amplificatore differenziale ideale amplifica solo .
Definizione (modo comune, modo differenziale, CMRR)
Dati i due ingressi e di un amplificatore, la tensione di modo differenziale e la tensione di modo comune sono
e quindi . Un amplificatore lineare ha uscita , e il rapporto di reiezione del modo comune è :
La seconda forma dice come leggere il CMRR: il modo comune arriva all’uscita come se fosse un segnale differenziale volte più piccolo. Con un CMRR di dB, cioè , un modo comune di V equivale a μV di segnale. Il CMRR di un operazionale sta di solito tra e dB in continua e cala con la frequenza, spesso di dB per decade sopra qualche centinaio di hertz: a Hz, la frequenza dei disturbi di rete, è ancora quasi quello in continua, a kHz molto meno. Il segno di cambia da un esemplare all’altro, come quello dell’offset, e i datasheet danno il modulo.
Allo stesso modo si definisce il rapporto di reiezione dell’alimentazione, , dove è il guadagno con cui una variazione dell’alimentazione arriva all’uscita. Vale tipicamente da a dB, e anche lui cala in frequenza. È la ragione per cui l’ondulazione a Hz lasciata da un raddrizzatore a doppia semionda non sparisce del tutto: mV di ondulazione con dB di PSRR equivalgono a μV all’ingresso.
L’amplificatore delle differenze
Il circuito più semplice che legge una differenza è l’amplificatore delle differenze con un operazionale e quattro resistori: entra nell’invertente attraverso , con in retroazione, e nel non invertente attraverso il partitore , . Con l’uscita è , e con resistori di tolleranza il CMRR nel caso peggiore è . Con resistori allo e guadagno sono dB: pochi, per un segnale di millivolt su un modo comune di volt.
Il CMRR di un amplificatore delle differenze nel caso peggiore, , in funzione della tolleranza dei resistori, per guadagni , e . Ogni decade di tolleranza vale dB; il guadagno aiuta, ma resistori all’1% non danno più di dB nemmeno con .
Il circuito ha un secondo difetto: le resistenze di ingresso sono basse e diverse.
Proposizione (resistenze di ingresso dell'amplificatore delle differenze)
Con e e un operazionale ideale, l’ingresso vede verso massa la resistenza , mentre la corrente in dipende anche da . Una sorgente differenziale flottante collegata tra i due ingressi vede la resistenza .
La corrente in attraversa e verso massa, perché il non invertente non ne assorbe: . La corrente in è , con per il cortocircuito virtuale: dipende da . Una sorgente flottante non scambia corrente con la massa, quindi . Con questo dà , cioè , e la tensione della sorgente è . La corrente che la attraversa è , e il rapporto è .
Fine della dimostrazione.
Per non caricare la sorgente i resistori dovrebbero essere grandi, ma resistori grandi portano rumore ed errori dovuti alle correnti di polarizzazione. E c’è di peggio: la resistenza interna della sorgente si somma a o a , e se i due fili hanno resistenze diverse sbilancia il partitore esattamente come una tolleranza. Con resistori da k, k di differenza tra le resistenze dei due rami della sorgente riducono il CMRR a dB.
L’amplificatore per strumentazione
La soluzione è separare i due compiti. Un primo stadio con due operazionali amplifica la differenza senza toccare il modo comune, e presenta alla sorgente due ingressi non invertenti, con impedenza altissima; un secondo stadio, un amplificatore delle differenze, toglie il modo comune. È l’amplificatore per strumentazione a tre operazionali, venduto come circuito integrato con tutti i resistori interni, tarati, tranne , che fissa il guadagno.
L’amplificatore per strumentazione a tre operazionali. Il primo stadio ha i due ingressi sui non invertenti e la catena , , tra le uscite; il secondo è un amplificatore delle differenze, con collegata al morsetto di riferimento REF.
Proposizione (primo stadio)
Con operazionali ideali, il primo stadio ha guadagno di modo comune , qualunque siano i valori delle due resistenze e che stanno ai lati di , e guadagno differenziale
e con vale .
Per il cortocircuito virtuale i due capi di stanno a e , e in scorre la corrente . Gli ingressi invertenti non assorbono corrente, quindi la stessa corrente attraversa e , e le uscite sono e . Con la corrente è nulla e le due uscite valgono : il guadagno di modo comune è senza condizioni sui resistori. La differenza delle uscite è .
Fine della dimostrazione.
Con il circuito è simmetrico, e per un segnale puramente differenziale il punto medio di sta a zero: ciascuna metà è un amplificatore non invertente con in retroazione e verso massa, di guadagno . Il primo stadio amplifica la differenza di volte e lascia il modo comune com’è; il secondo, che ha il suo CMRR, riceve una differenza già grande.
Proposizione (CMRR dell'amplificatore per strumentazione)
Siano il guadagno del primo stadio, quello dell’amplificatore delle differenze e , quelli dei due operazionali del primo stadio, presi con il loro segno. Riportato all’ingresso, il modo comune produce l’errore
Con operazionali ideali il CMRR complessivo è .
Il modo comune su un operazionale equivale a un generatore in serie al suo ingresso non invertente. Nel primo stadio questi due generatori si sommano a e , e per la proposizione precedente la differenza delle uscite è , mentre il modo comune delle uscite resta , a meno di termini trascurabili. Il secondo stadio, con guadagno differenziale , dà . Dividendo per si ha l’errore riportato all’ingresso.
Fine della dimostrazione.
Il risultato spiega i numeri dei datasheet. Il primo stadio moltiplica per il CMRR del secondo, e per questo il CMRR di un amplificatore per strumentazione cresce con il guadagno: dB a guadagno e - dB a guadagno o sono valori comuni. I due operazionali del primo stadio contano solo per la differenza tra i loro CMRR, e stando sullo stesso chip si somigliano. Resta un limite che la proposizione non contiene: lo sbilanciamento delle impedenze delle sorgenti, che ora però va confrontato con impedenze di ingresso di gigaohm.
Per lo stesso motivo conviene mettere tutto il guadagno nel primo stadio, e infatti negli integrati il secondo ha di solito guadagno . Anche l’offset riportato all’ingresso ne beneficia: se il primo stadio ha offset e il secondo , l’uscita è , e l’offset all’ingresso è . Valori tipici per un integrato bipolare sono da qualche decina a qualche centinaio di microvolt di offset, meno di μV/°C di deriva, correnti di polarizzazione di qualche nanoampere, e una banda che si restringe al crescere del guadagno. I datasheet danno anche l’errore di guadagno, lo scarto massimo dalla formula del guadagno, per esempio lo , e la non linearità, lo scarto massimo dalla retta che interpola la caratteristica, per esempio parti per milione.
Due avvertenze pratiche. Gli ingressi non invertenti assorbono le correnti di polarizzazione, che devono trovare una strada verso massa: una sorgente flottante, come una termocoppia isolata o un segnale accoppiato con condensatori, porta presto le uscite in saturazione, e va chiusa verso massa con una resistenza. E il morsetto REF è la massa del secondo stadio: va pilotato da un generatore a bassa impedenza, perché una resistenza in serie si somma a e sbilancia l’amplificatore delle differenze.
Quanto modo comune
Il primo stadio lascia passare il modo comune, e questo limita quanto modo comune l’amplificatore accetta. Le uscite del primo stadio valgono , e devono restare dentro la dinamica degli operazionali. Con il secondo stadio a guadagno e REF a massa, , e la condizione è
oltre a , dove è la massima escursione delle uscite. Più grande è l’uscita, meno modo comune si può avere. I datasheet riportano questa zona in un grafico, che per la sua forma si chiama spesso diagramma a diamante.
Le combinazioni di tensione di modo comune e di uscita ammesse per un amplificatore per strumentazione con uscite degli operazionali entro V. Con tutto il guadagno nel primo stadio, arancio, a uscita massima il modo comune non può superare V; con il secondo stadio a guadagno , tratteggiato, la zona è quasi rettangolare, ma il CMRR è dieci volte più piccolo.
Alimentazione singola
Finora gli operazionali avevano due alimentazioni simmetriche. Molti circuiti hanno solo una batteria o la tensione di o V di un microcontrollore. Con una sola alimentazione l’uscita non può scendere sotto zero, e un amplificatore invertente che riceve un segnale positivo satura subito. La soluzione è spostare il punto di riposo: si sommano a tutte le tensioni del circuito, così che il segnale nullo corrisponda a metà alimentazione e l’uscita possa muoversi nei due versi.
La tensione si ottiene con un partitore, e il segnale si accoppia con condensatori perché la componente continua della sorgente non sposti il punto di riposo. Il partitore ha un difetto: porta al circuito metà di ogni variazione dell’alimentazione, e l’amplificatore la tratta come un segnale. Un condensatore in parallelo al resistore inferiore la filtra, e una resistenza tra il partitore e l’ingresso impedisce che il condensatore cortocircuiti anche il segnale.
Un amplificatore non invertente con alimentazione singola. Il partitore , con fornisce filtrata, che porta al non invertente; il segnale entra attraverso . in serie a fa sì che in continua il guadagno sia e l’uscita resti a ; toglie la continua dall’uscita.
Proposizione (non invertente con alimentazione singola)
Nel circuito della figura, con operazionale ideale, il segnale arriva al non invertente con la funzione passa-alto , e da lì all’uscita con
che vale in continua e sopra . Una variazione dell’alimentazione arriva al centro del partitore attenuata a .
Per il segnale il centro del partitore è a massa attraverso , se ha impedenza trascurabile, e il non invertente, che non assorbe corrente, è il centro del partitore tra e . Per il guadagno del non invertente si sostituisce con l’impedenza : . Per l’alimentazione, il centro del partitore vede il generatore di Thévenin con resistenza , caricato da .
Fine della dimostrazione.
Lo stesso spostamento si fa con l’amplificatore per strumentazione, collegando il morsetto REF a , fornita da un riferimento o da un operazionale in configurazione inseguitore. Con alimentazioni basse, poi, conta molto l’escursione: con V un operazionale che resta a un volt e mezzo dalle alimentazioni lascia al segnale due volt da picco a picco, e per questo nei circuiti ad alimentazione singola si usano operazionali rail-to-rail.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un sensore dà un segnale differenziale di mV su un modo comune a Hz di V. Quale CMRR serve perché l’errore sia l’1% del segnale? Basta un amplificatore delle differenze con guadagno e resistori allo ? E un amplificatore per strumentazione con e il secondo stadio a guadagno con gli stessi resistori?
Soluzione. L’errore ammesso è μV, e μV richiede , cioè dB. L’amplificatore delle differenze ha nel caso peggiore , dB: l’errore è μV, più di un terzo del segnale. L’amplificatore per strumentazione ha e , dB: l’errore è μV, il 2%.
Commento. Per arrivare a dB servono resistori accoppiati meglio dello , come quelli tarati degli integrati, o un guadagno maggiore nel primo stadio. Con si passerebbe a dB, ma un segnale di mV diventerebbe V, e con le uscite del primo stadio a V resterebbe margine.
Esercizio 2. Il sensore dell’esercizio precedente ha resistenze di uscita diverse sui due fili, con k di differenza. Quanto vale il CMRR di un amplificatore delle differenze con i quattro resistori da k, perfetti? E quello di un amplificatore per strumentazione con resistenza di ingresso di modo comune di G e pF?
Soluzione. La differenza si somma a , che diventa k. Il guadagno di modo comune è , il guadagno differenziale circa , e il CMRR , cioè dB. Nell’amplificatore per strumentazione il ramo con la resistenza in più forma un partitore con l’impedenza di ingresso: la tensione di modo comune arriva ridotta di , e la differenza vale , cioè dB in continua. A Hz i pF valgono M, e si scende a dB.
Commento. Lo sbilanciamento delle sorgenti è spesso il vero limite di una misura differenziale, più del CMRR dell’amplificatore. Per questo si usano cavi con i due conduttori uguali, e a volte si pilota la calza del cavo con la tensione di modo comune, così che la capacità del cavo non la veda.
Esercizio 3. Un amplificatore per strumentazione ha k interne, offset di μV nel primo stadio e di mV nel secondo, e uscite che arrivano a V. Quale dà guadagno ? Quanto vale l’offset riportato all’ingresso? Con un segnale di mV, quanto modo comune si può avere?
Soluzione. dà . L’offset all’ingresso è μV. Con mV l’uscita è V, le uscite del primo stadio valgono V, e non può superare V.
Commento. Senza offset del secondo stadio conterebbe solo il primo; a guadagno , invece, l’offset all’ingresso sarebbe mV. Per questo i datasheet danno l’offset in due termini, uno di ingresso e uno di uscita diviso per il guadagno. va scelta con un coefficiente di temperatura simile a quello dei resistori interni, altrimenti il guadagno deriva.
Esercizio 4. Nell’amplificatore dell’esercizio precedente si mette guadagno nel primo stadio e nel secondo. Come cambiano il modo comune ammesso con un segnale di mV e il CMRR, se il secondo stadio ha resistori allo ?
Soluzione. Le uscite del primo stadio valgono V, e il modo comune può arrivare a V. Il CMRR del secondo stadio, con guadagno , è , e quello complessivo , dB, contro , dB, con tutto il guadagno nel primo stadio.
Commento. Il compromesso è tra dinamica di modo comune e reiezione. Per modi comuni più grandi delle alimentazioni, come quando si misura la corrente in un resistore collegato a una linea a qualche centinaio di volt, si usano amplificatori delle differenze integrati con partitori di ingresso tarati, che riducono il modo comune prima dell’operazionale.
Esercizio 5. Il circuito con alimentazione singola a V ha k, μF, k, nF, k, μF e k. Da che frequenza amplifica di ? Quanto di un’ondulazione di mV a Hz sull’alimentazione arriva all’uscita, con e senza ?
Soluzione. L’ingresso taglia a Hz, e il guadagno sale da a tra lo zero Hz e il polo Hz: il circuito amplifica di da qualche decina di hertz. Senza il centro del partitore riceve mV di ondulazione, che all’uscita diventano mV. Con , a Hz, , e all’uscita arrivano mV.
Commento. Il condensatore sul partitore non è un dettaglio: senza, l’amplificatore amplifica il disturbo dell’alimentazione più del segnale. Il PSRR dell’operazionale non aiuta, perché il disturbo entra dal non invertente come un segnale vero.
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