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La derivata covariante

Fisica · Relatività generale Articolo

Percorso: Relatività generale · 6 di 13

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Indice

Derivare in coordinate curvilinee

Nell’articolo sui tensori un campo vettoriale costante, scritto in coordinate polari, aveva componenti che cambiano da un punto all’altro. Le derivate delle componenti mescolano due variazioni: quella del vettore e quella della base su cui lo si scompone. In coordinate cartesiane la seconda non c’è. In coordinate curvilinee, che negli spazi curvi non si possono evitare, va tolta, e quello che resta è la derivata covariante. I coefficienti della correzione sono i simboli di Christoffel, e si ricavano dal tensore metrico.

Per brevità λ\partial_\lambda indica la derivata parziale /xλ\partial/\partial x^\lambda.

La derivata delle componenti non è un tensore

Teorema (trasformazione delle derivate di un vettore)

Se AμA^\mu è un vettore controvariante, le sue derivate si trasformano secondo

Aμxν=xμxαxβxνAαxβ+2xμxαxβxβxνAα.\frac{\partial A^\mu}{\partial x^\nu} = \frac{\partial x^\mu}{\partial x'^\alpha}\,\frac{\partial x'^\beta}{\partial x^\nu}\,\frac{\partial A'^\alpha}{\partial x'^\beta} + \frac{\partial^2 x^\mu}{\partial x'^\alpha\,\partial x'^\beta}\,\frac{\partial x'^\beta}{\partial x^\nu}\,A'^\alpha .

Sono quindi un tensore misto per ogni vettore solo se le derivate seconde 2xμ/xαxβ\partial^2x^\mu/\partial x'^\alpha\partial x'^\beta sono nulle, cioè per i cambi di coordinate lineari.

Dimostrazione.

Per la legge dei vettori controvarianti Aμ=(xμ/xα)AαA^\mu = (\partial x^\mu/\partial x'^\alpha)\,A'^\alpha, e per la regola delle funzioni composte /xν=(xβ/xν)/xβ\partial/\partial x^\nu = (\partial x'^\beta/\partial x^\nu)\,\partial/\partial x'^\beta. Derivando il prodotto,

Aμxν=xβxν(xμxαAαxβ+2xμxβxαAα),\frac{\partial A^\mu}{\partial x^\nu} = \frac{\partial x'^\beta}{\partial x^\nu}\left(\frac{\partial x^\mu}{\partial x'^\alpha}\,\frac{\partial A'^\alpha}{\partial x'^\beta} + \frac{\partial^2 x^\mu}{\partial x'^\beta\,\partial x'^\alpha}\,A'^\alpha\right),

che è la formula dell’enunciato. Il primo termine è la legge di un tensore misto. Il secondo è nullo per ogni vettore AA' solo se tutte le derivate seconde sono nulle, e allora le xμx^\mu sono funzioni lineari delle xx'.

Fine della dimostrazione.

Le rotazioni e le trasformazioni di Lorentz sono lineari, ed è per questo che in relatività ristretta, con coordinate inerziali, le derivate dei quadrivettori sono tensori. In relatività generale i cambi di coordinate sono qualsiasi, e serve un’altra derivata.

Il differenziale di un vettore

Si lavora prima nello spazio euclideo, dove la variazione di un vettore ha un significato geometrico preciso. Per confrontare i vettori A\mathbf A di un campo in due punti vicini si trasla uno dei due, senza cambiarne modulo e direzione, fino a farli partire dallo stesso punto, e se ne fa la differenza. Il risultato, dAd\mathbf A, non dipende da coordinate o componenti; per un campo costante è nullo. In una base cartesiana, uguale in tutti i punti, dA=dAμeμd\mathbf A = dA^\mu\,\mathbf e_\mu. In coordinate curvilinee la base locale eμ=r/xμ\mathbf e_\mu = \partial\mathbf r/\partial x^\mu cambia da un punto all’altro, e derivando il prodotto A=Aμeμ\mathbf A = A^\mu\mathbf e_\mu compare un secondo termine:

dA=dAμeμ+Aμdeμ.d\mathbf A = dA^\mu\,\mathbf e_\mu + A^\mu\,d\mathbf e_\mu .

Definizione (simboli di Christoffel nello spazio euclideo)

I simboli di Christoffel Γνλμ\Gamma^\mu_{\nu\lambda} sono le componenti, sulla base locale, delle derivate dei vettori della base:

λeν=Γνλμeμ.\partial_\lambda\mathbf e_\nu = \Gamma^\mu_{\nu\lambda}\,\mathbf e_\mu .

Proposizione (proprietà dei simboli di Christoffel)

Γνλμ=eμλeν\Gamma^\mu_{\nu\lambda} = \mathbf e^\mu\cdot\partial_\lambda\mathbf e_\nu, e i simboli sono simmetrici negli indici in basso: Γνλμ=Γλνμ\Gamma^\mu_{\nu\lambda} = \Gamma^\mu_{\lambda\nu}.

Dimostrazione.

La prima uguaglianza è la regola delle componenti controvarianti, Aμ=AeμA^\mu = \mathbf A\cdot\mathbf e^\mu, applicata al vettore λeν\partial_\lambda\mathbf e_\nu. Per la seconda, λeν=2r/xλxν\partial_\lambda\mathbf e_\nu = \partial^2\mathbf r/\partial x^\lambda\partial x^\nu, che per il teorema di Schwarz sulle derivate miste è uguale a νeλ\partial_\nu\mathbf e_\lambda; le componenti di vettori uguali sono uguali.

Fine della dimostrazione.

Proposizione (derivata covariante nello spazio euclideo)

La derivata λA\partial_\lambda\mathbf A del campo vettoriale A\mathbf A ha componenti controvarianti e covarianti

Aμ;λ=λAμ+ΓνλμAν,Aμ;λ=λAμΓμλνAν,A^\mu{}_{;\lambda} = \partial_\lambda A^\mu + \Gamma^\mu_{\nu\lambda}\,A^\nu, \qquad A_{\mu;\lambda} = \partial_\lambda A_\mu - \Gamma^\nu_{\mu\lambda}\,A_\nu ,

che formano tensori misti di rango due, detti derivate covarianti di A\mathbf A.

Dimostrazione.

Derivando A=Aνeν\mathbf A = A^\nu\mathbf e_\nu si ha λA=(λAν)eν+AνΓνλμeμ=(λAμ+ΓνλμAν)eμ\partial_\lambda\mathbf A = (\partial_\lambda A^\nu)\,\mathbf e_\nu + A^\nu\,\Gamma^\mu_{\nu\lambda}\,\mathbf e_\mu = (\partial_\lambda A^\mu + \Gamma^\mu_{\nu\lambda}A^\nu)\,\mathbf e_\mu, e le componenti rispetto a una base sono uniche. Per le componenti covarianti, Aμ=AeμA_\mu = \mathbf A\cdot\mathbf e_\mu e quindi λAμ=(λA)eμ+AΓμλνeν\partial_\lambda A_\mu = (\partial_\lambda\mathbf A)\cdot\mathbf e_\mu + \mathbf A\cdot\Gamma^\nu_{\mu\lambda}\mathbf e_\nu: la componente covariante di λA\partial_\lambda\mathbf A è λAμΓμλνAν\partial_\lambda A_\mu - \Gamma^\nu_{\mu\lambda}A_\nu.

Per l’indice μ\mu sono componenti del vettore λA\partial_\lambda\mathbf A, quindi si trasformano come componenti controvarianti e covarianti. Per l’indice λ\lambda, la regola delle funzioni composte dà A/xλ=(xν/xλ)A/xν\partial\mathbf A/\partial x'^\lambda = (\partial x^\nu/\partial x'^\lambda)\,\partial\mathbf A/\partial x^\nu, che è la legge covariante.

Fine della dimostrazione.

Il simbolo Aμ;λA^\mu{}_{;\lambda}, con il punto e virgola, è la notazione abituale. La variazione del vettore tra due punti vicini ha componenti DAμ=Aμ;λdxλ=dAμ+ΓνλμAνdxλDA^\mu = A^\mu{}_{;\lambda}\,dx^\lambda = dA^\mu + \Gamma^\mu_{\nu\lambda}A^\nu dx^\lambda: la variazione dAμdA^\mu delle componenti, meno il contributo ΓνλμAνdxλ-\Gamma^\mu_{\nu\lambda}A^\nu dx^\lambda dovuto alla base che cambia.

Definizione (trasporto parallelo)

Un vettore è trasportato parallelamente lungo uno spostamento dxλdx^\lambda quando la sua variazione è nulla, DAμ=0DA^\mu = 0, cioè quando le sue componenti cambiano solo per effetto della base:

dAμ=ΓνλμAνdxλ.dA^\mu = -\Gamma^\mu_{\nu\lambda}\,A^\nu\,dx^\lambda .

Nello spazio euclideo è la traslazione rigida. Negli spazi curvi, dove la traslazione non ha senso, sarà questa formula a definire il trasporto parallelo.

Le coordinate polari sono l’esempio più semplice. Da er=(cosθ, sinθ)\mathbf e_r = (\cos\theta,\ \sin\theta) ed eθ=(rsinθ, rcosθ)\mathbf e_\theta = (-r\sin\theta,\ r\cos\theta),

rer=0,θer=reθ=(sinθ, cosθ)=1reθ,θeθ=(rcosθ, rsinθ)=rer,\partial_r\mathbf e_r = \mathbf 0, \qquad \partial_\theta\mathbf e_r = \partial_r\mathbf e_\theta = (-\sin\theta,\ \cos\theta) = \frac1r\,\mathbf e_\theta, \qquad \partial_\theta\mathbf e_\theta = (-r\cos\theta,\ -r\sin\theta) = -r\,\mathbf e_r ,

quindi gli unici simboli non nulli sono Γrθθ=Γθrθ=1/r\Gamma^\theta_{r\theta} = \Gamma^\theta_{\theta r} = 1/r e Γθθr=r\Gamma^r_{\theta\theta} = -r.

Come cambia il vettore di base e con theta Il polo O in basso a sinistra e un arco di circonferenza centrato in O. Sull'arco due punti blu, a 25 e a 55 gradi. In ciascuno parte un vettore blu tangente all'arco, nel verso degli angoli crescenti: è e con theta nei due punti. Il vettore del secondo punto è ricopiato, tratteggiato, nel primo punto. La freccia arancione che va dalla punta del primo vettore alla punta della copia è la differenza, delta e con theta, ed è diretta verso il polo O. O Δθ r eθ(θ) eθ(θ + Δθ) Δeθ

Il vettore di base eθ\mathbf e_\theta in due punti alla stessa distanza rr dal polo, agli angoli θ\theta e θ+Δθ\theta + \Delta\theta, con Δθ\Delta\theta esagerato. Il secondo vettore, riportato nel primo punto e tratteggiato, differisce dal primo per Δeθ\Delta\mathbf e_\theta, in arancione, diretto verso il polo. Per Δθ\Delta\theta piccolo ΔeθrΔθer\Delta\mathbf e_\theta \approx -r\,\Delta\theta\,\mathbf e_r, cioè θeθ=rer\partial_\theta\mathbf e_\theta = -r\,\mathbf e_r e Γθθr=r\Gamma^r_{\theta\theta} = -r.

Per il campo costante dell’articolo sui tensori, Ar=Axcosθ+AysinθA^r = A_x\cos\theta + A_y\sin\theta e Aθ=(Axsinθ+Aycosθ)/rA^\theta = (-A_x\sin\theta + A_y\cos\theta)/r, le derivate covarianti sono tutte nulle, come devono:

Ar;θ=θAr+ΓθθrAθ=(Axsinθ+Aycosθ)rAxsinθ+Aycosθr=0,A^r{}_{;\theta} = \partial_\theta A^r + \Gamma^r_{\theta\theta}A^\theta = (-A_x\sin\theta + A_y\cos\theta) - r\cdot\frac{-A_x\sin\theta + A_y\cos\theta}{r} = 0, Aθ;θ=θAθ+ΓrθθAr=AxcosθAysinθr+Axcosθ+Aysinθr=0,A^\theta{}_{;\theta} = \partial_\theta A^\theta + \Gamma^\theta_{r\theta}A^r = \frac{-A_x\cos\theta - A_y\sin\theta}{r} + \frac{A_x\cos\theta + A_y\sin\theta}{r} = 0,

Ar;r=rAr=0A^r{}_{;r} = \partial_r A^r = 0 e Aθ;r=rAθ+ΓθrθAθ=Aθ/r+Aθ/r=0A^\theta{}_{;r} = \partial_r A^\theta + \Gamma^\theta_{\theta r}A^\theta = -A^\theta/r + A^\theta/r = 0.

I simboli di Christoffel e il tensore metrico

Proposizione (la derivata covariante del tensore metrico è nulla)

Nello spazio euclideo, per il tensore metrico gμν=eμeνg_{\mu\nu} = \mathbf e_\mu\cdot\mathbf e_\nu,

gμν;λ=λgμνΓμλρgρνΓνλρgμρ=0.g_{\mu\nu;\lambda} = \partial_\lambda g_{\mu\nu} - \Gamma^\rho_{\mu\lambda}\,g_{\rho\nu} - \Gamma^\rho_{\nu\lambda}\,g_{\mu\rho} = 0 .
Dimostrazione.

λgμν=(λeμ)eν+eμ(λeν)=Γμλρeρeν+Γνλρeμeρ=Γμλρgρν+Γνλρgμρ\partial_\lambda g_{\mu\nu} = (\partial_\lambda\mathbf e_\mu)\cdot\mathbf e_\nu + \mathbf e_\mu\cdot(\partial_\lambda\mathbf e_\nu) = \Gamma^\rho_{\mu\lambda}\,\mathbf e_\rho\cdot\mathbf e_\nu + \Gamma^\rho_{\nu\lambda}\,\mathbf e_\mu\cdot\mathbf e_\rho = \Gamma^\rho_{\mu\lambda}\,g_{\rho\nu} + \Gamma^\rho_{\nu\lambda}\,g_{\mu\rho}.

Fine della dimostrazione.

L’espressione λgμνΓμλρgρνΓνλρgμρ\partial_\lambda g_{\mu\nu} - \Gamma^\rho_{\mu\lambda}g_{\rho\nu} - \Gamma^\rho_{\nu\lambda}g_{\mu\rho} è la derivata covariante di un tensore covariante di rango due, con un termine di correzione per ciascun indice, come per le componenti covarianti di un vettore. Da questa proprietà i simboli di Christoffel si ricavano senza più guardare i vettori di base.

Teorema (simboli di Christoffel dal tensore metrico)

Γνλμ=12gμρ(νgρλ+λgρνρgνλ).\Gamma^\mu_{\nu\lambda} = \frac12\,g^{\mu\rho}\left(\partial_\nu g_{\rho\lambda} + \partial_\lambda g_{\rho\nu} - \partial_\rho g_{\nu\lambda}\right).
Dimostrazione.

Si pone Γρνλ=gρσΓνλσ\Gamma_{\rho\nu\lambda} = g_{\rho\sigma}\Gamma^\sigma_{\nu\lambda}, simmetrico in ν\nu e λ\lambda. La proposizione precedente si scrive λgρν=Γνρλ+Γρνλ\partial_\lambda g_{\rho\nu} = \Gamma_{\nu\rho\lambda} + \Gamma_{\rho\nu\lambda}, per la simmetria di gg. Scambiando gli indici,

νgρλ=Γλρν+Γρλν,ρgνλ=Γλνρ+Γνλρ.\partial_\nu g_{\rho\lambda} = \Gamma_{\lambda\rho\nu} + \Gamma_{\rho\lambda\nu}, \qquad \partial_\rho g_{\nu\lambda} = \Gamma_{\lambda\nu\rho} + \Gamma_{\nu\lambda\rho} .

Sommando le prime due uguaglianze e sottraendo la terza, e usando la simmetria negli ultimi due indici (Γλρν=Γλνρ\Gamma_{\lambda\rho\nu} = \Gamma_{\lambda\nu\rho}, Γνρλ=Γνλρ\Gamma_{\nu\rho\lambda} = \Gamma_{\nu\lambda\rho}, Γρλν=Γρνλ\Gamma_{\rho\lambda\nu} = \Gamma_{\rho\nu\lambda}), restano νgρλ+λgρνρgνλ=2Γρνλ\partial_\nu g_{\rho\lambda} + \partial_\lambda g_{\rho\nu} - \partial_\rho g_{\nu\lambda} = 2\,\Gamma_{\rho\nu\lambda}. Moltiplicando per 12gμρ\tfrac12 g^{\mu\rho}, e ricordando che gμρgρσ=δσμg^{\mu\rho}g_{\rho\sigma} = \delta^\mu_\sigma, si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

Il fattore gμρg^{\mu\rho} non va dimenticato. Senza, e con l’indice μ\mu al posto di ρ\rho tra le derivate, la formula dà i simboli con tutti gli indici in basso, Γμνλ\Gamma_{\mu\nu\lambda}, che coincidono con Γνλμ\Gamma^\mu_{\nu\lambda} solo quando il tensore metrico è l’identità. In coordinate polari, con grr=1g_{rr} = 1 e gθθ=r2g_{\theta\theta} = r^2, la formula ridà Γθθr=12grr(rgθθ)=r\Gamma^r_{\theta\theta} = \tfrac12 g^{rr}(-\partial_r g_{\theta\theta}) = -r e Γrθθ=12gθθrgθθ=12r22r=1/r\Gamma^\theta_{r\theta} = \tfrac12 g^{\theta\theta}\,\partial_r g_{\theta\theta} = \tfrac12\cdot r^{-2}\cdot 2r = 1/r.

Per la simmetria negli indici in basso, in nn dimensioni i simboli indipendenti sono nn(n+1)/2n \cdot n(n + 1)/2: in quattro dimensioni 410=404 \cdot 10 = 40. Non formano un tensore: in coordinate cartesiane sono tutti nulli, in coordinate polari no, e un tensore nullo in un sistema di coordinate è nullo in tutti.

Spazi qualsiasi

In uno spazio curvo che non si pensa immerso in uno spazio più grande, come lo spaziotempo, non ci sono vettori eμ\mathbf e_\mu da derivare. C’è però il tensore metrico, e il teorema precedente diventa la definizione: i simboli di Christoffel sono dati dalla formula, e le derivate covarianti dalle stesse espressioni dello spazio euclideo. Resta da verificare che le proprietà dimostrate con i vettori di base continuino a valere.

Teorema (legge di trasformazione dei simboli di Christoffel)

Con i simboli definiti dal tensore metrico,

Γνλμ=xμxαxβxνxγxλΓβγα+xμxα2xαxνxλ.\Gamma'^\mu_{\nu\lambda} = \frac{\partial x'^\mu}{\partial x^\alpha}\,\frac{\partial x^\beta}{\partial x'^\nu}\,\frac{\partial x^\gamma}{\partial x'^\lambda}\,\Gamma^\alpha_{\beta\gamma} + \frac{\partial x'^\mu}{\partial x^\alpha}\,\frac{\partial^2 x^\alpha}{\partial x'^\nu\,\partial x'^\lambda} .
Dimostrazione.

Si scrive Jνα=xα/xνJ^\alpha_\nu = \partial x^\alpha/\partial x'^\nu e Jνλα=2xα/xνxλJ^\alpha_{\nu\lambda} = \partial^2 x^\alpha/\partial x'^\nu\partial x'^\lambda, simmetrico in ν\nu e λ\lambda, e λ\partial'_\lambda per /xλ\partial/\partial x'^\lambda. Dalla legge del tensore metrico, gρν=JραJνβgαβg'_{\rho\nu} = J^\alpha_\rho J^\beta_\nu\,g_{\alpha\beta}, derivando si ha

λgρν=JρλαJνβgαβ+JραJνλβgαβ+JραJνβJλγγgαβ.\partial'_\lambda g'_{\rho\nu} = J^\alpha_{\rho\lambda}J^\beta_\nu\,g_{\alpha\beta} + J^\alpha_\rho J^\beta_{\nu\lambda}\,g_{\alpha\beta} + J^\alpha_\rho J^\beta_\nu J^\gamma_\lambda\,\partial_\gamma g_{\alpha\beta} .

Si formano Γρνλ=12(νgρλ+λgρνρgνλ)\Gamma'_{\rho\nu\lambda} = \tfrac12(\partial'_\nu g'_{\rho\lambda} + \partial'_\lambda g'_{\rho\nu} - \partial'_\rho g'_{\nu\lambda}). I termini con le derivate prime di gg, rinominando gli indici sommati, danno JραJνβJλγΓαβγJ^\alpha_\rho J^\beta_\nu J^\gamma_\lambda\,\Gamma_{\alpha\beta\gamma}. Tra i sei termini con le derivate seconde, JρναJλβgαβJ^\alpha_{\rho\nu}J^\beta_\lambda g_{\alpha\beta}, che viene da νgρλ\partial'_\nu g'_{\rho\lambda}, si elide con JνραJλβgαβ-J^\alpha_{\nu\rho}J^\beta_\lambda g_{\alpha\beta}, che viene da ρgνλ-\partial'_\rho g'_{\nu\lambda}; JρλαJνβgαβJ^\alpha_{\rho\lambda}J^\beta_\nu g_{\alpha\beta} si elide con JναJλρβgαβ-J^\alpha_\nu J^\beta_{\lambda\rho}g_{\alpha\beta} per la simmetria di gg; restano due copie di JραJνλβgαβJ^\alpha_\rho J^\beta_{\nu\lambda}g_{\alpha\beta}. Quindi

Γρνλ=JραJνβJλγΓαβγ+JραJνλβgαβ.\Gamma'_{\rho\nu\lambda} = J^\alpha_\rho J^\beta_\nu J^\gamma_\lambda\,\Gamma_{\alpha\beta\gamma} + J^\alpha_\rho J^\beta_{\nu\lambda}\,g_{\alpha\beta} .

Infine Γνλμ=gμρΓρνλ\Gamma'^\mu_{\nu\lambda} = g'^{\mu\rho}\Gamma'_{\rho\nu\lambda}, con gμρ=KσμKτρgστg'^{\mu\rho} = K^\mu_\sigma K^\rho_\tau\,g^{\sigma\tau} e Kσμ=xμ/xσK^\mu_\sigma = \partial x'^\mu/\partial x^\sigma. Poiché KτρJρα=δταK^\rho_\tau J^\alpha_\rho = \delta^\alpha_\tau, si ha gμρJρα=Kσμgσαg'^{\mu\rho}J^\alpha_\rho = K^\mu_\sigma g^{\sigma\alpha}. Il primo termine diventa KσμJνβJλγgσαΓαβγ=KσμJνβJλγΓβγσK^\mu_\sigma\,J^\beta_\nu J^\gamma_\lambda\,g^{\sigma\alpha}\Gamma_{\alpha\beta\gamma} = K^\mu_\sigma J^\beta_\nu J^\gamma_\lambda\,\Gamma^\sigma_{\beta\gamma}, il secondo KσμgσαgαβJνλβ=KβμJνλβK^\mu_\sigma\,g^{\sigma\alpha}g_{\alpha\beta}\,J^\beta_{\nu\lambda} = K^\mu_\beta\,J^\beta_{\nu\lambda}. È la formula dell’enunciato.

Fine della dimostrazione.

Il secondo termine, quello che impedisce ai simboli di essere un tensore, ha la stessa forma di quello che impedisce alle derivate dei vettori di esserlo. Le due imperfezioni si compensano.

Corollario (la derivata covariante è un tensore)

In ogni spazio con un tensore metrico, Aμ;λ=λAμ+ΓνλμAνA^\mu{}_{;\lambda} = \partial_\lambda A^\mu + \Gamma^\mu_{\nu\lambda}A^\nu è un tensore misto di rango due.

Dimostrazione.

Si calcola Aμ;λA'^\mu{}_{;\lambda} con Aμ=KαμAαA'^\mu = K^\mu_\alpha A^\alpha. Per il teorema sulle derivate dei vettori, scritto scambiando i ruoli dei due sistemi,

λAμ=KαμJλγγAα+2xμxδxγJλγAδ.\partial'_\lambda A'^\mu = K^\mu_\alpha J^\gamma_\lambda\,\partial_\gamma A^\alpha + \frac{\partial^2 x'^\mu}{\partial x^\delta\,\partial x^\gamma}\,J^\gamma_\lambda\,A^\delta .

Per il teorema sui simboli, con Aν=KδνAδA'^\nu = K^\nu_\delta A^\delta e JνβKδν=δδβJ^\beta_\nu K^\nu_\delta = \delta^\beta_\delta,

ΓνλμAν=KαμJλγΓδγαAδ+KαμJνλαKδνAδ.\Gamma'^\mu_{\nu\lambda}A'^\nu = K^\mu_\alpha J^\gamma_\lambda\,\Gamma^\alpha_{\delta\gamma}A^\delta + K^\mu_\alpha\,J^\alpha_{\nu\lambda}K^\nu_\delta\,A^\delta .

Sommando, i primi termini danno KαμJλγAα;γK^\mu_\alpha J^\gamma_\lambda\,A^\alpha{}_{;\gamma}, la legge di un tensore misto. I secondi si elidono: derivando rispetto a xλx'^\lambda l’identità KαμJνα=δνμK^\mu_\alpha J^\alpha_\nu = \delta^\mu_\nu si ottiene (2xμ/xαxγ)JλγJνα+KαμJνλα=0(\partial^2x'^\mu/\partial x^\alpha\partial x^\gamma)\,J^\gamma_\lambda J^\alpha_\nu + K^\mu_\alpha J^\alpha_{\nu\lambda} = 0, e moltiplicando per KδνK^\nu_\delta si ha proprio (2xμ/xδxγ)Jλγ+KαμJνλαKδν=0(\partial^2x'^\mu/\partial x^\delta\partial x^\gamma)\,J^\gamma_\lambda + K^\mu_\alpha J^\alpha_{\nu\lambda}K^\nu_\delta = 0.

Fine della dimostrazione.

Allo stesso modo sono tensori Aμ;λ=λAμΓμλνAνA_{\mu;\lambda} = \partial_\lambda A_\mu - \Gamma^\nu_{\mu\lambda}A_\nu e le derivate covarianti dei tensori di rango più alto, che hanno un termine di correzione per ciascun indice, con il segno più per gli indici in alto e il meno per quelli in basso:

Tμν;λ=λTμν+ΓρλμTρν+ΓρλνTμρ,Tμν;λ=λTμνΓμλρTρνΓνλρTμρ.T^{\mu\nu}{}_{;\lambda} = \partial_\lambda T^{\mu\nu} + \Gamma^\mu_{\rho\lambda}T^{\rho\nu} + \Gamma^\nu_{\rho\lambda}T^{\mu\rho}, \qquad T_{\mu\nu;\lambda} = \partial_\lambda T_{\mu\nu} - \Gamma^\rho_{\mu\lambda}T_{\rho\nu} - \Gamma^\rho_{\nu\lambda}T_{\mu\rho} .

La verifica è la stessa del corollario, ripetuta indice per indice. La derivata covariante di uno scalare è la derivata ordinaria.

Proposizione (il trasporto parallelo conserva i prodotti scalari)

In ogni spazio con un tensore metrico gμν;λ=0g_{\mu\nu;\lambda} = 0. Di conseguenza, se due vettori AμA^\mu e BμB^\mu sono trasportati parallelamente lungo lo stesso spostamento, il loro prodotto scalare gμνAμBνg_{\mu\nu}A^\mu B^\nu non cambia, e con esso le lunghezze e gli angoli.

Dimostrazione.

Con i simboli di prima specie Γνμλ=gνρΓμλρ\Gamma_{\nu\mu\lambda} = g_{\nu\rho}\Gamma^\rho_{\mu\lambda}, si ha gμν;λ=λgμνΓνμλΓμνλg_{\mu\nu;\lambda} = \partial_\lambda g_{\mu\nu} - \Gamma_{\nu\mu\lambda} - \Gamma_{\mu\nu\lambda}. Dalla formula del teorema, Γνμλ=12(μgνλ+λgνμνgμλ)\Gamma_{\nu\mu\lambda} = \tfrac12(\partial_\mu g_{\nu\lambda} + \partial_\lambda g_{\nu\mu} - \partial_\nu g_{\mu\lambda}) e Γμνλ=12(νgμλ+λgμνμgνλ)\Gamma_{\mu\nu\lambda} = \tfrac12(\partial_\nu g_{\mu\lambda} + \partial_\lambda g_{\mu\nu} - \partial_\mu g_{\nu\lambda}); la somma è λgμν\partial_\lambda g_{\mu\nu}, e gμν;λ=0g_{\mu\nu;\lambda} = 0.

Per il prodotto scalare, con dAμ=ΓρλμAρdxλdA^\mu = -\Gamma^\mu_{\rho\lambda}A^\rho dx^\lambda e dBν=ΓρλνBρdxλdB^\nu = -\Gamma^\nu_{\rho\lambda}B^\rho dx^\lambda,

d(gμνAμBν)=λgμνdxλAμBν+gμνdAμBν+gμνAμdBν=(λgμνgρνΓμλρgμρΓνλρ)AμBνdxλ,d\big(g_{\mu\nu}A^\mu B^\nu\big) = \partial_\lambda g_{\mu\nu}\,dx^\lambda A^\mu B^\nu + g_{\mu\nu}\,dA^\mu\,B^\nu + g_{\mu\nu}A^\mu\,dB^\nu = \big(\partial_\lambda g_{\mu\nu} - g_{\rho\nu}\Gamma^\rho_{\mu\lambda} - g_{\mu\rho}\Gamma^\rho_{\nu\lambda}\big)A^\mu B^\nu dx^\lambda ,

dove negli ultimi due termini si sono rinominati gli indici sommati. La parentesi è gμν;λ=0g_{\mu\nu;\lambda} = 0.

Fine della dimostrazione.

C’è anche un altro modo di giustificare gμν;λ=0g_{\mu\nu;\lambda} = 0: attorno a ogni punto si possono scegliere coordinate in cui il tensore metrico è l’identità e le sue derivate prime sono nulle, quindi lì la derivata covariante di gg è nulla, e un tensore nullo in un sistema lo è in tutti. L’argomento è corretto, ma che quelle coordinate esistano è un teorema a sé. E a essere nulla in ogni sistema di coordinate è la derivata covariante del tensore metrico, non quella ordinaria, che in coordinate polari non è nulla.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Calcola i simboli di Christoffel della sfera di raggio RR nelle coordinate (Φ,θ)(\Phi, \theta), colatitudine e longitudine, con gΦΦ=R2g_{\Phi\Phi} = R^2 e gθθ=R2sin2Φg_{\theta\theta} = R^2\sin^2\Phi.

L’unica derivata non nulla del tensore metrico è Φgθθ=2R2sinΦcosΦ\partial_\Phi g_{\theta\theta} = 2R^2\sin\Phi\cos\Phi, e il tensore metrico è diagonale, con gΦΦ=1/R2g^{\Phi\Phi} = 1/R^2 e gθθ=1/(R2sin2Φ)g^{\theta\theta} = 1/(R^2\sin^2\Phi). Allora

ΓθθΦ=12gΦΦ(Φgθθ)=sinΦcosΦ,ΓΦθθ=ΓθΦθ=12gθθΦgθθ=cosΦsinΦ,\Gamma^\Phi_{\theta\theta} = \frac12\,g^{\Phi\Phi}\left(-\partial_\Phi g_{\theta\theta}\right) = -\sin\Phi\cos\Phi, \qquad \Gamma^\theta_{\Phi\theta} = \Gamma^\theta_{\theta\Phi} = \frac12\,g^{\theta\theta}\,\partial_\Phi g_{\theta\theta} = \frac{\cos\Phi}{\sin\Phi} ,

e gli altri simboli sono nulli.

Commento: con un tensore metrico diagonale la formula si semplifica molto, perché gμρg^{\mu\rho} è non nullo solo per ρ=μ\rho = \mu. Conviene cercare prima le derivate non nulle di gg e poi chiedersi in quali simboli compaiono. RR sparisce: i simboli dipendono dalla forma delle coordinate, non dalla scala. Questi simboli serviranno per le geodetiche della sfera, nel prossimo articolo.

Esercizio 2. Scrivi la divergenza Aμ;μA^\mu{}_{;\mu} di un campo vettoriale in coordinate polari, prima con le componenti controvarianti e poi con quelle fisiche A(r)=ArA_{(r)} = A^r e A(θ)=rAθA_{(\theta)} = rA^\theta.

Aμ;μ=μAμ+ΓνμμAνA^\mu{}_{;\mu} = \partial_\mu A^\mu + \Gamma^\mu_{\nu\mu}A^\nu. Le somme dei simboli sono Γrμμ=Γrrr+Γrθθ=1/r\Gamma^\mu_{r\mu} = \Gamma^r_{rr} + \Gamma^\theta_{r\theta} = 1/r e Γθμμ=Γθrr+Γθθθ=0\Gamma^\mu_{\theta\mu} = \Gamma^r_{\theta r} + \Gamma^\theta_{\theta\theta} = 0. Quindi

Aμ;μ=rAr+θAθ+Arr=1rr(rA(r))+1rθA(θ).A^\mu{}_{;\mu} = \partial_r A^r + \partial_\theta A^\theta + \frac{A^r}{r} = \frac1r\,\partial_r\big(rA_{(r)}\big) + \frac1r\,\partial_\theta A_{(\theta)} .

Commento: è la formula della divergenza in coordinate polari dei manuali di analisi, ottenuta senza disegnare nessun volumetto. La contrazione di un tensore misto è uno scalare, quindi la divergenza ha lo stesso valore in ogni sistema di coordinate. Il termine Ar/rA^r/r è quello che dimentica chi deriva solo le componenti.

Esercizio 3. Verifica che per un vettore covariante AμA_\mu e uno controvariante BμB^\mu vale Aμ;λBμ+AμBμ;λ=λ(AμBμ)A_{\mu;\lambda}B^\mu + A_\mu B^\mu{}_{;\lambda} = \partial_\lambda(A_\mu B^\mu).

Aμ;λBμ+AμBμ;λ=λAμBμΓμλνAνBμ+AμλBμ+AμΓνλμBν.A_{\mu;\lambda}B^\mu + A_\mu B^\mu{}_{;\lambda} = \partial_\lambda A_\mu\,B^\mu - \Gamma^\nu_{\mu\lambda}A_\nu B^\mu + A_\mu\,\partial_\lambda B^\mu + A_\mu\Gamma^\mu_{\nu\lambda}B^\nu .

Nel quarto termine si scambiano i nomi degli indici sommati μ\mu e ν\nu: diventa AνΓμλνBμA_\nu\Gamma^\nu_{\mu\lambda}B^\mu ed elide il secondo. Resta λAμBμ+AμλBμ=λ(AμBμ)\partial_\lambda A_\mu\,B^\mu + A_\mu\,\partial_\lambda B^\mu = \partial_\lambda(A_\mu B^\mu).

Commento: la derivata covariante rispetta la regola del prodotto, e sullo scalare AμBμA_\mu B^\mu coincide con la derivata ordinaria. È il motivo dei segni opposti nelle correzioni per gli indici in alto e in basso: con lo stesso segno le correzioni si sommerebbero invece di elidersi.

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