Filtrare il rumore bianco
Percorso: Strumentazione elettronica · 10 di 17
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Indice
Il recupero del segnale
Nella catena di acquisizione dell’introduzione, dopo il sensore e l’amplificatore c’è un filtro, e poi il convertitore. L’amplificatore porta il segnale a un livello utile, ma non migliora il rapporto segnale-rumore: al più lo conserva, e di solito lo peggiora un poco, come visto nell’articolo precedente. Migliorarlo è il compito del filtro, che deve togliere il più possibile di ciò che è rumore lasciando il segnale. Come farlo dipende da che cosa si misura e da che rumore c’è, e i casi sono quattro:
- un segnale lento, costante o quasi, in un rumore bianco: è l’argomento di questo articolo;
- un segnale veloce, un impulso di forma nota, in un rumore bianco: gli articoli successivi, dall’integratore a finestra al filtro ottimo;
- un segnale veloce in un rumore a bassa frequenza, soprattutto : i filtri passa-alto e il doppio campionamento;
- un segnale lento in un rumore a bassa frequenza: la modulazione, la rivelazione sincrona e l’amplificatore lock-in.
Per un segnale costante in un rumore bianco l’idea è fare la media. Il rumore ha media nulla, e in un processo ergodico la media nel tempo di una realizzazione tende alla media sull’insieme: mediando segnale più rumore su un tempo lungo il rumore si cancella e il segnale resta. Ogni filtro lineare che lascia passare la continua con guadagno fa una media di questo tipo. La sua uscita è , con la funzione peso , e l’area della funzione peso è . I filtri si distinguono per come pesano il passato.
Il filtro RC, una media esponenziale
Il filtro RC passa-basso ha risposta all’impulso per , con . Con un gradino di ampiezza all’ingresso, a partire da , la convoluzione dà
Letta con la funzione peso, l’uscita all’istante è l’area dell’esponenziale che finisce in , limitata alla parte in cui il gradino è già arrivato: all’inizio l’esponenziale pesa soprattutto lo zero di prima del gradino, poi sempre più il valore . Il filtro ha una memoria esponenziale, che pesa di più il passato recente.
Proposizione (rumore bianco all'uscita di un filtro RC)
Un rumore bianco con densità spettrale unilatera all’ingresso di un filtro RC con costante di tempo dà all’uscita un rumore con autocorrelazione e varianza
L’autocorrelazione della risposta all’impulso, per , è
e per vale lo stesso con , perché l’autocorrelazione è pari. L’autocorrelazione dell’ingresso è , e per il teorema sul rumore nei sistemi lineari quella dell’uscita è la sua convoluzione con , cioè . La varianza è il valore in .
Fine della dimostrazione.
La varianza scende come : più lunga è la media, meno rumore resta. Ma il rumore all’uscita non è più bianco. I suoi valori sono medie dello stesso ingresso su intervalli che si sovrappongono, e restano simili tra loro per un tempo dell’ordine di : l’uscita è un rumore «colorato», con l’autocorrelazione esponenziale già incontrata negli esercizi dell’articolo sui segnali. Nel dominio delle frequenze la densità all’uscita è , e la varianza è con la banda equivalente di rumore . La banda del segnale, quella a dB, è : la banda del rumore è più larga del .
Un gradino alto quanto il valore efficace del rumore bianco che lo accompagna, e l’uscita di filtri RC con costanti di tempo di , e volte il passo di campionamento della simulazione, con la stessa scala verticale. Ogni volta che quadruplica il rumore si dimezza, e il gradino sale quattro volte più lentamente. Tratteggiato il gradino senza rumore.
Quanto migliora il rapporto segnale-rumore
Con un rumore davvero bianco il conto non si può fare: la sua varianza è infinita, e il rapporto segnale-rumore all’ingresso è zero. I rumori reali sono bianchi solo fino a frequenze dell’ordine di , con il loro tempo di correlazione, e hanno varianza finita. Come nell’articolo sui segnali, un rumore quasi bianco ha densità unilatera a bassa frequenza, autocorrelazione nulla per e varianza , con .
Proposizione (miglioramento del rapporto segnale-rumore con un filtro RC)
Un segnale costante in un rumore quasi bianco, con tempo di correlazione e autocorrelazione non negativa, attraversa un filtro RC con costante di tempo . A transitorio esaurito il rapporto segnale-rumore all’uscita è
con un errore relativo sulla varianza del rumore al più .
Per il teorema sul rumore nei sistemi lineari , e l’integrale si estende solo a . Lì sta tra e , perché . Con , quindi,
Per il teorema di Wiener e Khinchin è la densità bilatera a frequenza zero, , e . Il segnale costante passa con guadagno , e i rapporti segnale-rumore sono all’ingresso e all’uscita. Il loro rapporto è , e .
Fine della dimostrazione.
Il numero si legge come il numero di campioni indipendenti di rumore che il filtro mette nella media: il miglioramento è la sua radice, come per la media di misure. Nel dominio delle frequenze è la radice del rapporto tra la banda del rumore all’ingresso e quella che il filtro lascia passare.
Un rumore quasi bianco prima, in blu, e dopo, in arancio, un filtro RC con . A sinistra le autocorrelazioni: il triangolo alto e stretto diventa un’esponenziale bassa e larga, con la stessa area. A destra le densità spettrali unilatere, uguali a frequenza zero, con le bande equivalenti tratteggiate.
Il prezzo del miglioramento è il tempo. Dopo un gradino l’uscita arriva entro una frazione del valore finale dopo : per l’, per l’ per mille. Il rapporto segnale-rumore cresce come , e quindi come la radice del tempo di misura: per un rapporto dieci volte migliore la misura deve durare cento volte di più. È una legge che vale per ogni filtro, con il rumore bianco; cambiando filtro si può migliorare solo la costante.
La media su una finestra
Il filtro RC non dimentica mai del tutto il passato, e dà agli istanti recenti più peso che a quelli di poco prima. L’altro modo naturale di fare la media è la media mobile: l’uscita è la media dell’ingresso sull’ultima finestra di durata ,
un filtro lineare e tempo-invariante con risposta all’impulso rettangolare, per e zero altrove.
Proposizione (media su una finestra)
La media su una finestra di durata ha funzione di trasferimento e banda equivalente di rumore
e un rumore bianco con densità unilatera all’ingresso esce con varianza . si annulla alle frequenze , con
Il rettangolo alto e lungo centrato nell’origine ha trasformata , come visto nell’articolo sui segnali. La risposta all’impulso è lo stesso rettangolo diviso per e ritardato di , e il ritardo moltiplica la trasformata per . La varianza è . Per il teorema di Parseval , e metà dell’integrale sta nelle frequenze positive: , perché il guadagno massimo è . Gli zeri sono quelli di , esclusa l’origine.
Fine della dimostrazione.
A parità di rumore, cioè con , la finestra ha due vantaggi sul filtro RC. Dopo un gradino arriva al valore finale in , esattamente e in modo lineare, mentre il filtro RC arriva all’ solo dopo . E ha gli zeri: un disturbo a una frequenza multipla di scompare del tutto. Per questo i multimetri e i convertitori a integrazione mediano su un numero intero di periodi della rete, ms a Hz; nei datasheet il tempo di integrazione si esprime in NPLC, number of power line cycles.
Un filtro RC con costante di tempo , blu, e una media su una finestra , arancio, che lasciano passare lo stesso rumore bianco. A sinistra le funzioni peso all’istante ; a destra i moduli delle funzioni di trasferimento, con la frequenza in unità di . Sopra il polo le due curve scendono con lo stesso inviluppo, ma la finestra ha uno zero a ogni multiplo di .
La media uniforme non è solo comoda: per un segnale costante è la migliore possibile.
Proposizione (la media uniforme è la migliore per un segnale costante)
Una misura che dà , con la funzione peso nulla fuori da un intervallo di durata e di area , perché un segnale costante passi con guadagno , lascia passare da un rumore bianco di densità unilatera la varianza
e l’uguaglianza vale solo per il peso costante .
Con l’autocorrelazione dell’ingresso,
Per la disuguaglianza di Cauchy e Schwarz sull’intervallo di durata ,
con l’uguaglianza solo se è proporzionale a , cioè costante; l’area fissa la costante a .
Fine della dimostrazione.
La proposizione non chiede che la misura venga da un filtro tempo-invariante: vale anche per un circuito che integra l’ingresso solo mentre un interruttore è chiuso, l’argomento del prossimo articolo. Dice anche perché il filtro RC non è il migliore: una parte del tempo di misura la spende su pesi piccoli, che contano poco per il segnale ma lasciano passare rumore. Il risultato vale per un segnale costante in un rumore bianco. Se il segnale ha una forma, per esempio un impulso, o se il rumore non è bianco, il peso migliore è un altro, e trovarlo è il problema del filtro ottimo.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un rumore bianco di nV/√Hz attraversa un filtro RC con ms. Quanto vale il rumore all’uscita? Quanto tempo serve perché, dopo un gradino, l’uscita arrivi all’ per mille del valore finale? Quale finestra dà lo stesso rumore?
Soluzione. nV. L’uscita arriva all’ per mille dopo ms. La finestra con lo stesso rumore è lunga ms, e dopo un gradino dà il valore esatto in ms.
Commento. Lo stesso numero si ottiene con la banda equivalente, . Per una misura che si ripete a ogni cambiamento del segnale, la finestra dà più misure al secondo con lo stesso rumore.
Esercizio 2. Un segnale costante di μV arriva con un rumore di nV/√Hz, bianco fino a MHz. Quale filtro RC porta il rapporto segnale-rumore a ? Quanto dura la misura?
Soluzione. All’ingresso il rumore efficace è μV, e il rapporto segnale-rumore è : serve un miglioramento di . Da si ha Hz, cioè s; si verifica che il rumore all’uscita è μV. Per arrivare all’ del valore finale servono s.
Commento. Un segnale cento volte più piccolo del rumore si misura con il di incertezza in poco più di un secondo. Con una finestra di s, che ha lo stesso rumore, basterebbe mezzo secondo. Se però il rumore a bassa frequenza non è bianco, per esempio sotto qualche hertz, allungare la media smette di funzionare: è il problema degli ultimi articoli del percorso.
Esercizio 3. Un multimetro integra la tensione su ms, un periodo della rete a Hz. Di quanto attenua un disturbo a Hz, a Hz e a Hz? E un filtro RC con lo stesso rumore?
Soluzione. : a Hz ; a Hz , cioè dB; a Hz , cioè dB. Il filtro RC con lo stesso rumore ha ms, e vale a Hz ( dB) e a Hz ( dB).
Commento. Lo zero è stretto: basta che la rete si sposti dell’ perché l’attenuazione scenda a dB, che resta comunque molto più dei dB del filtro RC. Nei paesi con la rete a Hz si integra su ms, e integrando su ms si annullano insieme e Hz.
Esercizio 4. Un filtro RC con s legge un segnale costante, e la lettura si fa s dopo l’inizio, quando il transitorio è all’. Quanto rumore in più c’è rispetto alla media uniforme sugli stessi s?
Soluzione. Il filtro RC lascia ; la media uniforme, per la proposizione, . Il rapporto dei valori efficaci è .
Commento. A parità di tempo il filtro RC ha il di rumore in più, e in più l’ di errore sul segnale. Per ottenere lo stesso rumore della media uniforme servirebbe un tempo di misura volte più lungo.
Esercizio 5. Si campiona l’uscita di un filtro RC ogni e si fa la media di campioni. Quanto vale la varianza della media, per grande? Che cosa succede con ?
Soluzione. Due campioni distanti hanno correlazione , con e . La varianza della media è
perché per grande la somma è circa . Con il fattore è , con è . Con si ha , il fattore è circa , e la varianza diventa .
Commento. Campioni presi più fitti di non sono indipendenti, e mediarli non riduce il rumore come . Nel limite di campioni fittissimi il risultato, , è quello della media uniforme su tutto il tempo : il filtro RC davanti non conta più, perché la media sui campioni fa da sola il lavoro della finestra.
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