Fondamenti di elettronica
Percorso: Fondamenti di elettronica · introduzione
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Indice
Informazione trasportata dagli elettroni
L’elettrotecnica usa le cariche elettriche per trasportare energia; l’elettronica le usa per trasportare informazione. Un sistema elettronico acquisisce informazione dal mondo, la elabora, la memorizza, la trasmette e la usa per agire: lo fa un termometro digitale come uno smartphone. La scelta degli elettroni come supporto non è casuale. Negli atomi gli elettroni più esterni sono legati debolmente, e in un conduttore o in un semiconduttore ne basta poca energia, anche quella dell’agitazione termica, per liberarli. Sono leggeri, circa volte meno di un protone, e si mettono in moto con poca energia. Hanno carica, quindi si guidano con campi elettrici e magnetici. E sono stabili.
Un coulomb corrisponde a elettroni, una quantità enorme per l’elettronica: i circuiti integrati spostano cariche dell’ordine del femtocoulomb o del picocoulomb, da qualche migliaio a qualche milione di elettroni, per consumare poca energia a ogni operazione.
Da Fleming alla legge di Moore
Nel 1904 John Ambrose Fleming inventò il diodo a vuoto, un tubo in cui la corrente passa in un solo verso: il primo componente non lineare dell’elettronica, usato per decenni nei ricevitori radio. Nel 1906 Lee de Forest aggiunse un terzo elettrodo e ottenne il triodo, che negli anni seguenti diventò il primo amplificatore elettronico: con un terminale si controlla la corrente che passa tra gli altri due, e la potenza del segnale in uscita è maggiore di quella in ingresso, a spese di un’alimentazione. I dispositivi che amplificano hanno ancora oggi tre terminali e lo stesso principio. Nel 1927 Harold Black ebbe l’idea della retroazione negativa, che rende gli amplificatori precisi e lineari anche se i loro componenti non lo sono, e che si ritrova in tutti i controlli automatici.
Il 23 dicembre 1947, ai laboratori Bell, John Bardeen e Walter Brattain presentarono il primo transistore, un dispositivo a semiconduttore che faceva il lavoro del triodo in pochi millimetri, senza vuoto e senza un filamento da scaldare. William Shockley ne capì il funzionamento e ne progettò una versione migliore, il transistore a giunzione; i tre ricevettero il premio Nobel per la fisica nel 1956. Alla fine degli anni Cinquanta le radio a transistori portatili portarono il nuovo dispositivo nelle case.
Nel 1958 Jack Kilby, alla Texas Instruments, e poco dopo Robert Noyce, alla Fairchild, realizzarono indipendentemente il circuito integrato: transistori, resistori e condensatori fabbricati insieme in un unico pezzo di semiconduttore, già collegati tra loro. Kilby ricevette il Nobel nel 2000; Noyce era morto nel 1990. Nel 1965 Gordon Moore osservò che il numero di componenti di un circuito integrato raddoppiava ogni anno, e previde che l’andamento sarebbe continuato; nel 1975 corresse la stima a un raddoppio ogni due anni. La previsione, chiamata legge di Moore, è diventata un obiettivo dell’industria, e ha retto per mezzo secolo.
Il numero di transistori in alcuni processori, dal 4004 del 1971, con transistori, all’M1 Ultra del 2022, con miliardi, in scala logaritmica. La retta tratteggiata raddoppia ogni due anni: dal 1971 al 2022 sono venticinque raddoppi e mezzo, un fattore di circa cinquanta milioni, lo stesso che separa i due processori.
Transistori più piccoli non costano solo meno, perché occupano meno area: come mostrano gli articoli sulle porte logiche, sono anche più veloci e consumano meno energia a ogni commutazione. È la ragione per cui la miniaturizzazione ha migliorato insieme il costo, la velocità e il consumo dei circuiti, e per cui l’elettronica è entrata in quasi ogni oggetto.
Il sistema elettronico
Qualunque sistema elettronico si può descrivere con quattro blocchi. I sensori trasformano grandezze fisiche, come temperatura, luce, pressione o velocità, in segnali elettrici. L’elaborazione trasforma questi segnali secondo le regole scelte dal progettista. Gli attuatori trasformano i segnali elaborati in azioni: luce, suono, movimento, onde radio. L’alimentazione fornisce l’energia a tutti gli altri.
Lo schema a blocchi di un sistema elettronico. I segnali elettrici vanno dai sensori all’elaborazione e dall’elaborazione agli attuatori; l’alimentazione dà l’energia a tutti i blocchi.
Con i soli componenti del percorso «Circuiti elettrici» l’elaborazione non si può fare. Una rete di resistori e condensatori non amplifica, perché è passiva e in uscita non può dare più potenza di quella che riceve, e non inverte un segnale logico, perché non ha un comportamento a soglia. Servono dispositivi nuovi, e l’elettronica ne usa pochissimi tipi: i diodi e, soprattutto, i transistori. Collegati tra loro in modo opportuno, fanno tutte le operazioni necessarie, sui segnali analogici come su quelli digitali.
Gli articoli del percorso
Il primo articolo definisce i segnali elettrici, analogici e digitali, e i modelli elettrici di sensori e attuatori, e ripassa la costante di tempo con un problema di misura concreto, la sonda dell’oscilloscopio. Poi il percorso scende nella fisica dei semiconduttori: elettroni e lacune, la densità dei portatori e il livello di Fermi, le correnti di deriva e di diffusione. Su queste basi costruisce la giunzione pn, all’equilibrio e polarizzata, e i dispositivi che ne vengono: il diodo, il fotodiodo e la cella fotovoltaica, il transistore bipolare, il condensatore MOS e il transistore MOSFET.
La seconda parte usa i transistori. Con i MOSFET costruisce l’invertitore logico, ne studia i tempi di commutazione e la potenza, e arriva alle porte logiche CMOS, ai circuiti sequenziali e alle memorie. Poi passa ai circuiti analogici: l’amplificatore a source comune e gli stadi amplificatori, l’analisi in frequenza, la retroazione e l’amplificatore operazionale, ideale e reale.
Il percorso presuppone «Circuiti elettrici», in particolare i transitori e il regime sinusoidale. Gli articoli sui semiconduttori usano qualche nozione di fisica moderna, come la distribuzione di Fermi-Dirac, e la richiamano dove serve. Il percorso «Strumentazione elettronica» parte da qui.
- 1Segnali e sistemi elettronici
- 2Elettroni e lacune nei semiconduttori
- 3Densità dei portatori e livello di Fermi
- 4Deriva e diffusione
- 5La giunzione pn all'equilibrio
- 6La giunzione pn polarizzata
- 7Il diodo e i suoi circuiti
- 8Fotodiodo e cella fotovoltaica
- 9Il transistore bipolare
- 10Il condensatore MOS
- 11Il transistore MOSFET
- 12L'invertitore logico
- 13Tempi di commutazione e potenza
- 14Porte logiche CMOS
- 15Reti sequenziali e memorie
- 16L'amplificatore a source comune
- 17Polarizzazione e stadi amplificatori
- 18Analisi in frequenza
- 19Retroazione e amplificatore operazionale
- 20L'amplificatore operazionale reale
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