Vai al contenuto
Emmy

Il tensore energia-impulso

Fisica · Relatività generale Articolo

Percorso: Relatività generale · 9 di 13

Prima di questo, potrebbe interessarti: I tensori di Riemann e di Ricci , Quadrivettori e tensore metrico

Indice

Che cosa curva lo spaziotempo

Gli articoli precedenti hanno costruito gli strumenti per descrivere la curvatura. Resta da dire da che cosa è prodotta. Nella gravità di Newton la sorgente è la massa, una grandezza scalare. In relatività massa ed energia sono equivalenti, l’energia si presenta in molte forme ed è legata alla quantità di moto nel quadrimpulso. La sorgente della gravità non può quindi essere uno scalare, e siccome la curvatura si descrive con tensori, anche la sorgente deve esserlo, perché le equazioni che le legano siano covarianti. Questo articolo costruisce quel tensore, il tensore energia-impulso, e ne ricava la legge di conservazione.

La gravità di Newton in forma locale

Due masse puntiformi m1m_1 e m2m_2 a distanza rr si attraggono con una forza di modulo Gm1m2/r2Gm_1m_2/r^2. Il campo gravitazionale g\mathbf g è la forza per unità di massa: una massa MM nell’origine produce g=GMr/r3\mathbf g = -GM\,\mathbf r/r^3.

Teorema (di Gauss per la gravità)

Il flusso del campo gravitazionale attraverso una superficie chiusa è 4πG-4\pi G per la massa racchiusa. Se la massa è distribuita con densità continua ρ\rho,

g=4πGρ.\nabla\cdot\mathbf g = -4\pi G\rho .
Dimostrazione.

Per una massa puntiforme MM nell’origine, il flusso attraverso un elemento dSdS con normale n\mathbf n è GM(rn)dS/r3=GMdΩ-GM\,(\mathbf r\cdot\mathbf n)\,dS/r^3 = -GM\,d\Omega, dove dΩd\Omega è l’angolo solido sotto cui l’elemento è visto dall’origine, con segno. Su una superficie chiusa gli angoli solidi sommano a 4π4\pi se l’origine è interna e a 00 se è esterna. Per più masse i campi si sommano, e i flussi pure. Per una distribuzione continua, e un volume VV qualsiasi con bordo V\partial V, il teorema della divergenza dà VgdV=VgndS=4πGVρdV\int_V\nabla\cdot\mathbf g\,dV = \oint_{\partial V}\mathbf g\cdot\mathbf n\,dS = -4\pi G\int_V\rho\,dV. Se gli integrandi sono continui e gli integrali coincidono su ogni volume, gli integrandi sono uguali.

Fine della dimostrazione.

Il campo è conservativo, g=Φ\mathbf g = -\nabla\Phi, e sostituendo si ottiene l’equazione di Poisson:

2Φ=4πGρ.\nabla^2\Phi = 4\pi G\rho .

Lega grandezze scalari nello spazio piatto di Euclide, e il tensore metrico non vi compare.

Il tensore metrico in un campo debole

Nell’articolo sulle geodetiche si è visto che in un campo debole e statico g00=1+2Φ/c2g_{00} = 1 + 2\Phi/c^2, ricavato dal ritmo degli orologi. Sostituendo Φ=c2(g001)/2\Phi = c^2(g_{00} - 1)/2 nell’equazione di Poisson,

2g00x2+2g00y2+2g00z2=8πGρc2.\frac{\partial^2 g_{00}}{\partial x^2} + \frac{\partial^2 g_{00}}{\partial y^2} + \frac{\partial^2 g_{00}}{\partial z^2} = \frac{8\pi G\rho}{c^2} .

Non va presa troppo sul serio: non è covariante, e contiene una sola componente del tensore metrico. Suggerisce però la forma della teoria. A sinistra ci sono derivate seconde del tensore metrico, come nel tensore di Riemann; a destra la densità di materia. Il legame con la curvatura si può rendere preciso.

Proposizione (la componente temporale del tensore di Ricci in un campo debole)

In un campo statico con g00=1+2Φ/c2g_{00} = 1 + 2\Phi/c^2, g0i=0g_{0i} = 0 e gij=δijg_{ij} = -\delta_{ij} più correzioni dell’ordine di Φ/c2\Phi/c^2, al primo ordine in Φ/c2\Phi/c^2

R00=2Φc2=4πGρc2.R_{00} = \frac{\nabla^2\Phi}{c^2} = \frac{4\pi G\rho}{c^2} .
Dimostrazione.

R00=Rμ0μ0=μΓ00μ0Γ0μμ+ΓρμμΓ00ρΓρ0μΓ0μρR_{00} = R^\mu{}_{0\mu0} = \partial_\mu\Gamma^\mu_{00} - \partial_0\Gamma^\mu_{0\mu} + \Gamma^\mu_{\rho\mu}\Gamma^\rho_{00} - \Gamma^\mu_{\rho0}\Gamma^\rho_{0\mu}. I prodotti di simboli sono del secondo ordine in Φ/c2\Phi/c^2. Il campo è statico, quindi 0=0\partial_0 = 0 e Γ000=12g000g00=0\Gamma^0_{00} = \tfrac12 g^{00}\partial_0 g_{00} = 0. Resta iΓ00i\partial_i\Gamma^i_{00}, e nell’articolo sulle geodetiche Γ00i=iΦ/c2\Gamma^i_{00} = \partial_i\Phi/c^2 al primo ordine, indipendentemente dalle correzioni di gijg_{ij}. Allora R00=iiiΦ/c2R_{00} = \sum_i\partial_i\partial_i\Phi/c^2, e l’equazione di Poisson dà il secondo membro.

Fine della dimostrazione.

La densità di massa determina una componente del tensore di Ricci. Per trasformare questa uguaglianza in una legge valida in ogni sistema di coordinate serve un tensore di rango due che contenga ρ\rho come una delle sue componenti, e a sinistra un tensore di rango due costruito con la curvatura.

La densità di energia non è uno scalare

La densità di massa ρ\rho è il rapporto tra una massa e un volume, e in relatività ristretta cambiano entrambi con l’osservatore. Si consideri una polvere, cioè una distribuzione di particelle di massa mm ferme l’una rispetto all’altra e senza interazioni, con n0n_0 particelle per unità di volume nel sistema in cui sono ferme.

Proposizione (densità di energia di una polvere in moto)

In un sistema in cui la polvere si muove con velocità vv, la densità di energia è γ2n0mc2\gamma^2 n_0mc^2, con γ=1/1v2/c2\gamma = 1/\sqrt{1 - v^2/c^2}.

Dimostrazione.

Per la contrazione delle lunghezze un volume che nel sistema di quiete contiene NN particelle, nel sistema in cui si muove è ridotto di un fattore γ\gamma nella direzione del moto: la densità di particelle diventa γn0\gamma n_0. Ogni particella ha energia γmc2\gamma mc^2. Il prodotto è γ2n0mc2\gamma^2 n_0mc^2.

Fine della dimostrazione.

Due fattori γ\gamma. Uno scalare non cambierebbe, la componente temporale di un quadrivettore cambierebbe con un solo fattore γ\gamma, come l’energia γmc2\gamma mc^2 o la densità di carica. Un fattore γ2\gamma^2 è quello della componente 0000 di un tensore di rango due, che si trasforma come i prodotti A0B0A^0B^0. La densità di energia è dunque una componente di un tensore di rango due, e le altre quindici vanno trovate.

Il tensore energia-impulso

Il tensore si costruisce con i flussi del quadrimpulso pμ=(E/c,p)p^\mu = (E/c, \mathbf p). Nello spaziotempo una «superficie» ha tre dimensioni; quella ortogonale all’asse x0x^0 è un volume spaziale, quelle ortogonali a un asse spaziale xix^i sono fatte da un intervallo di tempo e da un elemento di superficie. La componente TμνT^{\mu\nu} è cc per la quantità della componente pμp^\mu che attraversa l’elemento ortogonale a xνx^\nu, diviso per quell’elemento:

  • T00=ΔE/ΔVT^{00} = \Delta E/\Delta V è la densità di energia;
  • Ti0=cΔpi/ΔVT^{i0} = c\,\Delta p^i/\Delta V è la densità di quantità di moto, moltiplicata per cc;
  • T0i=ΔE/(cΔtΔSi)T^{0i} = \Delta E/(c\,\Delta t\,\Delta S_i) è il flusso di energia attraverso una superficie ortogonale a xix^i, diviso per cc;
  • Tij=Δpi/(ΔtΔSj)T^{ij} = \Delta p^i/(\Delta t\,\Delta S_j) è il flusso di quantità di moto: una forza per unità di superficie. Per i=ji = j la forza è ortogonale alla superficie ed è una pressione; per iji \ne j le è parallela ed è uno sforzo di taglio.

Il tensore è simmetrico. Per T0iT^{0i} e Ti0T^{i0} è l’equivalenza di massa ed energia: un flusso di energia è un flusso di massa, e un flusso di massa per unità di superficie e di tempo è una densità di quantità di moto. Per le particelle, energia γmc2\gamma mc^2 e quantità di moto γmv\gamma m\mathbf v viaggiano insieme con velocità v\mathbf v, e il flusso di energia è c2c^2 volte la densità di quantità di moto; per il campo elettromagnetico il vettore di Poynting è c2c^2 volte la densità di quantità di moto del campo. Il nome inglese, stress-energy tensor, viene dagli sforzi del blocco spaziale.

Le componenti del tensore energia-impulso Una tabella di quattro righe e quattro colonne, numerate da 0 a 3, con le componenti T mu nu. La casella in alto a sinistra, T zero zero, è la densità di energia. Il resto della prima riga, T zero i, è il flusso di energia diviso per c. Il resto della prima colonna, T i zero, è la densità di quantità di moto moltiplicata per c. Il blocco tre per tre in basso a destra contiene le componenti spaziali: sulla diagonale le pressioni, fuori dalla diagonale gli sforzi di taglio. Il tensore è simmetrico: la prima riga e la prima colonna sono uguali. μ\ν 0 0 1 1 2 2 3 3 T⁰⁰ T⁰¹ T⁰² T⁰³ T¹⁰ T¹¹ T¹² T¹³ T²⁰ T²¹ T²² T²³ T³⁰ T³¹ T³² T³³ densità di energia flusso di energia / c, quantità di moto · c pressione sforzo di taglio

Le sedici componenti TμνT^{\mu\nu} disposte come una matrice, con μ\mu indice di riga e ν\nu di colonna. In alto a sinistra la densità di energia; nel resto della prima riga il flusso di energia diviso per cc, nel resto della prima colonna la densità di quantità di moto per cc, uguali perché il tensore è simmetrico; nel blocco spaziale le pressioni sulla diagonale e gli sforzi di taglio fuori.

Per la polvere tutto questo diventa una formula. Con la convenzione dell’articolo sui quadrivettori la quadrivelocità è uμ=dxμ/dsu^\mu = dx^\mu/ds, adimensionale, con u0=γu^0 = \gamma e ui=γvi/cu^i = \gamma v^i/c. Si chiama ρ0=n0m\rho_0 = n_0m la densità di massa nel sistema di quiete, uno scalare.

Proposizione (tensore energia-impulso della polvere)

Tμν=ρ0c2uμuνT^{\mu\nu} = \rho_0c^2\,u^\mu u^\nu è un tensore simmetrico di rango due, e le sue componenti sono quelle descritte sopra: T00T^{00} è la densità di energia, T0i=Ti0T^{0i} = T^{i0} il flusso di energia diviso per cc, TijT^{ij} il flusso della componente ii della quantità di moto nella direzione jj.

Dimostrazione.

È il prodotto di uno scalare per il prodotto di due quadrivettori, quindi un tensore, ed è simmetrico. T00=ρ0c2γ2T^{00} = \rho_0c^2\gamma^2, la densità di energia della proposizione precedente. T0i=ρ0c2γγvi/c=(γ2n0mc2)vi/cT^{0i} = \rho_0c^2\gamma\cdot\gamma v^i/c = (\gamma^2 n_0mc^2)\,v^i/c: la densità di energia trasportata con velocità viv^i, cioè il flusso di energia, diviso per cc. Tij=ρ0γ2vivj=(γn0)(γmvi)vjT^{ij} = \rho_0\gamma^2v^iv^j = (\gamma n_0)(\gamma mv^i)\,v^j: la densità di particelle per la quantità di moto di ciascuna, trasportata con velocità vjv^j.

Fine della dimostrazione.

Una polvere non ha pressione: nel suo sistema di quiete l’unica componente non nulla è T00=ρ0c2T^{00} = \rho_0c^2. La generalizzazione più usata, per le stelle e per l’universo nel suo insieme, è il fluido perfetto.

Definizione (fluido perfetto)

Un fluido perfetto con densità di massa di quiete ρ0\rho_0 e pressione pp, misurate nel sistema in cui un suo elemento è fermo, ha tensore energia-impulso

Tμν=(ρ0c2+p)uμuνpgμν.T^{\mu\nu} = \left(\rho_0c^2 + p\right)u^\mu u^\nu - p\,g^{\mu\nu} .

Nel sistema di quiete, uμ=(1,0,0,0)u^\mu = (1, 0, 0, 0) e gμν=diag(1,1,1,1)g^{\mu\nu} = \mathrm{diag}(1, -1, -1, -1), il tensore è diag(ρ0c2,p,p,p)\mathrm{diag}(\rho_0c^2, p, p, p): densità di energia e pressione uguale in tutte le direzioni, senza sforzi di taglio né flussi. Tra i tensori della forma auμuν+bgμνa\,u^\mu u^\nu + b\,g^{\mu\nu}, con aa e bb scalari, è l’unico che in quel sistema dà questa matrice; ed essendo un’uguaglianza tra tensori, vale in ogni sistema.

La conservazione

In un sistema continuo una legge di conservazione si scrive con un’equazione di continuità: quello che esce dalle pareti di un elemento di volume è quello che manca all’interno. Per la carica elettrica è ρ/t+j=0\partial\rho/\partial t + \nabla\cdot\mathbf j = 0, e con la quadricorrente Jμ=(cρ,j)J^\mu = (c\rho, \mathbf j) dell’articolo sull’elettromagnetismo covariante diventa μJμ=0\partial_\mu J^\mu = 0. Per energia e quantità di moto le densità sono T00T^{00} e Ti0/cT^{i0}/c, e i flussi le altre componenti delle stesse righe; le quattro equazioni di continuità sono

νTμν=0,\partial_\nu T^{\mu\nu} = 0 ,

quella con μ=0\mu = 0 per l’energia, le altre tre per la quantità di moto.

Proposizione (conservazione per la polvere)

Per una polvere, νTμν=0\partial_\nu T^{\mu\nu} = 0 equivale a due condizioni: la conservazione della massa di quiete, ν(ρ0uν)=0\partial_\nu(\rho_0u^\nu) = 0, e il moto senza accelerazione, uννuμ=0u^\nu\partial_\nu u^\mu = 0.

Dimostrazione.

νTμν=c2[uμν(ρ0uν)+ρ0uννuμ]\partial_\nu T^{\mu\nu} = c^2\big[u^\mu\,\partial_\nu(\rho_0u^\nu) + \rho_0u^\nu\partial_\nu u^\mu\big]. Se valgono le due condizioni è nullo. Viceversa, si moltiplica per uμu_\mu: poiché uμuμ=1u_\mu u^\mu = 1, si ha uμνuμ=12ν(uμuμ)=0u_\mu\,\partial_\nu u^\mu = \tfrac12\partial_\nu(u_\mu u^\mu) = 0, e resta c2ν(ρ0uν)=0c^2\partial_\nu(\rho_0u^\nu) = 0, la prima condizione. Sostituendola, rimane ρ0uννuμ=0\rho_0u^\nu\partial_\nu u^\mu = 0, e dove c’è materia ρ00\rho_0 \ne 0.

Fine della dimostrazione.

La derivata uννuμu^\nu\partial_\nu u^\mu è la variazione della quadrivelocità lungo il moto di un elemento: le particelle della polvere, senza forze, vanno in linea retta con velocità costante. In coordinate curvilinee e in uno spaziotempo curvo, come insegna l’articolo sulla derivata covariante, la derivata ordinaria diventa quella covariante:

Tμν;ν=0.T^{\mu\nu}{}_{;\nu} = 0 .

Il ragionamento della proposizione si ripete parola per parola, con i punti e virgola al posto delle derivate: da Tμν;ν=0T^{\mu\nu}{}_{;\nu} = 0 segue uνuμ;ν=0u^\nu u^\mu{}_{;\nu} = 0, che è l’equazione delle geodetiche. Nella relatività generale la conservazione dell’energia e della quantità di moto della materia contiene già la legge del moto: la polvere cade lungo le geodetiche. Nel prossimo articolo è proprio questa equazione a fissare la forma delle equazioni di Einstein.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Una polvere con densità di massa di quiete ρ0=1000\rho_0 = 1000 kg/m³ si muove lungo xx a 0,6c0{,}6\,c. Calcola T00T^{00}, T01T^{01} e T11T^{11}.

γ=1/10,36=1,25\gamma = 1/\sqrt{1 - 0{,}36} = 1{,}25 e γ2=1,5625\gamma^2 = 1{,}5625. Con c=3,00×108c = 3{,}00 \times 10^8 m/s: T00=γ2ρ0c2=1,56251039,00×1016T^{00} = \gamma^2\rho_0c^2 = 1{,}5625 \cdot 10^3 \cdot 9{,}00 \times 10^{16} J/m³ 1,41×1020\approx 1{,}41 \times 10^{20} J/m³. T01=T00v/c8,44×1019T^{01} = T^{00}\,v/c \approx 8{,}44 \times 10^{19} J/m³. T11=γ2ρ0v2=1,56251033,24×1016T^{11} = \gamma^2\rho_0v^2 = 1{,}5625 \cdot 10^3 \cdot 3{,}24 \times 10^{16} Pa 5,06×1019\approx 5{,}06 \times 10^{19} Pa.

Commento: tutte le componenti hanno le stesse dimensioni, energia per unità di volume o pressione, che sono la stessa cosa. Il fattore c2c^2 fa sembrare enormi i numeri: l’energia di quiete di un litro d’acqua, 9×10169 \times 10^{16} J, è circa quella che una città di un milione di abitanti consuma in un anno. Nella gravità di tutti i giorni conta solo T00T^{00}, e T11T^{11} è una frazione v2/c2v^2/c^2 di quello.

Esercizio 2. Calcola la traccia T=gμνTμνT = g_{\mu\nu}T^{\mu\nu} di un fluido perfetto. Quanto vale per la radiazione, con p=ρc2/3p = \rho c^2/3? E per l’aria, con ρ=1,2\rho = 1{,}2 kg/m³ e p=1,0×105p = 1{,}0 \times 10^5 Pa?

gμνuμuν=1g_{\mu\nu}u^\mu u^\nu = 1 e gμνgμν=δμμ=4g_{\mu\nu}g^{\mu\nu} = \delta^\mu_\mu = 4, quindi T=(ρ0c2+p)4p=ρ0c23pT = (\rho_0c^2 + p) - 4p = \rho_0c^2 - 3p. Per la radiazione T=0T = 0. Per l’aria ρc21,1×1017\rho c^2 \approx 1{,}1 \times 10^{17} Pa, e la pressione ne è circa una parte su 101210^{12}.

Commento: la traccia è uno scalare, e si può calcolare nel sistema di quiete. Nella materia ordinaria la pressione è trascurabile come sorgente di gravità; conta nelle stelle di neutroni e nell’universo primordiale, dominato dalla radiazione. Per un gas di fotoni la traccia nulla è una conseguenza del fatto che i fotoni non hanno massa.

Esercizio 3. All’interno di una sfera omogenea di massa MM e raggio RR il potenziale è Φ(r)=GM(3R2r2)/(2R3)\Phi(r) = -GM(3R^2 - r^2)/(2R^3). Verifica l’equazione di Poisson e calcola di quanto un orologio al centro della Terra, supposta omogenea, va più lento di uno in superficie. Usa GM/c2=4,435GM/c^2 = 4{,}435 mm e R=6371R = 6371 km.

2r2=6\nabla^2 r^2 = 6, quindi 2Φ=6GM/(2R3)=3GM/R3\nabla^2\Phi = 6GM/(2R^3) = 3GM/R^3, e con ρ=3M/(4πR3)\rho = 3M/(4\pi R^3) si ha 4πGρ=3GM/R34\pi G\rho = 3GM/R^3. Al centro Φ=3GM/(2R)\Phi = -3GM/(2R), in superficie GM/R-GM/R: la differenza è GM/(2R)-GM/(2R), e il rapporto dei ritmi differisce di GM/(2Rc2)=4,435×103/(26,371×106)3,5×1010GM/(2Rc^2) = 4{,}435 \times 10^{-3}/(2 \cdot 6{,}371 \times 10^6) \approx 3{,}5 \times 10^{-10}, circa 11 ms all’anno.

Commento: nella Terra vera la densità cresce verso il centro e l’effetto è un po’ maggiore. In termini di tensore metrico g00g_{00} al centro è più piccolo che in superficie di GM/(Rc2)7×1010GM/(Rc^2) \approx 7 \times 10^{-10}. Il minimo del potenziale, e quindi il ritmo più lento, è dove la gravità si annulla: non è la forza a rallentare gli orologi, è il potenziale.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione