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Integratore a finestra e boxcar averager

Elettronica · Strumentazione elettronica Articolo

Percorso: Strumentazione elettronica · 11 di 17

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Indice

Un impulso nel rumore

Il filtro dell’articolo precedente mediava un segnale costante. Se il segnale è invece un impulso breve — la luce raccolta da un fotomoltiplicatore dopo un lampo laser, il segnale di un rivelatore di particelle, l’eco di un sonar — il filtro passa-basso si trova in difficoltà. Con una costante di tempo TT molto più corta della durata TPT_P dell’impulso l’uscita segue il segnale, ma raccoglie molto rumore; con una TT lunga il rumore scende, ma l’impulso non fa in tempo a caricare il condensatore e il segnale si abbassa.

Proposizione (impulso rettangolare con un filtro RC)

Un impulso rettangolare di ampiezza AA e durata TPT_P, in un rumore bianco di densità unilatera SS, all’uscita di un filtro RC letta alla fine dell’impulso dà

SN=2ATFS(1eTP/TF),\frac{S}{N} = 2A\sqrt{\frac{T_F}{S}}\left(1 - e^{-T_P/T_F}\right) ,

massimo per TF=0,796TPT_F = 0{,}796\,T_P, dove vale 1,276ATP/S1{,}276\,A\sqrt{T_P/S}.

Dimostrazione.

La risposta al gradino di ampiezza AA è A(1et/TF)A(1 - e^{-t/T_F}), e il massimo dell’uscita è il suo valore alla fine dell’impulso, perché dopo l’uscita decade. Il rumore efficace è S/4TF\sqrt{S/4T_F}, e il rapporto dei due è quello dell’enunciato. Con x=TP/TFx = T_P/T_F il rapporto è proporzionale a g(x)=(1ex)/xg(x) = (1 - e^{-x})/\sqrt x, e annullando la derivata si ha 2xex=1ex2xe^{-x} = 1 - e^{-x}, cioè ex=1+2xe^x = 1 + 2x, la cui soluzione non nulla è x=1,2564x = 1{,}2564. Allora TF=TP/1,2564=0,796TPT_F = T_P/1{,}2564 = 0{,}796\,T_P e 2g(x)=1,2762g(x) = 1{,}276.

Fine della dimostrazione.

Un filtro che invece integrasse l’ingresso solo per la durata dell’impulso farebbe meglio. Per la proposizione sulla media uniforme dell’articolo precedente, con un segnale costante dentro una finestra di durata TGT_G il peso migliore è quello costante, e il rumore che passa è S/2TGS/2T_G: con TG=TPT_G = T_P il rapporto segnale-rumore è A2TP/S=1,414ATP/SA\sqrt{2T_P/S} = 1{,}414\,A\sqrt{T_P/S}, l’11%11\% in più del filtro RC ottimo. E soprattutto il filtro non raccoglie nulla fuori dalla finestra: se gli impulsi sono rari, tutto il tempo tra un impulso e l’altro non aggiunge rumore.

Un impulso con un filtro RC e con una finestra Rapporto segnale-rumore per un impulso rettangolare in un rumore bianco, in funzione del rapporto tra la costante di tempo del filtro RC e la durata dell'impulso, in scala logaritmica da 0,03 a 30. La curva del filtro RC sale, raggiunge un massimo di circa 1,28 quando la costante di tempo è otto decimi della durata dell'impulso, e poi scende. Una retta tratteggiata più in alto, a 1,41, indica l'integratore a finestra con la finestra lunga quanto l'impulso. 0,1 1 10 0 0,5 1 1,41 finestra TG = TP filtro RC 0,80 TP S/N in unità di A√(TP/S) TF/TP

Il rapporto segnale-rumore per un impulso rettangolare in un rumore bianco, in unità di ATP/SA\sqrt{T_P/S}. Il filtro RC ha un massimo quando la costante di tempo è otto decimi della durata dell’impulso; la finestra lunga quanto l’impulso fa meglio dell’11%11\%.

Un filtro che si accende e si spegne non è più tempo-invariante, e la teoria dell’articolo sul rumore nei circuiti non basta: serve estenderla.

Filtri tempo-varianti

Un sistema lineare ma non tempo-invariante non ha una risposta all’impulso sola: ha una risposta che dipende anche da quando l’impulso arriva. Si chiama funzione peso w(t,τ)w(t, \tau) la risposta all’istante tt a un impulso applicato all’istante τ\tau, e per la linearità l’uscita è

y(t)=+x(τ)w(t,τ)dτ,y(t) = \int_{-\infty}^{+\infty} x(\tau)\,w(t, \tau)\,d\tau ,

con w(t,τ)=0w(t, \tau) = 0 per τ>t\tau > t, perché l’effetto non precede la causa. Per un sistema tempo-invariante w(t,τ)=h(tτ)w(t, \tau) = h(t - \tau), la risposta all’impulso ribaltata e spostata, ma in generale ww dipende separatamente dai due istanti.

Teorema (rumore in un filtro tempo-variante)

Se all’ingresso di un filtro con funzione peso w(t,τ)w(t, \tau) c’è un processo stazionario a media nulla con autocorrelazione RxxR_{xx}, l’uscita ha valore quadratico medio

σy2(t)=Rxx(γ)kw(t;γ)dγ,kw(t;γ)=w(t,α)w(t,α+γ)dα,\begin{gathered} \sigma_y^2(t) = \int R_{xx}(\gamma)\,k_w(t; \gamma)\,d\gamma , \\[0.5em] k_w(t; \gamma) = \int w(t, \alpha)\,w(t, \alpha + \gamma)\,d\alpha , \end{gathered}

che in generale dipende da tt: l’uscita non è stazionaria. Per un rumore bianco con densità unilatera SS,

σy2(t)=S2w2(t,α)dα.\sigma_y^2(t) = \frac{S}{2}\int w^2(t, \alpha)\,d\alpha .
Dimostrazione.

Portando la media sull’insieme dentro gli integrali,

y(t1)y(t2)= ⁣ ⁣Rxx(βα)w(t1,α)w(t2,β)dαdβ.\overline{y(t_1)\,y(t_2)} = \int\!\!\int R_{xx}(\beta - \alpha)\,w(t_1, \alpha)\,w(t_2, \beta)\,d\alpha\,d\beta .

Con t1=t2=tt_1 = t_2 = t e β=α+γ\beta = \alpha + \gamma l’integrale in α\alpha a γ\gamma fissato è kw(t;γ)k_w(t; \gamma), e resta la prima formula. Con Rxx(γ)=(S/2)δ(γ)R_{xx}(\gamma) = (S/2)\,\delta(\gamma) sopravvive solo γ=0\gamma = 0, e kw(t;0)=w2(t,α)dαk_w(t; 0) = \int w^2(t, \alpha)\,d\alpha.

Fine della dimostrazione.

È la stessa struttura del caso tempo-invariante, con l’autocorrelazione della risposta all’impulso sostituita da quella della funzione peso, calcolata all’istante in cui si legge l’uscita. Nel dominio delle frequenze si definisce W(t,f)W(t, f), la trasformata di w(t,τ)w(t, \tau) rispetto a τ\tau, e per il teorema di Parseval il rumore è Sx(f)W(t,f)2df\int S_x(f)\,|W(t, f)|^2\,df con le densità bilatere; il segnale, però, non si scrive più come X(f)H(f)X(f)H(f), e per i filtri tempo-varianti conviene quasi sempre lavorare nel tempo.

L’integratore a finestra

L’integratore a finestra è il filtro tempo-variante più semplice: un integratore che lavora solo mentre un interruttore è chiuso. L’interruttore S1S_1 collega l’ingresso all’integratore per la durata TGT_G della finestra, e un secondo interruttore S2S_2, in parallelo al condensatore, scarica l’integratore prima della finestra successiva. La finestra è aperta da un segnale di trigger, ricavato di solito dall’esperimento — l’impulso di scarica del laser, il segnale di sincronismo del generatore.

L'integratore a finestra A sinistra lo schema: l'ingresso passa per un buffer, un interruttore S 1 e un resistore R, e arriva all'ingresso invertente di un operazionale con il condensatore C in retroazione; in parallelo al condensatore c'è l'interruttore S 2. A destra, dall'alto, il comando dell'interruttore S 1, che resta chiuso per un intervallo; l'ingresso, un impulso rettangolare nascosto nel rumore, contenuto nella finestra; l'uscita, che durante la finestra sale in modo irregolare, poi resta costante e infine torna a zero quando si chiude S 2. S1 R C S2 S1 chiuso ingresso uscita TG S2 chiuso

L’integratore a finestra: mentre S1S_1 è chiuso l’ingresso viene integrato, poi l’uscita resta ferma finché S2S_2 non azzera il condensatore. L’impulso, invisibile nel rumore all’ingresso, all’uscita diventa un salto netto, perché il rumore fuori dalla finestra non conta e quello dentro si media.

Proposizione (integratore a finestra)

Un integratore a finestra con guadagno K=1/RCK = 1/RC e finestra di durata TGT_G ha funzione peso w=Kw = K dentro la finestra e zero fuori. La sua uscita, letta dopo la finestra, è

y=Kfinestrax(τ)dτ=KTGx,y = K\int_{\text{finestra}} x(\tau)\,d\tau = K\,T_G\,\langle x\rangle ,

e con un rumore bianco di densità unilatera SS

σy2=S2K2TG,Bn=12TG,\sigma_y^2 = \frac{S}{2}\,K^2T_G , \qquad B_n = \frac{1}{2T_G} ,

dove la banda equivalente di rumore si calcola da W(t,f)=KTGsinc(fTG)ejπfTGW(t, f) = K\,T_G\,\text{sinc}(fT_G)\,e^{-j\pi fT_G}, che si annulla alle frequenze k/TGk/T_G.

Dimostrazione.

Un impulso che arriva dentro la finestra viene integrato, e l’integrale di un impulso è un gradino: il suo contributo all’uscita finale è KK, qualunque sia l’istante di arrivo. Un impulso che arriva fuori non lascia traccia, perché l’integratore è azzerato. L’uscita è quindi l’integrale dell’ingresso per KK, cioè KTGKT_G volte la media dell’ingresso sulla finestra. Il rumore viene dal teorema precedente, σy2=(S/2)K2TG\sigma_y^2 = (S/2)K^2T_G. La trasformata della funzione peso è quella di un rettangolo alto KK e lungo TGT_G, ritardato di TG/2T_G/2; il suo valore in f=0f = 0 è l’area KTGKT_G, e il massimo del modulo. Per Parseval +W2df=w2dτ=K2TG\int_{-\infty}^{+\infty}|W|^2df = \int w^2d\tau = K^2T_G, e la banda equivalente è metà di questo, diviso per (KTG)2(KT_G)^2.

Fine della dimostrazione.

Il rapporto segnale-rumore si confronta con quello all’ingresso come nell’articolo precedente. Con un rumore quasi bianco di tempo di correlazione τ0\tau_0, cioè con banda fn=1/2τ0f_n = 1/2\tau_0, e un segnale costante AA durante la finestra, all’uscita si ha A2TG/SA\sqrt{2T_G/S} e all’ingresso A2τ0/SA\sqrt{2\tau_0/S}:

(SN)y=(SN)xTGτ0=(SN)xfnBn,\left(\frac{S}{N}\right)_y = \left(\frac{S}{N}\right)_x\sqrt{\frac{T_G}{\tau_0}} = \left(\frac{S}{N}\right)_x\sqrt{\frac{f_n}{B_n}} ,

la stessa forma del filtro passa-basso. A parità di rumore un integratore a finestra TGT_G equivale a un filtro RC con TF=TG/2T_F = T_G/2, perché 1/2TG=1/4TF1/2T_G = 1/4T_F. Gli zeri della funzione di trasferimento servono anche a un altro scopo: scegliendo la finestra multipla del periodo di un disturbo periodico — la rete, il clock di un convertitore — il disturbo si cancella, come per la media su una finestra.

Un integratore a finestra reale ha qualche dettaglio in più. Il segnale di trigger passa per un discriminatore e per la logica di comando, che introducono un ritardo difficile da prevedere: si mette allora un ritardo fisso e abbondante sulla linea del segnale e un ritardo variabile su quella del comando, e lo si regola finché la finestra cade sull’impulso. Le finestre vanno da qualche nanosecondo a decine di microsecondi, il guadagno da 11 a 10001000, e tra una finestra e l’altra serve un tempo morto di qualche microsecondo per azzerare il condensatore, che limita la frequenza di ripetizione a qualche decina di kilohertz.

Impulsi ripetuti: il boxcar averager

Se gli impulsi sono molti e uguali, misurarne uno solo è uno spreco. Basta non azzerare il condensatore: ogni finestra aggiunge il suo contributo, i segnali si sommano in fase mentre i rumori si sommano in quadratura, e dopo NN impulsi il rapporto segnale-rumore è migliorato di N\sqrt N. Il boxcar averager fa questo con una media esponenziale invece che uniforme: è un filtro RC il cui interruttore lo collega all’ingresso solo durante le finestre, e che tra una finestra e l’altra tiene il valore raggiunto, perché il condensatore non ha dove scaricarsi.

La funzione peso si costruisce con lo stesso ragionamento di prima. Un impulso che arriva durante una finestra carica il condensatore, e quella carica decade solo mentre l’interruttore è chiuso: il peso è eθ/TF/TFe^{-\theta/T_F}/T_F, con θ\theta il tempo di interruttore chiuso che passa tra l’arrivo dell’impulso e la lettura. Un impulso che arriva a interruttore aperto non entra. La funzione peso è quindi l’esponenziale di un filtro RC, tagliata a pezzi e con le pause intercalate.

Funzioni peso di filtri tempo-varianti Quattro funzioni peso all'istante t, alla fine dell'ultima finestra, una sotto l'altra. L'integratore a finestra pesa in modo uniforme solo l'ultima finestra. Il boxcar averager pesa soltanto le finestre, con un'esponenziale che decresce andando indietro e riprende dallo stesso valore dopo ogni pausa. Nel tempo equivalente, togliendo le pause, il peso del boxcar è un'esponenziale continua, come quella di un filtro RC. Il ratemeter pesa anch'esso solo le finestre, ma l'esponenziale decresce anche durante le pause, e le finestre più vecchie contano molto meno. integratore a finestraboxcar averagerboxcar, tempo equivalenteratemeter t TC TO t − TF

Le funzioni peso all’istante tt, alla fine dell’ultima finestra. L’integratore a finestra pesa uniformemente solo l’ultima; il boxcar averager pesa tutte le finestre con un’esponenziale che avanza solo quando l’interruttore è chiuso, e nel tempo equivalente, tolte le pause, è esattamente quella di un filtro RC; il ratemeter lascia decadere l’esponenziale anche durante le pause.

Proposizione (boxcar averager)

Con un segnale costante AA durante le finestre e un rumore bianco di densità unilatera SS, un boxcar averager con costante di tempo TFT_F e finestre di durata TCT_C dà, a regime, la stessa uscita e lo stesso rumore di un filtro RC con la stessa TFT_F:

y=A,σy2=S4TF.y = A , \qquad \sigma_y^2 = \frac{S}{4T_F} .

Su una sola finestra si avrebbero invece

ysp=A(1eTC/TF),σsp2=S4TF(1e2TC/TF),y_{sp} = A\left(1 - e^{-T_C/T_F}\right) , \qquad \sigma_{sp}^2 = \frac{S}{4T_F}\left(1 - e^{-2T_C/T_F}\right) ,

e il rapporto tra i due rapporti segnale-rumore è la radice del numero equivalente di campioni

Neq=1+eTC/TF1eTC/TF2TFTCper TCTF.N_{eq} = \frac{1 + e^{-T_C/T_F}}{1 - e^{-T_C/T_F}} \simeq \frac{2T_F}{T_C} \quad \text{per } T_C \ll T_F .
Dimostrazione.

Nel tempo equivalente, in cui le pause vengono tolte e le finestre attaccate una all’altra, la funzione peso diventa l’esponenziale e(tτ)/TF/TFe^{-(t - \tau')/T_F}/T_F di un filtro RC. Sia il segnale, xwdτ\int x\,w\,d\tau con xx costante durante le finestre, sia il rumore bianco, (S/2)w2dτ(S/2)\int w^2d\tau, dipendono solo dai valori che la funzione peso assume, non da dove stanno: togliere le pause non cambia né l’uno né l’altro. Quindi y=Aw=Ay = A\int w = A e σy2=(S/2)(1/2TF)=S/4TF\sigma_y^2 = (S/2)(1/2T_F) = S/4T_F, come per il filtro RC.

Per la singola finestra si integra sull’ultima soltanto, con γ=tτ\gamma = t - \tau tra 00 e TCT_C:

ysp=ATF0TCeγ/TFdγ=A(1eTC/TF),y_{sp} = \frac{A}{T_F}\int_0^{T_C}e^{-\gamma/T_F}\,d\gamma = A\left(1 - e^{-T_C/T_F}\right) ,σsp2=S2TF20TCe2γ/TFdγ=S4TF(1e2TC/TF).\sigma_{sp}^2 = \frac{S}{2T_F^2}\int_0^{T_C}e^{-2\gamma/T_F}\,d\gamma = \frac{S}{4T_F}\left(1 - e^{-2T_C/T_F}\right) .

Il rapporto tra i due rapporti segnale-rumore è

(S/N)BA(S/N)sp=1e2TC/TF1eTC/TF=1+eTC/TF1eTC/TF,\frac{(S/N)_{BA}}{(S/N)_{sp}} = \frac{\sqrt{1 - e^{-2T_C/T_F}}}{1 - e^{-T_C/T_F}} = \sqrt{\frac{1 + e^{-T_C/T_F}}{1 - e^{-T_C/T_F}}} ,

perché 1e2x=(1ex)(1+ex)1 - e^{-2x} = (1 - e^{-x})(1 + e^{-x}). Per TCTFT_C \ll T_F il numeratore tende a 22 e il denominatore a TC/TFT_C/T_F.

Fine della dimostrazione.

NeqN_{eq} è il numero di impulsi su cui la media esponenziale si estende davvero: con TF=50TCT_F = 50\,T_C sono un centinaio. Il tempo per arrivare a regime è di circa 5TF5\,T_F nel tempo equivalente, cioè 5TF/TC5T_F/T_C finestre, e dipende quindi dalla frequenza di ripetizione degli impulsi; il rapporto segnale-rumore finale, no.

L'uscita di un boxcar averager Quattrocento misure di un impulso ripetuto, ciascuna con un rumore alto quanto il segnale: i punti grigi sono sparsi tra meno due e più tre. La curva blu dell'uscita del boxcar averager parte da zero, sale verso il valore 1 in circa duecento impulsi e poi resta vicina a 1, con oscillazioni piccole. 0 A 3A −2A 0 100 200 300 400 impulsi

Quattrocento impulsi ripetuti, ciascuno misurato con un rumore grande quanto il segnale (punti grigi), e l’uscita di un boxcar averager con Neq=100N_{eq} = 100: sale verso il valore vero in qualche centinaio di impulsi e poi resta, con un rumore dieci volte più piccolo di quello di una misura singola.

Il confronto con il filtro passa-basso cambia se il rumore non è bianco. Il rumore all’uscita è Rxx(γ)kw(γ)dγ\int R_{xx}(\gamma)\,k_w(\gamma)\,d\gamma, e l’autocorrelazione della funzione peso di un boxcar non è un’esponenziale larga come quella del filtro RC: è una serie di picchi, larghi TCT_C, alle distanze multiple del periodo di ripetizione, con la stessa altezza in γ=0\gamma = 0. Se il rumore è correlato su tempi più lunghi di TCT_C ma più corti del periodo, il boxcar ne raccoglie molto meno, perché conta solo il picco centrale: campionare a intervalli lunghi rende indipendenti campioni che un filtro continuo vedrebbe correlati.

I boxcar commerciali hanno finestre da un paio di nanosecondi a qualche decina di microsecondi, numero equivalente di campioni da uno a qualche migliaio e frequenza di ripetizione fino a un centinaio di kilohertz. Oltre alla misura a finestra fissa esiste il recupero della forma d’onda: si sposta poco per volta il ritardo del trigger, mediando su molti impulsi a ogni posizione, e si ricostruisce punto per punto la forma dell’impulso. È lo stesso principio del campionamento in tempo equivalente degli oscilloscopi a campionamento, e permette di ricostruire segnali molto più veloci di quanto l’elettronica di misura saprebbe seguire in tempo reale.

Il ratemeter

Spostando l’interruttore prima del buffer si ottiene un circuito che sembra uguale ma non lo è: il ratemeter. L’interruttore aperto stacca l’ingresso, ma il condensatore continua a scaricarsi sulla resistenza, perché il buffer che lo precede resta collegato. La funzione peso è allora l’esponenziale del filtro RC nel tempo vero, campionata dalle finestre: le finestre più vecchie pesano molto meno che in un boxcar.

Proposizione (ratemeter)

Con finestre di durata TCT_C ogni T=TC+TOT = T_C + T_O, segnale costante AA durante le finestre e rumore bianco di densità unilatera SS, un ratemeter con costante di tempo TFT_F

y=A1eTC/TF1eT/TF,σy2=S4TF1e2TC/TF1e2T/TF,y = A\,\frac{1 - e^{-T_C/T_F}}{1 - e^{-T/T_F}} , \qquad \sigma_y^2 = \frac{S}{4T_F}\,\frac{1 - e^{-2T_C/T_F}}{1 - e^{-2T/T_F}} ,

e il suo numero equivalente di campioni è

Neq=1+eT/TF1eT/TF2TFTC+TO,N_{eq} = \frac{1 + e^{-T/T_F}}{1 - e^{-T/T_F}} \simeq \frac{2T_F}{T_C + T_O} ,

sempre minore di quello di un boxcar con la stessa TFT_F.

Dimostrazione.

Il contributo della finestra nn-esima all’indietro, con τ\tau tra nTTC-nT - T_C e nT-nT e la lettura in t=0t = 0, è

yn=ATFnTTCnTeτ/TFdτ=A(1eTC/TF)enT/TF,y_n = \frac{A}{T_F}\int_{-nT - T_C}^{-nT} e^{\tau/T_F}\,d\tau = A\left(1 - e^{-T_C/T_F}\right)e^{-nT/T_F} ,

e la somma su nn è una serie geometrica di ragione eT/TFe^{-T/T_F}, che dà la prima formula. Allo stesso modo il contributo della finestra nn-esima a w2\int w^2 è quello della prima moltiplicato per e2nT/TFe^{-2nT/T_F}, e la somma della serie geometrica di ragione e2T/TFe^{-2T/T_F} dà il rumore. Il rapporto tra il rapporto segnale-rumore così ottenuto e quello di una finestra sola è la radice di NeqN_{eq}, con lo stesso passaggio 1e2u=(1eu)(1+eu)1 - e^{-2u} = (1 - e^{-u})(1 + e^{-u}) della proposizione precedente, applicato a u=T/TFu = T/T_F.

Fine della dimostrazione.

La differenza tra i due circuiti è tutta qui: nel boxcar conta solo quanti impulsi si sommano, nel ratemeter conta anche quanto tempo passa tra uno e l’altro, perché nel frattempo la memoria si scarica. Con impulsi radi il ratemeter è molto peggiore; con impulsi fitti, TOTCT_O \ll T_C, i due coincidono. In compenso il ratemeter ha una proprietà che gli dà il nome: per TTFT \ll T_F la sua uscita vale circa ATC/TA\,T_C/T, proporzionale alla frequenza degli impulsi, ed è il circuito con cui si misura il rateo di conteggio di un rivelatore di radiazione.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un impulso triangolare sale da zero ad AA in TP=100T_P = 100 μs e poi torna a zero di colpo, in un rumore bianco di 2020 nV/√Hz. Qual è l’ampiezza minima misurabile, con rapporto segnale-rumore 11, usando un filtro RC con TF=100T_F = 100 μs? E con un integratore a finestra, scegliendo la finestra migliore? E se l’impulso è rovesciato, cioè parte da AA e scende a zero?

Soluzione. Il rumore del filtro RC è S/4TF=1\sqrt{S/4T_F} = 1 μV, e la sua uscita, massima alla fine della rampa, vale A(11+e1)=A/eA(1 - 1 + e^{-1}) = A/e: serve Amin=e1 μV=2,72A_{min} = e\cdot1\ \mu\text{V} = 2{,}72 μV. L’integratore a finestra, con la finestra TGT_G che finisce con l’impulso, dà un segnale KATG(1TG/2TP)KAT_G(1 - T_G/2T_P) e un rumore KSTG/2K\sqrt{ST_G/2}, cioè

SN=A2TGS(1TG2TP),\frac{S}{N} = A\sqrt{\frac{2T_G}{S}}\left(1 - \frac{T_G}{2T_P}\right) ,

massimo per TG=2TP/3T_G = 2T_P/3, dove vale (4/33)ATP/S(4/3\sqrt3)A\sqrt{T_P/S}: con TP/S=5×105\sqrt{T_P/S} = 5\times10^5 V⁻¹ si ha Amin=2,60A_{min} = 2{,}60 μV. Integrando tutto l’impulso sarebbe 2,832{,}83 μV. Per l’impulso rovesciato l’integratore non cambia, mentre il filtro RC ha uscita (A/TP)[TP+TFt(TP+TF)et/TF](A/T_P)[T_P + T_F - t - (T_P + T_F)e^{-t/T_F}], massima in t=TFln2t = T_F\ln2, dove vale A(1ln2)=0,307AA(1 - \ln 2) = 0{,}307\,A: serve Amin=3,26A_{min} = 3{,}26 μV.

Commento. La finestra migliore non è tutto l’impulso: la prima parte della rampa porta poco segnale e tutto il suo rumore, e conviene lasciarla fuori. Il filtro RC, invece, dipende dalla forma: con la rampa rovesciata il segnale arriva quando il filtro non ha ancora memoria, e perde un altro 20%20\%.

Esercizio 2. Un impulso di forma Asin(πt/TP)A\sin(\pi t/T_P), con TP=1T_P = 1 μs, arriva con un rumore bianco di densità unilatera S=2×1012S = 2\times10^{-12} V²/Hz. Quale finestra, centrata sul massimo, dà il rapporto segnale-rumore migliore?

Soluzione. Con l’origine nel massimo il segnale è Acos(πt/TP)A\cos(\pi t/T_P). Una finestra larga WW, centrata, dà y=KA(2TP/π)sin(πW/2TP)y = KA(2T_P/\pi)\sin(\pi W/2T_P) e un rumore KSW/2K\sqrt{SW/2}. Posto x=πW/2TPx = \pi W/2T_P,

SN=2AπTPSsinxx,\frac{S}{N} = \frac{2A}{\sqrt\pi}\sqrt{\frac{T_P}{S}}\,\frac{\sin x}{\sqrt x} ,

e annullando la derivata di sinx/x\sin x/\sqrt x si ottiene tanx=2x\tan x = 2x, cioè x=1,166x = 1{,}166, da cui W=0,74TP=0,74W = 0{,}74\,T_P = 0{,}74 μs e sinx/x=0,851\sin x/\sqrt x = 0{,}851. Il rapporto segnale-rumore è 679A679\,A con AA in volt: per S/N=10S/N = 10 serve A=14,7A = 14{,}7 mV.

Commento. Anche qui la finestra migliore è più stretta dell’impulso, e prendere tutto l’impulso (x=π/2x = \pi/2) costerebbe il 6%6\%. Il massimo è però molto piatto: sbagliare la finestra del 20%20\% toglie meno dell’1%1\%.

Esercizio 3. L’impulso triangolare del primo esercizio si ripete 100100 volte al secondo, con A=2,60A = 2{,}60 μV, cioè con rapporto segnale-rumore 11 su ogni impulso. Che boxcar averager serve per arrivare a S/N=10S/N = 10? E se l’ampiezza si può considerare costante solo per 55 s?

Soluzione. Serve Neq=100N_{eq} = 100, cioè TF=NeqTC/2=50TC=3,33T_F = N_{eq}T_C/2 = 50\,T_C = 3{,}33 ms con la finestra TC=66,7T_C = 66{,}7 μs del primo esercizio. Il regime si raggiunge dopo circa 5TF/TC=2505T_F/T_C = 250 finestre, cioè 2,52{,}5 s. Se la misura dura al massimo 55 s gli impulsi disponibili sono N=500N = 500: conviene allungare la costante di tempo fino a usarli tutti, 5TF=NTC5T_F = NT_C, cioè TF=100TC=6,67T_F = 100\,T_C = 6{,}67 ms, che dà Neq=200N_{eq} = 200 e S/N=200=14S/N = \sqrt{200} = 14.

Commento. La costante di tempo si sceglie in modo che la memoria del filtro copra tutto il tempo di misura e non di più: più corta butta via impulsi, più lunga non fa in tempo ad arrivare a regime. Con una media uniforme su tutti i 500500 impulsi si avrebbe 500=22\sqrt{500} = 22, il 60%60\% meglio: è il solito vantaggio del peso uniforme, che però richiede di sapere in anticipo quando la misura finisce.

Esercizio 4. Impulsi rettangolari di 55 μV e 100100 μs si ripetono ogni 55 ms, dopo un amplificatore con rumore di 4040 nV/√Hz e banda di 100100 kHz. Quanto vale il rapporto segnale-rumore di un integratore a finestra? Quali RR e CC servono in un boxcar per arrivare a 1010? E che vincolo pone una corrente di polarizzazione di 2,52{,}5 pA nel buffer che segue il condensatore?

Soluzione. La finestra naturale è l’impulso, TC=100T_C = 100 μs: (S/N)sp=A2TC/S=1,77(S/N)_{sp} = A\sqrt{2T_C/S} = 1{,}77. All’ingresso il rumore efficace è S(π/2)fp=15,9\sqrt{S(\pi/2)f_p} = 15{,}9 μV, cioè S/N=0,32S/N = 0{,}32, e il rapporto tra i due è fn/Bn\sqrt{f_n/B_n} con fn=(π/2)fp=157f_n = (\pi/2)f_p = 157 kHz e Bn=1/2TC=5B_n = 1/2T_C = 5 kHz. Per arrivare a 1010 serve Neq=(10/1,77)2=32N_{eq} = (10/1{,}77)^2 = 32, cioè TF=NeqTC/2=1,6T_F = N_{eq}T_C/2 = 1{,}6 ms. Il resistore del filtro deve avere un rumore trascurabile rispetto a quello dell’amplificatore, 4kTRS4kTR \ll S, cioè R97R \ll 97 kΩ\Omega: con R=10R = 10 kΩ\Omega serve C=160C = 160 nF. La corrente di polarizzazione scarica il condensatore durante le pause, e all’equilibrio la scarica pareggia la carica: IBTO/C=(AVC)TC/RCI_BT_O/C = (A - V_C)T_C/RC. Perché l’errore AVCA - V_C resti sotto l’1%1\% di AA serve RATC/(100IBTO)=408 ΩR \le AT_C/(100\,I_BT_O) = 408\ \Omega, e allora C=TF/R=4,1C = T_F/R = 4{,}1 μF.

Commento. Il vincolo sulla corrente di polarizzazione è severo perché le pause sono cinquanta volte più lunghe delle finestre: la perdita si accumula per tutto quel tempo, mentre la ricarica ha solo la finestra per rimediare. Con condensatori così grandi si usano buffer a JFET o CMOS, con correnti di polarizzazione di pochi picoampere o meno. Anche la resistenza di ingresso del buffer conta: se fosse 11 MΩ\Omega, la scarica durante le pause aggiungerebbe un termine TOR/RiT_OR/R_i accanto a TCT_C nel numero equivalente di campioni.

Esercizio 5. Con gli stessi impulsi dell’esercizio precedente, che rapporto segnale-rumore darebbe un ratemeter con TF=1,6T_F = 1{,}6 ms? E quanto dovrebbe valere TFT_F per arrivare a 1010?

Soluzione. Il periodo è T=5T = 5 ms, e Neq=(1+eT/TF)/(1eT/TF)=1,09N_{eq} = (1 + e^{-T/T_F})/(1 - e^{-T/T_F}) = 1{,}09: la media si estende su poco più di un impulso. Il rapporto segnale-rumore è quello della singola finestra, 1,771{,}77, per 1,09\sqrt{1{,}09}, cioè 1,851{,}85. Per arrivare a 1010 servirebbe Neq=32N_{eq} = 32 anche qui, cioè TFNeqT/2=80T_F \simeq N_{eq}T/2 = 80 ms, cinquanta volte più della costante di tempo del boxcar.

Commento. Con impulsi radi il boxcar vince nettamente, perché non dimentica nulla tra un impulso e l’altro. Il ratemeter, in cambio, con TFT_F molto più lunga del periodo dà un’uscita proporzionale alla frequenza degli impulsi, ATC/TA\,T_C/T, qui un cinquantesimo dell’ampiezza: non è un difetto ma il suo scopo, misurare quanti impulsi arrivano al secondo.

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