Vai al contenuto
Emmy

Bipoli equivalenti e trasformazione stella-triangolo

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Circuiti elettrici · 5 di 14

Prima di questo, potrebbe interessarti: Il resistore , I generatori

Indice

Una rete vista da due morsetti

Nell’articolo sul resistore due bipoli sono stati detti equivalenti quando hanno la stessa relazione tra tensione e corrente ai morsetti. È l’idea con cui si semplificano i circuiti: una parte di rete collegata al resto attraverso due soli morsetti si può sostituire con un bipolo equivalente, e il resto del circuito non se ne accorge. Per una rete connessa fatta solo di resistori il bipolo equivalente è sempre un resistore, di resistenza Req0R_{eq} \ge 0: con la corrente ii che entra da un morsetto ed esce dall’altro, la tensione è ReqiR_{eq}\,i. Che tensione e corrente siano proporzionali discende dalla linearità delle equazioni della rete e dall’unicità della loro soluzione, dimostrate nell’articolo sui metodi di analisi; qui interessa come si calcola ReqR_{eq}.

Il procedimento è questo: si semplifica la rete a passi, sostituendo via via un gruppo di resistori con il suo equivalente: la serie, il parallelo e, quando non bastano, la trasformazione stella-triangolo.

Una rete di resistori ridotta per passi Tra i morsetti A e B, un resistore R₁ da 2 ohm porta a un nodo da cui scendono due rami verso il conduttore di ritorno: R₂ da 6 ohm, e la serie di R₃ da 1 ohm e R₄ da 2 ohm. Nell'animazione la rete si semplifica in quattro passi: R₃ ed R₄ diventano un resistore da 3 ohm; questo, in parallelo con R₂, diventa un resistore da 2 ohm; infine, in serie con R₁, un unico resistore equivalente da 4 ohm. A B R1 = 2 ΩR2 = 6 ΩR3 = 1 ΩR4 = 2 Ω 1. la rete di partenza R1 = 2 ΩR2 = 6 ΩR34 = 3 Ω 2. R₃ e R₄ in serie: 1 + 2 = 3 Ω R1 = 2 ΩR234 = 2 Ω 3. R₂ e R₃₄ in parallelo: 6 · 3 / 9 = 2 Ω Req = 4 Ω 4. R₁ e R₂₃₄ in serie: 2 + 2 = 4 Ω

Una rete ridotta a un solo resistore in tre passi. R3R_3 ed R4R_4 sono in serie e diventano R34=3 ΩR_{34} = 3\ \Omega; R34R_{34} è in parallelo con R2R_2, e i due diventano R234=63/9=2 ΩR_{234} = 6\cdot3/9 = 2\ \Omega; infine R234R_{234} è in serie con R1R_1, e la resistenza equivalente è 4 Ω4\ \Omega. Nell’animazione i passi si susseguono.

Nella figura R1R_1 ed R3R_3 sono disegnati uno dopo l’altro, sulla stessa riga, ma non sono in serie: al nodo tra loro è collegato anche R2R_2. Due resistori sono in serie solo se al loro nodo comune non arriva nient’altro, e in parallelo solo se sono collegati agli stessi due nodi. Riconoscerlo sul disegno è la parte difficile, perché uno schema si può disegnare in molti modi; conviene dare un nome ai nodi e ridisegnare la rete quando la forma confonde.

Il ponte

Non tutte le reti si riducono con serie e parallelo. Nel ponte della figura nessuna coppia di resistori è in serie o in parallelo: ogni nodo ha tre resistori collegati, e nessuna coppia di resistori ha entrambi i nodi in comune. Il circuito fu descritto da Samuel Hunter Christie nel 1833 e reso noto da Charles Wheatstone dieci anni dopo come metodo per misurare resistenze, e porta il nome del secondo.

Il ponte di Wheatstone Quattro resistori disposti a rombo: R₁ dal nodo A in alto al nodo C a sinistra, R₂ da C al nodo B in basso, R₃ da A al nodo D a destra, R₄ da D a B. Un quinto resistore R₅ collega orizzontalmente C e D, attraverso il centro del rombo. I morsetti esterni sono collegati ad A e a B. R1R2R3R4R5 A B C D

Il ponte di Wheatstone. I resistori R1R_1 ed R2R_2 formano un partitore tra AA e BB con il nodo intermedio CC, R3R_3 ed R4R_4 un secondo partitore con il nodo intermedio DD, e R5R_5 collega i due nodi intermedi. Il ponte è bilanciato quando CC e DD hanno lo stesso potenziale.

C’è un caso in cui il ponte si risolve subito.

Proposizione (ponte bilanciato)

Se R1R4=R2R3R_1R_4 = R_2R_3, i nodi CC e DD hanno lo stesso potenziale per qualsiasi valore di R5R_5, in R5R_5 non passa corrente, e la resistenza equivalente tra AA e BB è quella del parallelo tra R1+R2R_1 + R_2 e R3+R4R_3 + R_4.

Dimostrazione.

Si toglie R5R_5 e si pone VB=0V_B = 0, VA=vV_A = v. Restano due partitori, e VC=vR2/(R1+R2)V_C = v\,R_2/(R_1 + R_2), VD=vR4/(R3+R4)V_D = v\,R_4/(R_3 + R_4). I due potenziali sono uguali se R2(R3+R4)=R4(R1+R2)R_2(R_3 + R_4) = R_4(R_1 + R_2), cioè se R2R3=R1R4R_2R_3 = R_1R_4. Si rimette ora R5R_5: le tensioni e le correnti di prima, con corrente nulla in R5R_5, che ha ai capi tensione nulla, soddisfano ancora tutte le leggi di Kirchhoff e tutte le leggi di Ohm della rete. Poiché la soluzione di una rete di resistori è unica, sono la soluzione. La resistenza equivalente è quella dei due rami in parallelo.

Fine della dimostrazione.

È così che il ponte misura una resistenza: con tre resistori noti, uno dei quali regolabile, si cerca la regolazione per cui uno strumento sensibile al posto di R5R_5 non segna corrente, e la resistenza incognita si ricava dalla condizione di bilanciamento. Il vantaggio è che lo strumento deve solo riconoscere lo zero, non misurare un valore. Il ponte è anche il circuito con cui si leggono molti sensori resistivi, e ci torna il percorso di strumentazione elettronica. Quando il ponte non è bilanciato serve la trasformazione del prossimo paragrafo.

La trasformazione stella-triangolo

Tre resistori che collegano a due a due tre nodi aa, bb, cc formano un triangolo; tre resistori che partono da un nodo interno e arrivano ciascuno a uno dei tre nodi formano una stella. Sono due reti con tre morsetti, e in certe condizioni si comportano allo stesso modo verso il resto del circuito. Le condizioni si trovano imponendo che, con il terzo morsetto scollegato, la resistenza tra ogni coppia di morsetti sia la stessa nelle due reti: per la coppia aa, bb, nella stella Ra+RbR_a + R_b, nel triangolo il parallelo di RabR_{ab} con la serie Rbc+RcaR_{bc} + R_{ca}. Tre equazioni per tre incognite danno le formule. Resta da dimostrare che bastano, cioè che le due reti sono equivalenti anche quando la corrente entra ed esce da tutti e tre i morsetti insieme.

Teorema (trasformazione stella-triangolo)

Un triangolo di resistori RabR_{ab}, RbcR_{bc}, RcaR_{ca} tra i morsetti aa, bb, cc e una stella di resistori RaR_a, RbR_b, RcR_c dal centro verso gli stessi morsetti sono equivalenti, cioè danno le stesse relazioni tra tensioni e correnti ai tre morsetti, se

Ra=RabRcaS,Rb=RabRbcS,Rc=RbcRcaS,S=Rab+Rbc+Rca,R_a = \frac{R_{ab}R_{ca}}{S}, \qquad R_b = \frac{R_{ab}R_{bc}}{S}, \qquad R_c = \frac{R_{bc}R_{ca}}{S}, \qquad S = R_{ab} + R_{bc} + R_{ca} ,

o, in modo equivalente,

Rab=PRc,Rbc=PRa,Rca=PRb,P=RaRb+RbRc+RcRa.R_{ab} = \frac{P}{R_c}, \qquad R_{bc} = \frac{P}{R_a}, \qquad R_{ca} = \frac{P}{R_b}, \qquad P = R_aR_b + R_bR_c + R_cR_a .
Dimostrazione.

Si prende il morsetto cc come riferimento dei potenziali. Siano vav_a e vbv_b le tensioni di aa e bb rispetto a cc, e iai_a, ibi_b le correnti che entrano in aa e bb dall’esterno; per la legge delle correnti da cc esce ia+ibi_a + i_b. Verso l’esterno una rete a tre morsetti senza generatori è descritta dalla relazione tra (va,vb)(v_a, v_b) e (ia,ib)(i_a, i_b).

Nella stella, detto OO il centro, vavO=Raiav_a - v_O = R_a\,i_a e vbvO=Rbibv_b - v_O = R_b\,i_b; in RcR_c la corrente ia+ibi_a + i_b va dal centro verso cc, quindi vO=Rc(ia+ib)v_O = R_c\,(i_a + i_b). Dunque

va=(Ra+Rc)ia+Rcib,vb=Rcia+(Rb+Rc)ib.v_a = (R_a + R_c)\,i_a + R_c\,i_b, \qquad v_b = R_c\,i_a + (R_b + R_c)\,i_b .

Nel triangolo, con le conduttanze Gab=1/RabG_{ab} = 1/R_{ab} e simili, la legge delle correnti in aa e in bb

ia=(Gab+Gca)vaGabvb,ib=Gabva+(Gab+Gbc)vb.i_a = (G_{ab} + G_{ca})\,v_a - G_{ab}\,v_b, \qquad i_b = -G_{ab}\,v_a + (G_{ab} + G_{bc})\,v_b .

Le due reti sono equivalenti se, dando al triangolo le tensioni prodotte dalla stella, si ritrovano le stesse correnti, cioè se il prodotto delle due matrici dei coefficienti è la matrice identità:

(Ra+RcRcRcRb+Rc)(Gab+GcaGabGabGab+Gbc)=(1001).\begin{pmatrix} R_a + R_c & R_c \\ R_c & R_b + R_c \end{pmatrix}\begin{pmatrix} G_{ab} + G_{ca} & -G_{ab} \\ -G_{ab} & G_{ab} + G_{bc} \end{pmatrix} = \begin{pmatrix} 1 & 0 \\ 0 & 1 \end{pmatrix} .

Con le formule dell’enunciato Ra+Rc=Rca(Rab+Rbc)/SR_a + R_c = R_{ca}(R_{ab} + R_{bc})/S e Rc=RbcRca/SR_c = R_{bc}R_{ca}/S, mentre Gab+Gca=(Rab+Rca)/(RabRca)G_{ab} + G_{ca} = (R_{ab} + R_{ca})/(R_{ab}R_{ca}) e Gab+Gbc=(Rab+Rbc)/(RabRbc)G_{ab} + G_{bc} = (R_{ab} + R_{bc})/(R_{ab}R_{bc}). L’elemento in alto a sinistra del prodotto è

(Rab+Rbc)(Rab+Rca)RbcRcaSRab=Rab(Rab+Rbc+Rca)SRab=1,\frac{(R_{ab} + R_{bc})(R_{ab} + R_{ca}) - R_{bc}R_{ca}}{S\,R_{ab}} = \frac{R_{ab}\,(R_{ab} + R_{bc} + R_{ca})}{S\,R_{ab}} = 1 ,

e quello in alto a destra

Rca(Rab+Rbc)SRab+RbcRcaSRab+RbcRabRbc=0.-\frac{R_{ca}(R_{ab} + R_{bc})}{S\,R_{ab}} + \frac{R_{bc}R_{ca}}{S}\cdot\frac{R_{ab} + R_{bc}}{R_{ab}R_{bc}} = 0 .

Le formule restano le stesse scambiando i ruoli di aa e bb, e lo scambio porta questi due elementi negli altri due, che valgono quindi 00 e 11. Per le formule inverse si sostituiscono le prime in PP: P=RabRbcRca(Rab+Rbc+Rca)/S2=RabRbcRca/SP = R_{ab}R_{bc}R_{ca}\,(R_{ab} + R_{bc} + R_{ca})/S^2 = R_{ab}R_{bc}R_{ca}/S, e dividendo per Rc=RbcRca/SR_c = R_{bc}R_{ca}/S si ottiene RabR_{ab}; allo stesso modo le altre due.

Fine della dimostrazione.

Triangolo e stella sugli stessi morsetti Tre morsetti, a in basso a sinistra, b in basso a destra, c in alto. Nel triangolo tre resistori stanno sui lati: R_ab tra a e b, R_bc tra b e c, R_ca tra c e a. Nella stella tre resistori partono da un nodo centrale e arrivano ciascuno a un morsetto: R_a, R_b, R_c. Nell'animazione il triangolo sfuma e al suo posto compare la stella, poi il contrario. Rab Rbc Rca Ra Rb Rc a b c

Un triangolo e una stella di resistori sugli stessi tre morsetti. Con le formule della trasformazione nessuna misura fatta ai morsetti distingue le due reti, e nell’animazione l’una prende il posto dell’altra.

Le formule si ricordano meglio a parole. Dal triangolo alla stella: la resistenza della stella verso un morsetto è il prodotto dei due resistori del triangolo che toccano quel morsetto, diviso la somma dei tre. Dalla stella al triangolo: il resistore del triangolo tra due morsetti è la somma dei prodotti a due a due dei resistori della stella, divisa per il resistore della stella che va al terzo morsetto. Con tre resistori uguali la trasformazione è semplice, RY=RΔ/3R_Y = R_\Delta/3, e torna in continuazione con i carichi trifase. La trasformazione fu pubblicata da Arthur Kennelly nel 1899. Il nodo centrale della stella non deve essere collegato ad altro: se lo è, la rete ha quattro morsetti e il teorema non si applica.

Usare la simmetria

A volte la soluzione più rapida non è un calcolo ma un argomento di simmetria, fondato su una proprietà generale.

Proposizione (nodi allo stesso potenziale)

Se in una rete due nodi hanno lo stesso potenziale, collegarli con un conduttore, o scollegare un resistore che li unisce, non cambia nessuna tensione e nessuna corrente del resto della rete.

Dimostrazione.

Nella rete di partenza il resistore tra i due nodi ha tensione nulla e quindi corrente nulla; un conduttore aggiunto tra i due nodi ha anch’esso tensione nulla, e lo si può percorrere con corrente nulla. In entrambi i casi le tensioni e le correnti degli altri componenti soddisfano tutte le equazioni della rete modificata, e per l’unicità della soluzione sono la soluzione.

Fine della dimostrazione.

Il caso classico è il cubo: dodici resistori uguali RR sugli spigoli, e la resistenza tra due vertici opposti. Una rotazione di 120°120° attorno alla diagonale che unisce i due vertici porta il cubo in sé e lascia fermi i due vertici, quindi nei tre spigoli che escono dal primo vertice passa la stessa corrente, I/3I/3. Ciascuno dei tre vertici raggiunti ha lo stesso potenziale degli altri due e divide la sua corrente tra due spigoli simmetrici, I/6I/6 ciascuno; nei tre spigoli che arrivano al secondo vertice si ritrova I/3I/3. Lungo un percorso di tre spigoli la tensione è allora R(I/3+I/6+I/3)=56RIR\,(I/3 + I/6 + I/3) = \tfrac56\,R\,I, e

Req=56R.R_{eq} = \frac56\,R .
Il cubo di resistori Un cubo disegnato in prospettiva, con un resistore uguale su ciascuno dei dodici spigoli, rappresentato dallo spigolo stesso. La corrente I entra dal vertice A, in basso a sinistra davanti, ed esce dal vertice B, in alto a destra dietro. Nell'animazione punti blu scorrono lungo gli spigoli da A verso B: veloci nei tre spigoli che partono da A e nei tre che arrivano in B, dove la corrente è un terzo di I; lenti nei sei spigoli centrali, dove è un sesto. A B I I/3 I/6 I/3

Dodici resistori uguali sugli spigoli di un cubo, con la corrente II che entra in AA ed esce dal vertice opposto BB. Per simmetria la corrente si divide in tre parti uguali, poi in sei, poi si ricompone in tre: nell’animazione i punti corrono il doppio più veloci nei sei spigoli esterni che nei sei centrali. La resistenza tra AA e BB è 5R/65R/6.

La dualità

Le leggi dei circuiti hanno una simmetria che si chiama dualità: in molte affermazioni vere, scambiando ogni termine con il suo duale, si ottiene un’altra affermazione vera. Le coppie sono queste:

  • tensione e corrente;
  • resistenza e conduttanza;
  • serie e parallelo;
  • generatore di tensione e generatore di corrente;
  • cortocircuito e circuito aperto;
  • legge delle tensioni e legge delle correnti;
  • capacità e induttanza;
  • teorema di Thévenin e teorema di Norton.

Resistori in serie sommano le resistenze, resistori in parallelo sommano le conduttanze. Il partitore di tensione divide la tensione in proporzione alle resistenze, quello di corrente divide la corrente in proporzione alle conduttanze. Il generatore reale di tensione ha il resistore in serie, quello di corrente in parallelo. Per affermazioni che riguardano bipoli e collegamenti in serie e in parallelo lo scambio funziona sempre; per reti intere serve che la rete si possa disegnare nel piano senza incroci, e la rete duale ha un nodo per ogni maglia della rete di partenza. Il valore pratico è dimezzare le cose da ricordare: dimostrato un risultato, il suo duale viene gratis.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Una rete a scala ha tre nodi N1N_1, N2N_2, N3N_3 collegati in fila da due resistori RR. Da ogni nodo un resistore 2R2R va a massa, e un altro resistore 2R2R va a massa dall’ultimo nodo. Quanto vale la resistenza tra N1N_1 e massa?

Si parte dal fondo. In N3N_3 ci sono due resistori 2R2R in parallelo verso massa: RR. Da N2N_2, la serie di RR con quel parallelo vale 2R2R, in parallelo con il 2R2R di N2N_2: di nuovo RR. Da N1N_1 lo stesso conto dà ancora RR.

Commento: a ogni nodo la rete che sta a destra vale 2R2R, come il resistore verso massa, e la corrente che arriva al nodo si divide a metà. È la rete R-2R dei convertitori digitale-analogico: aggiungendo nodi la resistenza d’ingresso resta RR, e le correnti nei resistori verso massa valgono 1/21/2, 1/41/4, 1/81/8 di quella d’ingresso, i pesi dei bit di un numero binario.

Esercizio 2. Nel ponte della figura R1=10 ΩR_1 = 10\ \Omega, R2=20 ΩR_2 = 20\ \Omega, R3=20 ΩR_3 = 20\ \Omega, R4=10 ΩR_4 = 10\ \Omega e R5=10 ΩR_5 = 10\ \Omega. Calcola la resistenza tra AA e BB.

Il ponte non è bilanciato, perché R1R4=100R_1R_4 = 100 e R2R3=400R_2R_3 = 400. Si trasforma in stella il triangolo di nodi AA, CC, DD, con RAC=R1=10R_{AC} = R_1 = 10, RAD=R3=20R_{AD} = R_3 = 20, RCD=R5=10R_{CD} = R_5 = 10 e S=40S = 40: la stella ha RA=1020/40=5 ΩR_A = 10\cdot20/40 = 5\ \Omega, RC=1010/40=2,5 ΩR_C = 10\cdot10/40 = 2{,}5\ \Omega e RD=2010/40=5 ΩR_D = 20\cdot10/40 = 5\ \Omega. Ora dal centro della stella partono due rami verso BB: RC+R2=22,5 ΩR_C + R_2 = 22{,}5\ \Omega e RD+R4=15 ΩR_D + R_4 = 15\ \Omega, in parallelo 22,515/37,5=9 Ω22{,}5\cdot15/37{,}5 = 9\ \Omega, in serie a RAR_A. La resistenza equivalente è 14 Ω14\ \Omega.

Commento: per controllo si possono scrivere le leggi delle correnti nei nodi CC e DD con VA=vV_A = v e VB=0V_B = 0. Si trova VC=4v/7V_C = 4v/7 e VD=3v/7V_D = 3v/7, e la corrente che entra da AA è (vVC)/10+(vVD)/20=v/14(v - V_C)/10 + (v - V_D)/20 = v/14. Il triangolo da trasformare si sceglie in modo che dopo la trasformazione compaiano serie e parallelo; qui andava bene anche quello di nodi BB, CC, DD.

Esercizio 3. In un ponte usato per misurare una resistenza, R2R_2 è incognita, R1=100 ΩR_1 = 100\ \Omega e R3=1R_3 = 1 kΩ, e lo strumento al posto di R5R_5 segna zero quando il resistore regolabile R4R_4 vale 2,52{,}5 kΩ. Quanto vale R2R_2?

Dalla condizione di bilanciamento R2=R1R4/R3=1002500/1000=250 ΩR_2 = R_1R_4/R_3 = 100\cdot2500/1000 = 250\ \Omega.

Commento: il risultato non dipende dalla tensione di alimentazione né dalla resistenza dello strumento, che a ponte bilanciato non è attraversato da corrente. La precisione della misura è quella dei tre resistori noti e della sensibilità dello strumento vicino allo zero.

Esercizio 4. Tre resistori da 30 Ω30\ \Omega sono collegati a triangolo. Qual è la stella equivalente? Verifica l’equivalenza calcolando la resistenza tra due morsetti con il terzo scollegato.

La stella ha tre resistori da 30/3=10 Ω30/3 = 10\ \Omega. Con il terzo morsetto scollegato, nel triangolo 30 Ω30\ \Omega sono in parallelo con 60 Ω60\ \Omega, cioè 20 Ω20\ \Omega; nella stella la serie di due resistori da 10 Ω10\ \Omega, ancora 20 Ω20\ \Omega.

Commento: un carico trifase di tre resistori uguali si può calcolare a stella o a triangolo, a seconda di cosa è comodo. La corrispondenza RY=RΔ/3R_Y = R_\Delta/3 vale solo per resistori uguali; con valori diversi servono le formule complete.

Esercizio 5. Quattro resistori RR formano i lati di un quadrato ABCDABCD, e un quinto resistore RR unisce AA e CC. Quanto vale la resistenza tra BB e DD?

La simmetria rispetto alla diagonale BDBD scambia AA con CC e lascia fermi BB e DD, quindi AA e CC hanno lo stesso potenziale. Per la proposizione sui nodi allo stesso potenziale il resistore tra AA e CC si può togliere. Restano due rami da 2R2R in parallelo: RBD=RR_{BD} = R.

Commento: tra AA e CC, invece, la diagonale conta, e la resistenza è il parallelo di RR con i due rami da 2R2R, cioè R/2R/2. La simmetria va cercata rispetto ai morsetti tra cui si misura: è quella che lascia fermi i morsetti a dire quali nodi stanno allo stesso potenziale.

Esercizio 6. Scrivi il duale dell’enunciato «in un partitore di tensione con due resistori, la tensione del primo è vR1/(R1+R2)v\,R_1/(R_1 + R_2)» e verificane la validità.

Scambiando tensione con corrente, resistenza con conduttanza e serie con parallelo si ottiene: in un partitore di corrente con due conduttori in parallelo, la corrente del primo è iG1/(G1+G2)i\,G_1/(G_1 + G_2). È la formula del partitore di corrente, dimostrata nell’articolo sul resistore, che con le resistenze diventa iR2/(R1+R2)i\,R_2/(R_1 + R_2).

Commento: la versione con le resistenze non è il duale letterale della prima, ed è per questo che nella formula del partitore di corrente al numeratore compare l’altro resistore. Scritta con le conduttanze, la formula è identica a quella del partitore di tensione.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione