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Metodi di analisi delle reti

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Circuiti elettrici · 10 di 14

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Indice

Risolvere una rete

Risolvere una rete vuol dire calcolare la tensione e la corrente di ogni lato. Le equazioni a disposizione sono di due tipi: le equazioni costitutive, una per lato, che dicono di che componente si tratta, e le equazioni topologiche, le leggi di Kirchhoff, che dicono come i componenti sono collegati. Serve un metodo che scelga, tra tutte le equazioni che si possono scrivere, tante equazioni indipendenti quante sono le incognite.

Negli articoli precedenti questo articolo è stato promesso più volte: per dimostrare che una rete di resistori ha una sola soluzione, per il teorema di Tellegen, per la formula di Millman e per il metodo grafico dei circuiti con diodi.

Nodi, lati, maglie

Una rete è un insieme di bipoli collegati. Un nodo è un punto in cui si uniscono i morsetti di più bipoli, un lato è un bipolo, o una serie di bipoli, tra due nodi, una maglia è un percorso chiuso fatto di lati. Di una rete, per scrivere le leggi di Kirchhoff, conta solo il grafo: quali nodi sono collegati da quali lati. Una rete connessa con NN nodi e LL lati ha 2L2L incognite, una tensione e una corrente per lato, e LL equazioni costitutive. Le altre LL devono venire da Kirchhoff.

Un albero è un insieme di lati che collega tutti i nodi senza formare maglie. Ogni grafo connesso ne ha almeno uno, e ogni albero ha N1N - 1 lati: partendo da un nodo, ogni lato dell’albero aggiunge un nodo nuovo. I lati che non appartengono all’albero sono le corde, e sono LN+1L - N + 1. Ogni corda, insieme all’unico percorso che l’albero offre tra i suoi due estremi, forma una maglia fondamentale.

Albero, corde e maglie fondamentali Quattro nodi ai vertici di un rettangolo, numerati da 1 a 4, e sei lati: i quattro lati del rettangolo, una diagonale dal nodo 1 al nodo 3 e un arco esterno dal nodo 2 al nodo 4. I lati sinistro, superiore e destro sono blu e formano un albero; il lato inferiore, la diagonale e l'arco sono arancioni e sono le corde. Nell'animazione una fascia chiara evidenzia a turno le tre maglie fondamentali: il rettangolo intero, il triangolo formato da lato superiore, lato destro e diagonale, e la maglia formata da lato superiore, lato sinistro e arco. 1 2 3 4 albero corde

Il grafo di una rete con N=4N = 4 nodi e L=6L = 6 lati. L’albero, in blu, ha N1=3N - 1 = 3 lati; le corde, in arancione, sono LN+1=3L - N + 1 = 3. Nell’animazione si evidenziano a turno le tre maglie fondamentali, ciascuna con una sola corda.

Teorema (equazioni topologiche indipendenti)

In una rete connessa con NN nodi e LL lati:

  1. le leggi delle correnti scritte in N1N - 1 nodi qualsiasi sono indipendenti, e quella dell’ultimo nodo ne è conseguenza;
  2. le leggi delle tensioni delle LN+1L - N + 1 maglie fondamentali di un albero sono indipendenti, e tutte le altre ne sono conseguenza.
Dimostrazione.
  1. Ogni corrente di lato compare in due leggi dei nodi, quelle dei suoi estremi, una volta uscente e una entrante: sommando le leggi di tutti gli NN nodi si ottiene l’identità 0=00 = 0, quindi l’ultima legge è la somma delle altre cambiata di segno. Per l’indipendenza, si supponga che una combinazione ncn(legge del nodo n)\sum_n c_n\,(\text{legge del nodo } n) delle leggi di tutti i nodi tranne un nodo rr sia identicamente nulla, e si ponga cr=0c_r = 0. Un lato tra i nodi aa e bb compare nella combinazione con il coefficiente cacbc_a - c_b, che deve quindi essere nullo: nodi collegati da un lato hanno lo stesso coefficiente. Poiché la rete è connessa, tutti i coefficienti sono uguali a cr=0c_r = 0.

  2. Si fissa un nodo di riferimento con potenziale nullo e si assegna a ogni altro nodo il potenziale ottenuto sommando le tensioni lungo l’unico percorso dell’albero che lo raggiunge. Le tensioni dei lati dell’albero sono allora differenze di potenziali. Se vale la legge delle tensioni di una maglia fondamentale, anche la tensione della sua corda è la differenza tra i potenziali dei suoi estremi. Tutte le tensioni sono dunque differenze di potenziali, e soddisfano la legge delle tensioni di qualsiasi maglia, perché in una somma di differenze lungo un percorso chiuso ogni potenziale compare una volta con il più e una con il meno. Le leggi delle maglie fondamentali sono indipendenti perché ciascuna contiene la tensione della propria corda, che nelle altre non compare.

Fine della dimostrazione.

Il bilancio torna: LL equazioni costitutive, N1N - 1 leggi delle correnti e LN+1L - N + 1 leggi delle tensioni fanno 2L2L equazioni per 2L2L incognite.

Il metodo di Kirchhoff e il metodo modificato

Il metodo di Kirchhoff scrive tutte le 2L2L equazioni e risolve il sistema. È generale, ma lungo. Il metodo modificato dimezza il lavoro: sceglie un’incognita principale per lato, la corrente per i lati in cui la corrente non è imposta da un generatore e la tensione per i lati con un generatore di corrente, e scrive le N1N - 1 leggi delle correnti e le LN+1L - N + 1 leggi delle tensioni sostituendovi direttamente le equazioni costitutive. Restano LL equazioni in LL incognite, e le altre grandezze si ricavano dopo, lato per lato. A volte le equazioni si separano in gruppi indipendenti, e la rete si risolve a pezzi: è il disaccoppiamento di cui si parla più avanti.

Il metodo dei potenziali di nodo

Il metodo usato in pratica, anche dai programmi di simulazione dei circuiti, prende come incognite i potenziali dei nodi. Si sceglie un nodo di riferimento, la massa, e le incognite sono le N1N - 1 tensioni degli altri nodi. Le leggi delle tensioni sono soddisfatte da sole, come nella dimostrazione del teorema, e restano le N1N - 1 leggi delle correnti.

Proposizione (equazioni ai nodi)

In una rete di resistori e generatori di corrente, con i potenziali di nodo V1,,VN1V_1, \dots, V_{N-1} rispetto alla massa, le leggi delle correnti si scrivono

mGnmVm=An,n=1,,N1,\sum_m G_{nm}\,V_m = A_n, \qquad n = 1, \dots, N - 1,

dove GnnG_{nn} è la somma delle conduttanze collegate al nodo nn, Gnm=GmnG_{nm} = G_{mn} è l’opposto della conduttanza tra i nodi nn ed mm, e AnA_n è la somma delle correnti dei generatori entranti nel nodo nn.

Dimostrazione.

Un resistore di conduttanza GG tra il nodo nn e il nodo mm porta dal nodo nn verso il nodo mm la corrente G(VnVm)G\,(V_n - V_m), con Vm=0V_m = 0 se mm è la massa. La legge delle correnti del nodo nn dice che la somma di queste correnti uscenti è uguale alla somma delle correnti dei generatori entranti. Raccogliendo i potenziali, VnV_n ha per coefficiente la somma delle conduttanze collegate al nodo, e ogni VmV_m l’opposto della conduttanza tra nn ed mm, che è la stessa vista da entrambi i nodi.

Fine della dimostrazione.

Un generatore di tensione tra un nodo e la massa fissa direttamente il potenziale di quel nodo, che esce dalle incognite. Un generatore di tensione tra due nodi qualsiasi lega i loro potenziali: si scrive la legge delle correnti per la superficie che racchiude entrambi i nodi, un supernodo, insieme al vincolo sulla differenza dei potenziali. I simulatori derivati da SPICE usano una versione sistematica di questo procedimento, l’analisi nodale modificata, che aggiunge come incognite le correnti dei generatori di tensione.

Tellegen, esistenza e unicità

Teorema (di Tellegen)

Su una rete connessa, con i versi di riferimento di ogni lato secondo la convenzione degli utilizzatori, siano vkv_k tensioni di lato qualsiasi che soddisfano le leggi delle tensioni e iki_k correnti di lato qualsiasi che soddisfano le leggi delle correnti. Allora

k=1Lvkik=0.\sum_{k=1}^L v_k\,i_k = 0 .
Dimostrazione.

Per il teorema sulle equazioni topologiche le tensioni sono differenze di potenziali: se il lato kk va dal nodo aka_k, dal lato del ++, al nodo bkb_k, vk=VakVbkv_k = V_{a_k} - V_{b_k}. La corrente iki_k entra nel lato dal nodo aka_k ed esce verso bkb_k. Raccogliendo per nodi,

kvkik=k(VakVbk)ik=nVn(k:ak=nikk:bk=nik),\sum_k v_k\,i_k = \sum_k \big(V_{a_k} - V_{b_k}\big)\,i_k = \sum_n V_n\left(\sum_{k:\,a_k = n} i_k - \sum_{k:\,b_k = n} i_k\right),

e la parentesi è la corrente totale che esce dal nodo nn, nulla per la legge delle correnti.

Fine della dimostrazione.

Con tensioni e correnti della stessa rete è la conservazione della potenza: la somma delle potenze assorbite da tutti i lati è zero, cioè la potenza erogata dai generatori è istante per istante quella assorbita dagli altri componenti. Ma il teorema dice di più: tensioni e correnti possono venire da due reti diverse con lo stesso grafo, o dalla stessa rete in due istanti diversi, e la somma è nulla lo stesso. Il teorema usa solo le leggi di Kirchhoff, non i componenti, e vale per reti lineari e non lineari.

Teorema (esistenza e unicità della soluzione)

Una rete connessa formata da resistori con R>0R > 0 e da generatori ideali indipendenti, in cui i generatori di tensione non formano maglie e togliendo i generatori di corrente la rete resta connessa, ha una e una sola soluzione. Ogni tensione e ogni corrente è una combinazione lineare delle tensioni e delle correnti impresse dai generatori.

Dimostrazione.

Le LL equazioni costitutive, le N1N - 1 leggi delle correnti e le LN+1L - N + 1 leggi delle tensioni indipendenti formano un sistema lineare di 2L2L equazioni in 2L2L incognite, con i valori dei generatori come termini noti. Un sistema quadrato ha una e una sola soluzione per ogni termine noto se e solo se il sistema con i termini noti nulli ha soltanto la soluzione nulla; in quel caso la soluzione è il prodotto della matrice inversa per il vettore dei termini noti, e quindi è lineare nei valori dei generatori.

Con i generatori spenti i generatori di tensione diventano cortocircuiti e quelli di corrente circuiti aperti. Per il teorema di Tellegen kvkik=0\sum_k v_ki_k = 0; nei generatori spenti uno dei due fattori è nullo, e resta Rkik2=0\sum R_k i_k^2 = 0 sui resistori: tutte le correnti e le tensioni dei resistori sono nulle. Le sole correnti ancora da determinare sono quelle dei generatori di tensione, e per la legge delle correnti formano una circolazione sui lati dei generatori di tensione, che non contengono maglie. In un insieme di lati senza maglie c’è sempre un nodo toccato da un solo lato, la cui corrente deve quindi essere nulla; togliendolo e ripetendo, sono nulle tutte. Le sole tensioni ancora da determinare sono quelle dei generatori di corrente; ma i lati rimanenti, tutti con tensione nulla, collegano tra loro tutti i nodi, quindi tutti i nodi hanno lo stesso potenziale e anche quelle tensioni sono nulle.

Fine della dimostrazione.

Le ipotesi escludono i due circuiti impossibili dell’articolo sui generatori: generatori di tensione chiusi su se stessi e generatori di corrente senza strada. Da questo teorema dipendono il ponte bilanciato e i nodi allo stesso potenziale dell’articolo sui bipoli equivalenti, la resistenza equivalente di una rete di resistori, il teorema di sostituzione e, nel prossimo articolo, la sovrapposizione degli effetti. Per le reti non lineari il teorema non vale, e una rete può avere più soluzioni: è così che un circuito bistabile ricorda un bit.

Il metodo grafico

Quando un componente non è lineare le equazioni non si risolvono più con l’algebra lineare. Se il resto della rete si riduce a un generatore reale, però, la soluzione si trova disegnando: la rete lineare impone la retta v=ERiv = E - Ri, il componente la sua caratteristica, e la soluzione è il punto in cui le due curve si incontrano. È il metodo grafico, che si applica ai resistori non lineari; il caso più importante in elettronica è il diodo, che il percorso «Fondamenti di elettronica» studia a fondo.

Il punto di lavoro di un diodo Un grafico con la tensione in orizzontale, da 0 a 3 volt, e la corrente in verticale, da 0 a 3 milliampere. La caratteristica del diodo, in blu, resta praticamente a zero fino a circa 0,6 volt e poi sale quasi verticale. La retta di carico, arancione, scende dal punto E diviso R sull'asse delle correnti al punto E sull'asse delle tensioni. Il punto di lavoro è l'incrocio. Nell'animazione E cambia, la retta di carico si sposta parallelamente a se stessa, e il punto di lavoro sale e scende lungo il tratto quasi verticale della caratteristica, con la tensione del diodo che cambia pochissimo. 123 123 tensione (V) corrente (mA) diodo retta di carico

Un diodo alimentato da un generatore EE attraverso un resistore da 11 kΩ. La caratteristica del diodo, in blu, è quasi nulla fino a circa 0,60{,}6 V e poi sale ripidissima; la retta di carico, in arancione, va da EE sull’asse delle tensioni a E/RE/R sull’asse delle correnti. Il punto di lavoro è all’incrocio. Nell’animazione EE varia tra 1,51{,}5 e 33 V: la corrente cambia molto, la tensione del diodo pochissimo.

La formula di Millman

Proposizione (formula di Millman)

Una rete sia formata da lati tutti collegati in parallelo tra due nodi AA e BB, ciascuno fatto da un generatore di tensione EkE_k con un resistore RkR_k in serie, da un resistore solo, o da un generatore di corrente AkA_k con o senza un resistore in serie. Allora

VAB=kEk/Rk+kAkk1/Rk,V_{AB} = \frac{\sum_k E_k/R_k + \sum_k A_k}{\sum_k 1/R_k} ,

dove le EkE_k hanno segno positivo se il loro ++ è dal lato di AA, le AkA_k se la loro corrente entra in AA, e le somme sulle resistenze escludono i resistori in serie ai generatori di corrente.

Dimostrazione.

In un lato con generatore di tensione e resistore la corrente che entra in AA è Ik=(EkVAB)/RkI_k = (E_k - V_{AB})/R_k, per la legge delle tensioni lungo il lato; in un lato con il solo resistore vale lo stesso con Ek=0E_k = 0. Un lato con un generatore di corrente porta verso AA la corrente AkA_k, qualunque resistore abbia in serie. La legge delle correnti in AAk(EkVAB)/Rk+kAk=0\sum_k (E_k - V_{AB})/R_k + \sum_k A_k = 0, che risolta per VABV_{AB} è la formula.

Fine della dimostrazione.

È la stessa formula trovata nell’articolo sui generatori per il parallelo di generatori reali, ottenuta qui con le leggi di Kirchhoff invece che con l’equivalenza tra generatori. Un resistore in serie a un generatore di corrente non compare: la corrente del lato è quella del generatore, qualunque sia il resistore.

Sostituzione e disaccoppiamento

Teorema (di sostituzione)

Una rete con soluzione unica sia divisa in due parti collegate da due morsetti, tra i quali la soluzione ha tensione VV e corrente II. Se si sostituisce una delle due parti con un generatore ideale di tensione VV, oppure con un generatore ideale di corrente II, e la nuova rete ha soluzione unica, le tensioni e le correnti dell’altra parte non cambiano.

Dimostrazione.

Le tensioni e le correnti della rete di partenza nella parte che resta, insieme a VV e II ai morsetti, soddisfano tutte le equazioni della nuova rete: quelle della parte che resta non sono cambiate, e il generatore impone esattamente il valore che la grandezza aveva. Poiché la nuova rete ha soluzione unica, sono la sua soluzione.

Fine della dimostrazione.

Da qui viene il disaccoppiamento. Un generatore ideale di tensione in parallelo a due parti di una rete impone la tensione a entrambe, e ciascuna parte si risolve da sola, come se l’altra non esistesse; la corrente del generatore si ricava alla fine con la legge delle correnti. Allo stesso modo un generatore ideale di corrente in serie a due parti impone a entrambe la corrente, e la sua tensione si ricava con la legge delle tensioni.

Disaccoppiamento con un generatore di tensione Tre rami in parallelo tra un conduttore in alto e uno in basso. Al centro un generatore ideale di tensione E. A sinistra, dentro un riquadro tratteggiato chiamato rete 1, un resistore R₁ in serie a un generatore di tensione E₁. A destra, dentro un riquadro tratteggiato chiamato rete 2, un resistore R₂ in serie a un generatore di corrente A. E R1 E1 R2 A rete 1 rete 2

Un generatore ideale di tensione EE in parallelo a due parti di una rete. La rete 1 vede ai suoi capi la tensione EE qualunque cosa succeda nella rete 2, e viceversa: le due parti si risolvono separatamente. La corrente di EE è la somma delle correnti che le due parti gli chiedono.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Una rete connessa ha 55 nodi e 88 lati. Quante sono le incognite, le leggi delle correnti indipendenti, le leggi delle tensioni indipendenti? Quante incognite ha il metodo dei potenziali di nodo?

Le incognite sono 2L=162L = 16. Le leggi delle correnti indipendenti sono N1=4N - 1 = 4, quelle delle tensioni LN+1=4L - N + 1 = 4, e con le 88 equazioni costitutive fanno 1616. Il metodo dei nodi ha N1=4N - 1 = 4 incognite, il metodo modificato L=8L = 8.

Commento: il metodo dei nodi conviene quando i nodi sono pochi rispetto ai lati, cioè quasi sempre nelle reti con molti componenti in parallelo. Il numero di maglie fondamentali non dipende dall’albero scelto, ma le maglie sì.

Esercizio 2. Tre lati in parallelo tra i nodi AA e BB: un generatore E1=10E_1 = 10 V con R1=2 ΩR_1 = 2\ \Omega, un generatore E2=5E_2 = 5 V con R2=5 ΩR_2 = 5\ \Omega, entrambi con il ++ verso AA, e un generatore di corrente A3=1A_3 = 1 A entrante in AA. Calcola VABV_{AB}, le correnti e il bilancio delle potenze.

Per la formula di Millman VAB=(10/2+5/5+1)/(1/2+1/5)=7/0,7=10V_{AB} = (10/2 + 5/5 + 1)/(1/2 + 1/5) = 7/0{,}7 = 10 V. Le correnti entranti in AA sono I1=(1010)/2=0I_1 = (10 - 10)/2 = 0 e I2=(510)/5=1I_2 = (5 - 10)/5 = -1 A: nel secondo lato la corrente va da AA verso il generatore, che quindi assorbe potenza. Il generatore di corrente eroga 101=1010\cdot1 = 10 W; E2E_2 assorbe 51=55\cdot1 = 5 W; R2R_2 dissipa 512=55\cdot1^2 = 5 W; E1E_1 e R1R_1 non scambiano niente. La somma torna.

Commento: il primo generatore ha la stessa tensione della rete ai suoi capi, e non eroga niente. Il segno negativo di I2I_2 non va corretto: dice che quel generatore si sta caricando. Il controllo con Tellegen scopre gli errori di segno, che nel metodo di Millman sono l’errore più comune.

Esercizio 3. Con il metodo dei potenziali di nodo, risolvi la rete con due nodi più la massa: un generatore da 1010 V con R1=1R_1 = 1 kΩ verso il nodo 1, R2=2R_2 = 2 kΩ tra il nodo 1 e la massa, R3=1R_3 = 1 kΩ tra i nodi 1 e 2, R4=1R_4 = 1 kΩ tra il nodo 2 e la massa, e un generatore di corrente da 11 mA entrante nel nodo 2.

Il generatore con R1R_1 equivale a un generatore di corrente da 1010 mA con 11 kΩ in parallelo. Con le tensioni in volt, le conduttanze in millisiemens e le correnti in milliampere, le equazioni ai nodi sono

(1+0,5+1)V1V2=10,V1+(1+1)V2=1.(1 + 0{,}5 + 1)\,V_1 - V_2 = 10, \qquad -V_1 + (1 + 1)\,V_2 = 1 .

Dalla seconda V1=2V21V_1 = 2V_2 - 1, e sostituendo nella prima 4V2=12,54V_2 = 12{,}5: V2=3,125V_2 = 3{,}125 V e V1=5,25V_1 = 5{,}25 V.

Commento: la matrice dei coefficienti è simmetrica, con sulla diagonale la somma delle conduttanze di ogni nodo, e si scrive guardando lo schema. Le correnti di tutti i lati vengono dopo, dalla legge di Ohm: per esempio in R3R_3 passano (5,253,125)/1=2,125(5{,}25 - 3{,}125)/1 = 2{,}125 mA dal nodo 1 al nodo 2.

Esercizio 4. Un diodo con Is=1014I_s = 10^{-14} A e VT=25,85V_T = 25{,}85 mV è alimentato da 55 V attraverso 11 kΩ. Trova il punto di lavoro.

La retta di carico è i=(5v)/1000i = (5 - v)/1000, la caratteristica v=VTln(i/Is+1)v = V_T\ln(i/I_s + 1). Si parte da v=0,7v = 0{,}7 V: i=4,30i = 4{,}30 mA, e dalla caratteristica v=0,02585ln(4,3×1011)0,6926v = 0{,}02585\,\ln(4{,}3\times10^{11}) \approx 0{,}6926 V; di nuovo i4,307i \approx 4{,}307 mA e v0,6925v \approx 0{,}6925 V. Il punto di lavoro è circa 0,690{,}69 V e 4,314{,}31 mA.

Commento: è il metodo grafico fatto con i numeri, alternando la retta e la caratteristica. Converge in fretta perché la caratteristica è ripidissima: un errore di 1010 mV sulla tensione cambia la corrente di appena 10 μ10\ \muA. Per la stessa ragione, nei calcoli a mano si assume spesso che un diodo in conduzione abbia 0,70{,}7 V, e il risultato cambia pochissimo.

Esercizio 5. Nella rete della figura sul disaccoppiamento E=12E = 12 V, E1=6E_1 = 6 V con R1=3 ΩR_1 = 3\ \Omega e il ++ verso l’alto, A=2A = 2 A verso l’alto con R2=5 ΩR_2 = 5\ \Omega. Calcola la corrente erogata da EE e la tensione ai capi del generatore di corrente.

Nella rete 1 la tensione tra i conduttori è 1212 V, quindi R1R_1 ha ai capi 126=612 - 6 = 6 V e porta 22 A, dal conduttore superiore verso E1E_1. Nella rete 2 la corrente è quella del generatore, 22 A verso l’alto, cioè verso il conduttore superiore; la tensione su R2R_2 è 1010 V, e per la legge delle tensioni il generatore di corrente ha ai capi 12+10=2212 + 10 = 22 V. Nel nodo superiore arrivano 22 A dalla rete 2 e ne partono 22 verso la rete 1: il generatore EE non eroga corrente.

Commento: ciascuna parte si è risolta con un’equazione, senza guardare l’altra. Il risultato finale, corrente nulla in EE, non si indovinava prima: è una coincidenza dei valori scelti, e basta cambiare AA per vedere EE erogare o assorbire. Il resistore R2R_2 non influisce su nessuna corrente, ma cambia la tensione del generatore di corrente e quindi la potenza che eroga.

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