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I tensori di Riemann e di Ricci

Fisica · Relatività generale Articolo

Percorso: Relatività generale · 8 di 13

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Indice

Come si riconosce uno spazio curvo

Uno spazio è piatto se esistono coordinate che lo coprono tutto in cui il tensore metrico è l’identità. Attorno a un punto ci si avvicina sempre a questa situazione, perché lo spazio si confonde con quello tangente; il problema è se lo si può fare con una sola trasformazione di coordinate valida in tutta una regione. Cercare quella trasformazione per tentativi non porta lontano, e guardare le componenti del tensore metrico non basta: in coordinate polari dipendono dal punto e il piano è piatto. Serve una grandezza tensoriale che si annulli negli spazi piatti e non negli altri. È il tensore di Riemann, che fa per ogni numero di dimensioni quello che il theorema egregium fa per le superfici.

La strada passa per il trasporto parallelo. Nell’articolo sulle geodetiche un vettore portato lungo un parallelo della sfera tornava ruotato, di un angolo proporzionale alla curvatura e all’area racchiusa. Il tensore di Riemann è il coefficiente di questa rotazione per un giro infinitesimo. L’articolo arriva fino all’identità di Bianchi, che servirà per le equazioni di Einstein.

Con Aμ;σλA^\mu{}_{;\sigma\lambda} si indica la derivata covariante rispetto a xλx^\lambda del tensore Aμ;σA^\mu{}_{;\sigma}.

Il commutatore delle derivate covarianti

Le derivate parziali ordinarie si possono scambiare. Le derivate covarianti in generale no, e la differenza misura la curvatura.

Teorema (commutatore delle derivate covarianti)

Per ogni campo vettoriale AμA^\mu,

Aμ;σλAμ;λσ=RμνλσAν,A^\mu{}_{;\sigma\lambda} - A^\mu{}_{;\lambda\sigma} = R^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}\,A^\nu ,

con

Rμνλσ=λΓνσμσΓνλμ+ΓρλμΓνσρΓρσμΓνλρ.R^\mu{}_{\nu\lambda\sigma} = \partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma} - \partial_\sigma\Gamma^\mu_{\nu\lambda} + \Gamma^\mu_{\rho\lambda}\Gamma^\rho_{\nu\sigma} - \Gamma^\mu_{\rho\sigma}\Gamma^\rho_{\nu\lambda} .
Dimostrazione.

La derivata covariante di un tensore misto ha un termine di correzione per ogni indice, con il più per quelli in alto e il meno per quelli in basso. Quindi

Aμ;σλ=λ(σAμ+ΓνσμAν)+Γρλμ(σAρ+ΓνσρAν)ΓσλρAμ;ρ.A^\mu{}_{;\sigma\lambda} = \partial_\lambda\big(\partial_\sigma A^\mu + \Gamma^\mu_{\nu\sigma}A^\nu\big) + \Gamma^\mu_{\rho\lambda}\big(\partial_\sigma A^\rho + \Gamma^\rho_{\nu\sigma}A^\nu\big) - \Gamma^\rho_{\sigma\lambda}\,A^\mu{}_{;\rho} .

Sviluppando,

Aμ;σλ=λσAμ+λΓνσμAν+ΓνσμλAν+ΓρλμσAρ+ΓρλμΓνσρAνΓσλρAμ;ρ.A^\mu{}_{;\sigma\lambda} = \partial_\lambda\partial_\sigma A^\mu + \partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma}\,A^\nu + \Gamma^\mu_{\nu\sigma}\,\partial_\lambda A^\nu + \Gamma^\mu_{\rho\lambda}\,\partial_\sigma A^\rho + \Gamma^\mu_{\rho\lambda}\Gamma^\rho_{\nu\sigma}\,A^\nu - \Gamma^\rho_{\sigma\lambda}\,A^\mu{}_{;\rho} .

Nella differenza con l’espressione in cui λ\lambda e σ\sigma sono scambiati si elidono: le derivate seconde di AA, per il teorema di Schwarz; l’ultimo termine, per la simmetria dei simboli di Christoffel; il terzo e il quarto termine, che scambiando λ\lambda con σ\sigma e rinominando ν\nu e ρ\rho si trasformano l’uno nell’altro. Restano i termini con AνA^\nu senza derivate, che danno RμνλσAνR^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}A^\nu.

Fine della dimostrazione.

Corollario (il tensore di Riemann è un tensore)

RμνλσR^\mu{}_{\nu\lambda\sigma} è un tensore di rango quattro, controvariante nel primo indice e covariante negli altri tre.

Dimostrazione.

Il primo membro del teorema è la differenza di due tensori, per l’articolo sulla derivata covariante, quindi RμνλσAνR^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}A^\nu è un tensore per ogni vettore AA. Scegliendo in un sistema di coordinate un vettore con una sola componente non nulla, uguale a 11, e ripetendo il ragionamento della legge del quoziente dell’articolo sui tensori, con un indice in più per ogni fattore, si ottiene per RR la legge di trasformazione di un tensore.

Fine della dimostrazione.

Il giro attorno a un parallelogramma

Proposizione (trasporto lungo due cammini)

Da un punto xx si trasporti parallelamente un vettore AμA^\mu lungo lo spostamento δa\delta a e poi lungo δb\delta b; oppure prima lungo δb\delta b e poi lungo δa\delta a. Nel punto di arrivo x+δa+δbx + \delta a + \delta b i due vettori differiscono, al secondo ordine negli spostamenti, di

δAμ=RμνλσAνδaλδbσ.\delta A^\mu = -R^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}\,A^\nu\,\delta a^\lambda\,\delta b^\sigma .
Dimostrazione.

Lungo δa\delta a il trasporto dà Aμ(x+δa)=AμΓνλμAνδaλA^\mu(x + \delta a) = A^\mu - \Gamma^\mu_{\nu\lambda}A^\nu\delta a^\lambda più termini in δaδa\delta a\,\delta a. Proseguendo lungo δb\delta b, con i simboli calcolati in x+δax + \delta a, cioè Γνσμ+λΓνσμδaλ\Gamma^\mu_{\nu\sigma} + \partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma}\,\delta a^\lambda, il vettore d’arrivo è

AμΓνλμAνδaλ(Γνσμ+λΓνσμδaλ)(AνΓρλνAρδaλ)δbσ,A^\mu - \Gamma^\mu_{\nu\lambda}A^\nu\delta a^\lambda - \big(\Gamma^\mu_{\nu\sigma} + \partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma}\,\delta a^\lambda\big)\big(A^\nu - \Gamma^\nu_{\rho\lambda}A^\rho\delta a^\lambda\big)\delta b^\sigma ,

più termini in δaδa\delta a\,\delta a e in δbδb\delta b\,\delta b. I termini misti, in δaδb\delta a\,\delta b, sono λΓνσμAνδaλδbσ+ΓνσμΓρλνAρδaλδbσ-\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma}A^\nu\delta a^\lambda\delta b^\sigma + \Gamma^\mu_{\nu\sigma}\Gamma^\nu_{\rho\lambda}A^\rho\,\delta a^\lambda\delta b^\sigma. Per l’altro cammino si scambiano i ruoli di δa\delta a e δb\delta b. I termini del primo ordine e quelli in δaδa\delta a\,\delta a o in δbδb\delta b\,\delta b sono uguali nei due casi, a meno di termini del terzo ordine. La differenza dei termini misti, rinominando gli indici sommati, è

(λΓνσμσΓνλμ+ΓρλμΓνσρΓρσμΓνλρ)Aνδaλδbσ=RμνλσAνδaλδbσ.-\big(\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma} - \partial_\sigma\Gamma^\mu_{\nu\lambda} + \Gamma^\mu_{\rho\lambda}\Gamma^\rho_{\nu\sigma} - \Gamma^\mu_{\rho\sigma}\Gamma^\rho_{\nu\lambda}\big)A^\nu\,\delta a^\lambda\delta b^\sigma = -R^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}A^\nu\,\delta a^\lambda\delta b^\sigma .

Fine della dimostrazione.

Andare lungo δa\delta a, poi δb\delta b, e tornare indietro lungo il cammino dell’altra coppia è un giro chiuso attorno a un parallelogramma infinitesimo, e δA\delta A è la variazione del vettore dopo il giro. Con l’elemento di superficie Δfλσ=δaλδbσδaσδbλ\Delta f^{\lambda\sigma} = \delta a^\lambda\delta b^\sigma - \delta a^\sigma\delta b^\lambda la formula diventa δAμ=12RμνλσAνΔfλσ\delta A^\mu = -\tfrac12 R^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}A^\nu\Delta f^{\lambda\sigma}. Nello spazio piatto, in coordinate cartesiane, i simboli di Christoffel sono nulli, il tensore di Riemann pure, e il vettore torna sempre com’era.

Sulla sfera, con i simboli di Christoffel dell’articolo sulla derivata covariante, l’unica componente indipendente è

RΦθΦθ=ΦΓθθΦΓθθΦΓθΦθ=cos2Φ+sinΦcosΦcosΦsinΦ=sin2Φ.R^\Phi{}_{\theta\Phi\theta} = \partial_\Phi\Gamma^\Phi_{\theta\theta} - \Gamma^\Phi_{\theta\theta}\Gamma^\theta_{\theta\Phi} = -\cos 2\Phi + \sin\Phi\cos\Phi\,\frac{\cos\Phi}{\sin\Phi} = \sin^2\Phi .

Per un rettangolo di lati δΦ\delta\Phi e δθ\delta\theta la formula dà δAΦ=sin2ΦAθδΦδθ\delta A^\Phi = -\sin^2\Phi\,A^\theta\,\delta\Phi\,\delta\theta. Con le componenti sui versori, a=RAΦa = RA^\Phi e b=RsinΦAθb = R\sin\Phi\,A^\theta, è δa=bsinΦδΦδθ\delta a = -b\,\sin\Phi\,\delta\Phi\,\delta\theta, e l’area del rettangolo è R2sinΦδΦδθR^2\sin\Phi\,\delta\Phi\,\delta\theta: il vettore ruota di un angolo pari all’area divisa per R2R^2, come nell’articolo sulle geodetiche.

Un vettore trasportato lungo un triangolo sferico Una sfera vista leggermente dall'alto, con l'equatore e un triangolo colorato che ha un vertice al polo nord e due sull'equatore; i tre angoli sono retti. Al polo una freccia blu tratteggiata indica il vettore di partenza. Nell'animazione una freccia arancione parte dal polo con la stessa direzione, scende lungo un lato, percorre il lato sull'equatore e risale al polo, trasportata parallelamente: lungo ogni lato mantiene lo stesso angolo con il lato. Tornata al polo è ruotata di 90 gradi rispetto alla freccia blu.

Un vettore trasportato parallelamente lungo il triangolo sferico con tre angoli retti. Lungo ciascun lato, un arco di cerchio massimo, la freccia arancione mantiene lo stesso angolo con il lato; ai vertici non cambia. La freccia blu tratteggiata è il vettore di partenza al polo. Al ritorno la freccia arancione è ruotata di 90°, che è l’eccesso angolare del triangolo e, per il teorema di Girard, l’area del triangolo divisa per R2R^2. Il calcolo della figura è esatto: il trasporto lungo un cerchio massimo è una rotazione attorno al suo asse.

Le simmetrie del tensore di Riemann

Abbassando il primo indice, Rμνλσ=gμρRρνλσR_{\mu\nu\lambda\sigma} = g_{\mu\rho}R^\rho{}_{\nu\lambda\sigma}.

Teorema (simmetrie del tensore di Riemann)

  1. Rμνλσ=RμνσλR_{\mu\nu\lambda\sigma} = -R_{\mu\nu\sigma\lambda}.
  2. Rμνλσ+Rμλσν+Rμσνλ=0R_{\mu\nu\lambda\sigma} + R_{\mu\lambda\sigma\nu} + R_{\mu\sigma\nu\lambda} = 0.
  3. Rμνλσ=RνμλσR_{\mu\nu\lambda\sigma} = -R_{\nu\mu\lambda\sigma}.
  4. Rμνλσ=RλσμνR_{\mu\nu\lambda\sigma} = R_{\lambda\sigma\mu\nu}.
Dimostrazione.
  1. Scambiando λ\lambda e σ\sigma nella formula di RμνλσR^\mu{}_{\nu\lambda\sigma} ogni termine cambia segno.

  2. Basta dimostrarla per RμνλσR^\mu{}_{\nu\lambda\sigma}, e poi abbassare l’indice. Nella somma ciclica su ν\nu, λ\lambda, σ\sigma i sei termini con le derivate si elidono a coppie, per esempio λΓνσμ\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma} del primo addendo con λΓσνμ-\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\sigma\nu} del terzo, per la simmetria dei simboli. Allo stesso modo si elidono a coppie i sei prodotti di simboli.

  3. Il trasporto parallelo conserva i prodotti scalari, per la proposizione dell’articolo sulla derivata covariante. Due vettori AA e BB trasportati lungo il primo cammino arrivano con lo stesso prodotto scalare che hanno se trasportati lungo il secondo, e i vettori d’arrivo dei due cammini differiscono di δA\delta A e δB\delta B. Al secondo ordine quindi gμνδAμBν+gμνAμδBν=0g_{\mu\nu}\,\delta A^\mu B^\nu + g_{\mu\nu}A^\mu\,\delta B^\nu = 0, cioè, per la proposizione sui due cammini, (Rνρλσ+Rρνλσ)AρBνδaλδbσ=0-(R_{\nu\rho\lambda\sigma} + R_{\rho\nu\lambda\sigma})\,A^\rho B^\nu\,\delta a^\lambda\delta b^\sigma = 0. Vale per ogni scelta di AA, BB, δa\delta a e δb\delta b; prendendoli con una sola componente non nulla si ottiene Rνρλσ+Rρνλσ=0R_{\nu\rho\lambda\sigma} + R_{\rho\nu\lambda\sigma} = 0.

  4. Si scrive la 2 con i quattro indici in quattro ordini ciclici e si combinano:

(Rμνλσ+Rμλσν+Rμσνλ)(Rνλσμ+Rνσμλ+Rνμλσ)(Rλσμν+Rλμνσ+Rλνσμ)+(Rσμνλ+Rσνλμ+Rσλμν)=0.\big(R_{\mu\nu\lambda\sigma} + R_{\mu\lambda\sigma\nu} + R_{\mu\sigma\nu\lambda}\big) - \big(R_{\nu\lambda\sigma\mu} + R_{\nu\sigma\mu\lambda} + R_{\nu\mu\lambda\sigma}\big) - \big(R_{\lambda\sigma\mu\nu} + R_{\lambda\mu\nu\sigma} + R_{\lambda\nu\sigma\mu}\big) + \big(R_{\sigma\mu\nu\lambda} + R_{\sigma\nu\lambda\mu} + R_{\sigma\lambda\mu\nu}\big) = 0 .

Con le antisimmetrie 1 e 3, RμλσνR_{\mu\lambda\sigma\nu} si elide con Rλμνσ-R_{\lambda\mu\nu\sigma}, RμσνλR_{\mu\sigma\nu\lambda} con RσμνλR_{\sigma\mu\nu\lambda}, Rνλσμ-R_{\nu\lambda\sigma\mu} con Rλνσμ-R_{\lambda\nu\sigma\mu}, Rνσμλ-R_{\nu\sigma\mu\lambda} con RσνλμR_{\sigma\nu\lambda\mu}. Restano RμνλσRνμλσRλσμν+Rσλμν=2Rμνλσ2Rλσμν=0R_{\mu\nu\lambda\sigma} - R_{\nu\mu\lambda\sigma} - R_{\lambda\sigma\mu\nu} + R_{\sigma\lambda\mu\nu} = 2R_{\mu\nu\lambda\sigma} - 2R_{\lambda\sigma\mu\nu} = 0.

Fine della dimostrazione.

Per le simmetrie, delle n4n^4 componenti ne restano indipendenti n2(n21)/12n^2(n^2 - 1)/12: una in due dimensioni, sei in tre, venti nello spaziotempo. In due dimensioni lo si vede subito: una componente non nulla ha la prima coppia di indici diversi e la seconda pure, quindi entrambe le coppie sono (1,2)(1, 2) o (2,1)(2, 1), e tutto è fissato da R1212R_{1212}.

Spazi piatti e superfici

Proposizione (negli spazi piatti il tensore di Riemann è nullo)

Se uno spazio è piatto, il suo tensore di Riemann è nullo in ogni punto e in ogni sistema di coordinate.

Dimostrazione.

Nelle coordinate in cui il tensore metrico è l’identità in tutto lo spazio le sue derivate sono nulle, e con esse i simboli di Christoffel e il tensore di Riemann. Un tensore nullo in un sistema di coordinate è nullo in tutti.

Fine della dimostrazione.

Vale anche il viceversa: se il tensore di Riemann è nullo in una regione, attorno a ogni punto esistono coordinate in cui il tensore metrico è costante. La dimostrazione richiede il teorema di Frobenius sui sistemi di equazioni alle derivate parziali e va oltre questo articolo.

Proposizione (il tensore di Riemann di una superficie)

In due dimensioni, posto K=R1212/detgK = R_{1212}/\det g,

Rμνλσ=K(gμλgνσgμσgνλ).R_{\mu\nu\lambda\sigma} = K\,\big(g_{\mu\lambda}g_{\nu\sigma} - g_{\mu\sigma}g_{\nu\lambda}\big) .
Dimostrazione.

Il secondo membro è antisimmetrico nella prima coppia di indici e nella seconda, come il primo. Due tensori con queste antisimmetrie, in due dimensioni, sono uguali se hanno uguale la componente 12121212. Quella del secondo membro è K(g11g22g12g21)=Kdetg=R1212K(g_{11}g_{22} - g_{12}g_{21}) = K\det g = R_{1212}.

Fine della dimostrazione.

Per la sfera RΦθΦθ=gΦΦRΦθΦθ=R2sin2ΦR_{\Phi\theta\Phi\theta} = g_{\Phi\Phi}R^\Phi{}_{\theta\Phi\theta} = R^2\sin^2\Phi e detg=R4sin2Φ\det g = R^4\sin^2\Phi, quindi K=1/R2K = 1/R^2: è la curvatura gaussiana. In due dimensioni il tensore di Riemann contiene soltanto lei, e il theorema egregium, nella forma tensoriale, dice che KK così definita è la curvatura di Gauss.

Il tensore e lo scalare di Ricci

Il tensore di Riemann contiene più informazione di quella che serve alle equazioni di Einstein, dove compaiono due grandezze che se ne ricavano per contrazione.

Definizione (tensore e scalare di Ricci)

Il tensore di Ricci è Rνσ=RμνμσR_{\nu\sigma} = R^\mu{}_{\nu\mu\sigma}, e lo scalare di Ricci, o curvatura scalare, è R=gνσRνσR = g^{\nu\sigma}R_{\nu\sigma}.

Proposizione (proprietà delle contrazioni)

Il tensore di Ricci è simmetrico. Le altre due contrazioni del tensore di Riemann con l’indice in alto sono Rμμλσ=0R^\mu{}_{\mu\lambda\sigma} = 0 e Rμνλμ=RνλR^\mu{}_{\nu\lambda\mu} = -R_{\nu\lambda}. In due dimensioni Rνσ=KgνσR_{\nu\sigma} = K\,g_{\nu\sigma} e R=2KR = 2K.

Dimostrazione.

Rνσ=gμλRλνμσR_{\nu\sigma} = g^{\mu\lambda}R_{\lambda\nu\mu\sigma}, e per la simmetria 4 del teorema e la simmetria di gμλg^{\mu\lambda} questo è uguale a gμλRμσλν=Rσνg^{\mu\lambda}R_{\mu\sigma\lambda\nu} = R_{\sigma\nu}. Poi Rμμλσ=gμρRρμλσR^\mu{}_{\mu\lambda\sigma} = g^{\mu\rho}R_{\rho\mu\lambda\sigma}, prodotto di un tensore simmetrico in μ\mu, ρ\rho per uno antisimmetrico, quindi nullo. Rμνλμ=Rμνμλ=RνλR^\mu{}_{\nu\lambda\mu} = -R^\mu{}_{\nu\mu\lambda} = -R_{\nu\lambda} per la simmetria 1. In due dimensioni, contraendo la formula della proposizione precedente con gμλg^{\mu\lambda}, Rνσ=K(δλλgνσgνσ)=K(21)gνσR_{\nu\sigma} = K(\delta^\lambda_\lambda\,g_{\nu\sigma} - g_{\nu\sigma}) = K(2 - 1)\,g_{\nu\sigma}, e R=gνσKgνσ=2KR = g^{\nu\sigma}K g_{\nu\sigma} = 2K.

Fine della dimostrazione.

Le contrazioni con il secondo e con il quarto indice danno lo stesso tensore con il segno opposto. La scelta di quale contrazione chiamare tensore di Ricci, e il segno del tensore di Riemann, cambiano da un libro all’altro; con le convenzioni di questo percorso la sfera ha R=2/R2R = 2/R^2, positivo.

L’identità di Bianchi

Lemma (coordinate con simboli nulli in un punto)

Attorno a ogni punto x0x_0 esistono coordinate in cui tutti i simboli di Christoffel sono nulli in x0x_0.

Dimostrazione.

Si pongono yμ=(xx0)μ+12Γνλμ(x0)(xx0)ν(xx0)λy^\mu = (x - x_0)^\mu + \tfrac12\,\Gamma^\mu_{\nu\lambda}(x_0)\,(x - x_0)^\nu(x - x_0)^\lambda. In x0x_0 si ha yμ/xα=δαμ\partial y^\mu/\partial x^\alpha = \delta^\mu_\alpha e 2yμ/xαxβ=Γαβμ(x0)\partial^2y^\mu/\partial x^\alpha\partial x^\beta = \Gamma^\mu_{\alpha\beta}(x_0). Derivando l’identità (xα/yν)(yν/xβ)=δβα(\partial x^\alpha/\partial y^\nu)(\partial y^\nu/\partial x^\beta) = \delta^\alpha_\beta rispetto a xγx^\gamma e valutando in x0x_0 si ottiene 2xα/yβyγ=Γβγα(x0)\partial^2x^\alpha/\partial y^\beta\partial y^\gamma = -\Gamma^\alpha_{\beta\gamma}(x_0). Nella legge di trasformazione dei simboli dell’articolo sulla derivata covariante, con x=yx' = y, il primo termine vale Γνλμ(x0)\Gamma^\mu_{\nu\lambda}(x_0) e il secondo Γνλμ(x0)-\Gamma^\mu_{\nu\lambda}(x_0).

Fine della dimostrazione.

Teorema (identità di Bianchi)

Rμνλσ;ρ+Rμνσρ;λ+Rμνρλ;σ=0.R^\mu{}_{\nu\lambda\sigma;\rho} + R^\mu{}_{\nu\sigma\rho;\lambda} + R^\mu{}_{\nu\rho\lambda;\sigma} = 0 .
Dimostrazione.

Il primo membro è un tensore, e basta mostrare che è nullo in un punto qualsiasi x0x_0 in un sistema di coordinate scelto. Si usano le coordinate del lemma. In x0x_0 i simboli sono nulli, quindi la derivata covariante di RR coincide con quella ordinaria, e nella derivata dei termini ΓΓ\Gamma\Gamma di RR ogni addendo contiene un simbolo nullo. Resta Rμνλσ;ρ=ρλΓνσμρσΓνλμR^\mu{}_{\nu\lambda\sigma;\rho} = \partial_\rho\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma} - \partial_\rho\partial_\sigma\Gamma^\mu_{\nu\lambda}. Sommando le tre permutazioni cicliche di λ\lambda, σ\sigma, ρ\rho,

ρλΓνσμρσΓνλμ+λσΓνρμλρΓνσμ+σρΓνλμσλΓνρμ=0,\partial_\rho\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\sigma} - \partial_\rho\partial_\sigma\Gamma^\mu_{\nu\lambda} + \partial_\lambda\partial_\sigma\Gamma^\mu_{\nu\rho} - \partial_\lambda\partial_\rho\Gamma^\mu_{\nu\sigma} + \partial_\sigma\partial_\rho\Gamma^\mu_{\nu\lambda} - \partial_\sigma\partial_\lambda\Gamma^\mu_{\nu\rho} = 0 ,

perché le derivate seconde si scambiano.

Fine della dimostrazione.

Contraendo due volte l’identità di Bianchi si ottiene una combinazione del tensore e dello scalare di Ricci con divergenza nulla. È il tensore di Einstein, e il suo articolo parte da qui.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Verifica con un calcolo diretto che il tensore di Riemann del piano in coordinate polari è nullo.

Gli unici simboli non nulli sono Γθθr=r\Gamma^r_{\theta\theta} = -r e Γrθθ=Γθrθ=1/r\Gamma^\theta_{r\theta} = \Gamma^\theta_{\theta r} = 1/r. In due dimensioni basta una componente, per esempio

Rrθrθ=rΓθθrθΓθrr+ΓρrrΓθθρΓρθrΓθrρ=10+0ΓθθrΓθrθ=1+r1r=0.R^r{}_{\theta r\theta} = \partial_r\Gamma^r_{\theta\theta} - \partial_\theta\Gamma^r_{\theta r} + \Gamma^r_{\rho r}\Gamma^\rho_{\theta\theta} - \Gamma^r_{\rho\theta}\Gamma^\rho_{\theta r} = -1 - 0 + 0 - \Gamma^r_{\theta\theta}\Gamma^\theta_{\theta r} = -1 + r\cdot\frac1r = 0 .

Commento: i simboli di Christoffel sono diversi da zero e le loro derivate pure, eppure si compensano. È la differenza tra coordinate curve e spazio curvo, ridotta a una riga.

Esercizio 2. Calcola il tensore e lo scalare di Ricci della sfera di raggio RR.

Oltre a RΦθΦθ=sin2ΦR^\Phi{}_{\theta\Phi\theta} = \sin^2\Phi, calcolata nel testo, serve RθΦθΦ=θΓΦΦθΦΓΦθθ+ΓρθθΓΦΦρΓρΦθΓΦθρR^\theta{}_{\Phi\theta\Phi} = \partial_\theta\Gamma^\theta_{\Phi\Phi} - \partial_\Phi\Gamma^\theta_{\Phi\theta} + \Gamma^\theta_{\rho\theta}\Gamma^\rho_{\Phi\Phi} - \Gamma^\theta_{\rho\Phi}\Gamma^\rho_{\Phi\theta}. Il primo e il terzo termine sono nulli, perché ΓΦΦθ=ΓΦΦρ=0\Gamma^\theta_{\Phi\Phi} = \Gamma^\rho_{\Phi\Phi} = 0; il secondo è Φ(cosΦ/sinΦ)=1/sin2Φ-\partial_\Phi(\cos\Phi/\sin\Phi) = 1/\sin^2\Phi; il quarto è (cosΦ/sinΦ)2-(\cos\Phi/\sin\Phi)^2. Quindi RθΦθΦ=(1cos2Φ)/sin2Φ=1R^\theta{}_{\Phi\theta\Phi} = (1 - \cos^2\Phi)/\sin^2\Phi = 1. Allora RΦΦ=RθΦθΦ=1R_{\Phi\Phi} = R^\theta{}_{\Phi\theta\Phi} = 1, Rθθ=RΦθΦθ=sin2ΦR_{\theta\theta} = R^\Phi{}_{\theta\Phi\theta} = \sin^2\Phi, RΦθ=0R_{\Phi\theta} = 0, e

R=gΦΦRΦΦ+gθθRθθ=1R2+sin2ΦR2sin2Φ=2R2.R = g^{\Phi\Phi}R_{\Phi\Phi} + g^{\theta\theta}R_{\theta\theta} = \frac1{R^2} + \frac{\sin^2\Phi}{R^2\sin^2\Phi} = \frac2{R^2} .

Commento: Rνσ=gνσ/R2R_{\nu\sigma} = g_{\nu\sigma}/R^2, come prevede la proposizione sulle superfici con K=1/R2K = 1/R^2. Il calcolo diretto e la formula generale si controllano a vicenda, ed è un buon modo di scovare errori di segno.

Esercizio 3. Per la superficie con ds2=dρ2+sinh2ρdθ2ds^2 = d\rho^2 + \sinh^2\rho\,d\theta^2 calcola i simboli di Christoffel, la componente RρθρθR^\rho{}_{\theta\rho\theta} e la curvatura.

L’unica derivata non nulla del tensore metrico è ρgθθ=2sinhρcoshρ\partial_\rho g_{\theta\theta} = 2\sinh\rho\cosh\rho, quindi Γθθρ=sinhρcoshρ\Gamma^\rho_{\theta\theta} = -\sinh\rho\cosh\rho e Γρθθ=Γθρθ=coshρ/sinhρ\Gamma^\theta_{\rho\theta} = \Gamma^\theta_{\theta\rho} = \cosh\rho/\sinh\rho. Poi

Rρθρθ=ρΓθθρΓθθρΓθρθ=(cosh2ρ+sinh2ρ)+cosh2ρ=sinh2ρ,R^\rho{}_{\theta\rho\theta} = \partial_\rho\Gamma^\rho_{\theta\theta} - \Gamma^\rho_{\theta\theta}\Gamma^\theta_{\theta\rho} = -(\cosh^2\rho + \sinh^2\rho) + \cosh^2\rho = -\sinh^2\rho ,

Rρθρθ=sinh2ρR_{\rho\theta\rho\theta} = -\sinh^2\rho, detg=sinh2ρ\det g = \sinh^2\rho e K=1K = -1.

Commento: è il piano iperbolico dell’articolo sulla curvatura gaussiana, dove la stessa curvatura era uscita dalla formula del theorema egregium. Il calcolo ha la stessa struttura di quello della sfera, con i seni iperbolici al posto dei seni, e il segno della curvatura cambia per l’identità cosh2ρsinh2ρ=1\cosh^2\rho - \sinh^2\rho = 1 al posto di cos2Φ+sin2Φ=1\cos^2\Phi + \sin^2\Phi = 1.

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