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Analisi in frequenza

Elettronica · Elettronica analogica Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 18 di 20

Prima di questo, potrebbe interessarti: Polarizzazione e stadi amplificatori , Regime sinusoidale e fasori , Transitori nelle reti

Indice

I condensatori rallentano i segnali

Negli stadi amplificatori i condensatori erano circuiti aperti per la polarizzazione e cortocircuiti per il segnale. È vero solo per segnali né troppo lenti né troppo veloci. La tensione di un condensatore cambia solo se arriva carica, dv/dt=i/Cdv/dt = i/C, e la corrente che il circuito riesce a portare è limitata dalle resistenze intorno. Un condensatore di accoppiamento lascia passare i segnali rapidi ma non quelli lenti; la capacità del gate, quella delle piste e l’ingresso dello stadio successivo rallentano le variazioni rapide. In un circuito elettronico di condensatori ce ne sono sempre, messi apposta o no.

Con un solo condensatore il conto è già fatto: per il teorema del transitorio del primo ordine ogni grandezza evolve con un esponenziale di costante di tempo τ=ReqC\tau = R_{eq}C, e in regime sinusoidale il circuito RC ha un polo alla frequenza 1/2πτ1/2\pi\tau, come nell’introduzione ai segnali. Con più condensatori le equazioni del circuito diventano differenziali di ordine più alto, e risolverle nel tempo è faticoso e dice poco. Conviene cambiare punto di vista: scomporre i segnali in funzioni che attraversano il circuito senza cambiare forma, e guardare che cosa il circuito fa a ciascuna.

La trasformata di Laplace

Le sinusoidi hanno la proprietà che serve: la derivata di una sinusoide è una sinusoide della stessa frequenza. Ma un gradino, che non si spegne mai, non si scrive come somma di sinusoidi di ampiezza costante: l’integrale di Fourier non converge. Si allarga la famiglia agli esponenziali complessi este^{st}, con s=σ+jωs = \sigma + j\omega, la cui parte reale eσtcosωte^{\sigma t}\cos\omega t è una sinusoide con l’ampiezza che cresce o cala esponenzialmente. Anche la loro derivata è proporzionale a loro, ddtest=sest\tfrac{d}{dt}e^{st} = s\,e^{st}.

Sinusoidi generalizzate Tre grafici affiancati di una sinusoide moltiplicata per un esponenziale, ciascuno con tre periodi. Nel primo, sigma negativo, le oscillazioni si smorzano; nel secondo, sigma nullo, hanno ampiezza costante; nel terzo, sigma positivo, crescono. In ogni grafico l'inviluppo esponenziale è tratteggiato. σ < 0 σ = 0 σ > 0

Le sinusoidi generalizzate eσtcosωte^{\sigma t}\cos\omega t, parte reale di este^{st}: smorzate per σ<0\sigma < 0, di ampiezza costante per σ=0\sigma = 0, crescenti per σ>0\sigma > 0. Tratteggiato l’inviluppo ±eσt\pm e^{\sigma t}.

Definizione (trasformata di Laplace)

Sia f(t)f(t) una funzione definita per t0t \ge 0, integrabile su ogni intervallo limitato, con f(t)Meσ0t|f(t)| \le Me^{\sigma_0 t} per qualche MM e σ0\sigma_0. La sua trasformata di Laplace è la funzione della variabile complessa ss

F(s)=L[f](s)=0f(t)estdt,F(s) = \mathcal{L}[f](s) = \int_0^\infty f(t)\,e^{-st}\,dt ,

definita per Res>σ0\operatorname{Re}s > \sigma_0, dove l’integrale converge.

Due funzioni continue con la stessa trasformata coincidono (è il teorema di Lerch): la trasformata contiene tutta l’informazione della funzione, e si può tornare indietro. Con s=jωs = j\omega la trasformata di Laplace diventa quella di Fourier, per le funzioni nulle per t<0t < 0 per cui l’integrale converge.

Proposizione (proprietà della trasformata)

Con ff e gg come nella definizione e aa, bb costanti:

  1. L[af+bg]=aF+bG\mathcal{L}[af + bg] = aF + bG;
  2. se ff è derivabile con derivata trasformabile, L[f]=sF(s)f(0)\mathcal{L}[f'] = sF(s) - f(0);
  3. L[0tf(t)dt]=F(s)/s\mathcal{L}\left[\int_0^t f(t')\,dt'\right] = F(s)/s;
  4. per ogni pp complesso, L[ept]=1/(sp)\mathcal{L}[e^{pt}] = 1/(s - p); in particolare il gradino unitario ha trasformata 1/s1/s e l’esponenziale et/τe^{-t/\tau} ha trasformata τ/(1+sτ)\tau/(1 + s\tau).
Dimostrazione.

La prima viene dalla linearità dell’integrale. Per la seconda si integra per parti:

0f(t)estdt=[f(t)est]0+s0f(t)estdt=f(0)+sF(s),\begin{aligned} \int_0^\infty f'(t)\,e^{-st}\,dt &= \Big[f(t)\,e^{-st}\Big]_0^\infty + s\int_0^\infty f(t)\,e^{-st}\,dt \\ &= -f(0) + sF(s) , \end{aligned}

perché f(t)estMe(σ0Res)t|f(t)e^{-st}| \le Me^{(\sigma_0 - \operatorname{Re}s)t} tende a zero. Per la terza si applica la seconda a g(t)=0tfg(t) = \int_0^t f, che vale zero in t=0t = 0 e ha derivata ff: F=sGF = sG. Per la quarta, con Res>Rep\operatorname{Re}s > \operatorname{Re}p,

0e(ps)tdt=[e(ps)tps]0=1sp,\int_0^\infty e^{(p - s)t}\,dt = \left[\frac{e^{(p - s)t}}{p - s}\right]_0^\infty = \frac{1}{s - p} ,

e i due casi particolari sono p=0p = 0 e p=1/τp = -1/\tau.

Fine della dimostrazione.

La seconda proprietà è quella che conta: derivare nel tempo diventa moltiplicare per ss, a patto di tenere conto del valore iniziale.

Impedenze e funzione di trasferimento

Con il circuito a riposo per t<0t < 0, cioè condensatori scarichi e induttori senza corrente, le relazioni dei bipoli diventano algebriche: V(s)=RI(s)V(s) = RI(s) per il resistore, I(s)=sCV(s)I(s) = sCV(s) per il condensatore, V(s)=sLI(s)V(s) = sLI(s) per l’induttore. Il rapporto Z(s)=V(s)/I(s)Z(s) = V(s)/I(s) è l’impedenza del bipolo, RR, 1/sC1/sC e sLsL. Le leggi di Kirchhoff sono lineari e valgono anche per le trasformate. Il circuito trasformato si risolve quindi come una rete di resistori, con partitori, Thévenin e potenziali di nodo, usando le impedenze al posto delle resistenze. Per s=jωs = j\omega sono le impedenze dei fasori.

Definizione (funzione di trasferimento)

In un circuito lineare a riposo con un ingresso x(t)x(t) e un’uscita y(t)y(t), la funzione di trasferimento è il rapporto delle trasformate,

T(s)=Y(s)X(s).T(s) = \frac{Y(s)}{X(s)} .

La funzione di trasferimento non dipende dall’ingresso: si ottiene con operazioni razionali su resistenze, impedenze 1/sC1/sC e sLsL e transconduttanze, ed è un rapporto di polinomi in ss con coefficienti reali. Per il circuito RC con l’uscita sul condensatore è il partitore T(s)=(1/sC)/(R+1/sC)=1/(1+sRC)T(s) = (1/sC)/(R + 1/sC) = 1/(1 + sRC). Per s=jωs = j\omega, come nel teorema della risposta a regime sinusoidale, in un circuito stabile un ingresso sinusoidale produce a regime un’uscita sinusoidale con l’ampiezza moltiplicata per T(jω)|T(j\omega)| e la fase spostata di argT(jω)\arg T(j\omega).

La funzione di trasferimento dice anche come comincia e come finisce la risposta a un gradino.

Teorema (valore iniziale e valore finale)

Sia T(s)T(s) un rapporto di polinomi con il grado del numeratore non maggiore di quello del denominatore e con tutti i poli a parte reale negativa, e sia T()=limsT(s)T(\infty) = \lim_{s \to \infty}T(s). La risposta del circuito a riposo a un gradino di ampiezza AA vale

y(0+)=AT(),limty(t)=AT(0).y(0^+) = A\,T(\infty) , \qquad \lim_{t \to \infty}y(t) = A\,T(0) .
Dimostrazione.

Si considerano poli pkp_k distinti. Dividendo il numeratore per il denominatore e scomponendo il resto in fratti semplici, T(s)=T()+kck/(spk)T(s) = T(\infty) + \sum_k c_k/(s - p_k). La trasformata dell’uscita è Y(s)=AT(s)/sY(s) = AT(s)/s, e con 1/[s(spk)]=[1/(spk)1/s]/pk1/[s(s - p_k)] = [1/(s - p_k) - 1/s]/p_k

Y(s)A=T()s+kckpk(1spk1s).\frac{Y(s)}{A} = \frac{T(\infty)}{s} + \sum_k\frac{c_k}{p_k}\left(\frac{1}{s - p_k} - \frac{1}{s}\right) .

Per la quarta proprietà e l’unicità della trasformata, y(t)/A=T()+k(ck/pk)(epkt1)y(t)/A = T(\infty) + \sum_k(c_k/p_k)(e^{p_kt} - 1). In t=0+t = 0^+ la somma si annulla e resta T()T(\infty). Per tt \to \infty gli esponenziali tendono a zero, perché Repk<0\operatorname{Re}p_k < 0, e resta T()kck/pkT(\infty) - \sum_kc_k/p_k, che è proprio T(0)T(0). Con poli multipli la scomposizione contiene termini c/(sp)mc/(s - p)^m, a cui corrispondono funzioni tm1eptt^{m-1}e^{pt} che valgono zero in t=0t = 0 per m2m \ge 2 e tendono a zero all’infinito, e il ragionamento non cambia.

Fine della dimostrazione.

C’è una lettura fisica. Il salto di un gradino richiede componenti a frequenza arbitrariamente alta, e subito dopo il salto conta come il circuito tratta quelle: T()T(\infty) si calcola con i condensatori in cortocircuito, perché 1/sC01/sC \to 0, e gli induttori aperti. A regime il gradino è una tensione continua: T(0)T(0) si calcola con i condensatori aperti e gli induttori in cortocircuito. Sono i due fatti del metodo per ispezione dei transitori, visti in frequenza.

Poli e zeri

Definizione (poli e zeri)

Sia T(s)=N(s)/D(s)T(s) = N(s)/D(s) con i polinomi NN e DD senza radici comuni. Le radici di DD sono i poli della funzione di trasferimento, quelle di NN gli zeri.

I coefficienti sono reali, e poli e zeri sono reali o coppie di complessi coniugati. Quando sono tutti reali e nessuno è nell’origine, la funzione di trasferimento si scrive nella forma con le costanti di tempo

T(s)=T(0)(1+sτz1)(1+sτz2)(1+sτp1)(1+sτp2),T(s) = T(0)\,\frac{(1 + s\tau_{z1})(1 + s\tau_{z2})\cdots}{(1 + s\tau_{p1})(1 + s\tau_{p2})\cdots} ,

con il polo p=1/τpp = -1/\tau_p e lo zero z=1/τzz = -1/\tau_z; un polo o uno zero nell’origine danno un fattore 1/s1/s o ss.

I poli sono le evoluzioni proprie del circuito. Nella dimostrazione precedente la risposta contiene un esponenziale epkte^{p_kt} per ogni polo, qualunque sia l’ingresso: il circuito, disturbato, si assesta con quegli andamenti, e un polo reale 1/τ-1/\tau corrisponde a un transitorio di costante di tempo τ\tau. Un circuito con tutti i poli a parte reale negativa è stabile. In una rete di soli resistori, condensatori e induttori i poli non hanno mai parte reale positiva; con i generatori pilotati può succedere. Uno zero zz, al contrario, è un ingresso che non passa: per x=eztx = e^{zt} la risposta forzata è T(z)ezt=0T(z)e^{zt} = 0, e in uscita resta solo il transitorio.

I diagrammi di Bode

La funzione di trasferimento per s=jωs = j\omega si disegna con due grafici, il modulo e la fase in funzione della frequenza. I diagrammi di Bode, dal nome dell’ingegnere dei Bell Labs Hendrik Bode, che li usò per progettare gli amplificatori retroazionati negli anni Trenta, usano per la frequenza una scala logaritmica e per il modulo i decibel, TdB=20log10T|T|_{dB} = 20\log_{10}|T|. Dieci volte in ampiezza sono 2020 dB, cento volte 4040 dB, un fattore 1/21/\sqrt2 circa 3-3 dB. Con i logaritmi il modulo di un prodotto diventa una somma, e il diagramma di una funzione di trasferimento si costruisce sommando quelli dei suoi fattori.

Proposizione (il polo reale)

Per T(s)=1/(1+sτ)T(s) = 1/(1 + s\tau) il modulo e la fase sono

T(jω)dB=10log10 ⁣(1+ω2τ2),argT(jω)=arctanωτ.\begin{aligned} |T(j\omega)|_{dB} &= -10\log_{10}\!\left(1 + \omega^2\tau^2\right) , \\ \arg T(j\omega) &= -\arctan\omega\tau . \end{aligned}

Il modulo differisce dal diagramma asintotico, 00 dB per ωτ1\omega\tau \le 1 e 20log10ωτ-20\log_{10}\omega\tau per ωτ1\omega\tau \ge 1, al più di 3,013{,}01 dB, per ωτ=1\omega\tau = 1. La fase differisce al più di 5,7°5{,}7° dall’approssimazione lineare che vale 00 fino a ωτ=0,1\omega\tau = 0{,}1, scende di 45°45° per decade fino a ωτ=10\omega\tau = 10 e poi resta a 90°-90°.

Dimostrazione.

Il modulo di 1/(1+jx)1/(1 + jx), con x=ωτx = \omega\tau, è 1/1+x21/\sqrt{1 + x^2}, e la sua fase è l’opposto di quella di 1+jx1 + jx. Per x1x \le 1 la differenza tra l’asintoto e la curva è 10log10(1+x2)10\log_{10}(1 + x^2), che cresce con xx e vale 10log102=3,0110\log_{10}2 = 3{,}01 dB in x=1x = 1. Per x1x \ge 1 è 10log10(1+x2)20log10x=10log10(1+1/x2)10\log_{10}(1 + x^2) - 20\log_{10}x = 10\log_{10}(1 + 1/x^2), che cala con xx.

Per la fase, fuori dall’intervallo da 0,10{,}1 a 1010 l’errore è arctanxarctan0,1=5,71°\arctan x \le \arctan 0{,}1 = 5{,}71°, o l’analogo vicino a 90°90°. Dentro, l’errore in gradi è e(x)=arctanx45(1+log10x)e(x) = \arctan x - 45(1 + \log_{10}x), e poiché arctan(1/x)=90°arctanx\arctan(1/x) = 90° - \arctan x vale e(1/x)=e(x)e(1/x) = -e(x): basta l’intervallo da 0,10{,}1 a 11. La derivata e(x)=(180/π)/(1+x2)45/(xln10)e'(x) = (180/\pi)/(1 + x^2) - 45/(x\ln 10) si annulla dove 45x2(180ln10/π)x+45=045x^2 - (180\ln 10/\pi)\,x + 45 = 0, cioè in x=0,394x = 0{,}394, dove e=5,29°|e| = 5{,}29°. Agli estremi e(0,1)=5,71°e(0{,}1) = 5{,}71° ed e(1)=0e(1) = 0.

Fine della dimostrazione.

Uno zero reale, 1+sτ1 + s\tau, dà gli stessi grafici cambiati di segno: il modulo sale di 2020 dB per decade dopo 1/τ1/\tau, la fase arriva a +90°+90°. Un polo nell’origine, 1/sτ1/s\tau, è una retta che scende di 2020 dB per decade e passa per 00 dB in ω=1/τ\omega = 1/\tau, con la fase costante a 90°-90°.

Diagrammi di Bode di un polo reale Due grafici con omega per tau in scala logaritmica da 0,01 a 100. In alto il modulo in decibel: la curva esatta vale circa zero decibel fino a omega tau uguale a uno, dove vale meno 3 decibel, e poi scende di 20 decibel per decade; l'asintoto è una spezzata piatta fino a uno e poi in discesa. In basso la fase: la curva esatta passa da zero a meno 90 gradi, vale meno 45 gradi a omega tau uguale a uno; l'approssimazione lineare scende da zero a meno 90 gradi tra 0,1 e 10. 0−20−40 −45°−90° 0,010,1110100 −3 dB −45° −20 dB/decade |T| (dB) arg T ωτ

I diagrammi di Bode di un polo reale, in funzione di ωτ\omega\tau. In arancio le curve esatte, in blu il diagramma asintotico del modulo e l’approssimazione lineare della fase. Alla frequenza del polo il modulo vale 3-3 dB e la fase 45°-45°.

Il polo è in s=1/τs = -1/\tau, sull’asse reale, e il diagramma di Bode percorre l’asse immaginario: non passa per il polo, e il modulo non va all’infinito. La distanza dal polo spiega la forma.

Proposizione (lettura geometrica)

Se T(s)=Ki(szi)/k(spk)T(s) = K\,\prod_i(s - z_i)/\prod_k(s - p_k), allora

T(jω)=Kijωzikjωpk,argT(jω)=argK+iarg(jωzi)karg(jωpk).\begin{aligned} |T(j\omega)| &= |K|\,\frac{\prod_i|j\omega - z_i|}{\prod_k|j\omega - p_k|} , \\ \arg T(j\omega) &= \arg K + \sum_i\arg(j\omega - z_i) - \sum_k\arg(j\omega - p_k) . \end{aligned}
Dimostrazione.

Il modulo di un prodotto o di un quoziente di numeri complessi è il prodotto o il quoziente dei moduli, e l’argomento è la somma o la differenza degli argomenti, a meno di multipli di 360°360°.

Fine della dimostrazione.

Il numero jωpj\omega - p è il vettore che va dal polo al punto jωj\omega. Per T=1/(1+sτ)=(1/τ)/(s+1/τ)T = 1/(1 + s\tau) = (1/\tau)/(s + 1/\tau) il modulo è 1/τ1/\tau diviso la lunghezza del vettore, e la fase è l’opposto della sua inclinazione. Finché ω1/τ\omega \ll 1/\tau il punto jωj\omega è vicino all’origine, la distanza dal polo vale circa 1/τ1/\tau e l’inclinazione è quasi nulla; per ω=1/τ\omega = 1/\tau la distanza è 2/τ\sqrt2/\tau e l’inclinazione 45°45°; poi la distanza cresce come ω\omega e il vettore si raddrizza. Un polo vicino all’asse immaginario si fa sentire tanto, uno lontano poco.

Il polo visto dal piano s A sinistra il piano complesso s, con l'asse reale sigma in orizzontale e l'asse immaginario in verticale. Sull'asse reale negativo, in meno uno su tau, è segnato il polo con una croce. Un punto sale lungo l'asse immaginario e un segmento blu lo collega al polo: più il punto sale, più il segmento è lungo e verticale. A destra due grafici in funzione di omega tau, in scala logaritmica da 0,1 a 10: il modulo in decibel, che scende quando il segmento si allunga, e la fase, che va da zero a meno 90 gradi come l'inclinazione del segmento. Nell'animazione i punti sui grafici si muovono insieme al punto sull'asse. 1/τ 5/τ −1/τ σ 0−10−20 −45°−90° 0,1110 |T(jω)| (dB) arg T(jω) ωτ

Il polo visto dal piano ss. Il punto jωj\omega sale lungo l’asse immaginario; il segmento blu dal polo al punto ha lunghezza jω+1/τ|j\omega + 1/\tau|, e il modulo della funzione di trasferimento è 1/τ1/\tau diviso quella lunghezza. La fase, in basso a destra, è l’opposto dell’inclinazione del segmento.

Con più fattori i diagrammi si sommano. Per esempio

T(s)=1001+s/ωz(1+s/ωp1)(1+s/ωp2),T(s) = 100\,\frac{1 + s/\omega_z}{(1 + s/\omega_{p1})(1 + s/\omega_{p2})} ,

con i poli a 100100 Hz e 100100 kHz e lo zero a 11 kHz, vale 4040 dB in continua. Da 100100 Hz il primo polo fa scendere il modulo di 2020 dB per decade; a 11 kHz, una decade dopo, il modulo è a 2020 dB e lo zero ne compensa la pendenza; da 100100 kHz il secondo polo lo fa scendere di nuovo. Nel diagramma asintotico ogni polo toglie 2020 dB per decade alla pendenza e ogni zero li aggiunge. La fase si somma allo stesso modo, e ha bisogno di più attenzione: poli e zeri distanti meno di due decadi sovrappongono le loro rampe.

Diagramma di Bode come somma di contributi Due grafici con la frequenza in scala logaritmica da 1 hertz a 10 megahertz. In alto il modulo in decibel. Tratteggiati i contributi: una retta orizzontale a 40 decibel per il guadagno; il primo polo, piatto a zero decibel fino a 100 hertz e poi in discesa di 20 decibel per decade; lo zero, piatto fino a 1 kilohertz e poi in salita; il secondo polo, piatto fino a 100 kilohertz e poi in discesa. La somma, in blu, vale 40 decibel fino a 100 hertz, scende a 20 decibel a 1 kilohertz, resta a 20 decibel fino a 100 kilohertz e poi scende. La curva esatta, arancione, arrotonda gli spigoli. In basso la fase, che scende verso meno 45 gradi intorno a 300 hertz, torna vicino a zero intorno a 10 kilohertz e poi scende verso meno 90 gradi. 40200−20−40 −45°−90° 10 Hz1 kHz100 kHz polo a 100 Hz zero a 1 kHz polo a 100 kHz guadagno, 40 dB |T| (dB) arg T frequenza

Il diagramma di Bode come somma: tratteggiati i contributi asintotici del guadagno, dei due poli e dello zero, in blu la loro somma, in arancio la curva esatta. In basso la fase, esatta e con l’approssimazione lineare.

Poli complessi coniugati

Due poli complessi coniugati si scrivono con la pulsazione ω0\omega_0 e il fattore di qualità QQ:

T(s)=ω02s2+sω0/Q+ω02.T(s) = \frac{\omega_0^2}{s^2 + s\,\omega_0/Q + \omega_0^2} .

Le radici del denominatore sono s=ω0/2Q±ω01/4Q21s = -\omega_0/2Q \pm \omega_0\sqrt{1/4Q^2 - 1}: reali per Q1/2Q \le 1/2, complesse coniugate per Q>1/2Q > 1/2. In questo caso hanno modulo ω0\omega_0 e stanno su una circonferenza di raggio ω0\omega_0, con un angolo θ\theta dal semiasse reale negativo tale che cosθ=1/2Q\cos\theta = 1/2Q. Più QQ è grande, più i poli sono vicini all’asse immaginario.

Proposizione (picco di risonanza)

Per s=jω0s = j\omega_0 il modulo vale T(jω0)=Q|T(j\omega_0)| = Q. Il diagramma asintotico è 00 dB fino a ω0\omega_0 e poi una retta che scende di 4040 dB per decade. Se Q>1/2Q > 1/\sqrt2 il modulo ha un massimo

Tmax=Q11/4Q2inω=ω0112Q2;|T|_{max} = \frac{Q}{\sqrt{1 - 1/4Q^2}} \quad\text{in}\quad \omega = \omega_0\sqrt{1 - \frac{1}{2Q^2}} ;

se Q1/2Q \le 1/\sqrt2 il modulo decresce con la frequenza.

Dimostrazione.

Con x=ω/ω0x = \omega/\omega_0 è T(jω)=1/(1x2+jx/Q)T(j\omega) = 1/(1 - x^2 + jx/Q) e T2=(1x2)2+x2/Q2|T|^{-2} = (1 - x^2)^2 + x^2/Q^2, che in x=1x = 1 vale 1/Q21/Q^2. Per x1x \ll 1 il modulo tende a 11, per x1x \gg 1 a 1/x21/x^2, cioè 40log10x-40\log_{10}x dB. Con u=x2u = x^2 si cerca il minimo di g(u)=(1u)2+u/Q2g(u) = (1 - u)^2 + u/Q^2 per u>0u > 0: la derivata g(u)=2u2+1/Q2g'(u) = 2u - 2 + 1/Q^2 si annulla in u=11/2Q2u = 1 - 1/2Q^2, positivo solo se Q>1/2Q > 1/\sqrt2, e lì

g=14Q4+1Q212Q4=1Q2(114Q2).g = \frac{1}{4Q^4} + \frac{1}{Q^2} - \frac{1}{2Q^4} = \frac{1}{Q^2}\left(1 - \frac{1}{4Q^2}\right) .

Se Q1/2Q \le 1/\sqrt2, invece, 1/Q221/Q^2 \ge 2 e g(u)2u>0g'(u) \ge 2u > 0: gg cresce e il modulo cala.

Fine della dimostrazione.

Vicino a ω0\omega_0 il diagramma asintotico sbaglia di 20log10Q20\log_{10}Q, e con QQ grande l’errore non è trascurabile: con Q=5Q = 5 sono 1414 dB. Con Q=1/2Q = 1/\sqrt2 il modulo è il più piatto possibile senza picco e vale 3-3 dB in ω0\omega_0. Il circuito RLC serie con l’uscita sul condensatore ha T=1/(1+sRC+s2LC)T = 1/(1 + sRC + s^2LC), cioè ω0=1/LC\omega_0 = 1/\sqrt{LC} e Q=L/C/RQ = \sqrt{L/C}/R: i suoi poli complessi sono l’evoluzione libera oscillante, che si smorza con la costante di tempo 2Q/ω02Q/\omega_0.

Poli complessi coniugati A sinistra il modulo in decibel di un sistema con due poli, in funzione di omega su omega zero in scala logaritmica da 0,1 a 10, per quattro valori del fattore di qualità. Con Q uguale a 0,5 la curva scende senza picco e vale meno 6 decibel alla pulsazione omega zero; con Q uguale a 0,71 è piatta fino a omega zero, dove vale meno 3 decibel; con Q uguale a 2 e a 5 ha un picco vicino a omega zero, alto circa 6 e 14 decibel. Tutte le curve scendono poi di 40 decibel per decade. A destra metà del piano s: una semicirconferenza di raggio omega zero, con i poli segnati da croci; con Q uguale a 0,5 stanno sull'asse reale, e più Q cresce più si avvicinano all'asse immaginario. 200−20−40 0,1110 Q = 5 Q = 2 Q = 0,71 Q = 0,5 |T| (dB) ω/ω₀ σ −ω₀

Due poli complessi coniugati. A sinistra il modulo in funzione di ω/ω0\omega/\omega_0 per quattro valori di QQ: il picco vicino a ω0\omega_0 compare per Q>0,71Q > 0{,}71 e vale circa QQ. A destra la posizione dei poli nel semipiano superiore, sulla circonferenza di raggio ω0\omega_0: con Q=0,5Q = 0{,}5 sono reali e coincidenti, e salgono verso l’asse immaginario al crescere di QQ.

Poli e condensatori

Scrivere la funzione di trasferimento di un circuito con il metodo dei nodi è sempre possibile, ma il risultato è un rapporto di polinomi che non dice quale componente fissa quale polo. Le costanti di tempo dei condensatori lo dicono.

Teorema (denominatore di una rete con condensatori)

Una rete lineare contenga i condensatori C1,,CNC_1, \dots, C_N, e resistori e generatori pilotati e indipendenti. Con i generatori indipendenti spenti, la rete vista dai morsetti dei condensatori abbia una matrice delle resistenze rr: la tensione vkv_k ai capi del condensatore kk vale jrkjij\sum_jr_{kj}i_j, con iji_j la corrente immessa nella rete dal morsetto positivo del condensatore jj. Allora ogni funzione di trasferimento della rete ha come denominatore, a meno di semplificazioni con il numeratore,

D(s)=det(I+srC)=1+b1s+b2s2++bNsN,D(s) = \det\left(I + s\,rC\right) = 1 + b_1s + b_2s^2 + \dots + b_Ns^N ,

con CC la matrice diagonale delle capacità, e

b1=kτk0,b2=i<jτi0τj(i),b_1 = \sum_k\tau_k^0 , \qquad b_2 = \sum_{i < j}\tau_i^0\,\tau_j^{(i)} ,

dove τk0=Ckrkk\tau_k^0 = C_kr_{kk} è la costante di tempo del condensatore kk con tutti gli altri aperti e τj(i)\tau_j^{(i)} quella del condensatore jj con il condensatore ii in cortocircuito e gli altri aperti.

Dimostrazione.

Nel dominio di Laplace, con il circuito a riposo, il condensatore kk assorbe dal morsetto positivo la corrente sCkVksC_kV_k, e la corrente che immette nella rete è Ik=sCkVkI_k = -sC_kV_k. Si sostituisce ogni condensatore con un generatore di corrente IkI_k: per sovrapposizione, le tensioni ai morsetti sono V=rI+hXV = rI + hX, con XX l’ingresso e hh il vettore delle tensioni ai morsetti prodotte da un ingresso unitario con i morsetti aperti. Sostituendo I=sCVI = -sCV,

(I+srC)V=hX,\left(I + s\,rC\right)V = hX ,

e per la regola di Cramer ogni componente di VV è un polinomio in ss diviso det(I+srC)\det(I + s\,rC), moltiplicato per XX. Ogni altra grandezza della rete è, per sovrapposizione, una combinazione a coefficienti costanti delle correnti Ik=sCkVkI_k = -sC_kV_k e dell’ingresso, e ha lo stesso denominatore.

Per i coefficienti, con M=rCM = rC, lo sviluppo di det(I+sM)\det(I + sM) ha come coefficiente di ss la traccia kMkk=krkkCk\sum_kM_{kk} = \sum_kr_{kk}C_k, e come coefficiente di s2s^2 la somma dei minori principali di ordine due, CiCj(riirjjrijrji)C_iC_j(r_{ii}r_{jj} - r_{ij}r_{ji}). Con tutti i morsetti aperti tranne il kk è vk=rkkikv_k = r_{kk}i_k: rkkr_{kk} è la resistenza vista dal condensatore kk. Con il morsetto ii in cortocircuito, vi=riiii+rijij=0v_i = r_{ii}i_i + r_{ij}i_j = 0ii=rijij/riii_i = -r_{ij}i_j/r_{ii}, e la resistenza vista dal condensatore jj è vj/ij=rjjrjirij/riiv_j/i_j = r_{jj} - r_{ji}r_{ij}/r_{ii}. Il prodotto CiriiCj(rjjrjirij/rii)C_ir_{ii}\cdot C_j(r_{jj} - r_{ji}r_{ij}/r_{ii}) è il minore.

Fine della dimostrazione.

Ne vengono tre cose. I poli sono al più tanti quanti i condensatori; condensatori in parallelo, o in serie senza altro collegato al nodo in comune, vanno prima sostituiti con l’equivalente, perché contano per uno. Alcuni poli possono semplificarsi con il numeratore: sono i condensatori che non si vedono dall’uscita scelta.

La seconda riguarda i condensatori non interagenti. Se la matrice rCrC è triangolare, cioè ogni condensatore influenza le tensioni dei successivi ma non dei precedenti, il determinante è il prodotto degli elementi diagonali:

D(s)=(1+sτ10)(1+sτ20)(1+sτN0),D(s) = (1 + s\tau_1^0)(1 + s\tau_2^0)\cdots(1 + s\tau_N^0) ,

e i poli sono esattamente 1/τk0-1/\tau_k^0. Succede ogni volta che tra i condensatori c’è il gate di un transistore, che non porta corrente, o il drain di un transistore saturo, la cui corrente non dipende dalla tensione del drain: quello che succede a valle non torna indietro.

La terza riguarda i condensatori interagenti. Se D(s)=(1+sτp1)(1+sτp2)D(s) = (1 + s\tau_{p1})(1 + s\tau_{p2})\cdots, sviluppando il prodotto b1=τpkb_1 = \sum\tau_{pk} e b2=i<jτpiτpjb_2 = \sum_{i<j}\tau_{pi}\tau_{pj}. Se i poli sono ben separati, τp1τp2\tau_{p1} \gg \tau_{p2} \gg \dots, allora τp1b1\tau_{p1} \approx b_1 e τp2b2/b1\tau_{p2} \approx b_2/b_1. La somma delle costanti di tempo a circuito aperto stima la costante di tempo del polo dominante, il più lento, che per un amplificatore fissa la banda; il secondo polo si stima mettendo in cortocircuito il condensatore del primo, che durante i transitori veloci non fa in tempo a cambiare tensione.

Un esempio: due celle RC in cascata, R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega con C1=10C_1 = 10 nF verso massa, poi R2=10R_2 = 10 kΩ\Omega con C2=1C_2 = 1 nF verso massa. C1C_1 con C2C_2 aperto vede R1R_1, τ10=100 μ\tau_1^0 = 100\ \mus; C2C_2 con C1C_1 aperto vede R1+R2R_1 + R_2, τ20=20 μ\tau_2^0 = 20\ \mus; C2C_2 con C1C_1 in cortocircuito vede R2R_2, τ2(1)=10 μ\tau_2^{(1)} = 10\ \mus. Allora b1=120 μb_1 = 120\ \mus e b2=1000 μs2b_2 = 1000\ \mu\text{s}^2, e le radici esatte sono 111,0111{,}0 e 9,01 μ9{,}01\ \mus. Le stime 120120 e 8,3 μ8{,}3\ \mus sbagliano dell’8%, perché i due poli distano appena una decade.

Gli zeri si leggono sul circuito

Uno zero è una frequenza generalizzata che non arriva all’uscita. Sul circuito si cerca il valore di ss per cui un’impedenza blocca il segnale: un’impedenza in serie che diventa infinita, o un’impedenza verso massa che diventa nulla.

  • Un condensatore in serie al segnale ha impedenza infinita in s=0s = 0: zero nell’origine.
  • Un resistore RR in parallelo a un condensatore CC, in serie al segnale, ha impedenza R/(1+sRC)R/(1 + sRC), infinita in s=1/RCs = -1/RC: zero con τz=RC\tau_z = RC.
  • Un resistore RR in serie a un condensatore CC, verso massa, ha impedenza R+1/sCR + 1/sC, nulla in s=1/RCs = -1/RC: ancora τz=RC\tau_z = RC.

Il numero degli zeri si ricava da T()T(\infty), calcolato con i condensatori in cortocircuito. Nel rapporto N(s)/D(s)N(s)/D(s), se T()T(\infty) è finito e non nullo gli zeri sono tanti quanti i poli; se è nullo sono di meno. Con un solo polo e un solo zero, T(s)=T(0)(1+sτz)/(1+sτp)T(s) = T(0)(1 + s\tau_z)/(1 + s\tau_p) e T()=T(0)τz/τpT(\infty) = T(0)\,\tau_z/\tau_p: noti T(0)T(0), T()T(\infty) e il polo, lo zero è fissato.

Il metodo sintetico, su uno stadio

Con questi strumenti il diagramma di Bode di un circuito si costruisce quasi senza conti. Si prende lo stadio con degenerazione: transistore di riferimento con gm=0,52g_m = 0{,}52 mA/V, R1R2=233R_1\parallel R_2 = 233 kΩ\Omega, RS=7,5R_S = 7{,}5 kΩ\Omega, RD=25R_D = 25 kΩ\Omega. Si aggiungono il condensatore di accoppiamento C=470C = 470 nF, un condensatore CS=1 μC_S = 1\ \muF in parallelo a RSR_S e un carico capacitivo CL=10C_L = 10 pF sull’uscita, che rappresenta l’ingresso dello stadio successivo e i collegamenti. Il generatore di segnale è ideale.

Uno stadio con tre condensatori Lo stadio a source comune con degenerazione. Il partitore R 2, R 1 polarizza il gate; il generatore v in arriva al gate attraverso il condensatore C. Il source va a massa attraverso R S, con in parallelo il condensatore C S. Il drain è collegato a V D D attraverso R D, e dal drain esce V out, con il condensatore C L verso massa. VDD RD RS CS CL R2 R1 C vin Vout

Lo stadio con degenerazione con tre condensatori: CC di accoppiamento all’ingresso, CSC_S in parallelo alla resistenza sul source, CLC_L sull’uscita.

I poli. I tre condensatori non interagiscono: il gate separa CC dal resto, e il drain del transistore saturo separa CLC_L da CSC_S. Le costanti di tempo sono esatte.

  • CC vede R1R2R_1\parallel R_2, perché il generatore spento è un cortocircuito: τ1=470 nF233 kΩ=110\tau_1 = 470\ \text{nF}\cdot233\ \text{k}\Omega = 110 ms, f1=1,45f_1 = 1{,}45 Hz.
  • CSC_S vede RSR_S in parallelo alla resistenza del source del transistore. Con il gate fermo, una tensione di prova v\partial v sul source fa assorbire al transistore gmvg_m\partial v, come nel source follower: la resistenza è 1/gm=1,931/g_m = 1{,}93 kΩ\Omega, e RS1/gm=1,54R_S\parallel1/g_m = 1{,}54 kΩ\Omega. Quindi τ3=1,54\tau_3 = 1{,}54 ms, f3=104f_3 = 104 Hz.
  • CLC_L vede RDR_D, perché la corrente del drain non dipende dalla tensione del drain: τ4=250\tau_4 = 250 ns, f4=637f_4 = 637 kHz.

Gli zeri. CC in serie al segnale dà uno zero nell’origine. CSC_S in parallelo a RSR_S dà uno zero con τ2=RSCS=7,5\tau_2 = R_SC_S = 7{,}5 ms, f2=21,2f_2 = 21{,}2 Hz: a quella frequenza generalizzata l’impedenza sul source è infinita e il transistore non porta corrente di segnale. CLC_L verso massa annulla l’uscita solo per ss \to \infty, e non dà zeri al finito.

I guadagni. In continua T(0)=0T(0) = 0, per il condensatore di accoppiamento. Tra f1f_1 e f2f_2, con CC in cortocircuito e CSC_S aperto, lo stadio è quello dell’articolo precedente: gmRD/(1+gmRS)=2,65-g_mR_D/(1 + g_mR_S) = -2{,}65, cioè 8,58{,}5 dB. Tra f3f_3 e f4f_4, con anche CSC_S in cortocircuito, la degenerazione sparisce per il segnale: gmRD=12,9-g_mR_D = -12{,}9, cioè 22,222{,}2 dB. I conti tornano: tra f2f_2 e f3f_3 il modulo sale di 20log10(104/21,2)=13,820\log_{10}(104/21{,}2) = 13{,}8 dB, e il rapporto τ2/τ3\tau_2/\tau_3 è proprio 1+gmRS=4,881 + g_mR_S = 4{,}88. In tutto

T(s)=gmRD1+gmRSsτ11+sτ11+sτ21+sτ311+sτ4.T(s) = -\frac{g_mR_D}{1 + g_mR_S}\cdot\frac{s\tau_1}{1 + s\tau_1}\cdot\frac{1 + s\tau_2}{1 + s\tau_3}\cdot\frac{1}{1 + s\tau_4} .
Il diagramma di Bode dello stadio Il modulo in decibel della funzione di trasferimento dello stadio, con la frequenza in scala logaritmica da 0,1 hertz a 10 megahertz. Il diagramma asintotico, blu, sale di 20 decibel per decade fino a f 1, circa 1,5 hertz; resta a 8,5 decibel fino a f 2, 21 hertz; sale di nuovo fino a f 3, 104 hertz, dove raggiunge 22,2 decibel; resta piatto fino a f 4, 637 kilohertz, e poi scende di 20 decibel per decade. La curva esatta, arancione, segue gli asintoti e ne arrotonda gli spigoli. 200−20 0,1 Hz10 Hz1 kHz100 kHz10 MHz f₁f₂f₃f₄ |T| (dB) frequenza

Il modulo della funzione di trasferimento dello stadio. In blu il diagramma asintotico, con i punti alle frequenze f1=1,45f_1 = 1{,}45 Hz, f2=21,2f_2 = 21{,}2 Hz, f3=104f_3 = 104 Hz e f4=637f_4 = 637 kHz; in arancio la curva esatta.

Lo stadio amplifica con il guadagno pieno tra circa 100100 Hz e 637637 kHz: le frequenze a cui il modulo scende di 33 dB, calcolate sulla curva esatta, sono 9999 Hz e 637637 kHz. La frequenza di taglio inferiore la fissa CSC_S, non il condensatore di accoppiamento. Le capacità interne del transistore, trascurate qui, aggiungono poli ad alta frequenza, e in uno stadio con molto guadagno quella tra gate e drain può abbassare di molto la frequenza di taglio superiore.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un generatore di tensione alimenta un resistore R1=9R_1 = 9 kΩ\Omega in serie a un resistore R2=1R_2 = 1 kΩ\Omega e a un condensatore C=10C = 10 nF; l’uscita è presa ai capi della serie di R2R_2 e CC. Trovare la funzione di trasferimento, la risposta a un gradino di ampiezza AA e il diagramma di Bode del modulo.

Soluzione. Il partitore tra R1R_1 e R2+1/sCR_2 + 1/sC

T(s)=R2+1/sCR1+R2+1/sC=1+sCR21+sC(R1+R2),T(s) = \frac{R_2 + 1/sC}{R_1 + R_2 + 1/sC} = \frac{1 + sCR_2}{1 + sC(R_1 + R_2)} ,

con τp=100 μ\tau_p = 100\ \mus e τz=10 μ\tau_z = 10\ \mus, cioè un polo a 1,591{,}59 kHz e uno zero a 15,915{,}9 kHz. Con il teorema del valore iniziale e finale, y(0+)=AT()=AR2/(R1+R2)=0,1Ay(0^+) = AT(\infty) = AR_2/(R_1 + R_2) = 0{,}1A e y()=AT(0)=Ay(\infty) = AT(0) = A; con un solo polo l’andamento è esponenziale, y(t)=A(10,9et/τp)y(t) = A(1 - 0{,}9\,e^{-t/\tau_p}). Il modulo vale 00 dB fino a 1,591{,}59 kHz, scende di 2020 dB per decade fino a 15,915{,}9 kHz e resta a 20-20 dB.

Commento. Subito dopo il gradino il condensatore è scarico e si comporta da cortocircuito: l’uscita salta alla frazione R2/(R1+R2)R_2/(R_1 + R_2) dell’ingresso, come dice T()T(\infty). Una rete così, che attenua le alte frequenze senza portare il modulo a zero, serve a modificare la risposta in frequenza degli amplificatori retroazionati.

Esercizio 2. Un circuito RLC serie ha L=10L = 10 mH, C=100C = 100 nF e R=100 ΩR = 100\ \Omega, con l’uscita sul condensatore. Trovare ω0\omega_0, QQ, i poli, il picco del modulo e la frequenza dell’evoluzione libera.

Soluzione. ω0=1/LC=31,6\omega_0 = 1/\sqrt{LC} = 31{,}6 krad/s, f0=5,03f_0 = 5{,}03 kHz, e Q=L/C/R=316 Ω/100 Ω=3,16Q = \sqrt{L/C}/R = 316\ \Omega/100\ \Omega = 3{,}16. I poli sono ω0/2Q±jω011/4Q2=(5,0±j31,2)-\omega_0/2Q \pm j\omega_0\sqrt{1 - 1/4Q^2} = (-5{,}0 \pm j31{,}2) krad/s. Il picco vale Q/11/4Q2=3,20Q/\sqrt{1 - 1/4Q^2} = 3{,}20, cioè 10,110{,}1 dB, a f011/2Q2=4,91f_0\sqrt{1 - 1/2Q^2} = 4{,}91 kHz. L’evoluzione libera oscilla alla pulsazione della parte immaginaria dei poli, 4,974{,}97 kHz, e si smorza con la costante di tempo 1/5,0 krad/s=200 μ1/5{,}0\ \text{krad/s} = 200\ \mus.

Commento. Tre frequenze diverse e vicine: f0f_0, la frequenza del picco e quella dell’oscillazione libera. Coincidono solo per QQ molto grande. La costante di tempo dell’inviluppo, 2Q/ω0=Q/πf02Q/\omega_0 = Q/\pi f_0, vale Q/πQ/\pi periodi: con Q=3,16Q = 3{,}16 quasi esattamente un periodo, e a ogni oscillazione l’ampiezza cala di circa ee volte.

Esercizio 3. Un source follower con gm=0,83g_m = 0{,}83 mA/V ha tra il source e massa un resistore R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega in parallelo a un condensatore C1=10C_1 = 10 nF, in serie a un resistore R2=10R_2 = 10 kΩ\Omega. Trovare polo e zeri della funzione di trasferimento dal gate al source, e di quella dal gate al nodo tra R1R_1 e R2R_2.

Soluzione. Il polo è lo stesso per le due uscite. Con il gate fermo, C1C_1 vede R1R_1 in parallelo a R2+1/gmR_2 + 1/g_m: τp=10 nF(1011,2) kΩ=52,8 μ\tau_p = 10\ \text{nF}\cdot(10\parallel11{,}2)\ \text{k}\Omega = 52{,}8\ \mus, 3,013{,}01 kHz. Per l’uscita sul source, la tensione resta ferma se l’impedenza tra source e massa si annulla: R1/(1+sR1C1)+R2=0R_1/(1 + sR_1C_1) + R_2 = 0, cioè s=(R1+R2)/R1R2C1s = -(R_1 + R_2)/R_1R_2C_1, τz=(R1R2)C1=50 μ\tau_z = (R_1\parallel R_2)C_1 = 50\ \mus. Per l’uscita tra R1R_1 e R2R_2, la corrente in R2R_2 si annulla se l’impedenza R1C1R_1\parallel C_1 è infinita: τz=R1C1=100 μ\tau_z = R_1C_1 = 100\ \mus. Verifica: per la prima uscita T(0)=(R1+R2)/(1/gm+R1+R2)=0,943T(0) = (R_1 + R_2)/(1/g_m + R_1 + R_2) = 0{,}943 e T()=R2/(1/gm+R2)=0,893T(\infty) = R_2/(1/g_m + R_2) = 0{,}893, con rapporto 0,946=50/52,80{,}946 = 50/52{,}8; per la seconda T(0)=0,472T(0) = 0{,}472 e T()=0,893T(\infty) = 0{,}893, con rapporto 1,89=100/52,81{,}89 = 100/52{,}8.

Commento. I poli sono del circuito, gli zeri dell’uscita scelta. Nella prima uscita zero e polo sono quasi sovrapposti e si compensano: il modulo cambia di mezzo decibel in tutto.

Esercizio 4. Nello stadio dell’articolo si toglie il condensatore di accoppiamento, e un gradino di 1010 mV si somma direttamente alla tensione del gate. Come evolve la tensione di uscita?

Soluzione. Restano CSC_S e CLC_L, e la costante di tempo di CLC_L, 250250 ns, è trascurabile rispetto a quella di CSC_S. Dal gate all’uscita T(s)=gmRD(1+sτ2)/[(1+gmRS)(1+sτ3)]T(s) = -g_mR_D(1 + s\tau_2)/[(1 + g_mR_S)(1 + s\tau_3)], con T()=12,9T(\infty) = -12{,}9 e T(0)=2,65T(0) = -2{,}65. L’uscita salta subito di 129-129 mV, poi risale verso 26,5-26{,}5 mV con la costante di tempo τ3=1,54\tau_3 = 1{,}54 ms: Δvout(t)=26,5 mV103 mVet/1,54 ms\Delta v_{out}(t) = -26{,}5\ \text{mV} - 103\ \text{mV}\cdot e^{-t/1{,}54\ \text{ms}}.

Commento. Appena dopo il gradino CSC_S tiene ferma la tensione del source, e il transistore vede tutto il gradino tra gate e source. Poi CSC_S si carica attraverso RS1/gmR_S\parallel1/g_m, e la degenerazione torna ad agire. Il salto iniziale di 129129 mV porta il drain da 1,361{,}36 V a 1,231{,}23 V, ancora sopra il limite della saturazione.

Esercizio 5. Quanto deve valere CSC_S perché la frequenza di taglio inferiore dello stadio scenda a circa 2020 Hz?

Soluzione. Il polo di CSC_S deve stare a 2020 Hz: CS=1/(2π20 Hz1,54 kΩ)=5,2 μC_S = 1/(2\pi\cdot20\ \text{Hz}\cdot1{,}54\ \text{k}\Omega) = 5{,}2\ \muF. Lo zero si sposta a 1/(2πRSCS)=4,11/(2\pi R_SC_S) = 4{,}1 Hz, e il polo del condensatore di accoppiamento resta a 1,451{,}45 Hz. Sulla curva esatta la frequenza a 3-3 dB risulta 19,319{,}3 Hz.

Commento. La frequenza di taglio scende nella stessa proporzione in cui cresce CSC_S, perché la resistenza vista dal condensatore è piccola, 1,541{,}54 kΩ\Omega: per questo servono microfarad. Con lo zero ora a meno di tre volte il polo di CC, i due non sono più ben separati, e sotto i 55 Hz il diagramma asintotico va controllato con la curva esatta.

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