Analisi in frequenza
Percorso: Fondamenti di elettronica · 18 di 20
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Indice
I condensatori rallentano i segnali
Negli stadi amplificatori i condensatori erano circuiti aperti per la polarizzazione e cortocircuiti per il segnale. È vero solo per segnali né troppo lenti né troppo veloci. La tensione di un condensatore cambia solo se arriva carica, , e la corrente che il circuito riesce a portare è limitata dalle resistenze intorno. Un condensatore di accoppiamento lascia passare i segnali rapidi ma non quelli lenti; la capacità del gate, quella delle piste e l’ingresso dello stadio successivo rallentano le variazioni rapide. In un circuito elettronico di condensatori ce ne sono sempre, messi apposta o no.
Con un solo condensatore il conto è già fatto: per il teorema del transitorio del primo ordine ogni grandezza evolve con un esponenziale di costante di tempo , e in regime sinusoidale il circuito RC ha un polo alla frequenza , come nell’introduzione ai segnali. Con più condensatori le equazioni del circuito diventano differenziali di ordine più alto, e risolverle nel tempo è faticoso e dice poco. Conviene cambiare punto di vista: scomporre i segnali in funzioni che attraversano il circuito senza cambiare forma, e guardare che cosa il circuito fa a ciascuna.
La trasformata di Laplace
Le sinusoidi hanno la proprietà che serve: la derivata di una sinusoide è una sinusoide della stessa frequenza. Ma un gradino, che non si spegne mai, non si scrive come somma di sinusoidi di ampiezza costante: l’integrale di Fourier non converge. Si allarga la famiglia agli esponenziali complessi , con , la cui parte reale è una sinusoide con l’ampiezza che cresce o cala esponenzialmente. Anche la loro derivata è proporzionale a loro, .
Le sinusoidi generalizzate , parte reale di : smorzate per , di ampiezza costante per , crescenti per . Tratteggiato l’inviluppo .
Definizione (trasformata di Laplace)
Sia una funzione definita per , integrabile su ogni intervallo limitato, con per qualche e . La sua trasformata di Laplace è la funzione della variabile complessa
definita per , dove l’integrale converge.
Due funzioni continue con la stessa trasformata coincidono (è il teorema di Lerch): la trasformata contiene tutta l’informazione della funzione, e si può tornare indietro. Con la trasformata di Laplace diventa quella di Fourier, per le funzioni nulle per per cui l’integrale converge.
Proposizione (proprietà della trasformata)
Con e come nella definizione e , costanti:
- ;
- se è derivabile con derivata trasformabile, ;
- ;
- per ogni complesso, ; in particolare il gradino unitario ha trasformata e l’esponenziale ha trasformata .
La prima viene dalla linearità dell’integrale. Per la seconda si integra per parti:
perché tende a zero. Per la terza si applica la seconda a , che vale zero in e ha derivata : . Per la quarta, con ,
e i due casi particolari sono e .
Fine della dimostrazione.
La seconda proprietà è quella che conta: derivare nel tempo diventa moltiplicare per , a patto di tenere conto del valore iniziale.
Impedenze e funzione di trasferimento
Con il circuito a riposo per , cioè condensatori scarichi e induttori senza corrente, le relazioni dei bipoli diventano algebriche: per il resistore, per il condensatore, per l’induttore. Il rapporto è l’impedenza del bipolo, , e . Le leggi di Kirchhoff sono lineari e valgono anche per le trasformate. Il circuito trasformato si risolve quindi come una rete di resistori, con partitori, Thévenin e potenziali di nodo, usando le impedenze al posto delle resistenze. Per sono le impedenze dei fasori.
Definizione (funzione di trasferimento)
In un circuito lineare a riposo con un ingresso e un’uscita , la funzione di trasferimento è il rapporto delle trasformate,
La funzione di trasferimento non dipende dall’ingresso: si ottiene con operazioni razionali su resistenze, impedenze e e transconduttanze, ed è un rapporto di polinomi in con coefficienti reali. Per il circuito RC con l’uscita sul condensatore è il partitore . Per , come nel teorema della risposta a regime sinusoidale, in un circuito stabile un ingresso sinusoidale produce a regime un’uscita sinusoidale con l’ampiezza moltiplicata per e la fase spostata di .
La funzione di trasferimento dice anche come comincia e come finisce la risposta a un gradino.
Teorema (valore iniziale e valore finale)
Sia un rapporto di polinomi con il grado del numeratore non maggiore di quello del denominatore e con tutti i poli a parte reale negativa, e sia . La risposta del circuito a riposo a un gradino di ampiezza vale
Si considerano poli distinti. Dividendo il numeratore per il denominatore e scomponendo il resto in fratti semplici, . La trasformata dell’uscita è , e con
Per la quarta proprietà e l’unicità della trasformata, . In la somma si annulla e resta . Per gli esponenziali tendono a zero, perché , e resta , che è proprio . Con poli multipli la scomposizione contiene termini , a cui corrispondono funzioni che valgono zero in per e tendono a zero all’infinito, e il ragionamento non cambia.
Fine della dimostrazione.
C’è una lettura fisica. Il salto di un gradino richiede componenti a frequenza arbitrariamente alta, e subito dopo il salto conta come il circuito tratta quelle: si calcola con i condensatori in cortocircuito, perché , e gli induttori aperti. A regime il gradino è una tensione continua: si calcola con i condensatori aperti e gli induttori in cortocircuito. Sono i due fatti del metodo per ispezione dei transitori, visti in frequenza.
Poli e zeri
Definizione (poli e zeri)
Sia con i polinomi e senza radici comuni. Le radici di sono i poli della funzione di trasferimento, quelle di gli zeri.
I coefficienti sono reali, e poli e zeri sono reali o coppie di complessi coniugati. Quando sono tutti reali e nessuno è nell’origine, la funzione di trasferimento si scrive nella forma con le costanti di tempo
con il polo e lo zero ; un polo o uno zero nell’origine danno un fattore o .
I poli sono le evoluzioni proprie del circuito. Nella dimostrazione precedente la risposta contiene un esponenziale per ogni polo, qualunque sia l’ingresso: il circuito, disturbato, si assesta con quegli andamenti, e un polo reale corrisponde a un transitorio di costante di tempo . Un circuito con tutti i poli a parte reale negativa è stabile. In una rete di soli resistori, condensatori e induttori i poli non hanno mai parte reale positiva; con i generatori pilotati può succedere. Uno zero , al contrario, è un ingresso che non passa: per la risposta forzata è , e in uscita resta solo il transitorio.
I diagrammi di Bode
La funzione di trasferimento per si disegna con due grafici, il modulo e la fase in funzione della frequenza. I diagrammi di Bode, dal nome dell’ingegnere dei Bell Labs Hendrik Bode, che li usò per progettare gli amplificatori retroazionati negli anni Trenta, usano per la frequenza una scala logaritmica e per il modulo i decibel, . Dieci volte in ampiezza sono dB, cento volte dB, un fattore circa dB. Con i logaritmi il modulo di un prodotto diventa una somma, e il diagramma di una funzione di trasferimento si costruisce sommando quelli dei suoi fattori.
Proposizione (il polo reale)
Per il modulo e la fase sono
Il modulo differisce dal diagramma asintotico, dB per e per , al più di dB, per . La fase differisce al più di dall’approssimazione lineare che vale fino a , scende di per decade fino a e poi resta a .
Il modulo di , con , è , e la sua fase è l’opposto di quella di . Per la differenza tra l’asintoto e la curva è , che cresce con e vale dB in . Per è , che cala con .
Per la fase, fuori dall’intervallo da a l’errore è , o l’analogo vicino a . Dentro, l’errore in gradi è , e poiché vale : basta l’intervallo da a . La derivata si annulla dove , cioè in , dove . Agli estremi ed .
Fine della dimostrazione.
Uno zero reale, , dà gli stessi grafici cambiati di segno: il modulo sale di dB per decade dopo , la fase arriva a . Un polo nell’origine, , è una retta che scende di dB per decade e passa per dB in , con la fase costante a .
I diagrammi di Bode di un polo reale, in funzione di . In arancio le curve esatte, in blu il diagramma asintotico del modulo e l’approssimazione lineare della fase. Alla frequenza del polo il modulo vale dB e la fase .
Il polo è in , sull’asse reale, e il diagramma di Bode percorre l’asse immaginario: non passa per il polo, e il modulo non va all’infinito. La distanza dal polo spiega la forma.
Proposizione (lettura geometrica)
Se , allora
Il modulo di un prodotto o di un quoziente di numeri complessi è il prodotto o il quoziente dei moduli, e l’argomento è la somma o la differenza degli argomenti, a meno di multipli di .
Fine della dimostrazione.
Il numero è il vettore che va dal polo al punto . Per il modulo è diviso la lunghezza del vettore, e la fase è l’opposto della sua inclinazione. Finché il punto è vicino all’origine, la distanza dal polo vale circa e l’inclinazione è quasi nulla; per la distanza è e l’inclinazione ; poi la distanza cresce come e il vettore si raddrizza. Un polo vicino all’asse immaginario si fa sentire tanto, uno lontano poco.
Il polo visto dal piano . Il punto sale lungo l’asse immaginario; il segmento blu dal polo al punto ha lunghezza , e il modulo della funzione di trasferimento è diviso quella lunghezza. La fase, in basso a destra, è l’opposto dell’inclinazione del segmento.
Con più fattori i diagrammi si sommano. Per esempio
con i poli a Hz e kHz e lo zero a kHz, vale dB in continua. Da Hz il primo polo fa scendere il modulo di dB per decade; a kHz, una decade dopo, il modulo è a dB e lo zero ne compensa la pendenza; da kHz il secondo polo lo fa scendere di nuovo. Nel diagramma asintotico ogni polo toglie dB per decade alla pendenza e ogni zero li aggiunge. La fase si somma allo stesso modo, e ha bisogno di più attenzione: poli e zeri distanti meno di due decadi sovrappongono le loro rampe.
Il diagramma di Bode come somma: tratteggiati i contributi asintotici del guadagno, dei due poli e dello zero, in blu la loro somma, in arancio la curva esatta. In basso la fase, esatta e con l’approssimazione lineare.
Poli complessi coniugati
Due poli complessi coniugati si scrivono con la pulsazione e il fattore di qualità :
Le radici del denominatore sono : reali per , complesse coniugate per . In questo caso hanno modulo e stanno su una circonferenza di raggio , con un angolo dal semiasse reale negativo tale che . Più è grande, più i poli sono vicini all’asse immaginario.
Proposizione (picco di risonanza)
Per il modulo vale . Il diagramma asintotico è dB fino a e poi una retta che scende di dB per decade. Se il modulo ha un massimo
se il modulo decresce con la frequenza.
Con è e , che in vale . Per il modulo tende a , per a , cioè dB. Con si cerca il minimo di per : la derivata si annulla in , positivo solo se , e lì
Se , invece, e : cresce e il modulo cala.
Fine della dimostrazione.
Vicino a il diagramma asintotico sbaglia di , e con grande l’errore non è trascurabile: con sono dB. Con il modulo è il più piatto possibile senza picco e vale dB in . Il circuito RLC serie con l’uscita sul condensatore ha , cioè e : i suoi poli complessi sono l’evoluzione libera oscillante, che si smorza con la costante di tempo .
Due poli complessi coniugati. A sinistra il modulo in funzione di per quattro valori di : il picco vicino a compare per e vale circa . A destra la posizione dei poli nel semipiano superiore, sulla circonferenza di raggio : con sono reali e coincidenti, e salgono verso l’asse immaginario al crescere di .
Poli e condensatori
Scrivere la funzione di trasferimento di un circuito con il metodo dei nodi è sempre possibile, ma il risultato è un rapporto di polinomi che non dice quale componente fissa quale polo. Le costanti di tempo dei condensatori lo dicono.
Teorema (denominatore di una rete con condensatori)
Una rete lineare contenga i condensatori , e resistori e generatori pilotati e indipendenti. Con i generatori indipendenti spenti, la rete vista dai morsetti dei condensatori abbia una matrice delle resistenze : la tensione ai capi del condensatore vale , con la corrente immessa nella rete dal morsetto positivo del condensatore . Allora ogni funzione di trasferimento della rete ha come denominatore, a meno di semplificazioni con il numeratore,
con la matrice diagonale delle capacità, e
dove è la costante di tempo del condensatore con tutti gli altri aperti e quella del condensatore con il condensatore in cortocircuito e gli altri aperti.
Nel dominio di Laplace, con il circuito a riposo, il condensatore assorbe dal morsetto positivo la corrente , e la corrente che immette nella rete è . Si sostituisce ogni condensatore con un generatore di corrente : per sovrapposizione, le tensioni ai morsetti sono , con l’ingresso e il vettore delle tensioni ai morsetti prodotte da un ingresso unitario con i morsetti aperti. Sostituendo ,
e per la regola di Cramer ogni componente di è un polinomio in diviso , moltiplicato per . Ogni altra grandezza della rete è, per sovrapposizione, una combinazione a coefficienti costanti delle correnti e dell’ingresso, e ha lo stesso denominatore.
Per i coefficienti, con , lo sviluppo di ha come coefficiente di la traccia , e come coefficiente di la somma dei minori principali di ordine due, . Con tutti i morsetti aperti tranne il è : è la resistenza vista dal condensatore . Con il morsetto in cortocircuito, dà , e la resistenza vista dal condensatore è . Il prodotto è il minore.
Fine della dimostrazione.
Ne vengono tre cose. I poli sono al più tanti quanti i condensatori; condensatori in parallelo, o in serie senza altro collegato al nodo in comune, vanno prima sostituiti con l’equivalente, perché contano per uno. Alcuni poli possono semplificarsi con il numeratore: sono i condensatori che non si vedono dall’uscita scelta.
La seconda riguarda i condensatori non interagenti. Se la matrice è triangolare, cioè ogni condensatore influenza le tensioni dei successivi ma non dei precedenti, il determinante è il prodotto degli elementi diagonali:
e i poli sono esattamente . Succede ogni volta che tra i condensatori c’è il gate di un transistore, che non porta corrente, o il drain di un transistore saturo, la cui corrente non dipende dalla tensione del drain: quello che succede a valle non torna indietro.
La terza riguarda i condensatori interagenti. Se , sviluppando il prodotto e . Se i poli sono ben separati, , allora e . La somma delle costanti di tempo a circuito aperto stima la costante di tempo del polo dominante, il più lento, che per un amplificatore fissa la banda; il secondo polo si stima mettendo in cortocircuito il condensatore del primo, che durante i transitori veloci non fa in tempo a cambiare tensione.
Un esempio: due celle RC in cascata, k con nF verso massa, poi k con nF verso massa. con aperto vede , s; con aperto vede , s; con in cortocircuito vede , s. Allora s e , e le radici esatte sono e s. Le stime e s sbagliano dell’8%, perché i due poli distano appena una decade.
Gli zeri si leggono sul circuito
Uno zero è una frequenza generalizzata che non arriva all’uscita. Sul circuito si cerca il valore di per cui un’impedenza blocca il segnale: un’impedenza in serie che diventa infinita, o un’impedenza verso massa che diventa nulla.
- Un condensatore in serie al segnale ha impedenza infinita in : zero nell’origine.
- Un resistore in parallelo a un condensatore , in serie al segnale, ha impedenza , infinita in : zero con .
- Un resistore in serie a un condensatore , verso massa, ha impedenza , nulla in : ancora .
Il numero degli zeri si ricava da , calcolato con i condensatori in cortocircuito. Nel rapporto , se è finito e non nullo gli zeri sono tanti quanti i poli; se è nullo sono di meno. Con un solo polo e un solo zero, e : noti , e il polo, lo zero è fissato.
Il metodo sintetico, su uno stadio
Con questi strumenti il diagramma di Bode di un circuito si costruisce quasi senza conti. Si prende lo stadio con degenerazione: transistore di riferimento con mA/V, k, k, k. Si aggiungono il condensatore di accoppiamento nF, un condensatore F in parallelo a e un carico capacitivo pF sull’uscita, che rappresenta l’ingresso dello stadio successivo e i collegamenti. Il generatore di segnale è ideale.
Lo stadio con degenerazione con tre condensatori: di accoppiamento all’ingresso, in parallelo alla resistenza sul source, sull’uscita.
I poli. I tre condensatori non interagiscono: il gate separa dal resto, e il drain del transistore saturo separa da . Le costanti di tempo sono esatte.
- vede , perché il generatore spento è un cortocircuito: ms, Hz.
- vede in parallelo alla resistenza del source del transistore. Con il gate fermo, una tensione di prova sul source fa assorbire al transistore , come nel source follower: la resistenza è k, e k. Quindi ms, Hz.
- vede , perché la corrente del drain non dipende dalla tensione del drain: ns, kHz.
Gli zeri. in serie al segnale dà uno zero nell’origine. in parallelo a dà uno zero con ms, Hz: a quella frequenza generalizzata l’impedenza sul source è infinita e il transistore non porta corrente di segnale. verso massa annulla l’uscita solo per , e non dà zeri al finito.
I guadagni. In continua , per il condensatore di accoppiamento. Tra e , con in cortocircuito e aperto, lo stadio è quello dell’articolo precedente: , cioè dB. Tra e , con anche in cortocircuito, la degenerazione sparisce per il segnale: , cioè dB. I conti tornano: tra e il modulo sale di dB, e il rapporto è proprio . In tutto
Il modulo della funzione di trasferimento dello stadio. In blu il diagramma asintotico, con i punti alle frequenze Hz, Hz, Hz e kHz; in arancio la curva esatta.
Lo stadio amplifica con il guadagno pieno tra circa Hz e kHz: le frequenze a cui il modulo scende di dB, calcolate sulla curva esatta, sono Hz e kHz. La frequenza di taglio inferiore la fissa , non il condensatore di accoppiamento. Le capacità interne del transistore, trascurate qui, aggiungono poli ad alta frequenza, e in uno stadio con molto guadagno quella tra gate e drain può abbassare di molto la frequenza di taglio superiore.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un generatore di tensione alimenta un resistore k in serie a un resistore k e a un condensatore nF; l’uscita è presa ai capi della serie di e . Trovare la funzione di trasferimento, la risposta a un gradino di ampiezza e il diagramma di Bode del modulo.
Soluzione. Il partitore tra e dà
con s e s, cioè un polo a kHz e uno zero a kHz. Con il teorema del valore iniziale e finale, e ; con un solo polo l’andamento è esponenziale, . Il modulo vale dB fino a kHz, scende di dB per decade fino a kHz e resta a dB.
Commento. Subito dopo il gradino il condensatore è scarico e si comporta da cortocircuito: l’uscita salta alla frazione dell’ingresso, come dice . Una rete così, che attenua le alte frequenze senza portare il modulo a zero, serve a modificare la risposta in frequenza degli amplificatori retroazionati.
Esercizio 2. Un circuito RLC serie ha mH, nF e , con l’uscita sul condensatore. Trovare , , i poli, il picco del modulo e la frequenza dell’evoluzione libera.
Soluzione. krad/s, kHz, e . I poli sono krad/s. Il picco vale , cioè dB, a kHz. L’evoluzione libera oscilla alla pulsazione della parte immaginaria dei poli, kHz, e si smorza con la costante di tempo s.
Commento. Tre frequenze diverse e vicine: , la frequenza del picco e quella dell’oscillazione libera. Coincidono solo per molto grande. La costante di tempo dell’inviluppo, , vale periodi: con quasi esattamente un periodo, e a ogni oscillazione l’ampiezza cala di circa volte.
Esercizio 3. Un source follower con mA/V ha tra il source e massa un resistore k in parallelo a un condensatore nF, in serie a un resistore k. Trovare polo e zeri della funzione di trasferimento dal gate al source, e di quella dal gate al nodo tra e .
Soluzione. Il polo è lo stesso per le due uscite. Con il gate fermo, vede in parallelo a : s, kHz. Per l’uscita sul source, la tensione resta ferma se l’impedenza tra source e massa si annulla: , cioè , s. Per l’uscita tra e , la corrente in si annulla se l’impedenza è infinita: s. Verifica: per la prima uscita e , con rapporto ; per la seconda e , con rapporto .
Commento. I poli sono del circuito, gli zeri dell’uscita scelta. Nella prima uscita zero e polo sono quasi sovrapposti e si compensano: il modulo cambia di mezzo decibel in tutto.
Esercizio 4. Nello stadio dell’articolo si toglie il condensatore di accoppiamento, e un gradino di mV si somma direttamente alla tensione del gate. Come evolve la tensione di uscita?
Soluzione. Restano e , e la costante di tempo di , ns, è trascurabile rispetto a quella di . Dal gate all’uscita , con e . L’uscita salta subito di mV, poi risale verso mV con la costante di tempo ms: .
Commento. Appena dopo il gradino tiene ferma la tensione del source, e il transistore vede tutto il gradino tra gate e source. Poi si carica attraverso , e la degenerazione torna ad agire. Il salto iniziale di mV porta il drain da V a V, ancora sopra il limite della saturazione.
Esercizio 5. Quanto deve valere perché la frequenza di taglio inferiore dello stadio scenda a circa Hz?
Soluzione. Il polo di deve stare a Hz: F. Lo zero si sposta a Hz, e il polo del condensatore di accoppiamento resta a Hz. Sulla curva esatta la frequenza a dB risulta Hz.
Commento. La frequenza di taglio scende nella stessa proporzione in cui cresce , perché la resistenza vista dal condensatore è piccola, k: per questo servono microfarad. Con lo zero ora a meno di tre volte il polo di , i due non sono più ben separati, e sotto i Hz il diagramma asintotico va controllato con la curva esatta.
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