I sistemi trifase
Percorso: Sistemi elettrici · 1 di 6
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Indice
Tre tensioni invece di una
Una presa di casa ha due conduttori attivi, la fase e il neutro, con 230 V tra i due. La linea che arriva al contatore di un’officina ne ha quattro, tre fasi e il neutro, con 400 V tra due fasi qualsiasi. Il sistema trifase è quello con cui l’energia elettrica si produce, si trasmette e si distribuisce quasi ovunque: gli alternatori delle centrali hanno tre avvolgimenti, le linee ad alta tensione tre conduttori, i motori industriali tre morsetti di alimentazione. I sistemi trifase lavorano in regime sinusoidale, e l’articolo li studia direttamente con i fasori; le grandezze con la barra sono fasori, quelle senza i loro moduli, cioè valori efficaci.
Il tripolo
Definizione (tripolo, tensioni di fase e concatenate)
Un tripolo è un componente, o una parte di rete, con tre morsetti , , . Le sue correnti di linea , , sono le correnti che entrano dai morsetti. Le sue tensioni concatenate, o di linea, sono le tensioni tra coppie di morsetti, , , . Scelto un punto , il centro stella, le tensioni di fase , , sono le tensioni tra ciascun morsetto e .
Proposizione
Per qualunque tripolo e . Le tensioni concatenate sono differenze di tensioni di fase, , , , qualunque sia il centro stella. Passando dal centro a un altro centro le tensioni di fase diventano .
La prima uguaglianza è la legge delle correnti per una superficie che racchiude il tripolo, la seconda la legge delle tensioni per la maglia che tocca i tre morsetti; in regime sinusoidale valgono per i fasori. La legge delle tensioni sulla maglia che passa per , e dà , e lo stesso vale per le altre due. Infine .
Fine della dimostrazione.
Correnti di linea e tensioni concatenate formano quindi terne a somma nulla. Le tensioni di fase no: la loro somma dipende da dove sta il centro stella, e spostarlo aggiunge a tutte e tre la stessa tensione. Una sola scelta le rende a somma nulla, , e il punto corrispondente si chiama centro teorico. Se nel piano complesso si segna un punto per il potenziale di ciascun morsetto, le tensioni concatenate sono i lati del triangolo che ha quei punti per vertici, e il centro teorico ne è il baricentro.
Terne simmetriche
Definizione (terna simmetrica)
Tre fasori , , formano una terna simmetrica se hanno lo stesso modulo e sono sfasati di l’uno dall’altro. La terna è diretta se è in ritardo di su e in ritardo di su , inversa se i ritardi sono anticipi. Con l’operatore
una terna diretta si scrive e .
I vettori rotanti di una terna diretta, girando in senso antiorario, passano davanti a un asse fisso nell’ordine , , ; quelli di una terna inversa nell’ordine , , . L’ordine delle fasi decide il verso di rotazione di un motore trifase: scambiando due conduttori qualsiasi una terna diretta diventa inversa, e il motore gira al contrario.
Una terna simmetrica diretta di tensioni: tre fasori di uguale modulo sfasati di e le tre sinusoidi che rappresentano. Nell’animazione la terna ruota e le onde scorrono; in ogni istante la somma delle tre tensioni è zero.
Proposizione (tensioni concatenate di una terna simmetrica)
Vale : la somma dei fasori di una terna simmetrica è nulla, e in ogni istante lo è la somma delle tre sinusoidi. Se le tensioni di fase formano una terna simmetrica diretta di modulo , le tensioni concatenate formano una terna simmetrica diretta di modulo
e è in anticipo di su .
Siccome e , si ha , quindi ; e l’antitrasformata di una somma di fasori è la somma delle sinusoidi. Poi , con
Allo stesso modo e .
Fine della dimostrazione.
A V di fase corrispondono V concatenati, arrotondati a : sono le due tensioni della rete di bassa tensione.
Le tensioni di fase di una terna simmetrica diretta, in blu, e le tensioni concatenate, in arancione, che uniscono le loro punte. Riportata nell’origine, è volte più lunga di e in anticipo di .
Collegamenti a stella e a triangolo
Un generatore trifase si ottiene da tre generatori monofase. Collegati a stella hanno un morsetto in comune, il centro stella, e gli altri tre sono i morsetti del tripolo: le tensioni dei generatori sono tensioni di fase. Collegati a triangolo formano un anello, e i morsetti sono i tre punti di giunzione: le tensioni dei generatori sono tensioni concatenate, e un centro stella fisico non c’è. Gli alternatori hanno di solito gli avvolgimenti a stella, e il centro stella può essere collegato a terra o portato fuori come quarto conduttore, il neutro.
Anche un carico trifase è fatto di tre impedenze, a stella o a triangolo, ed è equilibrato se le tre impedenze sono uguali. Nel triangolo ogni impedenza sta tra due linee, e la sua corrente, detta corrente di fase, non coincide con nessuna corrente di linea.
Un carico a triangolo. Le correnti di linea , , entrano nei vertici; le correnti di fase , , percorrono le impedenze. In ogni vertice la corrente di linea è la differenza tra la corrente di fase che esce e quella che entra.
Proposizione (correnti in un carico a triangolo)
Un carico a triangolo equilibrato, con impedenze , alimentato da tensioni concatenate simmetriche dirette, ha correnti di fase , , che formano una terna simmetrica diretta, e correnti di linea
e analoghe per le altre due linee: la corrente di linea è volte la corrente di fase, in ritardo di . Verso la linea il carico equivale a una stella con impedenze .
Le correnti di fase sono le tensioni concatenate divise per la stessa impedenza, quindi e . Nel vertice entrano e ed esce , e la legge delle correnti dà
L’equivalenza con la stella è la trasformazione stella-triangolo dell’articolo sulla resistenza equivalente: la dimostrazione vale parola per parola per le impedenze in regime sinusoidale, e con tre impedenze uguali dà .
Fine della dimostrazione.
La potenza di un tripolo
Proposizione (potenza di un tripolo)
La potenza istantanea assorbita da un tripolo, , e la sua potenza complessa, , non dipendono dal centro stella a cui sono riferite le tensioni di fase. In particolare, con il centro stella sul morsetto ,
Si collegano ai morsetti, al posto del resto della rete, tre generatori ideali di tensione con il morsetto negativo in e le tensioni del tripolo. Per il teorema di sostituzione nel tripolo non cambia nulla, e per il teorema di Tellegen la potenza che il tripolo assorbe è quella che i generatori erogano, . Cambiando centro stella , e
perché la somma delle correnti di linea è nulla. Per la potenza complessa il conto è lo stesso con i coniugati delle correnti. Con il centro stella sul morsetto si ha , ed .
Fine della dimostrazione.
L’ultima formula è il teorema di Aron, da Hermann Aron, che negli anni Ottanta dell’Ottocento costruì alcuni dei primi contatori di energia elettrica. Su una linea a tre fili la potenza attiva si misura con due soli wattmetri, ciascuno con la bobina amperometrica su una linea e la voltmetrica tra quella linea e la terza: la somma delle due letture è la potenza totale, qualunque siano le tensioni e i carichi. Le singole letture invece non hanno un significato fisico, e una delle due può essere negativa. Con il neutro il teorema non vale più, perché la somma delle correnti di linea non è più nulla, e servono tre wattmetri.
L’inserzione Aron. Ciascun wattmetro ha la bobina amperometrica in serie a una linea e la voltmetrica tra quella linea e la linea : il primo misura la media di , il secondo quella di , e la somma è la potenza attiva assorbita dal carico, anche squilibrato.
Sistemi simmetrici ed equilibrati
Teorema (potenza di un sistema simmetrico ed equilibrato)
Se le tensioni di fase riferite al centro teorico e le correnti di linea formano due terne simmetriche dirette, di moduli e , con in ritardo di su , la potenza istantanea è costante e vale
la potenza reattiva è e la potenza apparente .
Per la proposizione sulla potenza istantanea dell’articolo sulle potenze, la potenza della fase è . Da una fase alla successiva le fasi della tensione e della corrente diminuiscono entrambe di , e la loro somma di . I tre termini oscillanti sono quindi sinusoidi della stessa ampiezza con fasi , e , cioè , e : una terna simmetrica, di somma nulla. Restano i tre termini costanti, , e perché . Nella potenza complessa i prodotti sono uguali per le tre fasi, perché la rotazione di si cancella con quella del coniugato di , e .
Fine della dimostrazione.
Un carico trifase equilibrato riceve una potenza che non oscilla, e un motore una coppia costante. In monofase la potenza istantanea scende due volte per periodo a , che è zero o negativo, e i motori monofase hanno una coppia che pulsa a frequenza doppia di quella della rete. Nella formula compaiono la tensione concatenata e la corrente di linea, che si misurano sempre; resta però lo sfasamento tra tensione di fase e corrente di linea, uguale all’argomento dell’impedenza di una fase della stella equivalente. Il fattore di potenza del sistema è quello di una fase.
Le potenze istantanee delle tre fasi di un carico resistivo equilibrato, in unità della potenza media di una fase. Ciascuna oscilla tra zero e il doppio della media, a frequenza doppia di quella della rete; la loro somma, la retta nera, è costante e vale tre.

Un interruttore salvamotore per un motore trifase. I morsetti in alto, marcati 1/L1, 3/L2 e 5/L3, ricevono le tre fasi della linea; quelli in basso, 2/T1, 4/T2 e 6/T3, vanno al motore. Il neutro non c’è: il motore è un carico equilibrato e non ne ha bisogno. La rotella regola, qui tra e A, la corrente oltre la quale l’interruttore interviene, e delle protezioni si occupa un articolo più avanti nel percorso.
Fluppe37, CC0, via Wikimedia CommonsIl circuito stella-stella e il neutro
Il sistema più semplice è un generatore a stella collegato a un carico a stella da tre conduttori di linea, con o senza il neutro tra i due centri stella e . I tre lati, ciascuno con un generatore e un’impedenza, e il neutro stanno tutti tra gli stessi due nodi, e la tensione tra i centri stella si ricava con la formula di Millman dell’articolo sui metodi di analisi.
Il circuito stella-stella. Tre generatori a stella con centro alimentano tre impedenze a stella con centro ; il neutro, quando c’è, collega i due centri.
Proposizione (tensione tra i centri stella)
In un circuito stella-stella con tensioni dei generatori , ammettenze di carico e ammettenza del neutro , nulla se il neutro manca,
Le tensioni sulle fasi del carico sono , le correnti di linea , e la corrente del neutro, da verso , è . Con tensioni simmetriche e carico equilibrato , con o senza neutro, e nel neutro non passa corrente.
La rete ha due soli nodi, e : ogni lato è un generatore ideale di tensione con un’impedenza in serie, e il neutro un lato senza generatore. La prima formula è quindi la formula di Millman, e la tensione sull’impedenza del lato viene dalla legge delle tensioni. La legge delle correnti in dà la corrente del neutro. Con per tutte le fasi il numeratore è , che è nullo per una terna simmetrica.
Fine della dimostrazione.
Con un carico squilibrato e senza neutro il centro stella del carico si sposta, e le tre fasi del carico ricevono tensioni diverse, alcune più alte e altre più basse di quelle dei generatori. Se una fase è aperta, le altre due sono due impedenze in serie sotto una tensione concatenata; con due resistori uguali ciascuno ha . Se invece una fase è molto più carica delle altre, il centro stella si avvicina al suo morsetto, e le altre due salgono verso la tensione concatenata . In un impianto squilibrato senza neutro le lampade di una fase possono restare fioche mentre quelle di un’altra si bruciano.
Il triangolo delle tensioni concatenate e, in grigio, le tensioni di fase dei generatori riferite al centro . Il carico è a stella senza neutro, con resistori uguali sulle fasi 1 e 2; nell’animazione il resistore della fase 3 cambia, da circuito aperto a molto più piccolo degli altri. Il centro stella del carico , in arancione, scorre sulla retta di , e le tensioni sulle fasi del carico, in blu, cambiano di lunghezza: con la fase 3 aperta le fasi 1 e 2 hanno , con la fase 3 molto carica si avvicinano a .
Il neutro impone lo stesso potenziale ai due centri stella. Ogni fase del carico ha allora la tensione del proprio generatore, qualunque sia il carico, e il neutro porta la somma delle correnti di linea. Le reti di distribuzione in bassa tensione hanno sempre il neutro, perché alimentano utenze monofase collegate tra una fase e il neutro, e il carico complessivo non è mai del tutto equilibrato.
Il monofase equivalente
Proposizione (monofase equivalente)
Sia una rete trifase fatta di tre fasi uguali, alimentata da generatori a stella con centro e tensioni simmetriche dirette, e con una sola soluzione. Allora tutti i centri stella sono allo stesso potenziale di , e ogni grandezza delle fasi e è quella corrispondente della fase moltiplicata per e per .
Siano , , i valori di una stessa grandezza nelle tre fasi, per esempio la corrente in un’impedenza, e la tensione tra un centro stella e . Si considerino i valori e , con gli indici contati in cerchio, . Le equazioni della fase hanno gli stessi coefficienti di quelle della fase , perché le fasi sono uguali, e le equazioni dei centri stella, come la legge delle correnti in un centro, coinvolgono le tre fasi allo stesso modo. Le equazioni sono lineari, e moltiplicate per restano soddisfatte dai nuovi valori. Anche i generatori tornano, perché . I valori con l’apice sono quindi una soluzione, e per l’unicità coincidono con quelli di partenza: , e , cioè .
Fine della dimostrazione.
Siccome tutti i centri stella sono allo stesso potenziale, collegarli con un neutro ideale non cambia nulla, e ogni fase diventa un circuito a sé: il generatore , le impedenze di linea e di carico della fase e il neutro come ritorno. È il monofase equivalente. I carichi a triangolo vanno prima trasformati nelle stelle equivalenti, con . Risolto il circuito della fase , le altre fasi si ottengono ruotando: , ; le tensioni concatenate sono volte quelle di fase e in anticipo di , e le potenze totali sono tre volte quelle del monofase equivalente.
Caduta di tensione e perdite in una linea trifase
Proposizione (caduta di tensione e perdite di una linea trifase)
Una linea trifase con resistenza e reattanza per fase alimenta un carico equilibrato che assorbe le potenze e con tensione concatenata e fattore di potenza . Se la caduta di tensione concatenata è piccola rispetto a ,
e le perdite in linea valgono
Nel monofase equivalente la linea è un’impedenza percorsa dalla corrente di linea , e il carico ha la tensione di fase . Per la caduta di tensione industriale la caduta di tensione di fase è circa . La caduta concatenata è volte quella di fase, e con e
Le perdite sono quelle di tre resistori percorsi da , cioè .
Fine della dimostrazione.
Nella formula , e sono le grandezze del carico, all’arrivo della linea. Le perdite relative crescono con la potenza trasportata e diminuiscono con il quadrato della tensione e del fattore di potenza: per portare grandi potenze lontano servono tensioni alte e carichi rifasati. Il prossimo articolo confronta così le linee in continua, monofase e trifase.
Il rifasamento trifase
Proposizione (batteria di rifasamento trifase)
Per portare il fattore di potenza di un carico equilibrato, di potenza attiva , da a serve una potenza reattiva capacitiva . Con tre condensatori uguali collegati a stella la capacità di ciascuno è
collegati a triangolo è .
La potenza attiva non cambia, e la reattiva passa da a : per il teorema di Boucherot la differenza la fornisce la batteria. Un condensatore sotto la tensione efficace fornisce la potenza reattiva . A stella ciascun condensatore ha la tensione di fase , e i tre insieme danno ; a triangolo ciascuno ha la tensione concatenata, e i tre danno .
Fine della dimostrazione.
A triangolo i condensatori hanno un terzo della capacità, e costano meno, ma devono sopportare la tensione concatenata invece di quella di fase. Nelle batterie di rifasamento in bassa tensione il collegamento a triangolo è il più diffuso.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Una linea trifase con e per fase è alimentata alla partenza da tensioni concatenate simmetriche di V e alimenta un carico a triangolo equilibrato con . Calcola la corrente di linea, la tensione concatenata sul carico, le potenze del carico e le perdite in linea.
La stella equivalente ha . Nel monofase equivalente la tensione di fase alla partenza è V e l’impedenza totale è , di modulo , quindi A. Sul carico la tensione di fase è V, e la concatenata V. In ciascuna impedenza del triangolo passa A, cioè . Il carico assorbe kW e kVAr; la linea dissipa W, il della potenza del carico.
Commento: la caduta di tensione esatta è V. La formula approssimata con la tensione del carico dà V; con V al denominatore darebbe V. La formula è ricavata con le grandezze all’arrivo, e la tensione va presa lì.
Esercizio 2. Un carico a stella senza neutro, con resistori da sulle fasi e e da sulla fase , è alimentato da tensioni di fase simmetriche dirette di V. Calcola le tensioni sulle tre fasi del carico. Che cosa cambia collegando il neutro?
Con S le conduttanze sono , e . Per la formula di Millman, usando ,
un fasore di V nella direzione di . La fase del carico ha , cioè V. Per la fase , con V e V a , cioè V,
di modulo V, e per simmetria lo stesso vale per la fase . Con il neutro ogni fase del carico ha V, e nel neutro passa , cioè A.
Commento: senza neutro le due fasi meno cariche hanno il di tensione in più, e la più carica il in meno. Con il neutro i due resistori da assorbono W ciascuno e quello da W; senza, W e W. Una lampada a incandescenza con il di tensione in più dura una frazione della sua vita normale.
Esercizio 3. Un motore trifase assorbe kW con da una rete a V e Hz. Calcola la batteria di condensatori, a stella e a triangolo, che porta il fattore di potenza a , e la corrente di linea prima e dopo.
e , quindi kVAr. Con rad/s, μF e μF. La corrente di linea passa da A a A.
Commento: le perdite nella linea che alimenta il motore scendono al , perché vanno con il quadrato della corrente. A triangolo ogni condensatore lavora a V, a stella a V: la scelta è tra una capacità più piccola e un isolamento meno impegnativo.
Esercizio 4. Un carico trifase equilibrato è alimentato da tensioni simmetriche dirette. Due wattmetri in inserzione Aron, con le voltmetriche collegate alla linea , segnano kW e kW. Mostra che per un carico equilibrato e , e ricava , e il fattore di potenza.
Con a fase zero, è a , a e a , quindi è a . Le correnti sono a e a . Il primo wattmetro segna , il secondo . Con le formule di addizione
Quindi kW, kVAr, , e .
Commento: con il secondo wattmetro segna esattamente metà del primo. Se il fattore di potenza scende sotto , cioè per oltre , diventa negativo e la potenza attiva è la differenza delle letture in valore assoluto. Succede con i motori che girano a vuoto, che assorbono soprattutto potenza reattiva.
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