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Emmy

I sistemi trifase

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Sistemi elettrici · 1 di 6

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Indice

Tre tensioni invece di una

Una presa di casa ha due conduttori attivi, la fase e il neutro, con 230 V tra i due. La linea che arriva al contatore di un’officina ne ha quattro, tre fasi e il neutro, con 400 V tra due fasi qualsiasi. Il sistema trifase è quello con cui l’energia elettrica si produce, si trasmette e si distribuisce quasi ovunque: gli alternatori delle centrali hanno tre avvolgimenti, le linee ad alta tensione tre conduttori, i motori industriali tre morsetti di alimentazione. I sistemi trifase lavorano in regime sinusoidale, e l’articolo li studia direttamente con i fasori; le grandezze con la barra sono fasori, quelle senza i loro moduli, cioè valori efficaci.

Il tripolo

Definizione (tripolo, tensioni di fase e concatenate)

Un tripolo è un componente, o una parte di rete, con tre morsetti 11, 22, 33. Le sue correnti di linea Iˉ1\bar I_1, Iˉ2\bar I_2, Iˉ3\bar I_3 sono le correnti che entrano dai morsetti. Le sue tensioni concatenate, o di linea, sono le tensioni tra coppie di morsetti, Vˉ12\bar V_{12}, Vˉ23\bar V_{23}, Vˉ31\bar V_{31}. Scelto un punto OO, il centro stella, le tensioni di fase Eˉ1\bar E_1, Eˉ2\bar E_2, Eˉ3\bar E_3 sono le tensioni tra ciascun morsetto e OO.

Proposizione

Per qualunque tripolo Iˉ1+Iˉ2+Iˉ3=0\bar I_1 + \bar I_2 + \bar I_3 = 0 e Vˉ12+Vˉ23+Vˉ31=0\bar V_{12} + \bar V_{23} + \bar V_{31} = 0. Le tensioni concatenate sono differenze di tensioni di fase, Vˉ12=Eˉ1Eˉ2\bar V_{12} = \bar E_1 - \bar E_2, Vˉ23=Eˉ2Eˉ3\bar V_{23} = \bar E_2 - \bar E_3, Vˉ31=Eˉ3Eˉ1\bar V_{31} = \bar E_3 - \bar E_1, qualunque sia il centro stella. Passando dal centro OO a un altro centro OO' le tensioni di fase diventano Eˉk=EˉkVˉOO\bar E'_k = \bar E_k - \bar V_{O'O}.

Dimostrazione.

La prima uguaglianza è la legge delle correnti per una superficie che racchiude il tripolo, la seconda la legge delle tensioni per la maglia che tocca i tre morsetti; in regime sinusoidale valgono per i fasori. La legge delle tensioni sulla maglia che passa per 11, 22 e OOVˉ12=Vˉ1O+VˉO2=Eˉ1Eˉ2\bar V_{12} = \bar V_{1O} + \bar V_{O2} = \bar E_1 - \bar E_2, e lo stesso vale per le altre due. Infine Eˉk=VˉkO=VˉkO+VˉOO=EˉkVˉOO\bar E'_k = \bar V_{kO'} = \bar V_{kO} + \bar V_{OO'} = \bar E_k - \bar V_{O'O}.

Fine della dimostrazione.

Correnti di linea e tensioni concatenate formano quindi terne a somma nulla. Le tensioni di fase no: la loro somma dipende da dove sta il centro stella, e spostarlo aggiunge a tutte e tre la stessa tensione. Una sola scelta le rende a somma nulla, VˉOO=(Eˉ1+Eˉ2+Eˉ3)/3\bar V_{O'O} = (\bar E_1 + \bar E_2 + \bar E_3)/3, e il punto corrispondente si chiama centro teorico. Se nel piano complesso si segna un punto per il potenziale di ciascun morsetto, le tensioni concatenate sono i lati del triangolo che ha quei punti per vertici, e il centro teorico ne è il baricentro.

Terne simmetriche

Definizione (terna simmetrica)

Tre fasori Aˉ1\bar A_1, Aˉ2\bar A_2, Aˉ3\bar A_3 formano una terna simmetrica se hanno lo stesso modulo e sono sfasati di 120°120° l’uno dall’altro. La terna è diretta se Aˉ2\bar A_2 è in ritardo di 120°120° su Aˉ1\bar A_1 e Aˉ3\bar A_3 in ritardo di 120°120° su Aˉ2\bar A_2, inversa se i ritardi sono anticipi. Con l’operatore

α=ej2π/3=12+j32\alpha = e^{j2\pi/3} = -\tfrac12 + j\tfrac{\sqrt3}{2}

una terna diretta si scrive Aˉ2=α2Aˉ1\bar A_2 = \alpha^2\bar A_1 e Aˉ3=αAˉ1\bar A_3 = \alpha\bar A_1.

I vettori rotanti di una terna diretta, girando in senso antiorario, passano davanti a un asse fisso nell’ordine 11, 22, 33; quelli di una terna inversa nell’ordine 11, 33, 22. L’ordine delle fasi decide il verso di rotazione di un motore trifase: scambiando due conduttori qualsiasi una terna diretta diventa inversa, e il motore gira al contrario.

Una terna simmetrica di tensioni A sinistra tre fasori di uguale lunghezza che partono dall'origine, sfasati di 120 gradi: E₁ blu verso l'alto, E₂ arancione in basso a destra, E₃ grigio in basso a sinistra. A destra tre sinusoidi della stessa ampiezza e frequenza, una per colore, sfasate di un terzo di periodo. Nell'animazione la terna ruota in senso antiorario e le sinusoidi scorrono; in ogni istante la somma delle tre è zero. t E₁ E₂ E₃

Una terna simmetrica diretta di tensioni: tre fasori di uguale modulo sfasati di 120°120° e le tre sinusoidi che rappresentano. Nell’animazione la terna ruota e le onde scorrono; in ogni istante la somma delle tre tensioni è zero.

Proposizione (tensioni concatenate di una terna simmetrica)

Vale 1+α+α2=01 + \alpha + \alpha^2 = 0: la somma dei fasori di una terna simmetrica è nulla, e in ogni istante lo è la somma delle tre sinusoidi. Se le tensioni di fase formano una terna simmetrica diretta di modulo EE, le tensioni concatenate formano una terna simmetrica diretta di modulo

V=3E,V = \sqrt3\,E ,

e Vˉ12\bar V_{12} è in anticipo di 30°30° su Eˉ1\bar E_1.

Dimostrazione.

Siccome α3=ej2π=1\alpha^3 = e^{j2\pi} = 1 e α1\alpha \neq 1, si ha 1+α+α2=(1α3)/(1α)=01 + \alpha + \alpha^2 = (1 - \alpha^3)/(1 - \alpha) = 0, quindi Aˉ1+Aˉ2+Aˉ3=Aˉ1(1+α2+α)=0\bar A_1 + \bar A_2 + \bar A_3 = \bar A_1\,(1 + \alpha^2 + \alpha) = 0; e l’antitrasformata di una somma di fasori è la somma delle sinusoidi. Poi Vˉ12=Eˉ1α2Eˉ1=(1α2)Eˉ1\bar V_{12} = \bar E_1 - \alpha^2\bar E_1 = (1 - \alpha^2)\,\bar E_1, con

1α2=1(12j32)=32+j32=3ejπ/6.1 - \alpha^2 = 1 - \left(-\tfrac12 - j\tfrac{\sqrt3}{2}\right) = \tfrac32 + j\tfrac{\sqrt3}{2} = \sqrt3\,e^{j\pi/6} .

Allo stesso modo Vˉ23=(1α2)Eˉ2=α2Vˉ12\bar V_{23} = (1 - \alpha^2)\,\bar E_2 = \alpha^2\,\bar V_{12} e Vˉ31=(1α2)Eˉ3=αVˉ12\bar V_{31} = (1 - \alpha^2)\,\bar E_3 = \alpha\,\bar V_{12}.

Fine della dimostrazione.

A 230230 V di fase corrispondono 2303=398230\sqrt3 = 398 V concatenati, arrotondati a 400400: sono le due tensioni della rete di bassa tensione.

Tensioni di fase e tensioni concatenate Tre fasori blu di uguale lunghezza partono dal centro: E₁ verso l'alto, E₂ in basso a destra, E₃ in basso a sinistra. Tre fasori arancioni uniscono le loro punte e formano un triangolo equilatero: V₁₂ va dalla punta di E₂ a quella di E₁, V₂₃ dalla punta di E₃ a quella di E₂, V₃₁ dalla punta di E₁ a quella di E₃. Una copia tratteggiata di V₁₂ parte dal centro, più lunga di E₁ e ruotata di 30 gradi in senso antiorario rispetto a E₁, come indica un piccolo arco. E1 E2 E3 V12 V23 V31 30°

Le tensioni di fase di una terna simmetrica diretta, in blu, e le tensioni concatenate, in arancione, che uniscono le loro punte. Riportata nell’origine, Vˉ12\bar V_{12} è 3\sqrt3 volte più lunga di Eˉ1\bar E_1 e in anticipo di 30°30°.

Collegamenti a stella e a triangolo

Un generatore trifase si ottiene da tre generatori monofase. Collegati a stella hanno un morsetto in comune, il centro stella, e gli altri tre sono i morsetti del tripolo: le tensioni dei generatori sono tensioni di fase. Collegati a triangolo formano un anello, e i morsetti sono i tre punti di giunzione: le tensioni dei generatori sono tensioni concatenate, e un centro stella fisico non c’è. Gli alternatori hanno di solito gli avvolgimenti a stella, e il centro stella può essere collegato a terra o portato fuori come quarto conduttore, il neutro.

Anche un carico trifase è fatto di tre impedenze, a stella o a triangolo, ed è equilibrato se le tre impedenze sono uguali. Nel triangolo ogni impedenza sta tra due linee, e la sua corrente, detta corrente di fase, non coincide con nessuna corrente di linea.

Un carico trifase a triangolo Tre linee orizzontali, 1, 2 e 3, partono da tre morsetti a sinistra e arrivano ai vertici di un triangolo: la linea 1 al vertice in alto a destra, la 2 al vertice a sinistra, la 3 al vertice in basso a destra. Su ciascun lato del triangolo c'è un'impedenza Z. Le frecce sulle linee indicano le correnti di linea I₁, I₂, I₃, entranti nei vertici; quelle sui lati le correnti di fase: I₁₂ dal vertice 1 al vertice 2, I₂₃ dal 2 al 3, I₃₁ dal 3 all'1. 1 I1 2 I2 3 I3 Z I12 Z I23 Z I31

Un carico a triangolo. Le correnti di linea Iˉ1\bar I_1, Iˉ2\bar I_2, Iˉ3\bar I_3 entrano nei vertici; le correnti di fase Iˉ12\bar I_{12}, Iˉ23\bar I_{23}, Iˉ31\bar I_{31} percorrono le impedenze. In ogni vertice la corrente di linea è la differenza tra la corrente di fase che esce e quella che entra.

Proposizione (correnti in un carico a triangolo)

Un carico a triangolo equilibrato, con impedenze ZˉΔ\bar Z_\Delta, alimentato da tensioni concatenate simmetriche dirette, ha correnti di fase Iˉ12=Vˉ12/ZˉΔ\bar I_{12} = \bar V_{12}/\bar Z_\Delta, Iˉ23\bar I_{23}, Iˉ31\bar I_{31} che formano una terna simmetrica diretta, e correnti di linea

Iˉ1=3ejπ/6  Iˉ12,\bar I_1 = \sqrt3\,e^{-j\pi/6}\;\bar I_{12} ,

e analoghe per le altre due linee: la corrente di linea è 3\sqrt3 volte la corrente di fase, in ritardo di 30°30°. Verso la linea il carico equivale a una stella con impedenze ZˉY=ZˉΔ/3\bar Z_Y = \bar Z_\Delta/3.

Dimostrazione.

Le correnti di fase sono le tensioni concatenate divise per la stessa impedenza, quindi Iˉ23=α2Iˉ12\bar I_{23} = \alpha^2\bar I_{12} e Iˉ31=αIˉ12\bar I_{31} = \alpha\bar I_{12}. Nel vertice 11 entrano Iˉ1\bar I_1 e Iˉ31\bar I_{31} ed esce Iˉ12\bar I_{12}, e la legge delle correnti dà

Iˉ1=Iˉ12Iˉ31=(1α)Iˉ12,1α=32j32=3ejπ/6.\bar I_1 = \bar I_{12} - \bar I_{31} = (1 - \alpha)\,\bar I_{12} , \qquad 1 - \alpha = \tfrac32 - j\tfrac{\sqrt3}{2} = \sqrt3\,e^{-j\pi/6} .

L’equivalenza con la stella è la trasformazione stella-triangolo dell’articolo sulla resistenza equivalente: la dimostrazione vale parola per parola per le impedenze in regime sinusoidale, e con tre impedenze uguali dà ZˉY=ZˉΔZˉΔ/(3ZˉΔ)=ZˉΔ/3\bar Z_Y = \bar Z_\Delta\,\bar Z_\Delta/(3\bar Z_\Delta) = \bar Z_\Delta/3.

Fine della dimostrazione.

La potenza di un tripolo

Proposizione (potenza di un tripolo)

La potenza istantanea assorbita da un tripolo, p(t)=e1i1+e2i2+e3i3p(t) = e_1i_1 + e_2i_2 + e_3i_3, e la sua potenza complessa, Sˉ=Eˉ1Iˉ1+Eˉ2Iˉ2+Eˉ3Iˉ3=P+jQ\bar S = \bar E_1\bar I_1^* + \bar E_2\bar I_2^* + \bar E_3\bar I_3^* = P + jQ, non dipendono dal centro stella a cui sono riferite le tensioni di fase. In particolare, con il centro stella sul morsetto 33,

p(t)=v13i1+v23i2,P=Re(Vˉ13Iˉ1)+Re(Vˉ23Iˉ2).p(t) = v_{13}\,i_1 + v_{23}\,i_2 , \qquad P = \mathrm{Re}\big(\bar V_{13}\bar I_1^*\big) + \mathrm{Re}\big(\bar V_{23}\bar I_2^*\big) .
Dimostrazione.

Si collegano ai morsetti, al posto del resto della rete, tre generatori ideali di tensione con il morsetto negativo in OO e le tensioni eke_k del tripolo. Per il teorema di sostituzione nel tripolo non cambia nulla, e per il teorema di Tellegen la potenza che il tripolo assorbe è quella che i generatori erogano, kekik\sum_k e_ki_k. Cambiando centro stella ek=ekvOOe'_k = e_k - v_{O'O}, e

kekik=kekikvOOkik=kekik,\sum_k e'_k\,i_k = \sum_k e_k\,i_k - v_{O'O}\sum_k i_k = \sum_k e_k\,i_k ,

perché la somma delle correnti di linea è nulla. Per la potenza complessa il conto è lo stesso con i coniugati delle correnti. Con il centro stella sul morsetto 33 si ha e3=0e_3 = 0, e1=v13e_1 = v_{13} ed e2=v23e_2 = v_{23}.

Fine della dimostrazione.

L’ultima formula è il teorema di Aron, da Hermann Aron, che negli anni Ottanta dell’Ottocento costruì alcuni dei primi contatori di energia elettrica. Su una linea a tre fili la potenza attiva si misura con due soli wattmetri, ciascuno con la bobina amperometrica su una linea e la voltmetrica tra quella linea e la terza: la somma delle due letture è la potenza totale, qualunque siano le tensioni e i carichi. Le singole letture invece non hanno un significato fisico, e una delle due può essere negativa. Con il neutro il teorema non vale più, perché la somma delle correnti di linea non è più nulla, e servono tre wattmetri.

L'inserzione Aron con due wattmetri Tre linee orizzontali, 1, 2 e 3, vanno da tre morsetti a sinistra a un rettangolo a destra, il carico trifase. Sulla linea 1 c'è un wattmetro W₁, un cerchio con la lettera W, attraversato dalla linea; sulla linea 2, più a destra, un secondo wattmetro W₂. Da ciascun wattmetro scende un conduttore verticale che si collega alla linea 3 con un nodo; quello di W₁ incrocia la linea 2 senza collegarsi. 123 W 1 W 2 carico trifase

L’inserzione Aron. Ciascun wattmetro ha la bobina amperometrica in serie a una linea e la voltmetrica tra quella linea e la linea 33: il primo misura la media di v13i1v_{13}\,i_1, il secondo quella di v23i2v_{23}\,i_2, e la somma è la potenza attiva assorbita dal carico, anche squilibrato.

Sistemi simmetrici ed equilibrati

Teorema (potenza di un sistema simmetrico ed equilibrato)

Se le tensioni di fase riferite al centro teorico e le correnti di linea formano due terne simmetriche dirette, di moduli EE e II, con Iˉ1\bar I_1 in ritardo di φ\varphi su Eˉ1\bar E_1, la potenza istantanea è costante e vale

p(t)=P=3EIcosφ=3VIcosφ;p(t) = P = 3EI\cos\varphi = \sqrt3\,VI\cos\varphi ;

la potenza reattiva è Q=3VIsinφQ = \sqrt3\,VI\sin\varphi e la potenza apparente S=3VIS = \sqrt3\,VI.

Dimostrazione.

Per la proposizione sulla potenza istantanea dell’articolo sulle potenze, la potenza della fase kk è pk(t)=EIcosφEIcos(2ωt+αEk+αIk)p_k(t) = EI\cos\varphi - EI\cos(2\omega t + \alpha_{E_k} + \alpha_{I_k}). Da una fase alla successiva le fasi della tensione e della corrente diminuiscono entrambe di 2π/32\pi/3, e la loro somma di 4π/34\pi/3. I tre termini oscillanti sono quindi sinusoidi della stessa ampiezza con fasi θ\theta, θ4π/3\theta - 4\pi/3 e θ8π/3\theta - 8\pi/3, cioè θ\theta, θ+2π/3\theta + 2\pi/3 e θ2π/3\theta - 2\pi/3: una terna simmetrica, di somma nulla. Restano i tre termini costanti, 3EIcosφ3EI\cos\varphi, e 3EI=3VI3EI = \sqrt3\,VI perché E=V/3E = V/\sqrt3. Nella potenza complessa i prodotti EˉkIˉk\bar E_k\bar I_k^* sono uguali per le tre fasi, perché la rotazione di Eˉk\bar E_k si cancella con quella del coniugato di Iˉk\bar I_k, e Sˉ=3Eˉ1Iˉ1=3EIejφ\bar S = 3\bar E_1\bar I_1^* = 3EI\,e^{j\varphi}.

Fine della dimostrazione.

Un carico trifase equilibrato riceve una potenza che non oscilla, e un motore una coppia costante. In monofase la potenza istantanea scende due volte per periodo a VI(cosφ1)VI(\cos\varphi - 1), che è zero o negativo, e i motori monofase hanno una coppia che pulsa a frequenza doppia di quella della rete. Nella formula 3VIcosφ\sqrt3\,VI\cos\varphi compaiono la tensione concatenata e la corrente di linea, che si misurano sempre; φ\varphi resta però lo sfasamento tra tensione di fase e corrente di linea, uguale all’argomento dell’impedenza di una fase della stella equivalente. Il fattore di potenza del sistema è quello di una fase.

La potenza trifase è costante Un grafico con il tempo in orizzontale, per un periodo. Tre curve, blu, arancione e grigia, oscillano tra zero e due con frequenza doppia di quella della tensione, sfasate tra loro: sono le potenze istantanee delle tre fasi. Una retta nera orizzontale all'altezza tre è la loro somma, costante nel tempo. 0 2 3 t p1 + p2 + p3

Le potenze istantanee delle tre fasi di un carico resistivo equilibrato, in unità della potenza media di una fase. Ciascuna oscilla tra zero e il doppio della media, a frequenza doppia di quella della rete; la loro somma, la retta nera, è costante e vale tre.

Interruttore salvamotore grigio e nero con tre morsetti a vite in alto e tre in basso, un pulsante rosso STOP, un pulsante nero START e una rotella di regolazione sul frontale, con la sigla GV2ME08 2,5-4 A.

Un interruttore salvamotore per un motore trifase. I morsetti in alto, marcati 1/L1, 3/L2 e 5/L3, ricevono le tre fasi della linea; quelli in basso, 2/T1, 4/T2 e 6/T3, vanno al motore. Il neutro non c’è: il motore è un carico equilibrato e non ne ha bisogno. La rotella regola, qui tra 2,52{,}5 e 44 A, la corrente oltre la quale l’interruttore interviene, e delle protezioni si occupa un articolo più avanti nel percorso.

Fluppe37, CC0, via Wikimedia Commons

Il circuito stella-stella e il neutro

Il sistema più semplice è un generatore a stella collegato a un carico a stella da tre conduttori di linea, con o senza il neutro tra i due centri stella OO e OO'. I tre lati, ciascuno con un generatore e un’impedenza, e il neutro stanno tutti tra gli stessi due nodi, e la tensione tra i centri stella si ricava con la formula di Millman dell’articolo sui metodi di analisi.

Generatore e carico a stella con il neutro A sinistra tre generatori di tensione E₁, E₂, E₃, ciascuno tra il centro stella O, disegnato come un conduttore verticale, e una delle tre linee 1, 2, 3. Le tre linee corrono orizzontali verso destra e arrivano a tre impedenze di carico Z, collegate all'altro capo al centro stella O′ del carico, anch'esso un conduttore verticale. In basso il neutro unisce O e O′. E1 Z 1 E2 Z 2 E3 Z 3 O O′ neutro

Il circuito stella-stella. Tre generatori a stella con centro OO alimentano tre impedenze a stella con centro OO'; il neutro, quando c’è, collega i due centri.

Proposizione (tensione tra i centri stella)

In un circuito stella-stella con tensioni dei generatori Eˉk\bar E_k, ammettenze di carico Yˉk=1/Zˉk\bar Y_k = 1/\bar Z_k e ammettenza del neutro Yˉ0\bar Y_0, nulla se il neutro manca,

VˉOO=Yˉ1Eˉ1+Yˉ2Eˉ2+Yˉ3Eˉ3Yˉ1+Yˉ2+Yˉ3+Yˉ0.\bar V_{O'O} = \frac{\bar Y_1\bar E_1 + \bar Y_2\bar E_2 + \bar Y_3\bar E_3}{\bar Y_1 + \bar Y_2 + \bar Y_3 + \bar Y_0} .

Le tensioni sulle fasi del carico sono EˉkVˉOO\bar E_k - \bar V_{O'O}, le correnti di linea Iˉk=Yˉk(EˉkVˉOO)\bar I_k = \bar Y_k\,(\bar E_k - \bar V_{O'O}), e la corrente del neutro, da OO' verso OO, è Iˉ0=Iˉ1+Iˉ2+Iˉ3\bar I_0 = \bar I_1 + \bar I_2 + \bar I_3. Con tensioni simmetriche e carico equilibrato VˉOO=0\bar V_{O'O} = 0, con o senza neutro, e nel neutro non passa corrente.

Dimostrazione.

La rete ha due soli nodi, OO e OO': ogni lato è un generatore ideale di tensione con un’impedenza in serie, e il neutro un lato senza generatore. La prima formula è quindi la formula di Millman, e la tensione sull’impedenza del lato kk viene dalla legge delle tensioni. La legge delle correnti in OO' dà la corrente del neutro. Con Yˉk=Yˉ\bar Y_k = \bar Y per tutte le fasi il numeratore è Yˉ(Eˉ1+Eˉ2+Eˉ3)\bar Y\,(\bar E_1 + \bar E_2 + \bar E_3), che è nullo per una terna simmetrica.

Fine della dimostrazione.

Con un carico squilibrato e senza neutro il centro stella del carico si sposta, e le tre fasi del carico ricevono tensioni diverse, alcune più alte e altre più basse di quelle dei generatori. Se una fase è aperta, le altre due sono due impedenze in serie sotto una tensione concatenata; con due resistori uguali ciascuno ha V/2=0,87EV/2 = 0{,}87\,E. Se invece una fase è molto più carica delle altre, il centro stella si avvicina al suo morsetto, e le altre due salgono verso la tensione concatenata 3E\sqrt3\,E. In un impianto squilibrato senza neutro le lampade di una fase possono restare fioche mentre quelle di un’altra si bruciano.

Il centro stella di un carico squilibrato si sposta Un triangolo equilatero con i vertici 1 in alto, 2 in basso a destra e 3 in basso a sinistra: i lati sono le tensioni concatenate. Dal centro O partono tre segmenti grigi verso i vertici, le tensioni di fase dei generatori. Un punto arancione O′, il centro stella del carico, è collegato ai tre vertici da tre segmenti blu, le tensioni sulle fasi del carico. Nell'animazione O′ scorre lungo la retta che va dal vertice 3 al centro del lato opposto: parte dal centro del lato tra 1 e 2, dove i segmenti delle fasi 1 e 2 sono metà del lato e quello della fase 3 è il più lungo, passa per O, dove i tre segmenti sono uguali, e arriva vicino al vertice 3, dove il segmento della fase 3 è cortissimo e gli altri due quasi lunghi come i lati del triangolo. Poi torna indietro. O O′ 1 2 3

Il triangolo delle tensioni concatenate e, in grigio, le tensioni di fase dei generatori riferite al centro OO. Il carico è a stella senza neutro, con resistori uguali sulle fasi 1 e 2; nell’animazione il resistore della fase 3 cambia, da circuito aperto a molto più piccolo degli altri. Il centro stella del carico OO', in arancione, scorre sulla retta di Eˉ3\bar E_3, e le tensioni sulle fasi del carico, in blu, cambiano di lunghezza: con la fase 3 aperta le fasi 1 e 2 hanno 0,87E0{,}87\,E, con la fase 3 molto carica si avvicinano a 3E\sqrt3\,E.

Il neutro impone lo stesso potenziale ai due centri stella. Ogni fase del carico ha allora la tensione del proprio generatore, qualunque sia il carico, e il neutro porta la somma delle correnti di linea. Le reti di distribuzione in bassa tensione hanno sempre il neutro, perché alimentano utenze monofase collegate tra una fase e il neutro, e il carico complessivo non è mai del tutto equilibrato.

Il monofase equivalente

Proposizione (monofase equivalente)

Sia una rete trifase fatta di tre fasi uguali, alimentata da generatori a stella con centro OO e tensioni simmetriche dirette, e con una sola soluzione. Allora tutti i centri stella sono allo stesso potenziale di OO, e ogni grandezza delle fasi 22 e 33 è quella corrispondente della fase 11 moltiplicata per α2\alpha^2 e per α\alpha.

Dimostrazione.

Siano x1x_1, x2x_2, x3x_3 i valori di una stessa grandezza nelle tre fasi, per esempio la corrente in un’impedenza, e uu la tensione tra un centro stella e OO. Si considerino i valori xk=αxk+1x'_k = \alpha\,x_{k+1} e u=αuu' = \alpha\,u, con gli indici contati in cerchio, x4=x1x_4 = x_1. Le equazioni della fase kk hanno gli stessi coefficienti di quelle della fase k+1k + 1, perché le fasi sono uguali, e le equazioni dei centri stella, come la legge delle correnti in un centro, coinvolgono le tre fasi allo stesso modo. Le equazioni sono lineari, e moltiplicate per α\alpha restano soddisfatte dai nuovi valori. Anche i generatori tornano, perché αEˉk+1=αα2Eˉk=Eˉk\alpha\,\bar E_{k+1} = \alpha\cdot\alpha^2\,\bar E_k = \bar E_k. I valori con l’apice sono quindi una soluzione, e per l’unicità coincidono con quelli di partenza: xk+1=α1xk=α2xkx_{k+1} = \alpha^{-1}x_k = \alpha^2x_k, e u=αuu = \alpha u, cioè u=0u = 0.

Fine della dimostrazione.

Siccome tutti i centri stella sono allo stesso potenziale, collegarli con un neutro ideale non cambia nulla, e ogni fase diventa un circuito a sé: il generatore Eˉ1\bar E_1, le impedenze di linea e di carico della fase 11 e il neutro come ritorno. È il monofase equivalente. I carichi a triangolo vanno prima trasformati nelle stelle equivalenti, con ZˉY=ZˉΔ/3\bar Z_Y = \bar Z_\Delta/3. Risolto il circuito della fase 11, le altre fasi si ottengono ruotando: Iˉ2=α2Iˉ1\bar I_2 = \alpha^2\bar I_1, Iˉ3=αIˉ1\bar I_3 = \alpha\bar I_1; le tensioni concatenate sono 3\sqrt3 volte quelle di fase e in anticipo di 30°30°, e le potenze totali sono tre volte quelle del monofase equivalente.

Caduta di tensione e perdite in una linea trifase

Proposizione (caduta di tensione e perdite di una linea trifase)

Una linea trifase con resistenza RR e reattanza XX per fase alimenta un carico equilibrato che assorbe le potenze PP e QQ con tensione concatenata VV e fattore di potenza cosφ\cos\varphi. Se la caduta di tensione concatenata ΔV\Delta V è piccola rispetto a VV,

ΔVPR+QXV,\Delta V \approx \frac{PR + QX}{V} ,

e le perdite in linea valgono

ΔP=RP2V2cos2φ,ΔPP=RPV2cos2φ.\Delta P = \frac{R\,P^2}{V^2\cos^2\varphi} , \qquad \frac{\Delta P}{P} = \frac{R\,P}{V^2\cos^2\varphi} .
Dimostrazione.

Nel monofase equivalente la linea è un’impedenza R+jXR + jX percorsa dalla corrente di linea II, e il carico ha la tensione di fase V/3V/\sqrt3. Per la caduta di tensione industriale la caduta di tensione di fase è circa I(Rcosφ+Xsinφ)I\,(R\cos\varphi + X\sin\varphi). La caduta concatenata è 3\sqrt3 volte quella di fase, e con Icosφ=P/(3V)I\cos\varphi = P/(\sqrt3\,V) e Isinφ=Q/(3V)I\sin\varphi = Q/(\sqrt3\,V)

ΔV3(RP3V+XQ3V)=PR+QXV.\Delta V \approx \sqrt3\left(R\,\frac{P}{\sqrt3\,V} + X\,\frac{Q}{\sqrt3\,V}\right) = \frac{PR + QX}{V} .

Le perdite sono quelle di tre resistori RR percorsi da I=P/(3Vcosφ)I = P/(\sqrt3\,V\cos\varphi), cioè ΔP=3RI2=RP2/(V2cos2φ)\Delta P = 3RI^2 = RP^2/(V^2\cos^2\varphi).

Fine della dimostrazione.

Nella formula PP, QQ e VV sono le grandezze del carico, all’arrivo della linea. Le perdite relative crescono con la potenza trasportata e diminuiscono con il quadrato della tensione e del fattore di potenza: per portare grandi potenze lontano servono tensioni alte e carichi rifasati. Il prossimo articolo confronta così le linee in continua, monofase e trifase.

Il rifasamento trifase

Proposizione (batteria di rifasamento trifase)

Per portare il fattore di potenza di un carico equilibrato, di potenza attiva PP, da cosφ1\cos\varphi_1 a cosφ2\cos\varphi_2 serve una potenza reattiva capacitiva Qc=P(tanφ1tanφ2)Q_c = P\,(\tan\varphi_1 - \tan\varphi_2). Con tre condensatori uguali collegati a stella la capacità di ciascuno è

CY=QcωV2,C_Y = \frac{Q_c}{\omega V^2} ,

collegati a triangolo è CΔ=Qc/(3ωV2)=CY/3C_\Delta = Q_c/(3\omega V^2) = C_Y/3.

Dimostrazione.

La potenza attiva non cambia, e la reattiva passa da Ptanφ1P\tan\varphi_1 a Ptanφ2P\tan\varphi_2: per il teorema di Boucherot la differenza la fornisce la batteria. Un condensatore sotto la tensione efficace UU fornisce la potenza reattiva ωCU2\omega CU^2. A stella ciascun condensatore ha la tensione di fase V/3V/\sqrt3, e i tre insieme danno 3ωCYV2/3=ωCYV23\,\omega C_Y V^2/3 = \omega C_Y V^2; a triangolo ciascuno ha la tensione concatenata, e i tre danno 3ωCΔV23\,\omega C_\Delta V^2.

Fine della dimostrazione.

A triangolo i condensatori hanno un terzo della capacità, e costano meno, ma devono sopportare la tensione concatenata invece di quella di fase. Nelle batterie di rifasamento in bassa tensione il collegamento a triangolo è il più diffuso.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Una linea trifase con R=0,4 ΩR = 0{,}4\ \Omega e X=0,8 ΩX = 0{,}8\ \Omega per fase è alimentata alla partenza da tensioni concatenate simmetriche di 400400 V e alimenta un carico a triangolo equilibrato con ZˉΔ=36+j27 Ω\bar Z_\Delta = 36 + j27\ \Omega. Calcola la corrente di linea, la tensione concatenata sul carico, le potenze del carico e le perdite in linea.

La stella equivalente ha ZˉY=12+j9 Ω\bar Z_Y = 12 + j9\ \Omega. Nel monofase equivalente la tensione di fase alla partenza è 400/3=230,9400/\sqrt3 = 230{,}9 V e l’impedenza totale è 12,4+j9,8 Ω12{,}4 + j9{,}8\ \Omega, di modulo 15,81 Ω15{,}81\ \Omega, quindi I=230,9/15,81=14,61I = 230{,}9/15{,}81 = 14{,}61 A. Sul carico la tensione di fase è IZˉY=14,6115=219,2I\,|\bar Z_Y| = 14{,}61 \cdot 15 = 219{,}2 V, e la concatenata 379,6379{,}6 V. In ciascuna impedenza del triangolo passa 379,6/45=8,44379{,}6/45 = 8{,}44 A, cioè I/3I/\sqrt3. Il carico assorbe P=31214,612=7,69P = 3 \cdot 12 \cdot 14{,}61^2 = 7{,}69 kW e Q=3914,612=5,76Q = 3 \cdot 9 \cdot 14{,}61^2 = 5{,}76 kVAr; la linea dissipa 30,414,612=2563 \cdot 0{,}4 \cdot 14{,}61^2 = 256 W, il 3,3%3{,}3\% della potenza del carico.

Commento: la caduta di tensione esatta è 400379,6=20,4400 - 379{,}6 = 20{,}4 V. La formula approssimata con la tensione del carico dà (76860,4+57650,8)/379,6=20,2(7686 \cdot 0{,}4 + 5765 \cdot 0{,}8)/379{,}6 = 20{,}2 V; con 400400 V al denominatore darebbe 19,219{,}2 V. La formula è ricavata con le grandezze all’arrivo, e la tensione va presa lì.

Esercizio 2. Un carico a stella senza neutro, con resistori da 46 Ω46\ \Omega sulle fasi 11 e 22 e da 23 Ω23\ \Omega sulla fase 33, è alimentato da tensioni di fase simmetriche dirette di 230230 V. Calcola le tensioni sulle tre fasi del carico. Che cosa cambia collegando il neutro?

Con G=1/46G = 1/46 S le conduttanze sono GG, GG e 2G2G. Per la formula di Millman, usando Eˉ1+Eˉ2=Eˉ3\bar E_1 + \bar E_2 = -\bar E_3,

VˉOO=GEˉ1+GEˉ2+2GEˉ34G=Eˉ3+2Eˉ34=Eˉ34,\bar V_{O'O} = \frac{G\bar E_1 + G\bar E_2 + 2G\bar E_3}{4G} = \frac{-\bar E_3 + 2\bar E_3}{4} = \frac{\bar E_3}{4} ,

un fasore di 57,557{,}5 V nella direzione di Eˉ3\bar E_3. La fase 33 del carico ha 34Eˉ3\tfrac34\bar E_3, cioè 172,5172{,}5 V. Per la fase 11, con Eˉ1=j230\bar E_1 = j230 V e Eˉ3/4=57,5\bar E_3/4 = 57{,}5 V a 210°210°, cioè 49,8j28,75-49{,}8 - j28{,}75 V,

Eˉ1Eˉ34=49,8+j258,75 V,\bar E_1 - \frac{\bar E_3}{4} = 49{,}8 + j258{,}75\ \text{V} ,

di modulo 263,5263{,}5 V, e per simmetria lo stesso vale per la fase 22. Con il neutro ogni fase del carico ha 230230 V, e nel neutro passa Iˉ0=GEˉ1+GEˉ2+2GEˉ3=GEˉ3\bar I_0 = G\bar E_1 + G\bar E_2 + 2G\bar E_3 = G\bar E_3, cioè 230/46=5230/46 = 5 A.

Commento: senza neutro le due fasi meno cariche hanno il 15%15\% di tensione in più, e la più carica il 25%25\% in meno. Con il neutro i due resistori da 46 Ω46\ \Omega assorbono 11501150 W ciascuno e quello da 23 Ω23\ \Omega 23002300 W; senza, 15091509 W e 12941294 W. Una lampada a incandescenza con il 15%15\% di tensione in più dura una frazione della sua vita normale.

Esercizio 3. Un motore trifase assorbe 1515 kW con cosφ=0,8\cos\varphi = 0{,}8 da una rete a 400400 V e 5050 Hz. Calcola la batteria di condensatori, a stella e a triangolo, che porta il fattore di potenza a 0,950{,}95, e la corrente di linea prima e dopo.

tanφ1=0,75\tan\varphi_1 = 0{,}75 e tanφ2=0,329\tan\varphi_2 = 0{,}329, quindi Qc=15(0,750,329)=6,32Q_c = 15 \cdot (0{,}75 - 0{,}329) = 6{,}32 kVAr. Con ω=314\omega = 314 rad/s, CY=6320/(3144002)=126C_Y = 6320/(314 \cdot 400^2) = 126 μF e CΔ=42C_\Delta = 42 μF. La corrente di linea passa da 15000/(34000,8)=27,115\,000/(\sqrt3 \cdot 400 \cdot 0{,}8) = 27{,}1 A a 15000/(34000,95)=22,815\,000/(\sqrt3 \cdot 400 \cdot 0{,}95) = 22{,}8 A.

Commento: le perdite nella linea che alimenta il motore scendono al 71%71\%, perché vanno con il quadrato della corrente. A triangolo ogni condensatore lavora a 400400 V, a stella a 231231 V: la scelta è tra una capacità più piccola e un isolamento meno impegnativo.

Esercizio 4. Un carico trifase equilibrato è alimentato da tensioni simmetriche dirette. Due wattmetri in inserzione Aron, con le voltmetriche collegate alla linea 33, segnano W1=6W_1 = 6 kW e W2=3W_2 = 3 kW. Mostra che per un carico equilibrato W1=VIcos(φ30°)W_1 = VI\cos(\varphi - 30°) e W2=VIcos(φ+30°)W_2 = VI\cos(\varphi + 30°), e ricava PP, QQ e il fattore di potenza.

Con Eˉ1\bar E_1 a fase zero, Vˉ12\bar V_{12} è a 30°30°, Vˉ23=α2Vˉ12\bar V_{23} = \alpha^2\bar V_{12} a 90°-90° e Vˉ31=αVˉ12\bar V_{31} = \alpha\bar V_{12} a 150°150°, quindi Vˉ13=Vˉ31\bar V_{13} = -\bar V_{31} è a 30°-30°. Le correnti sono Iˉ1\bar I_1 a φ-\varphi e Iˉ2\bar I_2 a 120°φ-120° - \varphi. Il primo wattmetro segna Re(Vˉ13Iˉ1)=VIcos(φ30°)\mathrm{Re}(\bar V_{13}\bar I_1^*) = VI\cos(\varphi - 30°), il secondo Re(Vˉ23Iˉ2)=VIcos(90°+120°+φ)=VIcos(φ+30°)\mathrm{Re}(\bar V_{23}\bar I_2^*) = VI\cos(-90° + 120° + \varphi) = VI\cos(\varphi + 30°). Con le formule di addizione

W1+W2=2VIcosφcos30°=3VIcosφ=P,W1W2=2VIsinφsin30°=VIsinφ=Q3.W_1 + W_2 = 2VI\cos\varphi\cos30° = \sqrt3\,VI\cos\varphi = P , \qquad W_1 - W_2 = 2VI\sin\varphi\sin30° = VI\sin\varphi = \frac{Q}{\sqrt3} .

Quindi P=9P = 9 kW, Q=33=5,20Q = \sqrt3 \cdot 3 = 5{,}20 kVAr, tanφ=Q/P=0,577\tan\varphi = Q/P = 0{,}577, φ=30°\varphi = 30° e cosφ=0,866\cos\varphi = 0{,}866.

Commento: con φ=30°\varphi = 30° il secondo wattmetro segna esattamente metà del primo. Se il fattore di potenza scende sotto 0,50{,}5, cioè per φ\varphi oltre 60°60°, W2W_2 diventa negativo e la potenza attiva è la differenza delle letture in valore assoluto. Succede con i motori che girano a vuoto, che assorbono soprattutto potenza reattiva.

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