Vai al contenuto
Emmy

L'amplificatore operazionale reale

Elettronica · Elettronica analogica Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 20 di 20

Prima di questo, potrebbe interessarti: Retroazione e amplificatore operazionale

Indice

Un modello più vicino al vero

Nell’articolo sulla retroazione l’operazionale era ideale in tutto, tranne il guadagno finito e il polo dominante. Un operazionale vero si discosta dal modello in altri modi, e per ognuno si aggiunge all’operazionale ideale un elemento esterno che lo rappresenta. Il circuito che ne risulta si analizza con i soliti strumenti: cortocircuito virtuale, guadagno d’anello, sovrapposizione degli effetti.

  • Impedenze di ingresso. Tra i due ingressi c’è una resistenza differenziale RDR_D, da qualche megaohm per gli ingressi a transistori bipolari a centinaia di gigaohm per quelli a MOSFET; verso massa ci sono resistenze di modo comune, di solito sopra i 100100 MΩ\Omega, e capacità di qualche picofarad.
  • Resistenza di uscita. In serie all’uscita c’è una resistenza ror_o, da qualche decina di ohm a qualche kiloohm.
  • Tensione di offset. Con gli ingressi in cortocircuito l’uscita non è a zero: le asimmetrie interne equivalgono a un generatore VOSV_{OS} in serie a un ingresso, da decine di microvolt a qualche millivolt. Il segno cambia da un esemplare all’altro, e il costruttore dà solo il valore massimo.
  • Correnti di polarizzazione. Dagli ingressi entra o esce una corrente continua IBI_B, dal picoampere degli ingressi a MOSFET alle decine di nanoampere di quelli bipolari; la differenza tra le due, la corrente di offset IOSI_{OS}, è di solito dieci volte più piccola.
  • Limiti di grande segnale. L’uscita non supera le tensioni di saturazione, non eroga più di una certa corrente, e non varia più in fretta di una certa pendenza, lo slew rate.
Il modello dell'operazionale reale Un riquadro tratteggiato contiene un amplificatore operazionale ideale e gli elementi che lo rendono reale. Dal morsetto esterno meno un filo arriva all'ingresso invertente; da questo filo un generatore di corrente I B meno va a massa. Dal morsetto esterno più il filo attraversa un generatore di tensione V O S e arriva all'ingresso non invertente; da qui un generatore di corrente I B più va a massa. Tra i due fili di ingresso c'è la resistenza R D. L'uscita dell'operazionale ideale passa per la resistenza r o prima del morsetto di uscita. + VOS IB− IB+ RD ro ideale

Il modello dell’operazionale reale: un operazionale ideale con la tensione di offset VOSV_{OS} in serie all’ingresso non invertente, la resistenza differenziale RDR_D tra gli ingressi, le correnti di polarizzazione IBI_{B-} e IB+I_{B+} e la resistenza di uscita ror_o. Le resistenze e le capacità di modo comune, verso massa, sono omesse.

Per l’LM358 dell’articolo precedente i valori tipici sono VOS=2V_{OS} = 2 mV, IB=20I_B = 20 nA, uscenti dagli ingressi perché lo stadio di ingresso ha transistori bipolari pnppnp, IOS=2I_{OS} = 2 nA e uno slew rate di 0,30{,}3 V/μs. Esistono operazionali con offset di pochi microvolt, correnti di femtoampere o slew rate di migliaia di volt al microsecondo, ma non tutto insieme.

Offset e correnti di polarizzazione

Offset e correnti di polarizzazione sono generatori costanti, e per la sovrapposizione il loro effetto si somma a quello del segnale. Lo si calcola con il segnale spento e i condensatori aperti. Con il generatore di segnale spento, l’amplificatore invertente e il non invertente diventano lo stesso circuito: R1R_1 dall’ingresso invertente a massa, R2R_2 dall’ingresso invertente all’uscita, e una resistenza RPR_P, eventualmente nulla, dall’ingresso non invertente a massa.

Proposizione (errore in continua)

Con guadagno d’anello infinito, la tensione di offset VOSV_{OS} in serie all’ingresso non invertente e le correnti IB+I_{B+} e IBI_{B-} entranti negli ingressi spostano l’uscita di

ΔVu=VOS(1+R2R1)+IBR2IB+RP(1+R2R1).\Delta V_u = V_{OS}\left(1 + \frac{R_2}{R_1}\right) + I_{B-}R_2 - I_{B+}R_P\left(1 + \frac{R_2}{R_1}\right) .

Con RP=R1R2R_P = R_1\parallel R_2 il contributo delle correnti diventa (IBIB+)R2(I_{B-} - I_{B+})R_2, cioè ±IOSR2\pm I_{OS}R_2.

Dimostrazione.

Si considera un generatore alla volta, con l’operazionale ideale. Con la sola VOSV_{OS}, in RPR_P non passa corrente e l’ingresso dell’operazionale ideale sta a VOSV_{OS}: il circuito è un amplificatore non invertente, e l’uscita vale VOS(1+R2/R1)V_{OS}(1 + R_2/R_1). Con la sola IB+I_{B+}, la corrente arriva da massa attraverso RPR_P, l’ingresso non invertente sta a IB+RP-I_{B+}R_P e l’uscita, per la stessa ragione, a IB+RP(1+R2/R1)-I_{B+}R_P(1 + R_2/R_1). Con la sola IBI_{B-}, l’ingresso invertente resta a zero come il non invertente, in R1R_1 non passa corrente, e IBI_{B-} arriva tutta dall’uscita attraverso R2R_2: l’uscita è a IBR2I_{B-}R_2. Infine (R1R2)(1+R2/R1)=R1R2/(R1+R2)(R1+R2)/R1=R2(R_1\parallel R_2)(1 + R_2/R_1) = R_1R_2/(R_1 + R_2)\cdot(R_1 + R_2)/R_1 = R_2.

Fine della dimostrazione.

Il fattore 1+R2/R11 + R_2/R_1 che moltiplica l’offset è l’inverso di β\beta, e vale anche per l’amplificatore invertente, che per il segnale ha guadagno R2/R1-R_2/R_1. Con R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega, R2=100R_2 = 100 kΩ\Omega e i valori dell’LM358, l’offset sposta l’uscita di ±22\pm22 mV e le correnti di 22 mV; con RP=9,1R_P = 9{,}1 kΩ\Omega le correnti contano solo per 0,20{,}2 mV. Per un segnale di 100100 mV amplificato a 11 V, un errore di 2222 mV è il 2%, di segno ignoto, e cambia con la temperatura. Quando il segnale non ha componente continua, un condensatore in serie all’ingresso o in serie a R1R_1 risolve il problema; altrimenti servono operazionali con offset piccolo, o una taratura.

Limiti di grande segnale

La tensione di uscita resta tra le due tensioni di saturazione, vicine alle alimentazioni: gli operazionali rail-to-rail arrivano a pochi millivolt, altri, come l’LM358, restano a più di un volt dall’alimentazione positiva. Quando l’uscita satura il guadagno dell’operazionale si annulla e la retroazione smette di agire. Lo stesso succede se il carico chiede più corrente di quella che l’uscita può dare, qualche decina di milliampere per un operazionale comune.

Il terzo limite riguarda la velocità. Dentro quasi tutti gli operazionali il polo dominante viene da un condensatore, caricato da una corrente che non può superare quella di polarizzazione dello stadio che lo pilota. La tensione del condensatore, e con lei l’uscita, non può quindi cambiare più in fretta di un valore massimo, lo slew rate SRSR, indipendente dal guadagno del circuito.

Proposizione (banda a piena ampiezza)

Una sinusoide di ampiezza VpV_p e frequenza ff in uscita è compatibile con lo slew rate solo se 2πfVpSR2\pi fV_p \le SR, cioè fino alla frequenza

fmax=SR2πVp.f_{max} = \frac{SR}{2\pi V_p} .
Dimostrazione.

La derivata di Vpsin2πftV_p\sin 2\pi ft è 2πfVpcos2πft2\pi fV_p\cos 2\pi ft, e il suo valore massimo, al passaggio per lo zero, è 2πfVp2\pi fV_p.

Fine della dimostrazione.

Con lo slew rate dell’LM358 e un’uscita di 1010 V di picco, fmax=4,8f_{max} = 4{,}8 kHz, contro una banda per piccoli segnali che con guadagno unitario arriva a 0,70{,}7 MHz. Oltre fmaxf_{max} l’uscita insegue la sinusoide con la pendenza massima e diventa un’onda triangolare. È un limite non lineare: dipende dall’ampiezza, e per segnali piccoli non si vede.

Il limite di slew rate Due periodi di una sinusoide tratteggiata di ampiezza 10 volt, l'uscita che l'amplificatore dovrebbe dare, e in arancio l'uscita reale: un'onda triangolare con i lati di pendenza fissa, più piccola della sinusoide e in ritardo rispetto a essa, perché l'uscita non riesce a variare più in fretta dello slew rate. 10 V −10 V t vu

Un operazionale con slew rate di 0,30{,}3 V/μs che dovrebbe dare in uscita una sinusoide di 1010 V di picco a 11,911{,}9 kHz, tratteggiata, 2,5 volte la frequenza massima. L’uscita, in arancio, sale e scende con la pendenza massima: un’onda triangolare più piccola e in ritardo.

Circuiti lineari

Con il cortocircuito virtuale e la terra virtuale si costruiscono molte operazioni.

L’inseguitore di tensione, o buffer, collega l’uscita direttamente all’ingresso invertente e porta il segnale sul non invertente. Il guadagno ideale è 11, il guadagno d’anello è A-A e la banda arriva al prodotto guadagno-banda, il massimo per un solo operazionale. Per la formula di Blackman l’impedenza di ingresso è moltiplicata per 1+A1 + A e quella di uscita divisa per lo stesso fattore: separa due stadi senza caricare il primo.

Il sommatore porta più tensioni VkV_k, attraverso resistenze RkR_k, alla terra virtuale di un amplificatore invertente con RFR_F in retroazione. Ogni ingresso inietta la corrente Vk/RkV_k/R_k, indipendentemente dagli altri perché il nodo resta a zero, e la somma scorre in RFR_F:

Vu=RF(V1R1+V2R2+).V_u = -R_F\left(\frac{V_1}{R_1} + \frac{V_2}{R_2} + \dots\right) .

Ogni ingresso aggiunto abbassa però β\beta, che è il partitore tra RFR_F e il parallelo di tutte le RkR_k, e con lui il guadagno d’anello e la banda.

Proposizione (amplificatore delle differenze)

Nell’amplificatore delle differenze, con V1V_1 sull’ingresso invertente attraverso R1R_1 e R2R_2 in retroazione, e V2V_2 sull’ingresso non invertente attraverso il partitore R3R_3, R4R_4, l’uscita ideale è

Vu=R2R1V1+R4R3+R4(1+R2R1)V2,V_u = -\frac{R_2}{R_1}V_1 + \frac{R_4}{R_3 + R_4}\left(1 + \frac{R_2}{R_1}\right)V_2 ,

e se R4/R3=R2/R1=GR_4/R_3 = R_2/R_1 = G vale Vu=G(V2V1)V_u = G(V_2 - V_1). Con resistori di tolleranza tt piccola, un segnale comune ai due ingressi passa nel caso peggiore con guadagno 4tG/(1+G)4tG/(1 + G), e il rapporto tra il guadagno differenziale e quello di modo comune, il CMRR, vale almeno (1+G)/4t(1 + G)/4t.

Dimostrazione.

Con il solo V1V_1 l’ingresso non invertente è a massa attraverso R3R_3 e R4R_4, senza corrente, e il circuito è un invertente. Con il solo V2V_2 l’ingresso non invertente sta a V2R4/(R3+R4)V_2R_4/(R_3 + R_4), amplificato dal non invertente di 1+R2/R11 + R_2/R_1. Se R4/R3=R2/R1R_4/R_3 = R_2/R_1, R4/(R3+R4)=R2/(R1+R2)R_4/(R_3 + R_4) = R_2/(R_1 + R_2) e il secondo coefficiente è R2/R1R_2/R_1. Con V1=V2=VcV_1 = V_2 = V_c il guadagno di modo comune è

R4(R1+R2)R2(R3+R4)R1(R3+R4)=R1R4R2R3R1(R3+R4).\frac{R_4(R_1 + R_2) - R_2(R_3 + R_4)}{R_1(R_3 + R_4)} = \frac{R_1R_4 - R_2R_3}{R_1(R_3 + R_4)} .

Nel caso peggiore R1R_1 e R4R_4 sono più grandi del nominale di un fattore 1+t1 + t e R2R_2 e R3R_3 più piccoli di 1t1 - t. Con i valori nominali R1=R3=RR_1 = R_3 = R e R2=R4=GRR_2 = R_4 = GR il numeratore è GR2[(1+t)2(1t)2]=4tGR2GR^2[(1 + t)^2 - (1 - t)^2] = 4tGR^2 e il denominatore, al primo ordine, R2(1+G)R^2(1 + G).

Fine della dimostrazione.

Con resistori all’1% e guadagno 11 il CMRR è 5050, appena 3434 dB: un disturbo comune ai due ingressi passa ridotto solo di cinquanta volte. Gli amplificatori per strumentazione, con tre operazionali e resistori integrati tarati, fanno molto meglio.

L’integratore mette un condensatore CC al posto di R2R_2 nell’amplificatore invertente. La corrente Vin/RV_{in}/R entra nella terra virtuale e carica il condensatore: Gid(s)=1/sRCG_{id}(s) = -1/sRC, cioè

vu(t)=1RC0tvin(t)dt,v_u(t) = -\frac{1}{RC}\int_0^t v_{in}(t')\,dt' ,

con il condensatore scarico all’inizio. Il guadagno ideale è infinito in continua, e qui l’operazionale reale conta molto.

Sommatore, amplificatore delle differenze e integratore Tre schemi con amplificatori operazionali. In alto a sinistra il sommatore: due ingressi V 1 e V 2 arrivano attraverso le resistenze R 1 e R 2 all'ingresso invertente, che è collegato all'uscita attraverso R F; l'ingresso non invertente è a massa. In alto a destra l'amplificatore delle differenze: V 1 arriva all'ingresso invertente attraverso R 1, con R 2 verso l'uscita; V 2 arriva all'ingresso non invertente attraverso R 3, con R 4 verso massa. In basso l'integratore: V in arriva all'ingresso invertente attraverso R; tra ingresso invertente e uscita ci sono in parallelo un condensatore C e una resistenza R F. R2 R1 RF V2 V1 R1 R3 R2 R4 V1 V2 R C RF Vin sommatore amplificatore delle differenze integratore

Tre circuiti lineari con amplificatori operazionali: il sommatore, l’amplificatore delle differenze e l’integratore, con la resistenza RFR_F in parallelo al condensatore che lo rende utilizzabile in pratica.

Proposizione (integratore reale)

Con A(s)=A0/(1+sτ0)A(s) = A_0/(1 + s\tau_0) il guadagno dell’integratore è

G(s)=A01+s[τ0+RC(1+A0)]+s2τ0RC,G(s) = -\frac{A_0}{1 + s\left[\tau_0 + RC(1 + A_0)\right] + s^2\tau_0RC} ,

e per A0RCτ0A_0RC \gg \tau_0 ha due poli reali, con costanti di tempo circa A0RCA_0RC e τ0/A0\tau_0/A_0. Il circuito integra tra le frequenze 1/(2πA0RC)1/(2\pi A_0RC) e il prodotto guadagno-banda.

Dimostrazione.

Con l’ingresso spento, una tensione uu all’uscita arriva all’ingresso invertente attraverso il partitore tra 1/sC1/sC e RR, come usRC/(1+sRC)u\,sRC/(1 + sRC): il guadagno d’anello è AsRC/(1+sRC)-A\,sRC/(1 + sRC). Per il teorema del guadagno reale, con G0=0G_0 = 0,

G=1sRCAsRC1+sRC+AsRC=A1+sRC(1+A),G = -\frac{1}{sRC}\cdot\frac{A\,sRC}{1 + sRC + A\,sRC} = -\frac{A}{1 + sRC(1 + A)} ,

e sostituendo AA si ottiene la formula. Il prodotto delle costanti di tempo è τ0RC\tau_0RC e la somma τ0+RC(1+A0)A0RC\tau_0 + RC(1 + A_0) \approx A_0RC: la più grande è circa A0RCA_0RC, la più piccola τ0RC/A0RC=τ0/A0\tau_0RC/A_0RC = \tau_0/A_0, che corrisponde proprio al prodotto guadagno-banda. Tra le due frequenze GA0/(sA0RC)=1/sRCG \approx -A_0/(sA_0RC) = -1/sRC.

Fine della dimostrazione.

Con R=100R = 100 kΩ\Omega, C=10C = 10 nF e A0=105A_0 = 10^5 il circuito integra da 1,61{,}6 mHz a 11 MHz. Il problema pratico è un altro: l’offset e la corrente di polarizzazione sono ingressi continui, e vengono integrati. Con VOS=2V_{OS} = 2 mV la corrente VOS/R=20V_{OS}/R = 20 nA carica il condensatore e l’uscita sale di 22 V al secondo, fino alla saturazione in pochi secondi. La soluzione più semplice è una resistenza RFR_F in parallelo al condensatore: il guadagno in continua diventa RF/R-R_F/R e l’errore è quello della proposizione sull’errore in continua, con RFR_F al posto di R2R_2. Il prezzo è che il circuito integra solo sopra 1/2πRFC1/2\pi R_FC. Con RF=10R_F = 10 MΩ\Omega l’integrazione parte da 1,61{,}6 Hz, e l’errore in continua resta sotto 0,40{,}4 V.

Stabilità

Il guadagno reale è G=Gid(Gloop)/(1Gloop)G = G_{id}\,(-G_{loop})/(1 - G_{loop}). Se GidG_{id} e GloopG_{loop} non hanno poli a parte reale positiva, i poli nuovi che la retroazione può creare sono le soluzioni di 1Gloop(s)=01 - G_{loop}(s) = 0, e stanno dove Gloop|G_{loop}| è circa 11. Si chiama ω\omega^* la pulsazione a cui Gloop(jω)=1|G_{loop}(j\omega^*)| = 1. Tre casi mostrano che cosa conta.

Proposizione (pendenza all'attraversamento)

Se vicino a ω\omega^* il guadagno d’anello si comporta come (ω/s)n-(\omega^*/s)^n, i poli creati dalla retroazione sono le radici di sn+ωn=0s^n + \omega^{*n} = 0: per n=1n = 1 il polo ω-\omega^*, stabile; per n=2n = 2 i poli ±jω\pm j\omega^*, sull’asse immaginario; per n=3n = 3 il polo ω-\omega^* e i poli ωe±jπ/3\omega^*e^{\pm j\pi/3}, con parte reale positiva.

Dimostrazione.

Con Gloop=(ω/s)nG_{loop} = -(\omega^*/s)^n si ha Gloop/(1Gloop)=ωn/(sn+ωn)-G_{loop}/(1 - G_{loop}) = \omega^{*n}/(s^n + \omega^{*n}). Le radici di sn=ωns^n = -\omega^{*n} sono ωejπ(2k+1)/n\omega^*e^{j\pi(2k + 1)/n}: per n=1n = 1 solo ω-\omega^*; per n=2n = 2 gli angoli ±90°\pm90°; per n=3n = 3 gli angoli 180°180° e ±60°\pm60°, questi ultimi con coseno positivo.

Fine della dimostrazione.

Ogni polo del guadagno d’anello dopo quello dominante toglie fino a 90°90° di fase. Con un polo solo all’attraversamento il segnale che percorre l’anello torna sfasato di 90°90° rispetto al caso ideale, e il circuito è stabile. Con due poli torna in fase con sé stesso con guadagno 11, e si mantiene da solo: è la condizione di Barkhausen, Gloop(jω)=1G_{loop}(j\omega^*) = 1, su cui si progettano gli oscillatori sinusoidali. Con tre poli torna più grande di come è partito, e l’uscita diverge. Il caso reale sta di solito tra questi, e si misura con un numero.

Definizione (margine di fase)

In un circuito retroazionato negativamente, con il segno meno che dà 180°180° al guadagno d’anello in continua, il margine di fase è la fase del guadagno d’anello alla pulsazione di attraversamento, φm=argGloop(jω)\varphi_m = \arg G_{loop}(j\omega^*).

Proposizione (margine di fase e picco)

Alla pulsazione di attraversamento il guadagno reale differisce da quello ideale per il fattore

Gloop(jω)1Gloop(jω)=12sin(φm/2).\left|\frac{-G_{loop}(j\omega^*)}{1 - G_{loop}(j\omega^*)}\right| = \frac{1}{2\sin(\varphi_m/2)} .
Dimostrazione.

Per definizione Gloop(jω)=ejφmG_{loop}(j\omega^*) = e^{j\varphi_m}, e 1ejφm=ejφm/2ejφm/2=2sin(φm/2)|1 - e^{j\varphi_m}| = |e^{-j\varphi_m/2} - e^{j\varphi_m/2}| = 2|\sin(\varphi_m/2)|.

Fine della dimostrazione.

Con φm=90°\varphi_m = 90° il fattore è 1/21/\sqrt2, il 3-3 dB di un polo semplice. Con 60°60° vale 11, con 45°45° 1,311{,}31, con 30°30° 1,931{,}93, con 10°10° 5,75{,}7: meno margine, più il circuito esalta le frequenze vicine a ff^*. Per guadagni d’anello stabili il cui modulo scende attraversando 11 una sola volta, il circuito è stabile se il margine di fase è positivo. È una conseguenza del criterio di stabilità di Nyquist, del 1932, che qui non si dimostra; nella pratica si chiedono almeno 45°45°-60°60°, perché tolleranze e capacità parassite spostano i poli.

Proposizione (due poli)

Se il guadagno d’anello è ωu/[s(1+s/ω1)]-\omega_u/[s(1 + s/\omega_1)], il guadagno reale ha il denominatore s2+ω1s+ωuω1s^2 + \omega_1s + \omega_u\omega_1, con pulsazione naturale ωuω1\sqrt{\omega_u\omega_1} e fattore di qualità Q=ωu/ω1Q = \sqrt{\omega_u/\omega_1}. Il margine di fase è φm=90°arctan(ω/ω1)\varphi_m = 90° - \arctan(\omega^*/\omega_1).

Dimostrazione.

Gloop/(1Gloop)=ωuω1/[s(s+ω1)+ωuω1]-G_{loop}/(1 - G_{loop}) = \omega_u\omega_1/[s(s + \omega_1) + \omega_u\omega_1]. Confrontando con s2+sωn/Q+ωn2s^2 + s\,\omega_n/Q + \omega_n^2, ωn=ωuω1\omega_n = \sqrt{\omega_u\omega_1} e Q=ωn/ω1Q = \omega_n/\omega_1. La fase di 1/[jω(1+jω/ω1)]-1/[j\omega(1 + j\omega/\omega_1)] è 180°90°arctan(ω/ω1)180° - 90° - \arctan(\omega/\omega_1).

Fine della dimostrazione.

Il modello vale quando l’operazionale ha il polo dominante molto sotto ω\omega^* e un secondo polo ω1\omega_1 lungo l’anello, e ωu\omega_u è la pulsazione a cui il guadagno d’anello scenderebbe a 11 senza il secondo polo. Con ω1=4ωu\omega_1 = 4\omega_u, Q=0,5Q = 0{,}5 e il margine è 76°76°: poli reali coincidenti, nessuna sovraelongazione. Con ω1=2ωu\omega_1 = 2\omega_u, Q=0,71Q = 0{,}71, margine 66°66° e sovraelongazione del 4%. Con ω1=ωu\omega_1 = \omega_u, Q=1Q = 1, margine 52°52° e 16%.

Un caso comune è l’inseguitore che pilota un carico capacitivo. La resistenza di uscita ror_o e la capacità CLC_L formano un polo lungo l’anello: con ro=100 Ωr_o = 100\ \Omega e CL=10C_L = 10 nF è a 159159 kHz, e con un prodotto guadagno-banda di 11 MHz il guadagno d’anello attraversa 00 dB a 383383 kHz con un margine di 22,5°22{,}5°. Il guadagno reale ha un picco di 2,562{,}56, cioè 8,28{,}2 dB, e la risposta al gradino supera il valore finale del 53%. Una resistenza da 100 Ω100\ \Omega in serie al carico, con la retroazione presa prima di essa, aggiunge uno zero a 159159 kHz e riporta il margine a 82°82°.

Il margine di fase Diagrammi di Bode del guadagno d'anello, con la frequenza in scala logaritmica da 1 hertz a 10 megahertz. In alto il modulo: 100 decibel fino a 10 hertz, poi discesa di 20 decibel per decade; con il carico capacitivo, da 159 kilohertz la discesa diventa di 40 decibel per decade. Il modulo attraversa zero decibel a circa 380 kilohertz, segnato da una linea verticale. In basso la fase: parte da 180 gradi, scende a 90 gradi dopo il primo polo; con il carico scende ancora verso zero, e alla frequenza di attraversamento vale circa 22 gradi, il margine di fase. Senza carico, tratteggiata, resta a 90 gradi. 100500 180°90° 10 Hz1 kHz100 kHz φm = 23° f* |Gloop| (dB) arg Gloop

Diagrammi di Bode del guadagno d’anello di un inseguitore con A0=105A_0 = 10^5, polo a 1010 Hz, ro=100 Ωr_o = 100\ \Omega e carico di 1010 nF, in arancio, e senza carico, tratteggiati. Alla frequenza ff^* a cui il modulo vale 00 dB la fase è il margine di fase: 22,5°22{,}5° con il carico, circa 90°90° senza.

Margine di fase e risposta al gradino Tre risposte a un gradino unitario in funzione del tempo. Con margine di fase di 76 gradi l'uscita sale senza superare il valore finale. Con 52 gradi supera il valore finale del 16 per cento e si assesta dopo una oscillazione. Con 23 gradi supera il valore finale di oltre il 50 per cento e oscilla a lungo prima di assestarsi. 1 1,5 0 10/ωu20/ωu30/ωu margine 76°, Q = 0,5 margine 52°, Q = 1 margine 23°, Q = 2,5 t

La risposta a un gradino unitario di un circuito con guadagno ideale 11 e guadagno d’anello a due poli, per tre margini di fase. Il tempo è in unità di 1/ωu1/\omega_u. Il caso a 23°23° è l’inseguitore con il carico capacitivo.

Comparatore e trigger di Schmitt

Senza retroazione un operazionale è un comparatore: con una tensione di riferimento su un ingresso e il segnale sull’altro, l’uscita va a una saturazione o all’altra secondo il segno della differenza. Serve ogni volta che bisogna decidere se una grandezza ha superato una soglia, ed è il punto in cui un segnale analogico diventa digitale. Il comparatore semplice ha due difetti. Per differenze di ingresso entro Vsat/AV_{sat}/A l’uscita sta a metà strada. E se il segnale è rumoroso e passa lentamente per la soglia, il rumore lo fa attraversare più volte, e l’uscita scatta avanti e indietro: un contatore conterebbe dieci passaggi invece di uno. Esistono circuiti integrati fatti apposta, i comparatori, più veloci degli operazionali e con uscite adatte alle porte logiche, ma i due difetti restano.

Comparatore e trigger di Schmitt con il rumore Tre tracce una sotto l'altra nello stesso intervallo di tempo. In alto un ingresso sinusoidale con del rumore sovrapposto, con tratteggiate la soglia zero e le soglie più e meno 1,09 volt. Al centro l'uscita del comparatore semplice, che a ogni passaggio dell'ingresso per lo zero scatta avanti e indietro più volte. In basso l'uscita del trigger di Schmitt, che a ogni semiperiodo scatta una volta sola. Vin + comparatore trigger di Schmitt

Un ingresso sinusoidale con del rumore, in alto, con la soglia a zero del comparatore e le soglie a ±1,09\pm1{,}09 V del trigger di Schmitt. Il comparatore semplice, al centro, scatta più volte a ogni passaggio per lo zero; il trigger di Schmitt, in basso, una volta sola.

Il trigger di Schmitt, inventato da Otto Schmitt negli anni Trenta per imitare la propagazione degli impulsi nervosi, risolve tutti e due i difetti con la retroazione positiva. Nella versione invertente il segnale va all’ingresso invertente, e un partitore R1R_1 verso massa e R2R_2 verso l’uscita riporta all’ingresso non invertente la frazione β=R1/(R1+R2)\beta = R_1/(R_1 + R_2) dell’uscita.

Proposizione (trigger di Schmitt)

Con uscita saturata a ±Vsat\pm V_{sat}, il trigger di Schmitt invertente commuta verso Vsat-V_{sat} quando l’ingresso sale sopra +βVsat+\beta V_{sat}, e torna a +Vsat+V_{sat} quando scende sotto βVsat-\beta V_{sat}. Il guadagno d’anello in continua è +A0β+A_0\beta, e se A0β>1A_0\beta > 1 l’uscita non ha stati intermedi stabili.

Dimostrazione.

Con l’uscita a +Vsat+V_{sat} l’ingresso non invertente sta a βVsat\beta V_{sat}, e l’uscita resta alta finché Vin<βVsatV_{in} < \beta V_{sat}. Quando VinV_{in} supera la soglia, la differenza di ingresso diventa negativa e l’uscita scende; scendendo abbassa l’ingresso non invertente e rende la differenza ancora più negativa, fino alla saturazione a Vsat-V_{sat}, dove la soglia è diventata βVsat-\beta V_{sat}. Per tornare alto l’ingresso deve scendere sotto questa. Per i punti intermedi, un’uscita uu torna all’ingresso non invertente come βu\beta u e all’uscita come +Aβu+A\beta u: il guadagno d’anello è positivo, e con A(s)=A0/(1+sτ0)A(s) = A_0/(1 + s\tau_0) il polo in s=(A0β1)/τ0s = (A_0\beta - 1)/\tau_0 ha parte reale positiva, come nella retroazione positiva.

Fine della dimostrazione.

La differenza tra le due soglie, 2βVsat2\beta V_{sat}, è l’isteresi: se supera l’ampiezza picco-picco del rumore, un solo attraversamento lento produce una sola commutazione. Con R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega, R2=100R_2 = 100 kΩ\Omega e Vsat=12V_{sat} = 12 V le soglie sono a ±1,09\pm1{,}09 V. Il circuito è un bistabile: dentro l’isteresi l’uscita dipende da dove l’ingresso è stato prima. Collegando R1R_1 a una tensione di riferimento invece che a massa, le due soglie si spostano intorno a quel valore.

Il trigger di Schmitt A sinistra lo schema del trigger di Schmitt invertente: l'ingresso V in va all'ingresso invertente dell'operazionale; l'ingresso non invertente è collegato a massa attraverso R 1 e all'uscita attraverso R 2. A destra la caratteristica: l'uscita vale più 12 volt finché l'ingresso, salendo, non supera 1,09 volt, poi scende a meno 12 volt; per tornare a più 12 volt l'ingresso deve scendere sotto meno 1,09 volt. Il ciclo percorso ha la forma di un rettangolo, e un punto lo percorre nell'animazione. Vin Vu R1 R2 1,09 V −1,09 V 12 V −12 V Vin Vu

Il trigger di Schmitt invertente e la sua caratteristica con R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega, R2=100R_2 = 100 kΩ\Omega e Vsat=±12V_{sat} = \pm12 V. Salendo, l’uscita scende a 12-12 V quando l’ingresso supera 1,091{,}09 V; scendendo, torna a +12+12 V sotto 1,09-1{,}09 V. Il punto percorre il ciclo nel verso delle frecce.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un amplificatore non invertente con R1=1R_1 = 1 kΩ\Omega e R2=100R_2 = 100 kΩ\Omega usa un operazionale con VOS=2V_{OS} = 2 mV, IB=20I_B = 20 nA e IOS=2I_{OS} = 2 nA. Quanto vale l’errore in uscita, senza e con la resistenza di compensazione sull’ingresso non invertente? Che peso ha per un segnale di 1010 mV?

Soluzione. Il fattore 1+R2/R11 + R_2/R_1 vale 101101: l’offset dà ±202\pm202 mV. Senza resistenza sul non invertente le correnti danno IBR2=2I_BR_2 = 2 mV. Con RP=R1R2=990 ΩR_P = R_1\parallel R_2 = 990\ \Omega danno IOSR2=±0,2I_{OS}R_2 = \pm0{,}2 mV. Il segnale di 1010 mV diventa 1,011{,}01 V, e l’errore dovuto all’offset è il 20%.

Commento. Qui la resistenza di compensazione non serve a molto: domina l’offset. Un operazionale di precisione, con offset di qualche decina di microvolt, porta l’errore sotto lo 0,5%0{,}5\%; se il segnale non ha componente continua, un condensatore in serie a R1R_1 porta a 11 il guadagno in continua dell’offset, e l’errore a pochi millivolt.

Esercizio 2. Un amplificatore invertente con R1=1R_1 = 1 kΩ\Omega e R2=10R_2 = 10 kΩ\Omega pilota un carico di 500 Ω500\ \Omega con una sinusoide a 2020 kHz. L’operazionale satura a ±12\pm12 V, eroga al massimo 2020 mA e ha slew rate 0,50{,}5 V/μs. Qual è l’ampiezza massima dell’ingresso?

Soluzione. Per la saturazione l’uscita deve stare sotto 1212 V: ingresso sotto 1,21{,}2 V. L’uscita fornisce la corrente del carico e quella di R2R_2, che va dall’uscita alla terra virtuale: Vu(1/500 Ω+1/10 kΩ)=Vu2,1V_u(1/500\ \Omega + 1/10\ \text{k}\Omega) = V_u\cdot2{,}1 mS 20\le 20 mA, cioè Vu9,5V_u \le 9{,}5 V e ingresso sotto 0,950{,}95 V. Per lo slew rate 2π20 kHzVu0,52\pi\cdot20\ \text{kHz}\cdot V_u \le 0{,}5 V/μs, cioè Vu4,0V_u \le 4{,}0 V e ingresso sotto 0,400{,}40 V. Il limite è lo slew rate: 0,400{,}40 V.

Commento. A frequenza più bassa il limite dello slew rate si allarga, e sotto circa 8,48{,}4 kHz comanda la corrente. I tre limiti vanno controllati tutti, perché quale conta dipende da frequenza, carico e guadagno.

Esercizio 3. Un amplificatore delle differenze con guadagno 1010 legge la tensione ai capi di un resistore di misura il cui lato basso sta a 2,52{,}5 V. Quanto può valere l’errore dovuto al modo comune con resistori all’1%? E allo 0,1%0{,}1\%?

Soluzione. Il guadagno di modo comune nel caso peggiore è 4tG/(1+G)=40,0110/11=0,0364tG/(1 + G) = 4\cdot0{,}01\cdot10/11 = 0{,}036, e i 2,52{,}5 V comuni danno in uscita fino a 9191 mV, come un segnale differenziale di 9,19{,}1 mV. Con lo 0,1%0{,}1\% il guadagno di modo comune scende a 0,00360{,}0036 e l’errore a 9,19{,}1 mV in uscita. Il CMRR passa da 275275, cioè 4949 dB, a 27502750, 6969 dB.

Commento. Se la tensione da misurare è di pochi millivolt, anche lo 0,1%0{,}1\% può non bastare. Per questo si usano reti di resistori integrate e tarate insieme, che hanno un rapporto preciso anche quando i valori assoluti non lo sono.

Esercizio 4. Un integratore con R=100R = 100 kΩ\Omega, C=10C = 10 nF e RF=10R_F = 10 MΩ\Omega riceve un’onda quadra di ±1\pm1 V a 11 kHz. Che forma ha l’uscita? Quanto può valere lo spostamento in continua con VOS=2V_{OS} = 2 mV e IB=20I_B = 20 nA?

Soluzione. Frequenza e periodo sono molto sopra 1/2πRFC=1,61/2\pi R_FC = 1{,}6 Hz, e il circuito integra. In ogni semiperiodo di 0,50{,}5 ms l’uscita varia con pendenza 1 V/RC=10001\ \text{V}/RC = 1000 V/s, cioè di 0,50{,}5 V: un’onda triangolare di ±0,25\pm0{,}25 V. In continua il circuito è un invertente con guadagno RF/R=100-R_F/R = -100: l’offset sposta l’uscita di 2 mV101=2022\ \text{mV}\cdot101 = 202 mV, la corrente di IBRF=200I_BR_F = 200 mV, fino a circa 0,40{,}4 V in tutto.

Commento. Senza RFR_F lo spostamento non si fermerebbe: l’uscita salirebbe di 22 V al secondo fino alla saturazione. La scelta di RFR_F è un compromesso tra l’errore in continua, che cresce con RFR_F, e la frequenza più bassa integrata, che cala con RFR_F.

Esercizio 5. Un sensore dà un segnale lento con un rumore di 0,20{,}2 V picco-picco, da confrontare con zero. Progettare un trigger di Schmitt invertente con soglie a circa ±0,5\pm0{,}5 V e Vsat=±12V_{sat} = \pm12 V, e stimare la velocità della commutazione con A0=105A_0 = 10^5 e polo a 1010 Hz.

Soluzione. Serve β=0,5/12=1/24\beta = 0{,}5/12 = 1/24, cioè R2=23R1R_2 = 23R_1: con R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega e il valore commerciale R2=220R_2 = 220 kΩ\Omega, β=1/23\beta = 1/23 e le soglie sono a ±0,52\pm0{,}52 V. L’isteresi di 1,041{,}04 V supera di cinque volte il rumore. Il guadagno d’anello è 105/2310^5/23, e l’esponenziale crescente ha costante di tempo τ0/(A0β1)=15,9 ms/4347=3,7 μ\tau_0/(A_0\beta - 1) = 15{,}9\ \text{ms}/4347 = 3{,}7\ \mus.

Commento. In pratica la commutazione è limitata dallo slew rate: con 0,30{,}3 V/μs, 2424 V di escursione richiedono 80 μ80\ \mus. Per commutazioni veloci si usa un comparatore integrato con lo stesso partitore di retroazione positiva.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione