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Segnali e rumore

Elettronica · Strumentazione elettronica Articolo

Percorso: Strumentazione elettronica · 7 di 17

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Indice

Che cosa si può sapere del rumore

Un segnale è una grandezza che varia nel tempo e porta un’informazione: la tensione di un sensore, la corrente di un fotodiodo. Tutto quello che vi si sovrappone in modo imprevedibile è rumore. Il rumore non si può prevedere istante per istante, ma si possono prevedere le sue proprietà statistiche: quanto è grande in media, quanto velocemente cambia, come si distribuisce tra le frequenze. Queste proprietà sono quelle che servono per progettare un circuito che lo riduca senza distruggere il segnale.

Il linguaggio per farlo mette insieme due strumenti: la trasformata di Fourier, che descrive un segnale in frequenza, e la teoria dei processi casuali, che descrive una grandezza aleatoria nel tempo. Il punto d’incontro è la densità spettrale di potenza, e il teorema di Wiener e Khinchin, che la lega all’autocorrelazione.

La trasformata di Fourier

La trasformata di Fourier di un segnale x(t)x(t) e la sua inversa sono

X(f)=+x(t)ej2πftdt,x(t)=+X(f)ej2πftdf.X(f) = \int_{-\infty}^{+\infty} x(t)\,e^{-j2\pi ft}\,dt , \qquad x(t) = \int_{-\infty}^{+\infty} X(f)\,e^{j2\pi ft}\,df .

Per i segnali che hanno sia la trasformata di Laplace sia quella di Fourier, la seconda è la prima calcolata in s=j2πfs = j2\pi f, la stessa sostituzione dei diagrammi di Bode. Scritta con la frequenza ff invece della pulsazione ω\omega, la coppia è simmetrica, senza fattori 2π2\pi.

Proposizione (proprietà della trasformata di Fourier)

Per segnali per cui le trasformate e gli integrali esistono:

  1. X(0)=x(t)dtX(0) = \int x(t)\,dt e x(0)=X(f)dfx(0) = \int X(f)\,df;
  2. x(t+τ)x(t + \tau) ha trasformata ej2πfτX(f)e^{j2\pi f\tau}X(f);
  3. x(at)x(at) ha trasformata X(f/a)/aX(f/a)/|a|, e se xx è reale x(t)x(-t) ha trasformata X(f)X^*(f);
  4. la convoluzione xy(t)=x(u)y(tu)dux * y(t) = \int x(u)\,y(t - u)\,du ha trasformata X(f)Y(f)X(f)\,Y(f);
  5. x(t)y(t)dt=X(f)Y(f)df\int x(t)\,y^*(t)\,dt = \int X(f)\,Y^*(f)\,df, e in particolare x(t)2dt=X(f)2df\int |x(t)|^2dt = \int |X(f)|^2df: è il teorema di Parseval.
Dimostrazione.

La prima segue dalle definizioni con f=0f = 0 e t=0t = 0. Per la seconda si pone u=t+τu = t + \tau: x(u)ej2πf(uτ)du=ej2πfτX(f)\int x(u)\,e^{-j2\pi f(u - \tau)}\,du = e^{j2\pi f\tau}X(f). Per la terza, con a>0a > 0 e u=atu = at, x(u)ej2π(f/a)udu/a=X(f/a)/a\int x(u)\,e^{-j2\pi(f/a)u}\,du/a = X(f/a)/a; con a<0a < 0 gli estremi di integrazione si scambiano e il segno cambia, da cui a|a|. Con a=1a = -1 si ottiene X(f)X(-f), e se xx è reale X(f)=x(t)ej2πftdt=X(f)X(-f) = \int x(t)\,e^{j2\pi ft}\,dt = X^*(f). Per la quarta si scambia l’ordine di integrazione:

 ⁣ ⁣x(u)y(tu)ej2πftdudt=x(u)ej2πfu[y(tu)ej2πf(tu)dt]du=X(f)Y(f).\begin{aligned} &\int\!\!\int x(u)\,y(t - u)\,e^{-j2\pi ft}\,du\,dt \\[0.5em] &= \int x(u)\,e^{-j2\pi fu}\left[\int y(t - u)\,e^{-j2\pi f(t - u)}\,dt\right]du = X(f)\,Y(f) . \end{aligned}

Per la quinta si scrive y(t)y^*(t) con la trasformata inversa e si scambia l’ordine di integrazione:

x(t)[Y(f)ej2πftdf]dt=Y(f)[x(t)ej2πftdt]df=X(f)Y(f)df.\begin{aligned} \int x(t)\left[\int Y(f)\,e^{j2\pi ft}\,df\right]^*dt &= \int Y^*(f)\left[\int x(t)\,e^{-j2\pi ft}\,dt\right]df \\[0.5em] &= \int X(f)\,Y^*(f)\,df . \end{aligned}

Fine della dimostrazione.

Un impulso rettangolare alto 11 e lungo TT, centrato nell’origine, ha trasformata T/2T/2ej2πftdt=sin(πfT)/πf=Tsinc(fT)\int_{-T/2}^{T/2}e^{-j2\pi ft}\,dt = \sin(\pi fT)/\pi f = T\,\text{sinc}(fT), con sinc(u)=sin(πu)/πu\text{sinc}(u) = \sin(\pi u)/\pi u. Dimezzando la durata la trasformata si allarga del doppio. È un fatto generale, che la prima proprietà rende quantitativo: se si chiamano durata equivalente T=xdt/x(0)T = \int x\,dt/x(0) e banda equivalente B=Xdf/X(0)B = \int X\,df/X(0), allora X(0)=x(0)TX(0) = x(0)T e x(0)=X(0)Bx(0) = X(0)B, e quindi

TB=1.TB = 1 .

Un segnale che dura un millisecondo occupa una banda di circa un kilohertz: per seguirlo, un amplificatore deve avere almeno quella banda.

Durata e banda A sinistra due impulsi rettangolari di altezza 1 centrati nell'origine: uno largo T, blu, e uno largo la metà, arancio. A destra le loro trasformate di Fourier, a forma di seno cardinale: quella dell'impulso largo è alta T e si annulla la prima volta a una frequenza 1 su T; quella dell'impulso stretto è alta la metà e larga il doppio. Un rettangolo tratteggiato alto T e largo 1 su T ha la stessa area della prima trasformata. −T/2 T/2 1/T 2/T −1/T 1 T x(t) X(f) t f

Due impulsi rettangolari di durata TT, blu, e T/2T/2, arancio, e le loro trasformate. L’impulso più breve ha una trasformata più bassa e larga il doppio. Il rettangolo tratteggiato, alto TT e largo 1/T1/T, ha la stessa area della trasformata del primo impulso.

Correlazione ed energia

Un segnale con x2(t)dt\int x^2(t)\,dt finito si chiama segnale di energia, e l’integrale è la sua energia EE: un’energia in senso lato, perché per ottenere joule servirebbe una resistenza. Per due segnali di energia reali la correlazione mutua e l’autocorrelazione sono

kxy(τ)=x(t)y(t+τ)dt,kxx(τ)=x(t)x(t+τ)dt.k_{xy}(\tau) = \int x(t)\,y(t + \tau)\,dt , \qquad k_{xx}(\tau) = \int x(t)\,x(t + \tau)\,dt .

La correlazione mutua misura quanto due segnali si somigliano quando uno è spostato di τ\tau rispetto all’altro; l’autocorrelazione quanto un segnale somiglia a sé stesso spostato, cioè quanto il suo valore in un istante permette di prevedere quello un po’ dopo.

Proposizione (autocorrelazione di un segnale di energia)

Per segnali di energia reali:

  1. kxy(τ)=kyx(τ)k_{xy}(\tau) = k_{yx}(-\tau), e l’autocorrelazione è pari;
  2. kxy(τ)ExEy|k_{xy}(\tau)| \le \sqrt{E_xE_y}, e kxx(τ)kxx(0)=E|k_{xx}(\tau)| \le k_{xx}(0) = E;
  3. la trasformata di Fourier dell’autocorrelazione è X(f)2|X(f)|^2, e quindi E=X(f)2dfE = \int |X(f)|^2\,df.

X(f)2|X(f)|^2 si chiama densità spettrale di energia.

Dimostrazione.

La prima si ottiene con u=t+τu = t + \tau: x(uτ)y(u)du=kyx(τ)\int x(u - \tau)\,y(u)\,du = k_{yx}(-\tau). La seconda è la disuguaglianza di Cauchy e Schwarz, (x(t)y(t+τ)dt)2x2dty2(t+τ)dt=ExEy(\int x(t)\,y(t + \tau)\,dt)^2 \le \int x^2\,dt\cdot\int y^2(t + \tau)\,dt = E_xE_y. Per la terza, con x~(t)=x(t)\tilde x(t) = x(-t), la convoluzione x~x(τ)=x(u)x(τu)du\tilde x * x(\tau) = \int x(-u)\,x(\tau - u)\,du diventa, con t=ut = -u, x(t)x(τ+t)dt=kxx(τ)\int x(t)\,x(\tau + t)\,dt = k_{xx}(\tau). Per le proprietà della trasformata, x~\tilde x ha trasformata XX^*, e la convoluzione ha trasformata XX=X2X^*X = |X|^2. L’energia è kxx(0)k_{xx}(0), e per la prima proprietà della trasformata è l’integrale di X2|X|^2.

Fine della dimostrazione.

L’autocorrelazione dell’impulso rettangolare alto AA e lungo TT è il triangolo A2(Tτ)A^2(T - |\tau|), per τ<T|\tau| < T: l’area della sovrapposizione tra l’impulso e la sua copia spostata. La sua trasformata è A2T2sinc2(fT)A^2T^2\,\text{sinc}^2(fT), il quadrato della trasformata dell’impulso, come dice la proposizione.

Autocorrelazione di un impulso A sinistra un impulso rettangolare blu, alto A tra zero e T, e una sua copia arancio tratteggiata che scorre avanti e indietro, spostata del ritardo tau. A destra l'autocorrelazione in funzione di tau: un triangolo alto A al quadrato per T, che si annulla per tau uguale a più e meno T. Un punto percorre il triangolo seguendo il ritardo della copia: è in cima quando la copia coincide con l'impulso e scende a zero quando le due non si sovrappongono più. 0 T −T T A A²T x(t), x(t + τ) k(τ) t τ

L’autocorrelazione di un impulso rettangolare. A sinistra l’impulso e la sua copia spostata del ritardo τ\tau; a destra l’autocorrelazione, che segue l’area della sovrapposizione: massima quando le due coincidono, nulla quando non si toccano.

Una sinusoide, o il rumore di un amplificatore acceso da un’ora, non ha energia finita: è un segnale di potenza. Si tronca il segnale all’intervallo [T,T][-T, T], se ne calcola la trasformata XT(f)X_T(f), e si divide per la durata prima di far tendere TT all’infinito. L’autocorrelazione diventa

Kxx(τ)=limT12TTTx(t)x(t+τ)dt,K_{xx}(\tau) = \lim_{T\to\infty}\frac{1}{2T}\int_{-T}^{T} x(t)\,x(t + \tau)\,dt ,

la potenza è P=Kxx(0)P = K_{xx}(0), la media di x2x^2, e il ruolo di X2|X|^2 lo prende la densità spettrale di potenza S(f)=limTXT(f)2/2TS(f) = \lim_{T\to\infty}|X_T(f)|^2/2T, con P=S(f)dfP = \int S(f)\,df. Per una sinusoide Bcos(2πfrt)B\cos(2\pi f_rt) l’autocorrelazione è (B2/2)cos(2πfrτ)(B^2/2)\cos(2\pi f_r\tau), e la densità spettrale è fatta di due impulsi, (B2/4)[δ(ffr)+δ(f+fr)](B^2/4)[\delta(f - f_r) + \delta(f + f_r)]: la potenza B2/2B^2/2 è tutta concentrata alla frequenza della sinusoide.

Processi casuali

Il rumore di un amplificatore non è un segnale preciso, ma uno tra i tanti che lo stesso amplificatore avrebbe potuto produrre. Lo si descrive come un processo casuale: una famiglia di funzioni del tempo, le realizzazioni, con una distribuzione di probabilità. A un istante fissato tt il processo è una variabile aleatoria, con densità di probabilità p(x;t)p(x; t); fissata la realizzazione, è una funzione del tempo come le altre. Le grandezze che lo caratterizzano sono le medie sull’insieme delle realizzazioni:

xˉ(t)=xp(x;t)dx,σx2(t)=x2(t)xˉ2(t),Rxx(t1,t2)=x(t1)x(t2),\begin{gathered} \bar x(t) = \int x\,p(x; t)\,dx , \qquad \sigma_x^2(t) = \overline{x^2}(t) - \bar x^2(t) , \\[0.5em] R_{xx}(t_1, t_2) = \overline{x(t_1)\,x(t_2)} , \end{gathered}

la media, la varianza e l’autocorrelazione, dove la barra indica la media sull’insieme, calcolata con la densità di probabilità congiunta dei valori ai due istanti.

Un processo è stazionario se le sue proprietà statistiche non cambiano spostando l’origine dei tempi: la densità p(x;t)p(x; t) non dipende da tt, e quella congiunta di due istanti dipende solo dalla loro distanza τ=t2t1\tau = t_2 - t_1. La media e la varianza sono costanti, e l’autocorrelazione è una funzione del solo ritardo, Rxx(τ)R_{xx}(\tau), con Rxx(0)=x2R_{xx}(0) = \overline{x^2}. Qui si considerano processi a media nulla, per cui Rxx(0)=σx2R_{xx}(0) = \sigma_x^2.

In laboratorio, però, si ha quasi sempre un solo amplificatore, e le medie si fanno nel tempo. Un processo è ergodico se le medie temporali di una realizzazione coincidono con le medie sull’insieme: x=xˉ\langle x\rangle = \bar x e Kxx(τ)=Rxx(τ)K_{xx}(\tau) = R_{xx}(\tau). Un processo ergodico è stazionario; il contrario non vale. Il processo x(t)=Ax(t) = A, con AA un numero casuale scelto una volta per tutte, è stazionario, perché nessun istante è diverso dagli altri, ma la media temporale di ogni realizzazione è il suo valore di AA, non la media di AA sull’insieme. I rumori elettronici di un circuito in condizioni stabili sono considerati ergodici, e le loro proprietà si misurano su un solo esemplare.

Medie d'insieme e medie temporali A sinistra quattro tracce di rumore una sopra l'altra, quattro realizzazioni dello stesso processo. Una linea verticale tratteggiata le taglia tutte allo stesso istante t 0, e un punto arancio segna il valore di ciascuna in quell'istante. A destra quattro linee orizzontali ad altezze diverse, le realizzazioni di un processo che resta costante a un valore casuale, con la stessa linea verticale e i punti. x₁x₂x₃x₄ t₀ t₀ rumore x(t) = A

A sinistra quattro realizzazioni di un rumore: la media sull’insieme usa i loro valori allo stesso istante t0t_0, la media temporale una sola traccia nel tempo, e per questo processo le due coincidono. A destra le realizzazioni del processo x(t)=Ax(t) = A: stazionario, ma non ergodico.

Molti rumori nascono dalla somma di un gran numero di contributi indipendenti, gli urti di moltissimi elettroni o i passaggi di moltissime cariche. Per il teorema del limite centrale la loro distribuzione è gaussiana, con densità ex2/2σ2/2πσe^{-x^2/2\sigma^2}/\sqrt{2\pi}\sigma: il valore sta entro ±σ\pm\sigma il 68% del tempo, entro ±3σ\pm3\sigma il 99,7%. Per questo il valore da picco a picco di un rumore visto su un oscilloscopio è circa sei volte il suo valore efficace σ\sigma.

La densità spettrale di potenza

Ogni realizzazione di un processo stazionario è un segnale di potenza, con la sua densità spettrale, che però cambia da una realizzazione all’altra. La densità spettrale di potenza del processo è la sua media sull’insieme:

S(f)=limTXT(f)22T.S(f) = \lim_{T\to\infty}\frac{\overline{|X_T(f)|^2}}{2T} .

Teorema (di Wiener e Khinchin)

Per un processo stazionario a media nulla con autocorrelazione assolutamente integrabile, la densità spettrale di potenza è la trasformata di Fourier dell’autocorrelazione:

S(f)=+Rxx(τ)ej2πfτdτ.S(f) = \int_{-\infty}^{+\infty} R_{xx}(\tau)\,e^{-j2\pi f\tau}\,d\tau .
Dimostrazione.

Con XT(f)=TTx(t1)ej2πft1dt1X_T(f) = \int_{-T}^{T}x(t_1)\,e^{-j2\pi ft_1}\,dt_1 e il suo coniugato scritto con t2t_2, la media sull’insieme passa dentro gli integrali, e la sola parte aleatoria è x(t1)x(t2)x(t_1)\,x(t_2), la cui media è Rxx(t1t2)R_{xx}(t_1 - t_2) perché l’autocorrelazione è pari:

XT(f)2=TT ⁣ ⁣TTRxx(t1t2)ej2πf(t1t2)dt1dt2.\overline{|X_T(f)|^2} = \int_{-T}^{T}\!\!\int_{-T}^{T} R_{xx}(t_1 - t_2)\,e^{-j2\pi f(t_1 - t_2)}\,dt_1\,dt_2 .

La funzione integranda dipende solo da τ=t1t2\tau = t_1 - t_2. Nel quadrato [T,T]2[-T, T]^2 le coppie con differenza τ\tau, per τ2T|\tau| \le 2T, stanno su un segmento la cui proiezione su un asse è lunga 2Tτ2T - |\tau|, e l’integrale doppio diventa semplice:

XT(f)22T=2T2T(1τ2T)Rxx(τ)ej2πfτdτ.\frac{\overline{|X_T(f)|^2}}{2T} = \int_{-2T}^{2T}\left(1 - \frac{|\tau|}{2T}\right)R_{xx}(\tau)\,e^{-j2\pi f\tau}\,d\tau .

Per TT \to \infty il fattore tra parentesi tende a 11 per ogni τ\tau, e l’integrando resta limitato in modulo da Rxx(τ)|R_{xx}(\tau)|, integrabile: per il teorema della convergenza dominata il limite è la trasformata di RxxR_{xx}.

Fine della dimostrazione.

Dal teorema seguono le proprietà che si usano sempre. S(f)S(f) è reale e pari, perché lo è l’autocorrelazione, e non negativa, perché è il limite di quantità non negative. La varianza del rumore è l’area della densità spettrale, σ2=Rxx(0)=S(f)df\sigma^2 = R_{xx}(0) = \int S(f)\,df. Nei circuiti interessano solo le frequenze positive, e si usa la densità spettrale unilatera Su(f)=2S(f)S_u(f) = 2S(f) per f0f \ge 0, con la stessa area: da qui in avanti, salvo avviso, le densità spettrali sono unilatere. Una tensione di rumore ha densità in V²/Hz, e la sua radice, in V/√Hz, è la grandezza che si trova nei datasheet: un operazionale con 1010 nV/√Hz, in una banda piatta di 1010 kHz, ha un rumore efficace di 10 nV104=110\ \text{nV}\cdot\sqrt{10^4} = 1 μV.

La non negatività ha una conseguenza curiosa: non ogni funzione pari può essere un’autocorrelazione. Un rettangolo, per esempio, no, perché la sua trasformata è un seno cardinale, che ha lobi negativi.

Proposizione (somma di processi incorrelati e media di misure)

Se x(t)x(t) e y(t)y(t) sono processi stazionari a media nulla incorrelati, cioè x(t1)y(t2)=0\overline{x(t_1)\,y(t_2)} = 0 per ogni t1t_1 e t2t_2, la loro somma ha autocorrelazione Rxx+RyyR_{xx} + R_{yy} e densità spettrale Sx+SyS_x + S_y: le varianze si sommano. In particolare la media di NN variabili aleatorie incorrelate con la stessa varianza σ2\sigma^2 ha varianza σ2/N\sigma^2/N.

Dimostrazione.

(x1+y1)(x2+y2)=x1x2+x1y2+y1x2+y1y2\overline{(x_1 + y_1)(x_2 + y_2)} = \overline{x_1x_2} + \overline{x_1y_2} + \overline{y_1x_2} + \overline{y_1y_2}, e i termini misti sono nulli. La trasformata della somma è la somma delle trasformate. Per la media, la varianza di x1++xNx_1 + \dots + x_N è la somma delle varianze, Nσ2N\sigma^2, perché i termini misti sono nulli; dividendo la somma per NN la varianza si divide per N2N^2.

Fine della dimostrazione.

È la regola con cui si combinano i rumori: due sorgenti indipendenti da 33 e 44 μV efficaci danno 55 μV, non 77. Ed è la ragione, vista nell’introduzione, per cui la media di NN misure riduce il rumore di N\sqrt N: a patto che le misure siano davvero incorrelate, cioè più distanti nel tempo di quanto dura l’autocorrelazione del rumore.

Il rumore bianco

Un rumore la cui autocorrelazione è un impulso,

Rnn(τ)=λδ(τ),R_{nn}(\tau) = \lambda\,\delta(\tau) ,

si chiama rumore bianco: il valore in un istante non dice nulla di quello in qualsiasi altro istante, e per il teorema di Wiener e Khinchin la densità spettrale bilatera è costante, S(f)=λS(f) = \lambda, come la luce bianca contiene tutti i colori. La sua varianza, l’area di una costante su tutte le frequenze, è infinita: nessun rumore fisico è bianco. I rumori reali hanno autocorrelazione nulla solo oltre un certo tempo di correlazione τ0\tau_0, e per il legame tra durata e banda la loro densità spettrale è costante fino a frequenze dell’ordine di 1/τ01/\tau_0. Per i circuiti che lavorano a frequenze molto più basse sono bianchi, e il modello funziona.

Per esempio, con l’autocorrelazione triangolare R(τ)=n2(1τ/τ0)R(\tau) = \overline{n^2}(1 - |\tau|/\tau_0), la densità spettrale bilatera è n2τ0sinc2(fτ0)\overline{n^2}\tau_0\,\text{sinc}^2(f\tau_0), come per il triangolo dell’impulso rettangolare. Il suo valore a frequenza zero, per l’area totale, dà la varianza: una densità costante S(0)S(0) fino alla frequenza fnf_n, bilatera tra fn-f_n e fnf_n, ha la stessa area se 2fnS(0)=n22f_nS(0) = \overline{n^2}, cioè

fn=12τ0.f_n = \frac{1}{2\tau_0} .

È la banda equivalente di rumore, un’idea che tornerà per i filtri.

Un rumore quasi bianco A sinistra l'autocorrelazione di un rumore: un triangolo alto n al quadrato che si annulla per tau uguale a più e meno tau zero. A destra la densità spettrale di potenza unilatera: vale il suo massimo a frequenza zero, resta quasi costante fino a frequenze piccole rispetto a 1 su tau zero, e si annulla la prima volta a 1 su tau zero. Un rettangolo tratteggiato, alto quanto il valore a frequenza zero e largo 1 su due tau zero, ha la stessa area della curva. −τ₀ τ₀ 1/2τ₀ 1/τ₀ 2n²τ₀ R(τ) Su(f) τ f

Un rumore con autocorrelazione triangolare di durata τ0\tau_0. La densità spettrale unilatera è quasi costante fino a frequenze piccole rispetto a 1/τ01/\tau_0; il rettangolo tratteggiato, largo fn=1/2τ0f_n = 1/2\tau_0, ha la stessa area.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un impulso rettangolare di ampiezza 11 V e durata T=1T = 1 ms: quanto vale la sua energia? Che frazione dell’energia cade tra 1/T-1/T e 1/T1/T?

Soluzione. L’energia è x2dt=1 V21 ms=103\int x^2\,dt = 1\ \text{V}^2\cdot1\ \text{ms} = 10^{-3} V²·s. La densità spettrale di energia è T2sinc2(fT)T^2\text{sinc}^2(fT), e la frazione cercata è 1/T1/TT2sinc2(fT)df/T=11sinc2(u)du\int_{-1/T}^{1/T}T^2\text{sinc}^2(fT)\,df/T = \int_{-1}^{1}\text{sinc}^2(u)\,du, che calcolata numericamente vale 0,9030{,}903: il 90% dell’energia sta nel lobo centrale, largo ±1\pm1 kHz.

Commento. Un amplificatore con 11 kHz di banda trasmette il 90% dell’energia dell’impulso, e ne arrotonda i fronti. Per conservare la forma dei fronti servono bande dieci volte maggiori; per misurare solo l’area dell’impulso bastano bande minori.

Esercizio 2. Il processo x(t)=Bcos(2πfrt+φ)x(t) = B\cos(2\pi f_rt + \varphi) ha fase φ\varphi distribuita uniformemente tra π-\pi e π\pi. Calcolare media, autocorrelazione e densità spettrale. È ergodico nella media?

Soluzione. La media sull’insieme è ππBcos(2πfrt+φ)dφ/2π=0\int_{-\pi}^{\pi}B\cos(2\pi f_rt + \varphi)\,d\varphi/2\pi = 0. L’autocorrelazione è B2cos(α)cos(α+2πfrτ)\overline{B^2\cos(\alpha)\cos(\alpha + 2\pi f_r\tau)} con α=2πfrt+φ\alpha = 2\pi f_rt + \varphi; con cosacosb=[cos(ab)+cos(a+b)]/2\cos a\cos b = [\cos(a - b) + \cos(a + b)]/2 il secondo termine ha media nulla, e resta (B2/2)cos(2πfrτ)(B^2/2)\cos(2\pi f_r\tau), che non dipende da tt: il processo è stazionario. La densità spettrale bilatera è (B2/4)[δ(ffr)+δ(f+fr)](B^2/4)[\delta(f - f_r) + \delta(f + f_r)], e quella unilatera un solo impulso di area B2/2B^2/2 a frf_r. La media temporale di ogni realizzazione è zero, come quella d’insieme.

Commento. È il modello di un disturbo sinusoidale di fase ignota, come la tensione di rete che si accoppia a un circuito. La sua potenza non si distribuisce in frequenza: un filtro stretto intorno a frf_r la cattura tutta, uno che la esclude la toglie tutta.

Esercizio 3. Un operazionale ha un rumore di tensione di 1010 nV/√Hz e la sorgente all’ingresso ne aggiunge 2020 nV/√Hz, indipendenti e bianchi. Quanto vale il rumore totale in una banda di 1010 kHz? Quale ampiezza da picco a picco ci si aspetta sull’oscilloscopio?

Soluzione. Le densità di potenza si sommano: 102+202=50010^2 + 20^2 = 500 nV²/Hz, cioè 22,422{,}4 nV/√Hz. In 1010 kHz il rumore efficace è 22,4 nV100=2,2422{,}4\ \text{nV}\cdot100 = 2{,}24 μV. Se è gaussiano, l’ampiezza da picco a picco che si vede quasi sempre è circa 6σ6\sigma, 1313 μV.

Commento. Il contributo più grande domina: dimezzare il rumore dell’operazionale porterebbe il totale da 22,422{,}4 a 20,620{,}6 nV/√Hz, un miglioramento dell’8%. Prima di cercare l’amplificatore più silenzioso conviene sapere quanto rumore porta la sorgente.

Esercizio 4. Un rumore stazionario ha autocorrelazione R(τ)=σ2eτ/τcR(\tau) = \sigma^2e^{-|\tau|/\tau_c}. Trovare la densità spettrale unilatera e la banda equivalente fnf_n per cui Su(0)fn=σ2S_u(0)f_n = \sigma^2.

Soluzione. La densità bilatera è

S(f)=σ2+eτ/τcej2πfτdτ=2σ2Re0eτ(1/τc+j2πf)dτ=2σ2τc1+(2πfτc)2,\begin{aligned} S(f) &= \sigma^2\int_{-\infty}^{+\infty}e^{-|\tau|/\tau_c}\,e^{-j2\pi f\tau}\,d\tau = 2\sigma^2\,\text{Re}\int_0^{\infty}e^{-\tau(1/\tau_c + j2\pi f)}\,d\tau \\[0.5em] &= \frac{2\sigma^2\tau_c}{1 + (2\pi f\tau_c)^2} , \end{aligned}

e quella unilatera il doppio, 4σ2τc/[1+(2πfτc)2]4\sigma^2\tau_c/[1 + (2\pi f\tau_c)^2]. Con Su(0)=4σ2τcS_u(0) = 4\sigma^2\tau_c, la banda equivalente è fn=1/4τcf_n = 1/4\tau_c.

Commento. È lo spettro di un rumore bianco passato attraverso un filtro RC con τc=RC\tau_c = RC: piatto fino a 1/2πRC1/2\pi RC, poi in calo di 2020 dB per decade. La banda equivalente, 1/4RC1/4RC, è più grande della banda a 3-3 dB, 1/2πRC1/2\pi RC, di un fattore π/2\pi/2. Il prossimo articolo userà questo risultato per il rumore termico.

Esercizio 5. Un sistema misura una tensione ogni millisecondo, con un rumore di 11 mV efficace. Quante misure servono per ridurre il rumore della media a 1010 μV, e quanto tempo? E se il rumore ha tempo di correlazione di 1010 ms?

Soluzione. Con misure incorrelate, σ/N=10\sigma/\sqrt N = 10 μV richiede N=104N = 10^4 misure, 1010 s. Se il tempo di correlazione è 1010 ms, misure a un millisecondo di distanza sono quasi uguali tra loro, e contano come una sola misura ogni qualche decina di millisecondi: per avere 10410^4 misure indipendenti servono alcuni minuti.

Commento. Mediare campioni troppo fitti non riduce il rumore, perché il rumore non ha avuto il tempo di cambiare. Il modo giusto di contare è in frequenza: la media su un tempo TT è un filtro, e ciò che conta è quanta densità spettrale del rumore cade nella sua banda. È il tema degli articoli sul recupero dei segnali.

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