Vai al contenuto
Emmy

Il transistore MOSFET

Elettronica · Dispositivi elettronici Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 11 di 20

Prima di questo, potrebbe interessarti: Il condensatore MOS

Indice

Dal condensatore al transistore

Nel condensatore MOS una tensione di gate sopra la soglia crea sotto l’ossido uno strato di elettroni. Se ai due lati del gate si mettono due zone n+n^+, lo strato le collega, e tra le due può passare una corrente che il gate accende e spegne. È il transistore a effetto di campo metallo-ossido-semiconduttore, MOSFET, costruito da Mohamed Atalla e Dawon Kahng ai Bell Labs nel 1959.

Per qualche anno sembrò una curiosità: era più lento dei transistori bipolari del tempo, e le sue soglie cambiavano nel tempo. Ma è più semplice da fabbricare, occupa meno spazio e il suo gate non assorbe corrente. Nel 1963 Frank Wanlass e Chih-Tang Sah, alla Fairchild, mostrarono che un transistore a canale nn e uno a canale pp collegati insieme consumano potenza quasi solo mentre commutano: è la tecnologia CMOS, su cui si reggono oggi quasi tutti i circuiti digitali. Il MOSFET è il dispositivo fabbricato in più esemplari nella storia dell’umanità.

Un MOSFET è fatto di un substrato di silicio pp, il body, con due zone n+n^+ affiorate in superficie, il source e il drain, e tra le due una struttura MOS con il suo gate. La distanza tra le zone n+n^+ è la lunghezza di canale LL, la loro estensione nella direzione perpendicolare è la larghezza WW. Source e drain sono di solito identici: si chiama source quello a potenziale più basso, da cui partono gli elettroni, e drain l’altro. I terminali sono quattro. Finché non si dice altro, il body è collegato al source.

La struttura di un MOSFET a canale n Sezione di un MOSFET a canale n. Un blocco di silicio di tipo p, il substrato, ha in alto a sinistra e in alto a destra due zone n più, il source e il drain, separate da una distanza L. Tra le due, sulla superficie, uno strato sottile di ossido e sopra il gate. Sotto l'ossido una striscia blu sottile, il canale di elettroni, unisce source e drain; una linea tratteggiata segna il bordo della zona svuotata attorno alle zone n più e sotto il canale. Quattro terminali: source, gate e drain in alto, body in basso. S G D B n⁺ n⁺ source drain gate canale substrato p (body) zona svuotata L

La sezione di un MOSFET a canale nn, non in scala. Tra le due zone n+n^+ di source e drain, sotto l’ossido del gate, c’è il canale di elettroni; la linea tratteggiata segna il bordo della zona svuotata. La larghezza WW è perpendicolare al disegno.

Un transistore in contenitore plastico nero rettangolare con un foro per la vite di fissaggio in alto e tre reofori metallici in basso; sulla plastica sono stampati la sigla IRFIBC30G e il marchio del costruttore.

Un MOSFET di potenza da 600600 V in contenitore TO-220 FullPAK, tutto di plastica isolante, che si avvita al dissipatore senza isolatori. I tre reofori sono gate, drain e source; il body è collegato al source all’interno. Nei MOSFET di potenza la corrente scorre in verticale, dalla superficie al retro del chip, attraverso migliaia di celle in parallelo, ma il principio è quello di queste pagine.

Retired electrician, CC0, via Wikimedia Commons

Acceso e spento

Con VGSV_{GS} sotto la soglia non c’è canale. Tra source e drain ci sono due giunzioni pnpn affiancate con i versi opposti, source-body e body-drain: con il drain positivo la seconda è in inversa, e passa al più la sua piccola corrente inversa. Il transistore è interdetto, e si prende ID0I_D \approx 0.

Con VGSV_{GS} sopra la soglia, sotto l’ossido c’è uno strato di elettroni che unisce le due zone n+n^+. Con il drain positivo gli elettroni vanno dal source al drain, e la corrente convenzionale IDI_D entra nel drain ed esce dal source. Il canale è separato dal body dalla zona svuotata e dal gate dall’ossido: la corrente non ha altre strade, e quella che esce dal source è uguale a quella che entra nel drain. Il gate, idealmente, non porta corrente.

Nel condensatore MOS isolato lo strato di inversione si forma in secondi, perché gli elettroni vengono dalla generazione termica. Nel MOSFET vengono dal source, e il canale si forma in tempi dell’ordine dei picosecondi.

La corrente nella zona ohmica

Si prende l’asse yy lungo il canale, dal source (y=0y = 0) al drain (y=Ly = L), e si chiama V(y)V(y) la tensione del canale in yy rispetto al source: V(0)=0V(0) = 0 e V(L)=VDSV(L) = V_{DS}.

Teorema (corrente del MOSFET in zona ohmica)

In un MOSFET a canale nn con il body collegato al source, VGS>VTHV_{GS} > V_{TH} e 0VDSVGSVTH0 \le V_{DS} \le V_{GS} - V_{TH}, se

  • in ogni punto del canale la carica di inversione per unità di area è quella del condensatore MOS con la tensione VGSV(y)V_{GS} - V(y) tra gate e canale, Qn(y)=Cox(VGSV(y)VTH)Q_n(y) = -C_{ox}\left(V_{GS} - V(y) - V_{TH}\right), con la stessa soglia in tutto il canale,
  • la mobilità μn\mu_n degli elettroni nel canale è costante e la corrente è solo di deriva,

allora

ID=μnCoxWL[(VGSVTH)VDSVDS22].I_D = \mu_nC_{ox}\frac{W}{L}\left[\left(V_{GS} - V_{TH}\right)V_{DS} - \frac{V_{DS}^2}{2}\right] .
Dimostrazione.

Nel tratto di canale in yy la carica per unità di lunghezza è WQn(y)WQ_n(y), e gli elettroni si muovono verso il drain con velocità di deriva μndV/dy\mu_n\,dV/dy. La corrente che entra nel drain è quindi

ID=WQn(y)μndVdy=μnCoxW(VGSVTHV)dVdy.I_D = -WQ_n(y)\,\mu_n\frac{dV}{dy} = \mu_nC_{ox}W\left(V_{GS} - V_{TH} - V\right)\frac{dV}{dy} .

La corrente è la stessa in ogni sezione del canale, perché non ha altre strade. Integrando i due membri in yy da 00 a LL, a sinistra si ottiene IDLI_DL, e a destra, cambiando variabile da yy a VV,

IDL=μnCoxW0VDS(VGSVTHV)dV=μnCoxW[(VGSVTH)VDSVDS22],\begin{aligned} I_DL &= \mu_nC_{ox}W\int_0^{V_{DS}}\left(V_{GS} - V_{TH} - V\right)dV \\ &= \mu_nC_{ox}W\left[\left(V_{GS} - V_{TH}\right)V_{DS} - \frac{V_{DS}^2}{2}\right] , \end{aligned}

che, divisa per LL, è la tesi. La condizione VDSVGSVTHV_{DS} \le V_{GS} - V_{TH} garantisce che VGSV(y)VTH0V_{GS} - V(y) - V_{TH} \ge 0 in tutto il canale, dove VV va da 00 a VDSV_{DS}.

Fine della dimostrazione.

La prima ipotesi si chiama approssimazione di canale graduale: la tensione cambia lungo il canale molto più lentamente che attraverso l’ossido, e ogni tratto di canale si comporta come un condensatore MOS. Nel condensatore MOS la carica di inversione è fatta di elettroni in equilibrio con il body; qui sono in equilibrio con il canale, che sta alla tensione V(y)V(y), e la stessa soglia vale solo in prima approssimazione: la correzione, l’effetto body, è più avanti.

La mobilità nel canale è più bassa di quella nel silicio: gli elettroni urtano contro le irregolarità dell’interfaccia e sono schiacciati contro l’ossido dal campo del gate. Valori tipici sono circa 500500 cm²/(V·s) per gli elettroni e 180180 per le lacune, contro i 14001400 e i 470470 del silicio poco drogato; dipendono dal campo verticale e dalla qualità dell’interfaccia, e nei conti si prendono come parametri misurati.

Per VDSV_{DS} piccola il termine quadratico si trascura, e la corrente è proporzionale alla tensione: il transistore è un resistore di valore

Rch=1μnCox(W/L)(VGSVTH),R_{ch} = \frac{1}{\mu_nC_{ox}\,(W/L)\left(V_{GS} - V_{TH}\right)} ,

controllato dalla tensione del gate. Per questo la zona si chiama ohmica; alcuni testi la chiamano lineare, o di triodo. Per VDSV_{DS} più grande la curva si piega: la tensione del canale sale andando verso il drain, la tensione tra gate e canale scende, e con lei la carica. Il canale si assottiglia verso il drain e conduce meno.

Negli esempi di questo articolo il transistore di riferimento ha la struttura MOS dell’articolo precedente, con Cox=345C_{ox} = 345 nF/cm² e VTH=0,34V_{TH} = 0{,}34 V, un canale largo 10 μ10\ \mum e lungo 1 μ1\ \mum, e mobilità 500500 cm²/(V·s). Il prodotto μnCoxW/L\mu_nC_{ox}W/L vale 1,731{,}73 mA/V², e con VGSVTH=1V_{GS} - V_{TH} = 1 V la resistenza del canale è 580 Ω580\ \Omega.

Strozzamento e saturazione

La formula della zona ohmica, come funzione di VDSV_{DS}, ha il massimo in VDS=VGSVTHV_{DS} = V_{GS} - V_{TH}. Lì la carica del canale all’estremo del drain è zero: il canale è strozzato (in inglese pinch-off), e la tensione si chiama tensione di saturazione, VDS,sat=VGSVTHV_{DS,sat} = V_{GS} - V_{TH}. Oltre, la formula darebbe una corrente che scende, e non vale più.

Proposizione (corrente in saturazione)

Con le ipotesi del teorema, se VDSVGSVTHV_{DS} \ge V_{GS} - V_{TH} e il punto di strozzamento resta all’estremo del drain,

ID=k(VGSVTH)2,k=12μnCoxWL.I_D = k\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2 , \qquad k = \frac{1}{2}\mu_nC_{ox}\frac{W}{L} .
Dimostrazione.

Oltre VDS,satV_{DS,sat} il canale arriva fino al punto di strozzamento PP, dove la carica è nulla e quindi V(P)=VGSVTHV(P) = V_{GS} - V_{TH}. Tra PP e il drain c’è una zona svuotata, dove il campo è intenso e trascina nel drain gli elettroni che arrivano da PP, come il campo della giunzione base-collettore in un transistore bipolare. La tensione in più, VDSVDS,satV_{DS} - V_{DS,sat}, cade tutta in questa zona. Il canale tra source e PP, lungo LL, ha dunque ai capi VGSVTHV_{GS} - V_{TH} qualunque sia VDSV_{DS}, e il calcolo del teorema con VDSV_{DS} sostituita da VGSVTHV_{GS} - V_{TH}

ID=μnCoxWL[(VGSVTH)2(VGSVTH)22]=12μnCoxWL(VGSVTH)2.\begin{aligned} I_D &= \mu_nC_{ox}\frac{W}{L}\left[\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2 - \frac{\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2}{2}\right] \\ &= \frac{1}{2}\mu_nC_{ox}\frac{W}{L}\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2 . \end{aligned}

Fine della dimostrazione.

In saturazione la corrente non dipende dalla tensione del drain: il transistore si comporta come un generatore di corrente comandato dalla tensione tra gate e source. La dipendenza è quadratica per due motivi insieme: aumentando VGSV_{GS} cresce la carica nel canale, e cresce anche la tensione ai capi del canale, VGSVTHV_{GS} - V_{TH}. Il parametro kk si misura in A/V²; per il transistore di riferimento vale 0,860{,}86 mA/V², e con VGSVTH=1V_{GS} - V_{TH} = 1 V la corrente di saturazione è 0,860{,}86 mA.

Il canale di un MOSFET al crescere della tensione di drain In alto una sezione schematica di un MOSFET a canale n: source a sinistra, drain a destra, gate sopra, e sotto l'ossido il canale di elettroni disegnato come una striscia blu il cui spessore è proporzionale alla carica. In basso la corrente di drain in funzione della tensione tra drain e source, con la tensione tra gate e source fissa. Nell'animazione la tensione di drain sale da zero. All'inizio il canale ha lo stesso spessore dappertutto e il punto sulla curva sale quasi in linea retta. Poi il canale si assottiglia verso il drain e la curva si piega. Quando la tensione di drain raggiunge V G S meno V T H il canale si chiude all'estremo del drain, nel punto di strozzamento P, e la corrente smette di crescere: il punto prosegue in orizzontale, nella zona di saturazione. Poi la tensione torna a zero. n⁺ n⁺ S D G substrato p P ID VDS VGS − VTH ohmica saturazione

Il canale di un MOSFET, disegnato con uno spessore proporzionale alla carica, mentre VDSV_{DS} sale da zero a 2(VGSVTH)2(V_{GS} - V_{TH}). Finché VDSV_{DS} è piccola il canale è uniforme e la corrente cresce quasi in proporzione. Poi il canale si assottiglia verso il drain e la curva si piega; per VDS=VGSVTHV_{DS} = V_{GS} - V_{TH} si chiude nel punto PP, e da lì la corrente resta costante.

Come si distribuisce la tensione lungo il canale strozzato?

Proposizione (potenziale del canale alla saturazione)

Per VDS=VGSVTHV_{DS} = V_{GS} - V_{TH} la tensione del canale e la sua carica sono

V(y)=(VGSVTH)(11y/L),Qn(y)=Qn(0)1y/L.\begin{aligned} V(y) &= \left(V_{GS} - V_{TH}\right)\left(1 - \sqrt{1 - y/L}\right) , \\ Q_n(y) &= Q_n(0)\sqrt{1 - y/L} . \end{aligned}
Dimostrazione.

Si integra la relazione della dimostrazione del teorema da 00 a yy invece che da 00 a LL. Con Vov=VGSVTHV_{ov} = V_{GS} - V_{TH},

IDy=μnCoxW(VovVV22),I_Dy = \mu_nC_{ox}W\left(V_{ov}V - \frac{V^2}{2}\right) ,

e con la corrente di saturazione ID=μnCoxWVov2/2LI_D = \mu_nC_{ox}WV_{ov}^2/2L si ottiene Vov2y/L=2VovVV2V_{ov}^2\,y/L = 2V_{ov}V - V^2, cioè (VovV)2=Vov2(1y/L)(V_{ov} - V)^2 = V_{ov}^2(1 - y/L). La radice positiva, perché VVovV \le V_{ov}, dà V(y)V(y); la carica è proporzionale a VovVV_{ov} - V.

Fine della dimostrazione.

A metà canale la tensione è solo il 29% di quella finale, e la carica è ancora il 71% di quella al source. Il campo dV/dy=Vov/2L1y/LdV/dy = V_{ov}/2L\sqrt{1 - y/L} cresce verso il drain e diventa infinito in y=Ly = L, dove la carica si annulla: la corrente, costante, è portata da pochi elettroni sempre più veloci. Qui il modello smette di valere. Gli elettroni non superano una velocità di circa 10710^7 cm/s, il canale vicino al drain non ha spessore nullo ma si stacca dalla superficie, e il punto PP si sposta un poco verso il source. La formula della saturazione resta una buona descrizione per transistori lunghi; in quelli di pochi nanometri servono modelli più ricchi.

Le curve caratteristiche

Le condizioni delle tre zone si scrivono in modo compatto guardando i due estremi del canale. Al source il canale c’è se VGS>VTHV_{GS} > V_{TH}; al drain c’è se VGD=VGSVDS>VTHV_{GD} = V_{GS} - V_{DS} > V_{TH}.

  • Interdizione, VGSVTHV_{GS} \le V_{TH}: ID0I_D \approx 0.
  • Zona ohmica, VGS>VTHV_{GS} > V_{TH} e VGD>VTHV_{GD} > V_{TH}, cioè VDS<VGSVTHV_{DS} < V_{GS} - V_{TH}: ID=2k[(VGSVTH)VDSVDS2/2]I_D = 2k\left[(V_{GS} - V_{TH})V_{DS} - V_{DS}^2/2\right].
  • Saturazione, VGS>VTHV_{GS} > V_{TH} e VGDVTHV_{GD} \le V_{TH}, cioè VDSVGSVTHV_{DS} \ge V_{GS} - V_{TH}: ID=k(VGSVTH)2I_D = k(V_{GS} - V_{TH})^2.

Il confine tra zona ohmica e saturazione, VDS=VGSVTHV_{DS} = V_{GS} - V_{TH}, nel piano (VDS,ID)(V_{DS}, I_D) è la parabola ID=kVDS2I_D = kV_{DS}^2. Attenzione al nome: la saturazione di un MOSFET, dove la corrente non dipende dalla tensione di uscita, corrisponde alla zona attiva del bipolare, e non alla saturazione del bipolare, dove il transistore è un interruttore chiuso.

Le curve caratteristiche del MOSFET Due grafici. In alto la corrente di drain, da 0 a 4 milliampere, in funzione della tensione tra drain e source, da 0 a 3 volt, per quattro valori di V G S meno V T H: 0,5, 1, 1,5 e 2 volt. Ogni curva sale come un arco di parabola fino a incontrare una parabola tratteggiata, dove V D S è uguale a V G S meno V T H, e poi prosegue quasi orizzontale, in leggera salita. A sinistra della parabola tratteggiata c'è la zona ohmica, a destra la saturazione. In basso la corrente in saturazione in funzione della tensione tra gate e source, da 0 a 2,5 volt: zero fino a V T H, 0,34 volt, poi un arco di parabola che arriva a circa 4 milliampere. 0123 01234 0,5 V1 V1,5 V2 V VGS − VTH ID (mA) VDS (V) ohmica saturazione 00,511,522,5 01234 VTH ID (mA), in saturazione VGS (V) ID = k(VGS − VTH

In alto le caratteristiche di uscita del transistore di riferimento per quattro valori di VGSVTHV_{GS} - V_{TH}, con una modulazione della lunghezza di canale λ=0,05 V1\lambda = 0{,}05\ \text{V}^{-1}; la parabola tratteggiata separa la zona ohmica, a sinistra, dalla saturazione. In basso la transcaratteristica in saturazione, cioè la corrente in funzione della tensione tra gate e source.

La modulazione della lunghezza di canale

Nelle curve misurate la corrente di saturazione cresce un poco con VDSV_{DS}. Aumentando la tensione del drain si allarga la zona svuotata attorno al drain, e il punto di strozzamento arretra verso il source di un tratto ΔL\Delta L.

Proposizione (modulazione della lunghezza di canale)

Se il punto di strozzamento è a distanza ΔLL\Delta L \ll L dal drain, la corrente di saturazione è

ID=k(VGSVTH)2LLΔLk(VGSVTH)2(1+ΔLL).I_D = k\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2\frac{L}{L - \Delta L} \approx k\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2\left(1 + \frac{\Delta L}{L}\right) .
Dimostrazione.

Il canale tra source e punto di strozzamento è lungo LΔLL - \Delta L e ha ai capi VGSVTHV_{GS} - V_{TH}. La dimostrazione della proposizione sulla saturazione, con LΔLL - \Delta L al posto di LL, dà ID=μnCoxW(VGSVTH)2/2(LΔL)I_D = \mu_nC_{ox}W(V_{GS} - V_{TH})^2/2(L - \Delta L), che è la prima espressione. La seconda viene da 1/(1x)1+x1/(1 - x) \approx 1 + x per xx piccolo.

Fine della dimostrazione.

Il tratto ΔL\Delta L cresce con VDSVDS,satV_{DS} - V_{DS,sat} in un modo che dipende dalla forma delle zone drogate e del campo attorno al drain. Nei circuiti si usa la forma lineare

ID=k(VGSVTH)2(1+λVDS),I_D = k\left(V_{GS} - V_{TH}\right)^2\left(1 + \lambda V_{DS}\right) ,

con λ\lambda misurato. A parità di ΔL\Delta L l’effetto è inversamente proporzionale a LL: λ\lambda va da qualche millesimo per volt nei transistori lunghi a qualche decimo nei più corti. La tensione 1/λ1/\lambda fa la parte della tensione di Early del transistore bipolare, e come quella peggiora gli amplificatori.

L’effetto body

In un circuito integrato i transistori a canale nn hanno lo stesso substrato, collegato alla tensione più bassa del circuito, e non tutti hanno il source a quella tensione. Con il source più alto del body, VSB>0V_{SB} > 0, la soglia cambia.

Proposizione (effetto body)

Con il source a tensione VSB0V_{SB} \ge 0 rispetto al body, e con l’approssimazione di svuotamento, la tensione di soglia tra gate e source è

VTH=VTH0+γ(2φF+VSB2φF),V_{TH} = V_{TH0} + \gamma\left(\sqrt{2\varphi_F + V_{SB}} - \sqrt{2\varphi_F}\right) ,

dove VTH0=VFB+2φF+γ2φFV_{TH0} = V_{FB} + 2\varphi_F + \gamma\sqrt{2\varphi_F} è la soglia con VSB=0V_{SB} = 0 e γ=2qεSiNA/Cox\gamma = \sqrt{2q\varepsilon_{Si}N_A}/C_{ox}.

Dimostrazione.

Il body è all’equilibrio con il suo contatto, e la relazione del condensatore MOS tra la tensione gate-body e il potenziale di superficie, misurato rispetto al body, resta valida: con l’approssimazione di svuotamento VGB=VFB+φS+γφSV_{GB} = V_{FB} + \varphi_S + \gamma\sqrt{\varphi_S}. Gli elettroni del canale, invece, si scambiano con il source, e il loro quasi-livello di Fermi è quello del source, qVSBqV_{SB} sotto il livello di Fermi del body. Alla superficie il livello intrinseco è sceso di qφSq\varphi_S, quindi

ns=n0e(φSVSB)/VT.n_s = n_0\,e^{(\varphi_S - V_{SB})/V_T} .

La soglia richiede ns=NA=n0e2φF/VTn_s = N_A = n_0e^{2\varphi_F/V_T}, cioè φS=2φF+VSB\varphi_S = 2\varphi_F + V_{SB}. Allora

VGS=VGBVSB=VFB+2φF+γ2φF+VSB,V_{GS} = V_{GB} - V_{SB} = V_{FB} + 2\varphi_F + \gamma\sqrt{2\varphi_F + V_{SB}} ,

e sottraendo VTH0V_{TH0} si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

La tensione del source rispetto al body allarga la zona svuotata sotto il canale: il gate deve scoprire più ioni prima di richiamare elettroni, e la soglia sale. Per il transistore di riferimento, con γ=0,53 V1/2\gamma = 0{,}53\ \text{V}^{1/2}, la soglia cresce di 0,230{,}23 V con VSB=1V_{SB} = 1 V e di 0,550{,}55 V con VSB=3V_{SB} = 3 V. Il coefficiente γ\gamma si chiama per questo coefficiente di effetto body.

La stessa cosa succede lungo il canale, dove la tensione V(y)V(y) fa la parte di VSBV_{SB}: la soglia cresce andando verso il drain, e il modello quadratico, che la tiene costante, sovrastima un poco la corrente. I modelli usati per progettare i circuiti integrati ne tengono conto. Quando l’effetto body disturba, si costruiscono i transistori in pozzi separati, ciascuno con il body collegato al proprio source, al prezzo di più area.

Sotto la soglia

La corrente non si annulla di colpo alla soglia. Sotto, lo strato di inversione è debole: gli elettroni sono pochi, il campo lungo il canale è piccolo, e la corrente è di diffusione, come nella base di un transistore bipolare. La densità degli elettroni alla superficie è proporzionale a eφS/VTe^{\varphi_S/V_T}, e il potenziale di superficie segue la tensione di gate attraverso il partitore capacitivo tra l’ossido e la zona svuotata: per la proposizione sulla capacità del condensatore MOS, dVGS/dφS=1+Cd/CoxdV_{GS}/d\varphi_S = 1 + C_d/C_{ox}, con Cd=εSi/xdC_d = \varepsilon_{Si}/x_d. Chiamando n=1+Cd/Coxn = 1 + C_d/C_{ox},

IDeVGS/nVT,I_D \propto e^{V_{GS}/nV_T} ,

e la corrente cresce di un fattore dieci ogni nVTln10nV_T\ln 10. Poiché n1n \ge 1, a temperatura ambiente servono almeno 6060 mV per una decade. Per il transistore di riferimento, con una zona svuotata di circa 9090 nm, n=1,33n = 1{,}33 e servono 7979 mV.

La corrente sotto la soglia Grafico in scala logaritmica della corrente di drain in saturazione, da 10 alla meno 12 a 10 alla meno 2 ampere, in funzione della tensione tra gate e source, da 0 a 2 volt. Sotto la soglia, a sinistra della guida verticale in V T H, la curva è una retta in salita: la corrente cresce di un fattore dieci ogni 79 millivolt. Sopra la soglia la curva si piega e segue la legge quadratica, tratteggiata, arrivando a circa 2,4 milliampere a 2 volt. 00,511,52 10−12 10−10 10−8 10−6 10−4 10−2 sotto la soglia: ×10 ogni 79 mV VTH ID (A) VGS (V) legge quadratica

La corrente di drain in saturazione del transistore di riferimento in scala logaritmica. Sotto la soglia cresce di un fattore dieci ogni 79 mV; sopra segue la legge quadratica. La curva raccorda i due andamenti, tratteggiati, e nella zona di passaggio è indicativa.

Questa pendenza ha conseguenze enormi per i circuiti digitali. Un transistore spento, con VGS=0V_{GS} = 0, porta una corrente più piccola di quella alla soglia di VTH/(nVTln10)V_{TH}/(nV_T\ln 10) decadi, circa quattro per il transistore di riferimento. Abbassare la soglia di 0,10{,}1 V, per rendere i transistori più veloci con tensioni di alimentazione più basse, moltiplica per 18 le correnti di perdita. Con un miliardo di transistori, anche dieci picoampere ciascuno fanno dieci milliampere che scorrono sempre. Per questo, dai primi anni Duemila, le tensioni di alimentazione dei processori hanno smesso di scendere sotto il volt circa, e le soglie sotto qualche decimo di volt.

Il MOSFET a canale p e la tecnologia CMOS

Scambiando i drogaggi si ottiene il MOSFET a canale p: substrato di tipo nn, source e drain p+p^+, e un canale di lacune richiamato da un gate negativo rispetto al source. La soglia è negativa; il source è la zona p+p^+ a potenziale più alto, da cui partono le lacune, e la corrente IDI_D si prende positiva quando esce dal drain. Con le tensioni VSGV_{SG} e VSDV_{SD}, positive quando il transistore conduce, le formule sono quelle del canale nn:

  • interdizione per VSGVTHV_{SG} \le |V_{TH}|;
  • zona ohmica per VSD<VSGVTHV_{SD} < V_{SG} - |V_{TH}|, con ID=2kp[(VSGVTH)VSDVSD2/2]I_D = 2k_p\left[(V_{SG} - |V_{TH}|)V_{SD} - V_{SD}^2/2\right];
  • saturazione per VSDVSGVTHV_{SD} \ge V_{SG} - |V_{TH}|, con ID=kp(VSGVTH)2I_D = k_p(V_{SG} - |V_{TH}|)^2,

dove kp=μpCoxW/2Lk_p = \mu_pC_{ox}W/2L. La soglia, con gli stessi passaggi del canale nn e i segni scambiati, è VTH=VFB2φFγ2φFV_{TH} = V_{FB} - 2\varphi_F - \gamma\sqrt{2\varphi_F}, con φF=VTln(ND/ni)\varphi_F = V_T\ln(N_D/n_i). La mobilità delle lacune nel canale è circa un terzo di quella degli elettroni: a parità di dimensioni un transistore pp porta meno corrente, e nei circuiti si fa più largo.

Anche il gate va scelto. Su un substrato nn con ND=1017 cm3N_D = 10^{17}\ \text{cm}^{-3}, un gate di polisilicio n+n^+VFB=0,15V_{FB} = -0{,}15 V e una soglia di 1,46-1{,}46 V, troppo negativa; un gate p+p^+VFB=+0,97V_{FB} = +0{,}97 V e una soglia di 0,34-0{,}34 V, simmetrica a quella del transistore nn di riferimento. Per questo nei processi CMOS con gate di polisilicio, da quando i transistori sono scesi sotto il mezzo micrometro, il polisilicio è drogato n+n^+ sopra i transistori nn e p+p^+ sopra i transistori pp.

Per avere i due tipi nello stesso chip, in un substrato pp si droga di tipo nn una zona profonda, il pozzo, che fa da body ai transistori pp. Il pozzo si collega alla tensione più alta del circuito, VDDV_{DD}, e il substrato a quella più bassa, così che le giunzioni tra pozzo e substrato e tra le zone drogate e il loro body siano sempre in inversa.

Transistori a canale n e a canale p nello stesso chip In alto una sezione di silicio di tipo p. A sinistra un transistore a canale n: due zone n più, source e drain, con il gate tra le due, e accanto una zona p più che collega il substrato a massa. A destra un pozzo di tipo n, più profondo, che contiene un transistore a canale p: due zone p più, drain e source, con il gate tra le due, e una zona n più che collega il pozzo alla tensione di alimentazione V D D. In basso i simboli dei due transistori: in quello a canale n il drain è in alto e la freccia sul source esce dal canale; in quello a canale p il source è in alto e la freccia entra nel canale. SGDBDGSB n⁺ n⁺ p⁺ p⁺ p⁺ n⁺ pozzo n substrato p 0 V VDD canale n canale p G D S G D S canale n canale p

Un transistore a canale nn e uno a canale pp nello stesso chip, in una sezione non in scala. Il transistore pp sta in un pozzo nn collegato a VDDV_{DD}; il substrato pp è collegato a massa. In basso i simboli dei due transistori: la freccia sta sul source, uscente nel canale nn e entrante nel canale pp. Il body, quando non è disegnato, è collegato al source nei transistori discreti, e a massa o a VDDV_{DD} nei circuiti integrati.

I limiti delle tensioni

Un MOSFET sopporta tensioni limitate, e più è piccolo più sono basse. Oltre alla potenza VDSIDV_{DS}I_D, che scalda il dispositivo, ci sono tre limiti.

  • La rottura dell’ossido. Il biossido di silicio si rompe con campi intorno a 10710^7 V/cm, e si consuma nel tempo già a campi più bassi. Un ossido di 10 nm non regge più di una decina di volt, e uno di 2 nm non più di un paio.
  • La rottura delle giunzioni. Le giunzioni tra drain e body e tra source e body sono in inversa, e per tensioni troppo alte vanno in valanga.
  • La perforazione. La zona svuotata del drain si allarga con VDSV_{DS} e si avvicina al source. Quando i campi delle due zone si toccano, la barriera che separa il source dal canale si abbassa, e la corrente passa anche con il transistore spento. L’effetto comincia come un abbassamento della soglia con VDSV_{DS} e finisce, quando le due zone svuotate si uniscono, con una corrente che il gate non controlla più. Nel silicio di riferimento, con NA=1017 cm3N_A = 10^{17}\ \text{cm}^{-3}, la zona svuotata di un drain n+n^+ a 3,33{,}3 V si estende per circa 240240 nm: un problema serio per canali di qualche centinaio di nanometri, che si affronta drogando di più il silicio vicino a source e drain.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Il transistore di riferimento ha VGS=1,5V_{GS} = 1{,}5 V. In che zona lavora con VDS=0,5V_{DS} = 0{,}5 V e con VDS=2V_{DS} = 2 V, e quale corrente porta? Trascurare la modulazione della lunghezza di canale, e poi tenerne conto con λ=0,05 V1\lambda = 0{,}05\ \text{V}^{-1} nel secondo caso.

Soluzione. La tensione in eccesso sulla soglia è VGSVTH=1,16V_{GS} - V_{TH} = 1{,}16 V. Con VDS=0,5V_{DS} = 0{,}5 V il transistore è in zona ohmica, perché 0,5<1,160{,}5 < 1{,}16, e

ID=20,86 mA/V2(1,160,50,522)=0,78 mA.I_D = 2\cdot0{,}86\ \text{mA/V}^2\cdot\left(1{,}16\cdot0{,}5 - \frac{0{,}5^2}{2}\right) = 0{,}78\ \text{mA} .

Con VDS=2V_{DS} = 2 V è in saturazione, e ID=0,861,162=1,16I_D = 0{,}86\cdot1{,}16^2 = 1{,}16 mA; con la modulazione della lunghezza di canale diventa 1,16(1+0,052)=1,281{,}16\cdot(1 + 0{,}05\cdot2) = 1{,}28 mA.

Commento. Quadruplicando VDSV_{DS} da 0,50{,}5 a 22 V la corrente cresce solo del 50%: gran parte della curva è già piegata verso la saturazione. Con λ\lambda la corrente dipende ancora dalla tensione del drain, del 5% per volt.

Esercizio 2. Un MOSFET usato come interruttore collega due punti di un circuito quando il gate è a 3,33{,}3 V, con source e body a zero e VDSV_{DS} piccola. Quanto vale la resistenza del transistore di riferimento, e quanto deve essere largo il canale, a parità di lunghezza, per scendere a 50 Ω50\ \Omega?

Soluzione. Con VGSVTH=2,96V_{GS} - V_{TH} = 2{,}96 V,

Rch=11,73×103 A/V22,96 V=196 Ω.R_{ch} = \frac{1}{1{,}73\times10^{-3}\ \text{A/V}^2\cdot2{,}96\ \text{V}} = 196\ \Omega .

La resistenza è inversamente proporzionale a WW: per 50 Ω50\ \Omega serve W=10 μm196/50=39 μW = 10\ \mu\text{m}\cdot196/50 = 39\ \mum.

Commento. Un interruttore MOS non è un corto circuito, ma una resistenza che si abbassa con la tensione di gate e con la larghezza. L’interruttore lavora bene solo finché VDSV_{DS} resta piccola rispetto a VGSVTHV_{GS} - V_{TH}. Se la tensione da far passare è alta, il source sale, VGSV_{GS} scende e la resistenza cresce: il problema dei circuiti a pass-transistor, che si risolve affiancando un transistore pp.

Esercizio 3. Il transistore di riferimento ha il body a massa, il source a 11 V e il gate a 2,52{,}5 V, in saturazione. Di quanto si riduce la corrente rispetto a un transistore con il source a massa e il gate a 1,51{,}5 V?

Soluzione. In entrambi i casi VGS=1,5V_{GS} = 1{,}5 V. Con VSB=1V_{SB} = 1 V la soglia è

VTH=0,341+0,529(0,833+10,833)=0,574 V,V_{TH} = 0{,}341 + 0{,}529\left(\sqrt{0{,}833 + 1} - \sqrt{0{,}833}\right) = 0{,}574\ \text{V} ,

e il rapporto tra le correnti è [(1,50,574)/(1,50,341)]2=0,64\left[(1{,}5 - 0{,}574)/(1{,}5 - 0{,}341)\right]^2 = 0{,}64: la corrente scende del 36%.

Commento. È la situazione dei transistori impilati uno sull’altro, come nelle porte logiche NAND: quello in alto ha il source sopra massa e conduce meno di quello in basso con la stessa VGSV_{GS}.

Esercizio 4. Un transistore a canale pp ha lo stesso ossido del transistore di riferimento, L=1 μL = 1\ \mum e mobilità delle lacune nel canale 180180 cm²/(V·s). Quanto deve essere largo perché kpk_p sia uguale al kk del transistore nn di riferimento?

Soluzione. A parità di ossido e di lunghezza, kp=knk_p = k_n richiede μpWp=μnWn\mu_pW_p = \mu_nW_n:

Wp=10 μm500180=28 μm.W_p = 10\ \mu\text{m}\cdot\frac{500}{180} = 28\ \mu\text{m} .

Commento. In una porta CMOS il transistore pp si fa di solito due o tre volte più largo di quello nn, perché le due correnti, di carica e di scarica dell’uscita, siano simili. Il rapporto esatto dipende dai processi, e nei processi più recenti la mobilità delle lacune si alza deformando il reticolo del silicio con strati sotto sforzo.

Esercizio 5. Un processore ha 10910^9 transistori con soglia 0,340{,}34 V e pendenza sotto la soglia di 7979 mV per decade, e perde in tutto 11 mA con i transistori spenti. Quanto perderebbe con soglie di 0,240{,}24 V? E di quante decadi cala la corrente tra VGS=VTHV_{GS} = V_{TH} e VGS=0V_{GS} = 0?

Soluzione. Abbassare la soglia di 0,10{,}1 V equivale ad alzare VGSV_{GS} di 0,10{,}1 V rispetto alla soglia, e la corrente di un transistore spento cresce di 100,1/0,079=1810^{0{,}1/0{,}079} = 18 volte: la perdita totale sale a circa 1818 mA. Tra la soglia e VGS=0V_{GS} = 0 ci sono 0,34/0,079=4,30{,}34/0{,}079 = 4{,}3 decadi.

Commento. Con una pendenza ideale di 60 mV per decade le stesse soglie darebbero più di cinque decadi. La pendenza si avvicina a quella ideale quando il gate controlla il canale molto meglio del substrato, cioè quando Cd/CoxC_d/C_{ox} è piccolo: è uno dei motivi per cui i transistori recenti hanno il gate che avvolge il canale su tre lati, o su tutti e quattro.

Esercizio 6. Con un campo di rottura dell’ossido di 10710^7 V/cm, stimare le tensioni di gate massima e minima per il transistore di riferimento, con source, drain e body a zero.

Soluzione. L’ossido di 10 nm regge Vox=107 V/cm106 cm=10V_{ox} = 10^7\ \text{V/cm}\cdot10^{-6}\ \text{cm} = 10 V. Per tensioni negative, in accumulazione, il potenziale di superficie resta quasi nullo e VGVFBVoxV_G - V_{FB} \approx V_{ox}: la tensione minima è VFB10=11,0V_{FB} - 10 = -11{,}0 V. Per tensioni positive, sopra la soglia, φS2φF\varphi_S \approx 2\varphi_F e VG=VFB+2φF+VoxV_G = V_{FB} + 2\varphi_F + V_{ox}: la tensione massima è 0,98+0,83+10=9,9-0{,}98 + 0{,}83 + 10 = 9{,}9 V.

Commento. I due limiti non sono simmetrici rispetto a zero perché, anche con il gate a zero, nell’ossido c’è già una tensione, dovuta alla differenza delle funzioni lavoro. Sono limiti di rottura immediata: per far durare l’ossido anni, i costruttori indicano tensioni massime di lavoro molto più basse, e per un ossido di 10 nm alimentazioni di qualche volt.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione