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Retroazione e amplificatore operazionale

Elettronica · Elettronica analogica Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 19 di 20

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Indice

Un’idea sul traghetto

Negli anni Venti le linee telefoniche tra le due coste degli Stati Uniti avevano bisogno di decine di amplificatori a valvole lungo il percorso, e ogni canale in più sulla stessa linea li rendeva più critici. Il guadagno delle valvole cambiava con la temperatura, con la tensione di alimentazione e con l’invecchiamento; le loro non linearità mescolavano tra loro le conversazioni. Un errore piccolo in un amplificatore, ripetuto decine di volte, diventava inaccettabile.

La mattina del 2 agosto 1927 Harold Black, ingegnere dei Bell Labs di ventinove anni, attraversava l’Hudson sul traghetto per andare al lavoro. Gli venne l’idea di riportare all’ingresso una frazione dell’uscita, sottratta al segnale, e la scrisse con i primi conti su una pagina bianca del New York Times, che fece firmare al suo capo come testimone. Il brevetto arrivò solo nel dicembre del 1937, dopo nove anni di discussioni: l’idea di sacrificare guadagno per ottenere un amplificatore migliore sembrava a molti controintuitiva. Oggi quasi ogni circuito lineare è retroazionato, e lo è anche lo stadio con la resistenza sul source, come si vedrà.

Il sistema retroazionato

Un amplificatore con guadagno AA dà in uscita Su=ASinS_u = AS_{in}, e ogni imperfezione di AA passa all’uscita. Nel sistema retroazionato un secondo blocco, il blocco di reazione HH, preleva l’uscita e produce il segnale Sf=HSuS_f = HS_u; un nodo di confronto lo sottrae all’ingresso, e il blocco di andata AA amplifica la differenza ε=SinSf\varepsilon = S_{in} - S_f, il segnale di errore. Se AA cala, l’uscita cala, SfS_f cala, l’errore cresce e l’uscita recupera. Le relazioni valgono tra le trasformate di Laplace, con AA e HH funzioni di trasferimento, come nell’analisi in frequenza.

Un sistema retroazionato Schema a blocchi. Il segnale di ingresso S in entra, con segno più, in un nodo circolare di confronto; dal nodo esce l'errore epsilon, che entra nel blocco A. L'uscita del blocco A è il segnale S u, che esce verso destra e, da un punto di diramazione, torna indietro verso il basso e verso sinistra attraverso il blocco H. L'uscita di H, il segnale S f, rientra nel nodo di confronto dal basso con segno meno. Al centro dell'anello la scritta G loop uguale a meno A H. A H Sin Su ε Sf + Gloop = −AH

Un sistema retroazionato. Il nodo di confronto sottrae all’ingresso il segnale di reazione Sf=HSuS_f = HS_u; il blocco di andata AA amplifica l’errore ε\varepsilon. Un segnale che percorre tutto l’anello viene moltiplicato per AH-AH.

Un segnale che parte da un punto dell’anello e lo percorre tutto torna moltiplicato per AA, per HH e per il segno meno del nodo di confronto. Questo fattore è il guadagno d’anello Gloop=AHG_{loop} = -AH. La retroazione è negativa se Gloop<0G_{loop} < 0: il segnale torna con il segno cambiato e si oppone a sé stesso. Il limite del guadagno per AA \to \infty è il guadagno ideale Gid=1/HG_{id} = 1/H.

Proposizione (proprietà della retroazione negativa)

In un sistema retroazionato con guadagno d’anello Gloop=AHG_{loop} = -AH e guadagno ideale Gid=1/HG_{id} = 1/H:

G=SuSin=A1+AH=GidGloop1Gloop,εSin=11Gloop.G = \frac{S_u}{S_{in}} = \frac{A}{1 + AH} = G_{id}\,\frac{-G_{loop}}{1 - G_{loop}} , \qquad \frac{\varepsilon}{S_{in}} = \frac{1}{1 - G_{loop}} .

Le variazioni relative del guadagno dovute a piccole variazioni dei due blocchi sono

dGG=11GloopdAA,dGG=Gloop1GloopdHH.\frac{dG}{G} = \frac{1}{1 - G_{loop}}\,\frac{dA}{A} , \qquad \frac{dG}{G} = -\frac{-G_{loop}}{1 - G_{loop}}\,\frac{dH}{H} .
Dimostrazione.

Da Su=AεS_u = A\varepsilon e ε=SinHSu\varepsilon = S_{in} - HS_u si ricava Su(1+AH)=ASinS_u(1 + AH) = AS_{in}. Moltiplicando numeratore e denominatore per HH, A/(1+AH)=(1/H)AH/(1+AH)A/(1 + AH) = (1/H)\cdot AH/(1 + AH), che è la seconda forma. L’errore è ε=Su/A=Sin/(1+AH)\varepsilon = S_u/A = S_{in}/(1 + AH). Derivando,

GA=1(1+AH)2=GA11+AH,GH=A2(1+AH)2=GHAH1+AH,\begin{aligned} \frac{\partial G}{\partial A} &= \frac{1}{(1 + AH)^2} = \frac{G}{A}\,\frac{1}{1 + AH} , \\ \frac{\partial G}{\partial H} &= -\frac{A^2}{(1 + AH)^2} = -\frac{G}{H}\,\frac{AH}{1 + AH} , \end{aligned}

e si divide per GG.

Fine della dimostrazione.

Con A=105A = 10^5 e H=0,01H = 0{,}01 il guadagno ideale è 100100, il guadagno d’anello 1000-1000 e il guadagno 99,9099{,}90: l’errore rispetto all’ideale è 1/(1Gloop)1/(1 - G_{loop}), un millesimo. Se AA cambia del 10%, GG cambia dello 0,01%0{,}01\%. Se invece cambia HH dell’1%, GG cambia di quasi l’1%: la retroazione non corregge il blocco di reazione. Il progetto si divide allora in due parti. Nel blocco di andata vanno i componenti attivi, con tanto guadagno e poca precisione; nel blocco di reazione componenti passivi precisi e stabili, come resistori e condensatori, che fissano il guadagno.

La stessa riduzione vale per la non linearità. Se il blocco di andata ha una caratteristica Su=f(ε)S_u = f(\varepsilon) con pendenza A(ε)=f(ε)A(\varepsilon) = f'(\varepsilon) che cambia con il segnale, derivando Su=f(SinHSu)S_u = f(S_{in} - HS_u) si trova che la pendenza della caratteristica complessiva è A/(1+AH)A/(1 + AH) in ogni punto: le variazioni della pendenza, cioè la distorsione, sono ridotte dal guadagno d’anello locale.

La retroazione riduce la distorsione Due grafici di un periodo del segnale di uscita di un amplificatore che satura dolcemente. A sinistra, senza retroazione, l'uscita ha le creste visibilmente appiattite rispetto alla sinusoide tratteggiata con lo stesso picco. A destra, con la retroazione, l'uscita con lo stesso picco coincide quasi con la sinusoide tratteggiata. senza retroazione con retroazione

Un periodo dell’uscita di un amplificatore che satura dolcemente, Su=tanh(A0ε)S_u = \tanh(A_0\varepsilon) con A0=1000A_0 = 1000 e uscita normalizzata, confrontata con la sinusoide dello stesso picco, tratteggiata. Senza retroazione, con picco 0,90{,}9, la terza armonica è l’11,8% della fondamentale; con H=0,1H = 0{,}1, cioè Gloop=100G_{loop} = -100 per segnali piccoli, e lo stesso picco, è lo 0,18%0{,}18\%.

Nella figura la riduzione è di un fattore 65 e non 100, perché vicino al picco la pendenza di tanh\tanh è scesa e con lei il guadagno d’anello. Lo stadio con la resistenza sul source è un esempio della stessa idea dentro un solo transistore: la tensione su RSR_S è il segnale di reazione, sottratto alla tensione del gate. Il guadagno d’anello è gmRS-g_mR_S e il guadagno ideale, per l’uscita sul drain, RD/RS-R_D/R_S; la formula della proposizione dà (RD/RS)gmRS/(1+gmRS)=gmRD/(1+gmRS)-(R_D/R_S)\cdot g_mR_S/(1 + g_mR_S) = -g_mR_D/(1 + g_mR_S), il guadagno già trovato. La seconda armonica ridotta del fattore (1+gmRS)2(1 + g_mR_S)^2 a parità di ingresso è un fattore 1Gloop1 - G_{loop} per la minore ampiezza sul transistore e un altro per la correzione della curvatura.

L’amplificatore operazionale

Per sfruttare la retroazione servono due cose: un guadagno di andata molto grande e un modo semplice di fare la differenza tra ingresso e reazione. L’amplificatore operazionale le mette insieme: amplifica con un guadagno molto grande la differenza tra le tensioni dei suoi due ingressi, Vu=A(V+V)V_u = A(V_+ - V_-). L’ingresso V+V_+ si chiama non invertente, VV_- invertente. Il nome viene dai calcolatori analogici degli anni Quaranta, dove questi amplificatori, retroazionati con resistori e condensatori, eseguivano le operazioni matematiche: somme, integrali, derivate. Il primo operazionale integrato di successo fu il μA709 di Fairchild, progettato da Bob Widlar nel 1965; il μA741 del 1968 ha fissato la forma di quasi tutti i successivi.

L'amplificatore operazionale A sinistra il simbolo dell'amplificatore operazionale: un triangolo con la punta a destra, l'ingresso invertente, segnato meno, in alto a sinistra, quello non invertente, segnato più, in basso a sinistra, e l'uscita sulla punta. Due fili dal lato superiore e inferiore portano le alimentazioni V D D e V S S. A destra la caratteristica: la tensione di uscita in funzione della tensione differenziale di ingresso, piatta a meno 13 volt, poi una salita ripidissima tra meno 130 e più 130 microvolt, poi piatta a più 13 volt. VDD VSS V V+ Vu Vu = A(V+ − V) −200 200 13 V −13 V Vd (μV) Vu

A sinistra il simbolo dell’amplificatore operazionale, con le alimentazioni VDDV_{DD} e VSSV_{SS}, spesso omesse negli schemi. A destra la caratteristica di un operazionale con A=105A = 10^5 alimentato a ±15\pm15 V: l’uscita segue A(V+V)A(V_+ - V_-) solo per differenze di ingresso entro ±130 μ\pm130\ \muV, poi satura vicino alle alimentazioni.

Un circuito integrato saldato su un circuito stampato verde, in contenitore plastico nero rettangolare con otto piedini, quattro per lato; sulla plastica sono stampati il marchio del costruttore, un codice di lotto e la sigla LM358N.

Un LM358, due amplificatori operazionali nello stesso contenitore da otto piedini, con le alimentazioni in comune. Ha un guadagno in continua di circa 10510^5 e scende a guadagno unitario intorno a 0,70{,}7 MHz.

Mister rf, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Il modello ideale dell’operazionale ha guadagno infinito a ogni frequenza, impedenza di ingresso infinita, cioè nessuna corrente negli ingressi, impedenza di uscita nulla, cioè l’uscita è un generatore di tensione, e un’uscita che dipende solo dalla differenza degli ingressi. Con guadagno infinito e uscita finita, in un circuito retroazionato negativamente la differenza tra gli ingressi è nulla: è il cortocircuito virtuale, V+=VV_+ = V_-, senza corrente tra i due ingressi.

Amplificatore non invertente e invertente

Nell’amplificatore non invertente l’ingresso va a V+V_+ e un partitore R2R_2, R1R_1 riporta all’ingresso invertente la frazione β=R1/(R1+R2)\beta = R_1/(R_1 + R_2) dell’uscita. La retroazione è negativa: se l’ingresso sale, sale l’uscita, e con lei VV_-, che riduce la differenza. Nell’amplificatore invertente l’ingresso non invertente è a massa e il segnale arriva all’ingresso invertente attraverso R1R_1, mentre R2R_2 lo collega all’uscita. Scambiare i due ingressi dell’amplificatore non invertente, invece, rende la retroazione positiva: il circuito non amplifica, e l’uscita va in saturazione.

Amplificatore non invertente e invertente Due schemi. A sinistra l'amplificatore non invertente: il generatore v in va all'ingresso più dell'operazionale; l'uscita torna all'ingresso meno attraverso R 2, e l'ingresso meno è collegato a massa attraverso R 1. A destra l'amplificatore invertente: il generatore v in va all'ingresso meno attraverso R 1, l'uscita torna allo stesso ingresso attraverso R 2, e l'ingresso più è a massa. R2 R1 vin vu R1 R2 vin vu non invertente invertente

L’amplificatore non invertente, a sinistra, e l’amplificatore invertente, a destra. In tutti e due l’uscita torna all’ingresso invertente attraverso R2R_2.

Proposizione (guadagni ideali)

Con un operazionale ideale, l’amplificatore non invertente e quello invertente hanno i guadagni

Gid=1+R2R1,Gid=R2R1.G_{id} = 1 + \frac{R_2}{R_1} , \qquad G_{id} = -\frac{R_2}{R_1} .
Dimostrazione.

Nel non invertente il cortocircuito virtuale dà V=vinV_- = v_{in}, e in R1R_1 scorre la corrente vin/R1v_{in}/R_1. L’ingresso non assorbe corrente, e la stessa corrente scorre in R2R_2: vu=vin+R2vin/R1v_u = v_{in} + R_2v_{in}/R_1. Nell’invertente V=V+=0V_- = V_+ = 0, la corrente in R1R_1 è vin/R1v_{in}/R_1, tutta in R2R_2 verso l’uscita, e vu=0R2vin/R1v_u = 0 - R_2v_{in}/R_1.

Fine della dimostrazione.

Nell’amplificatore invertente l’ingresso invertente sta a zero volt come se fosse collegato a massa, ma non lo è: si chiama terra virtuale. La differenza è che la corrente che vi entra non va a massa, ma è obbligata a proseguire in R2R_2. Il guadagno dipende solo da un rapporto di resistenze, e la resistenza vista dal generatore è R1R_1.

Il guadagno d’anello

Con un operazionale reale il guadagno AA è finito e dipende dalla frequenza. Per sapere quanto il circuito si allontana dall’ideale basta il guadagno d’anello. Si spegne l’ingresso, si interrompe l’anello in un punto, si applica lì un segnale di prova e si calcola che cosa torna nello stesso punto dopo il giro, con l’accortezza di lasciare dopo il taglio l’impedenza che c’era prima. Il punto più comodo è l’uscita dell’operazionale: è un generatore di tensione, e non c’è impedenza da ricostruire. Per entrambi gli amplificatori della figura, a ingresso spento, una tensione uu all’uscita arriva all’ingresso invertente come βu\beta u e torna all’uscita come Aβu-A\beta u:

Gloop=AR1R1+R2.G_{loop} = -A\,\frac{R_1}{R_1 + R_2} .

Teorema (guadagno reale)

In un circuito lineare con un operazionale descritto da un generatore di tensione pilotato, u=A(V+V)u = A(V_+ - V_-), siano GidG_{id} il limite del guadagno per AA \to \infty, G0G_0 il guadagno per A=0A = 0 e GloopG_{loop} il guadagno d’anello calcolato all’uscita dell’operazionale. Allora

G=GidGloop1Gloop+G01Gloop.G = G_{id}\,\frac{-G_{loop}}{1 - G_{loop}} + \frac{G_0}{1 - G_{loop}} .
Dimostrazione.

Si sostituisce il generatore pilotato con un generatore indipendente uu. Per sovrapposizione la differenza di ingresso e l’uscita del circuito sono combinazioni lineari dell’ingresso xx e di uu: V+V=ax+buV_+ - V_- = ax + bu e y=cx+duy = cx + du. Con il generatore pilotato u=A(ax+bu)u = A(ax + bu), cioè u=Aax/(1Ab)u = Aax/(1 - Ab), e

G=c+Aad1Ab.G = c + \frac{Aad}{1 - Ab} .

Il guadagno d’anello è quello che torna di uu con l’ingresso spento, Gloop=AbG_{loop} = Ab; il guadagno senza operazionale è G0=cG_0 = c; il limite per AA \to \infty è Gid=cad/bG_{id} = c - ad/b. Allora

GidAb1Ab+c1Ab=Abc+Aad+c1Ab=c+Aad1Ab=G.G_{id}\frac{-Ab}{1 - Ab} + \frac{c}{1 - Ab} = \frac{-Abc + Aad + c}{1 - Ab} = c + \frac{Aad}{1 - Ab} = G .

Fine della dimostrazione.

Il termine G0G_0 è la parte del segnale che arriva all’uscita senza passare per l’operazionale, attraverso la rete di reazione. Quando l’uscita è quella dell’operazionale, che per A=0A = 0 è ferma a zero, G0=0G_0 = 0 e resta la formula della proposizione. Il teorema permette di progettare in due passi: il guadagno ideale con il cortocircuito virtuale, e poi il guadagno d’anello per sapere quanto il circuito vero se ne discosta. Per l’amplificatore invertente, con a=R2/(R1+R2)a = -R_2/(R_1 + R_2), b=R1/(R1+R2)b = -R_1/(R_1 + R_2), c=0c = 0 e d=1d = 1, si ritrova Gid=ad/b=R2/R1G_{id} = -ad/b = -R_2/R_1.

Guadagno e banda

Il guadagno di un operazionale reale è grande in continua e cala presto: quasi tutti hanno un polo dominante a pochi hertz, messo apposta per ragioni di stabilità, e oltre quel polo il modulo scende di 20 dB per decade. Con A(s)=A0/(1+sτ0)A(s) = A_0/(1 + s\tau_0), sopra il polo AA0f0/f|A| \approx A_0f_0/f, e il modulo vale 1 alla frequenza A0f0A_0f_0, il prodotto guadagno-banda GBP. Un operazionale con A0=105A_0 = 10^5 e il polo a 1010 Hz ha GBP =1= 1 MHz: a 1010 kHz amplifica ancora solo 100 volte.

Proposizione (banda del circuito retroazionato)

Se A(s)=A0/(1+sτ0)A(s) = A_0/(1 + s\tau_0), Gloop=AβG_{loop} = -A\beta con β\beta indipendente dalla frequenza e G0=0G_0 = 0, il guadagno reale ha un solo polo,

G(s)=GidA0β1+A0β11+sτ0/(1+A0β),G(s) = G_{id}\,\frac{A_0\beta}{1 + A_0\beta}\cdot\frac{1}{1 + s\tau_0/(1 + A_0\beta)} ,

alla frequenza f=f0(1+A0β)GBPβf^* = f_0(1 + A_0\beta) \approx \text{GBP}\cdot\beta.

Dimostrazione.

Per il teorema, G=GidAβ/(1+Aβ)G = G_{id}\,A\beta/(1 + A\beta). Con A=A0/(1+sτ0)A = A_0/(1 + s\tau_0),

Aβ1+Aβ=A0β1+sτ0+A0β=A0β1+A0β11+sτ0/(1+A0β),\frac{A\beta}{1 + A\beta} = \frac{A_0\beta}{1 + s\tau_0 + A_0\beta} = \frac{A_0\beta}{1 + A_0\beta}\cdot\frac{1}{1 + s\tau_0/(1 + A_0\beta)} ,

e il polo ha costante di tempo τ0/(1+A0β)\tau_0/(1 + A_0\beta). Per A0β1A_0\beta \gg 1 la frequenza è A0βf0=GBPβA_0\beta f_0 = \text{GBP}\cdot\beta.

Fine della dimostrazione.

Per l’amplificatore non invertente β=1/Gid\beta = 1/G_{id}, e la banda è GBP/Gid\text{GBP}/G_{id}: guadagno per banda è costante, e si scambia l’uno con l’altra. Con R1=1R_1 = 1 kΩ\Omega e R2=9R_2 = 9 kΩ\Omega e l’operazionale di prima, Gid=10G_{id} = 10, il guadagno d’anello in continua è 104-10^4, il guadagno 9,9999{,}999 e la banda 100100 kHz, diecimila volte quella dell’operazionale da solo. Sul diagramma di Bode la costruzione è immediata: dove A|A| sta sopra GidG_{id}, il guadagno d’anello, che è il loro rapporto, supera 1 e il guadagno reale vale GidG_{id}; dove A|A| scende sotto, il guadagno reale segue A|A|.

Guadagno e banda Un diagramma di Bode del modulo, con la frequenza in scala logaritmica da 1 hertz a 10 megahertz e il guadagno in decibel. La curva del guadagno dell'operazionale vale 100 decibel fino a 10 hertz e poi scende di 20 decibel per decade, fino a zero decibel a 1 megahertz. Un segmento orizzontale blu, il guadagno ideale dell'amplificatore, sale e scende tra 20 e 80 decibel; parte da sinistra e finisce dove incontra la curva dell'operazionale, segnata da un punto. Più il guadagno è alto, più il punto si sposta verso le frequenze basse: da 100 kilohertz a 20 decibel fino a 100 hertz a 80 decibel. 1006020−20 10 Hz1 kHz100 kHz |A(jω)| Gid e guadagno reale (dB) frequenza

Il modulo del guadagno di un operazionale con A0=105A_0 = 10^5 e polo a 1010 Hz, e in blu il guadagno ideale di un amplificatore non invertente che varia tra 2020 e 8080 dB. Il guadagno reale vale GidG_{id} fino al punto in cui la retta incontra la curva, e poi la segue: il punto è la banda GBP/Gid\text{GBP}/G_{id}.

Retroazione e impedenze

La retroazione cambia anche le impedenze. All’ingresso di un amplificatore invertente il nodo è a terra virtuale: una sonda che prova a spostarne la tensione trova la retroazione che la riporta a zero, e vede un’impedenza piccolissima. All’ingresso di un non invertente succede il contrario: la retroazione tiene VV_- attaccata a V+V_+, e una corrente di prova non riesce a far cadere tensione tra i due ingressi.

Teorema (formula di Blackman)

Siano Z0Z_0 l’impedenza vista da due morsetti di un circuito retroazionato con A=0A = 0, GloopccG_{loop}^{cc} il guadagno d’anello con i due morsetti in cortocircuito e GloopcaG_{loop}^{ca} quello con i morsetti aperti. L’impedenza vista dai morsetti è

Z=Z01Gloopcc1Gloopca.Z = Z_0\,\frac{1 - G_{loop}^{cc}}{1 - G_{loop}^{ca}} .
Dimostrazione.

Si inietta nei morsetti una corrente di prova II e si sostituisce il generatore pilotato con un generatore indipendente uu. Per sovrapposizione V=z0I+duV = z_0I + du e V+V=aI+buV_+ - V_- = aI + bu, con z0=Z0z_0 = Z_0. Con il generatore pilotato u=AaI/(1Ab)u = AaI/(1 - Ab), e

Z=VI=z0+Aad1Ab.Z = \frac{V}{I} = z_0 + \frac{Aad}{1 - Ab} .

Con i morsetti aperti I=0I = 0 e Gloopca=AbG_{loop}^{ca} = Ab. Con i morsetti in cortocircuito V=0V = 0, cioè I=du/z0I = -du/z_0, e la differenza di ingresso è (bad/z0)u(b - ad/z_0)u: Gloopcc=A(bad/z0)G_{loop}^{cc} = A(b - ad/z_0). Allora

z01Ab+Aad/z01Ab=z0+Aad1Ab=Z.z_0\,\frac{1 - Ab + Aad/z_0}{1 - Ab} = z_0 + \frac{Aad}{1 - Ab} = Z .

Fine della dimostrazione.

Il teorema è del 1943, di Robert Blackman, anche lui dei Bell Labs. Quasi sempre uno dei due guadagni d’anello è nullo, perché aprire o cortocircuitare i morsetti interrompe l’anello, e l’impedenza è divisa o moltiplicata per 1Gloop1 - G_{loop}. Un caso che serve molto è l’amplificatore a transimpedenza: una corrente IinI_{in}, per esempio la fotocorrente di un fotodiodo, entra nell’ingresso invertente di un operazionale con il non invertente a massa e una resistenza RFR_F tra uscita e ingresso invertente. Idealmente la corrente scorre tutta in RFR_F e Vu=RFIinV_u = -R_FI_{in}. Senza operazionale l’impedenza di ingresso è RFR_F; con l’ingresso cortocircuitato l’anello è interrotto, Gloopcc=0G_{loop}^{cc} = 0; con l’ingresso aperto Gloopca=AG_{loop}^{ca} = -A. L’impedenza di ingresso è RF/(1+A)R_F/(1 + A).

L'amplificatore a transimpedenza Un generatore di corrente I in, con in parallelo una resistenza R P, è collegato tra massa e l'ingresso invertente di un amplificatore operazionale. L'ingresso non invertente è a massa. Una resistenza R F collega l'uscita all'ingresso invertente; l'uscita è V u. Iin RP RF Vu terra virtuale

L’amplificatore a transimpedenza. Il sensore è rappresentato da un generatore di corrente con la resistenza RPR_P in parallelo; la corrente entra nel nodo a terra virtuale e scorre tutta in RFR_F, perché la tensione ai capi di RPR_P resta nulla.

La resistenza RPR_P del sensore non ruba corrente, perché ha zero volt ai capi: è l’amplificatore che tiene il fotodiodo a tensione costante, qualunque sia la luce. Con RF=100R_F = 100 kΩ\Omega e A0=105A_0 = 10^5 l’impedenza di ingresso in continua è 1 Ω1\ \Omega.

Retroazione positiva

Con Gloop>0G_{loop} > 0 il segnale torna all’ingresso con lo stesso segno, e rinforza sé stesso. La formula G=A/(1AH)G = A/(1 - AH) sembra dare solo un guadagno diverso, ma nasconde l’instabilità, che si vede con un polo. Con A(s)=A0/(1+sτ)A(s) = A_0/(1 + s\tau) e il segno più nel nodo di confronto,

G(s)=A01+sτA0H,G(s) = \frac{A_0}{1 + s\tau - A_0H} ,

con il polo in s=(A0H1)/τs = (A_0H - 1)/\tau. Se A0H>1A_0H > 1 il polo ha parte reale positiva: per il legame tra poli e risposta il circuito contiene un esponenziale crescente, e qualunque disturbo lo avvia. L’uscita cresce finché un componente satura, il guadagno crolla e il circuito si ferma a una delle due tensioni estreme. La retroazione positiva serve proprio a questo nei circuiti che devono scegliere tra due stati, come i bistabili, e negli oscillatori.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un amplificatore retroazionato ha A=105A = 10^5 e H=0,01H = 0{,}01. Di quanto cambia il guadagno se AA cresce o cala del 50%? E se HH cresce dell’1%?

Soluzione. Il guadagno è A/(1+AH)=99,900A/(1 + AH) = 99{,}900. Con A=1,5105A = 1{,}5\cdot10^5 vale 99,93399{,}933, lo 0,03%0{,}03\% in più; con A=0,5105A = 0{,}5\cdot10^5 vale 99,80099{,}800, lo 0,10%0{,}10\% in meno. Con H=0,0101H = 0{,}0101 il guadagno ideale diventa 99,0199{,}01 e il guadagno 98,9198{,}91, l’1% in meno.

Commento. La stima al primo ordine, ±50%/1001=±0,05%\pm50\%/1001 = \pm0{,}05\%, dà l’ordine di grandezza, ma una variazione del 50% non è piccola, e la risposta è asimmetrica. Il guadagno si stabilizza più facilmente contro gli aumenti di AA che contro le diminuzioni: se AA cala, cala anche il guadagno d’anello.

Esercizio 2. Un amplificatore invertente ha R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega e R2=100R_2 = 100 kΩ\Omega, con un operazionale da A0=105A_0 = 10^5 e GBP =1= 1 MHz. Trovare il guadagno in continua e la banda.

Soluzione. Gid=10G_{id} = -10, β=R1/(R1+R2)=1/11\beta = R_1/(R_1 + R_2) = 1/11 e Gloop=105/11=9091G_{loop} = -10^5/11 = -9091. Il guadagno è 109091/9092=9,9989-10\cdot9091/9092 = -9{,}9989. La banda è GBPβ=91\text{GBP}\cdot\beta = 91 kHz.

Commento. Per l’invertente β=1/(1+Gid)\beta = 1/(1 + |G_{id}|), non 1/Gid1/|G_{id}|: a parità di modulo del guadagno ha un po’ meno banda del non invertente. Con guadagno 1-1 la banda è metà del GBP, contro il GBP intero del non invertente con guadagno 11.

Esercizio 3. Un fotodiodo dà fino a 10 μ10\ \muA e ha una resistenza in parallelo RP=1R_P = 1 MΩ\Omega. Lo si legge con un amplificatore a transimpedenza con RF=100R_F = 100 kΩ\Omega e A0=105A_0 = 10^5. Quanto vale l’uscita? Che frazione della corrente si perde in RPR_P? Che cosa cambierebbe leggendo la corrente come tensione ai capi di un resistore da 100100 kΩ\Omega?

Soluzione. L’uscita è RFIin=1-R_FI_{in} = -1 V. L’impedenza di ingresso è RF/(1+A0)=1 ΩR_F/(1 + A_0) = 1\ \Omega, e la frazione di corrente che va in RPR_P è 1 Ω/1 MΩ=1061\ \Omega/1\ \text{M}\Omega = 10^{-6}. L’ingresso invertente si sposta di 1 V/A0=10 μ1\ \text{V}/A_0 = 10\ \muV. Con un resistore da 100100 kΩ\Omega, invece, la tensione ai capi del fotodiodo arriverebbe a 11 V: RPR_P porterebbe via il 9% della corrente, e il fotodiodo lavorerebbe con una polarizzazione che cambia con la luce.

Commento. Il fotodiodo polarizzato a zero o a tensione costante risponde in modo lineare su molti ordini di grandezza. L’amplificatore a transimpedenza è il modo standard di leggerlo; a frequenza alta la capacità del fotodiodo complica le cose, e la stabilità del circuito va studiata.

Esercizio 4. Un operazionale con A0=105A_0 = 10^5, polo a 1010 Hz e resistenza di uscita Ro=100 ΩR_o = 100\ \Omega è collegato come inseguitore di tensione, con l’uscita sull’ingresso invertente e il segnale sul non invertente. Quanto vale l’impedenza di uscita, in continua e al crescere della frequenza?

Soluzione. Con A=0A = 0 l’uscita vede RoR_o, perché l’ingresso invertente non assorbe corrente: Z0=RoZ_0 = R_o. Con l’uscita in cortocircuito l’anello è interrotto, Gloopcc=0G_{loop}^{cc} = 0; con l’uscita aperta Gloopca=AG_{loop}^{ca} = -A. Quindi Z=Ro/(1+A(s))Z = R_o/(1 + A(s)): 11 mΩ\Omega in continua, 0,1 Ω0{,}1\ \Omega a 11 kHz, 1 Ω1\ \Omega a 1010 kHz, 9,95 Ω9{,}95\ \Omega a 100100 kHz. Sopra il polo 1+AA0/sτ01 + A \approx A_0/s\tau_0 e ZsRoτ0/A0Z \approx sR_o\tau_0/A_0: l’uscita si comporta come un’induttanza di Roτ0/A0=16 μR_o\tau_0/A_0 = 16\ \muH.

Commento. L’impedenza di uscita cresce con la frequenza perché cala il guadagno d’anello. Un carico capacitivo su un’uscita che sembra un’induttanza forma un circuito risonante: è una delle cause più comuni di oscillazioni negli inseguitori.

Esercizio 5. Nell’amplificatore non invertente con R1=1R_1 = 1 kΩ\Omega e R2=9R_2 = 9 kΩ\Omega si scambiano per errore i due ingressi dell’operazionale (A0=105A_0 = 10^5, polo a 1010 Hz, saturazione a ±13\pm13 V). Quanto impiega l’uscita a saturare, partendo da un disturbo di 11 mV?

Soluzione. Il guadagno d’anello è +Aβ+A\beta, con β=0,1\beta = 0{,}1. Il polo è in s=(A0β1)/τ0s = (A_0\beta - 1)/\tau_0, con τ0=1/(2π10 Hz)=15,9\tau_0 = 1/(2\pi\cdot10\ \text{Hz}) = 15{,}9 ms: la costante di tempo dell’esponenziale crescente è 15,9 ms/9999=1,6 μ15{,}9\ \text{ms}/9999 = 1{,}6\ \mus. Per passare da 11 mV a 1313 V servono ln(13000)=9,5\ln(13\,000) = 9{,}5 costanti di tempo, circa 15 μ15\ \mus.

Commento. In pratica l’uscita è sempre in saturazione, e a un primo sguardo il circuito sembra guasto. La velocità reale è limitata anche dalla massima velocità di variazione dell’uscita dell’operazionale, che è uno dei limiti di grande segnale.

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