Densità dei portatori e livello di Fermi
Percorso: Fondamenti di elettronica · 3 di 20
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Indice
Stati e probabilità di occupazione
L’articolo precedente ha contato i portatori a grandi linee: nel silicio intrinseco ce ne sono per tipo, in un silicio drogato i maggioritari sono tanti quanti gli atomi di drogante. Restano aperte due domande: quanti sono i minoritari, e da che cosa dipende . Per rispondere bisogna sapere come gli elettroni si dividono tra gli stati di energia del cristallo.
Servono due informazioni. La prima riguarda il cristallo: quanti stati ci sono a ogni energia. È la densità degli stati , definita in modo che sia il numero di stati per unità di volume con energia tra ed . La seconda riguarda la temperatura: la probabilità che uno stato di energia sia occupato da un elettrone. Il prodotto conta gli elettroni per unità di volume e di energia, e la densità degli elettroni in banda di conduzione è il suo integrale sulla banda:
Una lacuna è uno stato vuoto, e uno stato è vuoto con probabilità . Per le lacune in banda di valenza
Gli estremi infiniti anticipano un risultato: le bande hanno un’ampiezza finita, ma quasi tutti i portatori stanno a pochi centesimi di elettronvolt dal bordo, e quello che c’è più in là non conta.
La distribuzione di Fermi-Dirac
Per le molecole di un gas la probabilità di avere l’energia è proporzionale a , la distribuzione di Maxwell-Boltzmann. Gli elettroni di un cristallo seguono un’altra legge, perché obbediscono al principio di esclusione: ogni stato, spin compreso, ospita al massimo un elettrone. La distribuzione giusta per particelle di questo tipo la trovò Enrico Fermi, in una nota sul gas perfetto presentata all’Accademia dei Lincei il 7 febbraio 1926, e indipendentemente Paul Dirac nello stesso anno.
Si può ricavare seguendo i salti degli elettroni tra coppie di stati. Gli elettroni scambiano energia di continuo con il reticolo, che vibra alla temperatura : un elettrone sale in uno stato più alto prendendo energia dalle vibrazioni, oppure scende e gliela cede. All’equilibrio termico vale il bilancio dettagliato: tra due stati qualsiasi, in media, i salti in un verso sono tanti quanti quelli nel verso opposto.
Due stati di energia ed , con . Un elettrone può salire da a solo se è occupato e è vuoto, e scendere solo nella situazione opposta. La salita prende l’energia dal reticolo, e a parità di condizioni è meno probabile della discesa del fattore .
Proposizione (distribuzione di Fermi-Dirac)
Gli elettroni di un cristallo non interagiscono tra loro se non attraverso il principio di esclusione e scambiano energia con il reticolo, a temperatura . Tra due stati di energie , il salto verso l’alto, che prende dal reticolo l’energia , a parità di condizioni ha probabilità volte quella del salto verso il basso. Allora all’equilibrio la probabilità che uno stato di energia sia occupato è
dove , il livello di Fermi, è una costante uguale per tutti gli stati.
Siano ed le probabilità che i due stati siano occupati, e la probabilità per unità di tempo che un elettrone scenda da a quando è occupato e è vuoto. Il numero medio di discese per unità di tempo è , quello delle salite è . All’equilibrio sono uguali:
Dividendo per si separano le grandezze dei due stati:
Il primo membro dipende solo dallo stato , il secondo solo dallo stato , e i due stati sono qualsiasi: la quantità ha lo stesso valore per tutti gli stati. Se due stati non sono collegati direttamente da salti, lo sono attraverso una catena di altri stati, e il valore si trasmette lungo la catena. La quantità è positiva, e si può scrivere : questo definisce . Allora
e risolvendo rispetto a si ottiene .
Fine della dimostrazione.
L’ipotesi sul rapporto tra le probabilità dei due salti dice che il reticolo si comporta come un corpo a temperatura . Per particelle senza principio di esclusione, nelle due espressioni mancano i fattori e , e lo stesso ragionamento dà , cioè : la distribuzione di Boltzmann. La differenza tra le due distribuzioni sta tutta in quei fattori, che dicono che un elettrone non può entrare in uno stato già occupato.
Per l’esponenziale vale e : il livello di Fermi è l’energia a cui uno stato, se c’è, è occupato con probabilità un mezzo. In un semiconduttore cade di solito nel gap, dove stati non ce ne sono, ed è un parametro della distribuzione, non un livello dove stanno degli elettroni. Allo zero assoluto l’esponente va a sotto e a sopra: tutti gli stati sotto il livello di Fermi sono occupati, tutti quelli sopra sono vuoti. A una temperatura qualsiasi il passaggio da a avviene in una fascia di pochi : vale a sotto e a sopra. La curva è simmetrica attorno al punto ,
come si verifica moltiplicando numeratore e denominatore di per : uno stato a sopra il livello di Fermi è occupato con la stessa probabilità con cui uno stato a sotto è vuoto.
La distribuzione di Fermi-Dirac, con l’energia in verticale come nei diagrammi a bande. Allo zero assoluto è un gradino. A K, curva arancione, passa da a in poco più di eV. La curva blu mostra come la distribuzione si allarga tra e K: dipende dall’energia e dalla temperatura solo attraverso , e ogni curva è un’altra schiacciata in verticale.
La dimostrazione dice anche un’altra cosa, che servirà per la giunzione pn: la costante è la stessa per tutti gli stati che si scambiano elettroni. Un sistema all’equilibrio ha un solo livello di Fermi, anche se è fatto di pezzi diversi messi a contatto.
Le code della distribuzione
Lontano dal livello di Fermi la distribuzione di Fermi-Dirac si confonde con quella di Boltzmann.
Proposizione (approssimazione di Boltzmann)
Se ,
e se ,
in entrambi i casi con un errore relativo minore del .
Con , il rapporto tra l’approssimazione e il valore esatto è
e l’errore relativo per vale al più . Per le lacune , e il rapporto dà un errore per .
Fine della dimostrazione.
Dove la probabilità di occupazione è piccola, due elettroni si contendono lo stesso stato così di rado che il principio di esclusione non si sente, e gli elettroni si comportano come le molecole di un gas. Nel silicio questo vale per gli elettroni in banda di conduzione e per le lacune in banda di valenza, purché il livello di Fermi stia nel gap ad almeno dai bordi delle bande, cioè a meV a temperatura ambiente. Un semiconduttore in queste condizioni si dice non degenere.
La densità degli stati
Un elettrone vicino al fondo della banda di conduzione si muove come una particella libera con la massa efficace . La sua energia è
dove è la sua quantità di moto nel cristallo, e .
Proposizione (densità degli stati vicino ai bordi delle bande)
Se vicino a l’energia degli elettroni è , la densità degli stati in banda di conduzione è
e allo stesso modo, per le lacune con massa efficace ,
Nel gap .
Si considera un cubo di cristallo di lato e si impone che l’onda riprenda lo stesso valore spostandosi di lungo ciascun asse. Allora , e sono multipli di : i vettori permessi formano un reticolo di passo , e ciascuno occupa nello spazio dei il volume . Per un cristallo di dimensioni macroscopiche il conto degli stati non dipende da questa scelta delle condizioni al bordo. Gli stati con energia minore di sono quelli con , dove , e contando due orientazioni dello spin per ogni sono
Per unità di volume sono
e la densità degli stati è la derivata rispetto a . La derivata di è , e : si ottiene la formula dell’enunciato.
Per le lacune il conto è lo stesso, con al posto di .
Fine della dimostrazione.
Nel silicio la banda di conduzione non è così semplice, ma la formula resta valida con il valore giusto della massa. I minimi della banda sono sei, tutti alla stessa energia, e attorno a ciascuno l’energia cresce come per una particella di massa lungo una direzione e di massa nelle due perpendicolari. Riscalando gli assi dello spazio dei in modo da trasformare in sfere le superfici di energia costante, si vede che ogni minimo contribuisce con una densità degli stati proporzionale a invece che a ; i minimi sono sei, e la formula della proposizione vale con la massa efficace per la densità degli stati
Per il moto sotto una forza conta invece la media , il valore dato nell’articolo precedente. Nella banda di valenza due bande, di lacune pesanti e di lacune leggere, si toccano in , e l’energia non cresce esattamente con il quadrato di . La massa efficace delle lacune per la densità degli stati cambia con la temperatura, e a K vale circa .
Le densità dei portatori
Con la densità degli stati e l’approssimazione di Boltzmann gli integrali del primo paragrafo si calcolano.
Proposizione (densità dei portatori in un semiconduttore non degenere)
Se il livello di Fermi è nel gap, ad almeno da e da , le densità degli elettroni e delle lacune sono
con le densità efficaci degli stati
In banda di conduzione , e . Con la densità degli stati della proposizione precedente e la variabile ,
L’integrale si calcola con la sostituzione e un’integrazione per parti:
Il coefficiente dell’esponenziale, usando , diventa
L’integrale arriva fino a infinito, mentre la banda finisce e la forma della densità degli stati vale solo vicino a ; ma l’integrando è trascurabile oltre pochi , e il contributo delle energie lontane dal bordo non conta. Per le lacune si procede allo stesso modo, con e .
Fine della dimostrazione.
La formula si legge così: tutto va come se la banda di conduzione avesse stati per unità di volume, tutti all’energia , ciascuno occupato con la probabilità di Boltzmann . Gli elettroni in realtà si distribuiscono sopra come : il massimo è a dal bordo, l’ sta entro e il entro . Per le lacune vale lo stesso sotto .
Con a K il coefficiente vale . Nel silicio, con le masse del paragrafo precedente,
tutte e due proporzionali a .
La densità degli stati, la probabilità di occupazione e il loro prodotto, i portatori, in un disegno qualitativo: è esagerato, e il gap vale invece dei del silicio a temperatura ambiente. Le aree del terzo pannello sono gli elettroni in banda di conduzione, in blu, e le lacune in banda di valenza, in arancione. Quando il livello di Fermi sale verso l’area degli elettroni cresce di volte per ogni di salita, e quella delle lacune diminuisce dello stesso fattore; la loro forma non cambia.
Il semiconduttore intrinseco
Nel semiconduttore intrinseco elettroni e lacune sono in numero uguale, e questo fissa il livello di Fermi.
Proposizione (livello di Fermi intrinseco e densità intrinseca)
In un semiconduttore intrinseco non degenere il livello di Fermi si trova all’energia
e la densità intrinseca è
Nel semiconduttore intrinseco . Chiamando il livello di Fermi, per la proposizione precedente
cioè , e prendendo il logaritmo si ottiene . Moltiplicando per ,
e basta prendere la radice.
Fine della dimostrazione.
Nel silicio meV: il livello di Fermi intrinseco sta praticamente al centro del gap, e così lo si disegna.
La densità intrinseca dipende dalla temperatura soprattutto attraverso l’esponenziale, e molto meno attraverso il fattore di e . Nel silicio a K, con il gap dato con una cifra in più, eV, la formula dà . La misura più accurata, ricavata dalle caratteristiche di diodi al silicio, è (Sproul e Green, 1991), il valore usato in questo percorso. Le cifre contano: l’esponente vale quasi , e ogni millielettronvolt di gap in più o in meno cambia del . Vicino alla temperatura ambiente raddoppia ogni K circa.
Molti libri danno ancora , spesso accanto a . Messi nella formula con , i due valori non tornano: danno . Quel valore di corrisponde a una massa efficace delle lacune di circa , vicina a quella misurata a bassa temperatura; nel 1990 Martin Green ha riesaminato i dati e ha mostrato che a K la massa è circa il doppio, con e , e le misure sui diodi hanno poi confermato il valore più basso.
La legge di azione di massa
Proposizione (legge di azione di massa)
In un semiconduttore non degenere all’equilibrio termico
qualunque sia il drogaggio.
Moltiplicando le densità dei portatori,
che non contiene ed è uguale a per la proposizione precedente. Il drogaggio sposta il livello di Fermi, ma non cambia , ed , che dipendono dal cristallo e dalla temperatura.
Fine della dimostrazione.
La legge ha anche una lettura in termini di generazione e ricombinazione. Le coppie elettrone-lacuna nascono per agitazione termica con una velocità di generazione , il numero di coppie per unità di volume e di tempo, che dipende dal cristallo e dalla temperatura ma non dal drogaggio: per rompere un legame non importa quanti elettroni liberi ci siano intorno. Una coppia scompare quando un elettrone incontra una lacuna, e la velocità di ricombinazione è proporzionale sia a sia a , . All’equilibrio , e ha lo stesso valore che nel materiale intrinseco. In un silicio di tipo le lacune sono poche proprio perché gli elettroni sono tanti: ogni lacuna generata trova presto un elettrone con cui ricombinarsi.
La legge vale solo all’equilibrio. Se la luce crea coppie in più, o se una corrente porta dentro portatori da un’altra regione, il prodotto supera oppure scende sotto, e gli articoli sulla giunzione pn vivono di questa differenza.
Dalla legge di azione di massa viene un modo comodo di scrivere le densità, che usa una sola costante del materiale.
Corollario
In un semiconduttore non degenere all’equilibrio
, e il prodotto dei primi due fattori è la densità degli elettroni con il livello di Fermi in , cioè . Per le lacune si procede allo stesso modo con .
Fine della dimostrazione.
Portatori in un semiconduttore drogato
Le formule precedenti legano e alla posizione del livello di Fermi, ma non dicono dove sia il livello di Fermi in un materiale drogato. Lo decide la neutralità della carica.
Proposizione (portatori con i droganti ionizzati)
In un semiconduttore non degenere drogato uniformemente, all’equilibrio e con tutti i droganti ionizzati,
Le cariche positive sono le lacune e i donori ionizzati, quelle negative gli elettroni e gli accettori ionizzati. In un materiale drogato uniformemente, all’equilibrio, la densità di carica è nulla: se non lo fosse, per il teorema di Gauss ci sarebbe un campo elettrico che cambia da punto a punto, e i portatori si sposterebbero finché la carica non si annulla. Quindi
Sostituendo , dalla legge di azione di massa, e moltiplicando per :
Il prodotto delle due radici è , quindi una è positiva e una negativa, e è quella positiva. Per si sostituisce e si procede allo stesso modo.
Fine della dimostrazione.
Quasi sempre il drogaggio netto è molto più grande di . Con la radice vale , e
con un errore relativo su dell’ordine di , un centesimo di milionesimo già con di drogante. Per il tipo i ruoli si scambiano. Con gli elettroni sono e le lacune : dodici ordini di grandezza meno degli elettroni e sei meno del silicio intrinseco. Sembrano irrilevanti, ma nella giunzione pn la corrente del diodo è fatta proprio di minoritari.
La ionizzazione dei droganti
Resta da controllare l’ipotesi che tutti i droganti siano ionizzati. Un donore può trattenere il suo quinto elettrone, e la probabilità che lo faccia si calcola come quella di Fermi-Dirac, con una differenza.
Proposizione (occupazione dei livelli dei donori)
Con le stesse ipotesi della distribuzione di Fermi-Dirac, la probabilità che un donore con livello di energia trattenga il suo elettrone è
Il livello del donore ospita un elettrone con spin in su o con spin in giù, ma non due: un secondo elettrone sentirebbe la repulsione del primo e avrebbe un’energia molto più alta. Siano la probabilità che il donore sia ionizzato e quelle che trattenga un elettrone con l’uno o con l’altro spin. Si prende uno stato della banda di conduzione con spin in su ed energia , occupato con probabilità . Un elettrone scende da quello stato al donore se lo stato è occupato e il donore è ionizzato, e risale se il donore ha un elettrone con spin in su e lo stato è vuoto. Il bilancio dettagliato dà
e con
Il donore è neutro con probabilità
Fine della dimostrazione.
Il fattore viene dallo spin: un donore neutro può esserlo in due modi, uno ionizzato in uno solo. Per gli accettori il ragionamento è lo stesso a parti scambiate: un accettore resta neutro, cioè trattiene la sua lacuna, con probabilità . Nel silicio il fattore è invece di perché in si toccano due bande di valenza, e gli stati possibili per la lacuna legata sono quattro.
Nel silicio con a K il livello di Fermi è a eV. Il livello del fosforo sta meV sotto , quindi eV , e la frazione dei donori neutri, , è lo del totale. Con il livello di Fermi è più alto di meV, e i donori neutri salgono al . Oltre il modello stesso smette di valere: con la distanza media tra due donori, nm, è quasi uguale al diametro dell’orbita del quinto elettrone nel modello idrogenoide, i livelli dei donori si sovrappongono e formano una banda.
Scendendo di temperatura il livello di Fermi si avvicina ai donori, che trattengono sempre più elettroni. Salendo, invece, cresce fino a superare il drogaggio, e il materiale torna a comportarsi da intrinseco.
La densità degli elettroni in un silicio con , calcolata con la neutralità della carica, l’occupazione dei donori e la densità intrinseca, compresa la diminuzione del gap con la temperatura. Sotto i K più di un donore su dieci trattiene il suo elettrone. Tra e K gli elettroni sono tanti quanti i donori, entro il : è l’intervallo in cui lavorano i dispositivi. Oltre i K prevalgono le coppie generate termicamente, e a K la densità intrinseca raggiunge quella dei donori.
Il livello di Fermi nei semiconduttori drogati
Note le densità dei portatori, la posizione del livello di Fermi viene dal corollario:
Le due espressioni sono equivalenti, perché per la legge di azione di massa. In un materiale di tipo il livello di Fermi sta sopra , in uno di tipo sotto. Con è eV sopra , e ogni fattore dieci nel drogaggio lo sposta di meV. Il logaritmo comprime numeri enormi: tra e il livello di Fermi si sposta di soli eV.
Per controllare che il semiconduttore non sia degenere serve la distanza dal bordo della banda, che si legge direttamente dalla densità dei portatori:
Con il livello di Fermi è eV sotto e eV sopra , cioè : il materiale è ancora non degenere, di poco. Il limite di si raggiunge con di donori e con di accettori.
La posizione del livello di Fermi nel silicio a K al variare del drogaggio. In scala logaritmica le curve sono rette: ogni fattore dieci sposta il livello di Fermi di meV verso il bordo della banda dei maggioritari. Nelle fasce grigie, a meno di dalle bande, le formule di questo articolo non valgono più, e le curve sono tratteggiate.
Oltre quel limite il semiconduttore è degenere. Le formule con l’esponenziale vanno sostituite dall’integrale con la distribuzione di Fermi-Dirac completa, che dà densità più basse: con il livello di Fermi proprio in l’integrale vale invece di . Con drogaggi ancora più alti il livello di Fermi entra nella banda, e il semiconduttore conduce quasi come un metallo. Il silicio degenere si usa dove serve proprio questo, per esempio sotto i contatti metallici.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Nel silicio intrinseco a K, qual è la probabilità che uno stato in sia occupato? Quanti elettroni per centimetro cubo dà, con stati efficaci?
Il livello di Fermi sta praticamente al centro del gap, a eV da . La probabilità è , e gli elettroni sono .
Commento: il risultato è , come deve. La differenza del dal valore misurato sta nelle cifre del gap: con eV, invece di , la distanza è eV e la probabilità scende del . Un occupato ogni due miliardi e mezzo di stati disponibili: il gas degli elettroni di conduzione è diluitissimo, ed è per questo che l’approssimazione di Boltzmann funziona così bene.
Esercizio 2. Un silicio a K è drogato con atomi di fosforo. Calcola , , la posizione del livello di Fermi rispetto a e a , e verifica che il semiconduttore non sia degenere.
Il drogaggio è molto più grande di : e . Il livello di Fermi è eV sopra e eV sotto . Sono , ben più di .
Commento: le due distanze, e eV, sommate fanno eV, cioè la distanza tra ed . I conti tornano perché , e il gap sono coerenti tra loro.
Esercizio 3. Un silicio contiene atomi di fosforo e atomi di boro, come nell’ultimo esercizio dell’articolo precedente. Calcola le densità dei portatori e la posizione del livello di Fermi a K.
Il drogaggio netto è , molto più di : , . Il livello di Fermi è eV sotto .
Commento: per i portatori conta solo il drogaggio netto. Gli atomi di drogante, invece, contano tutti per altre proprietà: ogni ione è un centro di diffusione per i portatori in moto, e un materiale compensato conduce peggio di uno con lo stesso drogaggio netto ottenuto con un solo drogante.
Esercizio 4. Un silicio a K contiene donori, tanti quanti . Quanto valgono e ?
Qui l’approssimazione non vale, e serve la formula completa: , e .
Commento: , come vuole la neutralità, ma i donori non si limitano ad aggiungere i loro elettroni a quelli intrinseci. Una parte delle lacune si ricombina con gli elettroni in più, e scende sotto . Il rapporto è , la sezione aurea, perché con l’equazione di secondo grado diventa .
Esercizio 5. Di quanto cresce nel silicio passando da a K? Trascura prima la variazione del gap, poi tieni conto che a K il gap è più piccolo di meV.
Con ,
Con eV, meV e meV, l’esponente vale , e il rapporto è .
Il gap più piccolo aggiunge il fattore , e l’aumento diventa di circa volte.
Commento: cinquanta gradi, più o meno la differenza tra una stanza e l’interno di un alimentatore che lavora, moltiplicano per trentacinque e per più di mille. La corrente inversa di un diodo al silicio dipende in buona parte da , e cresce con la temperatura in modo simile: è uno dei motivi per cui i componenti elettronici hanno una temperatura massima di funzionamento.
Esercizio 6. Calcola l’energia cinetica media degli elettroni in banda di conduzione e la loro velocità quadratica media nel silicio a K, con la massa efficace per il moto, .
L’energia cinetica di un elettrone è , e gli elettroni sono distribuiti come . La media è
perché integrando per parti . L’energia media è meV. Dalla relazione ,
Commento: è il risultato di un gas perfetto, come ci si aspetta da un gas non degenere. Gli elettroni di conduzione corrono a più di km/s in direzioni casuali, anche senza corrente; il prossimo articolo mostra che un campo elettrico aggiunge a questo moto disordinato una velocità media molto più piccola.
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