Quadrivettori e tensore metrico
Percorso: Relatività ristretta · 9 di 12
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Indice
Perché i vettori ordinari non bastano
In meccanica classica spostamento, velocità, accelerazione, quantità di moto e forza cambiano tutti allo stesso modo quando si ruota il sistema di riferimento, e cambiano poco o niente quando si passa a un sistema in moto uniforme. Per questo sono vettori, e le leggi scritte con loro, come , hanno la stessa forma per tutti gli osservatori.
In relatività questa proprietà si perde. Le coordinate spaziali si trasformano con Lorentz mescolandosi con il tempo, la velocità si trasforma con la composizione relativistica, la forza con una legge ancora diversa, e il campo magnetico compare per alcuni osservatori e non per altri. I vettori a tre componenti non portano con sé la simmetria dello spaziotempo, che è l’invarianza dell’intervallo. Servono oggetti a quattro componenti che si trasformino tutti come le coordinate : i quadrivettori. Questo articolo li costruisce e riscrive con loro la dinamica degli articoli precedenti.
Notazione e trasformazioni di Lorentz
Le coordinate di un evento si scrivono , con l’indice greco che va da a : , , , . Gli indici latini vanno da a e indicano solo le coordinate spaziali. Si adotta la convenzione di Einstein: quando in un prodotto uno stesso indice compare due volte, una in alto e una in basso, è sottintesa la somma su tutti i suoi valori. Per esempio vuol dire .
Il tensore metrico di Minkowski è la matrice
e con esso l’intervallo tra due eventi vicini si scrive . La matrice inversa si indica con , e qui ha gli stessi elementi: , dove vale per e altrimenti.
Definizione (trasformazione di Lorentz)
Una trasformazione di Lorentz è una trasformazione lineare delle coordinate, , che conserva l’intervallo, cioè tale che
o, in forma di matrici, .
La condizione è la stessa che nell’articolo sulla relatività di Galileo definiva le rotazioni, , con al posto della matrice identità. Le rotazioni degli assi spaziali sono trasformazioni di Lorentz, e lo sono le trasformazioni di Lorentz lungo ricavate in un articolo precedente.
Proposizione (la trasformazione lungo x)
La matrice della trasformazione di Lorentz lungo con velocità ,
soddisfa .
Le ultime due righe e colonne danno l’identità, e su di esse vale : il blocco in basso a destra di è , come in . Resta il blocco su :
perché . I blocchi misti sono nulli.
Fine della dimostrazione.
Quadrivettori e prodotto scalare
Definizione (quadrivettore)
Un quadrivettore è una quaterna di grandezze che, passando da un sistema inerziale a un altro, si trasforma come le coordinate: . Le si chiamano componenti controvarianti. Le componenti covarianti sono , cioè e .
La componente è la componente temporale, le altre tre formano un vettore ordinario , e si scrive , . Per una rotazione degli assi spaziali non cambia e ruota come un vettore ordinario. Con si torna dalle componenti covarianti alle controvarianti: .
Definizione (prodotto scalare)
Il prodotto scalare di due quadrivettori è
e è il quadrato di .
Teorema (invarianza del prodotto scalare)
Il prodotto scalare di due quadrivettori ha lo stesso valore in tutti i sistemi inerziali.
Nel nuovo sistema,
dove si è usata la definizione di trasformazione di Lorentz.
Fine della dimostrazione.
Una grandezza con lo stesso valore in tutti i sistemi inerziali si chiama scalare di Lorentz, o quadriscalare. L’intervallo è il quadrato del quadrivettore spostamento, e il teorema lo contiene come caso particolare. Come per gli intervalli, un quadrivettore si dice di tipo tempo, luce o spazio secondo il segno di , e il tipo non dipende dall’osservatore.
Proposizione (trasformazione delle componenti covarianti)
Le componenti covarianti si trasformano con la matrice inversa: .
Da , moltiplicando a destra per e poi a sinistra per , si ha , cioè . In componenti, . Allora
Fine della dimostrazione.
Per la trasformazione lungo le componenti controvarianti cambiano come e ,
mentre in quelle covarianti diventa , perché l’inversa si ottiene cambiando segno alla velocità.
Definizione (quadritensore di rango due)
Un quadritensore di rango due è un insieme di sedici grandezze che si trasformano come i prodotti delle componenti di due quadrivettori: . Gli indici si abbassano con e si alzano con , uno per volta.
Il tensore metrico merita il suo nome: è un tensore, e ha le stesse componenti in tutti i sistemi inerziali. Le componenti covarianti di un tensore si trasformano, per la proposizione precedente applicata a ciascun indice, come . Moltiplicando a sinistra per e a destra per si ha , che in componenti è proprio . In relatività generale i suoi elementi dipenderanno dal punto, e da lì verrà la curvatura.
Quadrivelocità e quadriaccelerazione
In meccanica classica il moto è , e il tempo è lo stesso per tutti. In relatività il tempo di un osservatore non va bene come parametro della linea di universo, ma il cammino proprio lungo la linea, con , è uno scalare di Lorentz: la linea di universo si scrive .
Definizione (quadrivelocità e quadriaccelerazione)
Lungo la linea di universo di una particella con massa, la quadrivelocità e la quadriaccelerazione sono
Sono quadrivettori: lo è, e dividerlo o derivarlo rispetto a uno scalare non cambia la legge di trasformazione, perché è costante. Con questa definizione è adimensionale; alcuni testi derivano rispetto a , e ottengono una quadrivelocità volte più grande.
Teorema (componenti e quadrato della quadrivelocità)
Per una particella con velocità ,
Per la proposizione sul tempo proprio, . Quindi e . Il quadrato è .
Derivando rispetto a l’identità , con costante e simmetrico, si ha .
Fine della dimostrazione.
Il quadrato della quadrivelocità è lo stesso per ogni particella e in ogni istante, anche per una particella ferma, che «avanza nel tempo» con . Le quattro componenti non sono indipendenti: ne bastano tre. E la quadriaccelerazione è sempre ortogonale alla quadrivelocità, nel senso del prodotto scalare di Minkowski. Nel sistema in cui la particella è istantaneamente ferma , e l’ortogonalità dice che lì : la quadriaccelerazione ha solo componenti spaziali, che valgono , con l’accelerazione misurata in quel sistema. Il numero è quindi il quadrato di quella accelerazione, detta accelerazione propria.
Il quadrimpulso
Definizione (quadrimpulso)
Il quadrimpulso di una particella di massa è .
Teorema (energia e quantità di moto formano un quadrivettore)
dove e sono l’energia e la quantità di moto relativistiche.
Dal teorema sulla quadrivelocità, e . Il quadrato è .
Fine della dimostrazione.
Uguagliando a si ritrova la relazione energia-impulso , qui come conseguenza del fatto che il quadrato di un quadrivettore è invariante. La massa è il «modulo» del quadrimpulso, lo stesso per tutti; energia e quantità di moto sono le sue componenti, che cambiano da un osservatore all’altro.
Corollario (trasformazione di energia e quantità di moto)
Per la trasformazione lungo con velocità ,
è un quadrivettore e si trasforma come , . Con e : , cioè , e .
Fine della dimostrazione.
Per una particella senza massa la definizione non si può usare, perché la sua linea di universo ha . Il quadrimpulso si definisce direttamente con le sue componenti, con : è un quadrivettore di tipo luce, con . Che si trasformi davvero come un quadrivettore è un fatto dell’elettromagnetismo, e da lì viene l’effetto Doppler relativistico dell’esercizio 2.
La quadriforza
Definizione (quadriforza)
La quadriforza su una particella di massa è .
L’equazione , detta equazione di Minkowski, ha la stessa forma in tutti i sistemi inerziali: è il secondo principio della dinamica in forma covariante.
Proposizione (componenti della quadriforza)
Con la forza ordinaria,
Poiché , . Allora , per il teorema dell’energia dell’articolo sulla forza relativistica, e . Infine , e .
Fine della dimostrazione.
La legge di trasformazione della forza ordinaria, complicata se ricavata direttamente, si ottiene ora trasformando come un quadrivettore e dividendo per il fattore del nuovo sistema. Resta però il problema segnalato nell’articolo precedente: le forze della meccanica classica presuppongono interazioni istantanee, e una quadriforza relativistica coerente si ottiene solo includendo il campo che trasmette l’interazione.
La conservazione del quadrimpulso
Energia e quantità di moto di un sistema isolato si conservano, e per particelle libere lo si è dimostrato con il teorema di Noether. In relatività si assume che valga in generale, e gli esperimenti lo confermano senza eccezioni, a patto di usare le espressioni relativistiche e di includere nell’energia le energie a riposo.
Principio (conservazione del quadrimpulso)
Il quadrimpulso totale di un sistema isolato si conserva. In particolare, in un urto tra particelle libere prima e dopo l’interazione, il quadrimpulso totale prima dell’urto è uguale a quello dopo.
La somma di quadrivettori è un quadrivettore, e la conservazione non dipende dall’osservatore: se in un sistema, lo stesso vale in ogni altro, perché applicata al vettore nullo dà il vettore nullo. La conservazione dell’energia e quella della quantità di moto non sono più due leggi separate: sono le quattro componenti di una sola.
Proposizione (massa invariante di un sistema)
Sia il quadrimpulso totale di un sistema di particelle con massa, e .
- è di tipo tempo, con , ed esiste un sistema inerziale in cui la quantità di moto totale è nulla; lì l’energia totale vale .
- , con l’uguaglianza solo se tutte le particelle hanno la stessa velocità.
Si comincia da due quadrivettori e di tipo tempo con componente temporale positiva, cioè e .
La somma è di tipo tempo. , per la disuguaglianza triangolare.
Disuguaglianza triangolare inversa. Si calcola in un sistema in cui : esiste, perché la velocità ha modulo minore di , e per la proposizione sui sistemi di quiete dell’articolo sull’intervallo si può annullare la parte spaziale con una trasformazione di Lorentz. Lì con , e , perché , con l’uguaglianza solo se in quel sistema. Il prodotto scalare è invariante, quindi in ogni sistema
I quadrimpulsi delle particelle con massa sono di tipo tempo con . Per induzione sul numero di particelle, è di tipo tempo con e . L’uguaglianza richiede che, a ogni passo, la parte spaziale del quadrimpulso aggiunto sia nulla nel sistema di quiete della somma precedente, cioè che tutte le particelle abbiano la stessa velocità.
Infine, nel sistema in cui , che esiste per lo stesso argomento usato sopra, , e .
Fine della dimostrazione.
Il sistema in cui è il sistema del centro di massa, e è la massa invariante del sistema: la stessa grandezza dell’articolo sull’energia, dove la massa di un sistema era la sua energia a riposo divisa per , qui calcolabile in qualunque sistema di riferimento. La disuguaglianza riguarda particelle libere: in un sistema legato l’energia di interazione, negativa, abbassa la massa sotto la somma delle masse delle parti, come nel deutone. Negli urti la massa invariante di prima e quella di dopo sono uguali, perché lo è il quadrimpulso totale, e questo è lo strumento principale dell’articolo successivo.
Campi e operatori nello spaziotempo
Un campo scalare assegna un numero a ogni evento, lo stesso per tutti gli osservatori: . Un campo quadrivettoriale assegna un quadrivettore a ogni evento. Le derivate rispetto alle coordinate si indicano con
Proposizione (operatori covarianti)
- Il quadrigradiente di un campo scalare si trasforma come le componenti covarianti di un quadrivettore.
- La quadridivergenza di un campo quadrivettoriale è uno scalare di Lorentz.
- Il dalembertiano è un operatore invariante: applicato a uno scalare dà uno scalare, applicato a ciascuna componente di un quadrivettore dà un quadrivettore.
Dalla trasformazione inversa si ha .
-
Per la regola di derivazione delle funzioni composte, , che è la legge delle componenti covarianti.
-
Con e il punto 1 applicato a ogni componente,
dove si è usato che è costante e che .
- si trasforma come le componenti controvarianti, e è un prodotto scalare tra un indice covariante e uno controvariante: per lo stesso calcolo del punto 2 è invariante. Esplicitamente, .
Fine della dimostrazione.
Il dalembertiano è l’operatore dell’equazione delle onde: descrive onde che viaggiano a velocità , e la sua invarianza dice che per tutti gli osservatori viaggiano a . Il rotore invece non ha un analogo quadrivettoriale. Il suo posto è preso dal tensore antisimmetrico , con sei componenti indipendenti invece di tre; nell’articolo sull’elettromagnetismo, costruito sul quadripotenziale, conterrà insieme il campo elettrico e il campo magnetico.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un protone, con MeV, si muove lungo con GeV/. Calcola energia e quantità di moto per un osservatore che si muove lungo con , e verifica che la massa non cambia.
Nel sistema di partenza MeV MeV. Con :
Verifica: MeV MeV.
Commento: scrivendo energie e quantità di moto nelle stesse unità, MeV e MeV/, le formule di trasformazione sono quelle delle coordinate con al posto di e al posto di . La verifica finale è il modo più rapido di scoprire un errore di segno: se la massa cambia, qualcosa è sbagliato.
Esercizio 2. Una stella si allontana dalla Terra a ed emette, nel proprio sistema, luce di lunghezza d’onda nm lungo la congiungente. Che lunghezza d’onda si misura sulla Terra?
Per un fotone e, lungo la direzione del moto, . Nel sistema della stella il fotone va verso la Terra, cioè in verso opposto al moto della stella rispetto alla Terra. Con l’asse orientato come la velocità della Terra rispetto alla stella, e il fotone ha nel sistema della stella: va nello stesso verso in cui la Terra si allontana. Allora
e nm.
Commento: è l’effetto Doppler relativistico, ricavato in una riga dalla trasformazione del quadrimpulso. La luce di una sorgente che si allontana arriva spostata verso il rosso. A differenza del Doppler del suono, qui conta solo la velocità relativa tra sorgente e osservatore, perché non c’è un mezzo che distingua un sistema dall’altro.
Esercizio 3. Verifica che il moto iperbolico dell’articolo sulla forza relativistica, , ha accelerazione propria costante e uguale ad .
Da e si ha . Con :
Allora
perché . L’accelerazione propria vale in ogni istante.
Commento: nel laboratorio l’accelerazione ordinaria diminuisce nel tempo, come , e la particella non supera mai . Ma un accelerometro a bordo segnerebbe sempre lo stesso valore . Il moto con accelerazione propria costante è quello di un’astronave che mantiene sempre la stessa spinta sentita dall’equipaggio.
Esercizio 4. Due fotoni di energia GeV ciascuno viaggiano in direzioni che formano un angolo . Calcola la massa invariante della coppia per , e .
, perché i fotoni hanno quadrato nullo. Con :
Per , . Per , GeV GeV. Per , GeV.
Commento: la massa di un sistema non è la somma delle masse, qui nulle, delle sue parti. Due fotoni che viaggiano insieme non hanno massa invariante; due fotoni che si scontrano frontalmente hanno tutta la loro energia disponibile, e con GeV possono produrre, per esempio, una coppia protone-antiprotone, la cui massa invariante minima è circa GeV.
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