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Emmy

Il condensatore MOS

Elettronica · Dispositivi elettronici Fisica · Fisica dei semiconduttori Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 10 di 20

Prima di questo, potrebbe interessarti: La giunzione pn all'equilibrio , Il condensatore

Indice

Un campo al posto di una corrente

Il transistore bipolare si comanda con una corrente. Per tenerlo in conduzione serve una corrente di base, e con lei una potenza VBEIBV_{BE}I_B spesa di continuo: poca per un transistore, troppa per il miliardo di transistori di un processore. C’è un altro modo di cambiare quanti portatori ha un semiconduttore: avvicinargli una carica. Un elettrodo separato dal silicio da un isolante attira o respinge i portatori della superficie, e se l’isolante è buono il circuito di comando non fornisce corrente, se non quella che serve a caricare l’elettrodo.

L’idea è più vecchia del transistore bipolare. Julius Lilienfeld la brevettò nel 1925, ma nessuno riuscì a farla funzionare. Negli anni Quaranta, ai Bell Labs, gli esperimenti del gruppo di Shockley diedero effetti molto più deboli del previsto, e John Bardeen ne trovò la causa: la superficie di un cristallo ha stati elettronici propri, che catturano la carica indotta e schermano il campo prima che arrivi all’interno. La soluzione arrivò dieci anni dopo, sempre ai Bell Labs. Mohamed Atalla mostrò che uno strato di biossido di silicio cresciuto scaldando il silicio in atmosfera ossidante lascia all’interfaccia pochissimi stati, e nel 1959 lui e Dawon Kahng costruirono il primo transistore a effetto di campo con un ossido, il MOSFET del prossimo articolo.

Questo articolo studia la struttura che sta al centro del MOSFET: che cosa succede nel silicio sotto l’ossido quando cambia la tensione dell’elettrodo, e quale tensione serve perché lì compaia uno strato di elettroni.

La struttura

Un condensatore MOS, da metallo, ossido, semiconduttore, è un pezzo di silicio coperto da uno strato di biossido di silicio SiO₂ spesso toxt_{ox}, sul quale è depositato un conduttore, il gate. Il silicio si chiama substrato o body e ha un contatto metallico sul retro. In tutto l’articolo il silicio è di tipo pp, con drogaggio NAN_A uniforme, e la tensione VGV_G è il potenziale del gate meno quello del body.

Il gate dei primi dispositivi era di alluminio. Dalla fine degli anni Sessanta, con la tecnologia a gate di silicio sviluppata da Federico Faggin alla Fairchild, si usò il silicio policristallino, o polisilicio, molto drogato: sopporta le alte temperature dei passi di fabbricazione successivi e forma con l’ossido un’interfaccia pulita. I processi più avanzati, dal 2007, sono tornati a gate metallici, insieme a isolanti con una costante dielettrica più alta di quella dell’ossido. Nel polisilicio di tipo n+n^+ il drogaggio è così alto che il livello di Fermi arriva al fondo della banda di conduzione, e il materiale conduce come un metallo.

L’ossido è un condensatore piano. La sua capacità per unità di area è

Cox=εoxtox,C_{ox} = \frac{\varepsilon_{ox}}{t_{ox}} ,

con εox=3,9ε0=3,45×1013\varepsilon_{ox} = 3{,}9\,\varepsilon_0 = 3{,}45\times10^{-13} F/cm, circa un terzo della permittività del silicio εSi=1,04×1012\varepsilon_{Si} = 1{,}04\times10^{-12} F/cm. Gli esempi e le figure usano una struttura di riferimento: gate di polisilicio n+n^+, ossido spesso 1010 nm, silicio con NA=1017 cm3N_A = 10^{17}\ \text{cm}^{-3}, a 300 K. Per questa struttura Cox=3,45×107C_{ox} = 3{,}45\times10^{-7} F/cm², cioè 345345 nF per centimetro quadrato.

Funzione lavoro e affinità elettronica

Per mettere nello stesso diagramma a bande tre materiali diversi serve un riferimento comune. È il livello di vuoto E0E_0, l’energia di un elettrone fermo appena fuori dal materiale, dove non sente più le forze del cristallo.

Definizione (funzione lavoro e affinità elettronica)

La funzione lavoro di un materiale è la distanza qΦ=E0EFq\Phi = E_0 - E_F tra il livello di vuoto e il livello di Fermi. L’affinità elettronica di un semiconduttore o di un isolante è la distanza qχ=E0ECq\chi = E_0 - E_C tra il livello di vuoto e il fondo della banda di conduzione.

In un metallo la funzione lavoro è l’energia minima per estrarre un elettrone, quella dell’effetto fotoelettrico. In un semiconduttore il livello di Fermi cade nella banda proibita, dove non ci sono elettroni, e la funzione lavoro dipende dal drogaggio; l’affinità elettronica, invece, è una proprietà del materiale. Per il silicio qχ=4,05q\chi = 4{,}05 eV, e la funzione lavoro è

ΦSi=χ+ECEFq.\Phi_{Si} = \chi + \frac{E_C - E_F}{q} .

Nel silicio di riferimento, di tipo pp, EFEV=kTln(Nv/NA)=0,148E_F - E_V = kT\ln(N_v/N_A) = 0{,}148 eV, quindi ECEF=1,1240,148=0,976E_C - E_F = 1{,}124 - 0{,}148 = 0{,}976 eV e qΦSi=5,03q\Phi_{Si} = 5{,}03 eV. Alcuni valori per i gate:

  • alluminio, circa 4,14{,}1 eV; oro, circa 5,15{,}1 eV;
  • polisilicio n+n^+, 4,054{,}05 eV, uguale all’affinità del silicio, perché il livello di Fermi sta su ECE_C;
  • polisilicio p+p^+, 5,175{,}17 eV, cioè χ+Eg/q\chi + E_g/q, perché il livello di Fermi sta su EVE_V.

Le funzioni lavoro dei metalli misurate davvero cambiano di qualche decimo di elettronvolt con lo stato della superficie e con la faccia del cristallo; nei conti vanno prese come indicative. Il biossido di silicio ha una banda proibita di circa 99 eV e un’affinità elettronica di circa 0,950{,}95 eV. Un elettrone della banda di conduzione del silicio, per entrare nella banda di conduzione dell’ossido, deve salire di 4,050,95=3,14{,}05 - 0{,}95 = 3{,}1 eV, e per le lacune la barriera è ancora più alta: per questo l’ossido è un ottimo isolante.

La tensione di banda piatta

Se si collegano gate e body con un filo, gli elettroni passano dal materiale con il livello di Fermi più alto a quello con il livello più basso, finché i due livelli si allineano, come nella giunzione pn. Con un gate n+n^+ su silicio pp gli elettroni vanno dal gate al silicio: il gate si carica positivamente, il silicio negativamente, e nella struttura compare un campo. Un generatore collegato tra gate e body può impedirlo.

Serve una proprietà già usata nella giunzione pn. In un conduttore all’equilibrio il livello di Fermi è EF=CqVE_F = C - qV, con CC costante; attraverso un contatto tra due materiali all’equilibrio il livello di Fermi è continuo. Un generatore di tensione VGV_G con i morsetti dello stesso metallo impone quindi tra i due morsetti, e tra i materiali collegati a ciascuno, una differenza di livelli di Fermi qVG-qV_G. L’ossido non lascia passare corrente: a regime il gate è all’equilibrio con il suo morsetto, il silicio con il body, e

EF,GEF,B=qVG.E_{F,G} - E_{F,B} = -qV_G .

Il livello di vuoto, invece, segue il potenziale elettrico: E0=costanteqVE_0 = \text{costante} - qV, ed è continuo attraverso le interfacce se si trascurano i sottili strati di dipoli che vi si formano.

Proposizione (tensioni nella struttura MOS)

Siano VoxV_{ox} la differenza di potenziale ai capi dell’ossido, il potenziale del lato del gate meno quello del lato del silicio, e φS\varphi_S il potenziale di superficie, il potenziale del silicio all’interfaccia con l’ossido meno quello del silicio lontano. Allora

VG=ΦGΦSi+Vox+φS.V_G = \Phi_G - \Phi_{Si} + V_{ox} + \varphi_S .
Dimostrazione.

Nel gate, che è un conduttore, il potenziale è uniforme; nel silicio lontano dall’ossido la carica e il campo sono nulli. Il potenziale del gate supera quello del silicio lontano di Vox+φSV_{ox} + \varphi_S, e il livello di vuoto, che segue il potenziale, è più basso nel gate di q(Vox+φS)q(V_{ox} + \varphi_S):

E0,GE0,B=q(Vox+φS).E_{0,G} - E_{0,B} = -q\left(V_{ox} + \varphi_S\right) .

Per definizione di funzione lavoro EF,G=E0,GqΦGE_{F,G} = E_{0,G} - q\Phi_G e EF,B=E0,BqΦSiE_{F,B} = E_{0,B} - q\Phi_{Si}. Sottraendo e usando EF,GEF,B=qVGE_{F,G} - E_{F,B} = -qV_G,

qVG=q(Vox+φS)qΦG+qΦSi,-qV_G = -q\left(V_{ox} + \varphi_S\right) - q\Phi_G + q\Phi_{Si} ,

che, divisa per q-q, è la tesi.

Fine della dimostrazione.

Quando nella struttura non c’è campo da nessuna parte, VoxV_{ox} e φS\varphi_S sono nulli e le bande sono orizzontali. La tensione che serve è la tensione di banda piatta

VFB=ΦGΦSi,V_{FB} = \Phi_G - \Phi_{Si} ,

e la proposizione si riscrive

VGVFB=Vox+φS:V_G - V_{FB} = V_{ox} + \varphi_S :

la tensione di gate oltre la banda piatta si divide tra l’ossido e il silicio. Per la struttura di riferimento VFB=4,055,03=0,98V_{FB} = 4{,}05 - 5{,}03 = -0{,}98 V, cioè (ECEF)/q-(E_C - E_F)/q del silicio. Con un gate di alluminio sullo stesso silicio sarebbe 4,15,03=0,934{,}1 - 5{,}03 = -0{,}93 V. Con il gate collegato al body, VG=0V_G = 0, le bande non sono piatte: 0,980{,}98 V si ripartiscono tra ossido e silicio.

Le bande del condensatore MOS in banda piatta Diagramma a bande con tre regioni affiancate: a sinistra il gate di polisilicio n più, al centro l'ossido, a destra il silicio di tipo p. In alto una linea tratteggiata orizzontale, il livello di vuoto E zero, comune alle tre regioni. Nel gate il livello di Fermi coincide con il fondo della banda di conduzione, 4,05 elettronvolt sotto il vuoto, e una freccia verticale indica la funzione lavoro q per phi G. L'ossido è una regione ombreggiata con il fondo della banda di conduzione a 0,95 elettronvolt sotto il vuoto. Nel silicio i bordi delle bande sono rette orizzontali: E C alla stessa altezza del livello di Fermi del gate, E V 1,12 elettronvolt più in basso, e il livello di Fermi appena sopra E V. Due frecce indicano l'affinità elettronica q per chi e la funzione lavoro q per phi Si; una terza freccia, tra E C ed E F del silicio, indica meno q per V F B, circa 0,98 elettronvolt. gate ossido silicio p G Si −qVFB E0 EC EF EV EF EV EC

Le bande della struttura di riferimento in banda piatta. Il livello di vuoto E0E_0 è comune ai tre materiali; nel gate di polisilicio n+n^+ il livello di Fermi coincide con il fondo della banda di conduzione; la banda di valenza dell’ossido è 9 eV più in basso, fuori dal disegno. I livelli di Fermi del gate e del silicio distano qVFB=0,98-qV_{FB} = 0{,}98 eV.

L’ossido lega VoxV_{ox} alla carica del silicio.

Proposizione (l'ossido come condensatore)

Se nell’ossido non ci sono cariche e QSQ_S è la carica per unità di area nel silicio, il gate porta la carica QG=QSQ_G = -Q_S e

Vox=QSCox.V_{ox} = -\frac{Q_S}{C_{ox}} .

Il campo nell’ossido è uniforme, e alla superficie del silicio vale εox/εSi\varepsilon_{ox}/\varepsilon_{Si}, circa un terzo, del campo nell’ossido.

Dimostrazione.

La struttura è uniforme nelle direzioni parallele all’ossido e il campo è diretto lungo xx, perpendicolare all’ossido, orientato dal gate verso il silicio. Il campo è nullo dentro il gate e nel silicio lontano: il teorema di Gauss su un cilindro con le basi in queste due zone dice che la carica totale per unità di area è nulla, QG+QS=0Q_G + Q_S = 0. Nell’ossido la carica è zero e il campo è costante; il teorema di Gauss su un cilindro con una base dentro il gate e l’altra nell’ossido dà εoxEox=QG\varepsilon_{ox}\mathcal E_{ox} = Q_G. La differenza di potenziale ai capi dell’ossido è

Vox=Eoxtox=QGtoxεox=QSCox.V_{ox} = \mathcal E_{ox}\,t_{ox} = \frac{Q_G\,t_{ox}}{\varepsilon_{ox}} = -\frac{Q_S}{C_{ox}} .

All’interfaccia non c’è carica, e il vettore spostamento εE\varepsilon\mathcal E è continuo: εSiES=εoxEox\varepsilon_{Si}\mathcal E_S = \varepsilon_{ox}\mathcal E_{ox}.

Fine della dimostrazione.

Mettendo insieme le due proposizioni si ottiene la relazione che governa tutto il resto dell’articolo:

VGVFB=φSQSCox.V_G - V_{FB} = \varphi_S - \frac{Q_S}{C_{ox}} .

Accumulazione, svuotamento, inversione

A regime il silicio scambia portatori solo con il contatto del body, ed è all’equilibrio: il livello di Fermi è uniforme. Il potenziale φ(x)\varphi(x), preso nullo lontano dall’ossido, sposta le bande di qφ(x)-q\varphi(x), e poiché n=Nce(ECEF)/kTn = N_c\,e^{-(E_C - E_F)/kT} e p=Nve(EFEV)/kTp = N_v\,e^{-(E_F - E_V)/kT},

n(x)=n0eφ(x)/VT,p(x)=p0eφ(x)/VT,n(x) = n_0\,e^{\varphi(x)/V_T} , \qquad p(x) = p_0\,e^{-\varphi(x)/V_T} ,

dove n0=ni2/NAn_0 = n_i^2/N_A e p0=NAp_0 = N_A sono le densità lontano dall’ossido e VT=kT/qV_T = kT/q. Conviene misurare il drogaggio con il potenziale di Fermi, la distanza tra il livello intrinseco e il livello di Fermi nel silicio lontano divisa per qq:

φF=EiEFq=VTlnNAni.\varphi_F = \frac{E_i - E_F}{q} = V_T\ln\frac{N_A}{n_i} .

Per la struttura di riferimento φF=0,417\varphi_F = 0{,}417 V. Al crescere di VGV_G la struttura passa per quattro situazioni.

  • Accumulazione, VG<VFBV_G < V_{FB}. Il gate è negativo rispetto alla banda piatta, φS<0\varphi_S < 0, le bande si piegano verso l’alto e sotto l’ossido si accumulano lacune.
  • Svuotamento, VGV_G poco sopra VFBV_{FB}. Ora φS>0\varphi_S > 0: il gate respinge le lacune e lascia sotto l’ossido una zona svuotata, con la carica negativa degli ioni accettori.
  • Inversione debole, φF<φS<2φF\varphi_F < \varphi_S < 2\varphi_F. Alla superficie il livello intrinseco è sceso sotto il livello di Fermi, e gli elettroni sono più delle lacune: il silicio sotto l’ossido è diventato di tipo nn, ma con pochi elettroni rispetto agli ioni.
  • Inversione forte, φS>2φF\varphi_S > 2\varphi_F. Alla superficie gli elettroni superano NAN_A, e sotto l’ossido c’è uno strato di elettroni mobili.
Accumulazione, svuotamento e inversione Diagramma a bande del condensatore MOS con il gate a sinistra, l'ossido al centro e il silicio di tipo p a destra; sotto, un disegno delle cariche. L'animazione mostra cinque tensioni di gate. In accumulazione, con V G uguale a meno 2 volt, il livello di Fermi del gate sta molto sopra quello del silicio, le bande del silicio si piegano un poco verso l'alto alla superficie e sotto l'ossido si accumulano lacune, con cariche negative nel gate. In banda piatta, a meno 0,98 volt, le bande sono orizzontali e non ci sono cariche. In svuotamento, a meno 0,4 volt, le bande si piegano verso il basso vicino all'ossido, il gate ha carica positiva e nel silicio c'è una zona svuotata con gli ioni negativi. Alla soglia, a 0,34 volt, il livello intrinseco alla superficie è sceso sotto il livello di Fermi di quanto sta sopra nel silicio lontano, e la zona svuotata è larga circa 100 nanometri. In inversione, a 2 volt, le bande si piegano ancora un poco, la zona svuotata è quasi la stessa e sotto l'ossido c'è uno strato sottile di elettroni. EC Ei EF EV gate ossido silicio p accumulazione, VG = −2 V EF + + + banda piatta, VG = −0,98 V EF svuotamento, VG = −0,40 V EF + + + soglia, VG = 0,34 V EF + + + inversione, VG = 2 V EF + + +

Le bande e le cariche della struttura di riferimento per cinque tensioni di gate, calcolate risolvendo l’equazione di Poisson senza approssimazioni. Il livello di Fermi del gate sta qVGqV_G sotto quello del silicio; la retta tratteggiata nell’ossido, disegnato più largo del vero, mostra la caduta di potenziale VoxV_{ox}. Sotto, le cariche: lacune in arancio, ioni accettori in grigio nella zona svuotata, elettroni in blu.

La carica nel silicio

Nella giunzione pn la zona svuotata si trattava con l’approssimazione di svuotamento. Nel condensatore MOS l’equazione di Poisson si risolve anche senza, e la soluzione descrive in una volta tutte e quattro le situazioni.

Teorema (carica nel silicio)

In un silicio di tipo pp drogato uniformemente, all’equilibrio, con i droganti tutti ionizzati e le densità di Boltzmann, il campo alla superficie ES\mathcal E_S e la carica per unità di area QSQ_S sono legati al potenziale di superficie da

ES2=2kTεSiF ⁣(φSVT),F(u)=p0(eu+u1)+n0(euu1),\begin{aligned} \mathcal E_S^2 &= \frac{2kT}{\varepsilon_{Si}}\,F\!\left(\frac{\varphi_S}{V_T}\right) , \\ F(u) &= p_0\left(e^{-u} + u - 1\right) + n_0\left(e^{u} - u - 1\right) , \end{aligned}

e

QS=sgn(φS)2εSikTF(φS/VT).Q_S = -\operatorname{sgn}(\varphi_S)\,\sqrt{2\varepsilon_{Si}kT\,F(\varphi_S/V_T)} .
Dimostrazione.

Con i droganti ionizzati la densità di carica è ρ=q(pnNA)\rho = q(p - n - N_A), e la neutralità del silicio lontano dà NA=p0n0N_A = p_0 - n_0. Quindi

ρ=q[p0(eφ/VT1)n0(eφ/VT1)].\rho = q\left[p_0\left(e^{-\varphi/V_T} - 1\right) - n_0\left(e^{\varphi/V_T} - 1\right)\right] .

L’equazione di Poisson è φ=ρ/εSi\varphi'' = -\rho/\varepsilon_{Si}. Moltiplicando per 2φ2\varphi', il primo membro diventa la derivata di (φ)2(\varphi')^2. Si integra da xx all’infinito, dove φ\varphi e φ\varphi' sono nulli, e si cambia variabile da xx a φ\varphi:

(φ(x))2=2εSi0φ(x)ρ(s)ds,\left(\varphi'(x)\right)^2 = -\frac{2}{\varepsilon_{Si}}\int_0^{\varphi(x)}\rho(s)\,ds ,

dove ρ(s)\rho(s) indica la densità di carica quando il potenziale vale ss. Gli integrali sono elementari:

0φ(es/VT1)ds=VT(eu+u1),0φ(es/VT1)ds=VT(euu1),\begin{aligned} \int_0^{\varphi}\left(e^{-s/V_T} - 1\right)ds &= -V_T\left(e^{-u} + u - 1\right) , \\ \int_0^{\varphi}\left(e^{s/V_T} - 1\right)ds &= V_T\left(e^{u} - u - 1\right) , \end{aligned}

con u=φ/VTu = \varphi/V_T. Sostituendo, e ricordando che qVT=kTqV_T = kT, si ottiene (φ)2=(2kT/εSi)F(u)(\varphi')^2 = (2kT/\varepsilon_{Si})\,F(u); poiché E=φ\mathcal E = -\varphi', in x=0x = 0 è la prima tesi.

Le funzioni eu+u1e^{-u} + u - 1 ed euu1e^{u} - u - 1 sono positive per u0u \neq 0, quindi φ\varphi' non si annulla dove φ0\varphi \neq 0: il potenziale va da φS\varphi_S a zero senza cambiare segno, decrescente se φS>0\varphi_S > 0 e crescente se φS<0\varphi_S < 0. Per il teorema di Gauss la carica per unità di area è

QS=0ρdx=εSi[φ]0=εSiφ(0),Q_S = \int_0^\infty\rho\,dx = -\varepsilon_{Si}\left[\varphi'\right]_0^\infty = \varepsilon_{Si}\,\varphi'(0) ,

che ha il segno opposto a φS\varphi_S e il modulo εSi(2kT/εSi)F\varepsilon_{Si}\sqrt{(2kT/\varepsilon_{Si})F}.

Fine della dimostrazione.

Il teorema contiene i tre regimi come casi limite.

  • In accumulazione, con φS-\varphi_S di qualche VTV_T, domina il termine p0eup_0e^{-u} e QS2εSikTNA  eφS/2VTQ_S \approx \sqrt{2\varepsilon_{Si}kTN_A}\;e^{-\varphi_S/2V_T}: la carica cresce in modo esponenziale, di un fattore dieci ogni 2VTln100,122V_T\ln10 \approx 0{,}12 V.
  • In svuotamento, con φS\varphi_S di qualche VTV_T e pochi elettroni, FNA(u1)F \approx N_A(u - 1), e QS2qεSiNA(φSVT)Q_S \approx -\sqrt{2q\varepsilon_{Si}N_A(\varphi_S - V_T)}. A meno del VTV_T, che viene dalla coda delle lacune ai bordi, è la carica di una zona svuotata di ioni larga
xd=2εSiφSqNA,x_d = \sqrt{\frac{2\varepsilon_{Si}\varphi_S}{qN_A}} ,

come nella giunzione pn con un lato molto drogato.

  • In inversione domina n0eun_0e^u, e QS2εSikTn0  eφS/2VTQ_S \approx -\sqrt{2\varepsilon_{Si}kTn_0}\;e^{\varphi_S/2V_T}. Poiché n0/p0=e2φF/VTn_0/p_0 = e^{-2\varphi_F/V_T}, in FF il termine degli elettroni supera quello degli ioni, circa p0up_0u, quando eu2φF/VT>ue^{u - 2\varphi_F/V_T} > u, cioè per φS\varphi_S oltre 2φF+VTln(2φF/VT)2\varphi_F + V_T\ln(2\varphi_F/V_T): circa 0,920{,}92 V nella struttura di riferimento.
La carica nel silicio e il potenziale di superficie Grafico in scala logaritmica del modulo della carica per unità di area nel silicio, da 10 alla meno 9 a 10 alla meno 5 coulomb al centimetro quadrato, in funzione del potenziale di superficie phi S, da meno 0,5 a 1,1 volt. La curva blu, esatta, scende ripida da sinistra, dove cresce in modo esponenziale con meno phi S (accumulazione), crolla a zero in phi S uguale a zero, poi risale e cresce lentamente, come la radice di phi S (svuotamento), seguendo da vicino la curva tratteggiata dell'approssimazione di svuotamento. Dopo la guida verticale in 2 phi F, circa 0,83 volt, si stacca dalla tratteggiata e sale in modo esponenziale (inversione). La curva arancione, la sola carica degli elettroni, sale in modo esponenziale e raggiunge la blu oltre 2 phi F. −0,4−0,200,20,40,60,81 10−9 10−8 10−7 10−6 10−5 |QS| (C/cm²) φS (V) φF F accumulazione svuotamento inversione elettroni

Il modulo della carica per unità di area nel silicio della struttura di riferimento in funzione del potenziale di superficie, in scala logaritmica. In blu la carica esatta del teorema, in arancio la sola carica degli elettroni, tratteggiata l’approssimazione di svuotamento. In accumulazione e in inversione la carica cresce di un fattore dieci ogni 0,12 V; tra le due, nello svuotamento, cresce come φS\sqrt{\varphi_S}.

Nello svuotamento, sostituendo QS=2qεSiNAφSQ_S = -\sqrt{2q\varepsilon_{Si}N_A\varphi_S} nella relazione tra VGV_G e φS\varphi_S,

VGVFB=φS+γφS,γ=2qεSiNACox.V_G - V_{FB} = \varphi_S + \gamma\sqrt{\varphi_S} , \qquad \gamma = \frac{\sqrt{2q\varepsilon_{Si}N_A}}{C_{ox}} .

Il coefficiente γ\gamma si misura in V1/2\text{V}^{1/2}, e per la struttura di riferimento vale 0,53 V1/20{,}53\ \text{V}^{1/2}. Il secondo membro cresce con φS\varphi_S, e l’equazione, di secondo grado in φS\sqrt{\varphi_S}, ha una sola soluzione positiva. Più in generale φSQS/Cox\varphi_S - Q_S/C_{ox} è una funzione crescente di φS\varphi_S, perché QS-Q_S lo è: a ogni tensione di gate corrisponde un solo potenziale di superficie, e in particolare le bande sono piatte solo per VG=VFBV_G = V_{FB}.

La tensione di soglia

Definizione (tensione di soglia)

La tensione di soglia VTHV_{TH} è la tensione di gate per cui la densità degli elettroni alla superficie del silicio è uguale alla densità NAN_A delle lacune nel silicio lontano.

La densità degli elettroni alla superficie è n0eφS/VT=(ni2/NA)eφS/VTn_0e^{\varphi_S/V_T} = (n_i^2/N_A)\,e^{\varphi_S/V_T}, e vale NAN_A quando eφS/VT=(NA/ni)2e^{\varphi_S/V_T} = (N_A/n_i)^2, cioè quando

φS=2φF.\varphi_S = 2\varphi_F .

Sul diagramma a bande: alla superficie il livello di Fermi sta sopra il livello intrinseco di quanto, nel silicio lontano, gli sta sotto.

Proposizione (tensione di soglia)

Con le ipotesi del teorema sulla carica nel silicio,

VTH=VFB+2φF+γ2φF.V_{TH} = V_{FB} + 2\varphi_F + \gamma\sqrt{2\varphi_F} .
Dimostrazione.

In u=2φF/VTu = 2\varphi_F/V_T vale n0eu=p0n_0e^u = p_0 e p0eu=n0p_0e^{-u} = n_0. Quindi

F(u)=n0+p0(u1)+p0n0(u+1)=u(p0n0)=2φFVTNA,\begin{aligned} F(u) &= n_0 + p_0(u - 1) + p_0 - n_0(u + 1) \\ &= u\,(p_0 - n_0) = \frac{2\varphi_F}{V_T}\,N_A , \end{aligned}

e per il teorema QS=2εSikT2φFNA/VT=2qεSiNA2φFQ_S = -\sqrt{2\varepsilon_{Si}kT\cdot 2\varphi_FN_A/V_T} = -\sqrt{2q\varepsilon_{Si}N_A\cdot2\varphi_F}. Sostituendo nella relazione VGVFB=φSQS/CoxV_G - V_{FB} = \varphi_S - Q_S/C_{ox} con φS=2φF\varphi_S = 2\varphi_F si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

La formula è la stessa che si ottiene con l’approssimazione di svuotamento, ma qui è esatta: alla soglia gli elettroni, che l’approssimazione trascura, compensano esattamente la coda delle lacune. Gli elettroni sono ancora pochi, circa l’1,6% della carica nel silicio, perché occupano uno strato molto più sottile della zona svuotata.

Per la struttura di riferimento 2φF=0,8332\varphi_F = 0{,}833 V, γ2φF=0,483\gamma\sqrt{2\varphi_F} = 0{,}483 V e

VTH=0,976+0,833+0,483=0,34 V.V_{TH} = -0{,}976 + 0{,}833 + 0{,}483 = 0{,}34\ \text{V} .

La zona svuotata, alla soglia, è larga xd,max=2εSi2φF/qNA=104x_{d,max} = \sqrt{2\varepsilon_{Si}\cdot2\varphi_F/qN_A} = 104 nm. La formula dice da che cosa dipende la soglia. Un ossido più sottile aumenta CoxC_{ox} e riduce γ\gamma: il gate controlla meglio il silicio, e la soglia scende. Un drogaggio più alto la alza, perché ci sono più lacune da allontanare e più ioni da scoprire. Una funzione lavoro del gate più bassa la abbassa, attraverso VFBV_{FB}: passare da un gate n+n^+ a un gate p+p^+ sposta la soglia di 1,121{,}12 V.

Oltre la soglia

Oltre la soglia la carica richiamata dal gate nel silicio è fatta di elettroni. La densità degli elettroni cresce come eφS/VTe^{\varphi_S/V_T}, mentre la carica della zona svuotata cresce come φS\sqrt{\varphi_S}: un piccolo aumento del potenziale di superficie basta a portare molti elettroni, e la zona svuotata resta quasi quella della soglia.

Proposizione (carica di inversione)

Se sopra la soglia il potenziale di superficie resta 2φF2\varphi_F, la carica per unità di area QnQ_n che si aggiunge nel silicio rispetto alla soglia è fatta di elettroni e vale

Qn=Cox(VGVTH).Q_n = -C_{ox}\left(V_G - V_{TH}\right) .
Dimostrazione.

Con φS=2φF\varphi_S = 2\varphi_F la relazione tra tensione di gate e carica, scritta per VGV_G e per VTHV_{TH}, dà

VGVFB=2φFQSCox,VTHVFB=2φFQS,THCox.V_G - V_{FB} = 2\varphi_F - \frac{Q_S}{C_{ox}} , \qquad V_{TH} - V_{FB} = 2\varphi_F - \frac{Q_{S,TH}}{C_{ox}} .

Sottraendo, QSQS,TH=Cox(VGVTH)Q_S - Q_{S,TH} = -C_{ox}(V_G - V_{TH}). Con φS\varphi_S fisso la zona svuotata non cambia, e la carica aggiunta Qn=QSQS,THQ_n = Q_S - Q_{S,TH} sta tutta negli elettroni.

Fine della dimostrazione.

Sopra la soglia il condensatore MOS torna a comportarsi come un condensatore piano con l’ossido per dielettrico, e la tensione che carica il condensatore è quella in più rispetto alla soglia. È il risultato su cui poggia la corrente del MOSFET.

Carica, campo e potenziale nel MOS in inversione Tre grafici impilati con la stessa ascissa, che parte dall'interfaccia tra gate e ossido e attraversa l'ossido, una striscia ombreggiata stretta, e 150 nanometri di silicio. In alto la densità di carica: una freccia verso l'alto sull'interfaccia del gate, la carica positiva del gate; una freccia più corta verso il basso sulla superficie del silicio, la carica degli elettroni di inversione; un rettangolo basso verso il basso, la zona svuotata con gli ioni, larga circa 106 nanometri. Al centro il campo elettrico: costante e alto nell'ossido, poi un salto a un terzo di quel valore sulla superficie del silicio, un calo quasi verticale nel primo nanometro, dove stanno gli elettroni, e una discesa lineare fino a zero al bordo della zona svuotata. In basso il potenziale: scende in linea retta nell'ossido di circa un volt, V o x, poi con un arco di parabola da phi S, circa 0,95 volt, a zero. ρ φ x QG Qn −qNA ox ox/3 xd Vox φS

Carica, campo e potenziale nella struttura di riferimento con VG=1V_G = 1 V, dall’interfaccia tra gate e ossido a 150 nm nel silicio; la striscia grigia è l’ossido, in scala. Il gate e lo strato di elettroni sono cariche superficiali, disegnate come frecce. Il campo è costante nell’ossido, salta a un terzo sulla superficie del silicio, cala quasi di colpo attraversando lo strato di elettroni e poi scende in modo lineare nella zona svuotata. Il potenziale scende di Vox=1,02V_{ox} = 1{,}02 V nell’ossido e di φS=0,95\varphi_S = 0{,}95 V nel silicio.

L’ipotesi della proposizione non è esatta: φS\varphi_S continua a crescere, anche se lentamente. Per il teorema, in inversione forte raddoppiare la carica costa 2VTln2=362V_T\ln 2 = 36 mV di potenziale di superficie. Nella struttura di riferimento, a VG=2V_G = 2 V, φS\varphi_S è salito a 0,990{,}99 V, sedici centesimi sopra 2φF2\varphi_F; gli elettroni sono 3,1×10123{,}1\times10^{12} per centimetro quadrato, contro i 3,6×10123{,}6\times10^{12} della proposizione. Un paio di volt sopra la soglia la curva esatta è quasi parallela alla retta della proposizione, spostata di circa due decimi di volt. La soglia definita con 2φF2\varphi_F è una convenzione: la carica di inversione non nasce di colpo, cresce in modo esponenziale prima della soglia e quasi lineare dopo, e la retta che segue la parte lineare taglia l’asse un po’ più a destra.

Potenziale di superficie e carica di inversione Due grafici con la tensione di gate in ascissa, da meno 2 a 3 volt, e due guide verticali in V F B, meno 0,98 volt, e V T H, 0,34 volt. In alto il potenziale di superficie: poco sotto zero fino a V F B, poi sale quasi in linea retta fino alla guida orizzontale 2 phi F, raggiunta in V T H, e oltre cresce lentamente, arrivando a circa un volt a 3 volt di gate. La curva tratteggiata dell'approssimazione di svuotamento coincide con l'esatta fino alla soglia, poi continua a salire ripida ed esce dal grafico. In basso gli elettroni di inversione per centimetro quadrato: zero fino a V T H, poi una curva che parte piano e diventa quasi una retta parallela alla retta tratteggiata C o x per V G meno V T H, spostata a destra di circa due decimi di volt; a 3 volt ci sono circa 5,3 per 10 alla 12 elettroni al centimetro quadrato. −2−10123 00,51 0246 φS (V) elettroni (10¹²/cm²) VG (V) F VFB VTH Cox(VG − VTH)/q esatta

In alto, il potenziale di superficie della struttura di riferimento in funzione della tensione di gate: esatto in blu, con l’approssimazione di svuotamento tratteggiato. Fino alla soglia le due curve coincidono; oltre, la curva esatta si appiattisce poco sopra 2φF2\varphi_F. In basso, gli elettroni di inversione per centimetro quadrato: la curva esatta in arancio e la retta Cox(VGVTH)/qC_{ox}(V_G - V_{TH})/q tratteggiata.

Lo strato di elettroni è sottilissimo. Nel modello di queste pagine la sua profondità media è di un nanometro circa, e alla superficie la densità degli elettroni supera 1019 cm310^{19}\ \text{cm}^{-3}: a queste scale le densità di Boltzmann non bastano più, e la meccanica quantistica, che confina gli elettroni in una buca stretta, sposta lo strato un poco più lontano dall’interfaccia. La carica totale, che è quella che conta per i circuiti, resta quella della proposizione.

Da dove vengono gli elettroni? Nel silicio pp sono minoritari, e il body non ne fornisce. In un condensatore MOS isolato li produce solo la generazione termica, nella zona svuotata e ai suoi bordi, e in un silicio di buona qualità ci vogliono secondi perché lo strato si formi. Nel MOSFET, invece, accanto al gate ci sono due zone n+n^+ piene di elettroni, che riempiono lo strato in tempi brevissimi.

Le cariche nell’ossido

Un ossido reale contiene cariche. Durante la crescita, vicino all’interfaccia con il silicio restano atomi di silicio non del tutto ossidati, che danno una carica fissa positiva di 101010^{10} o 101110^{11} cariche elementari per centimetro quadrato. È più bassa sulle fette di silicio tagliate lungo i piani cristallini (100), e per questo i circuiti MOS si fanno su quelle.

Proposizione (carica nell'ossido)

Uno strato di carica QoxQ_{ox} per unità di area, parallelo all’interfaccia e a distanza yy dal gate, sposta la tensione di banda piatta a

VFB=ΦGΦSiytoxQoxCox.V_{FB} = \Phi_G - \Phi_{Si} - \frac{y}{t_{ox}}\,\frac{Q_{ox}}{C_{ox}} .
Dimostrazione.

In banda piatta il silicio non ha carica né campo. La carica totale è nulla, quindi il gate porta Qox-Q_{ox}. Nell’ossido, tra il gate e lo strato, il teorema di Gauss su un cilindro con una base nel gate dà εoxE=Qox\varepsilon_{ox}\mathcal E = -Q_{ox}; tra lo strato e il silicio il campo è nullo, come nel silicio. La differenza di potenziale ai capi dell’ossido è l’integrale del campo:

Vox=Qoxεoxy=ytoxQoxCox.V_{ox} = -\frac{Q_{ox}}{\varepsilon_{ox}}\,y = -\frac{y}{t_{ox}}\,\frac{Q_{ox}}{C_{ox}} .

La proposizione sulle tensioni nella struttura non usa ipotesi sulle cariche nell’ossido; con φS=0\varphi_S = 0VG=ΦGΦSi+VoxV_G = \Phi_G - \Phi_{Si} + V_{ox}, che è la tesi.

Fine della dimostrazione.

Una carica positiva sposta la banda piatta, e con lei la soglia, verso tensioni più negative: richiama nel silicio elettroni che il gate non deve più attirare. L’effetto è massimo per una carica all’interfaccia con il silicio, y=toxy = t_{ox}, e nullo per una carica attaccata al gate. Per una carica distribuita nello spessore gli spostamenti si sommano, ognuno pesato con la sua distanza dal gate. Per 101110^{11} cariche elementari per centimetro quadrato all’interfaccia, nella struttura di riferimento, lo spostamento è 1,6×108/3,45×107=46-1{,}6\times10^{-8}/3{,}45\times10^{-7} = -46 mV.

Non tutte le cariche sono fisse. Nei primi anni Sessanta le soglie dei dispositivi MOS cambiavano nel tempo, soprattutto a caldo, e a metà del decennio si capì che la colpa era degli ioni sodio, che si muovono nell’ossido sotto l’azione del campo; ci vollero processi di fabbricazione molto più puliti. All’interfaccia restano poi stati elettronici che si caricano o si scaricano a seconda di φS\varphi_S, e una radiazione ionizzante lascia nell’ossido lacune intrappolate: i sensori di dose per la radioterapia e per i satelliti misurano proprio lo spostamento della soglia di un MOS.

La capacità del condensatore MOS

Un condensatore MOS non ha una capacità fissa: la carica non sta su due armature a distanza fissa, ma si sposta nel silicio a seconda della tensione. Per un piccolo segnale sovrapposto a VGV_G conta la capacità differenziale per unità di area C=dQG/dVGC = dQ_G/dV_G.

Proposizione (capacità del condensatore MOS)

Se le cariche del silicio seguono il segnale restando all’equilibrio, e le cariche nell’ossido non cambiano,

1C=1Cox+1CS,CS=dQSdφS:\frac{1}{C} = \frac{1}{C_{ox}} + \frac{1}{C_S} , \qquad C_S = -\frac{dQ_S}{d\varphi_S} :

la capacità è quella di due condensatori in serie, l’ossido e il silicio.

Dimostrazione.

La carica del gate è QG=QSQ_G = -Q_S più una costante, se nell’ossido ci sono cariche fisse, e la tensione di gate è VG=VFB+φSQS/CoxV_G = V_{FB} + \varphi_S - Q_S/C_{ox}. Derivando rispetto a QGQ_G,

dVGdQG=dφSdQG+1Cox=1CS+1Cox,\frac{dV_G}{dQ_G} = \frac{d\varphi_S}{dQ_G} + \frac{1}{C_{ox}} = \frac{1}{C_S} + \frac{1}{C_{ox}} ,

e dVG/dQG=1/CdV_G/dQ_G = 1/C.

Fine della dimostrazione.

Dal teorema sulla carica si legge CSC_S in ogni regime. In accumulazione la carica cresce in modo esponenziale con φS|\varphi_S|, CSC_S è molto grande e CCoxC \approx C_{ox}. In svuotamento CS=d2qεSiNAφS/dφS=εSi/xdC_S = d\sqrt{2q\varepsilon_{Si}N_A\varphi_S}/d\varphi_S = \varepsilon_{Si}/x_d: è la capacità di una lastra di silicio spessa quanto la zona svuotata, e CC scende man mano che la zona si allarga. In banda piatta, per u|u| piccolo, FNAu2/2F \approx N_Au^2/2 e QSεSiφS/LD|Q_S| \approx \varepsilon_{Si}|\varphi_S|/L_D, con la lunghezza di Debye

LD=εSikTq2NA,L_D = \sqrt{\frac{\varepsilon_{Si}kT}{q^2N_A}} ,

13 nm nella struttura di riferimento: la capacità in banda piatta non è CoxC_{ox}, ma quella di un ossido in serie a LDL_D di silicio, CFB=0,70CoxC_{FB} = 0{,}70\,C_{ox}.

In inversione la risposta dipende dalla frequenza. Se il segnale è lento, gli elettroni dello strato di inversione fanno in tempo a formarsi e a sparire, CSC_S torna grande e CC risale a CoxC_{ox}. Se il segnale è veloce, per esempio a 1 MHz, la generazione termica non riesce a seguirlo: la carica dello strato resta ferma, e il segnale sposta solo il bordo della zona svuotata, dove le lacune arrivano dal body in tempi brevissimi. La capacità resta allora al minimo

Cmin11/Cox+xd,max/εSi,C_{min} \approx \frac{1}{1/C_{ox} + x_{d,max}/\varepsilon_{Si}} ,

0,22Cox0{,}22\,C_{ox} nella struttura di riferimento.

La capacità del condensatore MOS Grafico della capacità divisa per C o x, da 0 a 1, in funzione della tensione di gate, da meno 3 a 3 volt, con guide verticali in V F B e V T H. A sinistra, in accumulazione, la capacità è quasi uguale a C o x; scende passando per 0,70 in banda piatta, segnato con un punto, e continua a scendere in svuotamento. Poco prima della soglia le due curve si separano: quella blu, a bassa frequenza, ha un minimo di circa 0,24 e risale rapidamente fino a quasi 1 in inversione; quella arancione, ad alta frequenza, resta bassa, intorno a 0,22, lungo una guida orizzontale. −3−2−10123 00,51 C/Cox VG (V) CFB VFB VTH Cmin bassa frequenza alta frequenza

La capacità per unità di area della struttura di riferimento, divisa per CoxC_{ox}, in funzione della tensione di gate. In blu la curva a bassa frequenza, in cui tutte le cariche seguono il segnale; in arancio quella ad alta frequenza, in cui gli elettroni di inversione restano fermi. Il punto segna la capacità in banda piatta, 0,70Cox0{,}70\,C_{ox}.

La curva ad alta frequenza è uno degli strumenti di controllo più usati nella fabbricazione dei circuiti integrati. La capacità in accumulazione dà lo spessore dell’ossido, la capacità minima il drogaggio, e la posizione della curva lungo l’asse delle tensioni, confrontata con quella calcolata, la carica nell’ossido. Se poi la tensione di gate sale più in fretta di quanto la generazione termica riesca a formare lo strato di inversione, la zona svuotata si allarga oltre xd,maxx_{d,max} e resta così finché gli elettroni non arrivano. In questo svuotamento profondo una buca di potenziale vuota può raccogliere gli elettroni prodotti dalla luce: è il principio dei sensori d’immagine CCD, inventati nel 1969 da Willard Boyle e George Smith.

Nel MOSFET le zone n+n^+ forniscono gli elettroni in tempi brevissimi, e la capacità del gate in inversione torna CoxC_{ox} anche ad alta frequenza.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Calcolare la tensione di banda piatta di un condensatore MOS su silicio di tipo nn con ND=5×1015 cm3N_D = 5\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}, con gate di alluminio e con gate di polisilicio p+p^+.

Soluzione. Nel silicio di tipo nn la distanza tra il fondo della banda di conduzione e il livello di Fermi è

ECEF=kTlnNcND=0,02585ln2,8×10195×1015=0,223 eV,E_C - E_F = kT\ln\frac{N_c}{N_D} = 0{,}02585\cdot\ln\frac{2{,}8\times10^{19}}{5\times10^{15}} = 0{,}223\ \text{eV} ,

quindi ΦSi=4,05+0,22=4,27\Phi_{Si} = 4{,}05 + 0{,}22 = 4{,}27 V. Con l’alluminio VFB=4,14,27=0,17V_{FB} = 4{,}1 - 4{,}27 = -0{,}17 V; con il polisilicio p+p^+ VFB=5,174,27=+0,90V_{FB} = 5{,}17 - 4{,}27 = +0{,}90 V.

Commento. Un silicio poco drogato di tipo nn ha il livello di Fermi vicino alla banda di conduzione e una funzione lavoro vicina all’affinità: con l’alluminio la banda piatta è quasi a zero. Il valore con l’alluminio risente dell’incertezza sulla sua funzione lavoro, di qualche decimo di volt; quello con il polisilicio no, perché dipende solo dalle bande del silicio.

Esercizio 2. Nella struttura di riferimento, con il gate collegato al body, calcolare con l’approssimazione di svuotamento il potenziale di superficie, la tensione ai capi dell’ossido, la larghezza della zona svuotata e le densità di elettroni e lacune alla superficie. In che regime è la struttura?

Soluzione. Con VG=0V_G = 0 la relazione dello svuotamento è 0,976=φS+0,529φS0{,}976 = \varphi_S + 0{,}529\sqrt{\varphi_S}. Come equazione di secondo grado in φS\sqrt{\varphi_S},

φS=0,529+0,5292+40,9762=0,758,\sqrt{\varphi_S} = \frac{-0{,}529 + \sqrt{0{,}529^2 + 4\cdot0{,}976}}{2} = 0{,}758 ,

quindi φS=0,575\varphi_S = 0{,}575 V e Vox=0,9760,575=0,40V_{ox} = 0{,}976 - 0{,}575 = 0{,}40 V. La zona svuotata è larga

xd=21,04×10120,5751,602×10191017=8,6×106 cm=86 nm.x_d = \sqrt{\frac{2\cdot1{,}04\times10^{-12}\cdot0{,}575}{1{,}602\times10^{-19}\cdot10^{17}}} = 8{,}6\times10^{-6}\ \text{cm} = 86\ \text{nm} .

Alla superficie eφS/VT=e22,2=4,5×109e^{\varphi_S/V_T} = e^{22{,}2} = 4{,}5\times10^9, quindi ns=1034,5×109=4,5×1012 cm3n_s = 10^3\cdot4{,}5\times10^9 = 4{,}5\times10^{12}\ \text{cm}^{-3} e ps=1017/4,5×109=2×107 cm3p_s = 10^{17}/4{,}5\times10^9 = 2\times10^7\ \text{cm}^{-3}.

Commento. Il potenziale di superficie sta tra φF=0,42\varphi_F = 0{,}42 V e 2φF=0,832\varphi_F = 0{,}83 V: la struttura è in inversione debole. Alla superficie gli elettroni superano le lacune di cinque ordini di grandezza, ma sono ventimila volte meno degli ioni accettori, e l’approssimazione di svuotamento regge: la soluzione esatta dà φS=0,581\varphi_S = 0{,}581 V.

Esercizio 3. Calcolare la tensione di soglia della struttura di riferimento con un ossido di 2 nm, e poi con lo stesso ossido e un drogaggio NA=1018 cm3N_A = 10^{18}\ \text{cm}^{-3}.

Soluzione. Con tox=2t_{ox} = 2 nm la capacità è cinque volte più grande, Cox=1,73×106C_{ox} = 1{,}73\times10^{-6} F/cm², e γ=0,106 V1/2\gamma = 0{,}106\ \text{V}^{1/2}. La soglia è

VTH=0,976+0,833+0,1060,833=0,05 V.V_{TH} = -0{,}976 + 0{,}833 + 0{,}106\cdot\sqrt{0{,}833} = -0{,}05\ \text{V} .

Con NA=1018 cm3N_A = 10^{18}\ \text{cm}^{-3} il livello di Fermi scende verso la banda di valenza: EFEV=kTln(3,1×1019/1018)=0,089E_F - E_V = kT\ln(3{,}1\times10^{19}/10^{18}) = 0{,}089 eV, VFB=(1,1240,089)=1,035V_{FB} = -(1{,}124 - 0{,}089) = -1{,}035 V, φF=0,02585ln108=0,476\varphi_F = 0{,}02585\cdot\ln10^8 = 0{,}476 V, γ=0,335 V1/2\gamma = 0{,}335\ \text{V}^{1/2} e

VTH=1,035+0,952+0,3350,952=0,24 V.V_{TH} = -1{,}035 + 0{,}952 + 0{,}335\cdot\sqrt{0{,}952} = 0{,}24\ \text{V} .

Commento. Assottigliando l’ossido la soglia della struttura di riferimento diventa negativa: il silicio è già in inversione con il gate a zero, e un transistore costruito così non si spegnerebbe. Per rimediare con il solo drogaggio lo si deve moltiplicare per dieci. Con drogaggi così alti e dimensioni così piccole i droganti diventano pochi: in un volume di 20×20×1020\times20\times10 nm³ con 1018 cm310^{18}\ \text{cm}^{-3} ce ne sono in media quattro, e la soglia cambia da un transistore all’altro. Per questo i processi più recenti regolano la soglia soprattutto con la funzione lavoro del gate.

Esercizio 4. Una radiazione ionizzante lascia nell’ossido lacune intrappolate per 101110^{11} cariche elementari per centimetro quadrato, distribuite uniformemente nello spessore. Di quanto si sposta la soglia con un ossido di 10 nm e con uno di 100 nm?

Soluzione. Una carica distribuita con densità ρox(y)\rho_{ox}(y) sposta la banda piatta della somma dei contributi degli strati sottili:

ΔVFB=1Cox0toxytoxρox(y)dy.\Delta V_{FB} = -\frac{1}{C_{ox}}\int_0^{t_{ox}}\frac{y}{t_{ox}}\,\rho_{ox}(y)\,dy .

Con ρox=Qox/tox\rho_{ox} = Q_{ox}/t_{ox} uniforme l’integrale vale Qox/2Q_{ox}/2, e ΔVFB=Qox/2Cox\Delta V_{FB} = -Q_{ox}/2C_{ox}. Con Qox=1,6×108Q_{ox} = 1{,}6\times10^{-8} C/cm²: per 10 nm, ΔVFB=1,6×108/(23,45×107)=23\Delta V_{FB} = -1{,}6\times10^{-8}/(2\cdot3{,}45\times10^{-7}) = -23 mV; per 100 nm, con Cox=3,45×108C_{ox} = 3{,}45\times10^{-8} F/cm², ΔVFB=0,23\Delta V_{FB} = -0{,}23 V. Gli altri termini della soglia non dipendono dalle cariche nell’ossido, e la soglia si sposta come la banda piatta.

Commento. A parità di carica intrappolata l’effetto cresce con lo spessore. Ma anche la carica, a parità di dose, cresce con lo spessore, perché la radiazione crea coppie in tutto il volume dell’ossido: lo spostamento va come tox2t_{ox}^2. I sensori di dose usano ossidi spessi; gli ossidi di pochi nanometri dei circuiti moderni sono, da questo punto di vista, molto meno sensibili.

Esercizio 5. Un condensatore MOS quadrato di lato 100 μ100\ \mum, misurato ad alta frequenza, ha capacità 34,534{,}5 pF in accumulazione e 7,757{,}75 pF in inversione. Ricavare lo spessore dell’ossido e il drogaggio del silicio.

Soluzione. L’area è A=104A = 10^{-4} cm². In accumulazione C=CoxAC = C_{ox}A, quindi

tox=εoxAC=3,45×101310434,5×1012=106 cm=10 nm.t_{ox} = \frac{\varepsilon_{ox}A}{C} = \frac{3{,}45\times10^{-13}\cdot10^{-4}}{34{,}5\times10^{-12}} = 10^{-6}\ \text{cm} = 10\ \text{nm} .

In inversione, dalla serie di ossido e zona svuotata,

xd,max=εSiA(1Cmin1Cmax)=1,04×1016(1,2900,290)×1011=104 nm.\begin{aligned} x_{d,max} &= \varepsilon_{Si}A\left(\frac{1}{C_{min}} - \frac{1}{C_{max}}\right) \\ &= 1{,}04\times10^{-16}\cdot\left(1{,}290 - 0{,}290\right)\times10^{11} = 104\ \text{nm} . \end{aligned}

Il drogaggio si ottiene da xd,max2=4εSiφF/qNAx_{d,max}^2 = 4\varepsilon_{Si}\varphi_F/qN_A, cioè NA=4εSiφF/qxd,max2N_A = 4\varepsilon_{Si}\varphi_F/qx_{d,max}^2, che contiene NAN_A anche in φF\varphi_F. Si procede per tentativi: con φF=0,40\varphi_F = 0{,}40 V si trova NA=9,6×1016 cm3N_A = 9{,}6\times10^{16}\ \text{cm}^{-3}, che dà φF=0,416\varphi_F = 0{,}416 V, poi NA=1,0×1017 cm3N_A = 1{,}0\times10^{17}\ \text{cm}^{-3}, e il valore non cambia più.

Commento. È la struttura di riferimento. Le iterazioni convergono in fretta perché φF\varphi_F dipende da NAN_A solo attraverso un logaritmo. In una misura vera la capacità in accumulazione resta qualche per cento sotto CoxC_{ox}, come si vede nella figura della capacità, e lo spessore ricavato così risulta un po’ abbondante. La misura dà il drogaggio vicino alla superficie, fino a una profondità di circa xd,maxx_{d,max}, che è quello che conta per la soglia.

Esercizio 6. Nella struttura di riferimento con VG=2V_G = 2 V, stimare con la proposizione sulla carica di inversione quanti elettroni ci sono per centimetro quadrato e a che distanza media l’uno dall’altro, e il campo nell’ossido.

Soluzione. La carica è Qn=Cox(VGVTH)=3,45×1071,66=5,7×107|Q_n| = C_{ox}(V_G - V_{TH}) = 3{,}45\times10^{-7}\cdot1{,}66 = 5{,}7\times10^{-7} C/cm², cioè 5,7×107/1,602×1019=3,6×10125{,}7\times10^{-7}/1{,}602\times10^{-19} = 3{,}6\times10^{12} elettroni per centimetro quadrato. Un elettrone occupa in media un quadrato di area 1/3,6×1012 cm21/3{,}6\times10^{12}\ \text{cm}^2, di lato 5,3×1075{,}3\times10^{-7} cm: la distanza media è circa 5 nm. Con φS2φF\varphi_S \approx 2\varphi_F la tensione sull’ossido è Vox=VGVFBφS=2+0,980,83=2,1V_{ox} = V_G - V_{FB} - \varphi_S = 2 + 0{,}98 - 0{,}83 = 2{,}1 V, e il campo è 2,1/106=2,1×1062{,}1/10^{-6} = 2{,}1\times10^6 V/cm.

Commento. La soluzione esatta dà 3,1×10123{,}1\times10^{12} elettroni e un campo di 2,0×1062{,}0\times10^6 V/cm: la stima è buona per il campo e un po’ abbondante per la carica, come si è visto. Lo strato di inversione è un foglio di elettroni spesso un nanometro, con un elettrone ogni 5 nm circa. Il campo nell’ossido è alto: il biossido di silicio si rompe intorno a 10710^7 V/cm, e per non consumarlo nel corso degli anni i campi di lavoro restano ben sotto. Per questo, quando l’ossido si assottiglia, deve scendere anche la tensione di alimentazione dei circuiti.

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