L'amplificatore a source comune
Percorso: Fondamenti di elettronica · 16 di 20
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Indice
Amplificare con un transistore
Un sensore dà spesso segnali di pochi millivolt, troppo piccoli per essere misurati o usati così come sono. Un MOSFET in saturazione trasforma una variazione della tensione tra gate e source in una variazione di corrente, quasi indipendente dalla tensione del drain; mandando quella corrente in un resistore si ottiene una variazione di tensione, che può essere più grande di quella di partenza. È lo stesso circuito dell’invertitore a carico resistivo, usato però attorno alla soglia di commutazione, nel tratto ripido della caratteristica, invece che ai suoi estremi.
Un segnale di pochi millivolt applicato direttamente tra gate e source non basta ad accendere il transistore: la corrente resta nulla e l’uscita ferma. Al segnale va sommata una tensione costante che porti il transistore in saturazione, con una corrente a riposo: è la polarizzazione, e il punto in cui si trova il transistore senza segnale si chiama punto di lavoro. Il segnale fa oscillare il transistore attorno a quel punto.
Negli amplificatori conviene distinguere le grandezze con la notazione: lettere maiuscole con pedici maiuscoli per la polarizzazione, come e ; lettere minuscole con pedici minuscoli per il segnale, cioè per le variazioni, come e ; maiuscole con pedici minuscoli per il totale, e .
Il MOSFET su segnale
Proposizione (il MOSFET su segnale)
Per un MOSFET in saturazione con corrente , polarizzato a con , la corrente dovuta a un segnale è esattamente
finché il transistore resta in saturazione. Il termine lineare approssima con un errore relativo
Sviluppando il quadrato, . Il primo termine è , e la differenza è . Da si ricavano le altre due forme di : , e . Il rapporto tra il termine quadratico e quello lineare, in modulo, è .
Fine della dimostrazione.
La transconduttanza è la pendenza della transcaratteristica nel punto di lavoro, , e si misura in siemens. L’approssimazione lineare, , sostituisce la parabola con la sua tangente: vale per segnali piccoli rispetto a , la condizione di piccolo segnale. Le tre forme di dicono cose diverse. A parità di transistore la transconduttanza cresce con la radice della corrente; a parità di cresce in proporzione alla corrente, cioè alla larghezza del transistore.
La transcaratteristica del transistore di riferimento, con il punto di lavoro a V e la tangente, di pendenza . Una sinusoide di 80 mV attorno a produce una corrente che oscilla attorno a , con la semionda positiva più ampia di quella negativa: il termine quadratico è sempre positivo.
Nella saturazione reale la corrente dipende anche dalla tensione del drain, per la modulazione della lunghezza di canale: con lo sviluppo al primo ordine nelle due variazioni aggiunge un termine , con
Per piccolo segnale il transistore è quindi un generatore di corrente tra drain e source, con in parallelo la resistenza di uscita .
Lo stadio a source comune
Lo stadio a source comune ha il source a massa, il segnale sul gate e un resistore tra l’alimentazione e il drain, da cui si preleva l’uscita. L’esempio usa il transistore di riferimento, mA/V² e V, con V e k.
L’analisi comincia sempre dalla polarizzazione, con il segnale spento. Con V, cioè V, e il transistore supposto saturo,
La supposizione va verificata: V è sotto la soglia, e il transistore è davvero saturo. La transconduttanza è mA/V, e lo stadio consuma mW.
Per il segnale si usa il circuito equivalente di piccolo segnale: si tengono solo le grandezze che variano. I generatori di tensione costante, l’alimentazione e la polarizzazione, non producono variazioni e diventano cortocircuiti; un generatore di corrente costante diventerebbe un circuito aperto. Il transistore diventa il generatore di corrente con in parallelo . Il resistore , che andava all’alimentazione, per il segnale va a massa.
A sinistra lo stadio a source comune, con la polarizzazione e il segnale in serie sul gate. A destra il circuito equivalente di piccolo segnale: l’alimentazione e sono cortocircuiti, il transistore è un generatore di corrente comandato con la sua resistenza di uscita , tratteggiata, e è collegata a massa.
Proposizione (guadagno dello stadio a source comune)
Il guadagno di piccolo segnale dello stadio a source comune è
e, trascurando , .
Nel circuito di piccolo segnale il source è a massa, quindi . Al nodo di drain la corrente del generatore, che scorre dal drain verso massa, deve essere fornita da e da , in parallelo tra il nodo e massa: la legge di Kirchhoff delle correnti dà , cioè . Senza , con , si ottiene la seconda forma.
Fine della dimostrazione.
Per l’esempio : un segnale di 10 mV sul gate diventa un segnale di 103 mV sul drain, in controfase. Lo stadio è un amplificatore invertente. Con la resistenza di uscita è k, e il guadagno scende a .
La seconda forma del guadagno è la più istruttiva: è la caduta di tensione continua sul resistore, V, e il guadagno è il doppio del suo rapporto con . Per avere più guadagno bisogna far cadere più tensione su , e l’alimentazione pone un limite, oppure lavorare con un più piccolo, che peggiora la linearità. Con infinito il guadagno arriva al massimo che un transistore può dare da solo, il guadagno intrinseco
133 per l’esempio. Per avvicinarsi serve un carico che abbia una resistenza di segnale grande senza far cadere una tensione continua grande: un generatore di corrente, argomento dell’articolo sugli stadi amplificatori.
Errore di linearità e distorsione
Con un segnale di 10 mV il termine quadratico vale di quello lineare, e l’analisi lineare basta. Con segnali più grandi la forma d’onda si deforma: la semionda che aumenta la corrente è amplificata più di quella che la diminuisce.
Proposizione (distorsione di seconda armonica)
Per un segnale , finché il transistore resta saturo, la corrente di segnale è
e il rapporto tra l’ampiezza della seconda armonica e quella della prima, la distorsione di seconda armonica, è
Per la proposizione sul MOSFET su segnale , e con si ottiene l’espressione. Il rapporto delle ampiezze, con , è .
Fine della dimostrazione.
L’uscita, , contiene tre termini: un piccolo spostamento del valore medio, la sinusoide amplificata e una componente alla frequenza doppia, che il segnale di ingresso non aveva. Con mV, per l’esempio, : la sinusoide in uscita è ampia 518 mV, la seconda armonica 21,6 mV, e il valore medio scende di 21,6 mV. L’uscita esatta scende fino a mV e sale solo fino a . In un amplificatore audio la seconda armonica si sente; in un ricevitore radio i prodotti di distorsione cadono sui canali vicini. Per ridurla, a parità di segnale, serve un più grande, oppure la retroazione.
In alto un periodo della tensione di uscita dello stadio di esempio, per un ingresso di 50 mV: la curva esatta, in arancio, e la sinusoide dell’approssimazione lineare, tratteggiata. In basso le ampiezze delle prime due armoniche dell’uscita esatta: la seconda è il 4,2% della prima.
Impedenze di ingresso e di uscita
Un amplificatore si collega a una sorgente e a un carico, e conviene descriverlo con le sue resistenze viste dai morsetti. La resistenza di piccolo segnale vista da un nodo verso massa è il rapporto tra una piccola variazione di tensione applicata al nodo e la variazione di corrente che ne risulta, con gli altri generatori di segnale spenti.
Il gate non assorbe corrente: la resistenza di ingresso dello stadio è infinita, e la sorgente del segnale non deve fornire né corrente né potenza. Per la resistenza di uscita si spegne e si applica una tensione all’uscita: con il generatore comandato non porta corrente, e la corrente è quella di e . Quindi .
Per il teorema di Thévenin l’uscita dell’amplificatore, vista dal carico, è un generatore , la tensione a vuoto, in serie a . Con un carico il segnale sul carico è
trascurando . Con un carico di 20 k il guadagno dell’esempio si dimezza, a . Il guadagno di uno stadio a source comune dipende da quello che gli si collega: una resistenza di uscita grande è un difetto per un amplificatore di tensione. Se poi il carico è collegato direttamente, in continua, cambia anche la polarizzazione, e con carichi piccoli il transistore esce dalla saturazione; il modo di evitarlo è nell’articolo sulla polarizzazione.
La dinamica
Fino a quale ampiezza il segnale è amplificato senza che il transistore esca dalla saturazione? Il massimo segnale utile all’ingresso si chiama dinamica di ingresso, la corrispondente escursione dell’uscita dinamica di uscita. Qui l’approssimazione lineare non vale più, perché ai limiti il segnale non è piccolo.
Verso il basso il limite è l’interdizione: la corrente si annulla quando , cioè per V, e l’uscita arriva a . La stima lineare, , darebbe , la metà: per spegnere il transistore bisogna percorrere tutta la parabola, dove la tangente non la segue più.
Verso l’alto il limite è la zona ohmica, quando il drain scende di una soglia sotto il gate: . Con l’uscita della saturazione, , la condizione diventa un’equazione di secondo grado in :
che con dà V, cioè V, con l’uscita a V. La stima lineare, , darebbe V. La dinamica di ingresso va quindi da a V, quella di uscita da a V: tutte e due asimmetriche attorno al punto di lavoro.
La tensione di uscita dello stadio di esempio in funzione del segnale sul gate, calcolata con il modello quadratico. La zona ombreggiata è la dinamica di ingresso: a sinistra il transistore si spegne, a destra entra in zona ohmica. La retta tratteggiata è la risposta lineare attorno al punto di lavoro ; le tacche sull’asse segnano i limiti che si otterrebbero con la sola analisi lineare.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Con il transistore di riferimento, V e V, qual è il guadagno massimo che uno stadio a source comune con carico resistivo può avere restando in saturazione? E quanto vale con V?
Soluzione. Il transistore resta saturo se , cioè . Il guadagno è , quindi
Con V il limite sale a .
Commento. Al limite il punto di lavoro sta proprio al bordo della zona ohmica, e la dinamica verso il basso è nulla: in pratica si resta ben sotto. Ridurre aumenta il guadagno ma riduce la linearità, perché l’errore raddoppia, e con una corrente fissa richiede un transistore più largo.
Esercizio 2. Quanto cambia la transconduttanza del transistore di riferimento se si raddoppia la corrente di polarizzazione lasciando il transistore com’è? E se la si raddoppia raddoppiando la larghezza del transistore, a parità di ?
Soluzione. Con e fisso, raddoppiare moltiplica per : da a mA/V, e sale da a V. Con e fisso, raddoppiare la corrente con il doppio della larghezza raddoppia , a mA/V.
Commento. Il transistore bipolare ha , con mV: a parità di corrente, un MOSFET con V ha una transconduttanza circa sei volte più piccola, perché contro . È una delle ragioni per cui il bipolare resiste negli amplificatori.
Esercizio 3. Qual è l’ampiezza massima del segnale di ingresso dello stadio di esempio perché la distorsione di seconda armonica non superi l’1%? Quanto è grande allora il segnale di uscita?
Soluzione. Da si ottiene mV. L’uscita è ampia mV.
Commento. Uno stadio a source comune semplice non può dare insieme un’uscita di un volt e una distorsione dell’1%: servirebbe un ingresso di 97 mV, e quindi un di V, impossibile con questa alimentazione. La soluzione è la retroazione, che scambia guadagno con linearità, a partire dalla resistenza sul source dell’articolo successivo.
Esercizio 4. All’uscita dello stadio di esempio si collega direttamente verso massa un carico k. Dove si porta la tensione di uscita a riposo? Il transistore resta saturo? Quanto vale il guadagno?
Soluzione. La legge delle correnti al nodo di uscita, con il transistore saturo che porta , è , da cui
Il transistore è saturo se V: lo è, con poco margine. Il guadagno è .
Commento. Il carico ha dimezzato il guadagno e ha spostato il punto di lavoro, riducendo a meno di 0,6 V lo spazio verso la zona ohmica. Con un carico di 5 k l’uscita a riposo sarebbe a V, quasi al bordo. Per collegare un carico senza toccare la polarizzazione si usa un condensatore di accoppiamento, o uno stadio intermedio con resistenza di uscita piccola.
Esercizio 5. Con , quale resistenza darebbe un guadagno di , se la polarizzazione restasse la stessa? È realizzabile?
Soluzione. Con k e mA/V serve k, cioè k. Ma con A la caduta su un resistore così sarebbe di 60 V.
Commento. Con un resistore i guadagni alti sono irraggiungibili, perché la caduta continua cresce insieme alla resistenza. Un carico attivo, cioè un transistore usato come generatore di corrente, ha una resistenza di segnale di centinaia di kiloohm con una caduta continua di qualche decimo di volt: è così che gli amplificatori integrati arrivano a guadagni di decine o centinaia per stadio.
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