Vai al contenuto
Emmy

Numeri complessi

Matematica · Algebra Articolo

Indice

Un numero il cui quadrato è −1

Prendi un’equazione che sembra tra le più semplici: x2+1=0x^2 + 1 = 0. Cerchi un numero che, moltiplicato per se stesso, dia 1-1. Tra i numeri reali non esiste: il quadrato di un numero reale, positivo o negativo che sia, non è mai negativo, e l’equazione non ha soluzione.

Si può però decidere di non fermarsi lì e chiedersi che cosa succederebbe se un numero con quella proprietà esistesse. È la scelta che porta ai numeri complessi: allargare l’insieme dei numeri per rispondere a una domanda che prima non aveva risposta, e controllare che le regole di calcolo continuino a funzionare.

Definizione (numero complesso)

Un numero complesso è un’espressione della forma

z=a+ib,a,bR,z = a + ib, \qquad a, b \in \mathbb{R},

dove ii è l’unità immaginaria, il simbolo per cui vale i2=1i^2 = -1. Il numero reale a=Re(z)a = \operatorname{Re}(z) è la parte reale di zz, il numero reale b=Im(z)b = \operatorname{Im}(z) è la parte immaginaria. Due numeri complessi sono uguali se e solo se hanno la stessa parte reale e la stessa parte immaginaria. L’insieme dei numeri complessi si indica con C\mathbb{C}.

Chi diffida di un simbolo introdotto «per decreto» può leggere a+iba + ib come la coppia ordinata (a,b)(a, b) di numeri reali. Con le operazioni definite nel prossimo paragrafo, ii è la coppia (0,1)(0, 1) e la regola i2=1i^2 = -1 smette di essere un’ipotesi: diventa una conseguenza della definizione del prodotto. I numeri reali restano dentro C\mathbb{C} come i complessi con parte immaginaria nulla, a=a+i0a = a + i\,0.

Le operazioni in forma algebrica

Le regole di calcolo si ottengono trattando a+iba + ib come un binomio, applicando la proprietà distributiva e sostituendo i2=1i^2 = -1 dove compare. Messe per iscritto diventano la definizione delle operazioni.

Definizione (somma, prodotto, coniugato, modulo)

Siano z1=a1+ib1z_1 = a_1 + ib_1 e z2=a2+ib2z_2 = a_2 + ib_2. Si definiscono la somma e il prodotto

z1+z2=(a1+a2)+i(b1+b2),z1z2=(a1a2b1b2)+i(a1b2+b1a2).z_1 + z_2 = (a_1 + a_2) + i(b_1 + b_2), \qquad z_1 z_2 = (a_1 a_2 - b_1 b_2) + i(a_1 b_2 + b_1 a_2).

Il coniugato di z=a+ibz = a + ib è zˉ=aib\bar z = a - ib, il modulo è il numero reale non negativo z=a2+b2|z| = \sqrt{a^2 + b^2}.

Con a1=a2=0a_1 = a_2 = 0 e b1=b2=1b_1 = b_2 = 1 la formula del prodotto dà ii=(01)+i(0+0)=1i \cdot i = (0 - 1) + i(0 + 0) = -1: la proprietà da cui si era partiti è rispettata. La differenza si definisce come z1z2=z1+(z2)z_1 - z_2 = z_1 + (-z_2), con z2=a2ib2-z_2 = -a_2 - ib_2.

Proposizione

Per ogni zCz \in \mathbb{C} vale zzˉ=z2z \bar z = |z|^2. In particolare zzˉz \bar z è un numero reale non negativo, nullo solo per z=0z = 0.

Dimostrazione.

Con z=a+ibz = a + ib e zˉ=aib\bar z = a - ib, la definizione del prodotto dà zzˉ=(aab(b))+i(a(b)+ba)=a2+b2+i0=z2z \bar z = \big(a \cdot a - b(-b)\big) + i\big(a(-b) + b\,a\big) = a^2 + b^2 + i\,0 = |z|^2. Una somma di quadrati di numeri reali è nulla solo se lo sono entrambi, cioè per a=b=0a = b = 0.

Fine della dimostrazione.

Somma e prodotto conservano le proprietà che si usano ogni giorno con i numeri reali. Non è scontato, e conviene verificarlo una volta per tutte, perché ogni calcolo successivo lo usa.

Proposizione (proprietà delle operazioni)

Per ogni z1,z2,z3Cz_1, z_2, z_3 \in \mathbb{C}:

  1. somma e prodotto sono commutativi e associativi;
  2. il prodotto è distributivo rispetto alla somma: z1(z2+z3)=z1z2+z1z3z_1(z_2 + z_3) = z_1 z_2 + z_1 z_3;
  3. 00 e 11 sono gli elementi neutri di somma e prodotto, e ogni zz ha l’opposto z-z;
  4. ogni z0z \neq 0 ha un inverso, cioè un numero z1z^{-1} con zz1=1z z^{-1} = 1, dato da z1=zˉ/z2z^{-1} = \bar z / |z|^2.
Dimostrazione.

Si scrive zk=ak+ibkz_k = a_k + ib_k per k=1,2,3k = 1, 2, 3 e si confrontano parti reali e parti immaginarie, che sono espressioni in numeri reali.

Somma. Le componenti di z1+z2z_1 + z_2 sono a1+a2a_1 + a_2 e b1+b2b_1 + b_2: commutatività e associatività discendono da quelle della somma di numeri reali, componente per componente. Si ha z+0=zz + 0 = z e z+(z)=0z + (-z) = 0 direttamente dalla definizione.

Commutatività del prodotto. Scambiando gli indici 11 e 22 la parte reale a1a2b1b2a_1 a_2 - b_1 b_2 e la parte immaginaria a1b2+b1a2a_1 b_2 + b_1 a_2 restano le stesse, perché il prodotto e la somma di numeri reali sono commutativi.

Associatività del prodotto. Si calcola (z1z2)z3(z_1 z_2) z_3 usando per z1z2z_1 z_2 le componenti a1a2b1b2a_1 a_2 - b_1 b_2 e a1b2+b1a2a_1 b_2 + b_1 a_2:

Re[(z1z2)z3]=(a1a2b1b2)a3(a1b2+b1a2)b3=a1a2a3b1b2a3a1b2b3b1a2b3,Im[(z1z2)z3]=(a1a2b1b2)b3+(a1b2+b1a2)a3=a1a2b3b1b2b3+a1b2a3+b1a2a3.\begin{aligned} \operatorname{Re}\big[(z_1 z_2) z_3\big] &= (a_1 a_2 - b_1 b_2)\,a_3 - (a_1 b_2 + b_1 a_2)\,b_3 = a_1 a_2 a_3 - b_1 b_2 a_3 - a_1 b_2 b_3 - b_1 a_2 b_3, \\ \operatorname{Im}\big[(z_1 z_2) z_3\big] &= (a_1 a_2 - b_1 b_2)\,b_3 + (a_1 b_2 + b_1 a_2)\,a_3 = a_1 a_2 b_3 - b_1 b_2 b_3 + a_1 b_2 a_3 + b_1 a_2 a_3. \end{aligned}

Allo stesso modo, con z2z3z_2 z_3 di componenti a2a3b2b3a_2 a_3 - b_2 b_3 e a2b3+b2a3a_2 b_3 + b_2 a_3:

Re[z1(z2z3)]=a1(a2a3b2b3)b1(a2b3+b2a3)=a1a2a3a1b2b3b1a2b3b1b2a3,Im[z1(z2z3)]=a1(a2b3+b2a3)+b1(a2a3b2b3)=a1a2b3+a1b2a3+b1a2a3b1b2b3.\begin{aligned} \operatorname{Re}\big[z_1 (z_2 z_3)\big] &= a_1 (a_2 a_3 - b_2 b_3) - b_1 (a_2 b_3 + b_2 a_3) = a_1 a_2 a_3 - a_1 b_2 b_3 - b_1 a_2 b_3 - b_1 b_2 a_3, \\ \operatorname{Im}\big[z_1 (z_2 z_3)\big] &= a_1 (a_2 b_3 + b_2 a_3) + b_1 (a_2 a_3 - b_2 b_3) = a_1 a_2 b_3 + a_1 b_2 a_3 + b_1 a_2 a_3 - b_1 b_2 b_3. \end{aligned}

I quattro termini di ciascuna riga sono gli stessi, in un altro ordine: le parti reali coincidono, e così le parti immaginarie.

Distributività. z2+z3z_2 + z_3 ha componenti a2+a3a_2 + a_3 e b2+b3b_2 + b_3, quindi

z1(z2+z3)=[a1(a2+a3)b1(b2+b3)]+i[a1(b2+b3)+b1(a2+a3)].z_1 (z_2 + z_3) = \big[a_1(a_2 + a_3) - b_1(b_2 + b_3)\big] + i\big[a_1(b_2 + b_3) + b_1(a_2 + a_3)\big].

Raccogliendo i termini con indice 22 e quelli con indice 33 si ottiene [(a1a2b1b2)+(a1a3b1b3)]+i[(a1b2+b1a2)+(a1b3+b1a3)]\big[(a_1 a_2 - b_1 b_2) + (a_1 a_3 - b_1 b_3)\big] + i\big[(a_1 b_2 + b_1 a_2) + (a_1 b_3 + b_1 a_3)\big], che è la somma di z1z2z_1 z_2 e z1z3z_1 z_3.

Elemento neutro del prodotto. Con z2=1=1+i0z_2 = 1 = 1 + i\,0 la definizione dà z11=(a10)+i(0+b1)=z1z_1 \cdot 1 = (a_1 - 0) + i(0 + b_1) = z_1.

Inverso. Se z0z \neq 0, per la proposizione precedente z2|z|^2 è un numero reale positivo e zˉ/z2\bar z / |z|^2 è il complesso di componenti a/z2a/|z|^2 e b/z2-b/|z|^2. Moltiplicare un complesso per un numero reale λ=λ+i0\lambda = \lambda + i\,0 moltiplica per λ\lambda entrambe le componenti, quindi zzˉ/z2=(zzˉ)/z2=z2/z2=1z \cdot \bar z / |z|^2 = (z \bar z) / |z|^2 = |z|^2 / |z|^2 = 1.

Fine della dimostrazione.

La divisione per z20z_2 \neq 0 è la moltiplicazione per l’inverso. Moltiplicando numeratore e denominatore per il coniugato del denominatore si ottiene un denominatore reale:

z1z2=z1z21=z1zˉ2z22=(a1a2+b1b2)+i(b1a2a1b2)a22+b22.\frac{z_1}{z_2} = z_1 z_2^{-1} = \frac{z_1 \bar z_2}{|z_2|^2} = \frac{(a_1 a_2 + b_1 b_2) + i(b_1 a_2 - a_1 b_2)}{a_2^2 + b_2^2}.

Il piano di Gauss

Un numero complesso ha due componenti reali, e due numeri reali individuano un punto del piano. Si fissa un asse orizzontale per la parte reale e uno verticale per la parte immaginaria: z=a+ibz = a + ib è il punto di coordinate (a,b)(a, b), oppure la freccia che parte dall’origine e arriva lì. Questo piano si chiama piano di Gauss.

Numero complesso nel piano di Gauss Assi reale e immaginario. Il punto z = a + ib, con a = 4 e b = 3, è unito all'origine da un segmento lungo r = 5, che forma l'angolo θ con l'asse reale positivo. Due linee tratteggiate proiettano z sugli assi, nei punti a e b. Re Im 0 a b r θ z = a + ib

Il numero complesso z=a+ibz = a + ib, qui 4+3i4 + 3i, nel piano di Gauss: in orizzontale la parte reale, in verticale la parte immaginaria. La lunghezza del segmento dall’origine a zz è il modulo rr; l’angolo che il segmento forma con l’asse reale positivo è l’argomento θ\theta, definito più avanti.

Il modulo ha qui il suo significato: per il teorema di Pitagora, z=a2+b2|z| = \sqrt{a^2 + b^2} è la distanza del punto (a,b)(a, b) dall’origine. Il coniugato zˉ=aib\bar z = a - ib è il simmetrico di zz rispetto all’asse reale.

La somma, definita componente per componente, è la stessa operazione che si fa con i vettori del piano: la freccia di z1+z2z_1 + z_2 si ottiene mettendo la coda di z2z_2 sulla punta di z1z_1, o costruendo il parallelogramma sulle due frecce.

Somma di due numeri complessi Nel piano di Gauss due frecce blu partono dall'origine: z₁ = 4 + i e z₂ = 1 + 3i. Due tratti tratteggiati completano il parallelogramma: z₂ riportato con la coda sulla punta di z₁, e z₁ riportato sulla punta di z₂. La freccia arancione dall'origine al vertice opposto è la somma z₁ + z₂ = 5 + 4i. Re Im 0 z1 z2 z1 + z2

La somma di z1=4+iz_1 = 4 + i e z2=1+3iz_2 = 1 + 3i. Le linee tratteggiate completano il parallelogramma: z2z_2 riportato con la coda sulla punta di z1z_1, e z1z_1 riportato sulla punta di z2z_2. La diagonale arancione è z1+z2=5+4iz_1 + z_2 = 5 + 4i.

Per il prodotto, invece, l’algebra dei vettori del piano non ha niente di simile. Per capire che cosa fa geometricamente conviene descrivere zz con una lunghezza e un angolo invece che con due coordinate.

Forma trigonometrica e argomento

Definizione (argomento)

Sia z=a+ib0z = a + ib \neq 0 e r=zr = |z|. Un argomento di zz è un numero reale θ\theta tale che

a=rcosθ,b=rsinθ.a = r\cos\theta, \qquad b = r\sin\theta.

Con un argomento θ\theta, zz si scrive in forma trigonometrica: z=r(cosθ+isinθ)z = r(\cos\theta + i\sin\theta).

Un argomento esiste sempre. Il punto (a/r, b/r)(a/r,\ b/r) ha distanza 11 dall’origine, perché (a/r)2+(b/r)2=(a2+b2)/r2=1(a/r)^2 + (b/r)^2 = (a^2 + b^2)/r^2 = 1, quindi sta sulla circonferenza unitaria, e ogni punto di quella circonferenza è della forma (cosθ,sinθ)(\cos\theta, \sin\theta) per un opportuno angolo θ\theta. Geometricamente θ\theta è l’angolo tra l’asse reale positivo e la freccia di zz.

Un argomento però non è unico: seno e coseno hanno periodo 2π2\pi, e se θ\theta è un argomento di zz lo è anche θ+2kπ\theta + 2k\pi per ogni intero kk. Quando serve un valore solo si sceglie l’argomento principale, quello compreso in (π,π](-\pi, \pi]. Il numero 00 non ha argomento: r=0r = 0 e qualunque θ\theta andrebbe bene. La proposizione seguente dice che questa è l’unica ambiguità.

Proposizione (uguaglianza in forma trigonometrica)

Siano z1=r1(cosθ1+isinθ1)z_1 = r_1(\cos\theta_1 + i\sin\theta_1) e z2=r2(cosθ2+isinθ2)z_2 = r_2(\cos\theta_2 + i\sin\theta_2) con r1,r2>0r_1, r_2 > 0. Allora z1=z2z_1 = z_2 se e solo se r1=r2r_1 = r_2 e θ1θ2=2kπ\theta_1 - \theta_2 = 2k\pi per qualche intero kk.

Dimostrazione.

Se r1=r2r_1 = r_2 e θ1=θ2+2kπ\theta_1 = \theta_2 + 2k\pi, la periodicità di seno e coseno dà cosθ1=cosθ2\cos\theta_1 = \cos\theta_2 e sinθ1=sinθ2\sin\theta_1 = \sin\theta_2, quindi z1=z2z_1 = z_2.

Viceversa, sia z1=z2z_1 = z_2. Il modulo di r(cosθ+isinθ)r(\cos\theta + i\sin\theta) è r2cos2θ+r2sin2θ=r\sqrt{r^2\cos^2\theta + r^2\sin^2\theta} = r, dunque r1=z1=z2=r2r_1 = |z_1| = |z_2| = r_2. Uguagliando parti reali e parti immaginarie e dividendo per r1=r2>0r_1 = r_2 > 0 si ha cosθ1=cosθ2\cos\theta_1 = \cos\theta_2 e sinθ1=sinθ2\sin\theta_1 = \sin\theta_2. Per la formula di sottrazione del coseno,

cos(θ1θ2)=cosθ1cosθ2+sinθ1sinθ2=cos2θ2+sin2θ2=1,\cos(\theta_1 - \theta_2) = \cos\theta_1\cos\theta_2 + \sin\theta_1\sin\theta_2 = \cos^2\theta_2 + \sin^2\theta_2 = 1,

e il coseno vale 11 esattamente nei multipli interi di 2π2\pi. Quindi θ1θ2=2kπ\theta_1 - \theta_2 = 2k\pi.

Fine della dimostrazione.

Il prodotto: moduli che si moltiplicano, argomenti che si sommano

Teorema (prodotto in forma trigonometrica)

Se z1=r1(cosθ1+isinθ1)z_1 = r_1(\cos\theta_1 + i\sin\theta_1) e z2=r2(cosθ2+isinθ2)z_2 = r_2(\cos\theta_2 + i\sin\theta_2), allora

z1z2=r1r2[cos(θ1+θ2)+isin(θ1+θ2)].z_1 z_2 = r_1 r_2\big[\cos(\theta_1 + \theta_2) + i\sin(\theta_1 + \theta_2)\big].
Dimostrazione.

Per la definizione del prodotto, con ak=rkcosθka_k = r_k\cos\theta_k e bk=rksinθkb_k = r_k\sin\theta_k,

z1z2=r1r2[(cosθ1cosθ2sinθ1sinθ2)+i(cosθ1sinθ2+sinθ1cosθ2)].z_1 z_2 = r_1 r_2\big[(\cos\theta_1\cos\theta_2 - \sin\theta_1\sin\theta_2) + i(\cos\theta_1\sin\theta_2 + \sin\theta_1\cos\theta_2)\big].

Le formule di addizione dicono che cosθ1cosθ2sinθ1sinθ2=cos(θ1+θ2)\cos\theta_1\cos\theta_2 - \sin\theta_1\sin\theta_2 = \cos(\theta_1 + \theta_2) e cosθ1sinθ2+sinθ1cosθ2=sin(θ1+θ2)\cos\theta_1\sin\theta_2 + \sin\theta_1\cos\theta_2 = \sin(\theta_1 + \theta_2). Sostituendo si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

Il prodotto ha modulo r1r2r_1 r_2 e argomento θ1+θ2\theta_1 + \theta_2. Letto nel piano di Gauss: moltiplicare z1z_1 per z2z_2 ruota la freccia di z1z_1 dell’angolo θ2\theta_2 e ne moltiplica la lunghezza per r2r_2. Rotazione e dilatazione insieme, in una sola operazione. In particolare moltiplicare per i=cosπ2+isinπ2i = \cos\frac{\pi}{2} + i\sin\frac{\pi}{2} è una rotazione di un angolo retto, e due rotazioni di un angolo retto portano 11 in 1-1: ecco perché i2=1i^2 = -1.

z1=1+i,z2=3+iz_1 = 1 + i, \qquad z_2 = \sqrt{3} + i
z1z2=(1+i)(3+i)z_1 z_2 = (1 + i)(\sqrt{3} + i)
z1z2=3+i+i3+i2\phantom{z_1 z_2} = \sqrt{3} + i + i\sqrt{3} + i^2
z1z2=(31)+i(3+1)\phantom{z_1 z_2} = (\sqrt{3} - 1) + i\,(\sqrt{3} + 1)
z1=2,z2=2,z1z2=22|z_1| = \sqrt{2}, \quad |z_2| = 2, \quad |z_1 z_2| = 2\sqrt{2}
θ1=π4,θ2=π6,arg(z1z2)=5π12\theta_1 = \tfrac{\pi}{4}, \quad \theta_2 = \tfrac{\pi}{6}, \quad \arg(z_1 z_2) = \tfrac{5\pi}{12}
Il prodotto come rotazione e dilatazione Nel piano di Gauss le frecce blu z₁, lunga √2 a 45°, e z₂, lunga 2 a 30°. La freccia arancione z₁z₂ è lunga 2√2 e forma 75° con l'asse reale. Vicino all'origine due archi consecutivi mostrano l'angolo θ₁ di 45° e l'angolo θ₂ di 30° che si sommano. Una linea tratteggiata ruota z₁ di θ₂ e poi lo allunga fino al prodotto. Re Im z1 z2 z1z2 θ1 θ2 |z1z2| = |z1| · |z2| arg(z1z2) = θ1 + θ2

Lo stesso prodotto calcolato in due modi. A sinistra in forma algebrica: z1=1+iz_1 = 1 + i e z2=3+iz_2 = \sqrt3 + i moltiplicati termine a termine. A destra nel piano di Gauss: z1z_1 ha modulo 2\sqrt2 e argomento π/4\pi/4, z2z_2 ha modulo 22 e argomento π/6\pi/6; il prodotto, in arancione, ha modulo 222\sqrt2 e argomento 5π/125\pi/12. La linea tratteggiata ruota z1z_1 di θ2\theta_2 e poi lo allunga di un fattore 22.

Corollario (quoziente in forma trigonometrica)

Con z1z_1 e z2z_2 come nel teorema e r2>0r_2 > 0,

z1z2=r1r2[cos(θ1θ2)+isin(θ1θ2)].\frac{z_1}{z_2} = \frac{r_1}{r_2}\big[\cos(\theta_1 - \theta_2) + i\sin(\theta_1 - \theta_2)\big].
Dimostrazione.

Sia ww il secondo membro. Per il teorema, z2w=r2r1r2[cos(θ2+θ1θ2)+isin(θ2+θ1θ2)]=z1z_2 w = r_2 \cdot \frac{r_1}{r_2}\big[\cos(\theta_2 + \theta_1 - \theta_2) + i\sin(\theta_2 + \theta_1 - \theta_2)\big] = z_1. Moltiplicando entrambi i membri di z2w=z1z_2 w = z_1 per z21z_2^{-1}, che esiste perché z20z_2 \neq 0, si ottiene w=z1z21=z1/z2w = z_1 z_2^{-1} = z_1/z_2.

Fine della dimostrazione.

Potenze: la formula di De Moivre

Applicando più volte il teorema del prodotto allo stesso numero, gli argomenti si sommano sempre uguali a se stessi.

Teorema (formula di De Moivre)

Se z=r(cosθ+isinθ)z = r(\cos\theta + i\sin\theta), per ogni intero n1n \ge 1

zn=rn(cosnθ+isinnθ).z^n = r^n(\cos n\theta + i\sin n\theta).
Dimostrazione.

Per induzione su nn. Per n=1n = 1 l’uguaglianza è la forma trigonometrica di zz.

Si supponga la formula vera per un certo n1n \ge 1. Allora zn+1=znzz^{n+1} = z^n \cdot z, e per l’ipotesi induttiva zn=rn(cosnθ+isinnθ)z^n = r^n(\cos n\theta + i\sin n\theta). Il teorema del prodotto applicato a znz^n e a zz

zn+1=rnr[cos(nθ+θ)+isin(nθ+θ)]=rn+1[cos(n+1)θ+isin(n+1)θ],z^{n+1} = r^n r\big[\cos(n\theta + \theta) + i\sin(n\theta + \theta)\big] = r^{n+1}\big[\cos(n+1)\theta + i\sin(n+1)\theta\big],

che è la formula per n+1n + 1. Per il principio di induzione la formula vale per ogni n1n \ge 1.

Fine della dimostrazione.

Le radici n-esime

Un numero reale positivo ha una sola radice quarta positiva, e un numero negativo non ne ha nessuna. Nei complessi le cose vanno diversamente, e la ragione è la non unicità dell’argomento.

Teorema (radici n-esime)

Sia z=r(cosθ+isinθ)z = r(\cos\theta + i\sin\theta) con r>0r > 0 e sia n1n \ge 1 intero. Le soluzioni wCw \in \mathbb{C} dell’equazione wn=zw^n = z sono esattamente nn, distinte, e sono

wk=rn(cosθ+2kπn+isinθ+2kπn),k=0,1,,n1,w_k = \sqrt[n]{r}\left(\cos\frac{\theta + 2k\pi}{n} + i\sin\frac{\theta + 2k\pi}{n}\right), \qquad k = 0, 1, \dots, n - 1,

dove rn\sqrt[n]{r} è la radice nn-esima reale positiva di rr.

Dimostrazione.

Ogni soluzione è uno dei wkw_k. Sia ww con wn=zw^n = z. Allora w0w \neq 0, perché 0n=0z0^n = 0 \neq z, e ww ha una forma trigonometrica w=ρ(cosφ+isinφ)w = \rho(\cos\varphi + i\sin\varphi) con ρ>0\rho > 0. Per De Moivre wn=ρn(cosnφ+isinnφ)w^n = \rho^n(\cos n\varphi + i\sin n\varphi). Per la proposizione sull’uguaglianza in forma trigonometrica, wn=zw^n = z equivale a

ρn=renφ=θ+2kπ per qualche intero k.\rho^n = r \qquad \text{e} \qquad n\varphi = \theta + 2k\pi \ \text{per qualche intero } k.

Poiché ρ\rho è reale positivo, ρ=rn\rho = \sqrt[n]{r}, e φ=(θ+2kπ)/n\varphi = (\theta + 2k\pi)/n. Si divide kk per nn con resto: k=qn+kk = qn + k' con qq intero e 0kn10 \le k' \le n - 1. Allora

φ=θ+2kπn+2qπ,\varphi = \frac{\theta + 2k'\pi}{n} + 2q\pi,

e un argomento che differisce di 2qπ2q\pi dà lo stesso numero complesso: w=wkw = w_{k'}.

Ogni wkw_k è una soluzione. Per De Moivre wkn=r[cos(θ+2kπ)+isin(θ+2kπ)]=r(cosθ+isinθ)=zw_k^n = r\big[\cos(\theta + 2k\pi) + i\sin(\theta + 2k\pi)\big] = r(\cos\theta + i\sin\theta) = z.

I wkw_k sono distinti. Per 0k<kn10 \le k' < k \le n - 1 gli argomenti di wkw_k e wkw_{k'} differiscono di 2π(kk)/n2\pi(k - k')/n. Poiché 0<kk<n0 < k - k' < n, questa differenza è compresa strettamente tra 00 e 2π2\pi e non è un multiplo intero di 2π2\pi. Per la proposizione sull’uguaglianza, wkwkw_k \neq w_{k'}.

Fine della dimostrazione.

Tutte le radici hanno lo stesso modulo rn\sqrt[n]{r}, quindi stanno sulla stessa circonferenza, e due radici consecutive distano un angolo 2π/n2\pi/n: sono i vertici di un poligono regolare con nn lati.

Radici quarte di −16 Una circonferenza di raggio 2 centrata nell'origine. Le quattro radici quarte di −16, w₀, w₁, w₂ e w₃, stanno sulla circonferenza agli angoli di 45°, 135°, 225° e 315° e sono i vertici di un quadrato tratteggiato. Due raggi, verso w₀ e w₁, delimitano un angolo di π/2. w0 w1 w2 w3 π/2 2 Re Im

Le radici quarte di 16-16, calcolate nell’esercizio 4. Hanno modulo 164=2\sqrt[4]{16} = 2 e argomenti π/4\pi/4, 3π/43\pi/4, 5π/45\pi/4 e 7π/47\pi/4: stanno sulla circonferenza di raggio 22, ai vertici di un quadrato, e due radici consecutive sono separate da un angolo 2π/4=π/22\pi/4 = \pi/2.

La formula di Eulero e la forma esponenziale

Resta da capire che cosa voglia dire elevare un numero a una potenza complessa. Per esponenti reali la funzione esponenziale ha lo sviluppo in serie ex=k0xk/k!e^x = \sum_{k \ge 0} x^k/k!, valido per ogni xx reale. La stessa serie ha senso quando al posto di xx si mette un numero complesso, e la si prende come definizione.

Definizione (esponenziale complesso)

Per zCz \in \mathbb{C} si pone

ez=k=0zkk!=limNk=0Nzkk!.e^z = \sum_{k=0}^{\infty} \frac{z^k}{k!} = \lim_{N \to \infty} \sum_{k=0}^{N} \frac{z^k}{k!}.

La definizione è ben posta. La serie dei moduli, kzk/k!\sum_k |z|^k/k!, è la serie esponenziale reale calcolata in z|z|, che converge per ogni valore (con il criterio del rapporto: il rapporto tra due termini consecutivi è z/(k+1)|z|/(k+1), che tende a 00). Una serie di numeri complessi che converge assolutamente converge: è lo stesso teorema dell’analisi reale, applicato alle parti reali e immaginarie, che sono maggiorate in modulo dai moduli dei termini. Quando zz è reale, eze^z è l’esponenziale di sempre.

Teorema (formula di Eulero)

Per ogni θR\theta \in \mathbb{R}

eiθ=cosθ+isinθ.e^{i\theta} = \cos\theta + i\sin\theta.
Dimostrazione.

Si usano gli sviluppi in serie di Maclaurin di coseno e seno, validi per ogni θ\theta reale:

cosθ=m=0(1)mθ2m(2m)!,sinθ=m=0(1)mθ2m+1(2m+1)!.\cos\theta = \sum_{m=0}^{\infty} \frac{(-1)^m \theta^{2m}}{(2m)!}, \qquad \sin\theta = \sum_{m=0}^{\infty} \frac{(-1)^m \theta^{2m+1}}{(2m+1)!}.

Le potenze di ii si ripetono ogni quattro passi: i2=1i^2 = -1, quindi i2m=(i2)m=(1)mi^{2m} = (i^2)^m = (-1)^m e i2m+1=i(1)mi^{2m+1} = i\,(-1)^m. Per z=iθz = i\theta i termini della serie esponenziale sono dunque

(iθ)2m(2m)!=(1)mθ2m(2m)!,(iθ)2m+1(2m+1)!=i(1)mθ2m+1(2m+1)!.\frac{(i\theta)^{2m}}{(2m)!} = \frac{(-1)^m \theta^{2m}}{(2m)!}, \qquad \frac{(i\theta)^{2m+1}}{(2m+1)!} = i\,\frac{(-1)^m \theta^{2m+1}}{(2m+1)!}.

Sia SNS_N la somma dei termini con indice da 00 a NN. La somma S2M+1S_{2M+1} contiene i termini pari con m=0,,Mm = 0, \dots, M e i termini dispari con m=0,,Mm = 0, \dots, M, quindi

S2M+1=m=0M(1)mθ2m(2m)!+im=0M(1)mθ2m+1(2m+1)!.S_{2M+1} = \sum_{m=0}^{M} \frac{(-1)^m \theta^{2m}}{(2m)!} + i \sum_{m=0}^{M} \frac{(-1)^m \theta^{2m+1}}{(2m+1)!}.

Per MM \to \infty la prima somma tende a cosθ\cos\theta e la seconda a sinθ\sin\theta, quindi S2M+1cosθ+isinθS_{2M+1} \to \cos\theta + i\sin\theta. D’altra parte SNS_N converge a eiθe^{i\theta}, e ogni sua sottosuccessione, come S2M+1S_{2M+1}, ha lo stesso limite. Per l’unicità del limite, eiθ=cosθ+isinθe^{i\theta} = \cos\theta + i\sin\theta.

Fine della dimostrazione.

Il punto eiθe^{i\theta} ha modulo cos2θ+sin2θ=1\sqrt{\cos^2\theta + \sin^2\theta} = 1 per ogni θ\theta. Al variare di θ\theta percorre la circonferenza unitaria senza mai allontanarsi dall’origine: l’esponenziale di un numero reale fa crescere, quello di un numero immaginario fa ruotare.

Il punto e elevato a iθ sulla circonferenza unitaria Circonferenza di raggio 1 centrata nell'origine, con 1 segnato sull'asse reale e i sull'asse immaginario. Un raggio blu ruota in senso antiorario e il suo estremo è il punto e elevato alla iθ. Una guida tratteggiata verticale e una orizzontale si incrociano sempre nel punto e segnano con due punti arancioni le sue coordinate sugli assi, cos θ e sin θ. 1 i Re Im e cos θ, sin θ

Il punto eiθe^{i\theta} sulla circonferenza di raggio 11. Nell’animazione θ\theta cresce: il raggio blu ruota in senso antiorario e il modulo resta 11. Le due guide tratteggiate seguono il punto e ne segnano sugli assi le coordinate, cosθ\cos\theta sull’asse reale e sinθ\sin\theta su quello immaginario.

Con la formula di Eulero la forma trigonometrica diventa la forma esponenziale z=reiθz = re^{i\theta}. Il teorema del prodotto si legge come eiθ1eiθ2=ei(θ1+θ2)e^{i\theta_1}e^{i\theta_2} = e^{i(\theta_1 + \theta_2)} e la formula di De Moivre come (eiθ)n=einθ\big(e^{i\theta}\big)^n = e^{in\theta}: le regole delle potenze che valgono per gli esponenti reali, qui ottenute dal teorema del prodotto e non date per scontate.

Algebrica, trigonometrica ed esponenziale sono tre scritture dello stesso numero. Per somme e sottrazioni conviene la prima, che lavora componente per componente; per prodotti, quozienti, potenze e radici le altre due, dove i moduli si moltiplicano e gli argomenti si sommano.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Dati z1=2+3iz_1 = 2 + 3i e z2=1iz_2 = 1 - i, calcola z1+z2z_1 + z_2, z1z2z_1 z_2, zˉ1\bar z_1, z1|z_1| e z1/z2z_1/z_2.

Somma: z1+z2=(2+1)+i(31)=3+2iz_1 + z_2 = (2 + 1) + i(3 - 1) = 3 + 2i.

Prodotto: z1z2=(2+3i)(1i)=22i+3i3i2=2+i3(1)=5+iz_1 z_2 = (2 + 3i)(1 - i) = 2 - 2i + 3i - 3i^2 = 2 + i - 3(-1) = 5 + i.

Coniugato: zˉ1=23i\bar z_1 = 2 - 3i.

Modulo: z1=22+32=13|z_1| = \sqrt{2^2 + 3^2} = \sqrt{13}.

Divisione: z1z2=(2+3i)(1+i)(1i)(1+i)=2+2i+3i+3i21+1=1+5i2=12+52i\dfrac{z_1}{z_2} = \dfrac{(2 + 3i)(1 + i)}{(1 - i)(1 + i)} = \dfrac{2 + 2i + 3i + 3i^2}{1 + 1} = \dfrac{-1 + 5i}{2} = -\dfrac12 + \dfrac52 i.

Commento: gli errori più comuni sono lasciare i2i^2 senza sostituirlo con 1-1 nel prodotto, e nella divisione moltiplicare per il coniugato solo il numeratore. Conviene scrivere sempre il passaggio i2=1i^2 = -1, anche quando sembra di poterlo fare a mente.

Esercizio 2. Scrivi z=1+iz = 1 + i in forma trigonometrica ed esponenziale.

Modulo: r=z=12+12=2r = |z| = \sqrt{1^2 + 1^2} = \sqrt2.

Argomento: cosθ=1/2\cos\theta = 1/\sqrt2 e sinθ=1/2\sin\theta = 1/\sqrt2, quindi θ=π/4\theta = \pi/4.

Forma trigonometrica: z=2(cosπ4+isinπ4)z = \sqrt2\left(\cos\dfrac{\pi}{4} + i\sin\dfrac{\pi}{4}\right). Forma esponenziale: z=2eiπ/4z = \sqrt2\,e^{i\pi/4}.

Verifica: 2cos(π/4)=222=1\sqrt2\cos(\pi/4) = \sqrt2 \cdot \frac{\sqrt2}{2} = 1 e 2sin(π/4)=1\sqrt2\sin(\pi/4) = 1, che ridà 1+i1 + i.

Commento: l’errore tipico è ricavare θ\theta da tanθ=b/a\tan\theta = b/a con l’arcotangente e fermarsi lì. tanθ\tan\theta vale 11 sia per 1+i1 + i sia per 1i-1 - i, che hanno argomenti diversi (π/4\pi/4 il primo, 5π/45\pi/4 il secondo). La definizione di argomento chiede coseno e seno, non solo la tangente: guardare i segni di parte reale e parte immaginaria prima di fissare l’angolo evita l’errore.

Esercizio 3. Calcola (1+i)8(1 + i)^8 con De Moivre, poi verifica il risultato svolgendo le potenze in forma algebrica.

Con z=2eiπ/4z = \sqrt2\,e^{i\pi/4} dall’esercizio precedente:

z8=(2)8ei8π/4=16ei2π=16(cos2π+isin2π)=16.z^8 = (\sqrt2)^8\, e^{i \cdot 8 \cdot \pi/4} = 16\, e^{i2\pi} = 16(\cos2\pi + i\sin2\pi) = 16.

In forma algebrica: (1+i)2=1+2i+i2=2i(1 + i)^2 = 1 + 2i + i^2 = 2i; (1+i)4=(2i)2=4i2=4(1 + i)^4 = (2i)^2 = 4i^2 = -4; (1+i)8=(4)2=16(1 + i)^8 = (-4)^2 = 16. Coincide.

Commento: il calcolo diretto è comodo solo perché l’esponente è una potenza di due e si arriva con quadrati successivi. Con un esponente come 7, o con un numero meno comodo di 1+i1 + i, diventa lungo e facile da sbagliare nei segni. Con De Moivre restano una moltiplicazione dell’angolo e una potenza del modulo, qualunque sia l’esponente.

Esercizio 4. Trova le radici quarte di z=16z = -16.

16-16 sta sul semiasse reale negativo: modulo r=16r = 16, argomento θ=π\theta = \pi. Con n=4n = 4 il teorema sulle radici dà modulo 164=2\sqrt[4]{16} = 2 e argomenti φk=(π+2kπ)/4\varphi_k = (\pi + 2k\pi)/4 per k=0,1,2,3k = 0, 1, 2, 3.

  • k=0k = 0: φ=π/4\varphi = \pi/4, w0=2(cosπ4+isinπ4)=2+i2w_0 = 2\left(\cos\frac{\pi}{4} + i\sin\frac{\pi}{4}\right) = \sqrt2 + i\sqrt2.
  • k=1k = 1: φ=3π/4\varphi = 3\pi/4, w1=2+i2w_1 = -\sqrt2 + i\sqrt2.
  • k=2k = 2: φ=5π/4\varphi = 5\pi/4, w2=2i2w_2 = -\sqrt2 - i\sqrt2.
  • k=3k = 3: φ=7π/4\varphi = 7\pi/4, w3=2i2w_3 = \sqrt2 - i\sqrt2.

Nel piano di Gauss sono i vertici del quadrato della figura 4.

Commento: l’errore tipico è fermarsi alla prima radice, come si fa con un numero reale positivo. Con i complessi kk va fatto scorrere da 00 a n1n - 1: qui le soluzioni sono quattro, per la ragione vista nella dimostrazione, cioè l’argomento definito solo a meno di multipli di 2π2\pi.

Esercizio 5. Risolvi z3=1z^3 = 1 nel campo complesso e confronta il risultato con l’equazione x2+1=0x^2 + 1 = 0 da cui è partito l’articolo.

11 ha modulo r=1r = 1 e argomento θ=0\theta = 0. Con n=3n = 3: modulo 11 e argomenti φk=2kπ/3\varphi_k = 2k\pi/3 per k=0,1,2k = 0, 1, 2.

  • k=0k = 0: w0=1w_0 = 1.
  • k=1k = 1: w1=cos2π3+isin2π3=12+i32w_1 = \cos\dfrac{2\pi}{3} + i\sin\dfrac{2\pi}{3} = -\dfrac12 + i\dfrac{\sqrt3}{2}.
  • k=2k = 2: w2=cos4π3+isin4π3=12i32w_2 = \cos\dfrac{4\pi}{3} + i\sin\dfrac{4\pi}{3} = -\dfrac12 - i\dfrac{\sqrt3}{2}.

Commento: tra i reali z3=1z^3 = 1 ha la sola soluzione z=1z = 1, tra i complessi ne ha tre. Succede lo stesso con x2+1=0x^2 + 1 = 0, che nei reali non ha soluzioni e nei complessi ne ha due, ii e i-i. Per ogni equazione zn=cz^n = c con c0c \neq 0 i complessi danno esattamente nn soluzioni distinte. Questo non vuol dire che ogni equazione polinomiale di grado nn abbia nn soluzioni distinte: (z1)2=0(z - 1)^2 = 0 ne ha una sola, contata due volte, un caso che questo articolo non tratta.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione