Il condensatore
Percorso: Circuiti elettrici · 6 di 14
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Indice
Due conduttori e un isolante
Un condensatore è fatto di due conduttori, le armature, separati da un isolante. Collegato a un generatore, sull’armatura dal lato del morsetto positivo si accumula una carica e sull’altra una carica ; tra le due nasce un campo elettrico, e nel campo resta immagazzinata energia. Nel bilancio energetico dell’introduzione al percorso è il componente che accumula energia nel campo elettrico, come l’induttore la accumula nel campo magnetico.
Le notizie sui condensatori commerciali vengono dai cataloghi dei costruttori. Nell’articolo sulle leggi di Kirchhoff il condensatore era l’esempio in cui la legge delle correnti non vale per una superficie che racchiude una sola armatura. Qui si guarda il condensatore intero, che quella legge la rispetta.
Il campo dielettrico
Tre campi hanno la stessa struttura matematica: il campo di conduzione, il campo magnetico e il campo dielettrico, quello che si stabilisce in un isolante. In un isolante le cariche non sono libere di muoversi, ma sotto l’azione del campo atomi e molecole si deformano o si orientano, e il materiale si polarizza. Per quasi tutti gli isolanti dei condensatori, a campi non troppo intensi, la polarizzazione è proporzionale al campo, e lo è anche il vettore spostamento elettrico:
con F/m la permittività del vuoto ed la permittività relativa del materiale. La legge di Gauss lega alle cariche libere: il flusso di uscente da una superficie chiusa è la carica libera racchiusa. Per il campo dielettrico ha il ruolo che la legge delle correnti ha per il campo di conduzione.
La permittività relativa vale praticamente per l’aria, per il polipropilene dei condensatori a film, circa per l’ossido di alluminio dei condensatori elettrolitici, circa per l’ossido di tantalio, per l’acqua, e supera per le ceramiche a base di titanato di bario. Ogni isolante sopporta però un campo massimo, la rigidità dielettrica: oltre, l’isolante si perfora e il condensatore va in cortocircuito, spesso per sempre. Per l’aria secca è circa kV/mm, il campo a cui scocca la scintilla.
La capacità
Definizione (capacità)
Se su due conduttori isolati ci sono le cariche e e tra loro c’è la tensione , con un dielettrico lineare la carica è proporzionale alla tensione,
e la costante è la capacità del condensatore. Dipende solo dalla forma dei conduttori e dal dielettrico, e si misura in farad: .
Che e siano proporzionali discende dalla linearità delle equazioni dell’elettrostatica: raddoppiando le cariche raddoppia il campo in ogni punto, e con lui il suo integrale tra le armature.
Proposizione (condensatore piano)
Due armature piane di area , parallele, a distanza piccola rispetto alle loro dimensioni, con un dielettrico di permittività , formano un condensatore di capacità
se si trascurano gli effetti di bordo.
Trascurando gli effetti di bordo, tra le armature il campo è uniforme e perpendicolare alle armature, e fuori è nullo. Si applica la legge di Gauss a una scatola sottile che racchiude l’armatura con carica : il flusso di esce solo dalla faccia rivolta verso l’altra armatura, quindi ed . La tensione tra le armature è l’integrale del campo lungo un segmento perpendicolare, , e .
Fine della dimostrazione.
Un condensatore piano con armature di area a distanza e un dielettrico di permittività . Nell’animazione il condensatore si carica: sull’armatura superiore compaiono cariche positive, su quella inferiore negative, e tra le due si stabilisce il campo . Poi si scarica, e il ciclo ricomincia. Le cariche stanno sulle facce interne delle armature, quelle che si guardano.
Un farad è una capacità enorme. Basta un conto: con due armature separate da nm di aria, per avere F servono m². I condensatori dell’elettronica vanno dal picofarad a qualche decina di millifarad per i grandi elettrolitici, e dentro i circuiti integrati, dove lo spazio è poco, dal femtofarad a qualche picofarad.
Tra resistenza e capacità c’è poi un legame che non dipende dalla forma degli elettrodi.
Proposizione (resistenza e capacità nella stessa geometria)
Due elettrodi siano immersi in un materiale omogeneo di resistività e permittività che occupa tutto lo spazio in cui c’è campo. Allora la resistenza e la capacità tra i due elettrodi soddisfano
Si fissa la tensione tra gli elettrodi. In regime stazionario il campo di conduzione è conservativo e ; in un materiale omogeneo anche , e il potenziale soddisfa l’equazione di Laplace con valori assegnati sugli elettrodi. Lo stesso vale in elettrostatica per il campo nel dielettrico, dove non ci sono cariche libere. L’equazione di Laplace con valori assegnati al bordo ha una sola soluzione, quindi il campo è lo stesso nei due casi. La corrente che esce dall’elettrodo positivo è il flusso di attraverso una superficie che lo avvolge, e la carica sull’elettrodo è, per la legge di Gauss, il flusso di attraverso la stessa superficie. Quindi , e .
Fine della dimostrazione.
Con la resistenza dell’isolante di un cavo coassiale, calcolata negli esercizi dell’articolo sul resistore, , la proposizione dà subito la capacità del cavo, . Il prodotto ha le dimensioni di un tempo, e uno degli esercizi ne mostra il significato.
Tensione e corrente
Proposizione (relazione tra tensione e corrente)
Per un condensatore ideale di capacità , con la convenzione degli utilizzatori,
La corrente che entra dal morsetto arriva sull’armatura positiva, e per la conservazione della carica, applicata a una superficie che racchiude quella sola armatura, è la derivata della sua carica: . Con e costante, . Integrando tra e si ottiene la seconda forma.
Fine della dimostrazione.
La seconda forma dice che il condensatore ha memoria: la sua tensione dipende da tutta la corrente passata, riassunta nel valore iniziale . La prima dice che se la tensione non cambia la corrente è nulla. In regime stazionario, con tensioni e correnti costanti, il condensatore è un circuito aperto, a qualunque tensione sia carico.
Proposizione (continuità della tensione)
Se in un intervallo di tempo la corrente di un condensatore resta in valore assoluto sotto , in un tratto di durata la tensione cambia al più di . In particolare, con correnti limitate la tensione di un condensatore è una funzione continua del tempo.
Dalla forma integrale, , che tende a zero con .
Fine della dimostrazione.
Per far saltare di colpo la tensione di un condensatore servirebbe una corrente infinita. Nei circuiti reali qualche resistenza limita sempre la corrente, e la tensione del condensatore insegue quella imposta con un ritardo. Lo si può dire così: per variazioni velocissime il condensatore si comporta all’inizio come un cortocircuito, perché la sua tensione non ha ancora avuto il tempo di cambiare, e a transitorio esaurito come un circuito aperto. È anche il motivo per cui un condensatore rallenta un circuito.
La carica attraverso un resistore
Proposizione (carica di un condensatore)
Un condensatore scarico di capacità viene collegato all’istante a un generatore di tensione attraverso un resistore . Per
Per la legge delle tensioni , e con si ottiene l’equazione , con il dato iniziale garantito dalla continuità della tensione. La funzione dell’enunciato vale in e ha derivata , per cui . Un’equazione differenziale lineare del primo ordine con un dato iniziale ha una sola soluzione, quindi è quella. La corrente è .
Fine della dimostrazione.
La grandezza è la costante di tempo. Dopo un tempo la tensione ha percorso il 63% della strada, perché ; dopo il 99,3%, e in pratica il transitorio è finito. All’istante zero la corrente è , come se il condensatore fosse un cortocircuito, e alla fine è nulla, come in un circuito aperto. L’articolo sui transitori estende il risultato a qualsiasi rete con un solo condensatore o un solo induttore.
La carica di un condensatore attraverso un resistore, con il circuito chiuso all’istante zero. La tensione del condensatore, in blu, sale verso e dopo una costante di tempo è al 63%; la corrente, in arancione, parte da e scende verso zero con lo stesso andamento esponenziale. Nell’animazione le curve si disegnano nel tempo fino a .
Energia
Proposizione (energia del condensatore)
Un condensatore di capacità carico alla tensione contiene l’energia
uguale al lavoro elettrico assorbito per caricarlo partendo da scarico, qualunque sia stato l’andamento della carica.
Con la convenzione degli utilizzatori la potenza assorbita è . Integrando da un istante in cui il condensatore è scarico fino a quello in cui la tensione vale , il lavoro assorbito è : dipende solo dal valore finale della tensione, non da come ci si è arrivati.
Fine della dimostrazione.
L’energia sta nel dielettrico, distribuita con densità per unità di volume. Nel condensatore piano il campo è in un volume , e : i due modi di contare danno lo stesso risultato. Il condensatore è un bipolo passivo. Può restituire energia, e la potenza che assorbe cambia segno, ma il lavoro assorbito a partire da scarico, , non è mai negativo: non restituisce mai più di quello che ha ricevuto.
Serie e parallelo
Proposizione (condensatori in serie e in parallelo)
condensatori in parallelo equivalgono a un condensatore di capacità . condensatori in serie equivalgono a un condensatore di capacità con
carico inizialmente alla somma delle tensioni iniziali dei condensatori.
In parallelo tutti i condensatori hanno la stessa tensione , e per la legge delle correnti . In serie tutti sono attraversati dalla stessa corrente , e per la legge delle tensioni
Fine della dimostrazione.
Le regole sono quelle dei resistori scambiate, come vuole la dualità: la capacità si comporta come una conduttanza. Se i condensatori in serie partono scarichi portano tutti la stessa carica , e ciascuno ha la tensione : nel partitore capacitivo la tensione più alta spetta al condensatore più piccolo.
Tre condensatori in serie, sopra, e in parallelo, sotto. In parallelo le capacità si sommano, in serie si sommano gli inversi: il contrario dei resistori.
I condensatori reali
I condensatori ceramici multistrato sono i più diffusi: decine di strati di ceramica e di metallo alternati in un parallelepipedo di pochi millimetri, da frazioni di picofarad a qualche decina di microfarad. Quelli di classe 1, come i C0G, sono stabili e precisi. Quelli di classe 2, come gli X7R, hanno capacità molto più alte nello stesso volume, ma la capacità cambia con la temperatura e soprattutto con la tensione continua applicata: in un componente piccolo, alla tensione nominale, può scendere sotto la metà del valore scritto. I condensatori a film plastico, di polipropilene o di poliestere, hanno perdite basse e si usano nei circuiti audio e di potenza. Sui condensatori piccoli il valore è scritto in picofarad con due cifre e un esponente, come sui resistori a montaggio superficiale: 104 vuol dire pF, cioè nF.
Per le capacità grandi si usano i condensatori elettrolitici. In quelli all’alluminio il dielettrico è uno strato sottilissimo di ossido formato sull’armatura positiva, e l’altra armatura è un elettrolita liquido o polimerico. Lo spessore minimo dà capacità alte, ma rende il condensatore polarizzato: montato al contrario l’ossido si degrada, il componente si scalda e può aprirsi, e i modelli più grandi hanno sulla testa incisioni che fanno da valvola di sicurezza. Gli elettrolitici invecchiano, perché l’elettrolita si asciuga tanto più in fretta quanto più sono caldi; la durata a catalogo, per esempio duemila ore a 105 °C, si allunga di circa il doppio per ogni dieci gradi in meno. I condensatori al tantalio sono più piccoli a parità di capacità, e i supercondensatori arrivano a migliaia di farad con tensioni di pochi volt per elemento.

Un condensatore elettrolitico all’alluminio da µF. I due reofori escono dallo stesso lato: nei componenti nuovi il più lungo è il positivo, e una fascia sul corpo segna il negativo.
oomlout, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia CommonsNessun condensatore reale è solo una capacità. I reofori, le armature e l’elettrolita hanno una resistenza, riassunta nella resistenza serie equivalente (ESR), e un’induttanza, l’induttanza serie equivalente (ESL); l’isolante lascia passare una piccola corrente, rappresentata da una resistenza in parallelo. L’induttanza in serie conta alle frequenze alte: oltre la frequenza il componente si comporta più come un induttore che come un condensatore, come mostrerà l’articolo sul regime sinusoidale. Per un ceramico da nF con un nanohenry di induttanza la frequenza è circa MHz. È lo stesso condensatore che si monta accanto a ogni circuito integrato digitale, tra alimentazione e massa, per fornire le correnti impulsive delle commutazioni senza che debbano arrivare dall’alimentatore attraverso piste lunghe e induttive.
Il modello di un condensatore reale: la capacità con in parallelo la resistenza d’isolamento , e in serie la resistenza e l’induttanza di reofori e armature.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un condensatore piano ha armature da cm² a mm di distanza, in aria. Quanto vale la capacità? E con una ceramica di permittività relativa ? Che campo c’è tra le armature a V?
In aria F pF; con la ceramica nF. A V il campo è V/m, cioè kV/mm.
Commento: l’aria reggerebbe, perché la sua rigidità dielettrica è circa sei volte più alta. Per aumentare la capacità si può ridurre , ma a parità di tensione il campo cresce nella stessa proporzione, e prima o poi l’isolante cede. Per questo la tensione nominale e la capacità vanno scelte insieme, e un condensatore con lo stesso dielettrico ma tensione nominale più alta è più grande.
Esercizio 2. La tensione ai capi di un condensatore da nF sale di V in ms. Quanta corrente assorbe? E se sale di V in µs?
Con variazione lineare mA nel primo caso e mA nel secondo.
Commento: la stessa capacità assorbe correnti mille volte diverse a seconda della velocità. I fronti di commutazione dei circuiti digitali durano nanosecondi, e le capacità dei loro ingressi, anche se piccole, richiedono impulsi di corrente importanti. È il lavoro del condensatore di disaccoppiamento.
Esercizio 3. Un condensatore carico alla tensione viene collegato, attraverso un conduttore, a un condensatore uguale scarico. Quanto valgono alla fine le tensioni? E l’energia?
La carica totale si conserva e alla fine si divide in parti uguali, perché i due condensatori hanno la stessa tensione: ciascuno ha . L’energia iniziale è ; quella finale . Metà dell’energia è sparita.
Commento: è il paradosso dei due condensatori. L’energia mancante è dissipata nella resistenza del conduttore, e il conto non dipende dal suo valore: con una resistenza più piccola la corrente è più intensa ma dura meno, e il calore prodotto è lo stesso. Con una resistenza davvero trascurabile entrano in gioco l’induttanza del collegamento e l’irraggiamento, ma l’energia persa resta la metà. Il modello ideale, con due condensatori collegati da un filo perfetto, non ha soluzione: la tensione dovrebbe saltare, e la continuità della tensione lo vieta.
Esercizio 4. Un generatore da V carica attraverso un resistore da kΩ un condensatore da µF inizialmente scarico. Calcola la costante di tempo, la corrente iniziale, la tensione dopo s e dopo s. Quanta energia finisce nel condensatore e quanta nel resistore?
s. La corrente iniziale è mA. Dopo s V, dopo s V. Alla fine il condensatore contiene mJ. Il resistore dissipa
Commento: il generatore eroga mJ, e metà si perde nel resistore qualunque sia , come nel paradosso dei due condensatori. Caricare un condensatore da una tensione costante attraverso una resistenza costa sempre il doppio dell’energia che ci resta dentro. Per fare meglio bisogna far salire la tensione del generatore insieme a quella del condensatore, ed è quello che fanno i caricatori efficienti.
Esercizio 5. Per ottenere un condensatore da V si mettono in serie due elettrolitici da µF e V. Quanto vale la capacità? Come si ripartisce la tensione?
La capacità è µF. All’accensione, con i condensatori scarichi, la carica è la stessa e la tensione si divide a metà, V ciascuno. In regime stazionario, però, nei condensatori reali scorre la corrente di dispersione, e la tensione si ripartisce come in un partitore resistivo tra le due resistenze d’isolamento, che negli elettrolitici possono differire anche di un fattore due o tre: uno dei due può superare i V.
Commento: la soluzione pratica è mettere in parallelo a ciascun condensatore un resistore di bilanciamento, per esempio da kΩ, che porta una corrente molto più grande delle dispersioni e impone la divisione a metà. Il partitore capacitivo vale per le variazioni rapide, quello resistivo per i tempi lunghi.
Esercizio 6. Un condensatore ha un dielettrico con resistività m e permittività relativa . Caricato e lasciato aperto, in quanto tempo la sua tensione scende al 37% del valore iniziale?
Il condensatore si scarica attraverso la propria resistenza d’isolamento, con costante di tempo s s, circa mezz’ora. Dopo un tempo la tensione è scesa di un fattore , al 37%.
Commento: il risultato non dipende dalle dimensioni del condensatore: un nanofarad e un microfarad con lo stesso dielettrico si scaricano nello stesso tempo. Per questo i cataloghi danno la resistenza d’isolamento dei condensatori a film anche come prodotto , in secondi o in megaohm per microfarad. La scarica di un condensatore reale dipende anche da altri fenomeni del dielettrico, e il conto dà solo l’ordine di grandezza.
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