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Il condensatore

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Circuiti elettrici · 6 di 14

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Indice

Due conduttori e un isolante

Un condensatore è fatto di due conduttori, le armature, separati da un isolante. Collegato a un generatore, sull’armatura dal lato del morsetto positivo si accumula una carica qq e sull’altra una carica q-q; tra le due nasce un campo elettrico, e nel campo resta immagazzinata energia. Nel bilancio energetico dell’introduzione al percorso è il componente che accumula energia nel campo elettrico, come l’induttore la accumula nel campo magnetico.

Le notizie sui condensatori commerciali vengono dai cataloghi dei costruttori. Nell’articolo sulle leggi di Kirchhoff il condensatore era l’esempio in cui la legge delle correnti non vale per una superficie che racchiude una sola armatura. Qui si guarda il condensatore intero, che quella legge la rispetta.

Il campo dielettrico

Tre campi hanno la stessa struttura matematica: il campo di conduzione, il campo magnetico e il campo dielettrico, quello che si stabilisce in un isolante. In un isolante le cariche non sono libere di muoversi, ma sotto l’azione del campo atomi e molecole si deformano o si orientano, e il materiale si polarizza. Per quasi tutti gli isolanti dei condensatori, a campi non troppo intensi, la polarizzazione è proporzionale al campo, e lo è anche il vettore spostamento elettrico:

D=εE,ε=ε0εr,\mathbf D = \varepsilon\,\mathbf E, \qquad \varepsilon = \varepsilon_0\,\varepsilon_r ,

con ε08,85×1012\varepsilon_0 \approx 8{,}85\times10^{-12} F/m la permittività del vuoto ed εr1\varepsilon_r \ge 1 la permittività relativa del materiale. La legge di Gauss lega D\mathbf D alle cariche libere: il flusso di D\mathbf D uscente da una superficie chiusa è la carica libera racchiusa. Per il campo dielettrico ha il ruolo che la legge delle correnti ha per il campo di conduzione.

La permittività relativa vale praticamente 11 per l’aria, 2,22{,}2 per il polipropilene dei condensatori a film, circa 99 per l’ossido di alluminio dei condensatori elettrolitici, circa 2727 per l’ossido di tantalio, 8080 per l’acqua, e supera 10001000 per le ceramiche a base di titanato di bario. Ogni isolante sopporta però un campo massimo, la rigidità dielettrica: oltre, l’isolante si perfora e il condensatore va in cortocircuito, spesso per sempre. Per l’aria secca è circa 33 kV/mm, il campo a cui scocca la scintilla.

La capacità

Definizione (capacità)

Se su due conduttori isolati ci sono le cariche qq e q-q e tra loro c’è la tensione vv, con un dielettrico lineare la carica è proporzionale alla tensione,

q=Cv,q = C\,v ,

e la costante C>0C > 0 è la capacità del condensatore. Dipende solo dalla forma dei conduttori e dal dielettrico, e si misura in farad: 1 F=1 C/V1\ \text F = 1\ \text C/\text V.

Che qq e vv siano proporzionali discende dalla linearità delle equazioni dell’elettrostatica: raddoppiando le cariche raddoppia il campo in ogni punto, e con lui il suo integrale tra le armature.

Proposizione (condensatore piano)

Due armature piane di area AA, parallele, a distanza dd piccola rispetto alle loro dimensioni, con un dielettrico di permittività ε\varepsilon, formano un condensatore di capacità

C=εAd,C = \frac{\varepsilon A}{d} ,

se si trascurano gli effetti di bordo.

Dimostrazione.

Trascurando gli effetti di bordo, tra le armature il campo è uniforme e perpendicolare alle armature, e fuori è nullo. Si applica la legge di Gauss a una scatola sottile che racchiude l’armatura con carica qq: il flusso di D\mathbf D esce solo dalla faccia rivolta verso l’altra armatura, quindi DA=qDA = q ed E=D/ε=q/(εA)E = D/\varepsilon = q/(\varepsilon A). La tensione tra le armature è l’integrale del campo lungo un segmento perpendicolare, v=Ed=qd/(εA)v = E\,d = q\,d/(\varepsilon A), e C=q/v=εA/dC = q/v = \varepsilon A/d.

Fine della dimostrazione.

Un condensatore piano che si carica Due armature metalliche orizzontali, parallele, con uno strato di dielettrico tra loro; da ciascuna esce un conduttore verso un morsetto. A destra una quota indica la distanza d tra le armature. Nell'animazione compaiono uno alla volta segni più blu sotto l'armatura superiore e segni meno sopra quella inferiore, poi si accendono le frecce arancioni del campo elettrico, dall'armatura positiva a quella negativa; infine cariche e campo scompaiono e il ciclo ricomincia. +q −q E ε A d

Un condensatore piano con armature di area AA a distanza dd e un dielettrico di permittività ε\varepsilon. Nell’animazione il condensatore si carica: sull’armatura superiore compaiono cariche positive, su quella inferiore negative, e tra le due si stabilisce il campo E\mathbf E. Poi si scarica, e il ciclo ricomincia. Le cariche stanno sulle facce interne delle armature, quelle che si guardano.

Un farad è una capacità enorme. Basta un conto: con due armature separate da 1010 nm di aria, per avere 11 F servono A=Cd/ε01130A = Cd/\varepsilon_0 \approx 1130 m². I condensatori dell’elettronica vanno dal picofarad a qualche decina di millifarad per i grandi elettrolitici, e dentro i circuiti integrati, dove lo spazio è poco, dal femtofarad a qualche picofarad.

Tra resistenza e capacità c’è poi un legame che non dipende dalla forma degli elettrodi.

Proposizione (resistenza e capacità nella stessa geometria)

Due elettrodi siano immersi in un materiale omogeneo di resistività ρ\rho e permittività ε\varepsilon che occupa tutto lo spazio in cui c’è campo. Allora la resistenza RR e la capacità CC tra i due elettrodi soddisfano

RC=ρε.R\,C = \rho\,\varepsilon .
Dimostrazione.

Si fissa la tensione vv tra gli elettrodi. In regime stazionario il campo di conduzione è conservativo e J=0\nabla\cdot\mathbf J = 0; in un materiale omogeneo anche E=0\nabla\cdot\mathbf E = 0, e il potenziale soddisfa l’equazione di Laplace con valori assegnati sugli elettrodi. Lo stesso vale in elettrostatica per il campo nel dielettrico, dove non ci sono cariche libere. L’equazione di Laplace con valori assegnati al bordo ha una sola soluzione, quindi il campo E\mathbf E è lo stesso nei due casi. La corrente che esce dall’elettrodo positivo è il flusso di J=E/ρ\mathbf J = \mathbf E/\rho attraverso una superficie che lo avvolge, e la carica sull’elettrodo è, per la legge di Gauss, il flusso di D=εE\mathbf D = \varepsilon\mathbf E attraverso la stessa superficie. Quindi q/i=ρεq/i = \rho\varepsilon, e RC=(v/i)(q/v)=q/i=ρεRC = (v/i)(q/v) = q/i = \rho\varepsilon.

Fine della dimostrazione.

Con la resistenza dell’isolante di un cavo coassiale, calcolata negli esercizi dell’articolo sul resistore, R=ρln(b/a)/(2πL)R = \rho\ln(b/a)/(2\pi L), la proposizione dà subito la capacità del cavo, C=2πεL/ln(b/a)C = 2\pi\varepsilon L/\ln(b/a). Il prodotto ρε\rho\varepsilon ha le dimensioni di un tempo, e uno degli esercizi ne mostra il significato.

Tensione e corrente

Proposizione (relazione tra tensione e corrente)

Per un condensatore ideale di capacità CC, con la convenzione degli utilizzatori,

i(t)=Cdvdt,v(t)=v(t0)+1Ct0ti(s)ds.i(t) = C\,\frac{dv}{dt}, \qquad v(t) = v(t_0) + \frac1C\int_{t_0}^t i(s)\,ds .
Dimostrazione.

La corrente che entra dal morsetto ++ arriva sull’armatura positiva, e per la conservazione della carica, applicata a una superficie che racchiude quella sola armatura, è la derivata della sua carica: i=dq/dti = dq/dt. Con q=Cvq = Cv e CC costante, i=Cdv/dti = C\,dv/dt. Integrando tra t0t_0 e tt si ottiene la seconda forma.

Fine della dimostrazione.

La seconda forma dice che il condensatore ha memoria: la sua tensione dipende da tutta la corrente passata, riassunta nel valore iniziale v(t0)v(t_0). La prima dice che se la tensione non cambia la corrente è nulla. In regime stazionario, con tensioni e correnti costanti, il condensatore è un circuito aperto, a qualunque tensione sia carico.

Proposizione (continuità della tensione)

Se in un intervallo di tempo la corrente di un condensatore resta in valore assoluto sotto ImaxI_\text{max}, in un tratto di durata Δt\Delta t la tensione cambia al più di ImaxΔt/CI_\text{max}\,\Delta t/C. In particolare, con correnti limitate la tensione di un condensatore è una funzione continua del tempo.

Dimostrazione.

Dalla forma integrale, v(t+Δt)v(t)=1Ctt+Δti(s)dsImaxΔt/C|v(t + \Delta t) - v(t)| = \frac1C\left|\int_t^{t+\Delta t} i(s)\,ds\right| \le I_\text{max}\,\Delta t/C, che tende a zero con Δt\Delta t.

Fine della dimostrazione.

Per far saltare di colpo la tensione di un condensatore servirebbe una corrente infinita. Nei circuiti reali qualche resistenza limita sempre la corrente, e la tensione del condensatore insegue quella imposta con un ritardo. Lo si può dire così: per variazioni velocissime il condensatore si comporta all’inizio come un cortocircuito, perché la sua tensione non ha ancora avuto il tempo di cambiare, e a transitorio esaurito come un circuito aperto. È anche il motivo per cui un condensatore rallenta un circuito.

La carica attraverso un resistore

Proposizione (carica di un condensatore)

Un condensatore scarico di capacità CC viene collegato all’istante t=0t = 0 a un generatore di tensione EE attraverso un resistore RR. Per t0t \ge 0

v(t)=E(1et/τ),i(t)=ERet/τ,τ=RC.v(t) = E\,\big(1 - e^{-t/\tau}\big), \qquad i(t) = \frac ER\,e^{-t/\tau}, \qquad \tau = RC .
Dimostrazione.

Per la legge delle tensioni E=Ri+vE = Ri + v, e con i=Cdv/dti = C\,dv/dt si ottiene l’equazione RCdv/dt+v=ERC\,dv/dt + v = E, con il dato iniziale v(0)=0v(0) = 0 garantito dalla continuità della tensione. La funzione dell’enunciato vale 00 in t=0t = 0 e ha derivata (E/τ)et/τ(E/\tau)\,e^{-t/\tau}, per cui RCdv/dt+v=Eet/τ+EEet/τ=ERC\,dv/dt + v = E\,e^{-t/\tau} + E - E\,e^{-t/\tau} = E. Un’equazione differenziale lineare del primo ordine con un dato iniziale ha una sola soluzione, quindi è quella. La corrente è Cdv/dt=(CE/τ)et/τ=(E/R)et/τC\,dv/dt = (CE/\tau)\,e^{-t/\tau} = (E/R)\,e^{-t/\tau}.

Fine della dimostrazione.

La grandezza τ=RC\tau = RC è la costante di tempo. Dopo un tempo τ\tau la tensione ha percorso il 63% della strada, perché 1e10,6321 - e^{-1} \approx 0{,}632; dopo 5τ5\tau il 99,3%, e in pratica il transitorio è finito. All’istante zero la corrente è E/RE/R, come se il condensatore fosse un cortocircuito, e alla fine è nulla, come in un circuito aperto. L’articolo sui transitori estende il risultato a qualsiasi rete con un solo condensatore o un solo induttore.

La carica di un condensatore attraverso un resistore A sinistra un circuito con un generatore E, un resistore R e un condensatore C in serie. A destra un grafico in funzione del tempo, da zero a cinque costanti di tempo. La curva blu della tensione del condensatore parte da zero, sale in fretta e si avvicina a E: dopo una costante di tempo è al 63 per cento. La curva arancione della corrente parte dal massimo e scende allo stesso modo verso zero. Nell'animazione le due curve si disegnano da sinistra a destra seguite da due punti, poi il ciclo ricomincia. E R C τ t 1 0,63 0 v/E iR/E

La carica di un condensatore attraverso un resistore, con il circuito chiuso all’istante zero. La tensione del condensatore, in blu, sale verso EE e dopo una costante di tempo τ=RC\tau = RC è al 63%; la corrente, in arancione, parte da E/RE/R e scende verso zero con lo stesso andamento esponenziale. Nell’animazione le curve si disegnano nel tempo fino a 5τ5\tau.

Energia

Proposizione (energia del condensatore)

Un condensatore di capacità CC carico alla tensione vv contiene l’energia

w=12Cv2,w = \frac12\,C\,v^2 ,

uguale al lavoro elettrico assorbito per caricarlo partendo da scarico, qualunque sia stato l’andamento della carica.

Dimostrazione.

Con la convenzione degli utilizzatori la potenza assorbita è p=vi=Cvdv/dt=ddt(12Cv2)p = v\,i = C\,v\,dv/dt = \frac{d}{dt}\big(\tfrac12Cv^2\big). Integrando da un istante in cui il condensatore è scarico fino a quello in cui la tensione vale vv, il lavoro assorbito è 12Cv2\tfrac12Cv^2: dipende solo dal valore finale della tensione, non da come ci si è arrivati.

Fine della dimostrazione.

L’energia sta nel dielettrico, distribuita con densità 12εE2\tfrac12\varepsilon E^2 per unità di volume. Nel condensatore piano il campo è E=v/dE = v/d in un volume AdAd, e 12ε(v/d)2Ad=12(εA/d)v2\tfrac12\varepsilon(v/d)^2\,Ad = \tfrac12(\varepsilon A/d)\,v^2: i due modi di contare danno lo stesso risultato. Il condensatore è un bipolo passivo. Può restituire energia, e la potenza che assorbe cambia segno, ma il lavoro assorbito a partire da scarico, 12Cv2\tfrac12Cv^2, non è mai negativo: non restituisce mai più di quello che ha ricevuto.

Serie e parallelo

Proposizione (condensatori in serie e in parallelo)

NN condensatori in parallelo equivalgono a un condensatore di capacità C=C1++CNC = C_1 + \dots + C_N. NN condensatori in serie equivalgono a un condensatore di capacità CC con

1C=1C1++1CN,\frac1C = \frac1{C_1} + \dots + \frac1{C_N} ,

carico inizialmente alla somma delle tensioni iniziali dei condensatori.

Dimostrazione.

In parallelo tutti i condensatori hanno la stessa tensione vv, e per la legge delle correnti i=kCkdv/dt=(kCk)dv/dti = \sum_k C_k\,dv/dt = \big(\sum_k C_k\big)\,dv/dt. In serie tutti sono attraversati dalla stessa corrente ii, e per la legge delle tensioni

v(t)=kvk(t)=k(vk(t0)+1Ckt0ti(s)ds)=kvk(t0)+(k1Ck)t0ti(s)ds.v(t) = \sum_k v_k(t) = \sum_k \left(v_k(t_0) + \frac1{C_k}\int_{t_0}^t i(s)\,ds\right) = \sum_k v_k(t_0) + \left(\sum_k \frac1{C_k}\right)\int_{t_0}^t i(s)\,ds .

Fine della dimostrazione.

Le regole sono quelle dei resistori scambiate, come vuole la dualità: la capacità si comporta come una conduttanza. Se i condensatori in serie partono scarichi portano tutti la stessa carica qq, e ciascuno ha la tensione vk=q/Ck=vC/Ckv_k = q/C_k = v\,C/C_k: nel partitore capacitivo la tensione più alta spetta al condensatore più piccolo.

Condensatori in serie e in parallelo In alto tre condensatori C₁, C₂ e C₃ uno dopo l'altro tra il morsetto A e il morsetto B: sono in serie, e l'inverso della capacità equivalente è la somma degli inversi. In basso gli stessi tre condensatori affiancati tra due conduttori verticali collegati ad A e a B: sono in parallelo, e la capacità equivalente è la somma delle capacità. C1C2C3 A B 1/C = 1/C1 + 1/C2 + 1/C3 C1C2C3 A B C = C1 + C2 + C3

Tre condensatori in serie, sopra, e in parallelo, sotto. In parallelo le capacità si sommano, in serie si sommano gli inversi: il contrario dei resistori.

I condensatori reali

I condensatori ceramici multistrato sono i più diffusi: decine di strati di ceramica e di metallo alternati in un parallelepipedo di pochi millimetri, da frazioni di picofarad a qualche decina di microfarad. Quelli di classe 1, come i C0G, sono stabili e precisi. Quelli di classe 2, come gli X7R, hanno capacità molto più alte nello stesso volume, ma la capacità cambia con la temperatura e soprattutto con la tensione continua applicata: in un componente piccolo, alla tensione nominale, può scendere sotto la metà del valore scritto. I condensatori a film plastico, di polipropilene o di poliestere, hanno perdite basse e si usano nei circuiti audio e di potenza. Sui condensatori piccoli il valore è scritto in picofarad con due cifre e un esponente, come sui resistori a montaggio superficiale: 104 vuol dire 10×10410\times10^4 pF, cioè 100100 nF.

Per le capacità grandi si usano i condensatori elettrolitici. In quelli all’alluminio il dielettrico è uno strato sottilissimo di ossido formato sull’armatura positiva, e l’altra armatura è un elettrolita liquido o polimerico. Lo spessore minimo dà capacità alte, ma rende il condensatore polarizzato: montato al contrario l’ossido si degrada, il componente si scalda e può aprirsi, e i modelli più grandi hanno sulla testa incisioni che fanno da valvola di sicurezza. Gli elettrolitici invecchiano, perché l’elettrolita si asciuga tanto più in fretta quanto più sono caldi; la durata a catalogo, per esempio duemila ore a 105 °C, si allunga di circa il doppio per ogni dieci gradi in meno. I condensatori al tantalio sono più piccoli a parità di capacità, e i supercondensatori arrivano a migliaia di farad con tensioni di pochi volt per elemento.

Condensatore elettrolitico cilindrico nero con la scritta 47 µF e due lunghi reofori metallici che escono dallo stesso lato.

Un condensatore elettrolitico all’alluminio da 4747 µF. I due reofori escono dallo stesso lato: nei componenti nuovi il più lungo è il positivo, e una fascia sul corpo segna il negativo.

oomlout, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Nessun condensatore reale è solo una capacità. I reofori, le armature e l’elettrolita hanno una resistenza, riassunta nella resistenza serie equivalente (ESR), e un’induttanza, l’induttanza serie equivalente (ESL); l’isolante lascia passare una piccola corrente, rappresentata da una resistenza in parallelo. L’induttanza in serie conta alle frequenze alte: oltre la frequenza 1/(2πLsC)1/(2\pi\sqrt{L_sC}) il componente si comporta più come un induttore che come un condensatore, come mostrerà l’articolo sul regime sinusoidale. Per un ceramico da 100100 nF con un nanohenry di induttanza la frequenza è circa 1616 MHz. È lo stesso condensatore che si monta accanto a ogni circuito integrato digitale, tra alimentazione e massa, per fornire le correnti impulsive delle commutazioni senza che debbano arrivare dall’alimentatore attraverso piste lunghe e induttive.

Il modello di un condensatore reale Tra il morsetto A a sinistra e il morsetto B a destra: un resistore R_s, un induttore L_s, e poi una capacità C con in parallelo, su un ramo più in alto, un resistore R_p. Rs Ls C Rp A B

Il modello di un condensatore reale: la capacità CC con in parallelo la resistenza d’isolamento RpR_p, e in serie la resistenza RsR_s e l’induttanza LsL_s di reofori e armature.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un condensatore piano ha armature da 11 cm² a 0,10{,}1 mm di distanza, in aria. Quanto vale la capacità? E con una ceramica di permittività relativa 10001000? Che campo c’è tra le armature a 5050 V?

In aria C=8,85×1012104/104C = 8{,}85\times10^{-12}\cdot 10^{-4}/10^{-4} F =8,85= 8{,}85 pF; con la ceramica 8,858{,}85 nF. A 5050 V il campo è 50/104=5×10550/10^{-4} = 5\times10^5 V/m, cioè 0,50{,}5 kV/mm.

Commento: l’aria reggerebbe, perché la sua rigidità dielettrica è circa sei volte più alta. Per aumentare la capacità si può ridurre dd, ma a parità di tensione il campo cresce nella stessa proporzione, e prima o poi l’isolante cede. Per questo la tensione nominale e la capacità vanno scelte insieme, e un condensatore con lo stesso dielettrico ma tensione nominale più alta è più grande.

Esercizio 2. La tensione ai capi di un condensatore da 100100 nF sale di 55 V in 11 ms. Quanta corrente assorbe? E se sale di 55 V in 11 µs?

Con variazione lineare i=CΔv/Δt=1075/103=0,5i = C\,\Delta v/\Delta t = 10^{-7}\cdot 5/10^{-3} = 0{,}5 mA nel primo caso e 500500 mA nel secondo.

Commento: la stessa capacità assorbe correnti mille volte diverse a seconda della velocità. I fronti di commutazione dei circuiti digitali durano nanosecondi, e le capacità dei loro ingressi, anche se piccole, richiedono impulsi di corrente importanti. È il lavoro del condensatore di disaccoppiamento.

Esercizio 3. Un condensatore CC carico alla tensione V0V_0 viene collegato, attraverso un conduttore, a un condensatore uguale scarico. Quanto valgono alla fine le tensioni? E l’energia?

La carica totale CV0CV_0 si conserva e alla fine si divide in parti uguali, perché i due condensatori hanno la stessa tensione: ciascuno ha V0/2V_0/2. L’energia iniziale è 12CV02\tfrac12CV_0^2; quella finale 212C(V0/2)2=14CV022\cdot\tfrac12C(V_0/2)^2 = \tfrac14CV_0^2. Metà dell’energia è sparita.

Commento: è il paradosso dei due condensatori. L’energia mancante è dissipata nella resistenza del conduttore, e il conto non dipende dal suo valore: con una resistenza più piccola la corrente è più intensa ma dura meno, e il calore prodotto è lo stesso. Con una resistenza davvero trascurabile entrano in gioco l’induttanza del collegamento e l’irraggiamento, ma l’energia persa resta la metà. Il modello ideale, con due condensatori collegati da un filo perfetto, non ha soluzione: la tensione dovrebbe saltare, e la continuità della tensione lo vieta.

Esercizio 4. Un generatore da 1212 V carica attraverso un resistore da 1010 kΩ un condensatore da 100100 µF inizialmente scarico. Calcola la costante di tempo, la corrente iniziale, la tensione dopo 11 s e dopo 55 s. Quanta energia finisce nel condensatore e quanta nel resistore?

τ=104104=1\tau = 10^4\cdot10^{-4} = 1 s. La corrente iniziale è 12/104=1,212/10^4 = 1{,}2 mA. Dopo 11 s v=12(1e1)7,6v = 12\,(1 - e^{-1}) \approx 7{,}6 V, dopo 55 s v11,92v \approx 11{,}92 V. Alla fine il condensatore contiene 12104144=7,2\tfrac12\cdot10^{-4}\cdot 144 = 7{,}2 mJ. Il resistore dissipa

0Ri2dt=RE2R20e2t/τdt=E2Rτ2=12CE2=7,2 mJ.\int_0^\infty R\,i^2\,dt = R\,\frac{E^2}{R^2}\int_0^\infty e^{-2t/\tau}\,dt = \frac{E^2}{R}\cdot\frac\tau2 = \frac12\,C E^2 = 7{,}2\ \text{mJ} .

Commento: il generatore eroga CEE=14,4CE\cdot E = 14{,}4 mJ, e metà si perde nel resistore qualunque sia RR, come nel paradosso dei due condensatori. Caricare un condensatore da una tensione costante attraverso una resistenza costa sempre il doppio dell’energia che ci resta dentro. Per fare meglio bisogna far salire la tensione del generatore insieme a quella del condensatore, ed è quello che fanno i caricatori efficienti.

Esercizio 5. Per ottenere un condensatore da 4040 V si mettono in serie due elettrolitici da 100100 µF e 2525 V. Quanto vale la capacità? Come si ripartisce la tensione?

La capacità è 5050 µF. All’accensione, con i condensatori scarichi, la carica è la stessa e la tensione si divide a metà, 2020 V ciascuno. In regime stazionario, però, nei condensatori reali scorre la corrente di dispersione, e la tensione si ripartisce come in un partitore resistivo tra le due resistenze d’isolamento, che negli elettrolitici possono differire anche di un fattore due o tre: uno dei due può superare i 2525 V.

Commento: la soluzione pratica è mettere in parallelo a ciascun condensatore un resistore di bilanciamento, per esempio da 1010 kΩ, che porta una corrente molto più grande delle dispersioni e impone la divisione a metà. Il partitore capacitivo vale per le variazioni rapide, quello resistivo per i tempi lunghi.

Esercizio 6. Un condensatore ha un dielettrico con resistività 1014 Ω10^{14}\ \Omega m e permittività relativa 2,22{,}2. Caricato e lasciato aperto, in quanto tempo la sua tensione scende al 37% del valore iniziale?

Il condensatore si scarica attraverso la propria resistenza d’isolamento, con costante di tempo RC=ρε=10142,28,85×1012RC = \rho\varepsilon = 10^{14}\cdot 2{,}2\cdot 8{,}85\times10^{-12} s 1950\approx 1950 s, circa mezz’ora. Dopo un tempo RCRC la tensione è scesa di un fattore ee, al 37%.

Commento: il risultato non dipende dalle dimensioni del condensatore: un nanofarad e un microfarad con lo stesso dielettrico si scaricano nello stesso tempo. Per questo i cataloghi danno la resistenza d’isolamento dei condensatori a film anche come prodotto RCR\cdot C, in secondi o in megaohm per microfarad. La scarica di un condensatore reale dipende anche da altri fenomeni del dielettrico, e il conto dà solo l’ordine di grandezza.

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