Vai al contenuto
Emmy

Sovrapposizione, Thévenin e Norton

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Circuiti elettrici · 11 di 14

Prima di questo, potrebbe interessarti: Metodi di analisi delle reti , I generatori

Indice

La linearità al lavoro

L’articolo sui metodi di analisi ha dimostrato che in una rete di resistori e generatori la soluzione esiste, è unica, e ogni tensione e ogni corrente è una combinazione lineare dei valori dei generatori. Da questa proprietà vengono i due strumenti più usati per ragionare sui circuiti lineari: la sovrapposizione degli effetti e il generatore equivalente, nelle due forme di Thévenin e di Norton.

I teoremi valgono per le reti lineari: resistori, generatori indipendenti e anche generatori pilotati con legge lineare, purché la rete abbia una soluzione unica. Con i generatori pilotati la dimostrazione di unicità dell’articolo precedente non si applica, perché un generatore pilotato può erogare potenza anche con i generatori indipendenti spenti; l’unicità va verificata caso per caso, e nelle reti di interesse pratico vale.

La sovrapposizione degli effetti

Teorema (sovrapposizione degli effetti)

In una rete lineare che ha una soluzione unica per qualsiasi valore dei generatori indipendenti, ogni tensione e ogni corrente è la somma dei valori che assume quando agisce un solo generatore indipendente alla volta, con gli altri spenti: i generatori di tensione sostituiti da cortocircuiti, quelli di corrente da circuiti aperti. I generatori pilotati restano al loro posto.

Dimostrazione.

Le equazioni della rete formano un sistema lineare Mx=sM\mathbf x = \mathbf s, in cui x\mathbf x raccoglie tensioni e correnti, la matrice MM dipende solo dai componenti e dal grafo, compresi i generatori pilotati, e il vettore s\mathbf s contiene i valori dei generatori indipendenti. Una soluzione unica per ogni s\mathbf s vuol dire che MM è invertibile, e x=M1s\mathbf x = M^{-1}\mathbf s. Scrivendo s=kskek\mathbf s = \sum_k s_k\,\mathbf e_k, dove ek\mathbf e_k ha un solo elemento non nullo, quello del generatore kk, si ottiene x=kM1(skek)\mathbf x = \sum_k M^{-1}(s_k\,\mathbf e_k), e ogni termine è la soluzione della rete con il solo generatore kk acceso: un generatore di tensione con valore zero è un cortocircuito, uno di corrente con valore zero un circuito aperto.

Fine della dimostrazione.

La sovrapposizione degli effetti In alto una rete con un generatore di tensione E in serie a un resistore R₁, un resistore R₂ verso il conduttore di ritorno e un generatore di corrente A, collegati al nodo di tensione v. In basso a sinistra la stessa rete con il solo generatore di tensione: al posto del generatore di corrente il ramo è aperto, e la tensione del nodo è v primo. In basso a destra la rete con il solo generatore di corrente: al posto del generatore di tensione c'è un cortocircuito, e la tensione del nodo è v secondo. In mezzo la scritta v uguale v primo più v secondo. E R1 R2 A v v = v′ + v″ v′ v″ + solo E solo A

La sovrapposizione degli effetti. La tensione vv della rete in alto è la somma della tensione vv' che si ha con il solo generatore di tensione, a sinistra, dove il generatore di corrente è sostituito da un circuito aperto, e della tensione vv'' con il solo generatore di corrente, a destra, dove il generatore di tensione è sostituito da un cortocircuito.

Il teorema non vale per le potenze. Se in un resistore la corrente è i+ii' + i'', la potenza è R(i+i)2=Ri2+Ri2+2RiiR\,(i' + i'')^2 = Ri'^2 + Ri''^2 + 2Ri'i'', e il termine misto manca nella somma delle potenze dei due casi. Inoltre risolvere tante reti semplici, una per generatore, non sempre costa meno che risolvere la rete intera. Il valore del teorema sta soprattutto nelle sue conseguenze. In elettronica si separano così la polarizzazione in continua di un circuito e il piccolo segnale che gli si sovrappone, e in regime sinusoidale i contributi di generatori a frequenze diverse.

I teoremi di Thévenin e di Norton

Una rete lineare collegata al resto del mondo attraverso due morsetti AA e BB può essere complicata quanto si vuole: vista dai morsetti si comporta sempre come uno dei due generatori reali dell’articolo sui generatori.

Teorema (di Thévenin)

Una rete lineare con due morsetti AA e BB, che collegata a un qualsiasi generatore ideale di corrente ha soluzione unica, è equivalente, vista dai morsetti, a un generatore ideale di tensione E0E_0 in serie a un resistore ReqR_{eq}. E0E_0 è la tensione tra AA e BB a morsetti aperti, ReqR_{eq} la resistenza vista dai morsetti con i generatori indipendenti della rete spenti.

Dimostrazione.

Si collega ai morsetti un bipolo esterno qualsiasi, e sia ii la corrente che esce da AA verso il bipolo. Per il teorema di sostituzione il bipolo si può rimpiazzare con un generatore ideale di corrente ii senza cambiare nulla dentro la rete. Per la sovrapposizione la tensione vABv_{AB} è la somma di due contributi. Il primo si ha con i soli generatori interni e il generatore esterno spento, cioè con i morsetti aperti, ed è E0E_0. Il secondo si ha con i generatori interni spenti e il solo generatore esterno, che preleva la corrente ii da AA e la restituisce in BB: la rete spenta è lineare e senza generatori indipendenti, quindi la sua tensione è proporzionale a ii, e si scrive Reqi-R_{eq}\,i. In totale vAB=E0Reqiv_{AB} = E_0 - R_{eq}\,i, che è la caratteristica di un generatore di tensione E0E_0 con in serie ReqR_{eq}.

Fine della dimostrazione.

Teorema (di Norton)

Una rete lineare con due morsetti AA e BB, che collegata a un qualsiasi generatore ideale di tensione ha soluzione unica, è equivalente a un generatore ideale di corrente AccA_{cc} in parallelo a un conduttore GeqG_{eq}. AccA_{cc} è la corrente che esce da AA quando i morsetti sono in cortocircuito, GeqG_{eq} la conduttanza vista dai morsetti con i generatori indipendenti spenti.

Dimostrazione.

È la dimostrazione precedente con tensioni e correnti scambiate. Si sostituisce il bipolo esterno con un generatore ideale di tensione vABv_{AB}, e per la sovrapposizione la corrente uscente da AA è la somma della corrente con i soli generatori interni e il generatore esterno spento, cioè con i morsetti in cortocircuito, che è AccA_{cc}, e della corrente con i soli generatori esterni, proporzionale a vABv_{AB}, che si scrive GeqvAB-G_{eq}\,v_{AB}: i=AccGeqvABi = A_{cc} - G_{eq}\,v_{AB}.

Fine della dimostrazione.

Gli equivalenti di Thévenin e di Norton A destra due morsetti A e B con un resistore di carico R_L. A sinistra, collegata ai morsetti, compare a turno una di tre cose: un riquadro con la scritta rete lineare; l'equivalente di Thévenin, un generatore di tensione E₀ con in serie un resistore R_eq; l'equivalente di Norton, un generatore di corrente A_cc con in parallelo un conduttore G_eq. rete lineare con generatori la rete E0 Req equivalente di Thévenin Acc Geq equivalente di Norton A B RL

Una rete lineare collegata a un carico RLR_L e i suoi due equivalenti. Nell’animazione, al posto della rete compaiono l’equivalente di Thévenin, un generatore E0E_0 in serie a ReqR_{eq}, e quello di Norton, un generatore AccA_{cc} in parallelo a GeqG_{eq}: il carico non si accorge del cambio.

Quando esistono tutti e due, i due equivalenti sono equivalenti tra loro, e per l’articolo sui generatori

E0=ReqAcc,Geq=1Req.E_0 = R_{eq}\,A_{cc}, \qquad G_{eq} = \frac1{R_{eq}} .

La relazione dà un modo di misurare la resistenza equivalente senza spegnere niente, Req=E0/AccR_{eq} = E_0/A_{cc}, dal rapporto tra tensione a vuoto e corrente di cortocircuito. Ci sono due casi limite: un generatore ideale di tensione con qualcosa in parallelo ha Req=0R_{eq} = 0 e non ha un equivalente di Norton; un generatore ideale di corrente con qualcosa in serie ha ReqR_{eq} infinita e non ha un equivalente di Thévenin. E, come per i generatori reali, l’equivalenza vale solo agli effetti esterni: la potenza dissipata dentro la rete non è quella dissipata in ReqR_{eq}.

Il generatore di prova

Se la rete contiene solo resistori, ReqR_{eq} si calcola con serie, parallelo e stella-triangolo. Con i generatori pilotati no: spenti i generatori indipendenti, quelli pilotati restano, e la rete non si riduce a una combinazione di resistori. Si usa allora un generatore di prova: si applica ai morsetti una tensione vtv_t, si calcola la corrente iti_t che entra in AA, e Req=vt/itR_{eq} = v_t/i_t. Oppure si impone una corrente e si calcola la tensione. Con i generatori pilotati la resistenza equivalente può risultare molto più piccola o molto più grande di tutti i resistori della rete, e perfino negativa, perché i generatori pilotati possono erogare potenza. È il meccanismo con cui la retroazione cambia le resistenze d’ingresso e d’uscita degli amplificatori, e gli esercizi ne mostrano un esempio.

Il massimo trasferimento di potenza

Corollario (massimo trasferimento di potenza per una rete lineare)

Una rete lineare con equivalente di Thévenin E0E_0, Req>0R_{eq} > 0, trasferisce a un carico resistivo RLR_L la potenza massima quando RL=ReqR_L = R_{eq}, e la potenza massima vale E02/(4Req)E_0^2/(4R_{eq}).

Dimostrazione.

Il carico vede solo l’equivalente di Thévenin, cioè un generatore reale di tensione con forza elettromotrice E0E_0 e resistenza interna ReqR_{eq}, e per il teorema del massimo trasferimento di potenza dell’articolo sui generatori la potenza è massima per RL=ReqR_L = R_{eq} e vale E02/(4Req)E_0^2/(4R_{eq}).

Fine della dimostrazione.

Il punto di lavoro di un generatore reale Un grafico con la corrente i in orizzontale e la tensione v in verticale. La caratteristica del generatore reale è una retta blu che scende dal punto e sull'asse delle tensioni al punto e su r sull'asse delle correnti. Una retta tratteggiata che parte dall'origine rappresenta il carico, e incontra la caratteristica nel punto di lavoro, arancione. Il rettangolo tra l'origine e il punto di lavoro ha per area la potenza nel carico. A destra una barra verticale riporta la stessa potenza. Nell'animazione la retta del carico ruota dalla verticale all'orizzontale e ritorno; il punto di lavoro scorre lungo la caratteristica, e il rettangolo e la barra sono più grandi quando il punto è a metà. e e/2 e/r e/2r i v potenza massima

La figura dell’articolo sui generatori, riletta con Thévenin: la retta blu è la caratteristica di qualsiasi rete lineare vista da due morsetti, con e=E0e = E_0 ed r=Reqr = R_{eq}, e l’intercetta sull’asse delle correnti è la corrente di cortocircuito AccA_{cc}. Il carico riceve la potenza massima quando il punto di lavoro è a metà della retta.

Il rendimento, invece, non si trasferisce. A carico adattato metà della potenza è dissipata in ReqR_{eq}, ma ReqR_{eq} è un resistore fittizio, e la potenza realmente dissipata dentro la rete può essere diversa. Per le sorgenti non lineari, come la cella fotovoltaica, il punto di massima potenza si cerca sulla caratteristica, come nell’articolo sui generatori.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un generatore E=12E = 12 V con in serie R1=4 ΩR_1 = 4\ \Omega porta a un nodo XX, da cui un resistore R2=12 ΩR_2 = 12\ \Omega va a massa; nel nodo XX entra anche la corrente di un generatore A=2A = 2 A. Calcola la tensione di XX con la sovrapposizione, e verifica che per la potenza in R2R_2 la sovrapposizione non vale.

Con il solo generatore di tensione, per il partitore, v=1212/16=9v' = 12\cdot12/16 = 9 V. Con il solo generatore di corrente, con EE in cortocircuito, R1R_1 ed R2R_2 sono in parallelo, 3 Ω3\ \Omega, e v=23=6v'' = 2\cdot3 = 6 V. Quindi v=15v = 15 V, come dà anche la formula di Millman, (12/4+2)/(1/4+1/12)=15(12/4 + 2)/(1/4 + 1/12) = 15 V. La potenza in R2R_2 è 152/12=18,7515^2/12 = 18{,}75 W, mentre la somma delle potenze dei due casi è 92/12+62/12=9,759^2/12 + 6^2/12 = 9{,}75 W.

Commento: la differenza, 99 W, è il termine misto 2vv/R22v'v''/R_2. Le potenze si calcolano sempre alla fine, dalla tensione o dalla corrente totali.

Esercizio 2. Per la rete dell’esercizio 1, vista dal nodo XX e dalla massa, calcola gli equivalenti di Thévenin e di Norton. Quale carico riceve la potenza massima, e quanta?

E0E_0 è la tensione a vuoto, 1515 V. Con i generatori spenti la resistenza vista è il parallelo di R1R_1 ed R2R_2, Req=3 ΩR_{eq} = 3\ \Omega. In cortocircuito passano 12/4=312/4 = 3 A da R1R_1 e 22 A dal generatore di corrente, Acc=5A_{cc} = 5 A, e infatti 15/3=515/3 = 5. Il carico adattato è 3 Ω3\ \Omega, con 152/12=18,7515^2/12 = 18{,}75 W.

Commento: si sono calcolati tre numeri e se ne potevano calcolare due, perché E0=ReqAccE_0 = R_{eq}A_{cc}: il terzo serve da controllo. Collegato un carico da 3 Ω3\ \Omega, la potenza dissipata nella rete vera non è 18,7518{,}75 W come in ReqR_{eq}: con v=7,5v = 7{,}5 V, R1R_1 dissipa (127,5)2/45,06(12 - 7{,}5)^2/4 \approx 5{,}06 W e R2R_2 7,52/124,697{,}5^2/12 \approx 4{,}69 W.

Esercizio 3. Nel ponte dell’articolo sui bipoli equivalenti, con R1=10 ΩR_1 = 10\ \Omega, R2=20 ΩR_2 = 20\ \Omega, R3=20 ΩR_3 = 20\ \Omega, R4=10 ΩR_4 = 10\ \Omega e R5=10 ΩR_5 = 10\ \Omega, tra AA e BB è collegato un generatore ideale da 1414 V. Calcola la corrente in R5R_5 con Thévenin.

Si toglie R5R_5 e si calcola l’equivalente visto dai nodi CC e DD. A vuoto i due partitori danno VC=1420/309,33V_C = 14\cdot20/30 \approx 9{,}33 V e VD=1410/304,67V_D = 14\cdot10/30 \approx 4{,}67 V, quindi E0=VCVD4,67E_0 = V_C - V_D \approx 4{,}67 V. Con il generatore spento AA e BB coincidono, e da CC e DD si vedono in serie i paralleli R1R2R_1\|R_2 ed R3R4R_3\|R_4, 6,67+6,6713,33 Ω6{,}67 + 6{,}67 \approx 13{,}33\ \Omega. La corrente in R5R_5 è 4,67/(13,33+10)=0,24{,}67/(13{,}33 + 10) = 0{,}2 A, da CC verso DD.

Commento: è lo stesso ponte risolto con la trasformazione stella-triangolo, e con 1414 V le tensioni trovate allora, VC=4v/7=8V_C = 4v/7 = 8 V e VD=6V_D = 6 V, danno (86)/10=0,2(8 - 6)/10 = 0{,}2 A. Thévenin conviene quando interessa un solo lato: lo si stacca, si riduce il resto, e lo si riattacca.

Esercizio 4. In un nodo OO entra la corrente di un generatore I=1I = 1 mA; dal nodo verso massa ci sono un resistore R=10R = 10 kΩ e un generatore pilotato che assorbe la corrente gvOg\,v_O, con g=1g = 1 mS. Calcola l’equivalente di Thévenin visto da OO e dalla massa.

A vuoto la legge delle correnti dà I=vO/R+gvOI = v_O/R + g\,v_O, e E0=1 mA/(0,1+1) mS0,909E_0 = 1\ \text{mA}/(0{,}1 + 1)\ \text{mS} \approx 0{,}909 V. Per ReqR_{eq} si spegne II e si applica una tensione di prova vtv_t: la corrente entrante è it=vt/R+gvti_t = v_t/R + g\,v_t, quindi Req=1/(1,1 mS)909 ΩR_{eq} = 1/(1{,}1\ \text{mS}) \approx 909\ \Omega. In cortocircuito vO=0v_O = 0, il generatore pilotato non porta corrente e Acc=1A_{cc} = 1 mA, in accordo con E0/ReqE_0/R_{eq}.

Commento: la resistenza equivalente è undici volte più piccola del resistore. Il generatore pilotato assorbe una corrente proporzionale alla tensione, e dai morsetti si comporta come una conduttanza gg in parallelo a RR: è la forma più semplice di retroazione, quella che nei regolatori di tensione abbassa la resistenza d’uscita. Spegnere per errore anche il generatore pilotato darebbe 1010 kΩ.

Esercizio 5. Una rete sconosciuta, alimentata da una batteria che non si può scollegare, dà ai suoi morsetti 88 V con un carico da 4 Ω4\ \Omega e 1010 V con un carico da 10 Ω10\ \Omega. Trova l’equivalente di Thévenin senza cortocircuitarla.

Le correnti sono 22 A e 11 A. Dalla caratteristica v=E0Reqiv = E_0 - R_{eq}\,i: 8=E02Req8 = E_0 - 2R_{eq} e 10=E0Req10 = E_0 - R_{eq}. Sottraendo, Req=2 ΩR_{eq} = 2\ \Omega, ed E0=12E_0 = 12 V.

Commento: due punti bastano a determinare una retta, e la caratteristica di una rete lineare è una retta. È il metodo giusto per le sorgenti che non tollerano il cortocircuito, come le batterie, e anche per quelle che non tollerano il vuoto, come alcune sorgenti di corrente. Se i due carichi danno risultati incoerenti con un terzo, la rete non è lineare nell’intervallo misurato.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione