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Emmy

Simmetrie e leggi di conservazione: il teorema di Noether

Fisica · Relatività ristretta Articolo

Percorso: Relatività ristretta · 6 di 12

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Indice

Grandezze che non cambiano

Energia, quantità di moto e momento angolare di un sistema isolato restano costanti nel tempo, anche mentre le parti del sistema si urtano, si attraggono, si scambiano velocità. Nella meccanica di Newton queste conservazioni sono teoremi che si dimostrano a partire dai principi della dinamica, in particolare dal principio di azione e reazione. In relatività quella strada si chiude: le interazioni non sono istantanee, e l’azione e la reazione non sono simultanee per tutti gli osservatori. Resta un’altra strada, che lega ogni legge di conservazione a una simmetria. La indicò nel 1918 Emmy Noether, e questo articolo la percorre in meccanica classica, con la formulazione lagrangiana dell’articolo precedente.

Definizione (costante del moto)

Una funzione G(q,q˙,t)G(q, \dot q, t) è una costante del moto di un sistema con lagrangiana LL se, lungo ogni soluzione delle equazioni di Eulero-Lagrange, ddtG(q(t),q˙(t),t)=0\dfrac{d}{dt}\,G\big(q(t), \dot q(t), t\big) = 0.

Di costanti del moto un sistema ne ha molte. La soluzione generale delle ss equazioni di Eulero-Lagrange dipende da 2s2s costanti arbitrarie, e ricavandole dalle leggi del moto si ottengono funzioni delle coordinate e delle velocità che restano costanti. Poche però hanno un significato fisico generale. Quelle che interessano sono additive: per un sistema formato da due parti che non interagiscono, il valore totale è la somma dei valori delle parti. Quando le due parti interagiscono, quello che una perde l’altra lo guadagna, e lo scambio racconta l’interazione.

L’energia e l’omogeneità del tempo

Il tempo è omogeneo: un esperimento fatto oggi dà gli stessi risultati di uno identico fatto domani. Per un sistema isolato questo si traduce nel fatto che la lagrangiana non dipende esplicitamente dal tempo.

Teorema (conservazione dell'energia)

Se la lagrangiana L(q,q˙)L(q, \dot q) non dipende esplicitamente da tt, la grandezza

E=iq˙iLq˙iLE = \sum_i \dot q_i\,\frac{\partial L}{\partial \dot q_i} - L

è una costante del moto. Se LL dipende da tt, lungo le soluzioni vale dEdt=Lt\dfrac{dE}{dt} = -\dfrac{\partial L}{\partial t}.

Dimostrazione.

Lungo un moto q(t)q(t) la derivata totale della lagrangiana è

dLdt=iLqiq˙i+iLq˙iq¨i+Lt.\frac{dL}{dt} = \sum_i \frac{\partial L}{\partial q_i}\,\dot q_i + \sum_i \frac{\partial L}{\partial \dot q_i}\,\ddot q_i + \frac{\partial L}{\partial t}.

Se il moto è una soluzione, le equazioni di Eulero-Lagrange permettono di sostituire L/qi\partial L/\partial q_i con ddtL/q˙i\tfrac{d}{dt}\,\partial L/\partial \dot q_i:

dLdt=i(ddtLq˙iq˙i+Lq˙iq¨i)+Lt=ddtiq˙iLq˙i+Lt,\frac{dL}{dt} = \sum_i \left( \frac{d}{dt}\frac{\partial L}{\partial \dot q_i}\,\dot q_i + \frac{\partial L}{\partial \dot q_i}\,\ddot q_i \right) + \frac{\partial L}{\partial t} = \frac{d}{dt}\sum_i \dot q_i\,\frac{\partial L}{\partial \dot q_i} + \frac{\partial L}{\partial t},

dove si è riconosciuta la derivata di un prodotto. Portando tutto a sinistra, ddt(iq˙iL/q˙iL)=L/t\dfrac{d}{dt}\Big(\sum_i \dot q_i\,\partial L/\partial\dot q_i - L\Big) = -\partial L/\partial t, che è la seconda affermazione. Se LL non dipende esplicitamente da tt, il secondo membro è nullo.

Fine della dimostrazione.

Per riconoscere in EE l’energia serve un risultato sulle funzioni omogenee.

Lemma (teorema di Eulero sulle funzioni omogenee)

Sia f(x1,,xn)f(x_1, \dots, x_n) differenziabile e omogenea di grado kk, cioè f(λx1,,λxn)=λkf(x1,,xn)f(\lambda x_1, \dots, \lambda x_n) = \lambda^k f(x_1, \dots, x_n) per ogni λ>0\lambda > 0. Allora

ixifxi=kf.\sum_i x_i\,\frac{\partial f}{\partial x_i} = k\,f .
Dimostrazione.

Si fissa x=(x1,,xn)x = (x_1, \dots, x_n) e si derivano rispetto a λ\lambda i due membri di f(λx)=λkf(x)f(\lambda x) = \lambda^k f(x). A sinistra, per la regola della catena, ixif/xi\sum_i x_i\,\partial f/\partial x_i calcolata in λx\lambda x; a destra kλk1f(x)k\lambda^{k-1} f(x). Per λ=1\lambda = 1 si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

Proposizione (energia cinetica più energia potenziale)

Se L=TUL = T - U, con U=U(q)U = U(q) e l’energia cinetica TT omogenea di secondo grado nelle velocità, allora E=T+UE = T + U.

Dimostrazione.

UU non dipende dalle velocità, quindi L/q˙i=T/q˙i\partial L/\partial \dot q_i = \partial T/\partial \dot q_i. Per il lemma con k=2k = 2, applicato a TT come funzione delle velocità, iq˙iT/q˙i=2T\sum_i \dot q_i\,\partial T/\partial \dot q_i = 2T. Quindi E=2T(TU)=T+UE = 2T - (T - U) = T + U.

Fine della dimostrazione.

L’energia cinetica è omogenea di secondo grado in tutti i casi della meccanica in cui le coordinate generalizzate non dipendono dal tempo: in cartesiane è ama2va2\sum_a \tfrac{m_a}{2}\,v_a^2, in polari m2(r˙2+r2φ˙2)\tfrac m2(\dot r^2 + r^2\dot\varphi^2), e cambiare coordinate la trasforma in una forma quadratica nelle nuove velocità. La conservazione dell’energia meccanica discende dall’omogeneità del tempo, senza nessuna ipotesi sulle forze oltre al fatto che UU non dipende dal tempo.

Coordinate cicliche

Proposizione (coordinate cicliche)

Se la lagrangiana non dipende da una coordinata qkq_k, pur dipendendo dalla velocità q˙k\dot q_k, il momento coniugato pk=L/q˙kp_k = \partial L/\partial \dot q_k è una costante del moto.

Dimostrazione.

L’equazione di Eulero-Lagrange per qkq_k è ddtL/q˙k=L/qk=0\tfrac{d}{dt}\,\partial L/\partial \dot q_k = \partial L/\partial q_k = 0.

Fine della dimostrazione.

Una coordinata che non compare nella lagrangiana si chiama ciclica. Per una particella libera in coordinate cartesiane, L=m2v2L = \tfrac m2 v^2 non dipende da xx, yy, zz, e si conservano le tre componenti della quantità di moto mvm\mathbf v. Per una particella in un piano soggetta a una forza centrale, in coordinate polari L=m2(r˙2+r2φ˙2)U(r)L = \tfrac m2(\dot r^2 + r^2\dot\varphi^2) - U(r) non dipende da φ\varphi, e si conserva il momento angolare mr2φ˙mr^2\dot\varphi.

Dire che LL non dipende da qkq_k significa che si può spostare il sistema lungo qkq_k senza cambiare la lagrangiana. Per xx è una traslazione, possibile perché lo spazio è omogeneo; per φ\varphi una rotazione, possibile perché lo spazio è isotropo. Ma avere una coordinata ciclica dipende da come si scelgono le coordinate. Il teorema di Noether stacca il legame tra simmetria e conservazione dalla scelta delle coordinate.

Il teorema di Noether

Si considera una famiglia di trasformazioni del tempo e delle coordinate che dipende da un parametro ε\varepsilon e si riduce all’identità per ε=0\varepsilon = 0. Al primo ordine in ε\varepsilon si scrive

t=t+ετ(q,t),qi=qi+εξi(q,t),t' = t + \varepsilon\,\tau(q, t), \qquad q_i' = q_i + \varepsilon\,\xi_i(q, t),

dove le funzioni τ\tau e ξi\xi_i, i generatori della trasformazione, hanno derivate continue. Un moto q(t)q(t) viene trasformato in un moto q(t)q'(t'). Lungo il moto τ\tau e ξi\xi_i diventano funzioni del tempo, e si indicano con τ˙\dot\tau e ξ˙i\dot\xi_i le loro derivate totali.

Per il moto trasformato la velocità è

q˙i=dqidt=q˙i+εξ˙i1+ετ˙=q˙i+ε(ξ˙iq˙iτ˙)+O(ε2),\dot q_i' = \frac{dq_i'}{dt'} = \frac{\dot q_i + \varepsilon\,\dot\xi_i}{1 + \varepsilon\,\dot\tau} = \dot q_i + \varepsilon\,\big(\dot\xi_i - \dot q_i\,\dot\tau\big) + O(\varepsilon^2),

e l’elemento di tempo è dt=(1+ετ˙)dtdt' = (1 + \varepsilon\,\dot\tau)\,dt. Il contributo all’azione del tratto dtdt, cioè L(q,q˙,t)dtL(q', \dot q', t')\,dt', al primo ordine diventa Ldt+εδLdtL\,dt + \varepsilon\,\delta L\,dt, con

δL=iLqiξi+iLq˙i(ξ˙iq˙iτ˙)+Ltτ+Lτ˙.\delta L = \sum_i \frac{\partial L}{\partial q_i}\,\xi_i + \sum_i \frac{\partial L}{\partial \dot q_i}\,\big(\dot\xi_i - \dot q_i\,\dot\tau\big) + \frac{\partial L}{\partial t}\,\tau + L\,\dot\tau .

Nell’articolo sul principio di minima azione si è visto che aggiungere alla lagrangiana la derivata totale di una funzione delle coordinate e del tempo non cambia le equazioni del moto. Questo suggerisce la definizione.

Definizione (simmetria)

La trasformazione di generatori τ\tau e ξi\xi_i è una simmetria del sistema di lagrangiana LL se esiste una funzione F(q,t)F(q, t) tale che

δL=ddtF(q,t)\delta L = \frac{d}{dt}\,F(q, t)

per ogni moto, cioè come identità in qq, q˙\dot q e tt.

In parole: al primo ordine la trasformazione cambia la lagrangiana, tempo compreso, al più per la derivata totale di una funzione, e quindi non cambia le equazioni del moto.

Teorema (di Noether)

Se la trasformazione di generatori τ\tau e ξi\xi_i è una simmetria, con funzione FF, allora

Q=ipi(ξiq˙iτ)+LτF,pi=Lq˙i,Q = \sum_i p_i\,\big(\xi_i - \dot q_i\,\tau\big) + L\,\tau - F, \qquad p_i = \frac{\partial L}{\partial \dot q_i},

è una costante del moto.

Dimostrazione.

Si calcola la derivata di QQ lungo una soluzione delle equazioni di Eulero-Lagrange. Per la regola del prodotto,

dQdt=ip˙i(ξiq˙iτ)+ipi(ξ˙iq¨iτq˙iτ˙)+dLdtτ+Lτ˙dFdt.\frac{dQ}{dt} = \sum_i \dot p_i\,\big(\xi_i - \dot q_i\,\tau\big) + \sum_i p_i\,\big(\dot\xi_i - \ddot q_i\,\tau - \dot q_i\,\dot\tau\big) + \frac{dL}{dt}\,\tau + L\,\dot\tau - \frac{dF}{dt}.

Lungo una soluzione p˙i=L/qi\dot p_i = \partial L/\partial q_i, e la derivata totale della lagrangiana è dLdt=iLqiq˙i+ipiq¨i+Lt\dfrac{dL}{dt} = \sum_i \dfrac{\partial L}{\partial q_i}\,\dot q_i + \sum_i p_i\,\ddot q_i + \dfrac{\partial L}{\partial t}. Sostituendo si ottiene

dQdt=iLqiξiτiLqiq˙i+ipiξ˙iτipiq¨iipiq˙iτ˙+τiLqiq˙i+τipiq¨i+τLt+Lτ˙dFdt.\begin{aligned} \frac{dQ}{dt} = {} & \sum_i \frac{\partial L}{\partial q_i}\,\xi_i - \tau\sum_i \frac{\partial L}{\partial q_i}\,\dot q_i + \sum_i p_i\,\dot\xi_i - \tau\sum_i p_i\,\ddot q_i - \sum_i p_i\,\dot q_i\,\dot\tau \\ & + \tau\sum_i \frac{\partial L}{\partial q_i}\,\dot q_i + \tau\sum_i p_i\,\ddot q_i + \tau\,\frac{\partial L}{\partial t} + L\,\dot\tau - \frac{dF}{dt}. \end{aligned}

I termini con τi(L/qi)q˙i\tau\sum_i (\partial L/\partial q_i)\,\dot q_i e quelli con τipiq¨i\tau\sum_i p_i\,\ddot q_i compaiono una volta con il segno meno e una con il segno più, e si cancellano. Resta

dQdt=iLqiξi+ipi(ξ˙iq˙iτ˙)+Ltτ+Lτ˙dFdt=δLdFdt,\frac{dQ}{dt} = \sum_i \frac{\partial L}{\partial q_i}\,\xi_i + \sum_i p_i\,\big(\dot\xi_i - \dot q_i\,\dot\tau\big) + \frac{\partial L}{\partial t}\,\tau + L\,\dot\tau - \frac{dF}{dt} = \delta L - \frac{dF}{dt},

che è nullo perché la trasformazione è una simmetria.

Fine della dimostrazione.

Il teorema ha versioni più generali, che qui non si dimostrano: con generatori che dipendono anche dalle velocità, e per i campi, dove le costanti del moto diventano correnti che soddisfano un’equazione di continuità. È in quelle forme che si usa nella teoria quantistica dei campi e in relatività generale.

Le quattro simmetrie di Galileo

Lo spazio e il tempo della meccanica classica hanno quattro famiglie di simmetrie continue: traslazioni nel tempo, traslazioni nello spazio, rotazioni e trasformazioni di Galileo. Per un sistema isolato di NN particelle, con lagrangiana

L=a=1Nma2va2U,L = \sum_{a=1}^N \frac{m_a}{2}\,v_a^2 - U,

dove l’energia potenziale UU dipende solo dalle distanze rarb|\mathbf r_a - \mathbf r_b| tra le particelle, il teorema di Noether dà una grandezza conservata per ciascuna. Le coordinate sono le componenti delle posizioni ra\mathbf r_a, e i momenti coniugati sono le quantità di moto pa=mava\mathbf p_a = m_a\mathbf v_a.

Corollario (grandezze conservate di un sistema isolato)

  1. Traslazione nel tempo, τ=1\tau = 1, ξa=0\boldsymbol\xi_a = 0: si conserva l’energia E=ama2va2+UE = \sum_a \tfrac{m_a}{2}\,v_a^2 + U.
  2. Traslazione lungo il versore n\mathbf n, τ=0\tau = 0, ξa=n\boldsymbol\xi_a = \mathbf n: si conserva nP\mathbf n\cdot\mathbf P, con P=apa\mathbf P = \sum_a \mathbf p_a la quantità di moto totale.
  3. Rotazione attorno all’asse n\mathbf n, τ=0\tau = 0, ξa=n×ra\boldsymbol\xi_a = \mathbf n\times\mathbf r_a: si conserva nJ\mathbf n\cdot\mathbf J, con J=ara×pa\mathbf J = \sum_a \mathbf r_a\times\mathbf p_a il momento angolare totale.
  4. Trasformazione di Galileo con velocità lungo n\mathbf n, τ=0\tau = 0, ξa=nt\boldsymbol\xi_a = \mathbf n\,t: si conserva n(PtMrCM)\mathbf n\cdot\big(\mathbf P\,t - M\,\mathbf r_{\text{CM}}\big), con M=amaM = \sum_a m_a e rCM=amara/M\mathbf r_{\text{CM}} = \sum_a m_a\mathbf r_a/M.
Dimostrazione.

Per ogni caso si calcola δL\delta L, si trova FF e si scrive QQ.

  1. Con τ=1\tau = 1 e ξa=0\boldsymbol\xi_a = 0, τ˙=0\dot\tau = 0 e δL=L/t=0\delta L = \partial L/\partial t = 0, perché LL non dipende da tt: F=0F = 0. Allora Q=apava+L=EQ = -\sum_a \mathbf p_a\cdot\mathbf v_a + L = -E, e per la proposizione sull’energia, con TT omogenea di secondo grado, E=T+UE = T + U.

  2. Con ξa=n\boldsymbol\xi_a = \mathbf n costante, ξ˙a=0\dot{\boldsymbol\xi}_a = 0 e δL=a(L/ra)n\delta L = \sum_a (\partial L/\partial\mathbf r_a)\cdot\mathbf n, che è la derivata di LL quando tutte le posizioni si spostano insieme lungo n\mathbf n. Le distanze tra le particelle non cambiano, quindi nemmeno UU e LL: δL=0\delta L = 0 e F=0F = 0. Allora Q=apan=nPQ = \sum_a \mathbf p_a\cdot\mathbf n = \mathbf n\cdot\mathbf P.

  3. Con ξa=n×ra\boldsymbol\xi_a = \mathbf n\times\mathbf r_a si ha ξ˙a=n×va\dot{\boldsymbol\xi}_a = \mathbf n\times\mathbf v_a, e

δL=aLra(n×ra)+amava(n×va).\delta L = \sum_a \frac{\partial L}{\partial\mathbf r_a}\cdot(\mathbf n\times\mathbf r_a) + \sum_a m_a\mathbf v_a\cdot(\mathbf n\times\mathbf v_a).

Il secondo termine è nullo, perché n×va\mathbf n\times\mathbf v_a è perpendicolare a va\mathbf v_a. Il primo è la derivata di U-U quando tutte le posizioni ruotano insieme di un angolo piccolo attorno a n\mathbf n, perché una rotazione di angolo ε\varepsilon sposta ra\mathbf r_a di εn×ra\varepsilon\,\mathbf n\times\mathbf r_a al primo ordine; una rotazione non cambia le distanze, quindi è nullo anch’esso. Con F=0F = 0, Q=apa(n×ra)=nara×paQ = \sum_a \mathbf p_a\cdot(\mathbf n\times\mathbf r_a) = \mathbf n\cdot\sum_a \mathbf r_a\times\mathbf p_a, per la proprietà ciclica del prodotto misto.

  1. Con ξa=nt\boldsymbol\xi_a = \mathbf n\,t si ha ξ˙a=n\dot{\boldsymbol\xi}_a = \mathbf n, e
δL=taLran+amavan.\delta L = t\sum_a \frac{\partial L}{\partial\mathbf r_a}\cdot\mathbf n + \sum_a m_a\mathbf v_a\cdot\mathbf n .

La prima somma è nulla come nel caso 2. La seconda è la derivata totale di F=amaran=MrCMnF = \sum_a m_a\,\mathbf r_a\cdot\mathbf n = M\,\mathbf r_{\text{CM}}\cdot\mathbf n, che dipende solo dalle posizioni. Quindi la trasformazione è una simmetria, e Q=apantF=n(PtMrCM)Q = \sum_a \mathbf p_a\cdot\mathbf n\,t - F = \mathbf n\cdot\big(\mathbf P\,t - M\,\mathbf r_{\text{CM}}\big).

Fine della dimostrazione.

La quarta grandezza è la meno citata, e il suo significato si vede mettendola insieme alla seconda. PtMrCM\mathbf P\,t - M\,\mathbf r_{\text{CM}} è costante e vale MrCM(0)-M\,\mathbf r_{\text{CM}}(0) all’istante t=0t = 0; poiché anche P\mathbf P è costante,

rCM(t)=rCM(0)+PMt:\mathbf r_{\text{CM}}(t) = \mathbf r_{\text{CM}}(0) + \frac{\mathbf P}{M}\,t :

il centro di massa di un sistema isolato si muove di moto rettilineo uniforme.

Riassumendo: dall’omogeneità del tempo viene la conservazione dell’energia, dall’omogeneità dello spazio quella della quantità di moto, dall’isotropia dello spazio quella del momento angolare, dal principio di relatività di Galileo il moto uniforme del centro di massa. Nelle dimostrazioni non si è mai usato il principio di azione e reazione, né l’idea di forza: solo la lagrangiana e le sue simmetrie. È questa la ragione per cui il teorema serve in relatività, dove le forze istantanee non esistono ma le simmetrie dello spaziotempo sì. Cambiando le simmetrie, dal gruppo di Galileo a quello di Lorentz, cambieranno le espressioni dell’energia e della quantità di moto, e il teorema dirà quali sono.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Una particella di massa mm si muove in un piano con energia potenziale centrale U(r)U(r). Calcola E=iq˙iL/q˙iLE = \sum_i \dot q_i\,\partial L/\partial\dot q_i - L in coordinate polari e verifica che è l’energia meccanica.

La lagrangiana è L=m2(r˙2+r2φ˙2)U(r)L = \tfrac m2(\dot r^2 + r^2\dot\varphi^2) - U(r), con L/r˙=mr˙\partial L/\partial\dot r = m\dot r e L/φ˙=mr2φ˙\partial L/\partial\dot\varphi = mr^2\dot\varphi. Quindi

E=r˙mr˙+φ˙mr2φ˙L=mr˙2+mr2φ˙2m2(r˙2+r2φ˙2)+U(r)=m2(r˙2+r2φ˙2)+U(r).E = \dot r\,m\dot r + \dot\varphi\,mr^2\dot\varphi - L = m\dot r^2 + mr^2\dot\varphi^2 - \frac m2\left(\dot r^2 + r^2\dot\varphi^2\right) + U(r) = \frac m2\left(\dot r^2 + r^2\dot\varphi^2\right) + U(r).

Commento: EE è l’energia cinetica più l’energia potenziale, come previsto dalla proposizione, perché l’energia cinetica in coordinate polari è ancora omogenea di secondo grado nelle velocità r˙\dot r e φ˙\dot\varphi. Il coefficiente r2r^2 dipende dalla coordinata rr, ma l’omogeneità riguarda solo le velocità.

Esercizio 2. Un oscillatore ha lagrangiana L=m2x˙212k(t)x2L = \tfrac m2\dot x^2 - \tfrac12 k(t)\,x^2, con la costante elastica che cambia nel tempo. L’energia E=m2x˙2+12k(t)x2E = \tfrac m2\dot x^2 + \tfrac12 k(t)\,x^2 si conserva?

No. Per il teorema sulla conservazione dell’energia, lungo il moto

dEdt=Lt=12k˙(t)x2.\frac{dE}{dt} = -\frac{\partial L}{\partial t} = \frac12\,\dot k(t)\,x^2 .

Se la costante elastica cresce, l’energia aumenta, e aumenta di più quando l’oscillatore è lontano dalla posizione di equilibrio.

Commento: la lagrangiana dipende esplicitamente dal tempo, il sistema non è isolato e l’omogeneità del tempo è rotta: chi cambia kk compie lavoro sull’oscillatore. Aumentando kk quando x2x^2 è grande e diminuendolo quando è piccolo si pompa energia a ogni ciclo, lo stesso principio con cui ci si dà la spinta su un’altalena piegando le gambe al momento giusto.

Esercizio 3. Una particella di massa mm si muove nel campo gravitazionale uniforme vicino al suolo, con L=m2v2mgzL = \tfrac m2 v^2 - mgz. Quali tra energia, componenti della quantità di moto e componenti del momento angolare si conservano?

La lagrangiana non dipende da tt: l’energia m2v2+mgz\tfrac m2 v^2 + mgz si conserva. Non dipende da xx e da yy: le traslazioni orizzontali sono simmetrie, e si conservano pxp_x e pyp_y. Dipende da zz: pzp_z non si conserva, e infatti p˙z=mg\dot p_z = -mg.

Per le rotazioni, v(n×v)=0\mathbf v\cdot(\mathbf n\times\mathbf v) = 0 sempre, e la variazione del termine potenziale è mg(n×r)z-mg\,(\mathbf n\times\mathbf r)_z. Per n\mathbf n lungo zz, n×r=(y,x,0)\mathbf n\times\mathbf r = (-y, x, 0) ha componente zz nulla: la rotazione attorno all’asse verticale è una simmetria e si conserva Jz=xpyypxJ_z = x p_y - y p_x. Per n\mathbf n lungo xx, n×r=(0,z,y)\mathbf n\times\mathbf r = (0, -z, y) e la variazione è mgy-mgy, in generale non nulla; lo stesso per n\mathbf n lungo yy. JxJ_x e JyJ_y non si conservano.

Commento: il campo uniforme sceglie una direzione privilegiata, la verticale, e rompe una parte delle simmetrie dello spazio. Si conservano esattamente le grandezze associate alle simmetrie che restano: traslazioni orizzontali e rotazioni attorno alla verticale. Per il momento angolare conta anche l’origine: JzJ_z si conserva rispetto a qualunque punto, perché ogni asse verticale è equivalente.

Esercizio 4. Due particelle su una retta, di masse m1=1,0m_1 = 1{,}0 kg e m2=3,0m_2 = 3{,}0 kg, interagiscono con una molla che dipende solo dalla loro distanza. All’istante t=0t = 0 sono in x1=0x_1 = 0 e x2=2,0x_2 = 2{,}0 m, con velocità v1=4,0v_1 = 4{,}0 m/s e v2=0v_2 = 0. Calcola la grandezza conservata associata alle trasformazioni di Galileo e scrivi il moto del centro di massa.

P=m1v1+m2v2=4,0P = m_1 v_1 + m_2 v_2 = 4{,}0 kg·m/s, M=4,0M = 4{,}0 kg, xCM(0)=(1,00+3,02,0)/4,0=1,5x_{\text{CM}}(0) = (1{,}0 \cdot 0 + 3{,}0 \cdot 2{,}0)/4{,}0 = 1{,}5 m. La grandezza conservata è

Q=PtMxCM=MxCM(0)=6,0 kg⋅m,Q = P\,t - M\,x_{\text{CM}} = -M\,x_{\text{CM}}(0) = -6{,}0\ \text{kg·m},

e quindi xCM(t)=(PtQ)/M=1,5 m+(1,0 m/s)tx_{\text{CM}}(t) = (P\,t - Q)/M = 1{,}5\ \text{m} + (1{,}0\ \text{m/s})\,t.

Commento: le due particelle oscillano l’una rispetto all’altra in un modo che dipende dalla costante della molla, ma il centro di massa avanza a 1,01{,}0 m/s qualunque cosa succeda tra loro. È la conseguenza della simmetria rispetto alle trasformazioni di Galileo: nel sistema che si muove con il centro di massa la fisica del sistema è la stessa.

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