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Deriva e diffusione

Fisica · Fisica dei semiconduttori Elettronica · Dispositivi elettronici Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 4 di 20

Prima di questo, potrebbe interessarti: Densità dei portatori e livello di Fermi , Il resistore

Indice

Due modi di muovere le cariche

Una corrente è un moto ordinato di cariche, e in un semiconduttore lo producono due cause. Un campo elettrico spinge le lacune nel suo verso e gli elettroni nel verso opposto: è la deriva. Una differenza di concentrazione fa passare portatori dalle zone dove sono tanti a quelle dove sono pochi, senza che nessuna forza li spinga: è la diffusione. In un metallo la densità degli elettroni è la stessa ovunque e conta solo la deriva. In un semiconduttore le concentrazioni cambiano di molti ordini di grandezza in pochi micrometri, e la diffusione conta quanto la deriva: il diodo e il transistore bipolare funzionano grazie a lei.

Tutte e due le correnti poggiano su un moto che c’è sempre, anche quando non passa corrente, l’agitazione termica. Nell’articolo precedente si è visto che gli elettroni di conduzione hanno in media l’energia cinetica 32kT\tfrac32 kT, e nel silicio a 300300 K corrono a circa 2,3×1052{,}3\times10^{5} m/s in direzioni casuali. Su tanti portatori questo moto non trasporta niente, perché ogni direzione è percorsa quanto quella opposta.

Gli urti

In un cristallo perfetto e con gli atomi fermi un elettrone di conduzione non incontrerebbe ostacoli: l’effetto del potenziale periodico del reticolo è già tutto nella massa efficace. A deviare i portatori sono gli scostamenti dalla periodicità, cioè le vibrazioni termiche degli atomi e le impurezze, soprattutto gli ioni dei droganti. Sono interazioni continue, ma si descrivono bene come urti istantanei dopo i quali la direzione del moto è casuale. Si suppone che un portatore abbia in ogni momento la stessa probabilità di urtare, dt/τdt/\tau in un intervallo dtdt, qualunque cosa gli sia successo prima.

Proposizione (mobilità nel modello a urti)

Portatori di carica qq e massa efficace mm^* si muovono in un campo elettrico costante E\mathcal E diretto lungo xx. Ognuno urta con probabilità dt/τdt/\tau in ogni intervallo dtdt, indipendente dalla sua storia, e subito dopo un urto ha una velocità casuale di media nulla. A regime, cioè molto tempo dopo l’accensione del campo, la velocità media dei portatori lungo xx è

v=qτmE,\langle v\rangle = \frac{q\tau}{m^*}\,\mathcal E ,

e la mobilità è μ=qτ/m\mu = |q|\,\tau/m^*.

Dimostrazione.

Si osservano tutti i portatori in un istante qualsiasi tt, e per ciascuno si chiama ss il tempo trascorso dal suo ultimo urto. Subito dopo quell’urto la sua velocità lungo xx era v0v_0; da allora la forza qEq\mathcal E l’ha accelerato con a=qE/ma = q\mathcal E/m^*, e ora la velocità è v0+asv_0 + as. Mediando su tutti i portatori, v=v0+as=as\langle v\rangle = \langle v_0\rangle + a\langle s\rangle = a\langle s\rangle, perché le velocità dopo gli urti hanno media nulla.

Resta da calcolare s\langle s\rangle. L’ultimo urto è avvenuto più di ss prima di tt se tra tst - s e tt non ci sono stati urti. Dividendo l’intervallo in NN parti uguali, in ciascuna la probabilità di non urtare è 1s/(Nτ)1 - s/(N\tau), e le parti sono indipendenti:

P(nessun urto tra ts e t)=limN(1sNτ)N=es/τ.P(\text{nessun urto tra } t - s \text{ e } t) = \lim_{N\to\infty}\left(1 - \frac{s}{N\tau}\right)^{N} = e^{-s/\tau} .

La probabilità che sia ss minore di un valore dato è quindi 1es/τ1 - e^{-s/\tau}, la sua derivata es/τ/τe^{-s/\tau}/\tau è la densità di probabilità di ss, e integrando per parti

s=0ses/ττds=[ses/τ]0+0es/τds=τ.\langle s\rangle = \int_0^\infty s\,\frac{e^{-s/\tau}}{\tau}\,ds = \Big[-s\,e^{-s/\tau}\Big]_0^\infty + \int_0^\infty e^{-s/\tau}\,ds = \tau .

Allora v=aτ=qτE/m\langle v\rangle = a\tau = q\tau\mathcal E/m^*.

Fine della dimostrazione.

Il risultato smentisce un conto più sbrigativo. Tra due urti, distanti in media τ\tau, la velocità cresce da zero ad aτa\tau, e la media sembrerebbe aτ/2a\tau/2. Ma gli intervalli non sono tutti lunghi τ\tau: in quelli lunghi la velocità sale più in alto e ci resta più a lungo, e un istante scelto a caso cade più facilmente in uno di loro. La media nel tempo di un dente di sega con intervalli Δt\Delta t casuali è aΔt2/(2Δt)a\langle\Delta t^2\rangle/(2\langle\Delta t\rangle), e per la distribuzione esponenziale Δt2=2τ2\langle\Delta t^2\rangle = 2\tau^2: di nuovo aτa\tau.

La velocità dovuta al campo tra un urto e l'altro Un grafico con il tempo in orizzontale, lungo quattordici tempi medi tra gli urti, e in verticale la parte della velocità di un portatore dovuta al campo elettrico. La curva blu è un dente di sega irregolare: sale in linea retta, sempre con la stessa pendenza, e a ogni urto crolla a zero; gli urti, segnati da punti arancioni sull'asse, arrivano a intervalli casuali, alcuni brevissimi e altri lunghi più di tre tempi medi. I denti che seguono gli intervalli lunghi sono alti e larghi. Una retta arancione tratteggiata segna la media nel tempo della velocità, che vale a per tau, e non a per tau mezzi. velocità dovuta al campo 10τ t media nel tempo

La parte della velocità di un portatore dovuta al campo, in un tratto lungo 14τ14\,\tau con gli istanti degli urti estratti a caso. Tra un urto e l’altro la velocità cresce con pendenza a=qE/ma = q\mathcal E/m^*, a ogni urto torna a zero. La media nel tempo, la retta tratteggiata, è aτa\tau: gli intervalli lunghi pesano più di quelli brevi.

Il modello dà la stessa mobilità del modello di Drude, che descrive gli urti come una forza d’attrito proporzionale alla velocità: l’attrito è l’effetto medio degli urti. Nel silicio poco drogato la mobilità degli elettroni è circa 1400 cm2/(V⋅s)1400\ \text{cm}^2/(\text{V·s}). Con μ=0,14 m2/(V⋅s)\mu = 0{,}14\ \text{m}^2/(\text{V·s}) e la massa efficace per il moto, m=0,26m0=2,37×1031m^* = 0{,}26\,m_0 = 2{,}37\times10^{-31} kg, il tempo medio tra gli urti è

τ=μmq=2,1×1013 s,\tau = \frac{\mu\,m^*}{q} = 2{,}1\times10^{-13}\ \text{s} ,

e alla velocità termica un elettrone percorre tra due urti circa 5050 nm, novanta volte il lato della cella del cristallo.

La corrente di deriva

In un campo E\mathcal E gli elettroni vanno contro il campo con velocità media μnE\mu_n\mathcal E, le lacune nel verso del campo con velocità μpE\mu_p\mathcal E. Cariche opposte in versi opposti danno correnti nello stesso verso, e la densità di corrente di deriva è

J=q(nμn+pμp)E.J = q\,(n\mu_n + p\mu_p)\,\mathcal E .

È la legge di Ohm in forma locale, con la conducibilità σ=q(nμn+pμp)\sigma = q(n\mu_n + p\mu_p) e la resistività ρ=1/σ\rho = 1/\sigma. In un materiale drogato i maggioritari superano i minoritari di molti ordini di grandezza e portano quasi tutta la corrente di deriva: ρ1/(qNDμn)\rho \approx 1/(qN_D\mu_n) nel tipo nn, ρ1/(qNAμp)\rho \approx 1/(qN_A\mu_p) nel tipo pp. Per il silicio intrinseco, con n=p=nin = p = n_i, ρ=3,3×105\rho = 3{,}3\times10^{5} Ω·cm.

Le lacune sono meno mobili degli elettroni: nel silicio poco drogato μp470 cm2/(V⋅s)\mu_p \approx 470\ \text{cm}^2/(\text{V·s}), un terzo di μn\mu_n. Le mobilità dipendono da quanti urti subiscono i portatori, e quindi dal drogaggio e dalla temperatura. Fino a circa 1015 cm310^{15}\ \text{cm}^{-3} prevalgono gli urti con le vibrazioni del reticolo; oltre, gli ioni dei droganti diventano l’ostacolo principale, e con 1018 cm310^{18}\ \text{cm}^{-3} le mobilità sono scese a un quinto e a un terzo. A drogaggio basso, scaldando il cristallo le vibrazioni crescono e la mobilità cala, all’incirca come T2,5T^{-2{,}5} per gli elettroni e T2,2T^{-2{,}2} per le lacune.

La mobilità nel silicio diminuisce con il drogaggio Un grafico con la densità del drogante in orizzontale, in scala logaritmica da dieci alla quattordici a dieci alla venti per centimetro cubo, e la mobilità in verticale, da 0 a 1500 centimetri quadrati al volt per secondo. La curva blu degli elettroni parte da circa 1400 e resta quasi piatta fino a dieci alla quindici, poi scende: circa 1200 a dieci alla sedici, 720 a dieci alla diciassette, 280 a dieci alla diciotto, meno di 100 oltre dieci alla diciannove. La curva arancione delle lacune ha la stessa forma, circa tre volte più in basso: 470 a drogaggio basso, 160 a dieci alla diciotto. 10¹⁴10¹⁵10¹⁶10¹⁷10¹⁸10¹⁹10²⁰ 050010001500 drogaggio, cm⁻³ mobilità, cm²/(V·s) μn elettroni μp lacune

La mobilità degli elettroni e delle lacune nel silicio a 300300 K in funzione del drogaggio, con il modello empirico di Masetti, Severi e Solmi (1983), ricavato da misure su silicio drogato con fosforo e con boro.

Il drogaggio cambia la resistività molto più di quanto cambi la mobilità: tra 101410^{14} e 1018 cm310^{18}\ \text{cm}^{-3} i portatori aumentano di diecimila volte e la mobilità diminuisce di cinque, e la resistività del tipo nn passa da 4545 a 0,0220{,}022 Ω·cm. Per questo i wafer di silicio si vendono indicando la resistività: è la grandezza che si misura facilmente, e da essa si risale al drogaggio.

La resistività del silicio drogato Un grafico in scala doppiamente logaritmica con la densità del drogante in orizzontale, da dieci alla quattordici a dieci alla venti per centimetro cubo, e la resistività in verticale, da dieci alla meno quattro a mille ohm per centimetro. Due curve quasi rette scendono da sinistra a destra: quella arancione del silicio di tipo p sta sempre sopra quella blu del tipo n, circa tre volte più in alto a drogaggio basso. Con dieci alla quattordici la resistività è circa 45 ohm per centimetro per il tipo n e 130 per il tipo p; con dieci alla diciotto è circa due e quattro centesimi di ohm per centimetro. 10¹⁴10¹⁵10¹⁶10¹⁷10¹⁸10¹⁹10²⁰ 10⁻⁴10⁻³10⁻²10⁻¹10⁰10¹10²10³ drogaggio, cm⁻³ resistività, Ω·cm tipo p tipo n

La resistività del silicio drogato a 300300 K, calcolata con ρ=1/(qNμ)\rho = 1/(qN\mu) e le mobilità della figura precedente. Il tipo pp ha una resistività sempre più alta del tipo nn con lo stesso drogaggio, perché le lacune sono meno mobili.

La mobilità del rame, σ/(nq)\sigma/(nq), è circa 44 cm2/(V⋅s)44\ \text{cm}^2/(\text{V·s}), trenta volte meno di quella degli elettroni nel silicio. Il rame conduce meglio perché ha molti più portatori: circa 8,5×10228{,}5\times10^{22} elettroni liberi per centimetro cubo, contro 101410^{14}-101910^{19} del silicio drogato.

La proporzionalità tra velocità e campo vale finché la velocità di deriva è piccola rispetto a quella termica, e il campo cambia poco l’energia dei portatori. Con E=100\mathcal E = 100 V/cm gli elettroni del silicio derivano a 1,4×1051{,}4\times10^{5} cm/s, circa centosessanta volte meno della velocità termica. Sopra qualche kilovolt al centimetro, invece, la velocità cresce meno che in proporzione al campo e tende a un valore di saturazione di circa 10710^{7} cm/s: il campo dà ai portatori abbastanza energia da farli urtare più spesso. Negli articoli seguenti la mobilità si considera costante, se non è detto altrimenti.

La corrente di diffusione

La diffusione non ha bisogno di forze. Se da una parte ci sono più portatori che dall’altra, e ciascuno si muove a caso, attraverso una superficie ne passano di più da dove sono tanti verso dove sono pochi che nel verso opposto. È lo stesso fenomeno che mescola una goccia d’inchiostro nell’acqua.

La diffusione nasce dal moto casuale Un rettangolo con ventisei particelle blu. All'inizio dell'animazione stanno tutte nella parte sinistra; ogni particella si muove a scatti di uguale lunghezza in direzioni casuali, rimbalzando sulle pareti. Nessuna forza le spinge, eppure la nube si allarga verso destra e le particelle attraversano la linea tratteggiata al centro più spesso da sinistra verso destra che al contrario. Una freccia sotto il rettangolo indica il flusso netto verso destra, dalla zona più affollata a quella meno affollata. Dopo qualche secondo le particelle svaniscono e il ciclo ricomincia. flusso netto di particelle

Particelle che si muovono a caso, a scatti di uguale lunghezza e in direzioni casuali, partendo tutte dalla parte sinistra della scatola. Nessuna forza le spinge a destra, eppure la nube si allarga e attraverso la linea centrale ne passano più da sinistra che da destra.

Il fenomeno ha una legge semplice, che si può dimostrare su un modello di moto casuale.

Proposizione (legge di Fick per un moto casuale)

Particelle indipendenti fanno a intervalli regolari Δt\Delta t uno spostamento casuale ss lungo xx, con una distribuzione simmetrica, la stessa in ogni punto, di varianza s2\langle s^2\rangle. Se la densità n(x)n(x) varia linearmente sulle lunghezze dei passi, il flusso di particelle attraverso il punto xx, cioè il numero netto di particelle che lo attraversano verso destra per unità di tempo, è

F=Ddndx,D=s22Δt.F = -D\,\frac{dn}{dx} , \qquad D = \frac{\langle s^2\rangle}{2\,\Delta t} .
Dimostrazione.

Sia p(s)p(s) la densità di probabilità dei passi, con p(s)=p(s)p(-s) = p(s), e P(u)P(u) la probabilità che un passo sia più lungo di uu verso destra; per la simmetria è anche la probabilità che sia più lungo di uu verso sinistra. In un passo attraversano xx verso destra le particelle che stanno in xux - u, con u>0u > 0, e fanno un passo più lungo di uu verso destra; verso sinistra quelle che stanno in x+ux + u e fanno un passo più lungo di uu verso sinistra. Il numero netto è

0[n(xu)n(x+u)]P(u)du=2dndx0uP(u)du,\int_0^\infty \big[n(x - u) - n(x + u)\big]\,P(u)\,du = -2\,\frac{dn}{dx}\int_0^\infty u\,P(u)\,du ,

perché con nn lineare n(xu)n(x+u)=2udn/dxn(x - u) - n(x + u) = -2u\,dn/dx. Scambiando l’ordine delle integrazioni,

0uP(u)du=0uup(s)dsdu=0p(s)0sududs=0s22p(s)ds=s24,\begin{aligned} \int_0^\infty u\,P(u)\,du &= \int_0^\infty u\int_u^\infty p(s)\,ds\,du = \int_0^\infty p(s)\int_0^s u\,du\,ds \\ &= \int_0^\infty \frac{s^2}{2}\,p(s)\,ds = \frac{\langle s^2\rangle}{4} , \end{aligned}

dove l’ultimo passaggio usa la simmetria: l’integrale da 00 a \infty di s2p(s)s^2p(s) è metà di quello su tutta la retta. In un passo il flusso netto è 12s2dn/dx-\tfrac12\langle s^2\rangle\,dn/dx, e dividendo per Δt\Delta t si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

La costante DD è il coefficiente di diffusione, in cm2/s\text{cm}^2/\text{s}. Per i portatori di un semiconduttore i passi sono i voli tra un urto e l’altro. Un volo che dura tt sposta il portatore di vxtv_xt lungo xx, e poiché la durata e la velocità sono indipendenti s2=vx2t2\langle s^2\rangle = \langle v_x^2\rangle\langle t^2\rangle. Per l’equipartizione vx2\langle v_x^2\rangle è un terzo di v2=3kT/m\langle v^2\rangle = 3kT/m^*, cioè kT/mkT/m^*; per la distribuzione esponenziale t2=2τ2\langle t^2\rangle = 2\tau^2; e in media c’è un volo ogni τ\tau. Trattando i voli come passi regolari si ottiene la stima

D=2(kT/m)τ22τ=kTτm.D = \frac{2\,(kT/m^*)\,\tau^2}{2\tau} = \frac{kT\,\tau}{m^*} .

Il conto non è rigoroso, perché i voli non durano tutti τ\tau, ma il risultato è giusto, e lo conferma la relazione di Einstein più avanti.

Moltiplicando i flussi per la carica si ottengono le densità di corrente di diffusione. Per le lacune la carica è +q+q e per gli elettroni q-q:

Jp=qDpdpdx,Jn=qDndndx.J_p = -qD_p\,\frac{dp}{dx} , \qquad J_n = qD_n\,\frac{dn}{dx} .

Con lo stesso profilo di concentrazione le due correnti hanno versi opposti.

Correnti di diffusione di lacune ed elettroni Due grafici affiancati con la posizione in orizzontale. A sinistra la densità delle lacune, a destra quella degli elettroni: in tutti e due la curva scende da sinistra verso destra. Sotto ogni grafico una freccia indica il flusso di particelle, verso destra in tutti e due i casi, e una seconda freccia la densità di corrente: per le lacune verso destra, per gli elettroni verso sinistra, perché hanno carica negativa. p(x) x flusso di lacune Jp n(x) x flusso di elettroni Jn

Lacune ed elettroni con la stessa concentrazione, decrescente verso destra. In tutti e due i casi le particelle diffondono verso destra; la corrente delle lacune va verso destra, quella degli elettroni verso sinistra.

Nella deriva conta quanti portatori ci sono, nella diffusione quanto rapidamente la loro concentrazione cambia. Per questo i minoritari, che per deriva portano una corrente trascurabile, per diffusione possono portarne molta: bastano variazioni forti su distanze brevi.

Le equazioni delle correnti

In generale ci sono insieme un campo elettrico e delle variazioni di concentrazione, e le correnti si sommano. In una dimensione

Jn=qnμnE+qDndndx,Jp=qpμpEqDpdpdx,J_n = qn\mu_n\mathcal E + qD_n\,\frac{dn}{dx} , \qquad J_p = qp\mu_p\mathcal E - qD_p\,\frac{dp}{dx} ,

e la densità di corrente totale è J=Jn+JpJ = J_n + J_p. Queste due equazioni, con l’equazione di Poisson per il campo e con il bilancio tra generazione e ricombinazione, descrivono tutti i dispositivi a semiconduttore degli articoli seguenti.

La relazione di Einstein

La mobilità e il coefficiente di diffusione vengono dagli stessi urti, e non sono indipendenti. Il legame lo trovarono nel 1905, studiando il moto browniano, Albert Einstein e indipendentemente William Sutherland; per i semiconduttori si dimostra con l’equilibrio.

Proposizione (relazione di Einstein)

In un semiconduttore non degenere a temperatura TT

Dnμn=Dpμp=kTq.\frac{D_n}{\mu_n} = \frac{D_p}{\mu_p} = \frac{kT}{q} .
Dimostrazione.

Si considera un semiconduttore di tipo nn con un drogaggio che varia lungo xx, all’equilibrio termico e a temperatura uniforme. All’equilibrio non ci sono flussi netti né di elettroni né di lacune: un flusso stazionario di elettroni compensato da uno di lacune porterebbe coppie da una zona all’altra, e in una delle due le ricombinazioni dovrebbero superare le generazioni, cosa impossibile all’equilibrio. Quindi Jn=0J_n = 0.

Per l’articolo precedente il livello di Fermi è uniforme e n=nie(EFEi)/kTn = n_i\,e^{(E_F - E_i)/kT}. I bordi delle bande, e con loro EiE_i, seguono il potenziale elettrico con pendenza dEi/dx=qEdE_i/dx = q\mathcal E, come si è visto nell’articolo sulle bande. Allora

dndx=nkTdEidx=qEkTn,\frac{dn}{dx} = -\frac{n}{kT}\,\frac{dE_i}{dx} = -\frac{q\mathcal E}{kT}\,n ,

e sostituendo nell’equazione della corrente degli elettroni

Jn=qnμnE+qDn(qEkTn)=qnE(μnqkTDn)=0.J_n = qn\mu_n\mathcal E + qD_n\left(-\frac{q\mathcal E}{kT}\,n\right) = qn\mathcal E\left(\mu_n - \frac{q}{kT}\,D_n\right) = 0 .

Dove il drogaggio varia, nn varia e il campo non è nullo; quindi μn=qDn/kT\mu_n = qD_n/kT. La mobilità e il coefficiente di diffusione dipendono dal materiale, dal drogaggio e dalla temperatura, ma, finché il campo è debole, non dal campo né dalle variazioni di concentrazione, e la relazione vale in ogni situazione. Per le lacune, con p=nie(EiEF)/kTp = n_i\,e^{(E_i - E_F)/kT}, dp/dx=+(qE/kT)pdp/dx = +(q\mathcal E/kT)\,p e Jp=qpE(μpqDp/kT)=0J_p = qp\mathcal E\,(\mu_p - qD_p/kT) = 0.

Fine della dimostrazione.

La grandezza VT=kT/qV_T = kT/q si chiama tensione termica, e a 300300 K vale 25,8525{,}85 mV. Con le mobilità del silicio poco drogato, Dn=36 cm2/sD_n = 36\ \text{cm}^2/\text{s} e Dp=12 cm2/sD_p = 12\ \text{cm}^2/\text{s}. Il modello a urti dà D/μ=(kTτ/m)/(qτ/m)=kT/qD/\mu = (kT\tau/m^*)/(q\tau/m^*) = kT/q, in accordo con la proposizione.

Deriva e diffusione in equilibrio Un diagramma a bande di un silicio di tipo n drogato di più a sinistra che a destra. Il livello di Fermi è una retta orizzontale tratteggiata. Il bordo della banda di conduzione E C è vicino al livello di Fermi a sinistra, sale nella zona centrale e resta più lontano a destra. Sopra E C ci sono gli elettroni, punti blu, fitti a sinistra e radi a destra. Due frecce indicano le correnti di particelle: la diffusione spinge gli elettroni verso destra, il campo elettrico, che punta verso destra, li spinge verso sinistra. In basso il drogaggio: dieci alla diciassette a sinistra, dieci alla quindici a destra. EC EF diffusione deriva ND = 10¹⁷ cm⁻³ ND = 10¹⁵ cm⁻³

Un silicio di tipo nn con il drogaggio che scende da 101710^{17} a 1015 cm310^{15}\ \text{cm}^{-3}, all’equilibrio. Il livello di Fermi è orizzontale, e dove i donori sono meno la banda di conduzione se ne allontana: sale di kTln100=0,12kT\ln100 = 0{,}12 eV. La pendenza delle bande è un campo elettrico verso destra. Gli elettroni diffondono verso destra e il campo li riporta a sinistra, con una corrente uguale e opposta.

La dimostrazione dice anche quanto vale il campo che nasce in un materiale drogato in modo non uniforme. Da dn/dx=(qE/kT)ndn/dx = -(q\mathcal E/kT)\,n,

E=VT1ndndx,\mathcal E = -V_T\,\frac{1}{n}\,\frac{dn}{dx} ,

e integrando, con E=dV/dx\mathcal E = -dV/dx, la differenza di potenziale tra due punti dove le densità degli elettroni sono n1n_1 e n2n_2 è

V2V1=VTlnn2n1.V_2 - V_1 = V_T\,\ln\frac{n_2}{n_1} .

Il potenziale è più alto dove gli elettroni sono di più. Nella giunzione pn questa differenza di potenziale diventa la tensione di built-in, e gli articoli sulla giunzione spiegano perché un voltmetro non la vede.

I numeri del silicio

Gli articoli sui dispositivi usano di continuo gli stessi valori, qui raccolti per il silicio a 300300 K.

  • Densità degli atomi: 5,0×1022 cm35{,}0\times10^{22}\ \text{cm}^{-3}; permittività: εSi=11,7ε0=1,04×1012\varepsilon_{Si} = 11{,}7\,\varepsilon_0 = 1{,}04\times10^{-12} F/cm.
  • Gap: Eg=1,12E_g = 1{,}12 eV; energia termica: kT=25,85kT = 25{,}85 meV; tensione termica: VT=25,85V_T = 25{,}85 mV.
  • Densità efficaci degli stati: Nc=2,8×1019 cm3N_c = 2{,}8\times10^{19}\ \text{cm}^{-3}, Nv=3,1×1019 cm3N_v = 3{,}1\times10^{19}\ \text{cm}^{-3}.
  • Densità intrinseca: ni=1,0×1010 cm3n_i = 1{,}0\times10^{10}\ \text{cm}^{-3}, quindi ni2=1,0×1020 cm6n_i^2 = 1{,}0\times10^{20}\ \text{cm}^{-6}.
  • Mobilità a drogaggio basso: μn1400\mu_n \approx 1400 e μp470 cm2/(V⋅s)\mu_p \approx 470\ \text{cm}^2/(\text{V·s}); coefficienti di diffusione: Dn36D_n \approx 36 e Dp12 cm2/sD_p \approx 12\ \text{cm}^2/\text{s}.
  • Velocità termica degli elettroni: 2,3×1072{,}3\times10^{7} cm/s; velocità di saturazione: circa 10710^{7} cm/s.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un wafer di silicio di tipo pp ha resistività 1010 Ω·cm. Quanto boro contiene?

Da ρ=1/(qNAμp)\rho = 1/(qN_A\mu_p) si ricava NA=1/(qρμp)N_A = 1/(q\rho\mu_p), ma μp\mu_p dipende da NAN_A. Si procede per tentativi. Con μp=470 cm2/(V⋅s)\mu_p = 470\ \text{cm}^2/(\text{V·s}), NA=1/(1,602×101910470)=1,33×1015 cm3N_A = 1/(1{,}602\times10^{-19}\cdot10\cdot470) = 1{,}33\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}. A questo drogaggio il modello di Masetti dà μp=459\mu_p = 459, e il nuovo conto dà NA=1,36×1015 cm3N_A = 1{,}36\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}; un altro giro non cambia più le prime tre cifre.

Commento: a questi drogaggi la mobilità è ancora quasi quella del cristallo puro, e il primo tentativo sbaglia solo del 2%2\%. Oltre 1016 cm310^{16}\ \text{cm}^{-3} i giri necessari aumentano, e conviene leggere il drogaggio direttamente sulla curva della resistività.

Esercizio 2. In un circuito integrato un resistore è una striscia di silicio di tipo nn con ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3}, lunga 200200 μm, larga 2020 μm e spessa 22 μm. Quanto vale la sua resistenza?

Con μn=1180 cm2/(V⋅s)\mu_n = 1180\ \text{cm}^2/(\text{V·s}), ρ=1/(1,602×101910161180)=0,53\rho = 1/(1{,}602\times10^{-19}\cdot10^{16}\cdot1180) = 0{,}53 Ω·cm. La resistenza è

R=ρLwt=0,53 Ωcm0,02 cm20×104 cm2×104 cm=26 kΩ.R = \frac{\rho L}{wt} = \frac{0{,}53\ \Omega\cdot\text{cm}\cdot0{,}02\ \text{cm}}{20\times10^{-4}\ \text{cm}\cdot2\times10^{-4}\ \text{cm}} = 26\ \text{k}\Omega .

Commento: nei circuiti integrati lo spessore è fissato dal processo di fabbricazione, e conviene la resistenza di strato R=ρ/tR_\square = \rho/t, qui 2,62{,}6 kΩ. La resistenza è RR_\square per il numero di quadrati, L/w=10L/w = 10, in cui si può dividere la striscia: chi disegna il circuito sceglie solo la forma.

Esercizio 3. Tra le estremità di una zona di silicio di tipo nn lunga 1010 μm, con ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3}, c’è una tensione di 11 V. Quanto vale la velocità di deriva degli elettroni? In quanto tempo attraversano la zona?

Il campo è E=1 V/103 cm=1000\mathcal E = 1\ \text{V}/10^{-3}\ \text{cm} = 1000 V/cm, e la velocità v=μnE=11801000=1,2×106v = \mu_n\mathcal E = 1180\cdot1000 = 1{,}2\times10^{6} cm/s, cioè 1212 km/s. Il tempo di attraversamento è 103 cm/1,2×106 cm/s=8,5×101010^{-3}\ \text{cm}/1{,}2\times10^{6}\ \text{cm/s} = 8{,}5\times10^{-10} s.

Commento: meno di un nanosecondo per dieci micrometri. La velocità di deriva è venti volte più piccola di quella termica, e il modello a urti vale ancora; con dieci volte il campo si arriverebbe vicini alla saturazione, e la velocità crescerebbe meno di dieci volte.

Esercizio 4. In una zona di tipo nn con ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3} la concentrazione delle lacune scende linearmente da 1014 cm310^{14}\ \text{cm}^{-3} a zero in 1010 μm. Quanto vale la densità di corrente di diffusione delle lacune?

A questo drogaggio μp=425 cm2/(V⋅s)\mu_p = 425\ \text{cm}^2/(\text{V·s}) e Dp=VTμp=0,02585425=11 cm2/sD_p = V_T\mu_p = 0{,}02585\cdot425 = 11\ \text{cm}^2/\text{s}. La pendenza è dp/dx=1014/103=1017 cm4dp/dx = -10^{14}/10^{-3} = -10^{17}\ \text{cm}^{-4}, e

Jp=qDpdpdx=1,602×1019111017=0,18 A/cm2.J_p = -qD_p\,\frac{dp}{dx} = 1{,}602\times10^{-19}\cdot11\cdot10^{17} = 0{,}18\ \text{A/cm}^2 .

Commento: su un millimetro quadrato sono 1,81{,}8 mA, portati da lacune cento volte meno numerose degli elettroni. Per portare la stessa corrente per deriva, 101410^{14} lacune per centimetro cubo avrebbero bisogno di un campo di 2626 V/cm, che sugli elettroni maggioritari farebbe passare una corrente quasi trecento volte più grande. Nel diodo polarizzato in diretta la corrente è proprio di questo tipo.

Esercizio 5. Un silicio di tipo nn ha un drogaggio che decresce esponenzialmente, ND(x)=N0ex/LN_D(x) = N_0\,e^{-x/L} con L=1L = 1 μm. Quanto vale il campo elettrico all’equilibrio?

Con nNDn \approx N_D, 1ndndx=1L\frac{1}{n}\frac{dn}{dx} = -\frac1L, e E=VT/L=0,02585 V/104 cm=258\mathcal E = V_T/L = 0{,}02585\ \text{V}/10^{-4}\ \text{cm} = 258 V/cm, uniforme e diretto verso il drogaggio più basso.

Commento: un campo che non richiede nessuna tensione esterna. Nei transistori bipolari una base con drogaggio graduato crea un campo di questo tipo, che accelera i portatori minoritari verso il collettore e rende il dispositivo più veloce.

Esercizio 6. Due zone di silicio di tipo nn, una con 101710^{17} e l’altra con 101510^{15} donori per centimetro cubo, sono unite in un solo cristallo. Qual è la differenza di potenziale tra le due all’equilibrio?

V2V1=VTln(1017/1015)=0,02585ln100=0,119V_2 - V_1 = V_T\ln(10^{17}/10^{15}) = 0{,}02585\cdot\ln100 = 0{,}119 V, con il potenziale più alto nella zona più drogata.

Commento: se si collegano i due estremi a un voltmetro, però, lo strumento segna zero, altrimenti un pezzo di silicio all’equilibrio farebbe circolare corrente in un circuito esterno. Il motivo, i salti di potenziale ai contatti tra il metallo e il semiconduttore, è l’argomento degli articoli sulla giunzione pn.

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