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Elettroni e lacune nei semiconduttori

Fisica · Fisica dei semiconduttori Elettronica · Dispositivi elettronici Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 2 di 20

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Indice

I livelli di energia di un atomo

Quasi tutti i dispositivi elettronici sono fatti di silicio, un semiconduttore. Per capire che cosa lo distingua da un metallo o da un isolante bisogna partire dagli elettroni di un atomo isolato. L’elettrone dell’atomo di idrogeno non può avere un’energia qualsiasi, ma solo i valori

En=13,6 eVn2,n=1,2,3,E_n = -\frac{13{,}6\ \text{eV}}{n^2} , \qquad n = 1, 2, 3, \dots

misurati rispetto a un elettrone fermo a distanza infinita dal nucleo. L’unità comoda è l’elettronvolt, il lavoro che serve a spostare un elettrone tra due punti con 11 V di differenza di potenziale: 1 eV=1,602×10191\ \text{eV} = 1{,}602\times10^{-19} J. Le distanze tra i livelli di un atomo sono di qualche elettronvolt al massimo.

In un atomo con più elettroni ogni stato è individuato da quattro numeri quantici, il numero principale nn, due numeri legati al momento angolare e lo spin, e per il principio di esclusione di Pauli ogni stato ospita al massimo un elettrone. Il silicio ha 1414 elettroni. Dieci occupano tutti gli stati con n=1n = 1 e n=2n = 2, sono legati fortemente al nucleo e non partecipano ai legami chimici. Gli altri quattro, gli elettroni di valenza, occupano quattro degli otto stati con n=3n = 3: due dei due stati 3s3s e due dei sei stati 3p3p. Sono più lontani dal nucleo, che per loro è in parte schermato dagli elettroni interni, e quindi legati debolmente.

Dai livelli alle bande

Quando due atomi uguali si avvicinano, i loro livelli più interni restano quasi com’erano, mentre quelli più esterni interagiscono. Due elettroni con la stessa energia e lo stesso spin non possono occupare lo stesso stato del sistema dei due atomi, e ogni livello si divide in due livelli vicini. Con NN atomi ogni livello si divide in NN livelli, e in un cristallo, dove NN è dell’ordine di 102210^{22} per centimetro cubo, i livelli sono così fitti da formare una banda continua: qualche elettronvolt diviso per 102210^{22} fa distanze di 102210^{-22} eV, che nessuna misura distingue.

Nel silicio i livelli 3s3s e 3p3p di NN atomi, in tutto 8N8N stati occupati da 4N4N elettroni, si allargano, si sovrappongono e alla distanza di equilibrio tra gli atomi si riorganizzano in due bande di 4N4N stati ciascuna, separate da un intervallo in cui non ci sono stati: la banda di valenza, sotto, e la banda di conduzione, sopra. L’ampiezza dell’intervallo proibito, il gap, è Eg=1,12E_g = 1{,}12 eV a temperatura ambiente. Allo zero assoluto i 4N4N elettroni riempiono esattamente la banda di valenza, e la banda di conduzione è vuota.

Dai livelli degli atomi alle bande del cristallo Un grafico con la distanza tra gli atomi in orizzontale e l'energia degli elettroni in verticale. A destra, con gli atomi lontani, ci sono due livelli sottili: 3p, con 6N stati, sopra, e 3s, con 2N stati, sotto. Andando verso sinistra, cioè avvicinando gli atomi, i due livelli si allargano in due bande colorate, che si toccano e poi si separano di nuovo in una banda di conduzione in alto e una banda di valenza in basso, con 4N stati ciascuna. Alla distanza di equilibrio a zero, segnata da una linea tratteggiata, le due bande sono separate dall'intervallo proibito E g. banda di conduzione 4N stati banda di valenza 4N stati 3p, 6N stati 3s, 2N stati Eg a0 distanza tra gli atomi energia degli elettroni

I livelli degli elettroni di valenza di NN atomi di silicio al variare della distanza tra gli atomi, in un disegno qualitativo. Da destra a sinistra gli atomi si avvicinano: i livelli 3s3s e 3p3p si allargano in bande, si fondono e si separano in due bande di 4N4N stati, distanti EgE_g alla distanza di equilibrio a0a_0.

Il cristallo di silicio

Nel cristallo ogni atomo di silicio mette in comune i suoi quattro elettroni di valenza con i quattro atomi più vicini, e ogni coppia di atomi vicini è tenuta insieme da un legame covalente di due elettroni. I quattro vicini stanno ai vertici di un tetraedro regolare con l’atomo al centro, come nel diamante, che è carbonio, l’elemento sopra il silicio nella tavola periodica. Il reticolo si costruisce ripetendo nello spazio una cella cubica di lato a=0,543a = 0{,}543 nm.

Proposizione (densità degli atomi del silicio)

La cella cubica del silicio contiene 88 atomi, e il cristallo ne ha 8/a35,0×10228/a^3 \approx 5{,}0\times10^{22} per centimetro cubo.

Dimostrazione.

Nella cella del diamante ci sono atomi negli 88 vertici, nei centri delle 66 facce e in 44 posizioni interne. Un atomo in un vertice è condiviso tra le 88 celle che si toccano in quel vertice, uno sul centro di una faccia tra le 22 celle che hanno quella faccia in comune, uno interno appartiene solo alla cella. Il conto è 818+612+4=88\cdot\tfrac18 + 6\cdot\tfrac12 + 4 = 8. Il volume della cella è a3=(0,543×107 cm)3=1,60×1022 cm3a^3 = (0{,}543\times10^{-7}\ \text{cm})^3 = 1{,}60\times10^{-22}\ \text{cm}^3, e 8/(1,60×1022 cm3)=5,0×1022 cm38/(1{,}60\times10^{-22}\ \text{cm}^3) = 5{,}0\times10^{22}\ \text{cm}^{-3}.

Fine della dimostrazione.

Per ragionare sui legami conviene un disegno piano. Guardato da una direzione opportuna, il reticolo si proietta in una scacchiera: ogni atomo ha quattro vicini ad angolo retto, e ogni legame si disegna con due linee, una per elettrone. La geometria vera è persa, ma i legami sono tutti al loro posto.

Elettroni e lacune

Allo zero assoluto tutti gli elettroni di valenza sono impegnati nei legami e nessuno è libero di muoversi: il silicio è un isolante. A temperatura più alta l’agitazione termica rompe qualche legame. L’elettrone liberato si muove tra gli atomi e, nel linguaggio delle bande, è un elettrone nella banda di conduzione; l’energia minima per liberarlo è proprio EgE_g. Nel legame rotto manca un elettrone, e questa mancanza si chiama lacuna: nel linguaggio delle bande, è uno stato vuoto nella banda di valenza. Il cristallo resta neutro, perché accanto all’elettrone libero rimane un atomo con una carica positiva in più.

Anche la lacuna conduce. Un elettrone di un legame vicino può saltare nel legame incompleto senza spendere energia, perché passa da un legame tra due atomi di silicio a un altro uguale; così la lacuna scompare dove era e ricompare nel legame da cui l’elettrone è partito. Con un campo elettrico gli elettroni dei legami saltano di preferenza nel verso opposto al campo, come gli elettroni liberi, e la lacuna si sposta nel verso del campo, come farebbe una carica positiva.

Un elettrone libero e una lacuna nel cristallo di silicio Tre righe di atomi di silicio, disegnati come cerchi con la scritta Si, uniti ai vicini da legami di due linee parallele, ciascuna con un elettrone, un puntino. Sotto, una freccia indica un campo elettrico verso destra. Nell'animazione uno dei legami della riga centrale perde un elettrone: il puntino diventa blu, si stacca e si allontana verso sinistra passando tra gli atomi. Al suo posto resta un anello arancione, la lacuna. Poi un elettrone del legame alla sua destra salta nella lacuna, e la lacuna si trova un legame più a destra; succede una seconda volta. Gli elettroni di legame si spostano verso sinistra, la lacuna verso destra, nel verso del campo. SiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSiSi elettrone libero lacuna

Il cristallo di silicio nel disegno piano, con un campo elettrico E\mathcal E verso destra. Un legame si rompe: l’elettrone liberato, in blu, va verso sinistra; la lacuna che lascia, l’anello arancione, si sposta verso destra ogni volta che un elettrone di un legame vicino salta al suo posto.

Descrivere la banda di valenza attraverso le lacune, invece che attraverso i suoi elettroni, non è un’approssimazione.

Proposizione (corrente di una banda quasi piena)

In un volume unitario, se in una banda mancano alcuni elettroni, la densità di corrente degli elettroni presenti è uguale a quella di cariche +q+q che occupano gli stati vuoti e si muovono con le velocità di quegli stati:

J=qstati occupativi=+qstati vuotivi.\mathbf J = -q\sum_{\text{stati occupati}} \mathbf v_i = +q\sum_{\text{stati vuoti}} \mathbf v_i .
Dimostrazione.

In un cristallo l’energia di un elettrone non cambia se si inverte il verso del suo moto, quindi per ogni stato della banda con velocità v\mathbf v ce n’è un altro con velocità v-\mathbf v, e la somma delle velocità di tutti gli stati della banda è nulla. Allora

occupativi=tuttivivuotivi=vuotivi,\sum_{\text{occupati}} \mathbf v_i = \sum_{\text{tutti}} \mathbf v_i - \sum_{\text{vuoti}} \mathbf v_i = -\sum_{\text{vuoti}} \mathbf v_i ,

e moltiplicando per q-q si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

Due conseguenze. Una banda completamente piena non porta corrente: gli elettroni si possono solo scambiare di posto. E una banda con pochi stati vuoti si studia seguendo solo quei pochi, come particelle di carica positiva. La lacuna, però, non è una particella a sé: esiste solo come stato vuoto di una banda in un solido, e non ha senso parlare di lacune nel vuoto.

Negli articoli seguenti elettroni e lacune si trattano come particelle libere. Gli effetti del reticolo, che per un elettrone è un potenziale periodico, si riassumono in due numeri: la permittività del silicio, εSi=11,7ε01,04×1012\varepsilon_{Si} = 11{,}7\,\varepsilon_0 \approx 1{,}04\times10^{-12} F/cm, e una massa efficace mm^*, diversa da quella m0m_0 dell’elettrone nel vuoto, che fa rispondere il portatore a una forza esterna come una particella libera. Per il moto nel silicio valgono circa mn=0,26m0m_n^* = 0{,}26\,m_0 per gli elettroni e poco meno di 0,4m00{,}4\,m_0 per le lacune. Il pedice nn indica le grandezze degli elettroni, carica negativa, e pp quelle delle lacune, carica positiva.

I diagrammi a bande

Un diagramma a bande riporta in verticale l’energia degli elettroni. Il bordo inferiore della banda di conduzione, ECE_C, è l’energia di un elettrone di conduzione fermo, cioè la sua energia potenziale; se l’elettrone si muove, la sua energia sale sopra ECE_C di quanto vale l’energia cinetica. Il bordo superiore della banda di valenza, EVE_V, è l’energia potenziale di una lacuna ferma. Per le lacune l’energia cresce verso il basso: dare energia a una lacuna vuol dire alzare l’energia degli elettroni di valenza, e lo stato vuoto scende nella banda.

In orizzontale il diagramma riporta spesso la posizione nel cristallo, e allora le bande mostrano anche il campo elettrico.

Proposizione (bande in un campo elettrico)

In un semiconduttore omogeneo, con un potenziale elettrico V(x)V(x) e campi che non deformano il cristallo, i bordi delle bande seguono il potenziale cambiato di segno,

EC(x)=EC(x0)q[V(x)V(x0)],E_C(x) = E_C(x_0) - q\,[V(x) - V(x_0)] ,

con EV(x)=EC(x)EgE_V(x) = E_C(x) - E_g, e la loro pendenza è il campo elettrico moltiplicato per la carica elementare:

dECdx=dEVdx=qE(x).\frac{dE_C}{dx} = \frac{dE_V}{dx} = q\,\mathcal E(x) .
Dimostrazione.

Un potenziale V(x)V(x) aggiunge all’energia potenziale di un elettrone il termine qV(x)-qV(x), sia che l’elettrone sia in banda di conduzione sia che sia in banda di valenza. Se il campo non deforma il cristallo, EgE_g non cambia, e le due bande si spostano rigidamente di q[V(x)V(x0)]-q[V(x) - V(x_0)]. Derivando rispetto a xx e usando E=dV/dx\mathcal E = -dV/dx si ottiene dEC/dx=qdV/dx=qEdE_C/dx = -q\,dV/dx = q\,\mathcal E.

Fine della dimostrazione.

I campi che si usano in elettronica, fino a qualche centinaio di kilovolt al centimetro, sono molto più deboli di quelli che tengono insieme il cristallo, e l’ipotesi è sempre verificata. Il diagramma si legge come un paesaggio: gli elettroni rotolano verso il basso lungo ECE_C, le lacune salgono lungo EVE_V come bolle.

Le bande si inclinano in un campo elettrico In alto una sbarretta di silicio con più 1 volt all'estremo sinistro e 0 volt a quello destro; sotto, una freccia indica il campo elettrico verso destra. Più in basso il diagramma a bande: il bordo della banda di conduzione E C e quello della banda di valenza E V sono due rette parallele che salgono da sinistra a destra; a destra E C è più alto di 1 elettronvolt rispetto a sinistra. Nell'animazione un elettrone blu scende lungo E C da destra verso sinistra, come una pallina su una rampa, e una lacuna arancione sale lungo E V da sinistra verso destra. silicio +1 V 0 V 1 eV EC EV energia degli elettroni

Una sbarretta di silicio con 11 V ai capi, il lato sinistro più positivo. A sinistra l’energia potenziale degli elettroni è più bassa di 11 eV, e le bande salgono verso destra con pendenza qEq\mathcal E. Gli elettroni scendono verso sinistra, contro il campo; le lacune salgono verso destra, nel verso del campo.

Isolanti, semiconduttori e metalli

Il modello a bande vale per tutti i solidi, e l’ampiezza del gap basta a distinguerli. A temperatura ambiente l’energia termica tipica di una particella, kTkT, vale circa 2626 meV. In un isolante la banda di valenza è piena e il gap è largo: 5,55{,}5 eV nel diamante, circa 99 eV nel biossido di silicio. Un elettrone che salti il gap per agitazione termica è così raro che la banda di conduzione resta vuota, e la banda di valenza, piena, per la proposizione precedente non porta corrente. In un semiconduttore il gap è di qualche decimo di elettronvolt, o di un paio: 1,121{,}12 eV nel silicio, 0,660{,}66 eV nel germanio, 1,421{,}42 eV nell’arseniuro di gallio. Qualche elettrone passa in banda di conduzione e lascia altrettante lacune, e il materiale conduce, poco. In un metallo la banda più alta con elettroni è piena solo in parte, perché è sovrapposta a un’altra o perché gli elettroni non bastano a riempirla, e ci sono stati vuoti a disposizione di un numero enorme di elettroni.

Le bande di un isolante, di un semiconduttore e di un metallo Tre schemi affiancati; la parte colorata di ogni rettangolo indica gli stati occupati da elettroni. Nell'isolante, il biossido di silicio, la banda di valenza è piena, quella di conduzione è vuota e tra le due c'è un intervallo proibito ampio, circa 9 elettronvolt. Nel semiconduttore, il silicio, l'intervallo è stretto, 1,12 elettronvolt: pochi elettroni, punti blu, sono passati in banda di conduzione e hanno lasciato altrettante lacune, anelli arancioni, in banda di valenza. Nel metallo c'è una sola banda, occupata solo nella sua parte bassa: gli stati liberi sono subito sopra gli elettroni, senza nessun intervallo da superare. conduzione valenza isolante (SiO₂) Eg ≈ 9 eV conduzione valenza semiconduttore (Si) Eg = 1,12 eV stati liberi elettroni metallo

Le bande di un isolante, di un semiconduttore e di un metallo a temperatura ambiente, non in scala. Il colore indica gli stati occupati. Nel semiconduttore pochi elettroni, in blu, sono passati in banda di conduzione e hanno lasciato altrettante lacune.

La differenza si vede nella resistività, che va da 1,7×1061{,}7\times10^{-6} Ω·cm del rame a oltre 101610^{16} Ω·cm dei buoni isolanti, più di venti ordini di grandezza. La classificazione dipende però dalla temperatura: un isolante molto caldo può condurre come un semiconduttore, e un semiconduttore molto freddo isola. Anche il gap cambia un poco con la temperatura, perché cambia la distanza tra gli atomi: nel silicio passa da 1,171{,}17 eV allo zero assoluto a 1,121{,}12 eV a temperatura ambiente.

I materiali semiconduttori

I semiconduttori sono elementi del IV gruppo della tavola periodica, come silicio e germanio, o composti di elementi a cavallo di quel gruppo: arseniuro di gallio, fosfuro di indio e nitruro di gallio, del III e del V gruppo, tellururo di cadmio, del II e del VI, carburo di silicio. I composti servono dove il silicio non basta: nei LED e nei laser, perché il silicio emette luce male, ad altissima frequenza, alle alte temperature e alle alte potenze. Per quasi tutto il resto si usa il silicio.

Il silicio è il secondo elemento più abbondante della crosta terrestre, circa un quarto della sua massa, ma non si trova mai puro: si ricava dalla silice, il biossido di silicio della sabbia e del quarzo. Ha un pregio che nessun altro semiconduttore ha nella stessa misura: il suo ossido, SiO2\text{SiO}_2, si fa crescere direttamente sul cristallo scaldandolo in atmosfera ossidante, ed è un isolante eccellente. Il transistore MOS è costruito su questa proprietà.

Un lingotto cilindrico di silicio grigio scuro e lucido, con la sommità a cono che termina in un sottile collo verticale, esposto in una vetrina accanto a un cilindro più piccolo, a frammenti irregolari di silicio grezzo e, su un piedistallo, a un cristallo di quarzo bianco.

Un lingotto di silicio monocristallino al Museo di mineralogia di Monaco di Baviera. In cima c’è il collo sottile cresciuto dal seme, poi la spalla conica e il corpo cilindrico, da cui si tagliano i wafer. Accanto, frammenti di silicio grezzo e un cristallo di quarzo.

ArticCynda, CC0, via Wikimedia Commons

Il semiconduttore intrinseco

Un semiconduttore così puro che le sue proprietà dipendono solo dal materiale si chiama intrinseco. All’equilibrio termico i suoi portatori sono soltanto le coppie create dall’agitazione termica, e quindi la densità degli elettroni di conduzione, nn, è uguale a quella delle lacune, pp:

n=p=ni.n = p = n_i .

La densità intrinseca nin_i dipende dalla temperatura, che fornisce l’energia per rompere i legami, e dal gap, che misura quanta ne serve. Nel silicio a 300300 K vale ni=1,0×1010 cm3n_i = 1{,}0\times10^{10}\ \text{cm}^{-3}; molti libri danno ancora un valore più vecchio, 1,45×1010 cm31{,}45\times10^{10}\ \text{cm}^{-3}, e il prossimo articolo spiega da dove viene la differenza. Nel germanio, con il gap più stretto, ni2,4×1013 cm3n_i \approx 2{,}4\times10^{13}\ \text{cm}^{-3}. Il numero è costante solo in media: le coppie si creano di continuo, e di continuo un elettrone di conduzione ricade in una lacuna e le due scompaiono, la ricombinazione. All’equilibrio i due processi si bilanciano.

Diecimila miliardi di elettroni per centimetro cubo sembrano tanti, ma contro 5×10225\times10^{22} atomi sono un elettrone libero ogni cinquemila miliardi di atomi. Il silicio intrinseco ha una resistività di circa 3×1053\times10^{5} Ω·cm, duecento miliardi di volte quella del rame, e nin_i cresce rapidamente con la temperatura. Per farne dei dispositivi bisogna controllare il numero dei portatori.

Il drogaggio

Il numero di elettroni non si può aumentare portandone di nuovi da fuori: il cristallo si caricherebbe, e il campo elettrico che nascerebbe li respingerebbe. Scaldare aumenta insieme elettroni e lacune, e i dispositivi più interessanti nascono proprio dove nn e pp sono diversi. La soluzione è sostituire alcuni atomi di silicio con atomi neutri di altri elementi, il drogaggio.

Un atomo del V gruppo, come fosforo, arsenico o antimonio, ha cinque elettroni esterni. Al posto di un atomo di silicio ne usa quattro per i legami con i vicini, e il quinto resta legato all’atomo con un’energia piccola: circa 4545 meV per il fosforo, contro gli 1,121{,}12 eV che servono a rompere un legame. A temperatura ambiente l’agitazione termica libera praticamente tutti questi elettroni, che vanno in banda di conduzione. Resta uno ione positivo fisso nel reticolo, e il cristallo nel complesso è ancora neutro. Il posto lasciato dal quinto elettrone non è una lacuna: non è un legame covalente, e nessun elettrone di valenza vicino ci guadagna a spostarsi lì. Gli atomi del V gruppo si chiamano donori, e la loro densità si indica con NDN_D. Nel diagramma a bande il livello del quinto elettrone legato, EDE_D, sta poco sotto ECE_C.

Che l’energia di legame del quinto elettrone sia così piccola si capisce con un modello semplice.

Proposizione (modello idrogenoide del donore)

Il quinto elettrone di un donore, trattato come l’elettrone di un atomo di idrogeno in un mezzo con permittività relativa εr\varepsilon_r e con massa efficace mm^*, ha energia di ionizzazione e raggio dell’orbita

Ed=13,6 eVm/m0εr2,rd=0,0529 nmεrm/m0.E_d = 13{,}6\ \text{eV}\cdot\frac{m^*/m_0}{\varepsilon_r^2} , \qquad r_d = 0{,}0529\ \text{nm}\cdot\frac{\varepsilon_r}{m^*/m_0} .

Nel silicio, con εr=11,7\varepsilon_r = 11{,}7 e m=0,26m0m^* = 0{,}26\,m_0, sono Ed26E_d \approx 26 meV e rd2,4r_d \approx 2{,}4 nm.

Dimostrazione.

Per l’atomo di idrogeno l’energia di ionizzazione e il raggio di Bohr sono

E1=m0q48ε02h2=13,6 eV,rB=ε0h2πm0q2=0,0529 nm,E_1 = \frac{m_0\,q^4}{8\,\varepsilon_0^2 h^2} = 13{,}6\ \text{eV} , \qquad r_B = \frac{\varepsilon_0\,h^2}{\pi\,m_0\,q^2} = 0{,}0529\ \text{nm} ,

e il calcolo che li dà usa solo la massa dell’elettrone e l’energia potenziale q2/(4πε0r)-q^2/(4\pi\varepsilon_0 r). Nel cristallo lo ione del donore attrae il suo elettrone attraverso un mezzo polarizzabile, e l’energia potenziale diventa q2/(4πε0εrr)-q^2/(4\pi\varepsilon_0\varepsilon_r r); l’elettrone risponde alla forza con la massa mm^*. Sostituendo ε0ε0εr\varepsilon_0 \to \varepsilon_0\varepsilon_r e m0mm_0 \to m^* si ottiene Ed=E1(m/m0)/εr2E_d = E_1\,(m^*/m_0)/\varepsilon_r^2 e rd=rBεr/(m/m0)r_d = r_B\,\varepsilon_r/(m^*/m_0). Con i valori del silicio, 13,60,26/11,72=0,02613{,}6\cdot0{,}26/11{,}7^2 = 0{,}026 eV e 0,052911,7/0,26=2,40{,}0529\cdot11{,}7/0{,}26 = 2{,}4 nm.

Fine della dimostrazione.

Il modello è coerente con sé stesso: un’orbita di 2,42{,}4 nm abbraccia migliaia di atomi, e l’elettrone vede il cristallo come un mezzo continuo, con la sua permittività e la sua massa efficace. Il valore misurato per il fosforo, 4545 meV, è più grande perché vicino allo ione il mezzo non è continuo; l’ordine di grandezza, decine di millielettronvolt e non elettronvolt, è quello giusto.

Un atomo del III gruppo, come boro, alluminio o gallio, ha tre elettroni esterni e lascia incompleto uno dei quattro legami con i vicini. A un elettrone di un legame vicino basta poca energia, circa 4545 meV per il boro, per spostarsi nel legame incompleto: l’atomo di boro diventa uno ione negativo fisso, e nel legame da cui l’elettrone è partito c’è ora una lacuna libera di muoversi. A temperatura ambiente succede per quasi tutti gli atomi. Gli atomi del III gruppo si chiamano accettori, con densità NAN_A, e il loro livello EAE_A sta poco sopra EVE_V.

Il drogaggio di tipo n e di tipo p nel diagramma a bande Due diagrammi a bande affiancati, ciascuno con il bordo della banda di conduzione E C in alto e quello della banda di valenza E V in basso. A sinistra il tipo n: cinque trattini poco sotto E C sono i livelli dei donori, ciascuno con un segno più perché ha ceduto il suo elettrone; sopra E C ci sono sei elettroni, cinque dei donori e uno generato termicamente, che ha lasciato l'unica lacuna sotto E V. A destra il tipo p: cinque trattini poco sopra E V sono i livelli degli accettori, ciascuno con un segno meno; sotto E V ci sono sei lacune, e in banda di conduzione un solo elettrone, quello generato termicamente. +++++ EC EV tipo n EC EV tipo p donori ionizzati accettori ionizzati

Un semiconduttore di tipo nn e uno di tipo pp a temperatura ambiente. I trattini sono i livelli dei droganti, disegnati più lontani dalle bande di quanto siano: tutti i donori hanno ceduto il loro elettrone alla banda di conduzione, tutti gli accettori hanno preso un elettrone dalla banda di valenza. Una coppia elettrone-lacuna generata termicamente c’è in entrambi.

Un semiconduttore drogato con donori è di tipo nn: gli elettroni sono i portatori maggioritari, le lacune i minoritari. Uno drogato con accettori è di tipo pp, con i ruoli scambiati. Se ci sono entrambi i droganti, gli elettroni dei donori completano i legami degli accettori, e conta la differenza: con ND=NAN_D = N_A il materiale si comporta quasi come intrinseco, ed è detto compensato; altrimenti prevale il drogante più abbondante, con una densità netta NDNA|N_D - N_A|. È un fatto prezioso per la fabbricazione: una zona di tipo pp si trasforma in una di tipo nn aggiungendo più donori di quanti accettori contenga.

Una tecnica con una maglia azzurra e gli occhiali protettivi sulla fronte osserva un tubo di vetro verticale, dentro cui una bobina a spirale incandescente scalda il crogiolo e un'asta scende dall'alto; con una mano impugna uno strumento puntato sul tubo, con l'altra regola una manopola.

La crescita di un cristallo di silicio con il metodo Czochralski negli stabilimenti Raytheon di Newton, nel Massachusetts, nel 1956. Un piccolo cristallo, il seme, in fondo all’asta, tocca il silicio fuso e viene sollevato lentamente ruotando: gli atomi che solidificano sul seme ne continuano il reticolo. Il drogante si può aggiungere al fuso, e allora tutto il cristallo nasce drogato.

George E. Meyers, 1956, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Tutto questo richiede un silicio di purezza straordinaria. Il silicio per l’elettronica contiene meno di 101210^{12} atomi estranei per centimetro cubo, uno ogni cinquanta miliardi di atomi di silicio, e i droganti si aggiungono dopo, nella quantità voluta. Le densità di drogante usate vanno da circa 101410^{14} a 1019 cm310^{19}\ \text{cm}^{-3}. Il limite inferiore serve a restare ben sopra nin_i e sopra le impurezze residue; il limite superiore a tenere gli atomi di drogante abbastanza lontani da non interagire tra loro. Anche con 1019 cm310^{19}\ \text{cm}^{-3} c’è un atomo di drogante ogni cinquemila atomi di silicio.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Dalla densità degli atomi, calcola la densità del silicio. La massa atomica del silicio è 28,0928{,}09 u, con 1 u=1,661×10241\ \text{u} = 1{,}661\times10^{-24} g.

La massa di un centimetro cubo è 5,0×102228,091,661×1024 g=2,335{,}0\times10^{22}\cdot 28{,}09\cdot 1{,}661\times10^{-24}\ \text{g} = 2{,}33 g.

Commento: il valore misurato è 2,33 g/cm32{,}33\ \text{g/cm}^3, e il conto sulla cella cubica lo riproduce. È un buon controllo del numero 5×10225\times10^{22}, che tornerà spesso.

Esercizio 2. Che frazione dei legami covalenti è rotta nel silicio intrinseco a 300300 K?

Ogni atomo ha quattro legami, e ogni legame è condiviso da due atomi: i legami sono 25,0×1022=1,0×10232\cdot 5{,}0\times10^{22} = 1{,}0\times10^{23} per centimetro cubo. Ogni legame rotto dà un elettrone libero, quindi quelli rotti sono ni=1,0×1010 cm3n_i = 1{,}0\times10^{10}\ \text{cm}^{-3}, una frazione di 1,0×10131{,}0\times10^{-13}: un legame ogni diecimila miliardi.

Commento: il cristallo è quasi perfetto anche a temperatura ambiente. Per questo una piccola quantità di drogante cambia così tanto le cose.

Esercizio 3. Un chilogrammo di silicio viene drogato uniformemente con fosforo, ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3}. Quanti milligrammi di fosforo servono? Di quanto cresce la densità degli elettroni di conduzione? La massa atomica del fosforo è 30,9730{,}97 u.

Il volume è 1000/2,33=429 cm31000/2{,}33 = 429\ \text{cm}^3, gli atomi di fosforo 4291016=4,29×1018429\cdot10^{16} = 4{,}29\times10^{18}, la loro massa 4,29×101830,971,661×1024 g=2,2×1044{,}29\times10^{18}\cdot30{,}97\cdot1{,}661\times10^{-24}\ \text{g} = 2{,}2\times10^{-4} g, cioè 0,220{,}22 mg. Con tutti i donori ionizzati gli elettroni passano da 1,0×10101{,}0\times10^{10} a circa 1016 cm310^{16}\ \text{cm}^{-3}, un milione di volte di più.

Commento: un atomo di fosforo ogni cinque milioni di atomi di silicio moltiplica per un milione gli elettroni liberi. Il prossimo articolo mostra che nello stesso tempo le lacune diminuiscono dello stesso fattore.

Esercizio 4. Quanti atomi di silicio contiene una sfera con il raggio dell’orbita del modello idrogenoide, rd=2,4r_d = 2{,}4 nm?

Il volume è 43π(2,4 nm)3=58 nm3\tfrac43\pi\,(2{,}4\ \text{nm})^3 = 58\ \text{nm}^3. Poiché 1 cm3=1021 nm31\ \text{cm}^3 = 10^{21}\ \text{nm}^3, la densità degli atomi è 50 nm350\ \text{nm}^{-3}, e nella sfera ci sono circa 29002900 atomi.

Commento: è la verifica dell’ipotesi del modello. Se l’orbita contenesse pochi atomi, parlare di permittività e di massa efficace, che sono proprietà medie del cristallo, non avrebbe senso.

Esercizio 5. Un pezzo di silicio contiene ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3} atomi di fosforo e NA=3×1016 cm3N_A = 3\times10^{16}\ \text{cm}^{-3} atomi di boro. Di che tipo è, e quanti sono i portatori maggioritari?

Gli elettroni dei donori completano i legami di altrettanti accettori, e restano NAND=2×1016N_A - N_D = 2\times10^{16} accettori che producono lacune. Il silicio è di tipo pp, con p2×1016 cm3p \approx 2\times10^{16}\ \text{cm}^{-3}.

Commento: nella fabbricazione dei circuiti integrati si parte da un wafer drogato di un tipo e si creano zone del tipo opposto aggiungendo l’altro drogante solo dove serve.

Esercizio 6. Il prossimo articolo mostra che nin_i è proporzionale a eEg/2kTe^{-E_g/2kT}, con un fattore davanti che cambia poco da un materiale all’altro. Con questa informazione, stima nin_i per il diamante, Eg=5,5E_g = 5{,}5 eV, a 300300 K.

Con kT=25,85kT = 25{,}85 meV il rapporto tra le densità intrinseche di diamante e silicio è circa e(5,51,12)/(20,02585)=e84,71,6×1037e^{-(5{,}5 - 1{,}12)/(2\cdot0{,}02585)} = e^{-84{,}7} \approx 1{,}6\times10^{-37}, e ni1,0×10101,6×10372×1027 cm3n_i \approx 1{,}0\times10^{10}\cdot1{,}6\times10^{-37} \approx 2\times10^{-27}\ \text{cm}^{-3}.

Commento: la Terra ha un volume di circa 1027 cm310^{27}\ \text{cm}^3, quindi un diamante grande come la Terra avrebbe un paio di elettroni liberi per agitazione termica. Il gap entra in un esponenziale, e quattro elettronvolt in più separano un semiconduttore da un isolante perfetto.

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