La giunzione pn polarizzata
Percorso: Fondamenti di elettronica · 6 di 20
Prima di questo, potrebbe interessarti: La giunzione pn all'equilibrio
Indice
Fuori dall’equilibrio
Nell’articolo precedente la giunzione era lasciata a sé stessa. Ora le si applica una tensione tra la zona e la zona , positiva quando il potenziale della zona è più alto: è la polarizzazione diretta; con la polarizzazione è inversa. Passa corrente, e la giunzione non è più all’equilibrio. Servono due strumenti nuovi: un modo di descrivere le densità dei portatori quando la legge di azione di massa non vale più, e un bilancio che tenga conto dei portatori che nascono e che scompaiono.
Definizione (quasi-livelli di Fermi)
In un semiconduttore non degenere, anche fuori dall’equilibrio, il quasi-livello di Fermi degli elettroni e quello delle lacune sono le energie per cui
Moltiplicando, : la distanza tra i due quasi-livelli misura quanto il prodotto si allontana dal valore di equilibrio. All’equilibrio coincidono con il livello di Fermi. Se i portatori in più, o in meno, sono pochi rispetto ai maggioritari, la situazione si chiama di bassa iniezione, e il quasi-livello dei maggioritari resta praticamente dov’era; quello dei minoritari, invece, può spostarsi di molto.
Il bilancio dei portatori si scrive per un volumetto di cristallo.
Proposizione (equazioni di continuità)
In una dimensione, se e sono le velocità di generazione e di ricombinazione, cioè le coppie create e distrutte per unità di volume e di tempo,
Si considera il volumetto tra e , di sezione . Nel tempo entrano da sinistra lacune ed escono da destra ; nello stesso tempo se ne creano in più di quante ne scompaiano. La variazione del numero di lacune è , quindi
e dividendo per , con , si ottiene la prima equazione. Per gli elettroni il ragionamento è lo stesso, ma il flusso di particelle è , perché la carica è negativa, e il segno del primo termine si inverte.
Fine della dimostrazione.
Generazione e ricombinazione
All’equilibrio in ogni punto. Nel silicio un elettrone di conduzione ricade raramente in una lacuna in un solo salto: il fondo della banda di conduzione e la cima di quella di valenza corrispondono a quantità di moto diverse, e il salto dovrebbe cederne una parte. La ricombinazione passa quasi sempre per un gradino intermedio, uno stato nel gap creato da un difetto del cristallo o da un’impurezza, che cattura prima un portatore e poi l’altro. La teoria di questo processo è di William Shockley e William Read e, indipendentemente, di Robert Hall, tutti nel 1952. Per centri con il livello al centro del gap e la stessa efficacia per elettroni e lacune dà
dove è il tempo di vita dei portatori. La dimostrazione richiede di contare le catture e le emissioni dei centri, e qui non si riporta. Il segno di è quello di : dove i portatori sono più che all’equilibrio prevale la ricombinazione, dove sono meno prevale la generazione. Il tempo di vita dipende dai difetti e varia moltissimo: pochi nanosecondi vicino alle superfici, dove i difetti sono tanti, circa un microsecondo nel silicio di buona qualità dei dispositivi, millisecondi nei cristalli purissimi usati come rivelatori di radiazione.
Proposizione (ricombinazione in bassa iniezione)
In un semiconduttore di tipo con , se la densità delle lacune in eccesso è molto minore di ,
Le coppie nascono e scompaiono insieme, quindi anche gli elettroni in eccesso sono e . Il numeratore è
perché e . Il denominatore è , perché . Il rapporto è .
Fine della dimostrazione.
La ricombinazione è dettata dai minoritari in eccesso: un centro che ha catturato una lacuna trova subito un elettrone, perché ce ne sono moltissimi. Se in un silicio di tipo illuminato uniformemente si spegne la luce, non ci sono correnti né variazioni lungo , l’equazione di continuità si riduce a , e l’eccesso di lacune scompare come .
La legge della giunzione
Una tensione applicata ai contatti si distribuisce lungo il dispositivo. I contatti ohmici non oppongono resistenza, e le zone neutre, piene di portatori, conducono bene: quasi tutta la tensione cade sulla zona svuotata, povera di portatori. La barriera tra le due zone neutre passa da a : si abbassa in diretta, si alza in inversa.
Proposizione (legge della giunzione)
In una giunzione brusca polarizzata con la tensione , in bassa iniezione, con tutta la tensione applicata ai capi della zona svuotata e, dentro la zona svuotata, correnti molto più piccole dei loro termini di deriva e di diffusione, le densità dei minoritari ai bordi della zona svuotata sono
con e i valori di equilibrio.
Nella zona svuotata , e per ipotesi i due termini quasi si annullano. Con la relazione di Einstein, , e con si ottiene
cioè proporzionale a . Tra il bordo della zona e quello della zona il potenziale sale di , quindi . In bassa iniezione , e poiché ,
Per le lacune lo stesso ragionamento, con proporzionale a e , dà .
Fine della dimostrazione.
L’ipotesi sulle correnti è largamente verificata. Con e una zona svuotata di qualche decimo di micrometro, il solo termine di diffusione vale circa A/cm², e la corrente di un diodo in funzione è di solito mille volte più piccola: deriva e diffusione restano in equilibrio quasi perfetto, e la tensione applicata sposta solo di poco quell’equilibrio. Ai bordi della zona svuotata : i quasi-livelli di Fermi sono separati di .
Le bande e i quasi-livelli di Fermi di una giunzione in polarizzazione diretta, in alto, e inversa, in basso, in un disegno qualitativo. Nella zona svuotata i quasi-livelli sono piatti e distano ; nelle zone neutre quello dei minoritari torna a coincidere con quello dei maggioritari, man mano che i portatori iniettati si ricombinano o, in inversa, vengono rigenerati.
In diretta i minoritari ai bordi aumentano di un fattore , in inversa diminuiscono fino quasi a zero. Resta da vedere quanta corrente ne viene.
I minoritari nelle zone neutre
I minoritari in più al bordo della zona svuotata non restano lì. Nella zona neutra il campo è debole e le lacune in eccesso si muovono per diffusione verso il contatto, dove per le proprietà del contatto ohmico la loro densità torna quella di equilibrio. Lungo la strada una parte si ricombina. Con la distanza dal bordo e la lunghezza della zona neutra, nello stato stazionario, senza campo, la corrente di lacune è , e l’equazione di continuità diventa
Proposizione (profilo dei minoritari iniettati)
Con e , le lacune in eccesso nella zona neutra sono
e la loro corrente sul bordo della zona svuotata è
La soluzione generale di è una combinazione di e di , e quindi anche di e . La condizione elimina il coseno iperbolico, che in vale ; la condizione in fissa il coefficiente del seno iperbolico a . Derivando,
e dà la tesi.
Fine della dimostrazione.
La lunghezza di diffusione è la distanza tipica che una lacuna percorre prima di ricombinarsi: con e μs vale μm. I due casi estremi hanno un nome. Se la zona neutra è molto più corta di , la base corta, quasi nessuna lacuna si ricombina: , il profilo è una retta e . Se è molto più lunga, la base lunga, le lacune si ricombinano tutte prima del contatto: , il profilo è l’esponenziale e .
Le lacune in eccesso nella zona neutra , divise per il loro valore sul bordo della zona svuotata, per tre distanze del contatto. Con la base corta il profilo è quasi una retta, con la base lunga un esponenziale. La corrente è proporzionale alla pendenza iniziale, che cresce avvicinando il contatto.
Nella base corta la corrente è costante lungo la zona neutra, e si può chiedere quanto tempo impiega una lacuna ad attraversarla.
Proposizione (tempo di transito nella base corta)
In una base corta di lunghezza il tempo medio che un minoritario impiega ad attraversarla è
Le lacune in eccesso nella zona neutra, su una sezione , sono l’area del triangolo del profilo lineare per , con carica . Nello stato stazionario ogni lacuna che entra dal bordo esce dal contatto dopo il tempo medio , e la carica presente è quella entrata in un tempo : . Con ,
Fine della dimostrazione.
La base è corta, e la ricombinazione trascurabile, quando , cioè quando : le due condizioni dicono la stessa cosa. Con la base lunga lo stesso conto dà e : la carica immagazzinata è la corrente per il tempo di vita. Per spegnere un diodo in conduzione bisogna togliere questa carica, e per questo un diodo non si interdice istantaneamente.
L’equazione del diodo
Nella zona la corrente di elettroni decresce allontanandosi dalla giunzione, come quella di lacune nella zona . La corrente totale, però, è la stessa in ogni sezione: dove i minoritari si ricombinano, i maggioritari arrivati dal contatto ne prendono il posto, e forniscono sia i portatori da iniettare sia quelli che servono alla ricombinazione.
Le densità di corrente in una giunzione a base lunga polarizzata in diretta. Le correnti dei minoritari decrescono esponenzialmente allontanandosi dalla zona svuotata, quelle dei maggioritari crescono in modo complementare, e la corrente totale è la stessa ovunque.
Teorema (equazione del diodo)
In una giunzione brusca in bassa iniezione, con la tensione applicata tutta ai capi della zona svuotata e senza generazione né ricombinazione nella zona svuotata, la densità di corrente è
dove e valgono e con la base corta e e con la base lunga.
Senza generazione né ricombinazione nella zona svuotata, per le equazioni di continuità nello stato stazionario e sono costanti attraverso di essa. La corrente totale si può calcolare sul bordo , dove , e poiché ,
Tutte e due sono correnti di minoritari sul bordo di una zona neutra. Per la proposizione sul profilo, con e , ; per gli elettroni nella zona allo stesso modo . La somma è la tesi.
Fine della dimostrazione.
È la formula che William Shockley ricavò nel 1949. In diretta, appena supera qualche , la corrente cresce come : di un fattore dieci ogni mV. In inversa tende a , piccolissima e indipendente dalla tensione. è proporzionale a , e quindi cresce moltissimo con la temperatura; ed è dominata dalla zona meno drogata, perché i minoritari iniettati nella zona più drogata sono pochi. In una giunzione la corrente è fatta quasi tutta di lacune iniettate nella zona .
La bassa iniezione vale finché i minoritari al bordo restano molti meno dei maggioritari, , cioè : con il limite è V. Oltre, la corrente cresce meno in fretta, e anche la resistenza delle zone neutre e dei contatti comincia a farsi sentire.
La ricombinazione nella zona svuotata
L’equazione del diodo trascura la ricombinazione nella zona svuotata. In diretta, però, lì , più che all’equilibrio, e qualche coppia si ricombina. Con il prodotto fissato, il denominatore della formula di Shockley, Read e Hall è minimo quando , e la ricombinazione vale al massimo
Ogni coppia ricombinata richiede una carica elementare dal circuito esterno, e su tutta la zona svuotata la corrente è al più . Cresce con metà della pendenza della corrente di diffusione, ma parte da un valore molto più alto, perché è proporzionale a e non a . Nel silicio domina alle tensioni basse, fino a qualche decimo di volt, e sopra diventa trascurabile. Per questo la corrente di un diodo reale si scrive spesso con un fattore di idealità tra e .
La polarizzazione inversa
Con di qualche le densità dei minoritari ai bordi della zona svuotata sono quasi nulle, e le zone neutre forniscono per diffusione la corrente . Nella zona svuotata, dove ora e anche , la formula di Shockley, Read e Hall dà una generazione netta , e le coppie generate sono separate dal campo. La corrente di generazione è
e cresce con la tensione inversa come , cioè come . Anche qui contro : nel silicio a temperatura ambiente la corrente inversa è quasi tutta di generazione.
La caratteristica di un diodo al silicio. In alto, in scala lineare e qualitativa: la corrente in diretta cresce esponenzialmente, quella in inversa è piccolissima fino alla tensione di rottura. In basso, in scala logaritmica, la corrente in diretta del diodo dell’esercizio 1: la corrente di diffusione sale di un fattore dieci ogni mV, quella di ricombinazione ogni mV, e la somma passa dall’una all’altra intorno a V.
La capacità di giunzione
La larghezza della zona svuotata dipende dalla tensione. I conti dell’articolo precedente valgono con la barriera al posto di : la zona svuotata si restringe in diretta e si allarga in inversa. Se la tensione cambia, la carica fissa scoperta nella zona svuotata cambia con lei, e la giunzione si comporta come un condensatore.
Proposizione (capacità di giunzione)
Una giunzione brusca di sezione polarizzata con la tensione ha la capacità
La carica positiva della zona svuotata è , e con si scrive . Posto , cioè , la larghezza è , e la sua derivata è
La capacità è .
Fine della dimostrazione.
È la capacità di un condensatore piano con le armature distanti : le armature sono i bordi delle zone neutre, dove arriva e da dove se ne va la carica. Diminuisce con la tensione inversa, e i diodi varicap sfruttano proprio questo per accordare i circuiti oscillanti con una tensione. In una giunzione asimmetrica è una retta in funzione di , e dalla sua pendenza si misura il drogaggio della zona meno drogata. In diretta la capacità di giunzione c’è ancora, ma la carica dei minoritari immagazzinati, , cambia con la tensione molto di più.
La rottura
Il campo massimo nella zona svuotata cresce con la tensione inversa. Nell’articolo precedente si è visto che ; con la barriera e la larghezza della proposizione precedente diventa
Quando il campo arriva a qualche centinaio di kilovolt al centimetro, un elettrone accelerato tra un urto e l’altro può acquistare più dell’energia del gap e, urtando, rompere un legame: nasce una coppia, e i due nuovi portatori, accelerati a loro volta, ne creano altre. È la moltiplicazione a valanga, e la corrente inversa, da minuscola, cresce di colpo.
La moltiplicazione a valanga nella zona svuotata. Il campo spinge gli elettroni verso la zona e le lacune verso la zona . Un elettrone entrato da sinistra crea due coppie, e uno degli elettroni generati ne crea un’altra: da un solo portatore ne escono sette.
Proposizione (tensione di rottura a valanga)
Se la valanga comincia quando il campo massimo raggiunge il valore critico , la tensione inversa di rottura di una giunzione brusca è
Con il campo massimo è . Uguagliandolo a ed elevando al quadrato, .
Fine della dimostrazione.
Il campo critico del silicio è circa V/cm per drogaggi attorno a e cresce lentamente con il drogaggio. La tensione di rottura dipende soprattutto dalla zona meno drogata, attraverso : per avere diodi che reggono tensioni alte si fa quella zona poco drogata e lunga. Con drogaggi molto alti su tutti e due i lati, invece, la zona svuotata è così sottile che gli elettroni possono passarla per effetto tunnel, dalla banda di valenza della zona alla banda di conduzione della zona , già con pochi volt: è la rottura Zener, che prevale sotto i V circa. La rottura non è distruttiva se la corrente è limitata dal circuito; i diodi Zener, fatti per lavorare lì, sono l’argomento del prossimo articolo.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un diodo ha e , sezione , zone neutre lunghe molto più delle lunghezze di diffusione, e tempi di vita dei minoritari di μs. Le mobilità dei minoritari sono nella zona e nella zona . Calcola la corrente di saturazione e la corrente a e a V.
I coefficienti di diffusione sono e , le lunghezze di diffusione μm e μm. I due termini di valgono
e A/cm², centoventi volte meno. Con , A. A V, mA; a V, mA.
Commento: è una frazione di miliardesimo di milliampere, eppure a V il diodo conduce quasi un milliampere, e cento millivolt dopo cinquanta volte tanto. Per questo in un circuito si dice che un diodo al silicio in conduzione ha circa - V ai capi, quasi qualunque sia la corrente. A V le lacune al bordo sono , più della metà di : la bassa iniezione è al limite, e la corrente vera è un po’ più bassa.
Esercizio 2. Nel diodo dell’esercizio 1 la zona fosse lunga solo μm, con e . Quanto vale il tempo di transito degli elettroni? La base è corta?
s, contro un tempo di vita di s.
Commento: gli elettroni attraversano la zona in meno di sette nanosecondi, e solo uno su centocinquanta si ricombina per strada. La base è corta, e nel termine degli elettroni di al posto di va .
Esercizio 3. Confronta, per il diodo dell’esercizio 1 polarizzato con V, la corrente inversa di diffusione e quella di generazione.
La tensione di built-in è V, e la zona svuotata, quasi tutta nella zona , è larga cm. La corrente di generazione è
cioè A/cm², nA su un millimetro quadrato, contro A/cm².
Commento: la generazione vince di tredicimila volte. L’equazione del diodo descrive bene la diretta, ma nel silicio la corrente inversa misurata è quasi tutta di generazione, e cresce un poco con la tensione. Nel germanio, con più di duemila volte più grande, le due correnti si avvicinano, perché il rapporto tra loro è proporzionale a .
Esercizio 4. Calcola la capacità di giunzione del diodo dell’esercizio 1 con e con V.
A V, cm e pF. A V, con cm, pF.
Commento: cinque volt di tensione inversa dividono la capacità per quasi tre. In un diodo varicap il profilo di drogaggio si sceglie in modo da rendere la dipendenza dalla tensione ancora più marcata.
Esercizio 5. Stima la tensione di rottura a valanga del diodo dell’esercizio 1, con un campo critico di V/cm.
Con , e
cioè V.
Commento: la zona svuotata a quella tensione è larga μm, e la zona neutra deve essere più lunga, altrimenti la zona svuotata arriva al contatto prima della valanga. Per un diodo da V servirebbe un drogaggio circa dieci volte più basso e una zona di decine di micrometri.
Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione