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La giunzione pn polarizzata

Elettronica · Dispositivi elettronici Fisica · Fisica dei semiconduttori Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 6 di 20

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Indice

Fuori dall’equilibrio

Nell’articolo precedente la giunzione era lasciata a sé stessa. Ora le si applica una tensione VV tra la zona pp e la zona nn, positiva quando il potenziale della zona pp è più alto: è la polarizzazione diretta; con V<0V < 0 la polarizzazione è inversa. Passa corrente, e la giunzione non è più all’equilibrio. Servono due strumenti nuovi: un modo di descrivere le densità dei portatori quando la legge di azione di massa non vale più, e un bilancio che tenga conto dei portatori che nascono e che scompaiono.

Definizione (quasi-livelli di Fermi)

In un semiconduttore non degenere, anche fuori dall’equilibrio, il quasi-livello di Fermi degli elettroni EFnE_{Fn} e quello delle lacune EFpE_{Fp} sono le energie per cui

n=nie(EFnEi)/kT,p=nie(EiEFp)/kT.n = n_i\,e^{(E_{Fn} - E_i)/kT} , \qquad p = n_i\,e^{(E_i - E_{Fp})/kT} .

Moltiplicando, np=ni2e(EFnEFp)/kTnp = n_i^2\,e^{(E_{Fn} - E_{Fp})/kT}: la distanza tra i due quasi-livelli misura quanto il prodotto npnp si allontana dal valore di equilibrio. All’equilibrio coincidono con il livello di Fermi. Se i portatori in più, o in meno, sono pochi rispetto ai maggioritari, la situazione si chiama di bassa iniezione, e il quasi-livello dei maggioritari resta praticamente dov’era; quello dei minoritari, invece, può spostarsi di molto.

Il bilancio dei portatori si scrive per un volumetto di cristallo.

Proposizione (equazioni di continuità)

In una dimensione, se GG e RR sono le velocità di generazione e di ricombinazione, cioè le coppie create e distrutte per unità di volume e di tempo,

pt=1qJpx+GR,nt=1qJnx+GR.\frac{\partial p}{\partial t} = -\frac{1}{q}\,\frac{\partial J_p}{\partial x} + G - R , \qquad \frac{\partial n}{\partial t} = \frac{1}{q}\,\frac{\partial J_n}{\partial x} + G - R .
Dimostrazione.

Si considera il volumetto tra xx e x+dxx + dx, di sezione AA. Nel tempo dtdt entrano da sinistra AJp(x)dt/qA\,J_p(x)\,dt/q lacune ed escono da destra AJp(x+dx)dt/qA\,J_p(x + dx)\,dt/q; nello stesso tempo se ne creano (GR)Adxdt(G - R)\,A\,dx\,dt in più di quante ne scompaiano. La variazione del numero di lacune è AdxdpA\,dx\,dp, quindi

Adxdp=Aq[Jp(x)Jp(x+dx)]dt+(GR)Adxdt,A\,dx\,dp = \frac{A}{q}\,\big[J_p(x) - J_p(x + dx)\big]\,dt + (G - R)\,A\,dx\,dt ,

e dividendo per AdxdtA\,dx\,dt, con Jp(x+dx)Jp(x)=(Jp/x)dxJ_p(x + dx) - J_p(x) = (\partial J_p/\partial x)\,dx, si ottiene la prima equazione. Per gli elettroni il ragionamento è lo stesso, ma il flusso di particelle è Jn/q-J_n/q, perché la carica è negativa, e il segno del primo termine si inverte.

Fine della dimostrazione.

Generazione e ricombinazione

All’equilibrio G=RG = R in ogni punto. Nel silicio un elettrone di conduzione ricade raramente in una lacuna in un solo salto: il fondo della banda di conduzione e la cima di quella di valenza corrispondono a quantità di moto diverse, e il salto dovrebbe cederne una parte. La ricombinazione passa quasi sempre per un gradino intermedio, uno stato nel gap creato da un difetto del cristallo o da un’impurezza, che cattura prima un portatore e poi l’altro. La teoria di questo processo è di William Shockley e William Read e, indipendentemente, di Robert Hall, tutti nel 1952. Per centri con il livello al centro del gap e la stessa efficacia per elettroni e lacune dà

RG=npni2τ(n+p+2ni),R - G = \frac{np - n_i^2}{\tau\,(n + p + 2n_i)} ,

dove τ\tau è il tempo di vita dei portatori. La dimostrazione richiede di contare le catture e le emissioni dei centri, e qui non si riporta. Il segno di RGR - G è quello di npni2np - n_i^2: dove i portatori sono più che all’equilibrio prevale la ricombinazione, dove sono meno prevale la generazione. Il tempo di vita dipende dai difetti e varia moltissimo: pochi nanosecondi vicino alle superfici, dove i difetti sono tanti, circa un microsecondo nel silicio di buona qualità dei dispositivi, millisecondi nei cristalli purissimi usati come rivelatori di radiazione.

Proposizione (ricombinazione in bassa iniezione)

In un semiconduttore di tipo nn con nNDn \approx N_D, se la densità delle lacune in eccesso p=pp0p' = p - p_0 è molto minore di NDN_D,

RGpτ.R - G \approx \frac{p'}{\tau} .
Dimostrazione.

Le coppie nascono e scompaiono insieme, quindi anche gli elettroni in eccesso sono n=pn' = p' e n=ND+pn = N_D + p'. Il numeratore è

npni2=(ND+p)(p0+p)NDp0=NDp+p0p+p2NDp,\begin{aligned} np - n_i^2 &= (N_D + p')(p_0 + p') - N_Dp_0 \\ &= N_Dp' + p_0p' + p'^2 \approx N_Dp' , \end{aligned}

perché p0NDp_0 \ll N_D e pNDp' \ll N_D. Il denominatore è τ(ND+2p+p0+2ni)τND\tau\,(N_D + 2p' + p_0 + 2n_i) \approx \tau N_D, perché NDniN_D \gg n_i. Il rapporto è p/τp'/\tau.

Fine della dimostrazione.

La ricombinazione è dettata dai minoritari in eccesso: un centro che ha catturato una lacuna trova subito un elettrone, perché ce ne sono moltissimi. Se in un silicio di tipo nn illuminato uniformemente si spegne la luce, non ci sono correnti né variazioni lungo xx, l’equazione di continuità si riduce a dp/dt=p/τdp'/dt = -p'/\tau, e l’eccesso di lacune scompare come p(0)et/τp'(0)\,e^{-t/\tau}.

La legge della giunzione

Una tensione applicata ai contatti si distribuisce lungo il dispositivo. I contatti ohmici non oppongono resistenza, e le zone neutre, piene di portatori, conducono bene: quasi tutta la tensione cade sulla zona svuotata, povera di portatori. La barriera tra le due zone neutre passa da Φbi\Phi_{bi} a ΦbiV\Phi_{bi} - V: si abbassa in diretta, si alza in inversa.

Proposizione (legge della giunzione)

In una giunzione brusca polarizzata con la tensione VV, in bassa iniezione, con tutta la tensione applicata ai capi della zona svuotata e, dentro la zona svuotata, correnti molto più piccole dei loro termini di deriva e di diffusione, le densità dei minoritari ai bordi della zona svuotata sono

n(xp)=np0eV/VT,p(xn)=pn0eV/VT,n(-x_p) = n_{p0}\,e^{V/V_T} , \qquad p(x_n) = p_{n0}\,e^{V/V_T} ,

con np0=ni2/NAn_{p0} = n_i^2/N_A e pn0=ni2/NDp_{n0} = n_i^2/N_D i valori di equilibrio.

Dimostrazione.

Nella zona svuotata Jn=qnμnE+qDndn/dxJ_n = qn\mu_n\mathcal E + qD_n\,dn/dx, e per ipotesi i due termini quasi si annullano. Con la relazione di Einstein, Dn=μnVTD_n = \mu_nV_T, e con E=dV/dx\mathcal E = -dV/dx si ottiene

dndx=EVTn=1VTdVdxn,\frac{dn}{dx} = -\frac{\mathcal E}{V_T}\,n = \frac{1}{V_T}\,\frac{dV}{dx}\,n ,

cioè nn proporzionale a eV(x)/VTe^{V(x)/V_T}. Tra il bordo della zona pp e quello della zona nn il potenziale sale di ΦbiV\Phi_{bi} - V, quindi n(xp)=n(xn)e(ΦbiV)/VTn(-x_p) = n(x_n)\,e^{-(\Phi_{bi} - V)/V_T}. In bassa iniezione n(xn)=NDn(x_n) = N_D, e poiché eΦbi/VT=ni2/(NAND)e^{-\Phi_{bi}/V_T} = n_i^2/(N_AN_D),

n(xp)=NDni2NANDeV/VT=ni2NAeV/VT.n(-x_p) = N_D\,\frac{n_i^2}{N_AN_D}\,e^{V/V_T} = \frac{n_i^2}{N_A}\,e^{V/V_T} .

Per le lacune lo stesso ragionamento, con pp proporzionale a eV(x)/VTe^{-V(x)/V_T} e p(xp)=NAp(-x_p) = N_A, dà p(xn)=(ni2/ND)eV/VTp(x_n) = (n_i^2/N_D)\,e^{V/V_T}.

Fine della dimostrazione.

L’ipotesi sulle correnti è largamente verificata. Con ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3} e una zona svuotata di qualche decimo di micrometro, il solo termine di diffusione vale circa qDnND/xd103qD_nN_D/x_d \approx 10^{3} A/cm², e la corrente di un diodo in funzione è di solito mille volte più piccola: deriva e diffusione restano in equilibrio quasi perfetto, e la tensione applicata sposta solo di poco quell’equilibrio. Ai bordi della zona svuotata np=ni2eV/VTnp = n_i^2\,e^{V/V_T}: i quasi-livelli di Fermi sono separati di qVqV.

I quasi-livelli di Fermi nella giunzione polarizzata Due diagrammi a bande di una giunzione pn, zona p a sinistra e zona n a destra. In alto, in polarizzazione diretta, il dislivello delle bande tra le due zone è piccolo; il quasi-livello di Fermi degli elettroni, blu tratteggiato, e quello delle lacune, arancione tratteggiato, sono separati di q per V nella zona svuotata e si ricongiungono nelle zone neutre: quello degli elettroni scende a sinistra fino a raggiungere quello delle lacune, quello delle lacune sale a destra fino a raggiungere quello degli elettroni. In basso, in polarizzazione inversa, il dislivello delle bande è grande, e nella zona svuotata il quasi-livello degli elettroni sta sotto quello delle lacune; anche qui i due si ricongiungono nelle zone neutre. polarizzazione diretta, V = 0,5 V EC EV EFn EFp qV polarizzazione inversa, V = −0,8 V EC EV EFn EFp qV

Le bande e i quasi-livelli di Fermi di una giunzione in polarizzazione diretta, in alto, e inversa, in basso, in un disegno qualitativo. Nella zona svuotata i quasi-livelli sono piatti e distano qVqV; nelle zone neutre quello dei minoritari torna a coincidere con quello dei maggioritari, man mano che i portatori iniettati si ricombinano o, in inversa, vengono rigenerati.

In diretta i minoritari ai bordi aumentano di un fattore eV/VTe^{V/V_T}, in inversa diminuiscono fino quasi a zero. Resta da vedere quanta corrente ne viene.

I minoritari nelle zone neutre

I minoritari in più al bordo della zona svuotata non restano lì. Nella zona neutra nn il campo è debole e le lacune in eccesso si muovono per diffusione verso il contatto, dove per le proprietà del contatto ohmico la loro densità torna quella di equilibrio. Lungo la strada una parte si ricombina. Con u=xxnu = x - x_n la distanza dal bordo e WW la lunghezza della zona neutra, nello stato stazionario, senza campo, la corrente di lacune è Jp=qDpdp/duJ_p = -qD_p\,dp'/du, e l’equazione di continuità diventa

Dpd2pdu2=pτp.D_p\,\frac{d^2p'}{du^2} = \frac{p'}{\tau_p} .

Proposizione (profilo dei minoritari iniettati)

Con p(0)=pn0(eV/VT1)p'(0) = p_{n0}\,(e^{V/V_T} - 1) e p(W)=0p'(W) = 0, le lacune in eccesso nella zona neutra nn sono

p(u)=p(0)sinh((Wu)/Lp)sinh(W/Lp),Lp=Dpτp,p'(u) = p'(0)\,\frac{\sinh\big((W - u)/L_p\big)}{\sinh(W/L_p)} , \qquad L_p = \sqrt{D_p\tau_p} ,

e la loro corrente sul bordo della zona svuotata è

Jp(xn)=qDpp(0)Lptanh(W/Lp).J_p(x_n) = \frac{qD_p\,p'(0)}{L_p\tanh(W/L_p)} .
Dimostrazione.

La soluzione generale di p=p/Lp2p'' = p'/L_p^2 è una combinazione di eu/Lpe^{u/L_p} e di eu/Lpe^{-u/L_p}, e quindi anche di sinh((Wu)/Lp)\sinh\big((W - u)/L_p\big) e cosh((Wu)/Lp)\cosh\big((W - u)/L_p\big). La condizione p(W)=0p'(W) = 0 elimina il coseno iperbolico, che in u=Wu = W vale 11; la condizione in u=0u = 0 fissa il coefficiente del seno iperbolico a p(0)/sinh(W/Lp)p'(0)/\sinh(W/L_p). Derivando,

dpduu=0=p(0)Lpcosh(W/Lp)sinh(W/Lp),\frac{dp'}{du}\bigg|_{u=0} = -\frac{p'(0)}{L_p}\,\frac{\cosh(W/L_p)}{\sinh(W/L_p)} ,

e Jp=qDpdp/duJ_p = -qD_p\,dp'/du dà la tesi.

Fine della dimostrazione.

La lunghezza di diffusione LpL_p è la distanza tipica che una lacuna percorre prima di ricombinarsi: con Dp=11 cm2/sD_p = 11\ \text{cm}^2/\text{s} e τp=1\tau_p = 1 μs vale 3333 μm. I due casi estremi hanno un nome. Se la zona neutra è molto più corta di LpL_p, la base corta, quasi nessuna lacuna si ricombina: tanh(W/Lp)W/Lp\tanh(W/L_p) \approx W/L_p, il profilo è una retta e Jp=qDpp(0)/WJ_p = qD_p\,p'(0)/W. Se è molto più lunga, la base lunga, le lacune si ricombinano tutte prima del contatto: tanh1\tanh \approx 1, il profilo è l’esponenziale p(0)eu/Lpp'(0)\,e^{-u/L_p} e Jp=qDpp(0)/LpJ_p = qD_p\,p'(0)/L_p.

Il profilo dei minoritari iniettati Un grafico con la distanza dal bordo della zona svuotata in orizzontale, da zero a due lunghezze di diffusione e mezza, e in verticale la densità delle lacune in eccesso, divisa per il suo valore sul bordo. Tre curve partono da 1 sull'asse verticale. Quella della base corta, con il contatto a 0,3 lunghezze di diffusione, scende in linea quasi retta e ripida fino a zero. Quella con il contatto a una lunghezza di diffusione scende curvando e arriva a zero sul contatto. Quella della base lunga è un esponenziale decrescente che a due lunghezze e mezza vale meno di un decimo. Più il contatto è vicino, più la curva parte ripida. W = 0,3 LW = Lbase lunga 0L2L 1 0 distanza dal bordo lacune in eccesso, normalizzate

Le lacune in eccesso nella zona neutra nn, divise per il loro valore sul bordo della zona svuotata, per tre distanze WW del contatto. Con la base corta il profilo è quasi una retta, con la base lunga un esponenziale. La corrente è proporzionale alla pendenza iniziale, che cresce avvicinando il contatto.

Nella base corta la corrente è costante lungo la zona neutra, e si può chiedere quanto tempo impiega una lacuna ad attraversarla.

Proposizione (tempo di transito nella base corta)

In una base corta di lunghezza WW il tempo medio che un minoritario impiega ad attraversarla è

ttr=W22D.t_{tr} = \frac{W^2}{2D} .
Dimostrazione.

Le lacune in eccesso nella zona neutra, su una sezione AA, sono l’area del triangolo del profilo lineare per AA, con carica Q=qAp(0)W/2Q = qA\,p'(0)\,W/2. Nello stato stazionario ogni lacuna che entra dal bordo esce dal contatto dopo il tempo medio ttrt_{tr}, e la carica presente è quella entrata in un tempo ttrt_{tr}: Q=IttrQ = I\,t_{tr}. Con I=qADp(0)/WI = qAD\,p'(0)/W,

ttr=QI=qAp(0)W/2qADp(0)/W=W22D.t_{tr} = \frac{Q}{I} = \frac{qA\,p'(0)\,W/2}{qAD\,p'(0)/W} = \frac{W^2}{2D} .

Fine della dimostrazione.

La base è corta, e la ricombinazione trascurabile, quando ttrτt_{tr} \ll \tau, cioè quando W22Dτ=2L2W^2 \ll 2D\tau = 2L^2: le due condizioni dicono la stessa cosa. Con la base lunga lo stesso conto dà Q=qAp(0)LpQ = qA\,p'(0)\,L_p e Q/I=Lp2/Dp=τpQ/I = L_p^2/D_p = \tau_p: la carica immagazzinata è la corrente per il tempo di vita. Per spegnere un diodo in conduzione bisogna togliere questa carica, e per questo un diodo non si interdice istantaneamente.

L’equazione del diodo

Nella zona pp la corrente di elettroni decresce allontanandosi dalla giunzione, come quella di lacune nella zona nn. La corrente totale, però, è la stessa in ogni sezione: dove i minoritari si ricombinano, i maggioritari arrivati dal contatto ne prendono il posto, e forniscono sia i portatori da iniettare sia quelli che servono alla ricombinazione.

Le correnti in una giunzione a base lunga Un grafico con la posizione lungo la giunzione in orizzontale, zona p a sinistra e zona n a destra, e le densità di corrente in verticale. Una retta orizzontale in alto è la corrente totale, uguale in ogni punto. La curva blu degli elettroni vale quasi quanto la totale vicino al contatto della zona n, scende avvicinandosi alla giunzione, attraversa la zona svuotata al valore di circa un terzo e poi nella zona p decresce esponenzialmente fino a zero. La curva arancione delle lacune fa il contrario: vale quasi quanto la totale nella zona p lontano dalla giunzione, scende a circa due terzi alla giunzione e nella zona n decresce fino a zero. In ogni punto le due curve sommate danno la totale. Jtot Jn Jp Jp Jn zona p zona n zona svuotata x

Le densità di corrente in una giunzione a base lunga polarizzata in diretta. Le correnti dei minoritari decrescono esponenzialmente allontanandosi dalla zona svuotata, quelle dei maggioritari crescono in modo complementare, e la corrente totale è la stessa ovunque.

Teorema (equazione del diodo)

In una giunzione brusca in bassa iniezione, con la tensione applicata tutta ai capi della zona svuotata e senza generazione né ricombinazione nella zona svuotata, la densità di corrente è

J=Js(eV/VT1),Js=qni2(DnNALn+DpNDLp),J = J_s\,\big(e^{V/V_T} - 1\big) , \qquad J_s = qn_i^2\left(\frac{D_n}{N_AL_n'} + \frac{D_p}{N_DL_p'}\right) ,

dove Ln=Lntanh(Wp/Ln)L_n' = L_n\tanh(W_p/L_n) e Lp=Lptanh(Wn/Lp)L_p' = L_p\tanh(W_n/L_p) valgono WpW_p e WnW_n con la base corta e LnL_n e LpL_p con la base lunga.

Dimostrazione.

Senza generazione né ricombinazione nella zona svuotata, per le equazioni di continuità nello stato stazionario JnJ_n e JpJ_p sono costanti attraverso di essa. La corrente totale si può calcolare sul bordo xnx_n, dove J=Jn(xn)+Jp(xn)J = J_n(x_n) + J_p(x_n), e poiché Jn(xn)=Jn(xp)J_n(x_n) = J_n(-x_p),

J=Jn(xp)+Jp(xn).J = J_n(-x_p) + J_p(x_n) .

Tutte e due sono correnti di minoritari sul bordo di una zona neutra. Per la proposizione sul profilo, con p(0)=pn0(eV/VT1)p'(0) = p_{n0}(e^{V/V_T} - 1) e pn0=ni2/NDp_{n0} = n_i^2/N_D, Jp(xn)=qDpni2(eV/VT1)/(NDLp)J_p(x_n) = qD_pn_i^2\,(e^{V/V_T} - 1)/(N_DL_p'); per gli elettroni nella zona pp allo stesso modo Jn(xp)=qDnni2(eV/VT1)/(NALn)J_n(-x_p) = qD_nn_i^2\,(e^{V/V_T} - 1)/(N_AL_n'). La somma è la tesi.

Fine della dimostrazione.

È la formula che William Shockley ricavò nel 1949. In diretta, appena VV supera qualche VTV_T, la corrente cresce come eV/VTe^{V/V_T}: di un fattore dieci ogni VTln10=59,5V_T\ln10 = 59{,}5 mV. In inversa tende a Js-J_s, piccolissima e indipendente dalla tensione. JsJ_s è proporzionale a ni2n_i^2, e quindi cresce moltissimo con la temperatura; ed è dominata dalla zona meno drogata, perché i minoritari iniettati nella zona più drogata sono pochi. In una giunzione p+np^+n la corrente è fatta quasi tutta di lacune iniettate nella zona nn.

La bassa iniezione vale finché i minoritari al bordo restano molti meno dei maggioritari, pn0eV/VTNDp_{n0}\,e^{V/V_T} \ll N_D, cioè V2VTln(ND/ni)V \ll 2V_T\ln(N_D/n_i): con ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3} il limite è 0,710{,}71 V. Oltre, la corrente cresce meno in fretta, e anche la resistenza delle zone neutre e dei contatti comincia a farsi sentire.

La ricombinazione nella zona svuotata

L’equazione del diodo trascura la ricombinazione nella zona svuotata. In diretta, però, lì np=ni2eV/VTnp = n_i^2\,e^{V/V_T}, più che all’equilibrio, e qualche coppia si ricombina. Con il prodotto npnp fissato, il denominatore della formula di Shockley, Read e Hall è minimo quando n=p=nieV/2VTn = p = n_i\,e^{V/2V_T}, e la ricombinazione vale al massimo

RG=ni2(eV/VT1)τ(2nieV/2VT+2ni)ni2τeV/2VT.R - G = \frac{n_i^2\,(e^{V/V_T} - 1)}{\tau\,(2n_i\,e^{V/2V_T} + 2n_i)} \approx \frac{n_i}{2\tau}\,e^{V/2V_T} .

Ogni coppia ricombinata richiede una carica elementare dal circuito esterno, e su tutta la zona svuotata la corrente è al più Jric(qnixd/2τ)eV/2VTJ_{ric} \approx (qn_ix_d/2\tau)\,e^{V/2V_T}. Cresce con metà della pendenza della corrente di diffusione, ma parte da un valore molto più alto, perché è proporzionale a nin_i e non a ni2n_i^2. Nel silicio domina alle tensioni basse, fino a qualche decimo di volt, e sopra diventa trascurabile. Per questo la corrente di un diodo reale si scrive spesso IseV/ηVTI_s\,e^{V/\eta V_T} con un fattore di idealità η\eta tra 11 e 22.

La polarizzazione inversa

Con V<0V < 0 di qualche VTV_T le densità dei minoritari ai bordi della zona svuotata sono quasi nulle, e le zone neutre forniscono per diffusione la corrente Js-J_s. Nella zona svuotata, dove ora npni2np \ll n_i^2 e anche n,pnin, p \ll n_i, la formula di Shockley, Read e Hall dà una generazione netta GRni2/(2niτ)=ni/2τG - R \approx n_i^2/(2n_i\tau) = n_i/2\tau, e le coppie generate sono separate dal campo. La corrente di generazione è

Jgenqnixd2τ,J_{gen} \approx -\frac{qn_i\,x_d}{2\tau} ,

e cresce con la tensione inversa come xdx_d, cioè come ΦbiV\sqrt{\Phi_{bi} - V}. Anche qui nin_i contro ni2n_i^2: nel silicio a temperatura ambiente la corrente inversa è quasi tutta di generazione.

La caratteristica del diodo Due grafici. In alto la corrente in funzione della tensione in scala lineare: a destra dell'origine, in polarizzazione diretta, la corrente resta quasi nulla e poi sale sempre più ripida; a sinistra, in polarizzazione inversa, la curva resta appena sotto l'asse fino alla tensione di rottura, dove scende quasi verticale. In basso la corrente in diretta in scala logaritmica, da dieci alla meno quattordici a un decimo di ampere, tra 0 e 0,8 volt. La corrente di diffusione è una retta che sale di un fattore dieci ogni 60 millivolt; quella di ricombinazione è una retta con pendenza metà; la corrente totale, la somma, segue la seconda sotto i 0,45 volt circa e la prima sopra. −VBR V I diretta inversa rottura 00,20,40,60,8 10⁻¹⁴10⁻¹¹10⁻⁸10⁻⁵10⁻² tensione, V corrente in diretta, A ricombinazione diffusione

La caratteristica di un diodo al silicio. In alto, in scala lineare e qualitativa: la corrente in diretta cresce esponenzialmente, quella in inversa è piccolissima fino alla tensione di rottura. In basso, in scala logaritmica, la corrente in diretta del diodo dell’esercizio 1: la corrente di diffusione sale di un fattore dieci ogni 6060 mV, quella di ricombinazione ogni 120120 mV, e la somma passa dall’una all’altra intorno a 0,440{,}44 V.

La capacità di giunzione

La larghezza della zona svuotata dipende dalla tensione. I conti dell’articolo precedente valgono con la barriera ΦbiV\Phi_{bi} - V al posto di Φbi\Phi_{bi}: la zona svuotata si restringe in diretta e si allarga in inversa. Se la tensione cambia, la carica fissa scoperta nella zona svuotata cambia con lei, e la giunzione si comporta come un condensatore.

Proposizione (capacità di giunzione)

Una giunzione brusca di sezione AA polarizzata con la tensione V<ΦbiV < \Phi_{bi} ha la capacità

Cj=εSiAxd,xd=2εSi(ΦbiV)q(1NA+1ND).C_j = \frac{\varepsilon_{Si}A}{x_d} , \qquad x_d = \sqrt{\frac{2\varepsilon_{Si}(\Phi_{bi} - V)}{q}\left(\frac{1}{N_A} + \frac{1}{N_D}\right)} .
Dimostrazione.

La carica positiva della zona svuotata è Q=qNDAxnQ = qN_DAx_n, e con xn=xdNA/(NA+ND)x_n = x_dN_A/(N_A + N_D) si scrive Q=qAxdNAND/(NA+ND)Q = qAx_d\,N_AN_D/(N_A + N_D). Posto N=NAND/(NA+ND)N = N_AN_D/(N_A + N_D), cioè 1/N=1/NA+1/ND1/N = 1/N_A + 1/N_D, la larghezza è xd=2εSi(ΦbiV)/qNx_d = \sqrt{2\varepsilon_{Si}(\Phi_{bi} - V)/qN}, e la sua derivata è

dxddV=12xd2εSiqN=εSiqNxd.\frac{dx_d}{dV} = -\frac{1}{2x_d}\cdot\frac{2\varepsilon_{Si}}{qN} = -\frac{\varepsilon_{Si}}{qNx_d} .

La capacità è Cj=dQ/dV=qANdxd/dV=εSiA/xdC_j = |dQ/dV| = qAN\,|dx_d/dV| = \varepsilon_{Si}A/x_d.

Fine della dimostrazione.

È la capacità di un condensatore piano con le armature distanti xdx_d: le armature sono i bordi delle zone neutre, dove arriva e da dove se ne va la carica. Diminuisce con la tensione inversa, e i diodi varicap sfruttano proprio questo per accordare i circuiti oscillanti con una tensione. In una giunzione asimmetrica 1/Cj2=2(ΦbiV)/(qεSiA2N)1/C_j^2 = 2(\Phi_{bi} - V)/(q\varepsilon_{Si}A^2N) è una retta in funzione di VV, e dalla sua pendenza si misura il drogaggio della zona meno drogata. In diretta la capacità di giunzione c’è ancora, ma la carica dei minoritari immagazzinati, τI\tau I, cambia con la tensione molto di più.

La rottura

Il campo massimo nella zona svuotata cresce con la tensione inversa. Nell’articolo precedente si è visto che Emax=2Φbi/xd|\mathcal E_{max}| = 2\Phi_{bi}/x_d; con la barriera ΦbiV\Phi_{bi} - V e la larghezza della proposizione precedente diventa

Emax=2qN(ΦbiV)εSi.|\mathcal E_{max}| = \sqrt{\frac{2qN\,(\Phi_{bi} - V)}{\varepsilon_{Si}}} .

Quando il campo arriva a qualche centinaio di kilovolt al centimetro, un elettrone accelerato tra un urto e l’altro può acquistare più dell’energia del gap e, urtando, rompere un legame: nasce una coppia, e i due nuovi portatori, accelerati a loro volta, ne creano altre. È la moltiplicazione a valanga, e la corrente inversa, da minuscola, cresce di colpo.

La moltiplicazione a valanga Un rettangolo chiaro rappresenta la zona svuotata, tra la zona p a sinistra e la zona n a destra; una freccia indica il campo elettrico, diretto verso sinistra. Nell'animazione un elettrone blu entra da sinistra e attraversa la zona verso destra. A un certo punto un lampo segna un urto: nasce una coppia, un nuovo elettrone che corre verso destra e una lacuna arancione che torna verso sinistra. Il primo elettrone urta ancora e crea un'altra coppia, e anche il nuovo elettrone ne crea una. Da un solo elettrone entrato escono a destra quattro elettroni e a sinistra tre lacune. p n zona svuotata

La moltiplicazione a valanga nella zona svuotata. Il campo spinge gli elettroni verso la zona nn e le lacune verso la zona pp. Un elettrone entrato da sinistra crea due coppie, e uno degli elettroni generati ne crea un’altra: da un solo portatore ne escono sette.

Proposizione (tensione di rottura a valanga)

Se la valanga comincia quando il campo massimo raggiunge il valore critico Ec\mathcal E_{c}, la tensione inversa di rottura di una giunzione brusca è

VBR=εSiEc22qNΦbi,1N=1NA+1ND.V_{BR} = \frac{\varepsilon_{Si}\,\mathcal E_{c}^2}{2qN} - \Phi_{bi} , \qquad \frac{1}{N} = \frac{1}{N_A} + \frac{1}{N_D} .
Dimostrazione.

Con V=VBRV = -V_{BR} il campo massimo è 2qN(Φbi+VBR)/εSi\sqrt{2qN(\Phi_{bi} + V_{BR})/\varepsilon_{Si}}. Uguagliandolo a Ec\mathcal E_c ed elevando al quadrato, Φbi+VBR=εSiEc2/2qN\Phi_{bi} + V_{BR} = \varepsilon_{Si}\mathcal E_c^2/2qN.

Fine della dimostrazione.

Il campo critico del silicio è circa 4×1054\times10^{5} V/cm per drogaggi attorno a 1016 cm310^{16}\ \text{cm}^{-3} e cresce lentamente con il drogaggio. La tensione di rottura dipende soprattutto dalla zona meno drogata, attraverso NN: per avere diodi che reggono tensioni alte si fa quella zona poco drogata e lunga. Con drogaggi molto alti su tutti e due i lati, invece, la zona svuotata è così sottile che gli elettroni possono passarla per effetto tunnel, dalla banda di valenza della zona pp alla banda di conduzione della zona nn, già con pochi volt: è la rottura Zener, che prevale sotto i 55 V circa. La rottura non è distruttiva se la corrente è limitata dal circuito; i diodi Zener, fatti per lavorare lì, sono l’argomento del prossimo articolo.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un diodo p+np^+n ha NA=1018N_A = 10^{18} e ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3}, sezione 1 mm21\ \text{mm}^2, zone neutre lunghe molto più delle lunghezze di diffusione, e tempi di vita dei minoritari di 11 μs. Le mobilità dei minoritari sono μp=425 cm2/(V⋅s)\mu_p = 425\ \text{cm}^2/(\text{V·s}) nella zona nn e μn=277 cm2/(V⋅s)\mu_n = 277\ \text{cm}^2/(\text{V·s}) nella zona pp. Calcola la corrente di saturazione e la corrente a 0,60{,}6 e a 0,70{,}7 V.

I coefficienti di diffusione sono Dp=0,02585425=11,0 cm2/sD_p = 0{,}02585\cdot425 = 11{,}0\ \text{cm}^2/\text{s} e Dn=7,16 cm2/sD_n = 7{,}16\ \text{cm}^2/\text{s}, le lunghezze di diffusione Lp=11,0106 cm=33L_p = \sqrt{11{,}0\cdot10^{-6}}\ \text{cm} = 33 μm e Ln=27L_n = 27 μm. I due termini di JsJ_s valgono

qni2DpNDLp=1,602×1019102011,010163,31×103=5,3×1012 A/cm2\frac{qn_i^2D_p}{N_DL_p} = \frac{1{,}602\times10^{-19}\cdot10^{20}\cdot11{,}0}{10^{16}\cdot3{,}31\times10^{-3}} = 5{,}3\times10^{-12}\ \text{A/cm}^2

e qni2Dn/(NALn)=4,3×1014qn_i^2D_n/(N_AL_n) = 4{,}3\times10^{-14} A/cm², centoventi volte meno. Con A=102 cm2A = 10^{-2}\ \text{cm}^2, Is=5,35×1014I_s = 5{,}35\times10^{-14} A. A 0,60{,}6 V, I=Ise0,6/0,02585=0,64I = I_s\,e^{0{,}6/0{,}02585} = 0{,}64 mA; a 0,70{,}7 V, 3131 mA.

Commento: IsI_s è una frazione di miliardesimo di milliampere, eppure a 0,60{,}6 V il diodo conduce quasi un milliampere, e cento millivolt dopo cinquanta volte tanto. Per questo in un circuito si dice che un diodo al silicio in conduzione ha circa 0,60{,}6-0,70{,}7 V ai capi, quasi qualunque sia la corrente. A 0,70{,}7 V le lacune al bordo sono 5,7×1015 cm35{,}7\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}, più della metà di NDN_D: la bassa iniezione è al limite, e la corrente vera è un po’ più bassa.

Esercizio 2. Nel diodo dell’esercizio 1 la zona pp fosse lunga solo 55 μm, con NA=1017 cm3N_A = 10^{17}\ \text{cm}^{-3} e Dn=18,6 cm2/sD_n = 18{,}6\ \text{cm}^2/\text{s}. Quanto vale il tempo di transito degli elettroni? La base è corta?

ttr=W2/2Dn=(5×104 cm)2/(218,6 cm2/s)=6,7×109t_{tr} = W^2/2D_n = (5\times10^{-4}\ \text{cm})^2/(2\cdot18{,}6\ \text{cm}^2/\text{s}) = 6{,}7\times10^{-9} s, contro un tempo di vita di 10610^{-6} s.

Commento: gli elettroni attraversano la zona in meno di sette nanosecondi, e solo uno su centocinquanta si ricombina per strada. La base è corta, e nel termine degli elettroni di JsJ_s al posto di LnL_n va WpW_p.

Esercizio 3. Confronta, per il diodo dell’esercizio 1 polarizzato con 5-5 V, la corrente inversa di diffusione e quella di generazione.

La tensione di built-in è 0,02585ln(1034/1020)=0,8330{,}02585\cdot\ln(10^{34}/10^{20}) = 0{,}833 V, e la zona svuotata, quasi tutta nella zona nn, è larga xd=21,04×10125,83/(1,602×10191016)=8,7×105x_d = \sqrt{2\cdot1{,}04\times10^{-12}\cdot5{,}83/(1{,}602\times10^{-19}\cdot10^{16})} = 8{,}7\times10^{-5} cm. La corrente di generazione è

Jgen=qnixd2τ=1,602×101910108,7×1052×106 A/cm2,|J_{gen}| = \frac{qn_ix_d}{2\tau} = \frac{1{,}602\times10^{-19}\cdot10^{10}\cdot8{,}7\times10^{-5}}{2\times10^{-6}}\ \text{A/cm}^2 ,

cioè 7,0×1087{,}0\times10^{-8} A/cm², 0,70{,}7 nA su un millimetro quadrato, contro Js=5,35×1012J_s = 5{,}35\times10^{-12} A/cm².

Commento: la generazione vince di tredicimila volte. L’equazione del diodo descrive bene la diretta, ma nel silicio la corrente inversa misurata è quasi tutta di generazione, e cresce un poco con la tensione. Nel germanio, con nin_i più di duemila volte più grande, le due correnti si avvicinano, perché il rapporto tra loro è proporzionale a 1/ni1/n_i.

Esercizio 4. Calcola la capacità di giunzione del diodo dell’esercizio 1 con 00 e con 5-5 V.

A 00 V, xd=21,04×10120,833/(1,602×10191016)=3,3×105x_d = \sqrt{2\cdot1{,}04\times10^{-12}\cdot0{,}833/(1{,}602\times10^{-19}\cdot10^{16})} = 3{,}3\times10^{-5} cm e Cj=1,04×1012102/3,3×105=315C_j = 1{,}04\times10^{-12}\cdot10^{-2}/3{,}3\times10^{-5} = 315 pF. A 5-5 V, con xd=8,7×105x_d = 8{,}7\times10^{-5} cm, Cj=119C_j = 119 pF.

Commento: cinque volt di tensione inversa dividono la capacità per quasi tre. In un diodo varicap il profilo di drogaggio si sceglie in modo da rendere la dipendenza dalla tensione ancora più marcata.

Esercizio 5. Stima la tensione di rottura a valanga del diodo dell’esercizio 1, con un campo critico di 4×1054\times10^{5} V/cm.

Con 1/N=1018+10161/N = 10^{-18} + 10^{-16}, N=9,9×1015 cm3N = 9{,}9\times10^{15}\ \text{cm}^{-3} e

VBR=1,04×1012(4×105)221,602×10199,9×1015 V0,83 V,V_{BR} = \frac{1{,}04\times10^{-12}\cdot(4\times10^{5})^2}{2\cdot1{,}602\times10^{-19}\cdot9{,}9\times10^{15}}\ \text{V} - 0{,}83\ \text{V} ,

cioè 52,50,85252{,}5 - 0{,}8 \approx 52 V.

Commento: la zona svuotata a quella tensione è larga xd=2(Φbi+VBR)/Ec=2,6x_d = 2(\Phi_{bi} + V_{BR})/\mathcal E_c = 2{,}6 μm, e la zona nn neutra deve essere più lunga, altrimenti la zona svuotata arriva al contatto prima della valanga. Per un diodo da 500500 V servirebbe un drogaggio circa dieci volte più basso e una zona nn di decine di micrometri.

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