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Modulazione e rivelazione sincrona

Elettronica · Strumentazione elettronica Articolo

Percorso: Strumentazione elettronica · 15 di 17

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Indice

Un segnale lento nel rumore lento

Resta l’ultimo dei quattro casi: un segnale costante, o quasi, sepolto in un rumore a bassa frequenza. La media non funziona, perché il rumore non cambia abbastanza in fretta da cancellarsi; il passa-alto nemmeno, perché toglie insieme al rumore anche il segnale. L’idea viene dalle telecomunicazioni: spostare il segnale in frequenza, lontano dal rumore, prima che il rumore si aggiunga; filtrarlo là, dove il rumore è basso; e riportarlo indietro. Spostare un segnale in frequenza vuol dire moltiplicarlo per un’oscillazione, la portante.

La modulazione d’ampiezza

Si moltiplica il segnale lento x(t)x(t) per una portante sinusoidale c(t)=Acos(ωct+ϕ)c(t) = A\cos(\omega_ct + \phi), con fc=ωc/2πf_c = \omega_c/2\pi molto più alta delle frequenze di xx: il risultato m(t)=x(t)c(t)m(t) = x(t)\,c(t) è un’oscillazione alla frequenza della portante, con l’ampiezza che segue il segnale.

Proposizione (spettro di un segnale modulato)

Se x(t)x(t) ha trasformata X(f)X(f), il segnale modulato m(t)=x(t)Acos(ωct+ϕ)m(t) = x(t)\,A\cos(\omega_ct + \phi) ha trasformata

M(f)=A2[ejϕX(ffc)+ejϕX(f+fc)]:M(f) = \frac{A}{2}\left[e^{j\phi}X(f - f_c) + e^{-j\phi}X(f + f_c)\right] :

lo spettro del segnale, copiato attorno a +fc+f_c e a fc-f_c.

Dimostrazione.

Si scrive il coseno con gli esponenziali, Acos(ωct+ϕ)=(A/2)(ejϕej2πfct+ejϕej2πfct)A\cos(\omega_ct + \phi) = (A/2)\left(e^{j\phi}e^{j2\pi f_ct} + e^{-j\phi}e^{-j2\pi f_ct}\right). Moltiplicare un segnale per ej2πfcte^{j2\pi f_ct} sposta la sua trasformata di fcf_c: x(t)ej2πfctej2πftdt=X(ffc)\int x(t)\,e^{j2\pi f_ct}\,e^{-j2\pi ft}\,dt = X(f - f_c). Sommando i due termini si ha l’enunciato.

Fine della dimostrazione.

Se lo spettro di xx è largo meno di fcf_c, le due copie non si sovrappongono, e tutta l’informazione del segnale si trova ora attorno alla portante. Il rumore che si aggiunge dopo la modulazione, invece, resta dov’era: a bassa frequenza, se è rumore 1/f1/f o una deriva.

La demodulazione sincrona

Per riportare indietro il segnale si fa la stessa operazione: si moltiplica di nuovo per una sinusoide alla frequenza della portante, il riferimento, e si filtra con un passa-basso.

Proposizione (demodulazione con un riferimento sfasato)

Moltiplicando il segnale modulato m(t)=x(t)Acos(ωct+ϕ)m(t) = x(t)\,A\cos(\omega_ct + \phi) per il riferimento Bcos[(ωc+Δω)t+ϕ+Δϕ]B\cos[(\omega_c + \Delta\omega)t + \phi + \Delta\phi] e filtrando con un passa-basso che lascia passare lo spettro di xx e toglie le frequenze vicine a 2fc2f_c, si ottiene

y(t)=AB2x(t)cos(Δωt+Δϕ).y(t) = \frac{AB}{2}\,x(t)\cos(\Delta\omega\,t + \Delta\phi) .
Dimostrazione.

Per la formula cosαcosβ=12[cos(α+β)+cos(αβ)]\cos\alpha\cos\beta = \tfrac12[\cos(\alpha + \beta) + \cos(\alpha - \beta)] il prodotto è

AB2x(t){cos[(2ωc+Δω)t+2ϕ+Δϕ]+cos(Δωt+Δϕ)}.\frac{AB}{2}\,x(t)\Big\{\cos\big[(2\omega_c + \Delta\omega)t + 2\phi + \Delta\phi\big] + \cos(\Delta\omega\,t + \Delta\phi)\Big\} .

Il primo termine è il segnale modulato attorno a 2fc+Δf2f_c + \Delta f, e il passa-basso lo toglie; il secondo, per Δf\Delta f piccolo, sta nella banda del segnale e passa.

Fine della dimostrazione.

Con il riferimento esatto, Δω=0\Delta\omega = 0 e Δϕ=0\Delta\phi = 0, l’uscita è (AB/2)x(t)(AB/2)\,x(t): il segnale torna com’era, a meno di una costante. Un errore di fase lo riduce del fattore cosΔϕ\cos\Delta\phi, e con Δϕ=90°\Delta\phi = 90° lo annulla. Un errore di frequenza è peggio: l’uscita oscilla alla frequenza di battimento Δf\Delta f, e il valore letto dipende dall’istante in cui lo si legge. Il riferimento deve quindi essere agganciato in frequenza e in fase alla portante, e per questo si parla di rivelazione sincrona, o coerente, e di rivelatore sensibile alla fase: un moltiplicatore seguito da un passa-basso. Nei laboratori la condizione è facile, perché la portante la genera lo stesso strumento che fa la misura; nelle radio è il problema principale, e le prime radio lo aggiravano con un diodo che raddrizzava il segnale e ne seguiva l’inviluppo, una rivelazione non coerente, più semplice ma molto peggiore con i segnali deboli.

Modulare e demodulare Tre tracce una sotto l'altra. In alto un segnale lento, sempre positivo. Al centro lo stesso segnale moltiplicato per una portante molto più veloce: un'oscillazione rapida la cui ampiezza segue il segnale, tra due inviluppi tratteggiati. In basso il segnale demodulato, moltiplicato di nuovo per la portante: oscilla tra zero e il segnale, e la sua media, tratteggiata, è metà del segnale originale. x(t) m(t) d(t) x/2

Un segnale lento, sopra; lo stesso segnale modulato da una portante, al centro, con l’inviluppo tratteggiato; e il segnale demodulato, sotto, moltiplicato di nuovo per la portante: oscilla tra zero e il segnale, e il passa-basso ne tiene la media, metà del segnale originale.

Il rivelatore come filtro

Il rivelatore sensibile alla fase è un filtro tempo-variante. La sua uscita è

y(t)=x(τ)wR(τ)wLP(t,τ)dτ,y(t) = \int x(\tau)\,w_R(\tau)\,w_{LP}(t, \tau)\,d\tau ,

con wRw_R il riferimento e wLPw_{LP} la funzione peso del passa-basso: la funzione peso del rivelatore è il prodotto dei due, w(t,τ)=wR(τ)wLP(t,τ)w(t, \tau) = w_R(\tau)\,w_{LP}(t, \tau). Anche con un passa-basso tempo-invariante, il riferimento la fa dipendere da tt e da τ\tau separatamente.

Si prenda un segnale costante AA, modulato: all’ingresso del rivelatore arriva AcosωcτA\cos\omega_c\tau. Se il passa-basso è un integratore puro, la sua funzione peso è costante sull’intervallo di misura, e la funzione peso del rivelatore è proporzionale a cosωcτ\cos\omega_c\tau: proporzionale al segnale. Per il teorema del filtro adattato, con rumore bianco il rivelatore è il filtro ottimo per una sinusoide di frequenza e fase note. Con un filtro RC la funzione peso è un coseno dentro un’esponenziale, e il filtro è quasi ottimo. L’uscita, in tutti e due i casi, è una stima della correlazione tra l’ingresso e il riferimento: massima quando hanno la stessa frequenza e la stessa fase, nulla quando sono in quadratura.

La funzione peso del rivelatore sincrono La funzione peso di un rivelatore sensibile alla fase: un'oscillazione alla frequenza della portante, la cui ampiezza cresce esponenzialmente verso l'istante di lettura, a destra, e si spegne andando indietro nel tempo, dentro due inviluppi tratteggiati. t t − TF w(t, τ) = cos(ωcτ) e−(t−τ)/TF/TF τ

La funzione peso di un rivelatore sensibile alla fase con un filtro RC: il riferimento dentro l’inviluppo esponenziale del filtro. Pesa il passato recente con la forma della sinusoide che si vuole misurare.

Il rumore dopo la demodulazione

Il rumore all’ingresso del rivelatore viene moltiplicato per il riferimento come il segnale. Se il rumore è stazionario, il prodotto non lo è più: la sua varianza oscilla, più grande quando il riferimento è al massimo e nulla quando passa per zero. È un rumore ciclostazionario, con statistiche periodiche. Il passa-basso, che media su molti periodi della portante, vede però solo la sua media.

Proposizione (rumore all'uscita del rivelatore sincrono)

Un rumore stazionario con autocorrelazione Rxx(τ)R_{xx}(\tau) e densità spettrale bilatera Sx(f)S_x(f), moltiplicato per BcosωctB\cos\omega_ct, ha autocorrelazione media nel tempo e densità spettrale

Rdd(τ)=B22Rxx(τ)cosωcτ,Sd(f)=B24[Sx(ffc)+Sx(f+fc)].\begin{gathered} R_{dd}(\tau) = \frac{B^2}{2}\,R_{xx}(\tau)\cos\omega_c\tau , \\[0.5em] S_d(f) = \frac{B^2}{4}\left[S_x(f - f_c) + S_x(f + f_c)\right] . \end{gathered}

Dopo un passa-basso con guadagno 11 e banda equivalente di rumore BnB_n molto più stretta dei dettagli di SxS_x, il rumore all’uscita ha varianza

σy2B22S(fc)Bn,\sigma_y^2 \simeq \frac{B^2}{2}\,S(f_c)\,B_n ,

dove S(fc)S(f_c) è la densità unilatera del rumore d’ingresso alla frequenza della portante.

Dimostrazione.

Il rumore demodulato è nd(t)=nx(t)Bcosωctn_d(t) = n_x(t)\,B\cos\omega_ct, e poiché il riferimento è deterministico la media sull’insieme agisce solo sul rumore:

nd(t)nd(t+τ)=Rxx(τ)B2cosωctcosωc(t+τ)=B22Rxx(τ)[cosωcτ+cos(2ωct+ωcτ)].\begin{aligned} \overline{n_d(t)\,n_d(t + \tau)} &= R_{xx}(\tau)\,B^2\cos\omega_ct\cos\omega_c(t + \tau) \\[0.5em] &= \frac{B^2}{2}\,R_{xx}(\tau)\left[\cos\omega_c\tau + \cos(2\omega_ct + \omega_c\tau)\right] . \end{aligned}

Il secondo termine oscilla nel tempo tt a 2fc2f_c e ha media nulla, e resta RddR_{dd}. La trasformata di un prodotto è la convoluzione delle trasformate, e quella di (B2/2)cosωcτ(B^2/2)\cos\omega_c\tau è (B2/4)[δ(ffc)+δ(f+fc)](B^2/4)[\delta(f - f_c) + \delta(f + f_c)]: si ha SdS_d. Il passa-basso raccoglie SdS_d tra Bn-B_n e BnB_n, dove vale circa Sd(0)=(B2/4)2Sx(fc)S_d(0) = (B^2/4)\cdot2S_x(f_c) perché SxS_x è pari; la varianza è 2BnSd(0)=B2BnSx(fc)2B_nS_d(0) = B^2B_nS_x(f_c), e con la densità unilatera S=2SxS = 2S_x si ha l’enunciato.

Fine della dimostrazione.

Il senso è quello della figura: la demodulazione sposta il segnale a frequenza zero e il rumore attorno a ±fc\pm f_c; oppure, guardando dall’ingresso, sposta la finestra del passa-basso attorno alla portante. Il rumore che conta è quello vicino a fcf_c, non quello vicino a zero.

Dove raccoglie rumore la rivelazione sincrona Densità spettrale di un rumore in funzione della frequenza, in scala lineare: altissima vicino a zero, dove domina il rumore 1 su f, poi quasi piatta. Una riga verticale segna il segnale modulato alla frequenza della portante. Due strisce sottili mostrano le bande in cui si raccoglie il rumore: vicino a zero, se il segnale non è modulato, dove il rumore è alto; attorno alla portante, con la rivelazione sincrona, dove il rumore è basso. 0 fc 2fc segnale modulato banda del passa-basso banda della rivelazione sincrona, 2Bn rumore bianco S(f) f

La densità spettrale di un rumore con una parte 1/f1/f e una parte bianca. Un passa-basso sul segnale non modulato raccoglie il rumore vicino a zero, dove il rumore 1/f1/f è alto; la rivelazione sincrona raccoglie quello in una banda larga 2Bn2B_n attorno alla portante, dove il rumore è quasi solo bianco.

Il confronto è immediato. Un segnale costante AA, modulato in AcosωctA\cos\omega_ct e demodulato con BcosωctB\cos\omega_ct, dà l’uscita AB/2AB/2 e il rumore della proposizione; lo stesso segnale non modulato, con un passa-basso della stessa banda, dà l’uscita AA con varianza S(0)BnS(0)B_n. Quindi

(SN)sincrona=A2S(fc)Bn,(S/N)sincrona(S/N)passa-basso=S(0)2S(fc).\begin{gathered} \left(\frac{S}{N}\right)_{\text{sincrona}} = \frac{A}{\sqrt{2S(f_c)B_n}} , \\[0.5em] \frac{(S/N)_{\text{sincrona}}}{(S/N)_{\text{passa-basso}}} = \sqrt{\frac{S(0)}{2S(f_c)}} . \end{gathered}

La rivelazione sincrona conviene solo se la densità di rumore alla portante è meno di metà di quella a bassa frequenza: sempre, con il rumore 1/f1/f e con le derive, mai con il rumore bianco, dove costa un fattore 2\sqrt2.

Tutto questo vale a una condizione: la modulazione deve avvenire prima delle sorgenti di rumore che si vogliono evitare, di solito gli amplificatori. Se si modula dopo l’amplificatore, segnale e rumore 1/f1/f si spostano insieme e non si guadagna nulla. Per un ponte di Wheatstone si modula l’alimentazione del ponte, con una tensione alternata invece che continua: l’uscita del ponte è già modulata, e l’offset e il rumore 1/f1/f dell’amplificatore per strumentazione restano a bassa frequenza, dove il rivelatore non guarda. Per una misura ottica si interrompe il fascio con un chopper, un disco con settori vuoti che gira davanti alla sorgente: la luce che arriva al campione è un’onda quadra, e con essa il segnale del fotodiodo. È il principio dell’amplificatore lock-in, l’argomento del prossimo articolo.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un ponte di Wheatstone dà un segnale di 11 μV, letto da un amplificatore con 1010 nV/√Hz e frequenza d’angolo del rumore 1/f1/f di 11 kHz, cioè K=1013K = 10^{-13} V². Il filtro di uscita ha banda equivalente di 11 Hz, e la misura dura un’ora. Che rapporto segnale-rumore si ottiene alimentando il ponte in continua? E con un’alimentazione alternata a 1010 kHz, della stessa ampiezza, e un rivelatore sincrono?

Soluzione. In continua il rumore bianco dà 10161=101610^{-16}\cdot1 = 10^{-16} V², quello 1/f1/f circa Kln(fH/fL)K\ln(f_H/f_L) con fH1f_H \simeq 1 Hz e fL=1/3600f_L = 1/3600 Hz: 10138,2=8,2×101310^{-13}\cdot8{,}2 = 8{,}2\times10^{-13} V². Il rumore è 0,910{,}91 μV e il rapporto segnale-rumore 1,11{,}1. In alternata la densità a 1010 kHz è 1016(1+0,1)=1,1×101610^{-16}(1 + 0{,}1) = 1{,}1\times10^{-16} V²/Hz, e S/N=1 μV/21,1×10161=67S/N = 1\ \mu\text{V}/\sqrt{2\cdot1{,}1\times10^{-16}\cdot1} = 67.

Commento. Sessanta volte meglio, e in più spariscono l’offset dell’amplificatore e le forze elettromotrici termoelettriche dei collegamenti, che sono tensioni continue. Non sparisce invece il rumore 1/f1/f delle resistenze del ponte: una fluttuazione di resistenza moltiplica la tensione di alimentazione, e quindi viene modulata insieme al segnale. La modulazione protegge solo da ciò che si aggiunge dopo.

Esercizio 2. Di quanto si riduce l’uscita di un rivelatore sincrono con un errore di fase di 10°10°, 45°45°, 90°90°? E che cosa succede se il riferimento ha un errore di frequenza di 0,010{,}01 Hz, con un filtro di uscita di un secondo?

Soluzione. L’uscita è moltiplicata per cosΔϕ\cos\Delta\phi: 0,9850{,}985, 0,7070{,}707 e 00. Con un errore di frequenza l’uscita è (AB/2)xcos(2π0,01t+Δϕ)(AB/2)\,x\cos(2\pi\cdot0{,}01\,t + \Delta\phi): un’oscillazione con un periodo di 100100 s, che il filtro da un secondo lascia passare quasi intatta. La lettura cambia continuamente, e passa per zero due volte ogni cento secondi.

Commento. Un errore di fase piccolo costa poco, perché il coseno è piatto vicino a zero: 10°10° tolgono l’1,5%1{,}5\%. Per questo gli strumenti permettono di regolare la fase del riferimento cercando il massimo dell’uscita. L’errore di frequenza invece non si corregge con una regolazione: il riferimento deve venire dallo stesso oscillatore che produce la portante, o esserne agganciato.

Esercizio 3. Perché, con un rumore bianco, la rivelazione sincrona dà un rapporto segnale-rumore 2\sqrt2 volte peggiore di un passa-basso sul segnale non modulato?

Soluzione. Il segnale modulato AcosωctA\cos\omega_ct ha lo stesso picco del segnale costante AA, ma valore efficace A/2A/\sqrt2: porta metà della potenza. Dal punto di vista delle frequenze, il rivelatore raccoglie il rumore da una banda larga 2Bn2B_n attorno alla portante, da fcBnf_c - B_n a fc+Bnf_c + B_n, mentre il passa-basso lo raccoglie da una banda larga BnB_n, da zero a BnB_n. Con densità uguale, il rivelatore raccoglie il doppio della potenza di rumore.

Commento. Le due spiegazioni sono la stessa cosa vista da due lati. Il fattore 2\sqrt2 è il prezzo fisso della modulazione; conviene pagarlo quando la densità di rumore a bassa frequenza è più del doppio di quella alla portante, cioè quasi sempre, perché ogni amplificatore ha rumore 1/f1/f e offset.

Esercizio 4. Una misura ottica usa un chopper: la luce è un’onda quadra che vale AA metà del tempo e 00 nell’altra metà. Si demodula con una sinusoide alla frequenza del chopper. Quanto vale il rapporto segnale-rumore rispetto a una misura in continua con la luce sempre accesa e lo stesso rumore bianco? Quando conviene?

Soluzione. L’onda quadra tra 00 e AA è A/2A/2 più una serie di armoniche dispari; la fondamentale ha ampiezza 2A/π2A/\pi. È solo questa che il rivelatore con riferimento sinusoidale riporta a frequenza zero, e il rapporto segnale-rumore è (2A/π)/2S(fc)Bn(2A/\pi)/\sqrt{2S(f_c)B_n}. In continua sarebbe A/S(0)BnA/\sqrt{S(0)B_n}. Con lo stesso rumore il rapporto tra i due è 2/(π2)=0,452/(\pi\sqrt2) = 0{,}45. Il chopper conviene se S(0)/S(fc)>1/0,452=4,9S(0)/S(f_c) > 1/0{,}45^2 = 4{,}9.

Commento. Si perde più della metà: la luce è spenta metà del tempo, e le armoniche superiori dell’onda quadra, che portano parte del segnale, non vengono usate. Ma i fotodiodi e i loro amplificatori hanno a bassa frequenza rumori 1/f1/f, derive e luce ambiente che superano facilmente di cento o mille volte il rumore alla frequenza del chopper, e allora la perdita è irrilevante. Un rivelatore con riferimento a onda quadra recupera anche le armoniche, ed è quello che fanno molti amplificatori lock-in.

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