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La giunzione pn all'equilibrio

Elettronica · Dispositivi elettronici Fisica · Fisica dei semiconduttori Articolo

Percorso: Fondamenti di elettronica · 5 di 20

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Indice

Una zona p accanto a una zona n

Una giunzione pn è un cristallo di silicio con una zona di tipo pp accanto a una di tipo nn. Non si fa incollando due pezzi: si parte da un wafer drogato, per esempio di tipo pp, e in una sua zona si aggiunge il drogante opposto in quantità sufficiente a invertire il tipo, come si è visto nell’articolo sul drogaggio. La superficie che separa le due zone si chiama giunzione metallurgica. La prima giunzione la notò per caso Russell Ohl ai Bell Labs, nel 1940, in una barretta di silicio che sotto la luce dava una tensione; la teoria la scrisse William Shockley nel 1949. Oggi quasi ogni dispositivo elettronico ne contiene almeno una.

Il caso più semplice è la giunzione brusca: il drogaggio vale NAN_A per x<0x < 0 e NDN_D per x>0x > 0, e cambia di colpo in x=0x = 0. Appena le due zone sono a contatto, le lacune, numerose a sinistra, diffondono verso destra, e gli elettroni diffondono da destra verso sinistra. Ogni lacuna che se ne va lascia nella zona pp uno ione accettore negativo non più compensato, ogni elettrone lascia nella zona nn uno ione donore positivo. Nasce così una carica negativa a sinistra della giunzione e una positiva a destra, e con loro un campo elettrico diretto dalla zona nn alla zona pp, che spinge le lacune indietro verso sinistra e gli elettroni verso destra: la deriva si oppone alla diffusione. All’equilibrio, per ciascun tipo di portatore, la corrente di deriva e quella di diffusione si annullano, come nell’esempio del drogaggio non uniforme.

Attorno alla giunzione resta una zona quasi priva di portatori, in cui la carica degli ioni non è compensata: si chiama zona svuotata, o regione di carica spaziale. A sinistra e a destra, lontano dalla giunzione, le due zone neutre sono come erano prima del contatto. Il cristallo nel suo insieme resta neutro.

Il campo e il potenziale

Per calcolare il campo serve la densità di carica. Nella zona svuotata elettroni e lacune sono pochissimi rispetto agli ioni dei droganti, e si possono trascurare: è l’approssimazione di svuotamento, che si giustifica più avanti. Con questa approssimazione la densità di carica vale qNA-qN_A tra xp-x_p e 00, +qND+qN_D tra 00 e xnx_n, e zero altrove. In una dimensione, con la permittività del silicio εSi=1,04×1012\varepsilon_{Si} = 1{,}04\times10^{-12} F/cm, il teorema di Gauss e la definizione di potenziale danno

dEdx=ρεSi,E=dVdx,\frac{d\mathcal E}{dx} = \frac{\rho}{\varepsilon_{Si}} , \qquad \mathcal E = -\frac{dV}{dx} ,

e insieme l’equazione di Poisson d2V/dx2=ρ/εSid^2V/dx^2 = -\rho/\varepsilon_{Si}.

Proposizione (campo e potenziale della giunzione brusca)

In una giunzione brusca con l’approssimazione di svuotamento, e con il campo nullo nelle zone neutre, le estensioni della zona svuotata nelle due zone soddisfano

NAxp=NDxn.N_A\,x_p = N_D\,x_n .

Il campo elettrico è

E(x)=qNAεSi(x+xp),xpx0,E(x)=qNDεSi(xnx),0xxn,\begin{aligned} \mathcal E(x) &= -\frac{qN_A}{\varepsilon_{Si}}\,(x + x_p) , && -x_p \le x \le 0 , \\ \mathcal E(x) &= -\frac{qN_D}{\varepsilon_{Si}}\,(x_n - x) , && 0 \le x \le x_n , \end{aligned}

e, preso nullo il potenziale nella zona neutra pp,

V(x)=qNA2εSi(x+xp)2,xpx0,V(x)=ΦbiqND2εSi(xnx)2,0xxn.\begin{aligned} V(x) &= \frac{qN_A}{2\varepsilon_{Si}}\,(x + x_p)^2 , && -x_p \le x \le 0 , \\ V(x) &= \Phi_{bi} - \frac{qN_D}{2\varepsilon_{Si}}\,(x_n - x)^2 , && 0 \le x \le x_n . \end{aligned}

La differenza di potenziale tra la zona neutra nn e la zona neutra pp, la tensione di built-in, è

Φbi=q2εSi(NAxp2+NDxn2).\Phi_{bi} = \frac{q}{2\varepsilon_{Si}}\left(N_Ax_p^2 + N_Dx_n^2\right) .
Dimostrazione.

A sinistra di xp-x_p il campo è nullo. Integrando dE/dx=qNA/εSid\mathcal E/dx = -qN_A/\varepsilon_{Si} da xp-x_p a x0x \le 0 si ottiene E(x)=qNA(x+xp)/εSi\mathcal E(x) = -qN_A(x + x_p)/\varepsilon_{Si}, che in x=0x = 0 vale qNAxp/εSi-qN_Ax_p/\varepsilon_{Si}. Proseguendo nella zona nn, dove dE/dx=+qND/εSid\mathcal E/dx = +qN_D/\varepsilon_{Si},

E(x)=qNAxpεSi+qNDεSix.\mathcal E(x) = -\frac{qN_Ax_p}{\varepsilon_{Si}} + \frac{qN_D}{\varepsilon_{Si}}\,x .

Il campo deve annullarsi in xnx_n, dove comincia la zona neutra: qNAxp+qNDxn=0-qN_Ax_p + qN_Dx_n = 0, cioè NAxp=NDxnN_Ax_p = N_Dx_n, e sostituendo NAxpN_Ax_p con NDxnN_Dx_n si ottiene la seconda espressione del campo.

Il potenziale si ottiene da dV/dx=EdV/dx = -\mathcal E con V(xp)=0V(-x_p) = 0. Nella zona pp

V(x)=xpxqNAεSi(s+xp)ds=qNA2εSi(x+xp)2,V(x) = \int_{-x_p}^{x}\frac{qN_A}{\varepsilon_{Si}}\,(s + x_p)\,ds = \frac{qN_A}{2\varepsilon_{Si}}\,(x + x_p)^2 ,

che in x=0x = 0 vale qNAxp2/2εSiqN_Ax_p^2/2\varepsilon_{Si}. Nella zona nn

V(x)=qNAxp22εSi+0xqNDεSi(xns)ds=qNAxp22εSi+qND2εSi[xn2(xnx)2].\begin{aligned} V(x) &= \frac{qN_Ax_p^2}{2\varepsilon_{Si}} + \int_0^x\frac{qN_D}{\varepsilon_{Si}}\,(x_n - s)\,ds \\ &= \frac{qN_Ax_p^2}{2\varepsilon_{Si}} + \frac{qN_D}{2\varepsilon_{Si}}\left[x_n^2 - (x_n - x)^2\right] . \end{aligned}

In x=xnx = x_n il potenziale vale Φbi=(q/2εSi)(NAxp2+NDxn2)\Phi_{bi} = (q/2\varepsilon_{Si})(N_Ax_p^2 + N_Dx_n^2), e l’ultima espressione si riscrive V(x)=ΦbiqND(xnx)2/2εSiV(x) = \Phi_{bi} - qN_D(x_n - x)^2/2\varepsilon_{Si}.

Fine della dimostrazione.

L’uguaglianza NAxp=NDxnN_Ax_p = N_Dx_n dice che le cariche delle due metà della zona svuotata sono uguali e opposte: la zona più drogata si svuota per uno spessore minore. Il campo è diretto verso le xx negative, dalla carica positiva a quella negativa, ed è massimo in modulo sulla giunzione metallurgica, dove vale qNAxp/εSiqN_Ax_p/\varepsilon_{Si}. Il potenziale è fatto di due archi di parabola, più curvi dalla parte più drogata.

Carica, campo e potenziale nella giunzione Tre grafici impilati con la stessa posizione in orizzontale e tre linee verticali tratteggiate in meno x p, zero e x n. In alto la densità di carica: un rettangolo arancione negativo, alto e stretto, da meno x p a zero, e un rettangolo blu positivo, basso e largo, da zero a x n, con la stessa area. Al centro il campo elettrico: zero fuori dalla zona svuotata, poi un triangolo verso il basso con il vertice in zero, dove il campo vale meno 25 kilovolt al centimetro; il lato sinistro è più ripido. In basso il potenziale: zero nella zona p, poi due archi di parabola che salgono fino a phi b i, 0,69 volt, nella zona n. Φbi ρ V −qNA +qND −ℰmax −xp 0 xn x

Densità di carica, campo elettrico e potenziale in una giunzione con NA=1016N_A = 10^{16} e ND=4×1015 cm3N_D = 4\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}. I due rettangoli della carica hanno la stessa area; il campo è un triangolo con il vertice sulla giunzione; il potenziale sale di Φbi=0,69\Phi_{bi} = 0{,}69 V lungo la zona svuotata.

La proposizione lega Φbi\Phi_{bi} a xpx_p e xnx_n, ma non basta a calcolarli: manca una condizione.

La tensione di built-in

La condizione mancante è l’equilibrio. Nell’articolo sul livello di Fermi si è visto che un sistema all’equilibrio ha un solo livello di Fermi. Prima del contatto il livello di Fermi della zona nn sta vicino alla banda di conduzione e quello della zona pp vicino alla banda di valenza. Dopo il contatto gli elettroni passano dalla zona nn alla zona pp finché i due livelli non coincidono, e le bande della zona nn scendono rispetto a quelle della zona pp proprio di quanto serve.

Come si forma la barriera di una giunzione pn Un diagramma a bande con la zona p a sinistra e la zona n a destra. All'inizio dell'animazione, prima del contatto, i bordi delle bande E C ed E V e il livello intrinseco E i sono rette orizzontali alla stessa altezza nelle due zone, e il livello di Fermi della zona n, arancione tratteggiato, sta molto più in alto di quello della zona p. Poi le bande della zona n scendono, raccordate a quelle della zona p da un tratto curvo al centro, e il livello di Fermi della zona n scende con loro, finché i due livelli di Fermi formano una sola retta orizzontale. Nello stato finale, all'equilibrio, una doppia freccia a destra indica la barriera q per phi b i, circa 0,69 elettronvolt, e due linee verticali tratteggiate delimitano la zona svuotata, da meno x p a x n. zona p zona n prima del contatto all'equilibrio bi −xp xn EF EF EC EC Ei Ei EV EV

Il diagramma a bande della giunzione, prima del contatto e all’equilibrio. Quando le due zone si toccano, le bande della zona nn scendono finché il livello di Fermi, la retta tratteggiata, è lo stesso ovunque. Il dislivello delle bande tra le due zone neutre è la barriera qΦbiq\Phi_{bi}; il raccordo, fatto dei due archi di parabola del potenziale, occupa la zona svuotata.

Proposizione (tensione di built-in)

In una giunzione pn non degenere all’equilibrio, con i droganti tutti ionizzati e NA,NDniN_A, N_D \gg n_i,

Φbi=VTlnNANDni2,VT=kTq.\Phi_{bi} = V_T\,\ln\frac{N_AN_D}{n_i^2} , \qquad V_T = \frac{kT}{q} .
Dimostrazione.

Nella zona neutra pp le lacune sono NAN_A, e per la formula con il livello intrinseco Ei,pEF=kTln(NA/ni)E_{i,p} - E_F = kT\ln(N_A/n_i). Nella zona neutra nn gli elettroni sono NDN_D, e EFEi,n=kTln(ND/ni)E_F - E_{i,n} = kT\ln(N_D/n_i). Il livello di Fermi è lo stesso nelle due zone, quindi

Ei,pEi,n=kTlnNAni+kTlnNDni=kTlnNANDni2.E_{i,p} - E_{i,n} = kT\ln\frac{N_A}{n_i} + kT\ln\frac{N_D}{n_i} = kT\ln\frac{N_AN_D}{n_i^2} .

Le bande, e con loro EiE_i, seguono l’energia potenziale degli elettroni qV-qV, quindi Ei,pEi,n=q[VnVp]=qΦbiE_{i,p} - E_{i,n} = q\,[V_n - V_p] = q\Phi_{bi}. Dividendo per qq si ottiene la tesi.

Fine della dimostrazione.

Con NA=1016N_A = 10^{16} e ND=4×1015 cm3N_D = 4\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}, Φbi=0,02585ln(4×1031/1020)=0,69\Phi_{bi} = 0{,}02585\cdot\ln(4\times10^{31}/10^{20}) = 0{,}69 V. Nel silicio a temperatura ambiente la tensione di built-in sta quasi sempre tra 0,60{,}6 e 0,90{,}9 V, perché i drogaggi entrano solo nel logaritmo. Non può superare Eg/qE_g/q: ciascuno dei due termini è la distanza tra il livello di Fermi e il centro del gap, minore di Eg/2E_g/2 finché il semiconduttore non è degenere.

L’estensione della zona svuotata

Con la tensione di built-in nota, le due condizioni trovate bastano a calcolare xpx_p e xnx_n.

Proposizione (estensione della zona svuotata)

La larghezza della zona svuotata di una giunzione brusca all’equilibrio è

xd=xp+xn=2εSiΦbiq(1NA+1ND),x_d = x_p + x_n = \sqrt{\frac{2\varepsilon_{Si}\Phi_{bi}}{q}\left(\frac{1}{N_A} + \frac{1}{N_D}\right)} ,

con

xp=NDNA+NDxd,xn=NANA+NDxd,x_p = \frac{N_D}{N_A + N_D}\,x_d , \qquad x_n = \frac{N_A}{N_A + N_D}\,x_d ,

e il modulo del campo sulla giunzione metallurgica è Emax=2Φbi/xd|\mathcal E_{max}| = 2\Phi_{bi}/x_d.

Dimostrazione.

Da NAxp=NDxnN_Ax_p = N_Dx_n e xp+xn=xdx_p + x_n = x_d si ricavano le espressioni di xpx_p e xnx_n. Sostituendole nella formula di Φbi\Phi_{bi} della prima proposizione,

Φbi=qxd22εSiNAND2+NDNA2(NA+ND)2=qxd22εSiNANDNA+ND,\Phi_{bi} = \frac{q\,x_d^2}{2\varepsilon_{Si}}\cdot\frac{N_AN_D^2 + N_DN_A^2}{(N_A + N_D)^2} = \frac{q\,x_d^2}{2\varepsilon_{Si}}\cdot\frac{N_AN_D}{N_A + N_D} ,

e poiché (NA+ND)/(NAND)=1/NA+1/ND(N_A + N_D)/(N_AN_D) = 1/N_A + 1/N_D, risolvendo rispetto a xdx_d si ottiene la prima formula. Il potenziale è l’integrale del campo cambiato di segno, e il campo è un triangolo di base xdx_d e altezza Emax|\mathcal E_{max}|: Φbi=12Emaxxd\Phi_{bi} = \tfrac12|\mathcal E_{max}|\,x_d.

Fine della dimostrazione.

Per la giunzione delle figure, xd=0,56x_d = 0{,}56 μm, con xp=0,16x_p = 0{,}16 μm e xn=0,40x_n = 0{,}40 μm, e il campo massimo è 20,69 V/5,6×105 cm=252\cdot0{,}69\ \text{V}/5{,}6\times10^{-5}\ \text{cm} = 25 kV/cm. Mezzo micrometro e decine di kilovolt al centimetro sono gli ordini di grandezza tipici. Quando una zona è molto più drogata dell’altra, per esempio in una giunzione p+np^+n con NANDN_A \gg N_D, la zona svuotata sta quasi tutta dalla parte meno drogata, e xd2εSiΦbi/qNDx_d \approx \sqrt{2\varepsilon_{Si}\Phi_{bi}/qN_D}.

I portatori nella zona svuotata

Con il livello di Fermi uniforme e le bande che seguono il potenziale, le densità dei portatori si calcolano in ogni punto, anche dentro la zona svuotata. Presa come riferimento la zona neutra pp, dove V=0V = 0,

p(x)=NAeV(x)/VT,n(x)=ni2NAeV(x)/VT,p(x) = N_A\,e^{-V(x)/V_T} , \qquad n(x) = \frac{n_i^2}{N_A}\,e^{V(x)/V_T} ,

e il prodotto npnp resta ni2n_i^2 ovunque. Per la giunzione delle figure il potenziale sulla giunzione metallurgica vale V(0)=qNAxp2/2εSi=0,197V(0) = qN_Ax_p^2/2\varepsilon_{Si} = 0{,}197 V, e lì le lacune sono 1016e0,197/0,02585=4,8×1012 cm310^{16}\,e^{-0{,}197/0{,}02585} = 4{,}8\times10^{12}\ \text{cm}^{-3} e gli elettroni 104e0,197/0,02585=2,1×107 cm310^{4}\,e^{0{,}197/0{,}02585} = 2{,}1\times10^{7}\ \text{cm}^{-3}: tanti in assoluto, ma duemila volte meno degli ioni accettori.

Lacune ed elettroni attraverso la giunzione Un grafico con la posizione in orizzontale, da meno 1 a 1,2 micrometri, con la giunzione in zero, e la densità dei portatori in verticale, in scala logaritmica da cento a dieci alla diciassette per centimetro cubo. Una fascia chiara segna la zona svuotata, da circa meno 0,16 a 0,40 micrometri. A sinistra, nella zona p, la curva arancione delle lacune sta a dieci alla sedici, sulla linea tratteggiata del drogaggio, e quella blu degli elettroni a dieci alla quattro. Dentro la zona svuotata le due curve si incrociano all'altezza di n i, dieci alla dieci: le lacune scendono e gli elettroni salgono di dodici ordini di grandezza. A destra, nella zona n, gli elettroni stanno a quattro per dieci alla quindici e le lacune a circa due volte e mezzo dieci alla quattro. −1−0,500,51 10⁴10⁸10¹²10¹⁶ posizione, μm densità, cm⁻³ p n n p ni

Le densità delle lacune e degli elettroni lungo la giunzione, in scala logaritmica, calcolate con il potenziale dell’approssimazione di svuotamento. Nella fascia chiara, la zona svuotata, lacune ed elettroni cambiano di dodici ordini di grandezza e si incrociano al valore nin_i; le linee tratteggiate sono i drogaggi.

L’approssimazione di svuotamento sbaglia solo vicino ai bordi della zona svuotata, dove il potenziale si è appena staccato da quello della zona neutra. Le lacune sono ancora una frazione apprezzabile di NAN_A finché il potenziale è salito di poche VTV_T: vicino a xp-x_p vale V=qNA(x+xp)2/2εSiV = qN_A(x + x_p)^2/2\varepsilon_{Si}, e VV raggiunge VTV_T a una distanza 2εSiVT/qNA=58\sqrt{2\varepsilon_{Si}V_T/qN_A} = 58 nm dal bordo. Il bordo vero è sfumato su qualche decina di nanometri, contro i 160160 nm di xpx_p: abbastanza poco perché la zona svuotata disegnata come un rettangolo dia i risultati giusti.

I contatti e la tensione che non si misura

Per usare una giunzione bisogna collegarla a un circuito. Sulle due zone neutre si depositano dei contatti metallici, di alluminio o di altri metalli, fatti in modo da lasciar passare la corrente nei due versi con una resistenza trascurabile: si chiamano contatti ohmici, e si ottengono drogando molto forte il semiconduttore sotto il metallo. La loro fisica va oltre questo percorso; ne serve una proprietà, che si userà nella giunzione polarizzata: vicino a un contatto ohmico le densità dei portatori restano quelle dell’equilibrio.

Viene spontaneo pensare di misurare Φbi\Phi_{bi} con un voltmetro. Non si può.

Proposizione (la tensione di built-in non si misura)

Un voltmetro con i fili dello stesso metallo, collegato ai contatti di una giunzione pn all’equilibrio e alla stessa temperatura, segna zero.

Dimostrazione.

In un metallo la densità degli elettroni è fissata dal materiale, e con essa la distanza tra il livello di Fermi e l’energia potenziale qV-qV degli elettroni: EF=CqVE_F = C - qV, con CC una costante che dipende solo dal metallo e dalla temperatura. Il voltmetro, i fili, i contatti e la giunzione formano un sistema che si scambia elettroni, e all’equilibrio il livello di Fermi è lo stesso in tutti i suoi punti. Per i due fili collegati ai morsetti, dello stesso metallo, CqV1=CqV2C - qV_1 = C - qV_2, quindi V1=V2V_1 = V_2.

Fine della dimostrazione.

La differenza di potenziale della giunzione è compensata esattamente dai salti di potenziale ai due contatti tra metallo e semiconduttore. Se non fosse così, una giunzione a temperatura uniforme farebbe circolare corrente in un circuito esterno e fornirebbe energia prendendola da un solo corpo a temperatura costante, contro il secondo principio della termodinamica. Φbi\Phi_{bi} non si misura, ma si vede: quando la giunzione è polarizzata, o illuminata, la barriera cambia, e la corrente cambia con lei.

Perché la tensione di built-in non si misura In alto una barretta divisa in quattro tratti, metallo, silicio p, silicio n, metallo; i due metalli sono collegati con due fili a un voltmetro, che segna zero volt. Sotto, il potenziale elettrico lungo la barretta: al contatto tra il metallo di sinistra e il silicio p scende a gradino, nella giunzione sale di phi b i, al contatto tra il silicio n e il metallo di destra scende di nuovo e torna esattamente al valore del metallo di sinistra. Una linea tratteggiata orizzontale mostra che i due metalli sono allo stesso potenziale. metallopnmetallo V 0 V bi salto al contatto salto al contatto V

Il potenziale elettrico lungo una giunzione pn con i contatti metallici, in un disegno qualitativo. Nella giunzione il potenziale sale di Φbi\Phi_{bi}, ai due contatti scende a gradino, e i due metalli si trovano allo stesso potenziale: il voltmetro segna zero.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Una giunzione brusca al silicio ha NA=1017N_A = 10^{17} e ND=1016 cm3N_D = 10^{16}\ \text{cm}^{-3}. Calcola a 300300 K la tensione di built-in, l’estensione della zona svuotata nelle due zone e il campo massimo.

Φbi=0,02585ln(1033/1020)=0,0258529,93=0,774\Phi_{bi} = 0{,}02585\cdot\ln(10^{33}/10^{20}) = 0{,}02585\cdot29{,}93 = 0{,}774 V. Il fattore 2εSiΦbi/q2\varepsilon_{Si}\Phi_{bi}/q vale 21,04×10120,774/1,602×1019=1,00×107 cm12\cdot1{,}04\times10^{-12}\cdot0{,}774/1{,}602\times10^{-19} = 1{,}00\times10^{7}\ \text{cm}^{-1}, e la larghezza è

xd=1,00×107(1017+1016) cm=0,33 μm,x_d = \sqrt{1{,}00\times10^{7}\cdot\left(10^{-17} + 10^{-16}\right)}\ \text{cm} = 0{,}33\ \text{μm} ,

con xp=xd/11=30x_p = x_d/11 = 30 nm e xn=10xd/11=0,30x_n = 10\,x_d/11 = 0{,}30 μm. Il campo massimo è 20,774/3,32×105=472\cdot0{,}774/3{,}32\times10^{-5} = 47 kV/cm.

Commento: dieci volte il drogaggio, un decimo dello spessore. Rispetto alla giunzione delle figure, con drogaggi da dieci a venticinque volte più alti, la zona svuotata è larga poco più della metà e il campo è quasi il doppio: xdx_d va come l’inverso della radice dei drogaggi.

Esercizio 2. Una giunzione p+np^+n ha NA=1018N_A = 10^{18} e ND=1015 cm3N_D = 10^{15}\ \text{cm}^{-3}. Calcola Φbi\Phi_{bi}, xpx_p, xnx_n e la caduta di potenziale nella parte pp della zona svuotata.

Il prodotto dei drogaggi è 103310^{33}, lo stesso dell’esercizio precedente, e Φbi=0,774\Phi_{bi} = 0{,}774 V. La larghezza è xd=1,00×107(1018+1015)=1,00×104x_d = \sqrt{1{,}00\times10^{7}\cdot(10^{-18} + 10^{-15})} = 1{,}00\times10^{-4} cm, cioè 1,01{,}0 μm, con xn=1,0x_n = 1{,}0 μm e xp=xd1015/(1,001×1018)=1,0x_p = x_d\cdot10^{15}/(1{,}001\times10^{18}) = 1{,}0 nm. Il campo massimo è 20,774/104=152\cdot0{,}774/10^{-4} = 15 kV/cm, e nella parte pp, dove il campo scende linearmente a zero in 11 nm, la caduta è 1215400 V/cm107 cm=0,8\tfrac12\cdot15\,400\ \text{V/cm}\cdot10^{-7}\ \text{cm} = 0{,}8 mV.

Commento: stessa tensione di built-in, ma distribuita in modo completamente diverso. In una giunzione asimmetrica tutto succede dalla parte meno drogata, e la parte più drogata si comporta quasi come un metallo. Molti dispositivi sono fatti così, e i conti si fanno su una zona sola.

Esercizio 3. Nella giunzione delle figure, con NA=1016N_A = 10^{16} e ND=4×1015 cm3N_D = 4\times10^{15}\ \text{cm}^{-3}, in quale punto elettroni e lacune hanno la stessa densità?

Dove n=p=nin = p = n_i il livello di Fermi coincide con EiE_i, e il potenziale, rispetto alla zona neutra pp, vale VTln(NA/ni)=0,02585ln106=0,357V_T\ln(N_A/n_i) = 0{,}02585\cdot\ln10^{6} = 0{,}357 V. Sulla giunzione metallurgica V(0)=0,197V(0) = 0{,}197 V, quindi il punto è nella zona nn, dove V=ΦbiqND(xnx)2/2εSiV = \Phi_{bi} - qN_D(x_n - x)^2/2\varepsilon_{Si}:

xnx=2εSi(Φbi0,357 V)qND,x_n - x = \sqrt{\frac{2\varepsilon_{Si}\,(\Phi_{bi} - 0{,}357\ \text{V})}{qN_D}} ,

che con Φbi0,357\Phi_{bi} - 0{,}357 V =0,334= 0{,}334 V e qND=6,41×104qN_D = 6{,}41\times10^{-4} C/cm³ vale 3,3×1053{,}3\times10^{-5} cm, cioè 0,330{,}33 μm,

e quindi x=0,400,33=0,07x = 0{,}40 - 0{,}33 = 0{,}07 μm.

Commento: il punto in cui la giunzione è «intrinseca» non coincide con la giunzione metallurgica, ma è spostato verso la zona meno drogata, come la zona svuotata. Nella figura delle concentrazioni è l’incrocio delle due curve.

Esercizio 4. Come cambia la tensione di built-in della giunzione delle figure passando da 300300 a 350350 K? A 350350 K la densità intrinseca è circa 3,5×1011 cm33{,}5\times10^{11}\ \text{cm}^{-3}.

Con kT/q=30,16kT/q = 30{,}16 mV, Φbi=0,03016ln(4×1031/1,2×1023)=0,0301619,6=0,59\Phi_{bi} = 0{,}03016\cdot\ln(4\times10^{31}/1{,}2\times10^{23}) = 0{,}03016\cdot19{,}6 = 0{,}59 V, contro 0,690{,}69 V a 300300 K.

Commento: la tensione di built-in scende di circa 22 mV per kelvin. Il fattore kTkT davanti al logaritmo cresce, ma ni2n_i^2 dentro il logaritmo cresce molto più in fretta. La stessa dipendenza dalla temperatura, circa 2-2 mV/K, si ritrova nella tensione ai capi di un diodo in conduzione, che per questo si usa come sensore di temperatura.

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