La giunzione pn all'equilibrio
Percorso: Fondamenti di elettronica · 5 di 20
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Indice
Una zona p accanto a una zona n
Una giunzione pn è un cristallo di silicio con una zona di tipo accanto a una di tipo . Non si fa incollando due pezzi: si parte da un wafer drogato, per esempio di tipo , e in una sua zona si aggiunge il drogante opposto in quantità sufficiente a invertire il tipo, come si è visto nell’articolo sul drogaggio. La superficie che separa le due zone si chiama giunzione metallurgica. La prima giunzione la notò per caso Russell Ohl ai Bell Labs, nel 1940, in una barretta di silicio che sotto la luce dava una tensione; la teoria la scrisse William Shockley nel 1949. Oggi quasi ogni dispositivo elettronico ne contiene almeno una.
Il caso più semplice è la giunzione brusca: il drogaggio vale per e per , e cambia di colpo in . Appena le due zone sono a contatto, le lacune, numerose a sinistra, diffondono verso destra, e gli elettroni diffondono da destra verso sinistra. Ogni lacuna che se ne va lascia nella zona uno ione accettore negativo non più compensato, ogni elettrone lascia nella zona uno ione donore positivo. Nasce così una carica negativa a sinistra della giunzione e una positiva a destra, e con loro un campo elettrico diretto dalla zona alla zona , che spinge le lacune indietro verso sinistra e gli elettroni verso destra: la deriva si oppone alla diffusione. All’equilibrio, per ciascun tipo di portatore, la corrente di deriva e quella di diffusione si annullano, come nell’esempio del drogaggio non uniforme.
Attorno alla giunzione resta una zona quasi priva di portatori, in cui la carica degli ioni non è compensata: si chiama zona svuotata, o regione di carica spaziale. A sinistra e a destra, lontano dalla giunzione, le due zone neutre sono come erano prima del contatto. Il cristallo nel suo insieme resta neutro.
Il campo e il potenziale
Per calcolare il campo serve la densità di carica. Nella zona svuotata elettroni e lacune sono pochissimi rispetto agli ioni dei droganti, e si possono trascurare: è l’approssimazione di svuotamento, che si giustifica più avanti. Con questa approssimazione la densità di carica vale tra e , tra e , e zero altrove. In una dimensione, con la permittività del silicio F/cm, il teorema di Gauss e la definizione di potenziale danno
e insieme l’equazione di Poisson .
Proposizione (campo e potenziale della giunzione brusca)
In una giunzione brusca con l’approssimazione di svuotamento, e con il campo nullo nelle zone neutre, le estensioni della zona svuotata nelle due zone soddisfano
Il campo elettrico è
e, preso nullo il potenziale nella zona neutra ,
La differenza di potenziale tra la zona neutra e la zona neutra , la tensione di built-in, è
A sinistra di il campo è nullo. Integrando da a si ottiene , che in vale . Proseguendo nella zona , dove ,
Il campo deve annullarsi in , dove comincia la zona neutra: , cioè , e sostituendo con si ottiene la seconda espressione del campo.
Il potenziale si ottiene da con . Nella zona
che in vale . Nella zona
In il potenziale vale , e l’ultima espressione si riscrive .
Fine della dimostrazione.
L’uguaglianza dice che le cariche delle due metà della zona svuotata sono uguali e opposte: la zona più drogata si svuota per uno spessore minore. Il campo è diretto verso le negative, dalla carica positiva a quella negativa, ed è massimo in modulo sulla giunzione metallurgica, dove vale . Il potenziale è fatto di due archi di parabola, più curvi dalla parte più drogata.
Densità di carica, campo elettrico e potenziale in una giunzione con e . I due rettangoli della carica hanno la stessa area; il campo è un triangolo con il vertice sulla giunzione; il potenziale sale di V lungo la zona svuotata.
La proposizione lega a e , ma non basta a calcolarli: manca una condizione.
La tensione di built-in
La condizione mancante è l’equilibrio. Nell’articolo sul livello di Fermi si è visto che un sistema all’equilibrio ha un solo livello di Fermi. Prima del contatto il livello di Fermi della zona sta vicino alla banda di conduzione e quello della zona vicino alla banda di valenza. Dopo il contatto gli elettroni passano dalla zona alla zona finché i due livelli non coincidono, e le bande della zona scendono rispetto a quelle della zona proprio di quanto serve.
Il diagramma a bande della giunzione, prima del contatto e all’equilibrio. Quando le due zone si toccano, le bande della zona scendono finché il livello di Fermi, la retta tratteggiata, è lo stesso ovunque. Il dislivello delle bande tra le due zone neutre è la barriera ; il raccordo, fatto dei due archi di parabola del potenziale, occupa la zona svuotata.
Proposizione (tensione di built-in)
In una giunzione pn non degenere all’equilibrio, con i droganti tutti ionizzati e ,
Nella zona neutra le lacune sono , e per la formula con il livello intrinseco . Nella zona neutra gli elettroni sono , e . Il livello di Fermi è lo stesso nelle due zone, quindi
Le bande, e con loro , seguono l’energia potenziale degli elettroni , quindi . Dividendo per si ottiene la tesi.
Fine della dimostrazione.
Con e , V. Nel silicio a temperatura ambiente la tensione di built-in sta quasi sempre tra e V, perché i drogaggi entrano solo nel logaritmo. Non può superare : ciascuno dei due termini è la distanza tra il livello di Fermi e il centro del gap, minore di finché il semiconduttore non è degenere.
L’estensione della zona svuotata
Con la tensione di built-in nota, le due condizioni trovate bastano a calcolare e .
Proposizione (estensione della zona svuotata)
La larghezza della zona svuotata di una giunzione brusca all’equilibrio è
con
e il modulo del campo sulla giunzione metallurgica è .
Da e si ricavano le espressioni di e . Sostituendole nella formula di della prima proposizione,
e poiché , risolvendo rispetto a si ottiene la prima formula. Il potenziale è l’integrale del campo cambiato di segno, e il campo è un triangolo di base e altezza : .
Fine della dimostrazione.
Per la giunzione delle figure, μm, con μm e μm, e il campo massimo è kV/cm. Mezzo micrometro e decine di kilovolt al centimetro sono gli ordini di grandezza tipici. Quando una zona è molto più drogata dell’altra, per esempio in una giunzione con , la zona svuotata sta quasi tutta dalla parte meno drogata, e .
I portatori nella zona svuotata
Con il livello di Fermi uniforme e le bande che seguono il potenziale, le densità dei portatori si calcolano in ogni punto, anche dentro la zona svuotata. Presa come riferimento la zona neutra , dove ,
e il prodotto resta ovunque. Per la giunzione delle figure il potenziale sulla giunzione metallurgica vale V, e lì le lacune sono e gli elettroni : tanti in assoluto, ma duemila volte meno degli ioni accettori.
Le densità delle lacune e degli elettroni lungo la giunzione, in scala logaritmica, calcolate con il potenziale dell’approssimazione di svuotamento. Nella fascia chiara, la zona svuotata, lacune ed elettroni cambiano di dodici ordini di grandezza e si incrociano al valore ; le linee tratteggiate sono i drogaggi.
L’approssimazione di svuotamento sbaglia solo vicino ai bordi della zona svuotata, dove il potenziale si è appena staccato da quello della zona neutra. Le lacune sono ancora una frazione apprezzabile di finché il potenziale è salito di poche : vicino a vale , e raggiunge a una distanza nm dal bordo. Il bordo vero è sfumato su qualche decina di nanometri, contro i nm di : abbastanza poco perché la zona svuotata disegnata come un rettangolo dia i risultati giusti.
I contatti e la tensione che non si misura
Per usare una giunzione bisogna collegarla a un circuito. Sulle due zone neutre si depositano dei contatti metallici, di alluminio o di altri metalli, fatti in modo da lasciar passare la corrente nei due versi con una resistenza trascurabile: si chiamano contatti ohmici, e si ottengono drogando molto forte il semiconduttore sotto il metallo. La loro fisica va oltre questo percorso; ne serve una proprietà, che si userà nella giunzione polarizzata: vicino a un contatto ohmico le densità dei portatori restano quelle dell’equilibrio.
Viene spontaneo pensare di misurare con un voltmetro. Non si può.
Proposizione (la tensione di built-in non si misura)
Un voltmetro con i fili dello stesso metallo, collegato ai contatti di una giunzione pn all’equilibrio e alla stessa temperatura, segna zero.
In un metallo la densità degli elettroni è fissata dal materiale, e con essa la distanza tra il livello di Fermi e l’energia potenziale degli elettroni: , con una costante che dipende solo dal metallo e dalla temperatura. Il voltmetro, i fili, i contatti e la giunzione formano un sistema che si scambia elettroni, e all’equilibrio il livello di Fermi è lo stesso in tutti i suoi punti. Per i due fili collegati ai morsetti, dello stesso metallo, , quindi .
Fine della dimostrazione.
La differenza di potenziale della giunzione è compensata esattamente dai salti di potenziale ai due contatti tra metallo e semiconduttore. Se non fosse così, una giunzione a temperatura uniforme farebbe circolare corrente in un circuito esterno e fornirebbe energia prendendola da un solo corpo a temperatura costante, contro il secondo principio della termodinamica. non si misura, ma si vede: quando la giunzione è polarizzata, o illuminata, la barriera cambia, e la corrente cambia con lei.
Il potenziale elettrico lungo una giunzione pn con i contatti metallici, in un disegno qualitativo. Nella giunzione il potenziale sale di , ai due contatti scende a gradino, e i due metalli si trovano allo stesso potenziale: il voltmetro segna zero.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Una giunzione brusca al silicio ha e . Calcola a K la tensione di built-in, l’estensione della zona svuotata nelle due zone e il campo massimo.
V. Il fattore vale , e la larghezza è
con nm e μm. Il campo massimo è kV/cm.
Commento: dieci volte il drogaggio, un decimo dello spessore. Rispetto alla giunzione delle figure, con drogaggi da dieci a venticinque volte più alti, la zona svuotata è larga poco più della metà e il campo è quasi il doppio: va come l’inverso della radice dei drogaggi.
Esercizio 2. Una giunzione ha e . Calcola , , e la caduta di potenziale nella parte della zona svuotata.
Il prodotto dei drogaggi è , lo stesso dell’esercizio precedente, e V. La larghezza è cm, cioè μm, con μm e nm. Il campo massimo è kV/cm, e nella parte , dove il campo scende linearmente a zero in nm, la caduta è mV.
Commento: stessa tensione di built-in, ma distribuita in modo completamente diverso. In una giunzione asimmetrica tutto succede dalla parte meno drogata, e la parte più drogata si comporta quasi come un metallo. Molti dispositivi sono fatti così, e i conti si fanno su una zona sola.
Esercizio 3. Nella giunzione delle figure, con e , in quale punto elettroni e lacune hanno la stessa densità?
Dove il livello di Fermi coincide con , e il potenziale, rispetto alla zona neutra , vale V. Sulla giunzione metallurgica V, quindi il punto è nella zona , dove :
che con V V e C/cm³ vale cm, cioè μm,
e quindi μm.
Commento: il punto in cui la giunzione è «intrinseca» non coincide con la giunzione metallurgica, ma è spostato verso la zona meno drogata, come la zona svuotata. Nella figura delle concentrazioni è l’incrocio delle due curve.
Esercizio 4. Come cambia la tensione di built-in della giunzione delle figure passando da a K? A K la densità intrinseca è circa .
Con mV, V, contro V a K.
Commento: la tensione di built-in scende di circa mV per kelvin. Il fattore davanti al logaritmo cresce, ma dentro il logaritmo cresce molto più in fretta. La stessa dipendenza dalla temperatura, circa mV/K, si ritrova nella tensione ai capi di un diodo in conduzione, che per questo si usa come sensore di temperatura.
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