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Guadagno e impedenze ad anello chiuso

Elettronica · Strumentazione elettronica Articolo

Percorso: Strumentazione elettronica · 3 di 17

Prima di questo, potrebbe interessarti: Retroazione e amplificatore operazionale , L'amplificatore operazionale reale , Analisi in frequenza

Indice

Quattro guadagni

Nell’articolo sulla retroazione il guadagno di un circuito con un operazionale reale è stato scritto con tre grandezze: il guadagno ideale GidG_{id}, calcolato con il cortocircuito virtuale; il guadagno d’anello GloopG_{loop}, che torna all’uscita dell’operazionale dopo un giro con l’ingresso spento; il guadagno G0G_0 che resta con A=0A = 0. Lì si è dimostrato che

G=GidGloop1Gloop+G01Gloop,G = G_{id}\,\frac{-G_{loop}}{1 - G_{loop}} + \frac{G_0}{1 - G_{loop}} ,

e si è usata la formula di Blackman per le impedenze. Questo articolo mostra come si calcolano queste grandezze in circuiti meno semplici: con la resistenza di uscita e la resistenza differenziale dell’operazionale, con l’anello tagliato in un punto qualsiasi, con più anelli di retroazione. Serve una quarta grandezza.

Teorema (guadagno ad anello aperto e guadagno diretto)

Definito il guadagno ad anello aperto Gol=GidGloopG_{ol} = -G_{id}\,G_{loop}, il guadagno ad anello chiuso è

G=Gol+G01Gloop,G = \frac{G_{ol} + G_0}{1 - G_{loop}} ,

e G0G_0, il guadagno con A=0A = 0, si chiama guadagno diretto. Di GidG_{id}, GloopG_{loop} e GolG_{ol} ne bastano due per avere il terzo.

Dimostrazione.

Si sostituisce GolG_{ol} nella formula del guadagno reale: Gid(Gloop)=GolG_{id}(-G_{loop}) = G_{ol}, e i due termini hanno lo stesso denominatore.

Fine della dimostrazione.

Il nome viene dallo schema a blocchi. Con un blocco di andata di guadagno AA e uno di reazione HH, il guadagno d’anello è AH-AH e il guadagno ideale 1/H1/H: allora Gol=AG_{ol} = A, il guadagno del blocco di andata, quello che si avrebbe aprendo l’anello. In un circuito vero il blocco di andata non è l’operazionale da solo, perché la rete di reazione lo carica: il guadagno ad anello aperto contiene anche questo effetto. Il guadagno diretto è il segnale che arriva all’uscita passando per la rete di reazione, senza l’operazionale; negli schemi a blocchi non c’è, perché i blocchi trasmettono in un verso solo, mentre i resistori trasmettono nei due.

Sul diagramma di Bode la formula dà la costruzione già vista: finché Gloop1|G_{loop}| \gg 1 il guadagno è GidG_{id}; quando Gloop1|G_{loop}| \ll 1 è GolG_{ol}, finché questo resta più grande di G0G_0. Il modulo del guadagno segue il più piccolo tra Gol|G_{ol}| e Gid|G_{id}|, e i due si incontrano dove Gloop=1|G_{loop}| = 1.

Tagliare l’anello

Per calcolare il guadagno d’anello si spegne l’ingresso, si interrompe l’anello in un punto e vi si applica un segnale di prova. Il punto più comodo, l’uscita di un operazionale ideale, non sempre c’è: se l’operazionale ha una resistenza di uscita, il generatore pilotato sta dentro il modello. Tagliando altrove bisogna fare attenzione, perché il taglio cambia il circuito.

Tagliare l'anello e ricostruire l'impedenza Un amplificatore non invertente con l'ingresso spento: il non invertente è a massa. L'operazionale ideale e la sua resistenza di uscita R o stanno in un riquadro tratteggiato. Dopo R o il filo è interrotto tra due morsetti: quello di sinistra, V r, ha verso massa una resistenza Z; quello di destra, V T, è collegato a un generatore di tensione di prova e, attraverso R 2, all'ingresso invertente, che va a massa attraverso R 1. Ro Z R1 R2 Vr VT A operazionale

Il guadagno d’anello di un amplificatore non invertente con resistenza di uscita RoR_o, tagliato dopo RoR_o. Il generatore di prova VTV_T alimenta la rete di reazione; la resistenza Z=R1+R2Z = R_1 + R_2 sostituisce, dal lato di RoR_o, la rete che il taglio ha staccato.

Proposizione (ricostruzione dell'impedenza)

In un circuito con un solo anello di retroazione, spento l’ingresso, si interrompe un conduttore dell’anello. Dal lato di andata, quello che porta verso l’ingresso dell’operazionale, si applica una tensione di prova VTV_T; dal lato di ritorno si collega verso massa un’impedenza ZZ uguale a quella che il lato di andata presenta al taglio, e si misura la tensione VrV_r. Allora

VrVT=Gloop.\frac{V_r}{V_T} = G_{loop} .

Senza ZZ si ottiene invece Gloop(Z+Zr)/ZG_{loop}(Z + Z_r)/Z, dove ZrZ_r è l’impedenza di Thévenin del lato di ritorno. L’errore è nullo se ZZ è infinita o se ZrZ_r è nulla.

Dimostrazione.

Si guarda il circuito integro, con l’ingresso spento, dal punto del taglio. Il lato di andata è una rete lineare senza generatori indipendenti: se al taglio c’è la tensione vv, assorbe la corrente v/Zv/Z, e l’ingresso dell’operazionale riceve vd=αvv_d = \alpha v per un certo coefficiente α\alpha. Poiché l’anello è uno solo, il generatore pilotato u=Avdu = Av_d influenza il taglio solo attraverso il lato di ritorno, che visto dal taglio è un generatore di Thévenin γu\gamma u con impedenza ZrZ_r.

Il guadagno d’anello dell’articolo sulla retroazione si calcola sostituendo uu con un generatore indipendente: al taglio arriva v=γuZ/(Z+Zr)v = \gamma u\,Z/(Z + Z_r), all’ingresso αv\alpha v, e il generatore pilotato restituisce AαvA\alpha v. Quindi Gloop=AαγZ/(Z+Zr)G_{loop} = A\alpha\gamma\,Z/(Z + Z_r). Con il taglio, VTV_T dà all’ingresso αVT\alpha V_T e al generatore u=AαVTu = A\alpha V_T; il lato di ritorno, chiuso su ZZ, dà Vr=γuZ/(Z+Zr)V_r = \gamma u\,Z/(Z + Z_r). Il rapporto Vr/VTV_r/V_T è lo stesso. Senza ZZ il lato di ritorno è aperto e Vr=γuV_r = \gamma u: manca il fattore Z/(Z+Zr)Z/(Z + Z_r), che vale 11 quando ZZ \to \infty o Zr=0Z_r = 0.

Fine della dimostrazione.

Da qui due regole pratiche. Si taglia volentieri all’ingresso di un operazionale, dove il lato di andata ha impedenza infinita, o all’uscita di un generatore di tensione ideale, dove il lato di ritorno ha impedenza nulla: in tutti e due i casi non c’è niente da ricostruire. Altrove bisogna aggiungere ZZ. Lo stesso vale con una corrente di prova, scambiando i ruoli di tensione e corrente con il teorema di Norton. E il guadagno d’anello, calcolato bene, non dipende dal punto del taglio: è una proprietà dell’anello.

Nell’esempio della figura il lato di andata è la serie di R2R_2 e R1R_1, perché l’ingresso dell’operazionale non assorbe corrente: Z=R1+R2Z = R_1 + R_2. La tensione VTV_T arriva all’ingresso invertente come VTR1/(R1+R2)V_TR_1/(R_1 + R_2), il generatore dà AVTR1/(R1+R2)-AV_TR_1/(R_1 + R_2), e il partitore tra RoR_o e ZZ ne porta al taglio la frazione (R1+R2)/(R1+R2+Ro)(R_1 + R_2)/(R_1 + R_2 + R_o):

Gloop=AR1R1+R2+Ro.G_{loop} = -A\,\frac{R_1}{R_1 + R_2 + R_o} .

Tagliando all’ingresso invertente, senza ricostruzione, si trova lo stesso risultato. Dimenticando ZZ si troverebbe AR1/(R1+R2)-AR_1/(R_1 + R_2), come se RoR_o non ci fosse.

Resistenza di uscita e guadagno diretto

Con la resistenza di uscita i due amplificatori fondamentali cambiano in modo diverso, e l’invertente acquista un guadagno diretto.

Proposizione (amplificatori con resistenza di uscita)

Con un operazionale di guadagno AA e resistenza di uscita RoR_o, senza carico, l’amplificatore non invertente ha

Gloop=AR1R1+R2+Ro,Gol=A(R1+R2)R1+R2+Ro,G0=0,\begin{gathered} G_{loop} = -\frac{AR_1}{R_1 + R_2 + R_o} , \\[0.5em] G_{ol} = \frac{A(R_1 + R_2)}{R_1 + R_2 + R_o} , \qquad G_0 = 0 , \end{gathered}

e l’invertente lo stesso guadagno d’anello, con

Gol=AR2R1+R2+Ro,G0=RoR1+R2+Ro.G_{ol} = -\frac{AR_2}{R_1 + R_2 + R_o} , \qquad G_0 = \frac{R_o}{R_1 + R_2 + R_o} .
Dimostrazione.

Con l’ingresso spento i due circuiti coincidono, e il guadagno d’anello è quello calcolato sopra. I guadagni ad anello aperto vengono da Gol=GidGloopG_{ol} = -G_{id}G_{loop}, con Gid=(R1+R2)/R1G_{id} = (R_1 + R_2)/R_1 e Gid=R2/R1G_{id} = -R_2/R_1.

Per il guadagno diretto si pone A=0A = 0: il generatore pilotato diventa un cortocircuito verso massa dietro RoR_o. Nel non invertente il segnale arriva al non invertente, che non assorbe corrente, e non raggiunge l’uscita: G0=0G_0 = 0. Nell’invertente il segnale attraversa R1R_1 e R2R_2 e arriva a massa attraverso RoR_o: l’uscita, tra R2R_2 e RoR_o, è il partitore VinRo/(R1+R2+Ro)V_{in}R_o/(R_1 + R_2 + R_o).

Fine della dimostrazione.

Il guadagno diretto è piccolo, e finché Gol|G_{ol}| è grande non conta. Conta quando il guadagno dell’operazionale crolla, ad alta frequenza: lì il guadagno dell’invertente non scende a zero ma si ferma a G0G_0. Il segnale passa attraverso i resistori, senza inversione. Nel modello con un solo polo succede a frequenze molto alte; negli operazionali veri, dove altri poli fanno crollare AA più in fretta, il pavimento si vede prima.

Il guadagno diretto Diagramma del modulo in decibel, da 10 hertz a 1 gigahertz, per un amplificatore invertente con guadagno ideale meno 10. La curva blu del guadagno ad anello aperto parte fuori scala in alto e scende di 20 decibel per decade. La curva arancio del guadagno reale vale 20 decibel fino a circa 100 kilohertz, poi scende seguendo la blu, ma sotto i meno 20 decibel si ferma e resta a meno 21,6 decibel, il guadagno diretto. Una curva tratteggiata mostra che senza guadagno diretto il guadagno continuerebbe a scendere. 40200−20−40 10 Hz1 kHz100 kHz10 MHz1 GHz |Gol| |G| = 10 G0 = 1/12 senza G0 dB

Il guadagno di un amplificatore invertente con R1=100 ΩR_1 = 100\ \Omega, R2=1R_2 = 1 kΩ\Omega e un operazionale con A0=105A_0 = 10^5, polo a 1010 Hz e Ro=100 ΩR_o = 100\ \Omega. Il guadagno reale, arancio, segue Gol|G_{ol}|, blu, finché non incontra il guadagno diretto G0=1/12G_0 = 1/12; senza G0G_0 continuerebbe a scendere, tratteggiato.

Le impedenze

La formula di Blackman dà l’impedenza tra due morsetti come Z=Z0(1Gloopcc)/(1Gloopca)Z = Z_0(1 - G_{loop}^{cc})/(1 - G_{loop}^{ca}), con Z0Z_0 l’impedenza per A=0A = 0 e i guadagni d’anello con i morsetti in cortocircuito e aperti. Quasi sempre uno dei due è nullo, e quale lo si capisce dal valore ideale.

Proposizione (impedenze con valore ideale infinito o nullo)

Se l’impedenza tra due morsetti tende all’infinito per AA \to \infty, allora Gloopca=0G_{loop}^{ca} = 0 e

Z=Z0(1Gloopcc);Z = Z_0\,(1 - G_{loop}^{cc}) ;

se tende a zero, allora Gloopcc=0G_{loop}^{cc} = 0 e

Z=Z01Gloopca.Z = \frac{Z_0}{1 - G_{loop}^{ca}} .

GloopccG_{loop}^{cc} è il guadagno d’anello con un generatore di tensione di prova ai morsetti, GloopcaG_{loop}^{ca} con un generatore di corrente.

Dimostrazione.

Nella dimostrazione della formula di Blackman i due guadagni d’anello sono AA per coefficienti che non dipendono da AA: Gloopcc=AbccG_{loop}^{cc} = Ab_{cc} e Gloopca=AbcaG_{loop}^{ca} = Ab_{ca}. Per AA \to \infty l’impedenza tende a Z0bcc/bcaZ_0b_{cc}/b_{ca} se i due coefficienti non sono nulli. Il limite è infinito solo se bca=0b_{ca} = 0, e allora Z=Z0(1Gloopcc)Z = Z_0(1 - G_{loop}^{cc}); è nullo solo se bcc=0b_{cc} = 0, e allora Z=Z0/(1Gloopca)Z = Z_0/(1 - G_{loop}^{ca}). Un generatore di tensione ideale, spento, è un cortocircuito, e uno di corrente è un circuito aperto: i guadagni d’anello con i morsetti chiusi o aperti sono quelli che si hanno con il generatore di prova del tipo corrispondente.

Fine della dimostrazione.

La regola si ricorda così: un’impedenza bassa, come quella di un nodo a terra virtuale o dell’uscita di un operazionale, si misura con una corrente di prova; una alta, come quella di un ingresso non invertente, con una tensione. Usando il generatore sbagliato si interrompe l’anello, e il conto dà zero volte infinito. Quando il valore ideale non è né zero né infinito, di solito c’è un elemento in serie o in parallelo a un punto dove lo è: l’ingresso dell’invertente è R1R_1 in serie al nodo a terra virtuale, e si calcola l’impedenza di quel nodo, senza R1R_1, per poi aggiungerla.

Con un polo dominante il risultato ha un circuito equivalente semplice.

Proposizione (impedenze con un polo dominante)

Sia A=A0/(1+s/ω0)A = A_0/(1 + s/\omega_0) e Gloop=βAG_{loop} = -\beta A con β\beta costante e Z0Z_0 resistiva. Se il valore ideale è nullo, l’impedenza è una resistenza Z0/(1+βA0)Z_0/(1 + \beta A_0) in serie al parallelo di una resistenza Z0βA0/(1+βA0)Z_0\beta A_0/(1 + \beta A_0) e di un’induttanza

L=Z0βA0(1+βA0)2ω0Z0ωc,ωc=ω0(1+βA0).L = \frac{Z_0\,\beta A_0}{(1 + \beta A_0)^2\,\omega_0} \simeq \frac{Z_0}{\omega_c} , \qquad \omega_c = \omega_0(1 + \beta A_0) .

Se il valore ideale è infinito, è una resistenza Z0Z_0 in serie al parallelo di una resistenza Z0βA0Z_0\beta A_0 e di una capacità

C=1Z0βA0ω0.C = \frac{1}{Z_0\,\beta A_0\,\omega_0} .
Dimostrazione.

Nel primo caso

Z=Z01+βA=Z0s+ω0s+ωc.Z = \frac{Z_0}{1 + \beta A} = Z_0\,\frac{s + \omega_0}{s + \omega_c} .

Una resistenza RsR_s in serie al parallelo di RpR_p e LL ha impedenza Rs+Rps/(s+Rp/L)=[(Rs+Rp)s+RsRp/L]/(s+Rp/L)R_s + R_ps/(s + R_p/L) = [(R_s + R_p)s + R_sR_p/L]/(s + R_p/L). Le due espressioni coincidono se Rp/L=ωcR_p/L = \omega_c, Rs+Rp=Z0R_s + R_p = Z_0 e RsRp/L=Z0ω0R_sR_p/L = Z_0\omega_0, cioè Rs=Z0ω0/ωc=Z0/(1+βA0)R_s = Z_0\omega_0/\omega_c = Z_0/(1 + \beta A_0), Rp=Z0RsR_p = Z_0 - R_s e L=Rp/ωcL = R_p/\omega_c. Nel secondo caso

Z=Z0(1+βA)=Z0+Z0βA01+s/ω0,Z = Z_0(1 + \beta A) = Z_0 + \frac{Z_0\beta A_0}{1 + s/\omega_0} ,

e il secondo termine è l’impedenza di una resistenza Z0βA0Z_0\beta A_0 in parallelo a una capacità CC con costante di tempo Z0βA0C=1/ω0Z_0\beta A_0C = 1/\omega_0.

Fine della dimostrazione.

Un esempio con numeri realistici. Un amplificatore invertente ha R1=10R_1 = 10 kΩ\Omega, R2=100R_2 = 100 kΩ\Omega e R1R2=9,09R_1\parallel R_2 = 9{,}09 kΩ\Omega sul non invertente; l’operazionale ha Rd=2R_d = 2 MΩ\Omega, Ro=75 ΩR_o = 75\ \Omega, A0=106A_0 = 106 dB, cioè 2×1052\times10^5, e prodotto guadagno-banda di 11 MHz, con il polo a 55 Hz.

L’impedenza di uscita ideale è nulla. Con A=0A = 0 l’uscita vede RoR_o in parallelo a R2R_2 più R1(Rd+R1R2)R_1\parallel(R_d + R_1\parallel R_2): Z0=74,9 ΩZ_0 = 74{,}9\ \Omega. Con l’uscita aperta, il generatore pilotato manda il segnale attraverso RoR_o e R2R_2 al nodo invertente, dove 9,959{,}95 kΩ\Omega verso massa ne lasciano la frazione 0,09040{,}0904, e RdR_d ne porta la quasi totalità tra gli ingressi: β=0,0900\beta = 0{,}0900. In continua Zu=74,9/(1+18000)=4,2Z_u = 74{,}9/(1 + 18\,000) = 4{,}2 mΩ\Omega; sopra i 55 Hz l’uscita si comporta come un’induttanza, e si porta ai 75 Ω75\ \Omega di RoR_o sopra i 9090 kHz.

L’impedenza di ingresso è R1R_1 più quella del nodo invertente, che idealmente è nulla. Tolta R1R_1, con A=0A = 0 il nodo vede Rd+R1R2R_d + R_1\parallel R_2 in parallelo a R2+RoR_2 + R_o, 95,395{,}3 kΩ\Omega; con il nodo aperto, il segnale del generatore percorre in serie RoR_o, R2R_2, RdR_d e R1R2R_1\parallel R_2, e RdR_d ne prende il 94,8%. L’impedenza del nodo è 95,3 kΩ/(1+1,9×105)=0,50 Ω95{,}3\ \text{k}\Omega/(1 + 1{,}9\times10^5) = 0{,}50\ \Omega in continua, e quella di ingresso 1010 kΩ\Omega più mezzo ohm.

Impedenze di un amplificatore invertente Grafico in scala logaritmica del modulo di due impedenze, da 1 milliohm a 1 megaohm, in funzione della frequenza da 1 hertz a 100 megahertz. L'impedenza di uscita, in arancio, vale 4,2 milliohm fino a 5 hertz, poi cresce di un fattore dieci per decade fino a 90 kilohertz, dove raggiunge 75 ohm e si ferma. L'impedenza del nodo invertente, in blu, vale mezzo ohm fino a 5 hertz, poi cresce allo stesso modo fino a circa 1 megahertz, dove raggiunge 95 kiloohm e si ferma. 1 mΩ1 Ω1 kΩ1 MΩ 1 Hz100 Hz10 kHz1 MHz100 MHz nodo invertente, Z′ uscita, Zu 90 kHz 0,95 MHz |Z|

L’impedenza di uscita, arancio, e quella del nodo invertente, blu, dell’amplificatore invertente dell’esempio. Tutte e due valgono il valore ad anello aperto diviso per 1Gloop1 - G_{loop}: salgono di una decade per decade da 55 Hz, dove cala il guadagno dell’operazionale, fino alla frequenza, segnata con un punto, alla quale il guadagno d’anello vale 11.

Più anelli di retroazione

Molti circuiti hanno più di un anello. Quando gli anelli sono annidati, uno locale dentro uno globale, il calcolo si può fare in due modi.

Due anelli annidati Schema a blocchi. L'ingresso S in entra in un primo nodo di confronto, poi nel blocco A 1, poi in un secondo nodo di confronto e nel blocco A 2, da cui esce S u. Dall'uscita due rami tornano indietro: uno attraverso il blocco H 2 al secondo nodo, l'altro, più largo, attraverso il blocco H 1 al primo nodo; entrambi entrano con segno meno. Due croci segnano i tagli: la croce 1 tra A 1 e il secondo nodo, la croce 2 tra il secondo nodo e A 2. A1 A2 H2 H1 Sin Su 1 2

Due anelli annidati: H2H_2 chiude un anello locale attorno ad A2A_2, H1H_1 uno globale attorno ad A1A_1 e A2A_2. Il taglio 1 apre solo l’anello globale, il taglio 2 li apre tutti e due.

Proposizione (anelli annidati)

Per lo schema della figura il guadagno è

G=A1A21+A2H2+A1A2H1.G = \frac{A_1A_2}{1 + A_2H_2 + A_1A_2H_1} .

Con il taglio 1, cioè risolvendo prima l’anello locale,

Gloop,1=A1A2H11+A2H2,Gol,1=A1A21+A2H2,Gid=1H1.G_{loop,1} = -\frac{A_1A_2H_1}{1 + A_2H_2} , \qquad G_{ol,1} = \frac{A_1A_2}{1 + A_2H_2} , \qquad G_{id} = \frac{1}{H_1} .

Con il taglio 2, Gloop,2=A2(H2+A1H1)G_{loop,2} = -A_2(H_2 + A_1H_1) e Gol,2=A1A2G_{ol,2} = A_1A_2. In tutti e due i casi G=Gol/(1Gloop)G = G_{ol}/(1 - G_{loop}), e 1Gloop,2=(1Gloop,1)(1+A2H2)1 - G_{loop,2} = (1 - G_{loop,1})(1 + A_2H_2). Ma Gol,2/Gloop,2=A1/(H2+A1H1)-G_{ol,2}/G_{loop,2} = A_1/(H_2 + A_1H_1), che non è GidG_{id}.

Dimostrazione.

Dallo schema, Su=A2ε2S_u = A_2\varepsilon_2, ε2=A1ε1H2Su\varepsilon_2 = A_1\varepsilon_1 - H_2S_u e ε1=SinH1Su\varepsilon_1 = S_{in} - H_1S_u. Sostituendo, Su(1+A2H2+A1A2H1)=A1A2SinS_u(1 + A_2H_2 + A_1A_2H_1) = A_1A_2S_{in}.

Risolto l’anello locale, A2A_2 e H2H_2 diventano un blocco di guadagno A2/(1+A2H2)A_2/(1 + A_2H_2), e lo schema è quello di un anello solo con blocco di andata A1A2/(1+A2H2)A_1A_2/(1 + A_2H_2) e reazione H1H_1: da qui Gol,1G_{ol,1}, Gloop,1=Gol,1H1G_{loop,1} = -G_{ol,1}H_1, Gid=1/H1G_{id} = 1/H_1, e Gol,1/(1Gloop,1)G_{ol,1}/(1 - G_{loop,1}) è di nuovo GG moltiplicando numeratore e denominatore per 1+A2H21 + A_2H_2.

Con il taglio 2 si spegne l’ingresso e si immette VTV_T in A2A_2: l’uscita è A2VTA_2V_T, e torna al taglio come H2A2VTA1H1A2VT-H_2A_2V_T - A_1H_1A_2V_T. Aperti i due anelli, l’ingresso arriva al taglio attraverso A1A_1 e poi a SuS_u attraverso A2A_2: Gol,2=A1A2G_{ol,2} = A_1A_2. Allora 1Gloop,2=1+A2H2+A1A2H11 - G_{loop,2} = 1 + A_2H_2 + A_1A_2H_1, che è il denominatore di GG e anche (1Gloop,1)(1+A2H2)(1 - G_{loop,1})(1 + A_2H_2).

Fine della dimostrazione.

Per la stabilità, che dipende dagli zeri di 1Gloop1 - G_{loop}, i due tagli sono equivalenti, a patto che l’anello locale sia stabile da solo: tagliare in un punto comune a tutti gli anelli è il modo più rapido. Per il guadagno no. Con il taglio 2 il rapporto Gol/Gloop-G_{ol}/G_{loop} non è il guadagno ideale del circuito, perché il segnale di errore che la retroazione annulla è quello all’ingresso di A2A_2, non quello all’ingresso di A1A_1; e sul diagramma di Bode il guadagno non segue il più piccolo tra Gol,2|G_{ol,2}| e Gid|G_{id}|. La costruzione grafica funziona con il taglio 1.

Un esempio è l’amplificatore composito. Il primo operazionale confronta l’ingresso con una frazione 1/k1/k dell’uscita; il secondo è uno stadio invertente con RR all’ingresso e RR in serie a CC in retroazione, e quindi amplifica con tutto il suo guadagno in continua e diventa un invertitore di guadagno 1-1 sopra 1/2πRC1/2\pi RC. Il guadagno ideale è kk. In continua il guadagno d’anello globale è il prodotto dei guadagni dei due operazionali diviso per kk, e l’errore di guadagno diventa minuscolo.

L'amplificatore composito Sopra, lo schema: V in arriva all'ingresso invertente del primo operazionale; il suo non invertente sta al centro di un partitore tra l'uscita V u, con una resistenza k meno 1 volte R, e massa, con una resistenza R. L'uscita del primo operazionale arriva attraverso una resistenza R all'ingresso invertente del secondo, che ha il non invertente a massa e, tra uscita e ingresso invertente, una resistenza R in serie a un condensatore C. L'uscita del secondo è V u. Sotto, il diagramma dei moduli in decibel da 1 hertz a 10 megahertz. La linea orizzontale k vale 54 decibel. La curva blu continua, il guadagno ad anello aperto con l'anello interno chiuso, scende e incontra k a 20 kilohertz; la curva blu tratteggiata, con tutti e due gli anelli aperti, sta molto più in alto e incontra k solo a 316 kilohertz. Il guadagno reale, arancio, vale k fino a circa 20 kilohertz e poi segue la curva blu continua. Vin Vu R (k − 1)R R R C 1 2 16012080400 1 Hz100 Hz10 kHz1 MHz k = 500, 54 dB |Gol,1| |Gol,2| 20 kHz 316 kHz dB

L’amplificatore composito con k=500k = 500, R=1R = 1 kΩ\Omega, C=1C = 1 μF e due operazionali da 114114 dB e 1010 MHz. Il guadagno reale, arancio, scende di 33 dB a 2020 kHz, dove Gol,1|G_{ol,1}|, calcolato con l’anello locale chiuso, incontra kk. Il guadagno ad anello aperto con i due anelli aperti, Gol,2|G_{ol,2}|, incontra kk solo a 316316 kHz: letta con quello, la banda sarebbe quindici volte più larga del vero.

Nella figura, sotto i 160160 Hz il secondo stadio integra, e Gol,1|G_{ol,1}| è il guadagno del primo operazionale moltiplicato per quello, grande, dell’integratore; sopra, il secondo stadio si porta a guadagno 11 e resta il solo primo operazionale: la banda è quella di un operazionale solo, GBW/k=20\text{GBW}/k = 20 kHz. Il circuito guadagna precisione alle frequenze basse senza perdere banda. Con Gol,2=A2(1+sCR)/(1+2sCR)G_{ol,2} = A^2(1 + sCR)/(1 + 2sCR), che sopra 160160 Hz vale circa A2/2A^2/2, la costruzione grafica darebbe l’incontro con kk a GBW/2k=316\text{GBW}/\sqrt{2k} = 316 kHz, un risultato sbagliato.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un amplificatore non invertente ha R1=1R_1 = 1 kΩ\Omega e R2=9R_2 = 9 kΩ\Omega, e l’operazionale ha A0=105A_0 = 10^5 e Ro=100 ΩR_o = 100\ \Omega. Si calcola il guadagno d’anello tagliando dopo RoR_o, ma dimenticando la ricostruzione. Di quanto si sbaglia il guadagno d’anello? E il guadagno in continua?

Soluzione. Il valore corretto è A0R1/(R1+R2+Ro)=9901-A_0R_1/(R_1 + R_2 + R_o) = -9901; senza ricostruzione si trova A0R1/(R1+R2)=104-A_0R_1/(R_1 + R_2) = -10^4, l’1% in più. Il guadagno vero è Gol/(1Gloop)G_{ol}/(1 - G_{loop}) con Gol=A010/10,1=99010G_{ol} = A_0\cdot10/10{,}1 = 99\,010: 9,998999{,}99899. Con il guadagno d’anello sbagliato, Gid/(11/Gloop)G_{id}/(1 - 1/G_{loop}) darebbe 9,999009{,}99900.

Commento. Sul guadagno l’errore è di una parte su un milione, perché il guadagno d’anello è grande e un suo errore dell’1% sposta di poco 1/Gloop1/G_{loop}. Sulla banda, che è proporzionale al guadagno d’anello, l’errore resta dell’1%, e diventa grande quando RoR_o è confrontabile con R1+R2R_1 + R_2, per esempio con un carico di pochi kiloohm.

Esercizio 2. Per l’amplificatore invertente dell’esempio, con Z0=74,9 ΩZ_0 = 74{,}9\ \Omega e β=0,0900\beta = 0{,}0900, trovare il circuito equivalente dell’impedenza di uscita e il suo valore a 11 kHz e a 100100 kHz. Che cosa succede con un carico capacitivo di 1010 nF?

Soluzione. 1+βA0=180001 + \beta A_0 = 18\,000: Rs=4,2R_s = 4{,}2 mΩ\Omega, Rp=74,9 ΩR_p = 74{,}9\ \Omega, e con ωc=2π90\omega_c = 2\pi\cdot90 kHz L=74,9/(2π90 kHz)=133L = 74{,}9/(2\pi\cdot90\ \text{kHz}) = 133 μH. A 11 kHz ZuωL=0,83 Ω|Z_u| \simeq \omega L = 0{,}83\ \Omega; a 100100 kHz la reattanza, 83 Ω83\ \Omega, è confrontabile con RpR_p, e il parallelo vale 56 Ω56\ \Omega. Con 1010 nF l’induttanza e il condensatore risuonano a 1/(2πLC)=1381/(2\pi\sqrt{LC}) = 138 kHz, con fattore di merito RpC/L=0,65R_p\sqrt{C/L} = 0{,}65.

Commento. Per il teorema di Thévenin l’uscita caricata è la tensione a vuoto per il partitore tra ZuZ_u e il carico: la risonanza compare nella risposta. Con fattore di merito 0,650{,}65 non c’è picco. In un inseguitore, con β=1\beta = 1, l’induttanza è undici volte più piccola, la risonanza sale a 460460 kHz e il fattore di merito a 2,22{,}2: la risposta a un gradino oscilla. È il problema del carico capacitivo, che il prossimo articolo tratta come problema di stabilità.

Esercizio 3. Con lo stesso operazionale, l’amplificatore diventa non invertente: il segnale arriva al non invertente attraverso R1R2R_1\parallel R_2 e R1R_1 va a massa. Quanto vale l’impedenza di ingresso in continua e a 11 kHz?

Soluzione. L’impedenza del non invertente, tolta la resistenza in serie, è idealmente infinita. Con A=0A = 0 vale Z0=Rd+R1(R2+Ro)=2,009Z_0 = R_d + R_1\parallel(R_2 + R_o) = 2{,}009 MΩ\Omega. Con il non invertente a massa, cioè con una tensione di prova, il generatore pilotato manda il segnale attraverso RoR_o e R2R_2 al nodo invertente, dove verso massa ci sono R1RdR_1\parallel R_d: β=0,0904\beta = 0{,}0904 e 1+βA0=180001 + \beta A_0 = 18\,000. In continua Z=2,009 MΩ18000=36Z = 2{,}009\ \text{M}\Omega\cdot18\,000 = 36 GΩ\Omega. Il circuito equivalente è Z0Z_0 in serie al parallelo di 3636 GΩ\Omega e C=1/(Z0βA0ω0)=0,88C = 1/(Z_0\beta A_0\omega_0) = 0{,}88 pF; a 11 kHz la capacità vale 182182 MΩ\Omega.

Commento. Sopra pochi hertz l’impedenza di ingresso è capacitiva, e ancora prima conta la capacità di modo comune dell’operazionale, che la retroazione non moltiplica: con 33 pF sono 5353 MΩ\Omega a 11 kHz, meno dei 182182 calcolati. I gigaohm dei datasheet sono valori in continua.

Esercizio 4. Nella pompa di Howland con i quattro resistori uguali a R=10R = 10 kΩ\Omega, perfettamente accoppiati, l’operazionale ha A0=105A_0 = 10^5 e polo a 1010 Hz. Quanto vale la resistenza di uscita in continua? Come si comporta in frequenza?

Soluzione. Con resistori accoppiati la resistenza di uscita ideale è infinita. Con A=0A = 0 il nodo del carico vede R1R2=R/2R_1\parallel R_2 = R/2. Con il nodo del carico a massa il non invertente è a zero, l’invertente riceve metà dell’uscita dell’operazionale, e Gloopcc=A/2G_{loop}^{cc} = -A/2. Quindi Z=(R/2)(1+A/2)Z = (R/2)(1 + A/2): 250250 MΩ\Omega in continua. È R/2=5R/2 = 5 kΩ\Omega in serie al parallelo di 250250 MΩ\Omega e di C=1/(2,5×108 Ω2π10 Hz)=64C = 1/(2{,}5\times10^8\ \Omega\cdot2\pi\cdot10\ \text{Hz}) = 64 pF; a 11 kHz ne restano 2,52{,}5 MΩ\Omega.

Commento. Con resistori all’1% la resistenza di uscita in continua è limitata a circa 250250 kΩ\Omega dall’accoppiamento, molto prima che dal guadagno. In frequenza, invece, la capacità di 6464 pF fa scendere la resistenza di uscita sotto quel valore già intorno ai 1010 kHz.

Esercizio 5. Nell’amplificatore composito della figura, con k=500k = 500, quanto vale l’errore relativo del guadagno in continua e a 1010 Hz? Confrontarlo con un amplificatore non invertente con un solo operazionale dello stesso tipo e lo stesso guadagno ideale.

Soluzione. In continua il condensatore è aperto, il secondo stadio amplifica con tutto il suo guadagno, e Gloop,1=A02/k=5×108|G_{loop,1}| = A_0^2/k = 5\times10^8: l’errore è 2×1092\times10^{-9}. A 1010 Hz il calcolo con le formule della figura dà Gloop,1=14300|G_{loop,1}| = 14\,300 e un errore sul modulo di 3×1053\times10^{-5}. Il singolo operazionale ha Gloop=A0/k=1000|G_{loop}| = A_0/k = 1000 in continua e 900900 a 1010 Hz: errore 1×1031\times10^{-3} in tutti e due i casi.

Commento. Il vantaggio si perde sopra 1/2πRC=1601/2\pi RC = 160 Hz, dove il secondo stadio diventa un invertitore: tra qualche centinaio di hertz e qualche kilohertz il composito ha perfino un picco di guadagno dello 0,6%0{,}6\%, perché i suoi poli e zeri a bassa frequenza non si compensano del tutto. Scegliere RCRC vuol dire scegliere fino a che frequenza serve la precisione.

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