Le equazioni di Einstein
Percorso: Relatività generale · 10 di 13
Prima di questo, potrebbe interessarti: Il tensore energia-impulso , I tensori di Riemann e di Ricci
Indice
I due membri
Il membro di destra delle equazioni del campo gravitazionale è pronto: il tensore energia-impulso , simmetrico, con la derivata covariante nulla, , che esprime la conservazione dell’energia e della quantità di moto. A sinistra deve stare la curvatura. Il tensore di Riemann ne contiene tutta l’informazione, ma ha quattro indici e non può essere uguagliato a un tensore di rango due. Servono un tensore simmetrico di rango due, costruito con il tensore metrico e le sue derivate, e una costante di proporzionalità. L’equazione cercata è , dove è il tensore di Einstein, da non confondere con la costante di Newton . Questo articolo lo costruisce e fissa la costante.
C’è un vincolo in più. La divergenza covariante del membro di destra è nulla per la conservazione, quindi deve esserlo anche quella del membro di sinistra, e per ogni tensore metrico: altrimenti le equazioni imporrebbero alla geometria condizioni che non vengono dalla materia.
Il tensore di Einstein
I tensori simmetrici di rango due a disposizione sono il tensore metrico e il tensore di Ricci ; c’è poi lo scalare di Ricci . Né né hanno divergenza nulla, ma le loro divergenze sono proporzionali.
Teorema (identità di Bianchi contratta)
Si parte dall’identità di Bianchi dell’articolo sul tensore di Riemann, , e si contrae con . Il primo termine dà ; il terzo, poiché , dà :
Si moltiplica per , che passa dentro le derivate covarianti perché . Il primo termine diventa e il terzo . Nel secondo, ; per la simmetria si ha , e il termine vale . Quindi , che è la prima uguaglianza con al posto di . La seconda segue perché .
Fine della dimostrazione.
Definizione (tensore di Einstein)
È simmetrico, perché lo sono e , e per il teorema ha divergenza nulla qualunque sia il tensore metrico: . Il risultato si può rafforzare. Per un teorema di David Lovelock (1971), in quattro dimensioni gli unici tensori simmetrici con divergenza identicamente nulla costruiti con il tensore metrico e le sue derivate prime e seconde sono le combinazioni , con e costanti. La dimostrazione va oltre questo articolo; dice che la scelta di Einstein è, in un senso preciso, l’unica possibile.
Le equazioni di campo
Le equazioni sono dunque , con una costante da determinare. Conviene prima riscriverle in un’altra forma.
Proposizione (forma con la traccia)
Con , le equazioni equivalgono a
In particolare nel vuoto, dove , equivalgono a .
Moltiplicando per , con , si ha , cioè . Sostituendo, . Il passaggio inverso è lo stesso calcolo letto al contrario: dalla forma con la traccia si ricava , e sostituendo si torna alla prima.
Fine della dimostrazione.
La costante si fissa chiedendo che le equazioni ridiano la gravità di Newton quando il campo è debole e statico e la materia è lenta, con pressioni trascurabili rispetto a .
Teorema (la costante di accoppiamento)
Nel limite newtoniano le equazioni si riducono all’equazione di Poisson se e solo se
La materia è una polvere ferma, con e , dove . Allora e . La componente della forma con la traccia è
all’ordine più basso, con . Nell’articolo sul tensore energia-impulso si è dimostrato che nello stesso limite . L’uguaglianza coincide con esattamente quando .
Fine della dimostrazione.
Le equazioni di Einstein sono quindi
Einstein le presentò all’Accademia prussiana delle scienze il 25 novembre 1915, dopo tentativi durati anni; negli stessi giorni David Hilbert arrivò alle stesse equazioni partendo da un principio variazionale. Le componenti spaziali delle equazioni, nello stesso limite, fissano anche ; il calcolo richiede le equazioni linearizzate ed è nell’articolo sulle onde gravitazionali.
Che cosa dicono le equazioni
Sono dieci equazioni, perché i tensori simmetrici in quattro dimensioni hanno dieci componenti indipendenti. Sono equazioni alle derivate parziali del secondo ordine nel tensore metrico, e non lineari, perché i simboli di Christoffel dipendono da e il tensore di Riemann contiene i loro prodotti. Non sono però dieci condizioni indipendenti: le quattro identità di Bianchi contratte le legano, e ne restano sei. È quello che serve, perché quattro delle dieci funzioni si possono cambiare a piacere cambiando le quattro coordinate.
Le equazioni contengono anche la legge del moto della materia. Da segue , e per una polvere questo equivale, come nell’articolo sul tensore energia-impulso, al moto lungo le geodetiche. John Wheeler lo riassumeva così: la materia dice allo spaziotempo come curvarsi, lo spaziotempo dice alla materia come muoversi.
Nel vuoto , ma il tensore di Riemann in generale no. In due dimensioni il tensore di Ricci determinava tutta la curvatura; in quattro no, e fuori da una stella lo spaziotempo è curvo: ci sono le accelerazioni di marea, e possono propagarsi onde. La forma newtoniana di questo fatto è semplice.
Proposizione (le maree nel vuoto conservano il volume)
Nel sistema in caduta libera con un punto , l’accelerazione di marea di una particella vicina, in posizione rispetto a , è al primo ordine , e la sua divergenza è . Nel vuoto è nulla.
Come nell’articolo sul principio di equivalenza, l’accelerazione relativa è con ; lo sviluppo al primo ordine dà . La divergenza rispetto a è , e per l’equazione di Poisson vale .
Fine della dimostrazione.
Le accelerazioni di marea su una nuvola di particelle in caduta libera nel campo della massa , come nell’articolo sul principio di equivalenza. Nello spazio, con lungo la direzione di , l’accelerazione è proporzionale a : la somma dei coefficienti è nulla, e una piccola nuvola sferica si allunga in una direzione e si schiaccia nelle altre due senza cambiare volume. È la forma newtoniana di nel vuoto: la curvatura c’è, ma deforma senza comprimere.
La costante cosmologica
Il tensore metrico ha divergenza covariante nulla, quindi , con costante, soddisfa lo stesso vincolo di . Le equazioni più generali compatibili con il teorema di Lovelock sono
e è la costante cosmologica. Einstein la introdusse nel 1917 per ottenere un universo statico, e la tolse nel 1931, quando l’espansione dell’universo era ormai accettata. Nel 1998 le osservazioni di supernove lontane hanno mostrato che l’espansione accelera, e è tornata, con un valore di circa m⁻².
Il segno dipende dalle convenzioni. Con la segnatura del sito e le definizioni di questo percorso, un positivo, quello che produce accelerazione, compare a sinistra con il segno meno; con altre convenzioni lo si trova scritto con il più. Lo si vede portandolo a destra: con . Il termine aggiunto è il tensore energia-impulso di un fluido perfetto con densità e pressione : un’energia del vuoto, positiva, con una pressione negativa.
Proposizione (limite newtoniano con la costante cosmologica)
Nel limite newtoniano le equazioni con la costante cosmologica danno
Moltiplicando per , . Quindi . La componente , come nel teorema sulla costante di accoppiamento, dà all’ordine più basso.
Fine della dimostrazione.
Il termine agisce come una densità di massa negativa uniforme: una repulsione che cresce con la distanza, trascurabile nel sistema solare e dominante sulla scala dell’universo.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. L’11 novembre 1915 Einstein propose le equazioni . Mostra che, insieme alla conservazione , impongono che la traccia sia la stessa in tutto lo spaziotempo.
Per l’identità di Bianchi contratta . Se , il primo membro è , quindi e è costante. Ma , e anche è costante.
Commento: per una polvere , e la densità della materia dovrebbe essere la stessa ovunque, anche fuori dal Sole. È un vincolo assurdo, e il termine è esattamente quello che lo toglie. Einstein aggiunse il termine con la traccia due settimane dopo.
Esercizio 2. Con m⁻², calcola la densità di energia del vuoto e la densità di materia per cui, nel limite newtoniano, l’attrazione e la repulsione cosmologica si bilanciano. Usa m³/(kg s²).
s⁻² s⁻². kg/m³ kg/m³, cioè una densità di energia J/m³. Il bilancio richiede kg/m³, circa sette atomi di idrogeno per metro cubo.
Commento: la densità media di materia dell’universo oggi è circa cinque volte più bassa, ed è anche per questo che domina l’espansione attuale. Attenzione alle unità: in kg/m³ e la densità di energia in J/m³ differiscono di un fattore , e scambiarle sposta il risultato di diciassette ordini di grandezza.
Esercizio 3. Stima quanto è grande e che raggio di curvatura produce una regione con la densità dell’acqua.
m/J. Il tensore di Ricci ha le dimensioni dell’inverso di una lunghezza al quadrato; con kg/m³ si ha m⁻² m⁻², e una lunghezza caratteristica m, circa una volta e mezza la distanza Terra-Sole.
Commento: lo spaziotempo è rigidissimo. Per curvarlo in modo apprezzabile su un metro servirebbe una densità di energia di J/m³. La gravità ci sembra forte perché le masse in gioco sono enormi, non perché la geometria ceda facilmente.
Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione