Vai al contenuto
Emmy

Il dimensionamento dei cavi

Elettronica · Elettrotecnica Articolo

Percorso: Sistemi elettrici · 5 di 6

Prima di questo, potrebbe interessarti: Il cortocircuito e le protezioni

Indice

Quanto può scaldarsi un cavo

Un cavo percorso da corrente si scalda per effetto Joule, e il calore esce attraverso l’isolante verso l’aria o il terreno. A regime il cavo si ferma alla temperatura a cui il calore che esce uguaglia quello prodotto. Il limite non lo dà il rame, che regge temperature molto più alte, ma l’isolante: con il caldo le materie plastiche si ossidano e perdono le loro proprietà elettriche e meccaniche, e più alta è la temperatura, più breve è la vita del cavo. Per ogni isolante le norme fissano una temperatura massima di servizio θs\theta_s, che il conduttore non deve superare in funzionamento ordinario: 7070 °C per il PVC, 9090 °C per la gomma etilenpropilenica, l’EPR, e per il polietilene reticolato.

Sezione di un cavo tondo con guaina grigia: dentro tre conduttori fatti di tanti fili di rame, ciascuno avvolto da un isolante colorato, giallo-verde, marrone e blu, con un riempitivo scuro tra loro e un righello millimetrato in basso.

La sezione di un cavo tripolare. Ogni conduttore è fatto di fili di rame cordati e ha il suo isolante, nei colori che in Europa indicano il conduttore di protezione, giallo-verde, la fase, marrone, e il neutro, blu; un riempitivo tiene la forma rotonda e la guaina esterna protegge il tutto. Il righello in basso è in millimetri.

TubeTimeUS, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
La vita di un isolante in PVC e la temperatura Un grafico con la temperatura in orizzontale, da 60 a 100 gradi, e la durata di vita in anni in verticale, in scala logaritmica da mezzo anno a cento anni. Una retta arancione scende da sinistra a destra passando per tre punti blu: 20 anni a 70 gradi, 6 anni a 80 gradi e 2 anni a 90 gradi. Una linea verticale tratteggiata a 70 gradi segna la temperatura massima di servizio del PVC. 20 anni6 anni2 anni 60708090100 110100 temperatura, °C anni θs

La durata di vita indicativa di un isolante in PVC al variare della temperatura di lavoro, in scala logaritmica. Alla temperatura massima di servizio, 7070 °C, il cavo dura qualche decina di anni; ogni dieci gradi in più la vita si divide per circa tre.

Dimensionare un cavo vuol dire sceglierne la sezione in modo che regga la corrente di servizio senza superare θs\theta_s, che la tensione all’arrivo non scenda troppo e che le protezioni dell’articolo sul cortocircuito lo proteggano davvero. La prima condizione si studia con un modello termico.

Il modello termico

Proposizione (bilancio termico di un conduttore)

Un conduttore cilindrico di raggio rr, resistività ρ\rho e capacità termica per unità di volume cc, percorso dalla corrente di valore efficace II e immerso in aria a temperatura θa\theta_a, con coefficiente di scambio termico hh, ha temperatura θ(t)\theta(t) che soddisfa, per unità di lunghezza,

cπr2dθdt=ρI2πr22πrh(θθa).c\,\pi r^2\,\frac{d\theta}{dt} = \frac{\rho I^2}{\pi r^2} - 2\pi r h\,(\theta - \theta_a) .

Se ρ\rho e hh si considerano costanti, la temperatura tende al valore di regime

θr=θa+ρI22π2r3h\theta_r = \theta_a + \frac{\rho I^2}{2\pi^2 r^3 h}

con la costante di tempo τ=cr/(2h)\tau = c\,r/(2h).

Dimostrazione.

Un tratto lungo \ell ha resistenza ρ/(πr2)\rho\ell/(\pi r^2) e dissipa la potenza ρI2/(πr2)\rho\ell I^2/(\pi r^2). Scambia con l’aria, attraverso la superficie laterale 2πr2\pi r\ell, la potenza 2πrh(θθa)2\pi r\ell\,h\,(\theta - \theta_a), e la differenza scalda il volume πr2\pi r^2\ell con capacità termica cπr2c\,\pi r^2\ell. Dividendo per \ell si ha l’equazione. Con i coefficienti costanti è un’equazione lineare del primo ordine, τdθ/dt+θ=θr\tau\,d\theta/dt + \theta = \theta_r con τ=cπr2/(2πrh)=cr/(2h)\tau = c\pi r^2/(2\pi r h) = c\,r/(2h), e come nei transitori delle reti la soluzione è θ(t)=θr+[θ(0)θr]et/τ\theta(t) = \theta_r + [\theta(0) - \theta_r]\,e^{-t/\tau}.

Fine della dimostrazione.

La lunghezza non compare: il problema termico è lo stesso in ogni tratto del cavo, purché le condizioni di posa non cambino. Il modello trascura l’isolante, l’irraggiamento, l’effetto pelle, che in alternata addensa la corrente verso la superficie dei conduttori grossi, e il riscaldamento reciproco dei cavi vicini. Serve a capire da che cosa dipende la portata; i valori da usare nei progetti vengono dalle tabelle delle norme.

Il modello termico di un cavo A sinistra la sezione di un cavo: un disco arancione chiaro, il conduttore di raggio r, circondato da un anello grigio, l'isolante fino al raggio r e. Otto frecce arancioni escono radialmente dall'isolante verso l'aria: il calore. A destra un circuito equivalente: un generatore di corrente P alimenta un nodo alla temperatura theta c; da lì due resistori in serie, R Ti dell'isolante e R Ta dello scambio con l'aria, portano a un generatore di tensione theta a, la temperatura ambiente, che chiude il circuito in basso. r re θc θa P RTi RTa θc θa

Il modello termico di un cavo. Il calore prodotto nel conduttore attraversa l’isolante ed esce nell’aria. Nel circuito equivalente la potenza dissipata fa da generatore di corrente, le resistenze termiche dell’isolante e dello scambio con l’aria stanno in serie, e le temperature fanno da tensioni.

Teorema (portata di un conduttore)

Nel modello del conduttore nudo la portata, la corrente che a regime porta il conduttore alla temperatura massima di servizio θs\theta_s, è

Iz=2π2r3h(θsθa)ρs,I_z = \sqrt{\frac{2\pi^2 r^3 h\,(\theta_s - \theta_a)}{\rho_s}} ,

dove ρs\rho_s è la resistività a θs\theta_s. A parità delle altre condizioni la portata cresce come S3/4S^{3/4}, e al variare della temperatura ambiente vale

Iz(θa)=Iz(θa0)θsθaθsθa0.I_z(\theta_a) = I_z(\theta_{a0})\,\sqrt{\frac{\theta_s - \theta_a}{\theta_s - \theta_{a0}}} .
Dimostrazione.

La prima formula è la temperatura di regime della proposizione con θr=θs\theta_r = \theta_s, risolta rispetto a II. Con S=πr2S = \pi r^2 si ha r3=(S/π)3/2r^3 = (S/\pi)^{3/2}, e la radice quadrata dà IzS3/4I_z \propto S^{3/4}. Il rapporto tra le portate a due temperature ambiente diverse, con tutto il resto uguale, è la radice del rapporto tra i salti di temperatura.

Fine della dimostrazione.

Il calore prodotto va come I2/SI^2/S, quello che esce come la superficie laterale, cioè come rr, e quindi come S1/2S^{1/2}: raddoppiare la sezione non raddoppia la portata. Un conduttore grosso è sfruttato peggio di uno sottile, e la densità di corrente ammissibile scende con la sezione. Le tabelle delle norme, costruite sulle misure, danno una crescita ancora più lenta, con un esponente vicino a 0,60{,}6.

Cavo di potenza tagliato di netto: quattro conduttori di rame a forma di settore circolare, fatti di grossi fili cordati e separati da isolante chiaro, circondati da una corona di sottili fili di rame e da una guaina grigia.

Un cavo di potenza a quattro conduttori. I conduttori hanno forma a settore, per riempire meglio il cerchio, e sono fatti di fili cordati; sotto la guaina una corona di fili di rame fa da schermo. In un cavo così i conduttori si scaldano a vicenda, e la sua portata è minore di quella di quattro conduttori isolati distanti tra loro.

Hannes Grobe, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
La portata cresce meno della sezione Un grafico con la sezione del conduttore in orizzontale, da 0 a 250 millimetri quadrati, e la portata in verticale, da 0 a 650 ampere. Una curva blu, con un punto per ogni sezione unificata, sale sempre più lentamente fino a circa 610 A per 240 mm². Una retta arancione tratteggiata parte dall'origine e passa per il punto dei 16 mm²: sale molto più in fretta e arriva a 650 A già a 130 mm². 050100150200250 0200400600 sezione, mm² portata, A ∝ S ∝ S3/4

La portata di un conduttore di rame nudo in aria calcolata con il modello, con h=15h = 15 W/(m²·K), 3030 °C di ambiente e 7070 °C di temperatura massima, per le sezioni unificate. La curva cresce come S3/4S^{3/4}; la retta tratteggiata è quella che si avrebbe se la portata fosse proporzionale alla sezione, a partire dai 1616 mm².

L’isolante e il raggio critico

Un isolante è un cattivo conduttore di calore, e ci si aspetterebbe che peggiori sempre il raffreddamento. Non è così per i cavi sottili.

Proposizione (raggio critico di isolamento)

Un conduttore di raggio rr rivestito da un isolante di resistività termica ρT\rho_T fino al raggio rer_e ha, per unità di lunghezza, la resistenza termica verso l’aria

RT(re)=ρT2πlnrer+12πreh,R_T(r_e) = \frac{\rho_T}{2\pi}\,\ln\frac{r_e}{r} + \frac{1}{2\pi r_e h} ,

che è minima per re=1/(ρTh)r_e = 1/(\rho_T h), il raggio critico. Se rr è minore del raggio critico, un isolante di spessore fino a 1/(ρTh)r1/(\rho_T h) - r fa scaldare il conduttore meno di quanto si scalderebbe nudo.

Dimostrazione.

Nell’isolante il calore scorre in direzione radiale. Un guscio cilindrico tra xx e x+dxx + dx, lungo \ell, ha resistenza termica ρTdx/(2πx)\rho_T\,dx/(2\pi x\ell), e integrando da rr a rer_e si ha (ρT/2π)ln(re/r)(\rho_T/2\pi\ell)\ln(r_e/r). La superficie esterna scambia con l’aria con la resistenza 1/(2πreh)1/(2\pi r_e\ell h), in serie. Per unità di lunghezza, derivando rispetto a rer_e,

dRTdre=ρT2πre12πre2h=12πre(ρT1reh),\frac{dR_T}{dr_e} = \frac{\rho_T}{2\pi r_e} - \frac{1}{2\pi r_e^2 h} = \frac{1}{2\pi r_e}\left(\rho_T - \frac{1}{r_eh}\right) ,

negativa per rer_e minore di 1/(ρTh)1/(\rho_T h) e positiva dopo. Finché rer_e resta sotto il raggio critico, quindi, RT(re)<RT(r)R_T(r_e) < R_T(r), che è la resistenza del conduttore nudo.

Fine della dimostrazione.

Con un isolante termoplastico, ρT6\rho_T \approx 6 K·m/W, e h=15h = 15 W/(m²·K), il raggio critico è di circa 1111 mm, un diametro di 2222 mm: per quasi tutti i cavi di bassa tensione l’isolante aumenta la superficie che scambia calore più di quanto ostacoli il passaggio del calore, e il modello del conduttore nudo è dalla parte della sicurezza.

Il sovraccarico

Un cavo che lavora alla portata è a θs\theta_s. Se la corrente sale a I>IzI > I_z, la temperatura tende al nuovo valore di regime θa+(θsθa)(I/Iz)2\theta_a + (\theta_s - \theta_a)(I/I_z)^2, perché il salto di temperatura va con il quadrato della corrente, e ci arriva con la costante di tempo termica, che per i cavi di bassa tensione va da qualche minuto a qualche decina di minuti. Un sovraccarico breve non fa danni; uno lungo porta l’isolante a temperature a cui invecchia rapidamente.

La temperatura di un cavo in sovraccarico Un grafico con il tempo in minuti in orizzontale, da 0 a 60, e la temperatura del conduttore in verticale, da 60 a 120 gradi. Una retta grigia a 70 gradi è il cavo percorso dalla sua portata. Una curva blu parte da 70 gradi e sale verso circa 88 gradi: la corrente è 1,2 volte la portata. Una curva arancione parte da 70 gradi e sale verso circa 114 gradi: la corrente è 1,45 volte la portata. Una linea verticale tratteggiata a 12 minuti segna la costante di tempo. 015304560 6080100120 minuti temperatura, °C τ 1,45 Iz 1,2 Iz Iz

La temperatura di un conduttore da 120120 mm² isolato in PVC, con 3030 °C di ambiente, che passa dalla portata a 1,21{,}2 e a 1,451{,}45 volte la portata, con una costante di tempo di circa 1212 minuti. A 1,45Iz1{,}45\,I_z il cavo tende a 114114 °C: una corrente così, se dura, va interrotta.

Per decidere quanto sovraccarico tollerare le norme partono dalla perdita di vita. Si accetta convenzionalmente che l’insieme dei sovraccarichi riduca la vita del cavo del 10%10\%, e che durante la vita ci siano al più un centinaio di sovraccarichi: ciascuno può costare lo 0,1%0{,}1\% della vita. Dal legame tra temperatura e vita dell’isolante e dal modello termico si ricava, per ogni corrente, il tempo massimo tollerabile, e la protezione deve intervenire prima. È da questo ragionamento che viene la condizione If1,45IzI_f \le 1{,}45\,I_z dell’articolo sul cortocircuito.

Dalla corrente di impiego alla sezione

Il progetto di una linea in bassa tensione segue un procedimento fisso.

Il procedimento di dimensionamento di una linea Un diagramma di flusso verticale. Cinque riquadri collegati da frecce: corrente di impiego I b; interruttore con corrente nominale I n maggiore o uguale a I b; sezione con portata I z maggiore o uguale a I n; caduta di tensione entro il limite; verifiche di cortocircuito, cioè potere di interruzione, energia specifica e soglia magnetica. Segue un rombo con la domanda: tutto verificato? Con sì si arriva a fine. Con no una freccia risale a destra fino al riquadro della sezione, con la scritta sezione più grande. corrente di impiego Ibinterruttore con In ≥ Ibsezione con portata Iz ≥ Incaduta di tensione entro il limiteverifiche di cortocircuito tutto bene? fine no sezione più grande

Il procedimento di dimensionamento di una linea in bassa tensione. Si parte dalla corrente di impiego, si sceglie l’interruttore e poi la sezione; si verificano la caduta di tensione e le condizioni di cortocircuito, e se una verifica non riesce si torna alla sezione con un cavo più grosso.

La corrente di impiego viene dai carichi. Non tutti gli apparecchi lavorano alla loro potenza nominale, e non tutti insieme: il fattore di utilizzazione kuk_u riduce la potenza di ciascun carico a quella media di lavoro, il fattore di contemporaneità kck_c riduce la somma a quella che si presenta davvero. La potenza della linea è P=kciku,iPiP = k_c\sum_i k_{u,i}P_i, e in trifase Ib=P/(3Vcosφ)I_b = P/(\sqrt3\,V\cos\varphi).

L’interruttore si sceglie con InIbI_n \ge I_b, tra le taglie commerciali: 66, 1010, 1616, 2020, 2525, 3232, 4040, 5050, 6363 A per gli apparecchi modulari.

La sezione si sceglie con IzInI_z \ge I_n. Le norme danno la portata Iz0I_{z0} di ogni sezione per condizioni di riferimento, 3030 °C di aria o 2020 °C di terreno, un solo circuito e un modo di posa definito, e la correggono con dei coefficienti: k1k_1 per la temperatura ambiente, che per i cavi posati in aria segue la formula del teorema, k2k_2 per i circuiti vicini che si scaldano a vicenda, e nei cavi interrati altri due per la profondità e per la resistività termica del terreno. La portata effettiva è Iz=k1k2Iz0I_z = k_1k_2\,I_{z0}, e si cerca la sezione più piccola per cui Iz0In/(k1k2)I_{z0} \ge I_n/(k_1k_2).

Proposizione (caduta di tensione in una linea)

Una linea lunga LL, con resistenza rr e reattanza xx per unità di lunghezza di ciascun conduttore, percorsa dalla corrente IbI_b con fattore di potenza cosφ\cos\varphi, ha una caduta di tensione

ΔV3IbL(rcosφ+xsinφ)\Delta V \approx \sqrt3\,I_bL\,(r\cos\varphi + x\sin\varphi)

sulla tensione concatenata, in trifase, e ΔV2IbL(rcosφ+xsinφ)\Delta V \approx 2\,I_bL\,(r\cos\varphi + x\sin\varphi) in monofase.

Dimostrazione.

In trifase la caduta di tensione di fase è quella della caduta di tensione industriale con R=rLR = rL e X=xLX = xL, e quella concatenata, per l’articolo sui sistemi trifase, è 3\sqrt3 volte più grande. In monofase la corrente percorre l’andata e il ritorno, e la resistenza e la reattanza della linea sono 2rL2rL e 2xL2xL.

Fine della dimostrazione.

Le norme per gli impianti raccomandano che la caduta di tensione tra l’origine dell’impianto e ogni apparecchio non superi il 4%4\% della tensione nominale, e molti progettisti si danno limiti più stretti per le singole linee. Nei cavi di bassa tensione di sezione piccola la reattanza, meno di 0,1 Ω0{,}1\ \Omega/km, è trascurabile rispetto alla resistenza, e la caduta di tensione dipende quasi solo dalla sezione e dalla lunghezza: nelle linee lunghe è spesso questa verifica, non la portata, a decidere la sezione.

Le verifiche di cortocircuito sono quelle dell’articolo sul cortocircuito: il potere di interruzione dell’interruttore non minore della corrente di cortocircuito nel punto di installazione, l’energia specifica passante non maggiore di K2S2K^2S^2, e la corrente di cortocircuito minima, in fondo alla linea, oltre la soglia dello sganciatore magnetico. Anche queste possono chiedere una sezione più grande.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un cavo unipolare di rame da 120120 mm², rivestito da 1,21{,}2 mm di isolante termoplastico con ρT=6\rho_T = 6 K·m/W, è percorso da 269269 A in aria a 3030 °C, con h=15h = 15 W/(m²·K). Con ρ=1,75×108 Ω\rho = 1{,}75\times10^{-8}\ \Omega\,m a 2020 °C e coefficiente di temperatura 3,95×1033{,}95\times10^{-3} K⁻¹, calcola la temperatura del conduttore con il modello del conduttore nudo e con quello che tiene conto dell’isolante, e le portate corrispondenti per una temperatura massima di 7070 °C.

Il raggio del conduttore è r=120/π=6,18r = \sqrt{120/\pi} = 6{,}18 mm, quello esterno re=7,38r_e = 7{,}38 mm. Nel modello del conduttore nudo, con ρ(θ)=ρ20[1+α(θ20)]\rho(\theta) = \rho_{20}\,[1 + \alpha(\theta - 20)], l’equazione θ=30+ρ(θ)I2/(2π2r3h)\theta = 30 + \rho(\theta)\,I^2/(2\pi^2r^3h) è lineare in θ\theta e dà θ=50,3\theta = 50{,}3 °C. Con l’isolante le resistenze termiche per metro sono (ρT/2π)ln(re/r)=0,169(\rho_T/2\pi)\ln(r_e/r) = 0{,}169 K·m/W e 1/(2πreh)=1,4381/(2\pi r_eh) = 1{,}438 K·m/W, e la potenza dissipata per metro ρ(θ)I2/(πr2)\rho(\theta)\,I^2/(\pi r^2) attraverso la loro somma dà θ=48,9\theta = 48{,}9 °C. A 7070 °C la resistività è 2,10×108 Ω2{,}10\times10^{-8}\ \Omega\,m, e le portate sono 365365 A e 378378 A.

Commento: il raggio esterno, 7,47{,}4 mm, è sotto il raggio critico, 1111 mm, e l’isolante migliora il raffreddamento: il cavo isolato è più freddo di quello nudo e porta il 3%3\% in più. Le tabelle delle norme danno portate più basse per un cavo di questa sezione posato in un tubo o vicino ad altri cavi, dove lo scambio termico è peggiore.

Esercizio 2. Un cavo isolato in PVC ha una portata di 8080 A a 3030 °C di ambiente. Quanto vale la portata a 4040 °C e a 5050 °C, secondo il modello termico? Quanto tempo impiega, se lavora alla portata a 3030 °C e la corrente sale a 1,21{,}2 volte la portata, a raggiungere 8080 °C, con una costante di tempo di 1212 minuti?

Iz(40)=80(7040)/(7030)=800,866=69,3I_z(40) = 80\sqrt{(70 - 40)/(70 - 30)} = 80\cdot 0{,}866 = 69{,}3 A e Iz(50)=8020/40=56,6I_z(50) = 80\cdot\sqrt{20/40} = 56{,}6 A. Con 1,2Iz1{,}2\,I_z la temperatura di regime è 30+401,44=87,630 + 40\cdot 1{,}44 = 87{,}6 °C, e θ(t)=87,617,6et/τ\theta(t) = 87{,}6 - 17{,}6\,e^{-t/\tau} arriva a 8080 °C quando et/τ=7,6/17,6=0,432e^{-t/\tau} = 7{,}6/17{,}6 = 0{,}432, cioè dopo t=0,84τ=10t = 0{,}84\,\tau = 10 minuti.

Commento: i coefficienti di temperatura delle norme per il PVC sono 0,870{,}87 a 4040 °C e 0,710{,}71 a 5050 °C, praticamente quelli del modello. Il calcolo del transitorio trascura l’aumento della resistività con la temperatura, che fa salire la temperatura un po’ più in fretta.

Esercizio 3. Una linea trifase a 400400 V alimenta cinque macchine con correnti nominali di 1010, 1414, 1616, 88 e 2121 A e fattore di potenza unitario, di cui al più quattro lavorano insieme. Il cavo in rame da 1616 mm² scelto ha, nelle condizioni di posa, una portata di 8080 A in condizioni di riferimento e un coefficiente complessivo di correzione di 0,820{,}82. Verifica la scelta con un interruttore da 6363 A e calcola la caduta di tensione su 8080 m, con r=1,41 Ωr = 1{,}41\ \Omega/km. Quanto può essere lunga la linea con una caduta del 2%2\%? E con un cavo da 2525 mm², con r=0,891 Ωr = 0{,}891\ \Omega/km?

Nel caso peggiore lavorano le quattro macchine più grandi, e Ib=21+16+14+10=61I_b = 21 + 16 + 14 + 10 = 61 A. Con In=63I_n = 63 A la portata effettiva è Iz=0,8280=65,6I_z = 0{,}82\cdot 80 = 65{,}6 A, e 616365,661 \le 63 \le 65{,}6 A. La caduta di tensione su 8080 m è 3610,0801,41=11,9\sqrt3\cdot 61\cdot 0{,}080\cdot 1{,}41 = 11{,}9 V, il 3,0%3{,}0\%; il 2%2\%, 88 V, si rispetta fino a 8/(3611,41×103)=548/(\sqrt3\cdot 61\cdot 1{,}41\times10^{-3}) = 54 m. Con il cavo da 2525 mm² la caduta su 8080 m è 7,57{,}5 V, l’1,9%1{,}9\%, e la lunghezza massima 8585 m.

Commento: per la portata il 1616 mm² basta, ma su 8080 m la caduta di tensione chiede il 2525 mm². Il margine tra InI_n e IzI_z è di pochi ampere: un coefficiente di posa appena più basso, per esempio un circuito in più nella stessa canalina, farebbe cadere la verifica.

Hai trovato un errore o qualcosa che non funziona in questa pagina? Scrivi una segnalazione