Il dimensionamento dei cavi
Percorso: Sistemi elettrici · 5 di 6
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Indice
Quanto può scaldarsi un cavo
Un cavo percorso da corrente si scalda per effetto Joule, e il calore esce attraverso l’isolante verso l’aria o il terreno. A regime il cavo si ferma alla temperatura a cui il calore che esce uguaglia quello prodotto. Il limite non lo dà il rame, che regge temperature molto più alte, ma l’isolante: con il caldo le materie plastiche si ossidano e perdono le loro proprietà elettriche e meccaniche, e più alta è la temperatura, più breve è la vita del cavo. Per ogni isolante le norme fissano una temperatura massima di servizio , che il conduttore non deve superare in funzionamento ordinario: °C per il PVC, °C per la gomma etilenpropilenica, l’EPR, e per il polietilene reticolato.

La sezione di un cavo tripolare. Ogni conduttore è fatto di fili di rame cordati e ha il suo isolante, nei colori che in Europa indicano il conduttore di protezione, giallo-verde, la fase, marrone, e il neutro, blu; un riempitivo tiene la forma rotonda e la guaina esterna protegge il tutto. Il righello in basso è in millimetri.
TubeTimeUS, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia CommonsLa durata di vita indicativa di un isolante in PVC al variare della temperatura di lavoro, in scala logaritmica. Alla temperatura massima di servizio, °C, il cavo dura qualche decina di anni; ogni dieci gradi in più la vita si divide per circa tre.
Dimensionare un cavo vuol dire sceglierne la sezione in modo che regga la corrente di servizio senza superare , che la tensione all’arrivo non scenda troppo e che le protezioni dell’articolo sul cortocircuito lo proteggano davvero. La prima condizione si studia con un modello termico.
Il modello termico
Proposizione (bilancio termico di un conduttore)
Un conduttore cilindrico di raggio , resistività e capacità termica per unità di volume , percorso dalla corrente di valore efficace e immerso in aria a temperatura , con coefficiente di scambio termico , ha temperatura che soddisfa, per unità di lunghezza,
Se e si considerano costanti, la temperatura tende al valore di regime
con la costante di tempo .
Un tratto lungo ha resistenza e dissipa la potenza . Scambia con l’aria, attraverso la superficie laterale , la potenza , e la differenza scalda il volume con capacità termica . Dividendo per si ha l’equazione. Con i coefficienti costanti è un’equazione lineare del primo ordine, con , e come nei transitori delle reti la soluzione è .
Fine della dimostrazione.
La lunghezza non compare: il problema termico è lo stesso in ogni tratto del cavo, purché le condizioni di posa non cambino. Il modello trascura l’isolante, l’irraggiamento, l’effetto pelle, che in alternata addensa la corrente verso la superficie dei conduttori grossi, e il riscaldamento reciproco dei cavi vicini. Serve a capire da che cosa dipende la portata; i valori da usare nei progetti vengono dalle tabelle delle norme.
Il modello termico di un cavo. Il calore prodotto nel conduttore attraversa l’isolante ed esce nell’aria. Nel circuito equivalente la potenza dissipata fa da generatore di corrente, le resistenze termiche dell’isolante e dello scambio con l’aria stanno in serie, e le temperature fanno da tensioni.
Teorema (portata di un conduttore)
Nel modello del conduttore nudo la portata, la corrente che a regime porta il conduttore alla temperatura massima di servizio , è
dove è la resistività a . A parità delle altre condizioni la portata cresce come , e al variare della temperatura ambiente vale
La prima formula è la temperatura di regime della proposizione con , risolta rispetto a . Con si ha , e la radice quadrata dà . Il rapporto tra le portate a due temperature ambiente diverse, con tutto il resto uguale, è la radice del rapporto tra i salti di temperatura.
Fine della dimostrazione.
Il calore prodotto va come , quello che esce come la superficie laterale, cioè come , e quindi come : raddoppiare la sezione non raddoppia la portata. Un conduttore grosso è sfruttato peggio di uno sottile, e la densità di corrente ammissibile scende con la sezione. Le tabelle delle norme, costruite sulle misure, danno una crescita ancora più lenta, con un esponente vicino a .

Un cavo di potenza a quattro conduttori. I conduttori hanno forma a settore, per riempire meglio il cerchio, e sono fatti di fili cordati; sotto la guaina una corona di fili di rame fa da schermo. In un cavo così i conduttori si scaldano a vicenda, e la sua portata è minore di quella di quattro conduttori isolati distanti tra loro.
Hannes Grobe, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia CommonsLa portata di un conduttore di rame nudo in aria calcolata con il modello, con W/(m²·K), °C di ambiente e °C di temperatura massima, per le sezioni unificate. La curva cresce come ; la retta tratteggiata è quella che si avrebbe se la portata fosse proporzionale alla sezione, a partire dai mm².
L’isolante e il raggio critico
Un isolante è un cattivo conduttore di calore, e ci si aspetterebbe che peggiori sempre il raffreddamento. Non è così per i cavi sottili.
Proposizione (raggio critico di isolamento)
Un conduttore di raggio rivestito da un isolante di resistività termica fino al raggio ha, per unità di lunghezza, la resistenza termica verso l’aria
che è minima per , il raggio critico. Se è minore del raggio critico, un isolante di spessore fino a fa scaldare il conduttore meno di quanto si scalderebbe nudo.
Nell’isolante il calore scorre in direzione radiale. Un guscio cilindrico tra e , lungo , ha resistenza termica , e integrando da a si ha . La superficie esterna scambia con l’aria con la resistenza , in serie. Per unità di lunghezza, derivando rispetto a ,
negativa per minore di e positiva dopo. Finché resta sotto il raggio critico, quindi, , che è la resistenza del conduttore nudo.
Fine della dimostrazione.
Con un isolante termoplastico, K·m/W, e W/(m²·K), il raggio critico è di circa mm, un diametro di mm: per quasi tutti i cavi di bassa tensione l’isolante aumenta la superficie che scambia calore più di quanto ostacoli il passaggio del calore, e il modello del conduttore nudo è dalla parte della sicurezza.
Il sovraccarico
Un cavo che lavora alla portata è a . Se la corrente sale a , la temperatura tende al nuovo valore di regime , perché il salto di temperatura va con il quadrato della corrente, e ci arriva con la costante di tempo termica, che per i cavi di bassa tensione va da qualche minuto a qualche decina di minuti. Un sovraccarico breve non fa danni; uno lungo porta l’isolante a temperature a cui invecchia rapidamente.
La temperatura di un conduttore da mm² isolato in PVC, con °C di ambiente, che passa dalla portata a e a volte la portata, con una costante di tempo di circa minuti. A il cavo tende a °C: una corrente così, se dura, va interrotta.
Per decidere quanto sovraccarico tollerare le norme partono dalla perdita di vita. Si accetta convenzionalmente che l’insieme dei sovraccarichi riduca la vita del cavo del , e che durante la vita ci siano al più un centinaio di sovraccarichi: ciascuno può costare lo della vita. Dal legame tra temperatura e vita dell’isolante e dal modello termico si ricava, per ogni corrente, il tempo massimo tollerabile, e la protezione deve intervenire prima. È da questo ragionamento che viene la condizione dell’articolo sul cortocircuito.
Dalla corrente di impiego alla sezione
Il progetto di una linea in bassa tensione segue un procedimento fisso.
Il procedimento di dimensionamento di una linea in bassa tensione. Si parte dalla corrente di impiego, si sceglie l’interruttore e poi la sezione; si verificano la caduta di tensione e le condizioni di cortocircuito, e se una verifica non riesce si torna alla sezione con un cavo più grosso.
La corrente di impiego viene dai carichi. Non tutti gli apparecchi lavorano alla loro potenza nominale, e non tutti insieme: il fattore di utilizzazione riduce la potenza di ciascun carico a quella media di lavoro, il fattore di contemporaneità riduce la somma a quella che si presenta davvero. La potenza della linea è , e in trifase .
L’interruttore si sceglie con , tra le taglie commerciali: , , , , , , , , A per gli apparecchi modulari.
La sezione si sceglie con . Le norme danno la portata di ogni sezione per condizioni di riferimento, °C di aria o °C di terreno, un solo circuito e un modo di posa definito, e la correggono con dei coefficienti: per la temperatura ambiente, che per i cavi posati in aria segue la formula del teorema, per i circuiti vicini che si scaldano a vicenda, e nei cavi interrati altri due per la profondità e per la resistività termica del terreno. La portata effettiva è , e si cerca la sezione più piccola per cui .
Proposizione (caduta di tensione in una linea)
Una linea lunga , con resistenza e reattanza per unità di lunghezza di ciascun conduttore, percorsa dalla corrente con fattore di potenza , ha una caduta di tensione
sulla tensione concatenata, in trifase, e in monofase.
In trifase la caduta di tensione di fase è quella della caduta di tensione industriale con e , e quella concatenata, per l’articolo sui sistemi trifase, è volte più grande. In monofase la corrente percorre l’andata e il ritorno, e la resistenza e la reattanza della linea sono e .
Fine della dimostrazione.
Le norme per gli impianti raccomandano che la caduta di tensione tra l’origine dell’impianto e ogni apparecchio non superi il della tensione nominale, e molti progettisti si danno limiti più stretti per le singole linee. Nei cavi di bassa tensione di sezione piccola la reattanza, meno di /km, è trascurabile rispetto alla resistenza, e la caduta di tensione dipende quasi solo dalla sezione e dalla lunghezza: nelle linee lunghe è spesso questa verifica, non la portata, a decidere la sezione.
Le verifiche di cortocircuito sono quelle dell’articolo sul cortocircuito: il potere di interruzione dell’interruttore non minore della corrente di cortocircuito nel punto di installazione, l’energia specifica passante non maggiore di , e la corrente di cortocircuito minima, in fondo alla linea, oltre la soglia dello sganciatore magnetico. Anche queste possono chiedere una sezione più grande.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un cavo unipolare di rame da mm², rivestito da mm di isolante termoplastico con K·m/W, è percorso da A in aria a °C, con W/(m²·K). Con m a °C e coefficiente di temperatura K⁻¹, calcola la temperatura del conduttore con il modello del conduttore nudo e con quello che tiene conto dell’isolante, e le portate corrispondenti per una temperatura massima di °C.
Il raggio del conduttore è mm, quello esterno mm. Nel modello del conduttore nudo, con , l’equazione è lineare in e dà °C. Con l’isolante le resistenze termiche per metro sono K·m/W e K·m/W, e la potenza dissipata per metro attraverso la loro somma dà °C. A °C la resistività è m, e le portate sono A e A.
Commento: il raggio esterno, mm, è sotto il raggio critico, mm, e l’isolante migliora il raffreddamento: il cavo isolato è più freddo di quello nudo e porta il in più. Le tabelle delle norme danno portate più basse per un cavo di questa sezione posato in un tubo o vicino ad altri cavi, dove lo scambio termico è peggiore.
Esercizio 2. Un cavo isolato in PVC ha una portata di A a °C di ambiente. Quanto vale la portata a °C e a °C, secondo il modello termico? Quanto tempo impiega, se lavora alla portata a °C e la corrente sale a volte la portata, a raggiungere °C, con una costante di tempo di minuti?
A e A. Con la temperatura di regime è °C, e arriva a °C quando , cioè dopo minuti.
Commento: i coefficienti di temperatura delle norme per il PVC sono a °C e a °C, praticamente quelli del modello. Il calcolo del transitorio trascura l’aumento della resistività con la temperatura, che fa salire la temperatura un po’ più in fretta.
Esercizio 3. Una linea trifase a V alimenta cinque macchine con correnti nominali di , , , e A e fattore di potenza unitario, di cui al più quattro lavorano insieme. Il cavo in rame da mm² scelto ha, nelle condizioni di posa, una portata di A in condizioni di riferimento e un coefficiente complessivo di correzione di . Verifica la scelta con un interruttore da A e calcola la caduta di tensione su m, con /km. Quanto può essere lunga la linea con una caduta del ? E con un cavo da mm², con /km?
Nel caso peggiore lavorano le quattro macchine più grandi, e A. Con A la portata effettiva è A, e A. La caduta di tensione su m è V, il ; il , V, si rispetta fino a m. Con il cavo da mm² la caduta su m è V, l’, e la lunghezza massima m.
Commento: per la portata il mm² basta, ma su m la caduta di tensione chiede il mm². Il margine tra e è di pochi ampere: un coefficiente di posa appena più basso, per esempio un circuito in più nella stessa canalina, farebbe cadere la verifica.
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