Circuiti lineari con operazionali
Percorso: Strumentazione elettronica · 1 di 17
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Indice
Quattro modi di amplificare
Un amplificatore riceve un segnale da una sorgente e lo consegna a un carico. Il segnale di ingresso può essere una tensione o una corrente, e così quello di uscita: ci sono quattro tipi di amplificatore. L’amplificatore di tensione dà in uscita una tensione proporzionale alla tensione di ingresso; l’amplificatore di corrente una corrente proporzionale a una corrente; l’amplificatore a transconduttanza una corrente proporzionale a una tensione, e il suo guadagno si misura in siemens; l’amplificatore a transresistenza una tensione proporzionale a una corrente, e il suo guadagno si misura in ohm.
Visto dai suoi morsetti, un amplificatore lineare si descrive con un circuito equivalente: all’ingresso una resistenza , all’uscita un generatore pilotato dal segnale di ingresso con la resistenza di uscita , in serie se il generatore è di tensione, in parallelo se è di corrente, come nei teoremi di Thévenin e Norton. La sorgente si descrive allo stesso modo: una tensione con in serie, o una corrente con in parallelo.
L’amplificatore di tensione, sopra, e quello di corrente, sotto, tra una sorgente e un carico. Dentro il riquadro tratteggiato il circuito equivalente dell’amplificatore.
Proposizione (guadagno con sorgente e carico)
Con i circuiti equivalenti della figura, e gli analoghi per gli altri due tipi, i guadagni dalla sorgente al carico sono
dove , , e sono i guadagni dei generatori pilotati. Ciascuno coincide con il guadagno del generatore pilotato per ogni sorgente e ogni carico solo se le resistenze hanno i valori ideali: e per l’amplificatore di tensione, e per quello di corrente, e per quello a transconduttanza, e per quello a transresistenza.
All’ingresso, una sorgente di tensione si divide tra e con il partitore di tensione, ; una sorgente di corrente si divide tra e in parallelo con il partitore di corrente, . All’uscita, un generatore di tensione con in serie dà al carico la frazione della sua tensione; un generatore di corrente con in parallelo dà al carico la frazione della sua corrente. Il guadagno complessivo è il prodotto del partitore di ingresso, del guadagno del generatore pilotato e del partitore di uscita. Ogni partitore vale per ogni valore di e solo nei limiti indicati: per esempio per ogni solo se .
Fine della dimostrazione.
La regola è semplice: una tensione si legge con un’impedenza alta e si consegna con un’impedenza bassa, una corrente il contrario. Uno strumento con resistenza di ingresso di M che legge un sensore con resistenza interna di k vede il della tensione; un elettrodo per il pH, che ha centinaia di megaohm, visto dallo stesso strumento darebbe quasi niente.
Gli amplificatori con l’operazionale
Con l’operazionale e la retroazione si costruiscono tutti e quattro, con impedenze vicine a quelle ideali. L’amplificatore non invertente è un amplificatore di tensione: impedenza di ingresso quasi infinita, di uscita quasi nulla. L’inseguitore, il caso con guadagno , è il buffer che si mette tra una sorgente e un carico che non devono influenzarsi. L’amplificatore invertente è anche lui di tensione, ma con impedenza di ingresso . L’amplificatore a transimpedenza, con la corrente che entra nella terra virtuale e scorre in , è un amplificatore a transresistenza con impedenze quasi nulle da tutti e due i lati.
Per l’amplificatore a transconduttanza basta mettere il carico al posto del resistore di retroazione di un non invertente. L’ingresso va al non invertente; il carico sta tra l’uscita e l’invertente, e l’invertente è collegato a massa attraverso .
Proposizione (convertitore tensione-corrente)
Con un operazionale ideale, la corrente nel carico del convertitore tensione-corrente è , indipendente dal carico; l’impedenza di ingresso e quella di uscita sono infinite.
Il cortocircuito virtuale porta l’invertente a , e in scorre la corrente . L’invertente non assorbe corrente, e la stessa corrente scorre nel carico, qualunque sia il suo valore. L’ingresso è il morsetto non invertente, che non assorbe corrente. Per l’uscita si spegne l’ingresso e si applica al posto del carico una tensione di prova: l’invertente resta a zero, in non scorre corrente, e neppure nella tensione di prova, che vede quindi un’impedenza infinita.
Fine della dimostrazione.
Il limite di questo circuito è che il carico non ha un morsetto a massa: è flottante, sospeso tra l’uscita e l’invertente. Molti carichi, come un sensore collegato a un telaio o un elettrodo in una soluzione, hanno invece un capo a massa.
La pompa di Howland
Per un carico a massa si usa la pompa di corrente di Howland, proposta da Bradford Howland al MIT all’inizio degli anni Sessanta. Il carico sta tra il nodo non invertente e massa; l’ingresso arriva a quel nodo attraverso e l’uscita attraverso ; l’invertente riceve la frazione dell’uscita.
La pompa di corrente di Howland. Il carico ha un capo a massa; se i rapporti e sono uguali, la corrente vale qualunque sia il carico.
Proposizione (pompa di Howland)
Con un operazionale ideale e la tensione del nodo del carico, la corrente nel carico è
Se la corrente vale per ogni carico, e la resistenza di uscita è infinita. Se invece , con piccolo, la resistenza di uscita vale .
Il cortocircuito virtuale dà , cioè . La legge delle correnti al nodo del carico, con l’ingresso non invertente che non assorbe corrente, dà
che è la formula. La corrente è quella di un generatore in parallelo a una resistenza di valore , la resistenza di uscita. Con la parentesi vale zero. Con vale .
Fine della dimostrazione.
Il risultato contiene un avvertimento. Con negativo la resistenza di uscita è negativa: il circuito sta vicino al confine tra retroazione negativa e positiva, e la sua stabilità va controllata. E l’uscita dell’operazionale deve salire più del carico: con i quattro resistori uguali , e il carico massimo è quello per cui raggiunge la saturazione.
Impedenze al posto dei resistori
Le formule degli amplificatori valgono con impedenze qualunque al posto dei resistori, perché la trasformata di Laplace rende algebriche le relazioni dei condensatori. L’invertente con all’ingresso e in retroazione ha ; il non invertente . Con un condensatore in retroazione si ottiene l’integratore, , che integra solo in una banda limitata e va protetto dall’offset. Scambiando resistore e condensatore si ottiene il derivatore, , cioè .
Il derivatore ideale ha due difetti. Il guadagno cresce con la frequenza, e amplifica soprattutto il rumore, che ha componenti a frequenza alta mentre il segnale di solito no. E il circuito tende a oscillare.
Il derivatore
Per il guadagno d’anello, con l’ingresso spento, l’uscita arriva all’invertente attraverso il partitore tra e il condensatore verso massa: . Al polo dell’operazionale si aggiunge quello della rete, e all’attraversamento il guadagno d’anello ha due poli: è il caso a due poli dell’articolo sull’operazionale reale, con poco margine di fase. Il rimedio è una resistenza in serie al condensatore.
Proposizione (derivatore reale)
Si considerino il derivatore con la resistenza in serie al condensatore e un operazionale con , dove è la pulsazione del prodotto guadagno-banda. Il guadagno ideale è , e il guadagno reale
con pulsazione naturale e fattore di qualità
Il guadagno ideale è con . Con l’ingresso spento, l’uscita arriva all’invertente attraverso il partitore tra e : . Per il teorema del guadagno reale, con ,
e semplificando si ottiene la formula. Dividendo il denominatore per e confrontandolo con si leggono e .
Fine della dimostrazione.
Con k, nF e un operazionale da MHz, senza il fattore di qualità è : il circuito risuona a kHz, e ogni gradino all’ingresso lo fa oscillare a lungo. Con si ottiene , e con il valore commerciale di , . Il prezzo è che il circuito deriva solo sotto kHz; sopra, il guadagno si ferma a , e il rumore ad alta frequenza non viene più amplificato senza limite.
Il modulo del guadagno di un derivatore con k e nF: il guadagno ideale , tratteggiato, quello dell’operazionale e il guadagno reale. Senza resistenza in serie al condensatore, in arancio, il picco a kHz supera di circa cento volte il guadagno ideale; con , in blu, il guadagno sale fino a e il picco sparisce.
Lo sfasatore
Lo sfasatore porta l’ingresso all’invertente attraverso un resistore , con un altro resistore in retroazione, e al non invertente attraverso il partitore tra un resistore e un condensatore verso massa.
Proposizione (sfasatore)
Con un operazionale ideale lo sfasatore ha
La risposta a un gradino di ampiezza è , e il guadagno d’anello è a ogni frequenza.
Per sovrapposizione. Il segnale all’invertente, con il non invertente a massa, attraversa un invertente con guadagno . Il segnale al non invertente, dal partitore, attraversa un non invertente con guadagno . La somma è . Numeratore e denominatore, per , sono complessi coniugati: stesso modulo, argomenti opposti, e il loro rapporto ha modulo e argomento . Per il gradino, , che si antitrasforma nella formula. Con l’ingresso spento, il non invertente è a zero e l’uscita arriva all’invertente dimezzata dal partitore tra i due resistori : .
Fine della dimostrazione.
Il circuito lascia passare tutte le frequenze con la stessa ampiezza e ne sposta la fase da a , passando per alla frequenza : è un filtro passa-tutto. Serve per correggere la fase di un segnale senza toccarne l’ampiezza, negli oscillatori e nei circuiti di elaborazione audio. La risposta al gradino mostra le due facce: subito dopo il salto l’uscita vale , perché per le frequenze alte il circuito è un invertente, e alla fine vale . Il guadagno d’anello non ha poli propri della rete, e la banda è metà del prodotto guadagno-banda, come per un invertente con guadagno .
Lo sfasatore e la fase del suo guadagno con s. Il modulo vale a tutte le frequenze; la fase scende da a e vale a kHz.
Esercizi risolti e commentati
Esercizio 1. Un amplificatore di tensione ha , k e . È collegato a una sorgente con k e a un carico di k. Quanto vale il guadagno dalla sorgente al carico? Che cosa cambia mettendo un inseguitore ideale tra la sorgente e l’amplificatore?
Soluzione. Il partitore di ingresso vale , quello di uscita , e il guadagno è . Con l’inseguitore la sorgente vede un’impedenza infinita e l’amplificatore una sorgente con resistenza nulla: il partitore di ingresso vale e il guadagno .
Commento. Il partitore di uscita resta. Per toglierlo servirebbe un inseguitore anche all’uscita, con impedenza di uscita molto più piccola del carico: è quello che fa l’operazionale nell’amplificatore non invertente, dove la retroazione divide l’impedenza di uscita per il guadagno d’anello.
Esercizio 2. Un elettrodo per il pH si comporta come un generatore di tensione con resistenza interna di M, e dà mV per unità di pH a 25 °C. Quanto legge un voltmetro da M? E un inseguitore con impedenza di ingresso di e corrente di polarizzazione di pA?
Soluzione. Il voltmetro forma con l’elettrodo un partitore: legge della tensione. L’inseguitore ne legge . La corrente di polarizzazione, che scorre nella resistenza dell’elettrodo, aggiunge un errore di mV, cioè unità di pH.
Commento. Con sorgenti di impedenza così alta conta la corrente di polarizzazione più dell’impedenza di ingresso. Per questo i pHmetri usano operazionali con ingressi a MOSFET, che hanno correnti di picoampere o meno, e cavi schermati: anche la resistenza di isolamento del cavo diventa parte del partitore.
Esercizio 3. Una pompa di Howland ha i quattro resistori da k, con tolleranza dell’1%, e un operazionale che satura a V. Con V, quanto vale la corrente? Quanto può valere, nel caso peggiore, la resistenza di uscita? Qual è il carico massimo?
Soluzione. La corrente è A. Nel caso peggiore e si discostano in versi opposti, ciascuno di circa il 2%, e : la resistenza di uscita è k. Con un carico di k la corrente cambia di , lo . Con i rapporti unitari , che deve restare sotto V: k.
Commento. Per avere una resistenza di uscita alta non bastano resistori precisi uno per uno: servono rapporti precisi, come nell’amplificatore delle differenze, di cui la pompa di Howland è parente stretta. Si usano reti di resistori integrate, tarate in coppia.
Esercizio 4. Il derivatore con k, nF e riceve un gradino di mV. Come risponde, con un operazionale ideale? E senza , con l’operazionale da MHz?
Soluzione. Con l’operazionale ideale , e il gradino dà , cioè : un salto a mV che si spegne con la costante di tempo s. Senza la risposta è quella di due poli con e kHz: un’oscillazione a kHz che si smorza con la costante di tempo ms, dopo una trentina di periodi.
Commento. La derivata di un gradino è un impulso, che nessun circuito reale può dare: il derivatore pratico lo sostituisce con un impulso di area giusta, , e durata . Il circuito senza trasforma lo stesso gradino in una lunga oscillazione, che non ha niente a che vedere con la derivata.
Esercizio 5. Progettare uno sfasatore che sposti di una sinusoide a kHz, con nF. Di quanto sposta le sinusoidi a Hz e a kHz? Fino a che frequenza si può usare un operazionale da MHz?
Soluzione. Serve a kHz: s e k; con il valore commerciale di k i cadono a Hz. A Hz lo sfasamento è , a kHz . La banda dell’anello è metà del prodotto guadagno-banda, kHz; già a kHz il guadagno d’anello vale , e il circuito si discosta dall’ideale di circa il 10%.
Commento. Lo sfasamento cambia rapidamente intorno a : in una decade passa da a . Per spostare la fase di una quantità fissa su una banda larga servono più celle in cascata con costanti di tempo diverse.
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