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Circuiti lineari con operazionali

Elettronica · Strumentazione elettronica Articolo

Percorso: Strumentazione elettronica · 1 di 17

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Indice

Quattro modi di amplificare

Un amplificatore riceve un segnale da una sorgente e lo consegna a un carico. Il segnale di ingresso può essere una tensione o una corrente, e così quello di uscita: ci sono quattro tipi di amplificatore. L’amplificatore di tensione dà in uscita una tensione proporzionale alla tensione di ingresso; l’amplificatore di corrente una corrente proporzionale a una corrente; l’amplificatore a transconduttanza una corrente proporzionale a una tensione, e il suo guadagno si misura in siemens; l’amplificatore a transresistenza una tensione proporzionale a una corrente, e il suo guadagno si misura in ohm.

Visto dai suoi morsetti, un amplificatore lineare si descrive con un circuito equivalente: all’ingresso una resistenza RiR_i, all’uscita un generatore pilotato dal segnale di ingresso con la resistenza di uscita RoR_o, in serie se il generatore è di tensione, in parallelo se è di corrente, come nei teoremi di Thévenin e Norton. La sorgente si descrive allo stesso modo: una tensione VSV_S con RSR_S in serie, o una corrente ISI_S con RSR_S in parallelo.

Amplificatore di tensione e di corrente con sorgente e carico Due circuiti. Sopra, un generatore di tensione V S con la resistenza R S in serie alimenta la resistenza di ingresso R i di un amplificatore, riquadrato con un tratteggio; dentro, un generatore pilotato A V per V i con la resistenza di uscita R o in serie alimenta il carico R L. Sotto, un generatore di corrente I S con R S in parallelo alimenta la resistenza di ingresso R i; dentro l'amplificatore un generatore pilotato di corrente A I per I i con R o in parallelo alimenta il carico R L. VS RS Ri Vi AVVi Ro RL Vo IS RS Ri Ii AIIi Ro RL Io

L’amplificatore di tensione, sopra, e quello di corrente, sotto, tra una sorgente e un carico. Dentro il riquadro tratteggiato il circuito equivalente dell’amplificatore.

Proposizione (guadagno con sorgente e carico)

Con i circuiti equivalenti della figura, e gli analoghi per gli altri due tipi, i guadagni dalla sorgente al carico sono

VoVS=RiRi+RSAVRLRo+RL,IoIS=RSRi+RSAIRoRo+RL,IoVS=RiRi+RSGmRoRo+RL,VoIS=RSRi+RSRmRLRo+RL,\begin{aligned} \frac{V_o}{V_S} &= \frac{R_i}{R_i + R_S}\,A_V\,\frac{R_L}{R_o + R_L} , \\[0.5em] \frac{I_o}{I_S} &= \frac{R_S}{R_i + R_S}\,A_I\,\frac{R_o}{R_o + R_L} , \\[0.5em] \frac{I_o}{V_S} &= \frac{R_i}{R_i + R_S}\,G_m\,\frac{R_o}{R_o + R_L} , \\[0.5em] \frac{V_o}{I_S} &= \frac{R_S}{R_i + R_S}\,R_m\,\frac{R_L}{R_o + R_L} , \end{aligned}

dove AVA_V, AIA_I, GmG_m e RmR_m sono i guadagni dei generatori pilotati. Ciascuno coincide con il guadagno del generatore pilotato per ogni sorgente e ogni carico solo se le resistenze hanno i valori ideali: RiR_i \to \infty e Ro0R_o \to 0 per l’amplificatore di tensione, Ri0R_i \to 0 e RoR_o \to \infty per quello di corrente, RiR_i \to \infty e RoR_o \to \infty per quello a transconduttanza, Ri0R_i \to 0 e Ro0R_o \to 0 per quello a transresistenza.

Dimostrazione.

All’ingresso, una sorgente di tensione si divide tra RSR_S e RiR_i con il partitore di tensione, Vi=VSRi/(Ri+RS)V_i = V_SR_i/(R_i + R_S); una sorgente di corrente si divide tra RSR_S e RiR_i in parallelo con il partitore di corrente, Ii=ISRS/(Ri+RS)I_i = I_SR_S/(R_i + R_S). All’uscita, un generatore di tensione con RoR_o in serie dà al carico la frazione RL/(Ro+RL)R_L/(R_o + R_L) della sua tensione; un generatore di corrente con RoR_o in parallelo dà al carico la frazione Ro/(Ro+RL)R_o/(R_o + R_L) della sua corrente. Il guadagno complessivo è il prodotto del partitore di ingresso, del guadagno del generatore pilotato e del partitore di uscita. Ogni partitore vale 11 per ogni valore di RSR_S e RLR_L solo nei limiti indicati: per esempio Ri/(Ri+RS)1R_i/(R_i + R_S) \to 1 per ogni RSR_S solo se RiR_i \to \infty.

Fine della dimostrazione.

La regola è semplice: una tensione si legge con un’impedenza alta e si consegna con un’impedenza bassa, una corrente il contrario. Uno strumento con resistenza di ingresso di 11 MΩ\Omega che legge un sensore con resistenza interna di 1010 kΩ\Omega vede il 99%99\% della tensione; un elettrodo per il pH, che ha centinaia di megaohm, visto dallo stesso strumento darebbe quasi niente.

Gli amplificatori con l’operazionale

Con l’operazionale e la retroazione si costruiscono tutti e quattro, con impedenze vicine a quelle ideali. L’amplificatore non invertente è un amplificatore di tensione: impedenza di ingresso quasi infinita, di uscita quasi nulla. L’inseguitore, il caso con guadagno 11, è il buffer che si mette tra una sorgente e un carico che non devono influenzarsi. L’amplificatore invertente è anche lui di tensione, ma con impedenza di ingresso R1R_1. L’amplificatore a transimpedenza, con la corrente che entra nella terra virtuale e scorre in RFR_F, è un amplificatore a transresistenza con impedenze quasi nulle da tutti e due i lati.

Per l’amplificatore a transconduttanza basta mettere il carico al posto del resistore di retroazione di un non invertente. L’ingresso VinV_{in} va al non invertente; il carico sta tra l’uscita e l’invertente, e l’invertente è collegato a massa attraverso RR.

Proposizione (convertitore tensione-corrente)

Con un operazionale ideale, la corrente nel carico del convertitore tensione-corrente è IL=Vin/RI_L = V_{in}/R, indipendente dal carico; l’impedenza di ingresso e quella di uscita sono infinite.

Dimostrazione.

Il cortocircuito virtuale porta l’invertente a VinV_{in}, e in RR scorre la corrente Vin/RV_{in}/R. L’invertente non assorbe corrente, e la stessa corrente scorre nel carico, qualunque sia il suo valore. L’ingresso è il morsetto non invertente, che non assorbe corrente. Per l’uscita si spegne l’ingresso e si applica al posto del carico una tensione di prova: l’invertente resta a zero, in RR non scorre corrente, e neppure nella tensione di prova, che vede quindi un’impedenza infinita.

Fine della dimostrazione.

Il limite di questo circuito è che il carico non ha un morsetto a massa: è flottante, sospeso tra l’uscita e l’invertente. Molti carichi, come un sensore collegato a un telaio o un elettrodo in una soluzione, hanno invece un capo a massa.

La pompa di Howland

Per un carico a massa si usa la pompa di corrente di Howland, proposta da Bradford Howland al MIT all’inizio degli anni Sessanta. Il carico RLR_L sta tra il nodo non invertente e massa; l’ingresso arriva a quel nodo attraverso R1R_1 e l’uscita attraverso R2R_2; l’invertente riceve la frazione R3/(R3+R4)R_3/(R_3 + R_4) dell’uscita.

La pompa di corrente di Howland Un amplificatore operazionale con l'ingresso non invertente in alto. Il generatore V in arriva a quell'ingresso attraverso R 1; allo stesso nodo sono collegati il carico R L verso massa e la resistenza R 2, che viene dall'uscita. L'ingresso invertente è collegato a massa attraverso R 3 e all'uscita attraverso R 4. R1 R2 R3 R4 RL IL Vin

La pompa di corrente di Howland. Il carico RLR_L ha un capo a massa; se i rapporti R4/R3R_4/R_3 e R2/R1R_2/R_1 sono uguali, la corrente ILI_L vale Vin/R1V_{in}/R_1 qualunque sia il carico.

Proposizione (pompa di Howland)

Con un operazionale ideale e VPV_P la tensione del nodo del carico, la corrente nel carico è

IL=VinR1VP(1R1R4R2R3).I_L = \frac{V_{in}}{R_1} - V_P\left(\frac{1}{R_1} - \frac{R_4}{R_2R_3}\right) .

Se R4/R3=R2/R1R_4/R_3 = R_2/R_1 la corrente vale Vin/R1V_{in}/R_1 per ogni carico, e la resistenza di uscita è infinita. Se invece R4/R3=(1ε)R2/R1R_4/R_3 = (1 - \varepsilon)R_2/R_1, con ε\varepsilon piccolo, la resistenza di uscita vale R1/εR_1/\varepsilon.

Dimostrazione.

Il cortocircuito virtuale dà VP=VoR3/(R3+R4)V_P = V_oR_3/(R_3 + R_4), cioè VoVP=VPR4/R3V_o - V_P = V_PR_4/R_3. La legge delle correnti al nodo del carico, con l’ingresso non invertente che non assorbe corrente, dà

IL=VinVPR1+VoVPR2=VinR1VPR1+VPR4R2R3,I_L = \frac{V_{in} - V_P}{R_1} + \frac{V_o - V_P}{R_2} = \frac{V_{in}}{R_1} - \frac{V_P}{R_1} + \frac{V_PR_4}{R_2R_3} ,

che è la formula. La corrente è quella di un generatore Vin/R1V_{in}/R_1 in parallelo a una resistenza di valore 1/(1/R1R4/R2R3)1/(1/R_1 - R_4/R_2R_3), la resistenza di uscita. Con R4/R3=R2/R1R_4/R_3 = R_2/R_1 la parentesi vale zero. Con R4/R3=(1ε)R2/R1R_4/R_3 = (1 - \varepsilon)R_2/R_1 vale 1/R1(1ε)/R1=ε/R11/R_1 - (1 - \varepsilon)/R_1 = \varepsilon/R_1.

Fine della dimostrazione.

Il risultato contiene un avvertimento. Con ε\varepsilon negativo la resistenza di uscita è negativa: il circuito sta vicino al confine tra retroazione negativa e positiva, e la sua stabilità va controllata. E l’uscita dell’operazionale deve salire più del carico: con i quattro resistori uguali Vo=2VPV_o = 2V_P, e il carico massimo è quello per cui 2VP2V_P raggiunge la saturazione.

Impedenze al posto dei resistori

Le formule degli amplificatori valgono con impedenze qualunque al posto dei resistori, perché la trasformata di Laplace rende algebriche le relazioni dei condensatori. L’invertente con Z1Z_1 all’ingresso e Z2Z_2 in retroazione ha Gid=Z2/Z1G_{id} = -Z_2/Z_1; il non invertente Gid=1+Z2/Z1G_{id} = 1 + Z_2/Z_1. Con un condensatore in retroazione si ottiene l’integratore, 1/sRC-1/sRC, che integra solo in una banda limitata e va protetto dall’offset. Scambiando resistore e condensatore si ottiene il derivatore, Gid=sRCG_{id} = -sRC, cioè vu=RCdvin/dtv_u = -RC\,dv_{in}/dt.

Il derivatore ideale ha due difetti. Il guadagno cresce con la frequenza, e amplifica soprattutto il rumore, che ha componenti a frequenza alta mentre il segnale di solito no. E il circuito tende a oscillare.

Il derivatore

Per il guadagno d’anello, con l’ingresso spento, l’uscita arriva all’invertente attraverso il partitore tra RR e il condensatore verso massa: Gloop=A(s)/(1+sRC)G_{loop} = -A(s)/(1 + sRC). Al polo dell’operazionale si aggiunge quello della rete, e all’attraversamento il guadagno d’anello ha due poli: è il caso a due poli dell’articolo sull’operazionale reale, con poco margine di fase. Il rimedio è una resistenza RCR_C in serie al condensatore.

Proposizione (derivatore reale)

Si considerino il derivatore con la resistenza RCR_C in serie al condensatore e un operazionale con A(s)ωu/sA(s) \approx \omega_u/s, dove ωu\omega_u è la pulsazione del prodotto guadagno-banda. Il guadagno ideale è Gid=sRC/(1+sRCC)G_{id} = -sRC/(1 + sR_CC), e il guadagno reale

G(s)=ωuRCs(R+RC)Cs2+(1+ωuRCC)s+ωu,G(s) = -\frac{\omega_uRC\,s}{(R + R_C)C\,s^2 + (1 + \omega_uR_CC)\,s + \omega_u} ,

con pulsazione naturale ωn=ωu/(R+RC)C\omega_n = \sqrt{\omega_u/(R + R_C)C} e fattore di qualità

Q=ωu(R+RC)C1+ωuRCC.Q = \frac{\sqrt{\omega_u(R + R_C)C}}{1 + \omega_uR_CC} .
Dimostrazione.

Il guadagno ideale è R/Z-R/Z con Z=RC+1/sCZ = R_C + 1/sC. Con l’ingresso spento, l’uscita arriva all’invertente attraverso il partitore tra RR e ZZ: Gloop=A(s)Z/(R+Z)=(ωu/s)(1+sRCC)/[1+s(R+RC)C]-G_{loop} = A(s)\,Z/(R + Z) = (\omega_u/s)(1 + sR_CC)/[1 + s(R + R_C)C]. Per il teorema del guadagno reale, con G0=0G_0 = 0,

G=GidGloop1Gloop=sRC1+sRCCωu(1+sRCC)s[1+s(R+RC)C]+ωu(1+sRCC),\begin{aligned} G &= G_{id}\,\frac{-G_{loop}}{1 - G_{loop}} \\ &= -\frac{sRC}{1 + sR_CC}\cdot\frac{\omega_u(1 + sR_CC)}{s\left[1 + s(R + R_C)C\right] + \omega_u(1 + sR_CC)} , \end{aligned}

e semplificando 1+sRCC1 + sR_CC si ottiene la formula. Dividendo il denominatore per (R+RC)C(R + R_C)C e confrontandolo con s2+sωn/Q+ωn2s^2 + s\,\omega_n/Q + \omega_n^2 si leggono ωn\omega_n e QQ.

Fine della dimostrazione.

Con R=16R = 16 kΩ\Omega, C=100C = 100 nF e un operazionale da 11 MHz, senza RCR_C il fattore di qualità è ωuRC=100\sqrt{\omega_uRC} = 100: il circuito risuona a 1010 kHz, e ogni gradino all’ingresso lo fa oscillare a lungo. Con RC=224 ΩR_C = 224\ \Omega si ottiene Q=0,71Q = 0{,}71, e con il valore commerciale di 220 Ω220\ \Omega, Q=0,73Q = 0{,}73. Il prezzo è che il circuito deriva solo sotto 1/2πRCC=7,21/2\pi R_CC = 7{,}2 kHz; sopra, il guadagno si ferma a R/RC=73R/R_C = 73, e il rumore ad alta frequenza non viene più amplificato senza limite.

Il derivatore reale Diagramma di Bode del modulo in decibel, con la frequenza da 1 hertz a 10 megahertz in scala logaritmica. Il guadagno dell'operazionale vale 100 decibel fino a 10 hertz e poi scende di 20 decibel per decade. Il guadagno ideale del derivatore, tratteggiato, sale di 20 decibel per decade e passa per zero decibel a 100 hertz. Il guadagno reale senza resistenza in serie, arancione, segue l'ideale fino a pochi kilohertz e ha un picco stretto di quasi 80 decibel a 10 kilohertz, poi scende di 40 decibel per decade. Con la resistenza in serie, blu, sale fino a circa 37 decibel, resta piatto e poi segue il guadagno dell'operazionale, senza picco. 100500 10 Hz1 kHz100 kHz |A| ideale RC = 0 RC = 220 Ω |G| (dB) frequenza

Il modulo del guadagno di un derivatore con R=16R = 16 kΩ\Omega e C=100C = 100 nF: il guadagno ideale sRC-sRC, tratteggiato, quello dell’operazionale e il guadagno reale. Senza resistenza in serie al condensatore, in arancio, il picco a 1010 kHz supera di circa cento volte il guadagno ideale; con RC=220 ΩR_C = 220\ \Omega, in blu, il guadagno sale fino a R/RCR/R_C e il picco sparisce.

Lo sfasatore

Lo sfasatore porta l’ingresso all’invertente attraverso un resistore RR, con un altro resistore RR in retroazione, e al non invertente attraverso il partitore tra un resistore RR e un condensatore CC verso massa.

Proposizione (sfasatore)

Con un operazionale ideale lo sfasatore ha

G(s)=1sRC1+sRC,G(jω)=1,argG(jω)=2arctanωRC.\begin{gathered} G(s) = \frac{1 - sRC}{1 + sRC} , \\ |G(j\omega)| = 1 , \qquad \arg G(j\omega) = -2\arctan\omega RC . \end{gathered}

La risposta a un gradino di ampiezza AA è vu(t)=A(12et/RC)v_u(t) = A\left(1 - 2e^{-t/RC}\right), e il guadagno d’anello è A(s)/2-A(s)/2 a ogni frequenza.

Dimostrazione.

Per sovrapposizione. Il segnale all’invertente, con il non invertente a massa, attraversa un invertente con guadagno R/R=1-R/R = -1. Il segnale al non invertente, Vin/(1+sRC)V_{in}/(1 + sRC) dal partitore, attraversa un non invertente con guadagno 1+R/R=21 + R/R = 2. La somma è 1+2/(1+sRC)=(1sRC)/(1+sRC)-1 + 2/(1 + sRC) = (1 - sRC)/(1 + sRC). Numeratore e denominatore, per s=jωs = j\omega, sono complessi coniugati: stesso modulo, argomenti opposti, e il loro rapporto ha modulo 11 e argomento 2arctanωRC-2\arctan\omega RC. Per il gradino, Vu(s)=(A/s)(1sRC)/(1+sRC)=A/s2ARC/(1+sRC)V_u(s) = (A/s)(1 - sRC)/(1 + sRC) = A/s - 2ARC/(1 + sRC), che si antitrasforma nella formula. Con l’ingresso spento, il non invertente è a zero e l’uscita arriva all’invertente dimezzata dal partitore tra i due resistori RR: Gloop=A/2G_{loop} = -A/2.

Fine della dimostrazione.

Il circuito lascia passare tutte le frequenze con la stessa ampiezza e ne sposta la fase da 00 a 180°-180°, passando per 90°-90° alla frequenza 1/2πRC1/2\pi RC: è un filtro passa-tutto. Serve per correggere la fase di un segnale senza toccarne l’ampiezza, negli oscillatori e nei circuiti di elaborazione audio. La risposta al gradino mostra le due facce: subito dopo il salto l’uscita vale A-A, perché per le frequenze alte il circuito è un invertente, e alla fine vale AA. Il guadagno d’anello non ha poli propri della rete, e la banda è metà del prodotto guadagno-banda, come per un invertente con guadagno 1-1.

Lo sfasatore A sinistra lo schema: l'ingresso V in si divide in due rami; uno arriva all'ingresso invertente dell'operazionale attraverso una resistenza R, con un'altra resistenza R tra ingresso invertente e uscita; l'altro arriva all'ingresso non invertente attraverso una resistenza R, con un condensatore C verso massa. A destra la fase del guadagno in funzione della frequenza, in scala logaritmica da 10 hertz a 100 kilohertz: parte da zero, vale meno 90 gradi a 1 kilohertz e tende a meno 180 gradi. R R R C Vin Vu −90°−180° 10 Hz1 kHz100 kHz arg G, con |G| = 1

Lo sfasatore e la fase del suo guadagno con RC=159 μRC = 159\ \mus. Il modulo vale 11 a tutte le frequenze; la fase scende da 00 a 180°-180° e vale 90°-90° a 11 kHz.

Esercizi risolti e commentati

Esercizio 1. Un amplificatore di tensione ha AV=100A_V = 100, Ri=10R_i = 10 kΩ\Omega e Ro=100 ΩR_o = 100\ \Omega. È collegato a una sorgente con RS=1R_S = 1 kΩ\Omega e a un carico di 11 kΩ\Omega. Quanto vale il guadagno dalla sorgente al carico? Che cosa cambia mettendo un inseguitore ideale tra la sorgente e l’amplificatore?

Soluzione. Il partitore di ingresso vale 10/11=0,90910/11 = 0{,}909, quello di uscita 1000/1100=0,9091000/1100 = 0{,}909, e il guadagno è 1000,9090,909=82,6100\cdot0{,}909\cdot0{,}909 = 82{,}6. Con l’inseguitore la sorgente vede un’impedenza infinita e l’amplificatore una sorgente con resistenza nulla: il partitore di ingresso vale 11 e il guadagno 90,990{,}9.

Commento. Il partitore di uscita resta. Per toglierlo servirebbe un inseguitore anche all’uscita, con impedenza di uscita molto più piccola del carico: è quello che fa l’operazionale nell’amplificatore non invertente, dove la retroazione divide l’impedenza di uscita per il guadagno d’anello.

Esercizio 2. Un elettrodo per il pH si comporta come un generatore di tensione con resistenza interna di 100100 MΩ\Omega, e dà 59,259{,}2 mV per unità di pH a 25 °C. Quanto legge un voltmetro da 1010 MΩ\Omega? E un inseguitore con impedenza di ingresso di 1012 Ω10^{12}\ \Omega e corrente di polarizzazione di 11 pA?

Soluzione. Il voltmetro forma con l’elettrodo un partitore: legge 10/(10+100)=9,1%10/(10 + 100) = 9{,}1\% della tensione. L’inseguitore ne legge 1012/(1012+108)=99,99%10^{12}/(10^{12} + 10^8) = 99{,}99\%. La corrente di polarizzazione, che scorre nella resistenza dell’elettrodo, aggiunge un errore di 1 pA100 MΩ=0,11\ \text{pA}\cdot100\ \text{M}\Omega = 0{,}1 mV, cioè 0,00170{,}0017 unità di pH.

Commento. Con sorgenti di impedenza così alta conta la corrente di polarizzazione più dell’impedenza di ingresso. Per questo i pHmetri usano operazionali con ingressi a MOSFET, che hanno correnti di picoampere o meno, e cavi schermati: anche la resistenza di isolamento del cavo diventa parte del partitore.

Esercizio 3. Una pompa di Howland ha i quattro resistori da 1010 kΩ\Omega, con tolleranza dell’1%, e un operazionale che satura a ±12\pm12 V. Con Vin=1V_{in} = 1 V, quanto vale la corrente? Quanto può valere, nel caso peggiore, la resistenza di uscita? Qual è il carico massimo?

Soluzione. La corrente è Vin/R1=100 μV_{in}/R_1 = 100\ \muA. Nel caso peggiore R4/R3R_4/R_3 e R2/R1R_2/R_1 si discostano in versi opposti, ciascuno di circa il 2%, e ε4%\varepsilon \approx 4\%: la resistenza di uscita è R1/ε=250R_1/\varepsilon = 250 kΩ\Omega. Con un carico di 11 kΩ\Omega la corrente cambia di 1/2511/251, lo 0,4%0{,}4\%. Con i rapporti unitari Vo=2VP=2ILRLV_o = 2V_P = 2I_LR_L, che deve restare sotto 1212 V: RL60R_L \le 60 kΩ\Omega.

Commento. Per avere una resistenza di uscita alta non bastano resistori precisi uno per uno: servono rapporti precisi, come nell’amplificatore delle differenze, di cui la pompa di Howland è parente stretta. Si usano reti di resistori integrate, tarate in coppia.

Esercizio 4. Il derivatore con R=16R = 16 kΩ\Omega, C=100C = 100 nF e RC=220 ΩR_C = 220\ \Omega riceve un gradino di 1010 mV. Come risponde, con un operazionale ideale? E senza RCR_C, con l’operazionale da 11 MHz?

Soluzione. Con l’operazionale ideale G=sRC/(1+sRCC)G = -sRC/(1 + sR_CC), e il gradino A/sA/sVu=ARC/(1+sRCC)V_u = -ARC/(1 + sR_CC), cioè vu(t)=(R/RC)Aet/RCCv_u(t) = -(R/R_C)\,A\,e^{-t/R_CC}: un salto a 727-727 mV che si spegne con la costante di tempo RCC=22 μR_CC = 22\ \mus. Senza RCR_C la risposta è quella di due poli con Q=100Q = 100 e fn=10f_n = 10 kHz: un’oscillazione a 1010 kHz che si smorza con la costante di tempo 2Q/ωn=3,22Q/\omega_n = 3{,}2 ms, dopo una trentina di periodi.

Commento. La derivata di un gradino è un impulso, che nessun circuito reale può dare: il derivatore pratico lo sostituisce con un impulso di area giusta, RCA-RC\cdot A, e durata RCCR_CC. Il circuito senza RCR_C trasforma lo stesso gradino in una lunga oscillazione, che non ha niente a che vedere con la derivata.

Esercizio 5. Progettare uno sfasatore che sposti di 90°-90° una sinusoide a 11 kHz, con C=10C = 10 nF. Di quanto sposta le sinusoidi a 100100 Hz e a 1010 kHz? Fino a che frequenza si può usare un operazionale da 11 MHz?

Soluzione. Serve ωRC=1\omega RC = 1 a 11 kHz: RC=159 μRC = 159\ \mus e R=15,9R = 15{,}9 kΩ\Omega; con il valore commerciale di 1616 kΩ\Omega i 90°-90° cadono a 995995 Hz. A 100100 Hz lo sfasamento è 2arctan0,1=11,4°-2\arctan0{,}1 = -11{,}4°, a 1010 kHz 2arctan10=168,6°-2\arctan10 = -168{,}6°. La banda dell’anello è metà del prodotto guadagno-banda, 500500 kHz; già a 5050 kHz il guadagno d’anello vale 1010, e il circuito si discosta dall’ideale di circa il 10%.

Commento. Lo sfasamento cambia rapidamente intorno a 1/2πRC1/2\pi RC: in una decade passa da 11°-11° a 169°-169°. Per spostare la fase di una quantità fissa su una banda larga servono più celle in cascata con costanti di tempo diverse.

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